RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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l'inverno

Regia : NINA DI MAJO
Chi non ha mai sognato di vivere come un artista ? Potersi svegliare la mattina e decidere il proprio destino in base a quello che si è capaci di esprimere, in totale libertà e senza condizionamenti ? E' pensiero comune che la vita dell' artista sia il massimo che ci possa essere, perchè l' arte non può venire ricondotta a nient'altro che a se stessa, non accetta classificazioni e condizionamenti. Eppure quello che emerge nel film dell' emergente Nina Di Majo, non è proprio un ritratto di artisti sereni e felici, ma tutt'altro. Veniamo introdotti nella vita privata di due coppie che vivono entrambe d' arte. In una assistiamo alla crisi di un lui scrittore che non trova più la possibilità di esprimersi nel suo modo più interiore poichè la casa editrice poco gradisce inizi di romanzo troppo depressivi, e ai problemi di una lei che sta lanciando la galleria d'arte da tempo sognata ma grazie ai soldi di famiglia. Nell'altra coppia, decisamente fuori schema e molto frammentaria ci confrontiamo con un lui scultore che ama tutto ciò che non gli appartiene e una lei alle prese con traduzioni in francese di cui pochi sentono la necessità. Il film tende a prendere come soggetto principale lo scrittore dall' ispirazione bloccata, che rigetta il suo ultimo componimento dandolo da leggere ad esterni, quasi che gettarlo sia un affronto minore, e i problemi di coppia che il suo blocco viene a portare. Quello che emerge è un senso di vuoto di sentimenti pesante, un freddo tipico da grande inverno nordico, uno straneamento dalla realtà imbarazzante, quasi che la fiamma dell' arte che fa volare lo spirito al di sopra delle miserie del mondo, ci estranei anche dalle gioie che questo ci porta. Nel panoramo italiano, poco propenso alla sperimentazione, questo film colpisce diritto alla testa non certo al cuore, perchè risulta freddo e disataccato come i suoi personaggi, ma ti lascia un senso di angoscia profondo ed intenso quasi che tutti ci sentiamo per un attimo artisti capaci finalmente di cogliere quel sottile ed indefinito senso della vita che c'è sempre sfuggito. Contrappuntato da una musica che si può definire un elettro-folk urbano, girato in stile decisamente personale e tendente al lo-fi, questo film è anche una prova di forza del cinema italiano che si stacca per un momento dalle solite commedie che hanno si fatto la storia del nostro cinema, ma che ne hanno anche condizionato gli ultimi venti anni. E se oltre a quest' opera ci aggiungiamo i recenti LUNA ROSSA, BRUCIO NEL VENTO, TORNANDO A CASA, HIJOS, possiamo guardare al futuro con serenità, pensando che non per forza bisogna andare al cinema per non pensare, ma a volte sforzandosi a pensare ci si libera dei propri demoni !

elle.ci