RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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l'uomo senza passato

Regia : AKI KAURISMAKI
Con questo film Kuarismaki è entrato nell' olimpo dei grandi registi premiati ai festival più prestigiosi. Infatti a Cannes L' UOMO SENZA PASSATO ha vinto il premio speciale della regia, dato come consolazione per non aver vinto il premio più importante, quella palma d' oro che non può certo andare ad un film indipendente finlandese ! In questo film Kaurismaki non rinuncia al suo stile che già ci aveva fatto apprezzare opere con HO AFFITTATO UN KILLER, VITA DA BOHEME, NUVOLE IN VIAGGIO, ma completa l'opera con una sceneggiatura che tiene dall' inizio alla fine ed una cura dell' immagine, che rimanendo sempre a grana forte, un tempo sarebbe sembrata sospetta. La storia è quella di un uomo che, giunto in treno ad Helsinki dal nord si trova assaltato da tre naziskin in un parco mentre cercava di dormire. Salva la pelle per puro miracolo ma non ricorda più nulla della sua vita. Viene accudito da una famiglia che sopravvive ai margini della grande civiltà, vivendo in un container ed uscendo da quello per andare alle cene organizzate dall' esercito della salvezza. E' proprio in questo frangente che il nostro protagonista conosce Irma, volontaria dalla vita grigia e monotona che trova nella nuova spinta alla vita di M. la voglia di reinserirsi in un mondo che pensava l' avesse messa da parte. M. scoprirà la sua verà identità a seguito di un furto in banca a cui fa da testimone, ma si accorgerà che la sua vita precedente, convenzionale o meglio banale come quella di tutti quelli che ora vede come perdenti, non era un gran chè, ed ad una casa ed ad un lavoro sicuro preferisce un contatiner ed un lavoro come volontario all' esercito della salvezza, dove almeno può avere amici che condividono i momenti duri della vita. Sulle prime sembra quasi che il film sia recitato male di proposito, poi siamo quasi persuasi dal fatto che non sia questo il film male recitato ma lo siano tutti quelli che andiamo regolarmente a vedere, perchè qui ci sono storie vere, sensazioni di disagio quotidiano e poca voglia di tramutare i protagonisti in eroi. L' ambientazione è quanto di più crudo ci possa essere e viene mischiata a dialoghi altamente surreali dando all' opera un qualcosa di particolare e fortemente poetico. Dove potreste vedere altrimenti orchestrine dell' esercito della salvezza che suonano a ritmo di rock, se non nei sobborghi del porto di Helsinki in mezzo a barboni che cercano di sopravvivere senza piangersi addosso od orgogliosi della loro scelta ? Da pugno al cuore per tutti i fans della prima ora del regista finlandese quella lunga scena al bar tra M. ed il rapinatore della banca che si svolge sotto ad una foto del grandissimo e compianto Matti Pellompaa, il mitico interprete di svariati film di Kaurismaki nonchè sua musa ispiratrice se non per i film almeno per le interminabili bevute che si prendevano. Vi sembrerà strano ma qui si ride senza che il film sia minimamente comico, e poi almeno 4 o 5 scene sono da antologia; non vi voglio svelare nulla, ma come non commuoversi quando M. con stile impeccabile prende la sua busta usata di the per immergerla nell' acqua calda avuta da un bar gestito da una signora ancora compassionevole ?
 
elle.ci