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RECENSIONI FILM l'amico di famiglia Regia : PAOLO SORRENTINOSe un film si nutre di immagini,L’amico di Famiglia è il CINEMA. Se quello che cerchiamo è immergerci in un flusso di immagini che ci racconti per visioni ed illusioni,un luogo,un accadimento ed alla fine una storia,Sorrentino ha colpito il bersaglio facendo centro.Se invece siamo alla ricerca di una storia,lasciate stare,c’è di meglio in giro. Ma non pensiate che questo film viva di sole immagini o che sia un prodotto etichettabile come “di stile”.No, è solo che la straordinaria capacità di riprendere del regista, assiemata a quella del fotografo Luca Bigazzi,ci regala un qualcosa di certamente straniante,particolare e che forse, noi italiani abituati allo stereotipo della commedia fatichiamo ad amare. Ma c’è anche una storia, quella dell’usurario interpretato da un logorroico,citazionista e squallido Giacomo Rizzo, che provvede ai bisogni quotidiani dei concittadini.Concittadini che non si elevano rispetto a lui, non ci sono personaggi belli o positivi in questo scorcio di Agropontino che fa da sfondo alla vicenda.Il quotidiano porta l’usuraio sulle piste di una bella e già rassegnata Laura Chiatti,in uno strano rapporto di potere,denaro prestato e sessualità che nonostante gli anni luce di lontananza dei due riuscirà a legarli in un rapporto impensabile.E non è da meglio il confidente di Rizzo,un Bentivoglio perso in una periferia di Sabaudia a scacciare il suo male interiore,inseguendo il sogno del Tennessee come mito rigeneratore.I destini dei tre verranno incrociati, e non è detto che quello che ne uscirà sarà meglio o peggio,solamente sarà diverso.Molto probabilmente Sorrentino non aveva nemmeno interesse a trovare un come e quando finale alla storia,per lui sarà stato sicuramente più importante rappresentare questi destini incombenti,tra inquadrature che regalano spazi insoliti e colori melliflui, come se fossimo dentro ai quadri di De Chirico.Non devono scoraggiarsi gli estimatori del precedente Le Conseguenze dell’amore, se quel film lavorava per sottrazioni,silenzi e non detti, qui la parola ha la meglio,ma il fondo della storia rimane sempre nel non detto di un rapporto impossibile da consumarsi secondo gli indicatori del comune pensare.Non piacerà a tutti,ma chi lo amerà lo farà con grande trasporto e ne trarrà una visione da ricordare a lungo.O forse qualcuno dimentica che anche un capolavoro come 8 e mezzo del maestro Fellini dava visioni ad una storia confusa,ripetitiva ad alla lunga anche stancante? elle.ci |