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TEATRO DHEON BOLOGNA www.catchweb.net |
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STAGIONE 2008 |
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L’AVARO
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TEATROAPERTO/TEATRO DEHONTeatro Stabile dell’Emilia-Romagna Via Libia, 59 – 40138 Bologna – Tel. 051/342934 – Fax 051/307488 Codice Fiscale e Partita IVA 03615280371 E-mail: teatrodehon@tin.it – http://www.teatrodehon.it CARLO CROCCOLO AL TEATRO DEHON Da venerdì 8 a domenica 10 febbraio, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, Il Teatro San Leonardo in collaborazione con il Teatro Comunale dell’Unione di Viterbo, presenta CARLO CROCCOLO in “L’AVARO” di Molière. Traduzione e adattamento di Nicasio Anzelmo. Regia di Maurizio Annesi. Scene e costumi di Kim Marie Brittain. Musiche originali di Simone Sciumbata Info 051.342934 – www.teatrodehon.it L’avaro debutta nel 1668 al Palais Royal e da allora ha lasciata intatta la sua forza rappresentativa, anzi, se possibile, l’ha accresciuta nel corso dei secoli. La commedia è nata da una serie di stimoli che Molière ha attinto dall’Aulularia di Plauto (il carattere di Arpagone, il pranzo, il furto della cassetta e conseguente monologo, lo scontro con il servo), dalla Belle plaideuse di Boisrobert (l’nserimento nel carattere dell’avaro del suo aspetto di usuraio), e dai Suppositi di Ariosto e in generale dalla grande fucina della commedia dell’arte (l’aspetto del giovane che si introduce nella casa dell’amata come servitore per corteggiarla). Di certo tutti gli ingredienti tratti, per dirla alla Goldoni, dal libro del teatro, si mescolano a quelle connotazioni psicologiche, morali, di costume proprie del libro del mondo, concorrendo al raggiungimento di una miscela comica esplosiva, e di una carica satirica e di denuncia propria del grande commediografo. Ma l’innovazione che sigla l’attualità del lavoro non è l’avarizia, già visitata in lungo e largo dalla drammaturgia, ma l’aspetto usuraio del personaggio. Molière dipinge in Arpagone un avaro che non è più solo un accumulatore di ricchezze, ostinato conservatore della proprietà: Arpagone avaro ha la sua cassetta di denari, i cavalli che rischiano di morire di fame; tuttavia egli veste bene, ha una carrozza, diversi servitori, e in più è un “investitore”, per usura, ma investitore; i suoi denari sono sempre in moto, per fruttare, segnando il passaggio ad un’era più moderna, ad un’economia mercantilista o addirittura capitalista. |
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