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RECENSIONI FILM la meglio gioventù Regia:
Marco Tullio GiordanaBellissima opera del regista de "I cento passi", nata per la televisione ma che si gode ancor maggiormente al cinema nonostante la durata di 6 ore che costringe gli spettatori a dividere la visione in due giornate. Un grande affresco tutto italiano che riesce a intrecciare le esperienze individuali di una famiglia con la storia della nostra nazione e del nostro popolo dalla fine degli anni sessanta ai giorni nostri. La bravura del regista é nel riuscire a mostrarci, senza esprimere un vero e proprio giudizio, gli avvenimenti che hanno formato il nostro paese attraverso tre generazioni rappresentate con personaggi a tutto tondo nelle loro caratteristiche, le loro contraddizioni, le loro vittorie e le loro sconfitte. Interpretate da un cast di attori eccellenti partendo da Luigi Lo Cascio, una grande conferma, alla bravissima Adriana Asti fino a Jasmine Trinca, lo sguardo della locandina, dal quale non si può non rimanere colpiti. Si passa dall'alluvione che colpì Firenze, alle contestazioni del '68, al problema malrisolto dei manicomi, al terrorismo delle B.R. per passare all'inizio della crisi della Fiat nei primi anni '80, alla vittoria dell' Italia di Bearzot ai mondiali in Spagna, all'assassinio di Falcone con il susseguirsi delle generazioni. Il tutto attraverso le vicende dei due fratelli protagonisti, Matteo e Nicola, che prima della loro partenza per Capo Nord nell' estate del '66 conoscono Giorgia, una ragazza con dei disturbi psichici. Questo incontro li cambierà profondamente e li porterà a reagire in maniera totalmente diversa nei confronti della destabilizzante situazione che sta prendendo sviluppo in Italia. Nicola grazie agli studi in psichiatria tenterà di cambiare le cose che non vanno bene partendo dalle piccole azioni del quotidiano senza azioni violente; mentre Matteo sfugge agli studi per rifugiarsi nell'apparente ordine dell'esercito. Spesso vedremo i due fratelli schierati da parti opposte ma questo non incrinerà il loro rapporto. Se vogliamo trovare una debolezza in questa colossale opera forse può essere quella di strappare troppe lacrime, nell'ultima parte, come spesso accade nei telefilm televisivi quasi fosse una esigenza del piccolo schermo. Ci.Bi |