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TEATRO DHEON BOLOGNA www.catchweb.net |
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STAGIONE 2006 |
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CALOROSI GLI APPLAUSI... DA DOMANI SI REPLICA |
Da venerdì 15 a domenica 24 Settembre, feriali ore 21, domeniche ore 16, la Compagnia Teatroaperto/Teatro Dehon - Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna, presenta in prima nazionale GUIDO FERRARINI in “CALOROSI GLI APPLAUSI, DA DOMANI SI REPLICA” di Luciano Leonesi (Teatro formativo di narrazione). Con presentazione di Dario Fo. Regia Luciano Leonesi, assistente alla regia Alessandro Fornari, scene Fabio Sottili, costumi Renata Fiorentini, luci Tonino Sbarro, fotografo di scena Gino Rosa, organizzazione e produzione Tiziano Tommesani.Info 051.342934 – www.teatrodehon.it E’ la storia di un mitico gruppo teatrale degli anni ‘60: gli ideali, le passioni, gli amori. Un racconto esilarante e commovente. Gli adulti vi ritroveranno un pezzo della loro storia, i giovani un modello perduto. Il costo dei biglietti è veramente contenuto: interi Euro 15,00, ridotti Euro 10,00, giovani Euro 5,00. Prima di andare a Brema... di Dario Fo Quando con Franca decidemmo di buttarci ad organizzare un circuito alternativo a quello tradizionale (che allora si chiamava tout-court: borghese) ci scatenammo a fare la nostra brava inchiesta. Soprattutto volevamo scoprire quelle forme di teatro autonomo che già esistevano dentro le pieghe del movimento di sinistra. Cioè ai lati del partito comunista, dei sindacati, delle cooperative rosse, ecc. La più importante scoperta fu senz’altro il “Sanleonardo” a Bologna diretto da Leonesi. Con lui c’erano Macchiavelli, Bondioli, l’Ornella Pasi ed altri. Un gruppo di ragazzi entusiasti e tosti. Franca ed io ci facemmo raccontare delle loro esperienze, delle difficoltà e delle soddisfazioni. Raccontavano con gran senso del grottesco e con un piglio satirico spesso autolesionista. Insomma, nessuna retorica, nessuno sventolio di bandiere rosse. Infatti, loro, non andavano incontro al proletariato, loro erano il proletariato. Qui stava la grande forza e la differenza rispetto ai soliti gruppi sperimentali superintellettualizzati tanto cari al partito. Ma io non voglio qui fare la gran cassa elogistica della esperienza del Sanleonardo. Troverete tutto, e raccontato con quella ironia sana e staccata cui accennavo prima. Posso testimoniare che anche le storie più assurde e inverosimili che Leonesi espone con stile gustosissimo non hanno niente di inventato. Sono storie autentiche. Leonesi è un affabulatore nato. Con gran temperamento, tant’è vero che più di una volta è riuscito a farmi stare zitto e mi ha costretto ad ascoltarlo. Credetemi, ci vuole una bella forza per riuscirci. Tornando alla esperienza primordiale di Nuova Scena, che precedeva quella della Comune, devo dare atto che il fatto di ritrovarci con un gruppo che avesse battuto prima di noi la pista di quel difficilissimo cammino fu determinante al successo. Infatti quelli del Sanleonardo ci diedero l’avvisata di tutte le «rogne», gli «intoppi», le «trappole» che avremmo trovato nel nostro incontrarci e scontrarci con le varie strutture e sovrastrutture del partito della classe operaia e suoi connessi. Oggi mi capita spesso di incontrare grossi personaggi del mondo politico-culturale della sinistra, altissimi dirigenti del PCI e del sindacato. Tutti si rammaricano, fanno autocritica (terribile espressione) sul fatto di avere buttato al cesso (espressione sinistrese della débàcle) un sacco di grossi fatti culturali. Fra questi ricordano sempre di avere affossato, con la loro dabbenaggine e superficialità, Nuova Scena e il Sanleonardo. “Non abbiamo intuito, non abbiamo capito, abbiamo frainteso, non siamo stati lungimiranti”. “Abbiamo cavalcato gruppi bardati di nulla, ma che ci facevano dire “siamo aperti ad ogni espressione ed esperienza”, gruppi che ci hanno tirato il gran bidone strumentalizzandoci e poi piantandoci in asso al momento buono”. E’ proprio esatto quello che diceva Carlo Marx: “Siamo andati a mungere le vacche a Brema mentre sotto, nelle nostre stalle, avevamo vacche con mammelle piene che non scendevamo a mungere perché erano “troppo” nostre”. Ecco, questo libro serve a meditare per coloro che nella sinistra sono delegati alla mungitura e alla ridistribuzione del latte. Prima di andare a Brema, scendete nelle nostre stalle, o coglioni!
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