RECENSIONI FILM
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l'uomo che verrą

 

Regia: Giorgio Diritti
Poesia allo stato puro questa ricostruzione dell'eccidio di Marzabotto del 1944. Il regista de "Il vento fa il suo giro" riesce a mettere in piedi un vero capolavoro evitando luoghi comuni e restituendo allo schermo la forza della realtą. Protagonista é la comunitą agraria delle zone di Monte Sole sugli appennini bolognesi che vede i propri territori occupati dalle truppe naziste e molti giovani del luogo organizzarsi in brigate partigiane. La bravura della sceneggiatura é nel rappresentare la guerra vista con gli occhi di una bambina, Martina, che ha smesso di parlare quando ha visto morire tra le sue braccia il fratellino neonato e che vive unicamente nell'attesa dell'arrivo del nuovo fratellino. Nel film sono rappresentati appunto questi nove mesi dal concepimento nel dicembre 1943 fino al rastrellamento di tutti gli abitanti della zona perpetrato dalle SS. Finalmente qualcuno racconta le vicende della guerra dalla parte delle gente semplice, che ha ben altre speranze nella vita, forse primordiali: mettere su casa, sposarsi, crescere i propri figli. Un film dalla parte dei civili che si trovano, loro malgrado, annientati da potenze esterne nel loro cortile di casa. La voglia di gridare basta alla follia della guerra, senza effetti speciali facendoci riflettere sulle assurditą delle violenze atroci di tutte le guerre. Da vedere assolutamente, premetto che la mia visione é stata in un cinema all'aperto con condizioni climatiche impossibili (pioggia a diritto per quasi tutto il film).
COMANDANTE DIAVOLO