TEATRO TIVOLI BOLOGNA


www.catchweb.net

STAGIONE 2008

 

LE TIGRE

 

GRANDE SPETTACOLO AFRICANO DEL BURKINA FASO
Mercoledì 12 Novembre alle ore 21, al Teatro Tivoli, via Massarenti 428, la Compagnia Théâtre Evasion del Burkina Faso, presenta “LE TIGRE”, da “La storia della tigre” di Dario FO. Regia di Luca G. M. FUSI e Ildevert MEDA. Assistente alla regia Noël MINOUNGOU. Con: Charles WATTARA e Gérard OUEDRAOGO. Lo spettacolo è in lingua francese.
Le prenotazioni si raccolgono telefonicamente al N. 051/342934, oppure dalle ore 15 alle ore 19, presso la biglietteria del Teatro Dehon, via Libia 59, Bologna.

Info 051.342934 – www.teatrotivoli.it
Un eccezionale autore italiano
Due attori – conteur burkinabé
La lingua francese, italiana, bambarà 
La pantomima, il gesto 
Una regia intercontinentale 
Un cocktail strepitoso per uno spettacolo seriamente esilarante 
Siamo in una Cina immaginaria, un luogo lontano, come tutti i luoghi che si raccontano nelle fiabe e nei proverbi, un paese afflitto da una guerra terribile. Si parla della Cina, ma possiamo essere in Liberia, Costa d’Avorio, Afghanistan, Bosnia, Darfour… insomma, un qualsiasi luogo ove uomini sparano su altri uomini, dove si massacrano innocenti, dove donne e bambini diventano obiettivi militari. 
Dario Fo ci fa guardare attraverso gli occhi di un soldato, ferito, che viene lasciato indietro dai suoi commilitoni e rimane solo, sofferente, in una terra che non conosce. Un terribile acquazzone lo costringe a rifugiarsi in una grotta, apparentemente disabitata. 
Si scopre invece che nella grotta abita una tigre, con i suoi cuccioli. Anche la tigre è una vittima: le tigri non sono pratiche dell’acqua e la tempesta le ha annegato un tigrotto, gliene rimane uno solo. La tigre ha ora le mammelle gonfie di latte, e le fanno un male terribile: non allatta da che la tempesta è cominciata e il cucciolo rimasto (vivo, ma gonfio d’acqua) non ha alcuna intenzione di farlo. 
Per lenire il dolore non c’è che una soluzione: obbligare il soldato a “poppare”. Et voilà, un incontro che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia diventa invece l’inizio della risalita e la soluzione dei reciproci problemi. Infatti anche il soldato, a digiuno da giorni, riprende le forze grazie al latte di tigre (un po’ amaro, ma… nutriente e gustoso). 
Questo incontro assurdo e poetico è l’inizio di un’alleanza che conduce i due protagonisti attraverso fantastiche peripezie, scandite dall’arte affabulatoria del maestro Dario Fo. 

Note di Regia 
Il testo di Dario Fo è un assoluto capolavoro: esilarante, concreto, poetico e mai banale. La messa in scena ne segue pienamente i canoni e gli avvenimenti, ma ne sviluppa le immagini in pantomima adattando lo spettacolo ad un immaginario africano. 
In scena si vedono due attori che portano avanti il filo della storia attraverso una serie di situazioni, pantomime e gag. In un’ora di spettacolo si ride e ci si emoziona seguendo le vicende strampalate e poetiche del protagonista e riscoprendoci nelle sue paure, le sue intuizioni e i capitomboli. 
Pur avendo un taglio apertamente teatrale, lo spettacolo si inserisce pienamente nella riflessione, in atto oggi in Burkina Faso, sulla contaminazione della tradizione africana del racconto. Dietro il florilegio di immagini e pantomime si nasconde infatti una capacità affabulatoria ed un senso del ritmo derivate dall’esperienza dei “conteur” africani. 
La scena è spoglia di qualsiasi artificio teatrale; per un’ora sul palco non ci sarà altro che il talento e la forza emozionale di due incredibili attori burkinabé. Luca FUSI.

Lo spettacolo racconta una storia improbabile, come improbabile è la storia del nostro incontro, Luca e me; un incontro che si può già raccontare attraverso le sue peripezie, collaborazioni, scambi, leggendolo nell’impronta indelebile che ha lasciato nelle nostre anime. 
Lo spettacolo rappresenta per noi l’occasione per un’esperienza lavorativa più intima, con un’equipe ridotta, per permetterci di confrontare meglio le incertezza artistiche, le nostre angosce, le speranze le nostre solitudini; tutto questo ci ha spinti sul bordo della scena, a sfidare le paure, le speranze e le solitudini di altri due artisti, non meno pazzi di noi. Charles Wattara e Gerard Ouedraogo erano i soggetti ideali per una tale catarsi grazie alla loro visionarietà connaturata: due veri artisti della scena, la cui follia è comparabile solo al loro talento. 
A loro abbiamo chiesto semplicemente di mettere a disposizione tutto il loro entusiasmo creativo, per fonderlo con la forza delle parole di Dario Fo e con la fraternità che lega Luca e me, senza dimenticare la nostra passione comune, voglio dire, ciò che ci lega l’esistenza al caos nelle nostre vite da cani… pardon, volevo dire... da artisti. Ildevert MEDA.
Centro Culturale Teatroaperto
Via Libia, 59 – Tel. 051/342934 – Fax 051/307488 – Codice Fiscale e Partita IVA 03615280371
E-mail: teatrodehon@tin.it – http::/www.teatrodehon.it

www.catchweb.net