RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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l'anno del dragone

Regia : MICHAEL CIMINO
Se Francis Ford Coppola ci aveva introdotti ai segreti delle famiglie mafiose italoamericane, Michael Cimino ci porta a conoscere gli intrecci delle triadi di Shanghai nella Chinatown di New York. Primi anni ottanta, anni cruciali per il dominio della Grande Mela, anni in cui le gangs cinesi cercano di fare le scarpe alle vecchie ed istituzionalizzate famiglie mafiose di origine italiana. Canal Street, la vecchia via che delimitava Little Italy è diventata territorio conteso, con i giovani cinesi che vogliono partire all' assalto e per farlo sono disposti a sacrificare i loro venerabili vecchi, personaggi non più al passo con i tempi, tempi dove la violenza ha preso il posto della parola d' onore e gli affari si fanno sul territorio ma anche nei posti dove la droga viene prodotta, saltando così una lunga fila di emissari e distributori. Questa è la situazione che eredita il pluridecorato capitano di polizia Stanley White, immigrato polacco che vuole ripristinare l' ordine fisico e morale nella sua nuova zona di competenza, Chinatown appunto. Non usa mezze misure, ricalcando nei modi le maniere di Dirty Harry, a costo di mettersi in gioco per primo ed esporre amici veri, conoscenti, parenti e amici di comodo a tragici eventi. L' ordine prima di tutto, prima anche della carriera in questo ritratto di poliziotto dai modi espliciti e sovente reazionari.Anche quando il potere lo mette da parte lui non riesce a sottrarsi al suo dovere che forse è anche il suo destino, e si mette in gioco fino alla ricerca della morte. Ne nasce una contrapposizione forte col nuovo capo della triade in quel di Chinatown, in un rapporto via via sempre più duro che porta ad un finale in cui le due figure si identificano l' una con l' altra. L' illustrazione che Cimino ci regala è intensa e illuminante su di un "pianeta" sommerso, che sotto uffici e ristoranti nasconde un mondo fatto di fabbriche al limite della prigione dove un'infinità di uomini è ridotta a vivere come prigionieri agli ordini di moderni schiavisti. Chinatown è un posto affascinante e pericoloso, alla mercè del potente di turno, dove di grandioso ci sono solo i funerali degli ex re del luogo, ai piedi dei quali tutti hanno dovuto strisciare e che vedendoli girare per le vie del quartiere dentro ad una cassa di legno tutti si sentono per un momento liberi di sperare che domani non sarà più così. Ma purtroppo domani sarà ancora così, perchè nessun Stanley White potrà ripulire fino in fondo le nostre putride città d' occidente vendute al soldo del più sporco e vischioso offerente.
Un film ancora attuale, anche se girato nell' ormai lontano 1985.

elle.ci