TEATRO DHEON BOLOGNA


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STAGIONE 2008

 

NOVEMBRE - DICEMBRE 2008

 

TEATROAPERTO/TEATRO DEHON
Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna
Via Libia, 59 – 40138 Bologna – Tel. 051/342934 – Fax 051/307488 Codice Fiscale e Partita IVA 03615280371
E-mail: teatrodehon@tin.it – http://www.teatrodehon.it
 


TEATROAPERTO/TEATRO TIVOLI
Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna
TEATRO TIVOLI
Bologna, via Massarenti, 418 – Tel. 051/342934
TEATRO STABILE
delle Tradizioni e dei Dialetti
TEATRO STABILE
delle Marionette e dei Burattini
TEATRO STABILE
delle Nuove Comicità

SPETTACOLO DEL 31 DICEMBRE AL TEATRO TIVOLI
Mercoledì 31 dicembre, al Teatro Tivoli, grande serata di Capodanno. La Compagnia Arrigo Lucchini presenta lo spettacolo in dialetto bolognese “UN LET PER STANOTT” di Arrigo Lucchini. Con ANNAMARIA LUCCHINI, GIANNI GIULIANO, ROBERTA BALBO, ANNA LORI, PIER LUIGI FOSCHI, GIANCARLO ANGELINI. Regia di Davide Amadei.
Lo spettacolo del 31 dicembre inizierà alle ore 21,30 precise. A mezzanotte ci sarà un grande brindisi con panettone e spumante e con gli auguri di tutta la Compagnia del teatro diretta dall’attrice Annamaria Lucchini.
Il costo del biglietto è di Euro 25,00 compresa la prevendita.
Lo spettacolo si replica il 1° gennaio alle ore 16.
Le prenotazioni si raccolgono telefonicamente al N. 051/342934, oppure dalle ore 15 alle ore 19, presso la biglietteria del Teatro Dehon, via Libia 59, Bologna.
Info 051.342934 – www.teatrodehon.it
In una notte d’estate, la quiete di Giovanni Malaguti viene turbata dall’arrivo della ciclonica Gabriella, che gli sconvolgerà letteralmente la vita. Tutti i guai si risolveranno grazie anche all’intervento di Lorenzo, fraterno amico di Giovanni.
Centro Culturale Teatroaperto
Via Libia, 59 – Tel. 051/342934 – Fax 051/307488 – Codice Fiscale e Partita IVA 03615280371
E-mail: teatrodehon@tin.it – http::/www.teatrodehon.it



SPETTACOLO DEL 31 DICEMBRE AL TEATRO DEHON
Mercoledì 31 dicembre, al Teatro Dehon, grande serata di Capodanno. La Compagnia Teatroaperto/Teatro Dehon – Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna, presenta lo spettacolo più divertente della stagione “IL ROMPIBALLE” di Francis Veber. Con ALESSANDRO FORNARI, ALDO SASSI GUIDO FERRARINI, ANDREA ZACHEO, MARCO MARCONI, TIZIANA DI MASI. Scene di Fabio Sottili, costumi di Renata Fiorentini, luci di Poppy Marcolin, fotografo di scena Gino Rosa, organizzazione Tiziano Tommesani. Regia di Guido Ferrarini.
Lo spettacolo del 31 dicembre inizierà alle ore 21,30 precise. A mezzanotte ci sarà un grande brindisi con panettone e spumante e con gli auguri di tutta la Compagnia del teatro diretta dall’attore Guido Ferrarini, direttore artistico del Teatro Dehon.
Il costo del biglietto è di Euro 38,00 compresa la prevendita.
Prenotazioni tutti i giorni dalle ore 15 alle ore 19.
Lo spettacolo si replica nei giorni 3, 4 e 6 gennaio.
Info 051.342934 – www.teatrodehon.it
Pignon è in piena crisi: sua moglie lo ha appena lasciato. Affitta una stanza in un piccolo hotel nella stessa città in cui la sua ormai ex moglie si è trasferita con il suo nuovo compagno. Vuole tentare di persuaderla a tornare con lui. La stanza è stata però affittata erroneamente anche ad un'altra persona, che si rivela essere un sicario assoldato per eliminare un politico che dovrà passare di fronte all'hotel. La disperazione di Pignon, che non perde però mai e poi mai la capacità di rappresentare il migliore di tutti i rompiballe di questa terra, e la determinazione cieca del killer provocheranno un vero sisma all'interno dell'hotel. Al sicario basterebbero pochi secondi per adempiere al suo impegno, ma le due ore di attesa per colpire il bersaglio diventano inaspettatamente lunghe e difficili…
Il sicario: …io non ho mai mancato un contratto e non comincerò oggi....
Scrivendo questa pièce Veber mette a punto un meccanismo che egli utilizzerà poi nelle altre opere teatrali e cinematografiche: il confronto tra personalità inconciliabili, tra temperamenti opposti, che si fa occasione per malintesi, qui pro quo, contrattempi e problemi di ogni genere. "Il rompiballe", sull'onda del grande successo teatrale, è divenuto anche un film, prima in Francia, nel 1973, con Lino Ventura ed uno straordinario Jacques Brel, e poi negli USA, dove niente meno che Billy Wilder ha diretto Jack Lemmon e Walter Matthau (il titolo era "Buddy Buddy").





 

 

TEATROAPERTO/TEATRO TIVOLI
Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna
TEATRO TIVOLI
Bologna, via Massarenti, 418 – Tel. 051/342934
TEATRO STABILE
delle Tradizioni e dei Dialetti
TEATRO STABILE
delle Marionette e dei Burattini
TEATRO STABILE
delle Nuove Comicità
I CANTASTORIE AL TEATRO TIVOLI

Venerdì 19 Dicembre, alle ore 21, al Teatro Tivoli, via Massarenti, 418 l’Associazione Nazionale Cantastorie ha il piacere di presentare “I CANTASTORIE A TEATRO” Ovvero prima il “Teatro in strada”, ed ora “La strada in teatro “
Uno straordinario evento di grande cultura a cui partecipano i canta-storie dell’A.I.C.A., provenienti da ogni parte d’Italia, portando, ognuno, il proprio personale bagaglio di esperienze, conoscenze e diversità da esporre.
Dalla rumorosità della strada, al silenzio del pubblico teatrale, riuscirà il cantastorie a trasmettere i propri messaggi? E’ questo che il progetto vuole scoprire, conoscendo già la risposta, e nella speranza di aprire “nuove strade”.
Uno spettacolo di grande cultura, eseguito da artisti legati, più di ogni altro, alle nostre tradizioni e civiltà. 
Le prenotazioni si raccolgono telefonicamente al N. 051/342934, oppure dalle ore 15 alle ore 19, presso la biglietteria del Teatro Dehon, via Libia 59, Bologna.
Info 051.342934 – www.teatrotivoli.it
Centro Culturale Teatroaperto
Via Libia, 59 – Tel. 051/342934 – Fax 051/307488 – Codice Fiscale e Partita IVA 03615280371
E-mail: teatrodehon@tin.it – http::/www.teatrodehon.it

 

 

GLI SPETTACOLI DI DICEMBRE AL TEATRO DEHON

Nel mese di dicembre al Teatro Dehon si rappresenteranno i seguenti spettacoli: 


venerdì 19 alle ore 21, la compagnia Jobel Teatro presenta “Il giullare pellegrino” il lungo viaggio di un giullare verso Santiago di Compostela, di Lorenzo Cognatti e Marinella Montanari. Un pellegrinaggio dell’anima che alterna quadri storici, usanze tradizionali, episodi comici, racconti spirituali, canti e grammelot, in un’emozione unica che cresce ad ogni passo fino all’incontro con il Santo Giacomo Maggiore e all’arrivo nella grande Cattedrale.

Sabato 20 alle ore 21, il “Coro Paganella” darà un concerto diretto dal Maestro Claudio Vadagnini e presentato dalla signora Adriana Rossi, la quale, proporrà alcuni brani del grande repertorio del coro, spaziando dai classici popolari a brani d’autore. L’ingresso è a offerta libera.

Domenica 21 alle ore 16 la Compagnia di Operette “La Belle Epoque” presenterà lo spettacolo “Fascino d’Operetta”. Al pianoforte il Maestro Giorgio Tazzari. Lustrini, paillettes, amori contrastati, amori ricambiati, situazioni comiche e romanze appassionate. Sullo sfondo l’Europa della rinascita e della “Belle Epoque” , la voglia di sognare e divertirsi con un nuovo genere pronto ad impazzare in tutti i teatri . Soprano Dianora Marangoni. Tenore Franco Fornarelli. Soubrette Anna Maria Orsi. Comico Alessandro Tampieri. Caratterista Vittorio Regina

Prevendita ore 15-19 presso la biglietteria del teatro. Info 051.342934 www.teatrodehon.it

 

 

 

Mercoledì 10 dicembre, alle ore 21, al Teatro Dehon, il Centro Teatrale Viterbese presenta “DON CHISCIOTTE, O DELL’IDEALE” Scritto, diretto e interpretato da Cristina Caldani e Carlo Vitale. 
Info: 051/342934 - E-mail: teatrodehon@tin.it - www.teatrodehon.it

Uno spettacolo intenso e coinvolgente: in un epoca di forte crisi di ideali, Don Chisciotte è il simbolo dell’uomo che non rinuncia al proprio sogno, a un’idea romantica della vita, ma è anche la metafora dell’artista che irrinunciabilmente consacra la propria vita alla sua arte. 
In scena, oltre agli attori, vi saranno quattro sassofonisti studenti presso il Frescobaldi, che interagiranno, sia musicalmente che scenicamente, con gli attori principali. 

 

COCHI e RENATO AL TEATRO DEHON DI BOLOGNA
Da venerdì 12 a domenica 14 dicembre, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, la Società Studio T presenta “UNA COPPIA INFEDELE”, con COCHI PONZONI, RENATO POZZETTO e I GOODFELLAS.

Info 051.342934 – www.teatrodehon.it

Tutto il meglio per Cochi e Renato in questo nuovo spettacolo che ancora alternerà canzoni demenziali, gag surreali, riflessioni insensate, battute fulminanti per una coppia che non smette di stupire e colpire pubblici di ogni tipo. Definire la loro comicità, il loro modo di essere teatro comico è un’impresa ardua, perché sarebbe come sforzarsi di definire il “Big Bang”, o la materia di cui sono fatti i sogni, o il panettone. Loro sono Cochi e Renato e basta. Da qui è nato il nostro nuovo modo di ridere, di cantare, di guardare il mondo. Ed è ancora così. Con loro due in scena gli straordinari Goodfellas – sette musicisti sette – ad accompagnare canzo-ni di culto vecchie e nuove.

Ma c’è di più. C’è l’intenzione (riuscita) di graffiare, di andare oltre il revival. Cochi e Renato cambiarono il cabaret degli anni ’60, mettendosi sulla scia di Fo, Iannacci e Gaber. Ma questi erano anche altro, loro invece erano «solo» cabarettisti, che inventavano uno stile personale nella Milano dei maestri: la loro «normalità» consolidava uno stile nuo-vo. Oggi la loro normalità – che sta nell’accorta gestione e nel rinnovamento del repertorio – dice che il cabaret può uscire dalle secche in cui l’ha cacciato l’indigestione televisiva degli ultimi anni. E, soprattutto, che il cabaret può tornare a spaziare, inventando e raccontando storie, mescolando i linguaggi, sovvertendo sensi e significati. 

 

 

 

Da sabato 6 a lunedì 8 dicembre, feriali ore 21, festivi ore 16, al Teatro Dehon, la COMPAGNIA DI OPERETTE ALFA FOLIES di Torino, presenta "IL PAESE DEI CAMPANELLI” di Lombardo e Ranzato. Regia di Augusto Grilli. 

Info 051.342934 – www.teatrodehon.it

È un pasticcetto comico e boccaccesco. In un tranquillo e morigerato paese dell'Olanda, sulle cui case ci sono dei campanelli che suonano ogni qual volta uno dei coniugi è infedele, arrivano dei marinai molto intraprendenti, che subito cercano di abbordare le donne locali. Dopo aver fatto "suonare" i campanelli, giungono inaspettatamente le mogli dei marinai che si vendicano a loro volta facendo suonare i campanelli con i mariti olandesi. (Luna Tu). 

 

 

Martedì 2 dicembre alle ore 21, ultimo spettacolo della classica rassegna di teatro dialettale al Teatro Dehon. La Compagnia dialettale BRUNO LANZARINI presenta “UN DE' E DAU NÓT”, commedia farsesca in tre atti di A. Guidetti e A. Lanzarini. Con: Pippo Santonastaso, Patrizia Strazzari, Albertina Malferrari, Paolo Mazzacuratì, Piera Gasperini, Bruno Tabarroni, Giorgio Pirini. Regia di PIPPO SANTONASTASO. Direzione di scena Marialuisa Rivenda. Scenografie di Paola Forino


Informazioni e prenotazioni telefoniche al 051/342934
La biglietteria del teatro apre un’ora prima dello spettacolo
Biglietti per lo spettacolo € 10,00 interi e 8,00 ridotti
Info 051.342934 – www.teatrodehon.it


Nel bel mezzo di una notte arriva l'avvocato Benintendi che propone a Luigi una cospicua eredità, ma naturalmente dovrà sottostare alle strane volontà dell'estinto. Lottando contro il tempo e la sfortuna, Luigi riuscirà ad ereditare ma con l'aiuto dell'amico Felice.

 

Da venerdì 28 a domenica 30 Novembre, feriali ore 21, domeniche ore 16, al Teatro Dehon di Bologna, la Compagnia Teatroaperto/Teatro Dehon - Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna, presenta GUIDO FERRARINI in “IL MALATO IMMAGINARIO” di Molière. Regia di Luciano Leonesi, scene di Fabio Sottili, musiche a cura di Piero Ferrarini, luci di Poppy Marcolin, costumi di Renata Fiorentini, fotografo di scena Gino Rosa, organizzazione e produzione Tiziano Tommesani. Con Guido Ferrarini, Aldo Sassi, Alessandro Fornari, Marzia Bolognini, Tania Passarini, Maria Grazia Ghetti, Marco Bullitta, Andrea Zacheo 

Info 051.342934 – www.teatrodehon.it


Il grande capolavoro di Jean Baptiste Poquelin detto Molière, torna sulla scena per merito della Compagnia storica TEATROAPERTO, fondata e diretta da Guido Ferrarini. Un grande allestimento. Un’occasione da non perdere. 

Come tutti i personaggi primari di Molière, anche Argante costituisce uno «scanda¬lo». Argante ci consegna l’ultimo dei messaggi Molieriani. Argante è un personag¬gio a due facce. Da una parte, con effetti comici, si rifiuta di vivere, e vivere, per Molière, è esprimere le proprie malattie, avere il coraggio di esprimerle. Tecnica¬mente è comico che Argante abbia paura di tutte le malattie che lo abitano, e che, inespresse, si ritorcono contro di lui. Eppure, nella sua vigliaccheria, nella sua tra¬gica furbizia di falso malato, si consuma in Argante una profonda ribellione da eroe. Autentica e ultima reincarnazione di Sganarello, egli trova il massimo della propria intelligenza (e forse anche il massimo del coraggio) al grado più basso della propria vergogna. Se, infatti, Argante accettasse di vivere da malato, se, ascoltando i sug¬gerimenti della serva Tonina, o del fratello Beraldo, accettasse il male di esistere, se accettasse con lieta incoscienza il funebre e innaturale gioco della natura, egli di¬verrebbe, di colpo, un uomo come tutti gli altri: un uomo sano e malato a metà, adulto e infantile a metà, cieco e avveduto a metà. Un compromesso al quale Ar¬gante non si piegherebbe mai. Figlio di Molière, Argante è un estremista e un solita¬rio. E un uomo senza prossimo, e tutto il teatro che egli gestisce fra la poltrona e il cesso, nel proprio foderato alloggio ospedaliero, è un teatro tutto per lui, un teatro-monologo, un immenso soliloquio. Argante non ha interlocutori che possa¬no comprendere il suo male, così come non ha medici che possano guarirlo. Non ha interlocutori o ne ha uno solo, ne avrebbe uno solo, se soltanto accettasse di udirne la voce irriducibile e scandalosa: Molière. (GIOVANNI MACCHIA)
AL TEATRO DEHON NOVITA’ ASSOLUTA DI ROMANO DANIELLI: “E PARTI’ LA FIUMANA”
Martedì 25 e mercoledì 26 novembre alle ore 21 al Teatro Dehon, la Compagnia DELLA FORTUNA presenta la NOVITÀ ASSOLUTA. “E PARTI’ LA FIUMANA”. 

Romano Danielli, burattinaio di Bologna, porta in scena uno spettacolo inedito per il teatro di figura: una narrazione in cui la poetica del pittore Pellizza da Volpedo, attraverso la sua vita, gli amici, la campagna volpedese, le sue prime esperienze pittoriche, il lavoro del grande quadro Il Quarto Stato, si incrocia e si contamina con l’arte burattinesca tipica della tradizione emiliana. Con: Marco Iaboli, William Melloni, Grazia Punginelli, Raffaella Danielli, Cristina Cavari, Ilaria Iaboli, Angela Cotti, Alessandro Barberini. Tecnici di scena: Alessandro Benussi e Alver Albertazzi, musiche: Alessandro Barberini. Regia: Romano Danielli.
Prezzi: interi € 10,00 – Ridotti € 8,00 
Info 051.342934 – www.teatrodehon.it
"E partì la fiumana" riporta lo spettatore negli anni tra la fine dell' 800 e primi del 900. Gli attori sono accompagnati da cantastorie che raccontano, recitano e cantano della vita d'allora. Le musiche sono originali ed altrettanto le scene, realizzate ispirandosi ad alcune tele dell'Artista: "questo dipinto rappresenta la parte eletta dei lavoratori alla testa della Fiumana, quali tranquilli nel loro onesto pensiero s'avanzano" e più avanti conclude: "colla loro tenacia nei loro ideali obbligano gli uomini a seguirli o a sgombrare il passo, perché non c'è retrogrado che possa arrestarli".


TEATROAPERTO/TEATRO TIVOLI
Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna
TEATRO TIVOLI
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TEATRO STABILE
delle Tradizioni e dei Dialetti
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delle Nuove Comicità
COMUNICATO STAMPA
Con preghiera di pubblicazione
VENERDI’ 21 Novembre 2008, alle ore 21, al Teatro Tivoli, via Massa-renti 428, l’Associazione Bulgnais management presenta “LE CANZONI DEI FESTIVALS DI BOLOGNA”. Partecipano: Fausto CARPANI, HONOLULU GANG, SPARTITO DEMOCRATICO e GIULIANO GAMBERINI.
Le prenotazioni si raccolgono telefonicamente al N. 051/342934, oppure dalle ore 15 alle ore 19, presso la biglietteria del Teatro Dehon, via Libia 59, Bologna.
Info 051.342934 – www.teatrotivoli.it
Le splendide canzoni che hanno composto i “Festival della Canzone Bolognese” negli anni 1987-1988-1989, presentate dai vincitori, e da alcuni fra i migliori esecutori del panorama bolognese della canzone dialettale, ed eseguite dal vivo. Per dimostrare che la musica a Bologna esiste, è viva; che è un po’ lì sotto la polvere… ma basta una spolveratina e senti tè che roba! 
Centro Culturale Teatroaperto
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COCHI e RENATO AL TEATRO DEHON DI BOLOGNA
Da venerdì 12 a domenica 14 dicembre, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, la Società Studio T presenta “UNA COPPIA INFEDELE”, con COCHI PONZONI, RENATO POZZETTO e I GOODFELLAS.
Info 051.342934 – www.teatrodehon.it
Tutto il meglio per Cochi e Renato in questo nuovo spettacolo che ancora alternerà canzoni demenziali, gag surreali, riflessioni insensate, battute fulminanti per una coppia che non smette di stupire e colpire pubblici di ogni tipo. Definire la loro comicità, il loro modo di essere teatro comico è un’impresa ardua, perché sarebbe come sforzarsi di definire il “Big Bang”, o la materia di cui sono fatti i sogni, o il panettone. Loro sono Cochi e Renato e basta. Da qui è nato il nostro nuovo modo di ridere, di cantare, di guardare il mondo. Ed è ancora così. Con loro due in scena gli straordinari Goodfellas – sette musicisti sette – ad accompagnare canzo-ni di culto vecchie e nuove.
Ma c’è di più. C’è l’intenzione (riuscita) di graffiare, di andare oltre il revival. Cochi e Renato cambiarono il cabaret degli anni ’60, mettendosi sulla scia di Fo, Iannacci e Gaber. Ma questi erano anche altro, loro invece erano «solo» cabarettisti, che inventavano uno stile personale nella Milano dei maestri: la loro «normalità» consolidava uno stile nuo-vo. Oggi la loro normalità – che sta nell’accorta gestione e nel rinnovamento del repertorio – dice che il cabaret può uscire dalle secche in cui l’ha cacciato l’indigestione televisiva degli ultimi anni. E, soprattutto, che il cabaret può tornare a spaziare, inventando e raccontando storie, mescolando i linguaggi, sovvertendo sensi e significati. 

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Da venerdì 21 a domenica 23 novembre, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, la Compagnia Ludus in fabula presenta MARIO ZUCCA e MARINA THOVEZ nel grande spettacolo classico “CASINA” di Tito Maccio Plauto. Adattamento e regia di Marina Thovez. Scene Nicola Rubertelli
Info 051.342934 – www.teatrodehon.it
LA TRAMA: Casina è una trovatella che è stata adottata dalla ricca coppia di Lisidamo e Cleustrata. I due hanno già un figlio che si innamora proprio di Casina. La fanciulla è talmente bella che anche il vecchio patrigno, Lisidamo, perde la testa al punto di volerla concupire. Cleustrata, capita l’antifona, parteggia per il figlio, ma non essendo possibile un matrimonio tra un uomo libero e una schiava, propone di darla in moglie al giovane scudiero Calino, col patto che lui ne lasci godere anche il padroncino. Lisidamo a sua volta, per non svelare la sua vera intenzione di avere Casina, propone di darla in sposa al vecchio fattore Olimpione, complice delle sue bramosie. Dopo vari litigi tra marito e moglie e tra i due servitori, si decide di affidare al fato la scelta, tramite un sorteggio! Vince Olimpione. E mentre Lisidamo si prepara alla sua notte d’amore, le donne di casa architet-tano una grande beffa che manderà in bianco i due vegliardi. 
Con un gioco di parole si potrebbe definire l’opera di Plauto “Versi di-vini, versi da bere”. Cioè un rigo poetico perfetto come una divinità, ma anche conviviale come un vino, un verso che come un grande vino scivola senza che ne accorgiamo, regalando sostanza e allegria. Sta di fatto che Plauto è tra i più grandi commediografi mai esistiti. Che rovello, allora, metterlo in scena! Come lo rappresentiamo, noi, Plauto? Nella maniera classica o trasformandolo completamente, modernizzandolo e magari stravolgendolo? Dai mille dubbi la scelta ha preso forma. Questa Casina conserva tutta la classicità della parola plautina, rimanendo filologicamente fedele al testo. Un testo che è un intreccio fortis-simo, ripreso da un originale greco di tale successo e rappresentato per generazioni attraverso diversi secoli e diverse culture da potersi considerare ormai a “prova di pubblico”. Casina è tra le più riuscite commedie di Plauto, perché i personaggi sono ritratti con tali sfaccettature che si affrancano dall’intreccio e aggiungono al perfetto meccanismo comico una piacevolezza fatta di sentimenti, di delicata psicologia. 
L’attrazione di un uomo per una donna più giovane, il desiderio di libertà di un servo, l’impegno che richiede una famiglia sono temi in cui ancora oggi ci riconosciamo. Certo nella nostra società la schiavitù non esiste più, ma alcuni rapporti di lavoro, dal livello più disgraziato di una prostituta in mano alla malavita a quello più progredito di un manager in carriera, ancora le assomigliano tanto… 
Insomma, non c’è nulla di più nuovo del classico!

 

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