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TEATRO DHEON BOLOGNA www.catchweb.net |
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STAGIONE 2010 |
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PRESENTAZIONE DELLA CONVENZIONE FRA IL TEATRO DEHON – CENTRO CULTURALE TEATROAPERTO E I COMUNI DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA La Convenzione fra il Teatro Dehon – Centro Culturale Teatroaperto e i Comuni della Provincia di Bologna si rivolge ai cittadini residenti nel territorio bolognese. Decine di migliaia di persone che, in molti casi, non hanno la possibilità di conoscere il teatro o di andarvi regolarmente, tanto per motivi logistici quanto per ragioni economiche. L'idea è quella di avvicinare al palcoscenico un pubblico più ampio, residente in provincia, attraverso sconti su biglietti e abbonamenti fino al 50%, promozioni dedicate, interscambio di iniziative culturali. L'adesione alla Convenzione permette ai residenti dei Comuni convenzionati di accedere alla programmazione dei teatri Dehon e Tivoli di Bologna con tariffe e modalità agevolate. Tali vantaggi saranno resi noti e diffusi alla cittadinanza dal Teatro Dehon e dalle amministrazioni comunali sul territorio con pubblicazioni cartacee, affissioni e newsletter. La Convenzione, promossa dal Teatro Dehon – Centro Culturale Teatroaperto, è stata ideata e sviluppata a partire da gennaio 2010 e diverrà operativa da settembre di quest'anno, in concomitanza con l'inizio della Stagione Teatrale 2010-2011. Si tratta di un'iniziativa che per modalità e numero di soggetti istituzionali coinvolti non ha eguali a Bologna e che mira ad arricchire l'offerta culturale del territorio bolognese in aggiunta e non in contrapposizione agli eventi già esistenti. Fondamentale alla riuscita della Convenzione è stato il supporto e il patrocinio della Provincia di Bologna così come dei Comuni che hanno sinora deciso di aderirvi. L'obiettivo principale è quello di incoraggiare la fruizione del teatro e di una programmazione di qualità presso singoli cittadini, scuole, centri culturali, circoli ricreativi e dopolavoristici operanti in provincia. Ci si propone di facilitare un interscambio di progetti, iniziative e proposte così da portare spettacoli prodotti da compagnie teatrali della provincia sui palcoscenici bolognesi del Dehon e del Tivoli e, al tempo stesso, diffondere le produzioni di Teatroaperto sul territorio. La Convenzione intende inoltre affiancarsi a iniziative volte a promuovere l'accesso dei cittadini al teatro già presenti sul territorio, soprattutto dal punto di vista dei trasporti da e per la città. L'iniziativa si rivolge a tutti i Comuni della Provincia di Bologna, ed è già stata approvata e sottoscritta da 9 di loro. I Comuni che hanno già aderito all'iniziativa sono: Baricella, Castel Guelfo, Castenaso, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Marzabotto, Ozzano dell'Emilia, Sala Bolognese e Vergato. Per il medio-lungo periodo si punta a stabilire un rapporto di collaborazione reciproca fra il Teatro Dehon, le Istituzioni locali e i soggetti culturali operanti nel bolognese, così da estendere la Convenzione nel tempo, nelle modalità e nel numero dei soggetti coinvolti. Bologna, 27 Maggio 2010 Ufficio Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it -------------------------- E = mc2 TEATROAPERTO/TEATRO DEHON Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna PRESENTAZIONE DELLA CONVENZIONE FRA IL TEATRO DEHON – CENTRO CULTURALE TEATROAPERTO E I COMUNI DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA Ha detto Garcia Lorca: “Un paese senza teatro è un paese incivile”. Ha detto William Shakespeare: “Noi siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni”. Ha detto Peter Brook: “ Il teatro è artigianato” Ha detto Dante Alighieri: “Per me si va nella città dolente”. Ecco un modo per iniziare un discorso che abbia per argomento il teatro e i suoi dintorni. Essendo esentato dalla relazione del nostro bravo direttore della comunicazione dottor Lorenzo Berardi da compiti illustrativi-tecnici, potrò attenermi esclusivamente a considerazioni filosofiche-politiche per quanto attiene la pratica teatrale nel/sul territorio. Mi soccorreranno in questo le citazioni in premessa. Tutti gli esseri umani, siano essi funzionari pubblici o semplici cittadini, obbediscono o dovrebbero ubbidire a impulsi di carattere sociale. Noi lo facciamo attraverso ciò che ci è più congeniale: il teatro. Attraverso questa arte millenaria, che l’uomo ha praticato da quando ha ballato insieme sotto la luna per la prima volta, realizziamo il nostro bisogno di socialità, cercando di problematizzare le nostre ansie, i nostri dubbi, le nostre paure, per raggiungere insieme quello stato di “coscienza”, “coscienza di sé” che chiamiamo “cultura”. È qui che, ricordando Garcia Lorca, il connubio teatro-civiltà si sostanzia. Dalla splendida Grecia di Sofocle, Eschilo, Euripide – massima e mai più raggiunta espressione di civiltà teatrale – e dal suo eterno esempio, parte lo stimolo a operare sempre più a fondo nelle strutture sociali, soprattutto oggi che il teatro non è più centrale nella società come ai tempi dei Greci. Gli esseri umani, come sappiamo, sono fatti per il novanta per cento di acqua, Shakespeare dice della materia di cui son fatti i sogni: cioè di nulla. Ma su questo nulla, beckettianamente parlando, noi dobbiamo costruire il nostro percorso di vita, e onorarlo. Per questo, per rendere tangibile almeno il contorno dei sogni noi facciamo il teatro, perché in quel luogo – che può essere ogni luogo – e solo in quel luogo, gli uomini possono condividere coi loro simili, al riparo da conseguenze negative, le più profonde emozioni e le più significative esperienze, l’insieme delle quali noi chiamiamo “cultura”. Ma come sostiene Peter Brook non si può giungere a esiti di teatro popolare se non passando attraverso una pratica di teatro artigianale, la quale consiste nel maneggiare la materia in prima persona, senza l’uso di strumenti troppo sofisticati che possano alterarne il sapore. Voglio citare le sue parole: “È sempre il teatro popolare a salvare la situazione. Nelle diverse epoche ha assunto molte forme, ma l’elemento che le accomuna è uno soltanto: una certa ruvidezza. Sapore, sudore, rumore, odore”. Potrebbe sembrare un paradosso e invece è la verità. Chi fa teatro profondamente sa tutto questo e a questo si attiene, con tutta la modestia e la presunzione necessaria. E infine Dante Alighieri, il sommo. Qui lo citiamo per allegoria. La città dolente nella quale si va per noi è la condizione del teatro attuale: mortificato, dimenticato, ignorato, sbeffeggiato, mistificato, non aiutato, non da tutti, naturalmente: da molti. È così che sono nati nel mondo, nuclei di resistenza come il nostro, che con pochi mezzi, fabbricandosi le bombe da soli, operano, senza attendere compensi o riconoscimenti, affinchè quella piccola radura sotto la luna in cui ballare insieme agli altri possa ancora esistere e sopravvivere. Bologna 27 Maggio 2010 Guido Ferrarini, direttore artistico del teatro Dehon Centro Culturale Teatroaperto Via Libia, 59 – 40138 Bologna – Tel. 051/342934 – Fax 051/307488 Codice Fiscale e Partita IVA 03615280371 E-mail: teatrodehon@tin.it – http://www.teatrodehon.it -------------------------------- E = mc2 TEATROAPERTO/TEATRO DEHON Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna PRESENTAZIONE DELLA CONVENZIONE FRA TEATRO DEHON E I COMUNI DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA PER LA STAGIONE TEATRALE 2010-2011 La Convenzione che presentiamo oggi alla stampa e alle Istituzioni è la realizzazione di un progetto cominciato nel gennaio di quest'anno e portato avanti grazie all'appoggio e alla collaborazione dell'Assessorato alla Cultura della Provincia di Bologna oltre che dei Comuni coinvolti. Il ragionamento alla base di questa Convenzione intende ampliare l'offerta culturale a disposizione dei residenti della Provincia di Bologna, agevolando l'accesso a una programmazione teatrale di qualità come quella proposta dai teatri Dehon e Tivoli di Bologna. Al tempo stesso, questa Convenzione intende stabilire un rapporto reciproco fra la città e la Provincia – quasi prefigurando quella “città metropolitana” di cui da tanto si parla –, incoraggiando l'interscambio di proposte culturali e la circolazione di spettacoli e spettatori in ambo le direzioni. Le motivazioni che ci hanno convinto a percorrere questa strada risiedono nella necessità di fare squadra, coinvolgendo i Comuni della provincia in un processo armonico e virtuoso di cui la Convenzione è solo il primo passo. Riteniamo infatti che, soprattutto a livello provinciale e in questa contingenza storica, sia fondamentale accantonare i singoli localismi a favore di iniziative culturali e sociali che prevedano il coinvolgimento e la collaborazione di una molteplicità di amministratori locali. Un ragionamento, questo, tanto più valido per il mondo del teatro la cui stessa sopravvivenza è messa talvolta a repentaglio e che non sempre ha saputo investire in un processo di rinnovamento del proprio pubblico. La Convenzione fra il Dehon e i Comuni presenti oggi intende avvicinare al palcoscenico una nuova fascia di spettatori proveniente dal territorio bolognese anche per dimostrare come il teatro non sia un privilegio per pochi. Per raggiungere questo obiettivo, è stata creata una serie di promozioni, sconti su biglietti e abbonamenti, facilitazioni riservate ai residenti dei Comuni convenzionati. L'iniziativa permette dunque a ciascun Comune di stabilire un rapporto preferenziale con il Dehon e il Tivoli che divengono così i suoi “Teatri di riferimento” a Bologna. Il Teatro Dehon di Bologna è una realtà riconosciuta nel panorama culturale bolognese e che ha saputo affermarsi negli anni come punto di incontro imprescindibile per appassionati e neofiti del teatro rivolgendosi a famiglie, anziani, giovani e studenti. Il legame fra il Dehon, la città e il territorio si è rafforzato a partire dal 1986 quando la gestione del Dehon è passata alla Compagnia Teatroaperto, che se ne occupa tuttora e che dal 2006 gestisce anche il Tivoli, oggi Teatro Stabile delle Tradizioni e dei Dialetti. Oggi il Dehon è sostenuto da Enti e Istituzioni quali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Emilia Romagna, la Provincia, il Comune, l’Università di Bologna, la Fondazione della Cassa di Risparmio in Bologna e la Fondazione del Monte. Alla presente Convenzione hanno già aderito 9 Comuni della Provincia: Baricella, Castel Guelfo, Castenaso, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Marzabotto, Ozzano dell'Emilia, Sala Bolognese e Vergato, i cui amministratori hanno dimostrato il proprio vivo interesse per l'iniziativa. Complessivamente, tali Comuni coprono oggi un bacino d'utenza di circa 70mila persone, destinato ad aumentare nei prossimi anni per via dei flussi migratori in corso da Bologna al suo hinterland. Ecco perchè alle iniziative culturali meritoriamente avviate sul territorio, come questa, è necessario affiancarne altre capaci di ri-attirare in città chi risiede o si è trasferito in provincia. La nostra speranza e assieme il nostro auspicio è non solo di creare un processo di collaborazione reciproca capace di protrarsi negli anni con i Comuni della Provincia di Bologna, ma anche di coinvolgere nella Convenzione altre realtà istituzionali e culturali del territorio. Bologna, 27 maggio 2010 Lorenzo Berardi, Direttore della Comunicazione del Teatro Dehon Centro Culturale Teatroaperto Via Libia, 59 – 40138 Bologna – Tel. 051/342934 – Fax 051/307488 Codice Fiscale e Partita IVA 03615280371 E-mail: teatrodehon@tin.it – http://www.teatrodehon.it |
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La curiosità consiste nel fatto che
l’autore dei costumi è lo stilista di Parigi Gianni Battistoni che ha
creato 15 modelli esclusivi e che lo spettacolo, ambientato dal regista
negli anni 50/70 è concepito come una sfilata di moda, naturalmente molto
crudele. Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono:
(+39) 051 342934 Email:
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www.teatrodehon.it Prezzo:
Intero: 20 Euro - Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on line, invece, sono curate
dal circuito www.vivaticket.it. Da
sabato
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COMUNICATO STAMPA PER
LE RIVISTE DI MODA La curiosità per le riviste di moda
consiste nel fatto che l’autore dei costumi è lo stilista di Parigi
Gianni Battistoni che ha creato 15 modelli esclusivi e che lo spettacolo,
ambientato dal regista negli anni 50/70 è concepito come una sfilata di
moda, naturalmente molto crudele. Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono:
(+39) 051 342934 Email:
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Intero: 20 Euro - Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on line, invece, sono curate
dal circuito www.vivaticket.it. Da
sabato
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del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Da
venerdì Il
testo, portato in scena per la prima volta nel 1992 con la regia di
Daniele Luchetti e con Silvio Orlando e Angela Finocchiaro nei ruoli
principali, fotografa con umorismo tagliente la situazione della scuola
nel nostro paese. Da “Sottobanco” venne tratto nel 1995 il film “ Ultimo
giorno di scuola e tempo di scrutini in un istituto tecnico alla
periferia romana. Le cose vanno decisamente male: per fatiscenza è
crollato il soffitto della biblioteca e il consiglio di classe è
costretto a riunirsi nei maleodoranti locali della palestra per dibattere
sul destino di una classe irrequieta e bizzarra, dove spicca la presenza
imbarazzante di un allievo che -
a causa del suo comportamento – dividerà i giudizi dei
professori. Il dibattito diventerà fatale pretesto per scatenare accuse,
recriminazioni, rese dei conti derivanti da gelosie e rancori pregressi.
Ma, tra meschinità e pettegolezzi, vi sarà anche spazio -
imprevedibilmente - per la nascita di un amore fra due insegnanti
particolari: Ufficio
Stampa Teatro Dehon
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Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it
Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Mercoledì 7 e giovedì 8 Aprile, ore 21, al Teatro
Dehon, Teatro Eliseo e Arca Azzurra Teatro presentano Giuliana
Lojodice in “Le
conversazioni di Anna K”, liberamente
ispirato a La metamorfosi di Franz Kafka. Testo e regia di Ugo Chiti, scene Daniele Spisa, costumi Giuliana
Colzi, luci Marco Messeri. Musica originale e adattamento Vanni Cassori e
Jonathan Chiti. Con: Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali,
Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alessio Venturini Testo vincitore del 49° Premio Riccione per il Teatro Le Conversazioni di Anna K. attingono
alla Metamorfosi di Kafka senza
voler essere l’adattamento teatrale di uno dei più perfetti ed
emblematici racconti del Novecento. Anna è l’anziana vedova che la famiglia Samsa assume come donna
tutto fare dopo quanto accaduto a Gregorio. Una figura appena accennata ma
puntuale in vari snodi del racconto. Ed è proprio questa “presenza
sottintesa” che rende affascinante l’ipotesi di assumerla come punto
di osservazione per l’intera vicenda. Così la vedova Anna, senza un
cognome precisato, diviene obbligatoriamente Anna K. e, da figura
marginale, assume un ruolo di protagonista. Inizialmente mostra un carattere loquace, pieno di buona volontà da
donnetta curiosa che gradualmente lascia intravedere un cuore ruvido e
semplice, segnato da molte ferite e capace di relazionarsi con tutti i
personaggi dell’insolito “dramma familiare”. Anna K., in casa Samsa, non si limita ad un’energica e fattiva
assistenza. Anna cambia le prospettive più private del racconto, si muove
in quelle più dimesse e quotidiane attivando i personaggi, come i
pensionanti o il giovane studente innamorato di Grete. Nello stesso tempo
Anna interagisce con le traiettorie e le dinamiche del racconto con una
personale affettività. Attraverso Anna le scene assenti o appena
“ascoltate” (attraverso la porta dalla claustrofobica condizione di
Gregorio) passano in primo piano, diventano materia drammaturgica autonoma
ma non estranea al racconto. Anna K. con la sua tenera e riduttiva visione
del vivere diviene così sguardo amoroso, giaculatoria affettuosa che
commenta e accompagna la “tragedia” di ogni diversità, come la
condizione estrema del vivere accanto al dolore.
Ugo Chiti Ugo
Chiti affronta il mondo di Kafka e con stile personale e una struttura
impeccabile, ci rende nuova La metamorfosi, ribaltandone il punto
di vista e creando una straordinaria figura femminile nella protagonista
Anna K., che nel racconto originale compare solo di straforo, e qui viene
rigenerata da trasandata donna delle pulizie a una sorta di badante che,
con la sua presenza esterna ma straordinariamente umana, sa ricondurre
anche la diversità più mostruosa alla consapevolezza che la vera
diversità consiste nell’essere esclusi dai sentimenti. E il suo orrore
si allarga, uscendo dalla stanza di Gregor Samsa per invadere una
periferia che sa di minestrone e di corpi sudati.
Bologna, 30 Marzo
2010 - Ufficio
Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343;
347 5737776 teatrodehon@tin.it
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Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it
Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Da venerdì La
trama ce la descrive Ammendola: “questa commedia rappresenta
l’ultimo capitolo della trilogia da me scritta “Uomini stregati dalla
luna”, “Uomini targati Eva” e “Mezzi uomini”. Volevo fare il
punto sulla situazione maschile che e’ cambiata, sui nostri desideri
inappagati… Mentre i nostri figli maschi hanno un nuovo modo di
rapportarsi con le donne che e’ gestito da loro, non comandano piu’,
c’e’ stata un’inversione di ruoli. La generazione maschile dai 35/40
ai 50 è una generazione spaesata, spaventata dal rapporto uomo/donna, di
questo si parla nella mia piece. Si ride tantissimo senza volgarità. Io
dico sempre ai miei spettatori che se c’e’ qualcuno che non ride io
gli offro una cena. Si riflette sull’amicizia, l’incapacità degli
uomini di avere rapporti migliori. Questa donna dell’est da’ a questi
“omuncoli” una bella lezione. Le spettatrici si identificano e
applaudono quando pronuncia questa battuta “povere donne italiane,
cercano un uomo per farci un bambino e poi devono cambiare il pannolino
anche al marito per tutta la vita!” “L’eroina
della commedia e’ la donna - prosegue Ammendola - ma vi e’ anche un
elemento giallo: i tre amici che si ritrovavano in una
“garconniere”insieme ad un quarto amico ora misteriosamente scomparso,
vanno in questa casa chiusa da molto tempo. Ma trovano la luce accesa, il
telefono in funzione… all’improvviso arriva un’avvenente ragazza
dell’est, una professionista del mestiere più antico del mondo che
sostiene di venire li da tempo per incontrarsi al buio con loro. Quindi
c’e’ qualcuno che si spaccia per loro e si accusano a vicenda con
situazioni comiche. Ognuno di loro vorrebbe approfittare delle grazie
della ragazza ma non sono in grado di farlo per paura, per insicurezza.
Risolverà tutto una partita a poker…». Ammendola è sia autore, che
attore e doppiatore “Mi
diverto, sono un artigiano e cerco di fare le cose che mi piacciono. Le
mie scelte artistiche non sono dettate da un motivo economico”. Bologna, 20 Marzo
2010 Ufficio
Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Tiziano Tommesani 051 3429343;
347 5737776 teatrodehon@tin.it
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TEATRO
TIVOLI Teatro
Tivoli Via Massarenti, 418 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrotivoli.it Prezzo: Intero: 15 Euro Ridotti: 10 Euro I
biglietti si
possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al
sabato, dalle ore 15,00 alle ore 19,00 oppure un'ora prima dell'inizio di
ogni spettacolo al Teatro Tivoli. Le vendite on-line sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Venerdì 26 Marzo, alle ore 21, al Teatro Tivoli, via
Massarenti 418, Bologna, DUILIO PIZZOCCHI presenta il suo esilarante
spettacolo "Vernice fresca”,
con nuovi personaggi, oltre
naturalmente a quelli ormai mitici e conosciuti dal pubblico.
Testo e regia di Maurizio Pagliari. DUILIO
PIZZOCCHI Cabarettista bolognese, propone monologhi basati su una comicità semplice e di sicuro effetto. Il suo spettacolo dal titolo VERNICE FRESCA lo vede indossare i panni di diversi personaggi: dalle storie di nebbia e anguille dell'imbianchino di Cornacchie passa alle vicende metropolitane di Cactus, il tipico frickettone di piazza, alle lamentele della Novella, una vecchietta acida sempre attaccata al telefono, per concludere con Ermete Bottazzi, spietato camionista ad alta velocità. Non mancano momenti di improvvisazione e battute legate all'attualità. Bologna, 20 Marzo 2010 Per
ulteriori informazioni: Ufficio
Stampa Teatro Tivoli Tiziano
Tommesani 051/3429343; 347/5737776 teatrodehon@tin.it
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TEATRO TIVOLI Teatro
Tivoli Via Massarenti, 418 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrotivoli.it Prezzo: Intero: 10 Euro Ridotti: 8 Euro.
Promozione gruppi (minimo 4 persone) 5 € I
biglietti si
possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al
sabato, dalle ore 15,00 alle ore 19,00 oppure un'ora prima dell'inizio di
ogni spettacolo al Teatro Tivoli. Le vendite on-line sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Giovedì 25 Marzo, alle ore 21, al Teatro Tivoli, via
Massarenti 418, Bologna, PRIMA NAZIONALE Un
viaggio nel mondo virtuale della chat, dimensione digitale in cui gli
individui si conoscono, chiacchierano, litigano tra loro, fanno sesso in
rete, si raccontano esperienze, si innamorano e si lasciano nello spazio
di brevissimo tempo. La chat vista anche come specchio deformante del
reale in cui, celandosi dietro un nickname, le persone spesso si
nascondono sotto false identità e personalità ma arrivano anche a
svelarsi, mettendo a nudo le proprie emozioni e i desideri più profondi e
talvolta irrealizzabili. SPETTACOLO
VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI Bologna, 18 Marzo 2010 Ufficio Stampa Teatro Tivoli Ufficio
Stampa Teatro Tivoli Tiziano
Tommesani 051/3429343; 347/5737776 teatrodehon@tin.it
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Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it
Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Da
venerdì “ Nell’allestimento firmato da Paolo Valerio e Piermario Vescovo,
esperto di Letteratura Teatrale tra il cinquecento e il settecento e
docente di Letteratura Teatrale Italiana all’Università di Venezia, per
l’Estate Teatrale Veronese,
a ricoprire il ruolo di Petruccio, protagonista maschile della commedia, sarà Natalino Balasso attore
veneto noto al pubblico per le molteplici interpretazioni teatrali,
cinematografiche e televisive. Al suo fianco, la bisbetica Caterina sarà
interpretata da Stefania Felicioli, attrice veneziana di grande carattere, apprezzata da pubblico e
critica, che ha lavorato con i più grandi registi italiani, tra i quali
De Bosio, Castri e Oltre a loro un cast tutto formato da attrici del Teatro Stabile di Verona, con la partecipazione anche di attrici provenienti dall’Accademia del Teatro in lingua veneta, ideata dall’Associazione Amici del Castrum. La lingua Non ci dovrebbero essere problemi
di sorta per la legittimità di tradurre in un impasto dialettale o
linguistico veneto, un testo shakespeariano. E’ un’operazione, del
resto, autenticata per altre tradizioni teatrali italiane da esempi di
prima grandezza, anche nello scorcio del secolo appena chiuso. Le ragioni
di una scelta di questo tipo si addice, di solito, alla necessità di dare
materialità allo stile alto o di far di nuovo percepire la mescolanza di
stili e livelli, spesso cancellata dall’abitudine e dalla routine
scenica. Probabilmente infatti la prima esigenza di ogni traduttore
shakespeariano è di tentare di dare uno spessore – che sembra
impossibile nell’italiano – a una lingua che ha insieme la concretezza
del parlato e l’astrattezza della combinazione concettosa. In questo senso un’interessante suggestione ci arriva da molto lontano: quasi cinque secoli prima della poesia in veneto del Novecento, la lingua con cui Ruzante metteva in scena i contadini diventa infatti – nella Lettera all’Alvarotto – la lingua del sogno, contrapposta all’italiano della veglia, quella, tra l’altro, in cui parlano i morti. Una lingua sicuramente adatta ai fantasmi e alle ombre del teatro, alla vita come recita. Le donne Ma chi sono costoro, che conducono
il gioco? Domanda, come tutte le domande che si presentano ingenue,
profonda e spiazzante. E’ fin banale ricordare che le compagnie del
teatro elisabettiano erano composte interamente da uomini e non è raro
anche oggi imbattersi – per archeologia o bizzarria – in allestimenti
tutti al maschile. Il capovolgimento che qui si presenta – una mossa
forse più ardita – non ha nulla di concettoso né è dettato da una
volontà di stranezza fine a se stessa. Una commedia quasi interamente di
personaggi maschili e assunta come prototipo di trama misogina per
antonomasia nella tradizione, è un terreno naturale per un capovolgimento
o, più semplicemente, per un rovesciamento di prospettiva. E’ la storia
di un sogno che si ribalta – e che assume quindi, a ritroso, un’aura
di autocompensazione impossibile – chiama quello che un tempo si
definiva il “mondo alla rovescia”. Ecco allora un drappello di donne
che mettono in scena il sogno e impersonano, in abiti prevalentemente
maschili, le parti in commedia che il sogno contiene. Proviamo anche noi
così a mescolare un po’ – se ci riesce – le quinte del sogno lunare
e i tragitti delle strade tra Padova e Verona. Paolo Valerio e Piermario Vescovo Le donne. è fin
banale ricordare che le compagnie del teatro elisabettiano erano composte
interamente da uomini. Il capovolgimento che qui si presenta non ha nulla di concettoso né è dettato da una
volontà di stranezza fine a se stessa. Una commedia quasi interamente di personaggi maschili
e assunta come prototipo di trama misogina per antonomasia nella tradizione è un terreno
naturale per un capovolgimento o, più semplicemente, per un rovesciamento di prospettiva. è la storia di un sogno che si ribalta, quello che un tempo si
definiva il “mondo alla rovescia”.
Ecco allora un drappello di donne che mettono in scena il sogno e
impersonano, in abiti prevalentemente maschili, le parti in commedia che il sogno
contiene. Proviamo anche noi così a mescolare un po’ le quinte del sogno
lunare e i tragitti delle strade tra Padova e Verona. Bologna, 20 Marzo
2010 Ufficio
Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343;
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Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it
Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
15 Euro Ridotti: 10 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Martedì 16
marzo alle ore 21, al
Teatro Dehon, Al
centro della commedia troviamo Arlecchino, servo di due padroni, che, per
non svelare il suo inganno e per perseguire il suo unico intento, ovvero
mangiare a sazietà, intreccia la storia al'inverosimile, creando solo
equivoci e guai. La commedia si apre a Venezia in casa di Pantalone
de' Bisognosi, anziano mercante che sta assistendo alla
promessa di matrimonio tra sua figlia, Clarice, e Silvio, figlio del
Dottore Lombardi. I due sono innamorati ed è una fortuna che possano
promettersi, dato che Federico Rasponi, agiato torinese
a cui Clarice era destinata, è morto in una lite a causa della di lui
sorella Beatrice. Pantalone
è un ricco anziano mercante; Brighella è un locandiere e la sua attività
è fruttuosa: tanti sono i clienti e i camerieri che lavorano alla sua
locanda. Florindo intrattiene affari con diversi mercanti durante il suo
alloggio a Venezia, e Beatrice orchestra l'inganno ai danni di Pantalone
per i soldi della dote. Un quadro particolare della borghesia che sta
emergendo. Truffaldino e Smeraldina sono i due servi, ma vengono comunque
esaltati dall'autore per la loro prontezza e scaltrezza, per la loro
capacità di adattarsi e di sopravvivere. Nella commedia emerge anche la
distanza tra i giovani e vecchi. Bologna, 10 Marzo
2010 Ufficio
Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343;
347 5737776 teatrodehon@tin.it
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Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna
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Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it
Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Martedì
9 e mercoledì 10 Marzo, alle ore 21, al Teatro Dehon, PINO INSEGNO e
ARTISTI ASSOCIATI presentano FRANCESCA TAVERNI e CRISTIAN RUIZ in
“QUESTI 5 ANNI”,
versione italiana del musical "The last five years", su licenza esclusiva di
Musical Theatre International (MTI). Regia Piero Di Blasio, musiche Jason
Robert Brown, adattamento italiano Simone Leonardi. Aiuto regia Alessandro
Palmieri, costumi Simona Giorgi, arrangiamenti musicali Primiano Di Biase. PINO
INSEGNO &
PRESENTANO Prima versione italiana del noto musical di Broadway: “ THE LAST FIVE YEARS”! Lo spettacolo si avvale dell’interpretazione di 2 tra i più quotati ed apprezzati performers di musical italiani: FRANCESCA TAVERNI e ANTONELLO ANGIOLILLO. Questa edizione dello show, prodotta da ATTORI ANIMATI e PINO INSEGNO con la regia di PIERO DI BLASIO e le traduzioni di SIMONE LEONARDI, fa dell’essenzialità la sua forza. La tensione emotiva e la giusta dose di ironia che il musical contiene, sono nelle mani dei due interpreti che con grande maestria trasportano lo spettatore all’interno della storia d’amore, raccontata con tutte le caratteristiche che ognuno di noi vive e ha vissuto nel suo quotidiano: gioia, eccitazione, innamoramento, ma anche illusione, paura e rabbia, tutti gli aspetti di una grande storia d’amore! La vicenda vissuta e raccontata dai due attori viene proposta da diverse angolazioni temporali, lei parte dalla fine del loro sodalizio amoroso a ritroso nel tempo, lui invece racconta tutto cominciando dal loro primo incontro fino al giorno in cui il loro matrimonio avrà fine. Questa è la peculiarità che fa di questo musical uno spettacolo di prosa completamente cantato. Chi vede “QUESTI 5 ANNI” rivive tanti episodi della sua storia personale, diventando parte di quella dei due protagonisti, in una emozionante cascata di sensazioni. “QUESTI 5
ANNI” Versione italiana del musical "The last five
years" musiche di Jason Robert Brown su licenza esclusiva di Music Theatre International (MTI) adattamento italiano Simone Leonardi regia Piero Di Blasio NOTE DI REGIA.
Una
scena scarna, 4 cubi, 2 quinte mobili, 2 grandi performers, 16 canzoni
divertenti ed emozionanti allo stesso tempo, sono questi i numeri di
QUESTI 5 ANNI, versione ufficiale italiana del musical di Jason Robert
Brown "The last five years". Un adattamento
non troppo libero, ma necessario per rendere la storia più vicina al
pubblico italiano e più fruibile nei contenuti, senza però snaturare la
forza delle parole splendide in originale e che non perdono affatto nella
stupenda versione di Simone Leonardi (altro grande performer di musical
alla prima esperienza come adattatore). Catherine Hiatt
(Francesca Taverni) è una cantante di musical, non di grandissimo
livello, ma comunque "apprezzabile", sposata da qualche anno con
un ragazzo ebreo. La storia inizia con la fine del loro matrimonio.
Catherine torna a casa e trova un biglietto di addio del marito che,
stanco delle continue "paranoie" di lei, mette la parola fine
alla loro relazione. Da qui in poi per la nostra protagonista sarà un
retrocedere continuo verso i momenti più importanti della loro storia
d'amore, dal ritorno di lui che va a trovarla in Ohio, agli ultimi
provini, al matrimonio (unico duetto dello spettacolo in cui entrambi
cantano nel tempo reale della vicenda), ai primi provini, al giorno del
loro primo incontro 5 anni prima. A "complicare" la vicenda (per
lo spettatore) è il punto di vista di lui, diametralmente opposto,
raccontata dal primo incontro fino al giorno dell'addio 5 anni dopo. Jamie Wellerstein è un giovane scrittore ebreo, molto quotato e di belle speranze innamorato della vita e delle donne, tutte rigorosamente ebree, finchè non conosce la giovane e bella Catherine che, sfortunatamente, non è ebrea. Da quel momento in poi la sua vita cambia. L'amore per lei lo porta prima ad accettare la convivenza da sempre negata alle altre e il matrimonio dopo. La sua popolarità come scrittore lo rende desiderato dalle donne che cominciano ad insidiare il suo matrimonio. Lui resisterà "eroicamente" fino al giorno in cui cadrà nelle braccia del suo editore...la giovane Elise. Da quel momento in poi l'addio diventa inevitabile, ed ecco che si finisce come si era iniziato, con una lacrima e un sorriso, solo che questa volta è lei che ride mentre lui, seppur consapevolmente, versa l'ultima lacrima d'addio. VEDI TRAILER: You tube: QUESTI 5 ANNI Bologna, 2 Marzo
2010 Ufficio
Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343;
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