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TEATRO DHEON BOLOGNA www.catchweb.net |
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STAGIONE 2006 |
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LA DUCHESSA DEL BAL TABARINHI
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Da venerdì 8 a domenica 10 Dicembre, feriali ore 21- domenica ore 16, al Teatro Dehon, la Compagnia Stabile di Operette Alfa Folies presenta “LA DUCHESSA DEL BAL TABARIN” di Leon Bard. Regia di Augusto Grilli. Coro "Carmine Casdano". Coreografie di Arkè a cura di Matilde Demarchi e Annagrazia d'AnticoInfo 051.342934 – www.teatrodehon.it La duchessa del bal Tabarin operetta di Leon Bard II Duca di Pontarcy corteggia Edy, una telefonista, e si reca spesso nell'ufficio telefonico dove la ragazza lavora, per farle una corte spietata.. Ma Edy ama (ed è ricambiata) un giovane scapestrato, il quale a suo tempo ebbe una relazione con Frou-Frou, stella del Tabarin, ora sposata allo stesso Duca di Pontarcy. La vicenda si snoda infatti, sulla base delle situazioni intriganti che si creano in relazione ai vincoli affettivi che legano questo quartetto. Equivoci comici sì susseguono di continuo allorché si presenta Sofia, uno strano tipo di accertatore dei redditi, per indagare sulle entrate favolose di Frou-Frou. La situazione diventa incandescente quando, al secondo atto, in un night si ritroveranno tutti i personaggi della vicenda: il Duca di Pontarcy e la bella Frou-Frou, sua moglie; il giovane ex amante di Frou-Frou, Edy, la telefonista; Sofia l'accertatore delle tasse e Madame Morel, caposala dei telefoni, che Sofia scambia per una donnina allegra. Dopo una serie di equivoci molto comici e situazioni paradossali, la minaccia del suicidio di Frou-Frou, che porterebbe al crollo della carriera politica del Duca di Pontarcy, ridarà equilibrio ai rapporti tra i protagonisti. Note Con un libretto da "pochade" e un sapiente dosaggio musicale, questa operetta ottenne un grandissimo successo. L’aria d'entrata di Frou Frou divenne popolarissima, così come il duettino "Ah, come si sta ben" e non ci fu compagnia d'operetta in Italia che non annoverasse nel suo repertorio questo titolo. Tutte le soubrettes volevano essere la duchessa Frou Frou. Riproponiamo questo spettacolo, in cartellone per tutti gli Anni Venti, che rispetto a Cin ci là ed Il paese dei campanelli ha perduto un poco della sua notorietà: e dire che questo lavoro rievoca come pochi, l'atmosfera del primo Novecento del "peccato" e dei locali "proibiti". |
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