RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA


la vera leggenda di tony vilar


Regia : GIUSEPPE GAGLIARDI
Tony chi, Tony Vilar? No,non lo conosco e non l’ho mai sentito dire. Così risponderebbe chiunque alla richiesta di info su tale nome.In realtà utilizzando il titolo della sua canzone più conosciuta le cose cambierebbero.Chi non ha mai sentito almeno intonare Cuando Calienta El Sol in vita sua?Ebbene sì, la canzone fu portata al successo proprio da Tony Vilar,nato in Italia come Antonio Ragusa e diventato una star giovanissima in Argentina,spopolando in seguito in tutto il sudamerica.Ma all’età di ventiquattro anni di Tony Vilar non si seppe più nulla.E qui inizia il film-documentario di Gagliardi col protagonista Peppe Voltarelli alla ricerca di questa figura mitica.Si parte da Buenos Aires, precisamente dalla Boca il quartiere degli italiani,dove tutti conoscono Tony ma nessun ha più sue notizie da quarant’anni.Nemmeno l’ex moglie sa più nulla di lui,se non che lo ama ancora.E’ solo Totonno che vanta amici newyorkesi a buttarsi con Peppe alla ricerca dell’amico e a portarlo a New York dove l’ex enfant prodige della musica si è andato a nascondere. Qui entriamo in un girone dantesco di amici degli amici che conoscono amici che sanno di lui (l’argentino),fino a quando il giro si stringe e grazie alla sorella raggiungiamo (perché ormai anche gli spettatori sono sulle sue tracce…) il vero Antonio Ragusa.Con Ragusa troviamo anche Vilar,il suo mito ed il perché della sua scomparsa che all’inizio pare un prestesto ma che si rivela vero.In mezzo a questo, il flashback di un’ascesa velocissima,l’età del successo ed una lunga china di anonimato nascosto dietro ad un normale venditore di auto usate di un uomo che non riuscì a reggere una stupida e piccola realtà. Cos’è il successo se non accettiamo noi stessi? Ruota attorno a questa questione la leggenda di Tony Vilar,ed ora quando ascolteremo ancora Cuando Calienta El Sol sapremo cosa veramente porta con se. Film nato dalla passione del regista e del protagonista che lo hanno anche scritto,vede la luce grazie ad un produttore bolognese che ha voluto sostenere questo progetto al di fuori dei soliti film all’italiana.Un roadmovie a metà col documentario che ha molti pregi e qualche difetto (la parte newyorkese alla lunga sa troppo di macchiettismo),ma che si lascia guardare molto bene ed all’uscita lo spettatore capisce di aver fatto parte di uno spettacolo intelligente e coraggioso. Le musiche originali sono tutte di Peppe Voltarelli,con l’eccezione di una canzone di Roy Paci che compare anche in un cameo divertente ed appropriato con lo spirito del film.
Se questo coraggio e questa ricerca ci fossero maggiormente nel cinema italiano ne avremmo tutti da guadagnare.
elle.ci