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TEATRO DHEON BOLOGNA www.catchweb.net |
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STAGIONE 2006 |
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CHI SIAMO, DA DOVE VENIAMO, DOVE ANDIAMO E PERCHE’ NON C’E’ MAI PARCHEGGIO?
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Da giovedì 14 a domenica 17 Dicembre feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, la Società AM Management presenta in PRIMA NAZIONALE “CHI SIAMO, DA DOVE VENIAMO, DOVE ANDIAMO E PERCHE’ NON C’E’ MAI PARCHEGGIO?” di e con ANDREA MINGARDI. Con la partecipazione di Maurizio
Tirelli.Info 051.342934 – www.teatrodehon.it ANDREA MINGARDI Nasce a Bologna da madre siciliana e padre bolognese. Divide l'adolescenza tra passioni distanti tra loro: lo sport, la musica, il cinema e il biliardo. Se grazie a quest'ultimo riesce a diventare economicamente indipendente, con il calcio raggiunge la maglia da portiere titolare della squadra giovanile del Bologna. Contemporaneamente inizia a suonare la batteria e approccia alle prime esperienze jazzistiche che dissolveranno in maniera incrociata col fenomeno del rock'n'roll. A 18 anni fonda il primo complesso di Rock'n'Roll italiano che prende il nome di Golden Rock Boys. Tra studio tradizionale e tutto il resto poco compatibile, vince la passione per la musica e parte un interminabile "on the road". Tra Festival del jazz, rassegne blues e esperienze musicali variegate, si sviluppano amori conseguenti e mai, anche se trascurati, dimenticati. Così la pittura, quasi a dare un senso alle rare pause professionali, o il cinema con il quale ha una esperienza, premiata come attore, al Festival di Venezia, nel film "Flipper" di A. Barzini. La sua natura nera e zappiana convive con un'immagine rugginosa e spigolosamente sarcastica, ingredienti che rallentano un tipo di notorietà nazional-popolare che giunge solo con le partecipazioni a Sanremo. Nel tempo i sogni iniziali diventano muri sempre più solidi di una casa alla quale non vuole rinunciare e così lo sport è un macrocosmo da vivere e analizzare, la musica una prateria da percorrere senza steccati e la vocazione figurativa vive di una fusione tra inquadrature fisse nella memoria e oggetti e colori che hanno un significato, un ruolo di testimoni nella sua vita, raccogliendo note, rantoli antichi, melodie inconsuete, concentrandole in manufatti che, a volte, ci sforziamo di definire semplicemente quadri . 'Questo è il 'fido Tirelli' Non è un cane ma Maurizio Tirelli, pianista e arrangiatore, che da 25 anni collabora con me. Prima che un collaboratore è un amico e un valente musicista, infatti ha suonato per 5 anni al conservatorio... ... ma non gli hanno mai aperto!" Andrea Mingardi cantautore, interprete ma soprattutto bluesman: le sue radici affondano nel soul, nel rock and roll, nel jazz, nel funky e nel R&B. Una vita di concerti per questo personaggio che, senza mai farsi incantare dalle mode musicali, si è sempre circondato di grandi musicisti e costituisce un punto di riferimento "cult" per la musica italiana. E’ riduttivo chiamare cantautore un personaggio resistente alle mode, uno dei pochi che nell’arco di 25 anni di carriera non ricanta se stesso. E’ un artista che, oltre ad avere la grande capacità di raccontare se stesso e di esporre le proprie idee sulle tematiche della vita, riesce a rendere personali successi di altri autori e di altre epoche. Esempio di questa notevole capacità interpretativa sono la versione di “Caruso” con la quale nel 1991 vince l’edizione di “Sapore di Mare” e “Io vivrò”, interpretazione del famoso pezzo di Mogol-Battisti, con la quale vince alla grande la gara canora della trasmissione televisiva “Mina contro Battisti” nel 1995. La versione di Mingardi, sofferta e carica di pathos, consegna all’artista il disco di platino. Sempre nel 1995 Mingardi, al Festival “Viva Napoli”, colpisce critica e pubblico con la sua audace e rivoluzionaria versione soul di una delle pietre miliari della canzone napoletana, “O’ sole mio”. Ci vuole del coraggio per rendere nuova (e per di più di fronte al pubblico napoletano) una canzone che ha reso grande in tutto il mondo la musica napoletana (lo stesso Elvis Presley fece altrettanto con la sua versione “It’s now or never”). La versione di Mingardi riesce a conquistare anche il grande pubblico giovanile, di solito così restio ad apprezzare il passato della nostra tradizione musicale. Operazioni del genere erano riuscite solo ai grandi come Ray Charles, Marvin Gaye e al già citato Elvis Presley. Ma fra fra il 1991 e il 1995 ci sono tre grandi album del cantautore bolognese: nel 1992 “Con un Amico Vicino” che viene presentato a Sanremo in una performance che vede Andrea affiancato dall’indimenticato Alessandro Bono. Nello stesso anno ottiene un’ulteriore e significativa gratificazione da parte del pubblico e della critica ritirando il premio Stella d’Argento quale migliore interprete maschile al Canzoniere dell’estate, con il brano “Canterò”. Nel 1993 un’altra partecipazione a Sanremo con il brano “Sogno”, che dà il titolo all’intero LP; nel 1994 ancora a Sanremo Mingardi presenta il brano di punta dell’album “6- al 2000”, intitolato “Amare, Amare”, un album che affronta i temi sempre cari all’artista, ma con un’attenzione puntuale e precisa a quest’ultino decennio di fine secolo. All’interno dell’lp compare una canzone scritta apposta per lui da Jovanotti, “200 milioni di posti”. Ma non finisce qui. Il 1995 riserva un’altra superba performance dell’artista che vince alla grande la gara canora della trasmissione televisiva “Mina contro Battisti”, interpretando “Io vivrò (senza te)” di Mogol-Battisti. Egli offre un’interpretazione sofferta, carica e profonda toccando ancora una volta le corde più sensibili della nostra anima. Tale successo è, evidentemente, il frutto di un lungo lavoro preciso e meticoloso di un talento in continua evoluzione e di un’umanità rara in un mondo dove l’effimero e la moda appaiono dettar legge. Mingardi infatti è il solo artista in Italia a ricoprire il duplice ruolo di interprete dei propri brani e di artista sapiente, in grado di reinterpretare brani di altri artisti rendendoli propri, grazie ad un paziente e puntuale lavoro di filologia musicale e sopra tutto grazie alla grande capacità eclettica dell’artista bolognese, i cui interessi spaziano dai grandi della musica bianca come Frank Zappa e Tom Waits al caleidoscopico mondo della musica nera, che sia soul, R&B, funky, jazz, gospel. È proprio il suo grande amore per la musica soul e gospel che si concretizza in una serie di concerti con la cantante statunitense di colore Robin Brown e la sua Band. Nel 1998 arriva un altro grande album “Canto per te”, dove Mingardi approfondisce una serie di riflessioni già affrontate sul tema della vita, proponendo anche due brani inediti, oltre ad una serie dei suoi grandi successi. In occasione del Natale 1998, a confermare la sua eccezionalità nel panorama musicale italiano, Mingardi ha realizzato un singolo intitolato “Anche quest’anno è già Natale”, brano che Andrea ha voluto affidare solo alla diffusione televisiva e radiofonica: l’indisponibilità di questo brano sugli scaffali testimonia ed evidenzia il messaggio anticonsumistico espresso già dal testo della canzone. Infine nel dicembre del 2000, il lavoro più importante della sua carriera, il cd dal titolo “Ciao Ràgaz”, un “live” in dialetto pubblicato con lo scopo di portare l’humus, lo spirito e l’ironia bolognese al di fuori dei confini naturali, sprovincializzandoli, senza però rinunciare ai suoni, alle radici e al mondo da cui parte. Questo album si avvale della presenza di amici di Andrea coinvolti nel testimoniare l’etnia, l’appartenenza e lo spirito: Gianni Morandi, Lucio Dalla, Francesco Guccini, Luca Carboni, Samuele Bersani, Paolo Belli, Gaetano Curreri, Gianni Cavina, Ivano Marescotti, Paolo Mengoli e Gianni Fantoni. |
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