TEATRO TIVOLI BOLOGNA


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PROGRAMMA NOVEMBRE DOCEMBRE 2006

TEATROAPERTO/TEATRO TIVOLI

Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna  

TEATRO TIVOLI

Bologna, via Massarenti, 418 – Tel. 051/342934

Dal 30 ottobre al 18 dicembre, tutti i lunedì alle ore 21 al Teatro Dehon, la Compagnia Nuzzo-Di Biase presenta lo spettacolo comico-musicale “NUZZO DI BIASE LIVE SHOW” con CORRADO NUZZO e MARIA DI BIASE. Conduzione e comicità Corrado Nuzzo e Maria Di Blase. Musica Antonio Stragapede (chitarra), Gìannicola Spezzigu (contrabbasso), Eloisa Atti (voce)
Ospiti comici e musicali ogni sera e il grandioso corpo di ballo

Info 051.342934 – www.teatrodehon.it


Imprevedibile, surreale, esilarante, poetico. Un nuovo varietà che porta la firma della coppia comica Nuzzo-Di Biase conosciuta dal grande pubblico per la partecipazione al programma della Gialappa's "Mai dire lunedì" con la pièce teatrale dal titolo "Tua sorella", ancor prima con il "Mortality show" a "Mai dire grande fratello & figli" e con le disavventure della studentessa impreparata a "Bulldozer".
Uno show in stile vintage, una band tutta brillantina e paiettes, la musica italiana che ha fatto la storia nel mondo e poi… tip-tap, magia, ventriloquismo, invenzioni assurde, interviste impossibili, satira... un vero, originale e strampalato show che esalta le potenzialità di un popolo che ha sempre saputo ridere e prendersi in giro, invidiato per la
sua creatività e fantasia, che di colpo si ritrova spaesato, povero e spaventato.... Come un uomo solo e senza soldi a Las Vegas o tanta gente ricca e felice, ma sul Titanic. Un varietà che ogni sera darà largo spazio all'improvvisazione e alla sperimentazione, con ospiti sempre nuovi e con una band d'eccezione, per rendere il tutto unico e irripetibile.
Dopo aver assistito al Nuzzo-Di Biase live show non solo ricomincerai a sognare castelli in aria, ma ci pagherai anche l'Ici.

Corrado Nuzzo e Maria Di Biase iniziano il loro sodalizio artistico a Bologna nel 2002. Nel 2003 producono insieme lo spettacolo dal titolo “Burlesque” con il quale partecipano a diverse rassegne di cabaret e teatro comico. Nel 2003-2004 mentre Maria Di Biase è impegnata alla prima e seconda edizione del programma Bulldozer (Rai2) con il personaggio della studentessa, Corrado Nuzzo partecipa alla sit-com Tisana Bum Bum (Rai 2). Il loro debutto televisivo in coppia, avviene solo poco più tardi, su Italia 1 con la Gialappa’s, nel programma “Mai dire Grande Fratello & Figli” dove si sperimentano nel primo mortality televisivo, “Il Grande freddo”, l’unico reality in cui prima vieni eliminato e poi partecipi. 
Corrado Nuzzo e Maria Di Biase sono nel cast di “Mai dire lunedì” (Italia 1) condotto dalla Gialappa’s e da Forest ( 2005) 


BIOGRAFIA

Corrado Nuzzo
Corrado Nuzzo nasce a Tricase (Le) il 25/03/71. Frequenta il percorso triennale di mimo ed espressione corporea guidato da Eugenio Ravo (assistente di Etienne Decroux). Sceglie di dedicarsi al teatro comico frequentando gli stage di Jean Mening e approfondendo il clown teatrale. Segue il percorso formativo sull’attore comico condotto da Philip Radice (metodo Lecoq – Atelier Teatro Fisico –Torino). Partecipa ai seminari sulla Commedia dell’Arte condotti da Sandra Cavallini (Scuola internazionale dell’attore comico di A.Fava) e al “Corso internazionale di Commedia dell’ Arte” condotto da Carlo Boso, Nelly Queete, Benoit Combes e Stefano Perrocco di Medusa. Frequenta il seminario “Il ridere”, con Jos Houben (Theatre De La Complicite’). Approfondisce l’uso della maschera studiando con Kuniaki Ida (“Santarcangelo dei Teatri”, Rimini), e l’uso della voce con Stefano Zuffi, Ombretta Franco, Alice Albertazzi.

Teatro
• “Condominio Varietà” (2004) 
scritto da Maria Di Biase, Corrado Nuzzo, Lello Lombardi, musiche della condom-band
• “Dammi il tuo cuore mi serve” (2003-2004) 
commedia scritta e diretta da Natalino Balasso con Natalino Balasso, Corrado Nuzzo, Rita Pelusio, Domenico Lannutti , Marco Vacondio e Bruno Nataloni
• “Burlesque” (2003) 
scritto da Maria Di Biase e Corrado Nuzzo, regia Corrado Nuzzo 
• “Pentola a Pressione” (2002) 
scritto da Rita Pelusio e Corrado Nuzzo, regia Philip Radice 
• “Lunabark” (2002) 
di e con Michele Cafaggi, Rita Pelusio, Claudio Cremonesi, Giorgio Branca e Corrado Nuzzo 
• “GNORRI (!)” (1999) 
scritto e diretto da Natalino Balasso con Corrado Nuzzo, Rita Pelusio, Bruno Nataloni e Domenico Lannutti
• “Cimò” (1999) 
di e con Beppe Chirico, Rita Pelusio, Corrado Nuzzo
• “L'isola degli Gnorri” (1998) 
scritto e diretto da Natalino Balasso con Natalino Balasso, Corrado Nuzzo, Rita Pelusio, Bruno Nataloni, Domenico Lannutti
• “Grangalashnikov” (1995) 
di e con Sandra Cavallini, Bruno Nataloni, Rita Pelusio , musiche del quartetto Zappalà, regia di Philip Radice.
• “Il Corsaro Nero” 
regia di Alberto Canepa (1994) 

Tv
• “Mai dire Grande Fratello & figli” (Italia 1) condotto dalla Gialappa’s (2004) 
• “Natalino Balasso Show” (Italia 1) condotto da Natalino Balasso (2004) 
• “Tisana bum bum” (Rai 2) sit-com (2004) 

Maria Di Biase
Maria Di Biase nasce a Montreal (Canada) il 17/12/1974 ed è laureata in Matematica presso l’Università di Bologna. Dal 1996 si avvicina alla recitazione avendo come obiettivo lo studio del teatro comico in tutti i suoi aspetti tra i quali clownerie, commedia dell’arte, monologo e cabaret. Studia quindi prima Commedia dell’Arte a Bologna con Sandra Cavallini (scuola di Antonio Fava), a Torino con Mauro Piombo e a Ravenna frequenta il “Corso internazionale di Commedia dell’Arte” con Carlo Boso, Nelly Quette, Benoit Combes e Stefano Perocco di Medusa. Per tre anni partecipa ai corsi triennali del laboratorio comico permanente. Approfondisce il suo studio seguendo i seminari sul teatro fisico di Philip Radice (metodo Lecoq – Atelier Teatro Fisico –Torino). Studia voce e canto con Alice Albertazzi . 

Teatro
• “Condominio Varietà” (2004) 
di e con Maria Di Biase, Corrado Nuzzo, Lello Lombardi, musiche della condom-band
• “Burlesque” (2003) 
di e con Maria Di Biase e Corrado Nuzzo, regia Corrado Nuzzo
• “Maredeu” (2003) 
scritto e diretto da Franco Zaccaro
• “ Hey ho and up she rises” (2002) 
regia di Nino Campisi
• “Sarchiapone Circus” (2000) 
regia Nuzzo-Pelusio-Chirico
• “L.S.D. luci sul divano” (1999) 
di e con Maria Di Biase e Antonello Pinto

Tv
• “Mai dire Grande Fratello & figli” (Italia 1) condotto dalla Gialappa’s (2004) 
• “Sanremo festa d’state 2004” (Rai 1) con Paola Perego e Toto Cotugno (2004) 
• “Bulldozer” (Rai 2) 2° edizione condotto da Enrico Bertolino e Federica Panicucci (2003-2004) 
• “I caruso” sit-com (Happy Channel) (2003) 
• “Tutti a scuola” (Rai 1) condotto da Fabrizio Frizzi (2003) 
• “Bulldozer” (Rai 2) 1°edizione condotto da Dario Vergassola e Federica Panicucci (2003) 
Martedì 31 Ottobre alle ore 21, inizia la classica rassegna di teatro dialettale al Teatro Dehon. La prima compagnia a scendere in pista sarà la prestigiosa compagnia intitolata al grande Bruno Lanzarini che lavorò anche con Giorgio Strehler nel famosissimo Arlecchino servitore di due padroni. Lo spettacolo si intitola “Un dé e dou nott”, tre atti di A. Guidetti e A. Lanzarini. Con la partecipazione straordinaria di Pippo Santonastaso e la regia di Jaqueline Zocca. Il prezzo dei biglietti è popolare: interi € 9,50 - ridotti € 8,00. 

Info 051.342934 – www.teatrodehon.it


“Un dé e dou nott”: è ormai un’abitudine che Luigi ami trascorrere qualche ora in allegria, in compagnia del caro amico Felice e di qualche fiasco di buon vino, nonostante le rimostranze di sua moglie, Paola. Sembra una sera come tutte le altre, senonchè… a tarda ora, suona il campanello e irrompe l’avvocato Benintendi.
Da quel momento la loro vita cambierà.

Da giovedì 2 a giovedì 30 Novembre, al Teatro Dehon, si svolgerà la rassegna “L’ARLECCHINO GRIGIO” il teatro dell’arte nel terzo millennio, promossa dall’Associazione Piazza Grande, in collaborazione con La Fraternal Compagnia e Teatroaperto/Teatro Dehon. Gli spettacoli sono:
02 novembre “GENTI, INTENDETE QUESTO SERMONE” Con MATTEO BELLI
16 Novembre “IL TEMPO DELLE ATTRICI” con TANIA PASSARINI.
23 Novembre “SMASCHERATA” con GIORGIA PENZO.
30 Novembre “ARLECCHINO GRIGIO” con MASSIMO MACCHIAVELLI.

Info 051.342934 – www.teatrodehon.it

Primo spettacolo:

Associazione Ca’ Rossa / Centro Teatrale per l’Oralità e Diciannove maggio sas
in collaborazione con Teatro Perché
MATTEO BELLI in
“Genti, intendete questo sermone”
Monologhi giullareschi medioevali e moderni

E' una lezione-spettacolo, per nulla accademica, sorta di florilegio di testi giullareschi italiani medioevali e moderni, raccolti con l'intento di offrire all'attenzione dello spettatore il carattere specifico della parola giullaresca, quello di essere pensata appositamente per la scena, più che per la pagina scritta.
Ecco allora che il percorso proposto è un'occasione per ascoltare e veder rappresentati brani poetici del XIII e XIV secolo, esemplari di una letteratura un tempo considerata minore ed ancora oggi poco studiata ma che, al di là dell'indiscutibile vivezza e godibilità rappresenta, in alcuni casi, un estremo interesse per le soluzioni di grande modernità, quasi premonitrici di esiti letterari molto posteriori.
Si va da un classico lungamente dibattuto come “Rosa fresca aulentissima” di quel Ciullo o Cielo d'Alcamo che già fu al centro di svariate contese tra critici, ai sorprendenti giochi linguistici del “Bisbidis” di Manoello Giudeo, passando per testi celebri e amati dai cultori come “La nascita del villano” di Matazone da Caligano e la straordinaria e grottesca drammaticità della “Parodia della Passione” di Ruggieri Apugliese.
Il tutto incorniciato da due brani scritti dall'interprete: una libera rilettura di una novella del Sacchetti e, nel finale, un omaggio dedicato all'antica tecnica del grammelot, linguaggio quasi senza parole riconoscibili e basato sulla tecnica onomatopeica dell'imitazione di altre lingue.
Ogni brano è preceduto da un'illustrazione storico-critica da parte dell'attore, che introduce lo spettatore moderno ad una migliore intelleggibilità non solo della lettera ma anche delle questioni tematiche e stilistiche proposte da testi tanto lontani nel tempo anche se per molti fattori incredibilmente attuali.


Recupero e valorizzazione della cultura popolare e della storia e delle tradizioni locali 

Arlecchino Grigio
Il teatro dell’arte nel terzo millennio


Dal 1500 fino a metà del 1700 la Commedia dell’arte è stato il genere teatrale più seguito in Europa, le sue radici affondano nel teatro popolare dei giullari e dei ciarlatani e i temi sono quelli propri della cultura popolare: la fame, i rapporti con il potere, con la natura, tra i sessi, le superstizioni e le teorie popolari, i misteri del viaggio. I personaggi della Commedia dell’Arte si possono definire archetipi che hanno attraversato la storia dell’uomo, non è un caso che lo studioso del genere debba percorrere il tempo a ritroso e che i temi e i tipi della commedia si ritrovino in diverse epoche storiche, in forme abbastanza simili. Basti pensare al Miles Gloriosus di Plauto che tratteggia già la figura del militare vanaglorioso o ai ciarlatani che diventano pedanti e poi dottori, all’Alichino, diavolo buffone della Divina Commedia e così via. Dopo la riforma di Goldoni, la Commedia dell’Arte subisce una battuta d’arresto di quasi due secoli, essendo relegata all’interno dei carnevali o delle sagre, ma queste maschere non sono più i potenti personaggi che conoscevamo, diventano mascherine che fanno ridere i bambini, è chiaro che il mordente delle tirate o delle improvvisazioni di questi personaggi sparisce. Il Novecento vede una rifioritura di questo genere grazie a personaggi come, Moretti, Soleri, Fo, Fava e i più giovani Bonavera, Contin, Belli, e grazie anche alla paziente opera di abilissimi artigiani mascherai, su tutti, la famiglia Sartori. Oggi la Commedia dell’Arte è osservata e studiata e si fanno anche diversi tentativi di attualizzarla, poche però sono le sperimentazioni che hanno rispettato il valore tradizionale, molti di questi tentativi sono affondati nel cabaret o nel varietà, generi altrettanto ricchi ma diversi dalla Commedia dell’Arte. Una vera opera di riproposizione e modernizzazione della Commedia dell’Arte, in questo nostro secolo, non può essere disgiunta dallo studio della tradizione, in uno schema caro a tanti attori che hanno fatto la storia del teatro moderno.
L’idea di partecipare a questo progetto, nasce proprio dalla voglia di mettere in campo un tentativo che riproponga i temi della Commedia dell’Arte e li ritrovi nella cultura popolare d’attualità, attraverso uno studio approfondito che parte dalla tradizione, tracciando un cammino verso una commedia dell’Arte del terzo millennio. Un progetto di ricerca sulla regione Emilia Romagna, di studio del genere, e di riproposta della cultura popolare filtrata dal nostro essere inseriti in un’organizzazione sociale complessa che ha in ogni modo come suo specchio l’uomo.

“Il progetto intende attraverso tre fasi distinte, avvicinare i giovani al mondo della cultura popolare attraverso la Commedia dell’Arte, intende altresì dare spazio a quelle esperienze didattiche e spettacolari che hanno attualizzato i temi cari alla cultura popolare senza snaturarne il senso e la provenienza.” 
La prima fase del progetto consisterà nel compiere una ricerca nella Regione Emilia Romagna di racconti, canti e danze della memoria con particolare riferimento al 1900 e con tematiche legate a quelle storiche della Commedia (la fame, i rapporti con il potere, con la natura, tra i sessi, le superstizioni e le teorie popolari, i misteri del viaggio), allo scopo di dotarsi di materiale didattico per la seconda fase del progetto. Questa prima fase sarà realizzata dal Laboratorio di teatro integrato “Cercando Chi-sciotte” di Coop. Attività sociali che coinvolgerà nella ricerca le persone diversamente abili con cui lavora, questa ricerca sarà condotta in rete con le Associazioni, i gruppi e le istituzioni che si occupano di cultura popolare nella nostra Regione. La prima fase del progetto si concluderà con la realizzazione di un seminario-convegno al quale saranno invitati esperti della cultura popolare, attori, registi e studiosi della Commedia dell’Arte. Il convegno sarà aperto a tutti e darà il via alla seconda fase del progetto. Nella seconda fase saranno improntati sei seminari con esperti in vari campi, aperti a tutti e con una sezione dedicata a un lavoro specifico sui portatori di handicap. I seminari useranno come traccia di lavoro i materiali scaturiti dalla ricerca e avranno come obiettivo la definizione di una Commedia dell’Arte attuale che riesca a rappresentare gli stereotipi del secolo scorso o di quello in corso, attraverso gli strumenti espressivi della Commedia dell’Arte tradizionale. Queste fasi saranno seguite da un ricercatore universitario che avrà il compito di raccogliere e ordinare in forma di pubblicazione tutti i risultati del lavoro. I seminari saranno aperti e pubblicizzati in tutta la Regione Emilia Romagna.
La terza fase del progetto sarà oggetto di una nuova richiesta per il 2006. In questo anno si produrrà una spettacolo scritto e interpretato dalle persone che hanno seguito i seminari e anche da alcuni insegnanti, che renda conto della sperimentazione affrontata, si intende inoltre organizzare una rassegna alla quale invitare le compagnie che cercano da tempo di gettare un ponte tra la Commedia delle origini e il nostro secolo, per riportare al pubblico i contenuti di un genere teatrale che è parte assoluta della storia artistica del nostro paese. Tutti i materiali prodotti saranno raccolti in una pubblicazione e in un video fruibile da tutte le istituzioni teatrali e culturali interessate.

Obiettivi

1. Ricercare e divulgare musiche danze e testi popolari della nostra regione, legati al tema della memoria, in modo particolare quelli del ‘900,
2. Avviare un percorso che rivaluti la grande importanza della cultura popolare per la nascita e la vita del teatro.
3. Costruire un convegno-seminario per elaborare e discutere i temi del progetto.
4. Riproporre la grande tradizione della Commedia dell’Arte a partire dagli attori e autori emiliano romagnoli che dal 500 al 700 hanno dato lustro a questo genere
5. Avviare una ricerca-didattica sui tentativi di attualizzazione della Commedia dell’Arte
6. Costruire un percorso didattico-teatrale tale da soddisfare i punti precedenti, avvalendosi di professionisti del settore.
7. Organizzare una pubblicazione e un momento pubblico denominato “Arlecchino Grigio”
Giovedì 2 novembre, alle ore 21, al TEATRO TIVOLI, via Massarenti 418, la Compagnia I BURATTINI DI RICCARDO presenta “IL MEDICO PER FORZA” commedia molieriana. spettacolo per adulti e bambini.
Ingresso adulti e bambini € 5,00. Le prenotazioni si raccolgono telefonicamente al N. 051/342934.


Info 051.342934 – www.teatrodehon.it

Nel West-end bolognese, là dove i Teatri spuntano come funghi, si sta lavorando per ripristinare un’antica consuetudine, quella di dare rappresentazioni di burattini anche per gli adulti. Nell’ottocento era un’abitudine consolidata, per le intere famiglie, borghesi e meno abbienti, recarsi a vedere uno spettacolo di burattini, soprattutto la domenica pomeriggio. Il luogo più famoso era il teatro Nosadella (dove, oggi, c’è il cinema). In quel tempo era invalsa anche la moda di fare spettacoli di burattini con persone in carne e ossa, che presero il nome di “Burattini in persona” o “Burattini viventi”. Si rappresentavano canovacci dei burattini, ma, appunto, con persone vere. La moda ebbe grande successo. Nei paesi dell’Est, ancora oggi, la tradizione dei burattini e soprattutto delle marionette è attualissima e richiama l’attenzione di tutta la popolazione. Il “burattino” è una forma d’arte molto sofisticata (al contrario di quello che può sembrare) che richiede una grande abilità tecnica: vocale e manipolatoria. Il burattinaio Riccardo è uno dei migliori giovani che si sono buttati nel “mestiere”. Possiamo quindi essere certi della qualità tecnico-spettacolare – raccomandiamo i formidabili e divertentissimi balletti finali – e della capacità di richiamo, anche turistico di una forma di spettacolo altamente poetica.
Siamo certi che l’idea piacerà e incontrerà il favore del pubblico. Aspettiamo i cittadini numerosi nella loro nuova casa. La direzione del Teatro Tivoli.

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