RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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l'uomo che non c'era

Regia : JOEL COEN (2001)
Premessa : sono un fan dei fratelli Coen e dico subito che ho trovato grandiosi film come BARTON FINK, FARGO ed IL GRANDE LEBOWSKY. Dopo al parziale delusione di FRATELLO DOVE SEI ? aspettavo quindi con ansia il nuovo film dei "fratellini". Bisogna dire subito che qui si cambio tutto, non c' è traccia di ironia, svisate registiche e incredibili incroci di sceneggiatura. La storia è quella di un aiuto barbiere in una tranquillissima cittadina di provincia statunitense sul finire degli anni 40. Tempi in cui era possibili cogliere la grande occasione, ed anche un sonnecchioso ed introverso aiuto barbiere si poteva lanciare nel proprio progetto per diventare ricco. L' occasione che si prospetta è quella di diventare socio di uno strambo figuro che girava la provincia per trovare un sostenitore della sua grande idea : il lavaggio a secco. Per trovare il denaro sufficiente ad intraprendere l' operazione il barbiere non aveva che da ricattare il ricco proprietario del negozio dove lavorava la moglie. Da qui partono tutti le situazioni che porteranno a far sì che un tranquillo barbiere passerà attraverso fatti e situazioni proprio come se realmente non ci fosse. Tutte le cose gli passano a fianco o anche sopra senza che non venga mai preso in considerazione, un personaggio troppo insignificante per recitare qualsiasi parte, anche quella di un omicida. Già, perchè una persona che non conta nulla e non da fastidio a nessuno dovrebbe compiere un fatto così grave ? Cosa ne potrebbe mai ricavare qualcuno che ha sempre vissuto un' esistenza grigia e spenta ? Giranto in un scintillante bianco e nero, creata un' ambientazione favolosamente anni 40, ed avvalendosi di una straordinaria interpretazione di Billy Bob Thorthon, i fratellini si sono forse divertiti a girare un vecchio noir senza sentire però nessuna nostalgia per l' epoca che fu. Quindi ci è possibile cogliere umori e idee dei personaggi perchè sono comunque tutti molto legati alla nostra realtà, e questa è la dota che ci permette di stare sempre in stretto contatto con un film forse un po' troppo per amanti del cinema, quasi che i Coen si volessero scusare per gli ultimi 2 film troppo allegri e riportarci verso le inquietudini e le ossessioni che percorrevano la mente di John Turturro in BARTON FINK, l' unico loro film che può avere qualcosa in comune con questo. Mi verrebbe quasi da dire che questo sia il loro miglior film, anche se il meno accessibile per un pubblico non preparato a tutte quelle piccole sfumature magari difficili da cogliere ma che che fanno tanto CINEMA, quello che non si potrà mai cogliere sullo schermo di un televisore. Anche solo per questo piccolo regalo, lunga vita ai terribili fratellini Joel & Ethan Coen.
P.S.
Parlo sempre di fratellini perchè come in tutti i loro film, Joel cura la regia, Ethan la produzione ed insieme realizzano la sceneggiatura.

elle.ci