TEATRO DHEON/TIVOLI BOLOGNA/DUSE


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STAGIONE 2012

 

 

TEATRO TIVOLI
COMUNICATO STAMPA
Teatro Tivoli Via Massarenti, 418 – 40138 Bologna
Telefono: (+39) 051 342934
Email: teatrodehon@tin.it 
Web: www.teatrotivoli.it
Prezzo: Intero: 15 Euro - Ridotti: 10 Euro
I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, dalle ore 15,00 alle ore 19,00 oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo al Teatro Tivoli. Le vendite on-line sono curate dal circuito www.vivaticket.it.
IL NUOVO SPETTACOLO COMICO “COSTIPANZO GNU’” 
AL TEATRO TIVOLI
Giovedì 19 gennaio, giovedì 26 gennaio e giovedì 2 febbraio, alle ore 21, al Teatro Tivoli, nell’ambito del progetto “Comici”, Ridens Management presenta DUILIO PIZZOCCHI attorniato dai suoi più validi e conosciuti amici/artisti: comici, cantanti, maghi e ballerine nel nuovo e travolgente spettacolo intitolato emblematicamente “COSTIPANZO GNU’”. 
Lo spettacolo comico si ispira e riprende, con nuove caratteristiche e nuovi personaggi il grande successo del “Costipanzo show”. Ogni giovedì lo spettacolo sarà diverso e nuovo e vedrà di volta in volta la partecipazione di molti artisti beniamini del pubblico. Non mancano momenti di improvvisazione e battute legate all'attualità. I biglietti interi costano 15 Euro e i ridotti 5. E’ previsto un abbonamento alle 3 serate al costo di 24 Euro.
DUILIO PIZZOCCHI, ideatore e conduttore delle serate è cabarettista bolognese, propone monologhi basati su una comicità semplice e di sicuro effetto. Ha creato diversi personaggi: dalle storie di nebbia e anguille dell'imbianchino passa alle vicende metropolitane di Cactus, il tipico frickettone di piazza, alle lamentele della Novella, una vecchietta acida sempre attaccata al telefono, per concludere con Ermete Bottazzi, spietato camionista ad alta velocità. 
Bologna, 13 gennaio 2012
Ufficio Stampa Teatro Tivoli
Per ulteriori informazioni: 
Ufficio Stampa Teatro Tivoli
Tiziano Tommesani 051/3429343; 347/5737776 teatrodehon@tin.it
-
Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna
Telefono: (+39) 051 342934
Email: teatrodehon@tin.it 
Web: www.teatrodehon.it
Prezzo: Intero: 20 Euro Ridotti: 17 Euro
I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio
di ogni spettacolo. Le vendite on-li ne, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.
Da venerdì 3 a domenica 5 Febbraio, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, la Società Neraonda presenta NICOLA PISTOIA, PAOLO TRIESTINO, CRESCENZA GUARNIERI in “GRISÙ, GIUSEPPE, MARIA” di Gianni Clementi. Scene di Francesco Montanaro, costumi di Isabella Rizza, disegno luci di Marco Laudano. Con Nicola Pistoia, Paolo Triestino, Crescenza Guarnirei e con Sandra Caruso e Diego Gueci. Regia Nicola Pistoia.
Una sagrestia di Pozzuoli, nell’Italia povera e appassionata degli anni cinquanta. Un sacerdote ed il suo strampalato sagrestano, due sorelle nei guai insieme al fascinoso farmacista del paese ci prendono per mano e ci fanno ridere, sorridere, emozionare e ci riportano ad un’Italia dove i sogni erano spesso affidati a chilometri e valige di cartone, ad una canzone, ad una miniera lontana, ad un pallone. Nicola Pistoia e Paolo Triestino (gli affiatatissimi interpreti di Muratori ), Crescenza Guarnieri (la toccante interprete di Niente più niente al mondo) sono i protagonisti di questo straordinario affresco di Gianni Clementi (l’autore del Cappello di carta e della Vecchia Singer) che ci racconta, divertendoci, di un’Italia che non c’è più. Completano il cast Sandra Caruso e Diego Gueci
Gianni Clemente, autore di eleganti testi contemporanei tra i quali “La vecchia Singer” e “Cappello di carta”, ci presenta stavolta uno straordinario affresco dell’Italia degli anni Cinquanta. Una commedia che ci fa sorridere e ci riporta indietro nel tempo, in quegli anni dove le difficoltà della vita erano tante ma c’era anche la voglia di un netto cambiamento; spesso ci si affidava ad un componente della famiglia che partiva, con il suo carico di valige, alla ricerca di un lavoro e quindi denaro da poter spedire a casa. Ma anche quell’Italia legata a straordinarie e indimenticabili canzoni in voga in quel periodo, un’Italia che cercava di arrangiarsi, di trovare una via di uscita da anni bui e tristi che avevano messo in ginocchio il Paese. La guerra ormai era passata e si doveva guardare al futuro e la voglia di rinascita aveva invaso tutta la popolazione. Nonostante il passato burrascoso l’Italia sentiva il dovere di credere in un futuro migliore dove poter realizzare i propri sogni. Lo spettacolo di Clemente racchiude tutti i ricordi e i gli avvenimenti di una popolazione che vive nella miseria, ma il bravissimo Clemente racconta questo mondo con il sorriso, facendo divertire ed emozionare lo spettatore, i suoi racconti portano alla luce vicende tragicomiche in grado di appassionare il pubblico. L’opera ci fa conoscere alcuni stravaganti e brillanti personaggi, uno strampalato sagrestano e un sacerdote, due sorelle che trovano nel parroco il loro interlocutore ed fascinoso farmacista del paese. Personaggi in grado di far divertire e di portare il pubblico verso un finale per nulla scontato. Ben curata la regia ed una buona interpretazione da parte degli attori che riescono a calarsi perfettamente nei rispettivi ruoli. 
Bologna, 31 Gennaio 2012 Ufficio Stampa Teatro Dehon
Per ulteriori informazioni: 
Ufficio Stampa Teatro Dehon
Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

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Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 20 Euro - Ridotti: 17 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

 

Martedì 17 Gennaio alle ore 21, al Teatro Dehon, La Compagnia Teatro Scientifico presenta ISABELLA CASERTA in LA VEdOVA SCALTRA ” di Carlo Goldoni. Regia di Jana Balkan e Isabella Caserta, musiche a cura del Gruppo Joglar, costumi Mariana Berdeaga - Laboratorio Teatrale
scene Laboratorio Teatrale, maschere Donato Sartori e Fucina dei Miracoli, attrezzeria Peroni. Con Isabella Caserta, Andrea De Manincor,

Maurizio Perugini, Francesco Baruffa, Elisa Bertato, Martina Colli, Giacomo Girelli.

 

La commedia è tutta giocata sull’astuzia di Rosaura che, indecisa tra quattro pretendenti (un inglese, un francese, uno spagnolo e un italiano) che la coprono di attenzioni e galanterie per avere la sua mano, escogita un piano ingegnoso per scoprire se i loro sentimenti nei suoi confronti sono davvero sinceri. Paradossalmente sarà proprio attraverso il mascheramento e la finzione (una metafora, forse, del teatro stesso?) che, alla fine, riuscirà a scoprire la verità. Oltre all’intreccio, il punto di forza di questa commedia sta nel nuovo modo di concepire i personaggi. Scritta nel 1748, La vedova scaltra vede la presenza, in scena, delle maschere della Commedia dell’Arte quanto quella di personaggi presi dalla realtà di tutti i giorni.

Una commistione (comune ad altre commedie del drammaturgo veneziano) che permise a Goldoni di evidenziare tutte le infinite sfumature dell’animo umano con i suoi vizi e le sue virtù, e di trasporle concretamente sul palco con saggezza ed essenzialità.  

Bologna, 13 Gennaio 2012

Ufficio Stampa Teatro Dehon

Per ulteriori informazioni:

 

Ufficio Stampa Teatro Dehon

Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it Martedì 17 Gennaio

 

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 10 Euro – Ridotti ragazzi fino a 18 anni: 5 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

I GEM BOY AL DEHON  

Giovedì 24 Novembre, alle ore 21, al Teatro Dehon, nell’ambito del progetto “Comici”, Ridens Management presenta il gruppo gem boy bikini.  

I Gem Boy nascono per gioco nel 1992, quando il cantautore in erba (non perché fumava) Carletto comincia a riscrivere i testi su canzoni note prendendo in giro la cerchia dei suoi amici. Nel giro di pochi anni rocambolescamente dalle prime cassettine fatte in casa con una formazione fatta di 2 persone si ritrovano in 5 a spargere nella rete sotto forma di mp3 le loro "cover-parodia". Questa sarà la loro fortuna in quanto si creerà spontaneamente un seguito di accaniti sostenitori che si spargeranno a macchia d'olio nel giro di breve tempo.

Bologna, 13 gennaio 2012

Ufficio Stampa Teatro Dehon

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Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

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Prezzo: Intero: 20 Euro Ridotti: 17 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-li ne, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

Da venerdì 20 a domenica 22 Gennaio, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, la Compagnie Synergie Teatrali e Teatro Ventidio Basso in collaborazione con AMAT presentano Gaia De Laurentiis in “LISISTRATA” da Aristofane. Regia di STEFANO ARTISSUNCH. Con Stefano Artissunch, Stefano Tosoni, Gian Paolo Valentini.

 

IL SOGNO DI LISISTRATA è un colto e fantastico viaggio nella poetica di Aristofane celebre commediografo fra i maggiori del teatro classico. La particolarità della messa in scena è nella contaminazione fra Cabaret e Burlesque, tale contaminazione si evidenzia nelle musiche, nelle atmosfere e nei costumi. Nella storia la guerra non fa da sfondo alla commedia, ma la penetra in tutta la sua drammaticità divenendone protagonista.

Lo spettacolo è un' omaggio a tutti i caduti per la Patria , in tutte le guerre, che per la bandiera, non hanno esitato a sacrificare in silenzio la propria esistenza nella speranza di un domani migliore. Il filo conduttore è Lisistrata che con lo stratagemma dello sciopero del sesso ricatta i guerrieri spartani ed ateniesi a trattare la pace per porre fine alla guerra del Peloponneso. Proprio la sua fermezza ed arguzia favoriscono il gioco comico ma anche polemico e riflessivo nella commedia. Lisistrata non è solo una donna che convince le altre ad attuare lo sciopero del sesso ma è lei che si fa motore di un dolore universale: "sciagurate siamo noi donne a portare il peso della guerra, partoriamo i nostri figli e li mandiamo a fare i soldati!" Visivamente tutto il fantastico di Aristofane viene restituito sia nella scelta dell’allestimento, sia nell’utilizzo di pupazzi e fantocci che rafforzano l’onirico della scena interagendo drammaturgicamente con i protagonisti. In tal modo l’arte del teatro diventa magia capace di rievocare figure di corpi, musiche, parole ed immagini come strumenti per esplorare l’animo umano.  

Bologna, 13 Gennaio 2012

Ufficio Stampa Teatro Dehon

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Prezzo: Intero: 20 Euro Ridotti: 17 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-li ne, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

   

Da venerdì 13 a domenica 15 Gennaio, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, l’Associazione Cubatea presenta ROSARIO GALLI in “UOMINI SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI 2 – LA VISITAdi Galli & Capone. Scene Francesco Montanaro, musiche Enrico Razzicchia, costumi Vera Cozzolino, aiutoregia Gabriele Galli, luci Stefano Blasi, coreografie Simona Crivellane. Regia di Marco Simboli. Con: Sebastiano Colla, Rosario Galli, Massimiliano Giovanetti, Luigi Russo , Francesca Ceci.  

La commedia racconta la storia di Vincenzo, Gianni, Nicola e Pino, quattro amici che da anni si vedono tutti i lunedì per giocare a poker. Nulla ha cambiato la vecchia abitudine, neanche i rispettivi matrimoni.

Vincenzo, Ciccio per gli amici, è sposato da anni ed ha due figli, Nicola non ne ha, ed è sposato solo da due, ma è passato attraverso sei o sette convivenze. Pino è separato da qualche mese ed ha un figlio di sei anni, Gianni è neosposino da appena sei mesi. Situazioni diverse ma con una matrice comune il problema: la Donna.
Campion
e d'incassi in tutta Italia, "Uomini sull'orlo di una crisi di nervi" è ormai diventata una commedia cult. Ha ottenuto successi ogni qualvolta è stata messa in scena grazie soprattutto al testo scritto da Rosario Galli e Alessandro Capone, che sono riusciti a ottenere un copione brillante dai tempi comici perfetti. Il teatro Dehon presenta la versione originale e affida la regia proprio a uno dei due autori, Alessandro Capone, che ha diretto sia la prima messa in scena sia il film cinematografico campione d'incassi.


Bologna, 11 Gennaio 2012

Ufficio Stampa Teatro Dehon

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Prezzo: Intero: 20 Euro Ridotti: 17 Euro

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Mercoledì 11 e giovedì 12 Gennaio, alle ore 21, al Teatro Dehon, la Compagnia La Contemporanea presenta MARIO MATTIA GIORGETTI e IO APPOLLONI in “stasera arsenico!” di Carlo Terron. Regia di Mario Mattia Giorgetti, scene e costumi Tiziana Gagliardi, musiche Jaqueline Perrotin  

Lo stesso titolo dell'opera solleva dubbi, domande. Per chi? Per il pubblico? Per gli stessi personaggi? Oppure arsenico per tutti? Carlo Terron ama creare scompiglio tra personaggi e pubblico. Ama risvegliare la responsabilità di ciascuno di noi verso i valori della vita, dell'amore, del sociale. Ama ricorrere a situazioni trasgressive, al limite del grottesco, per sviluppare il suo teatro critico, satirico, d'indagine, di approfondimento dei comportamenti (e delle contraddizioni) umani. Per far ciò Terron ricorre al nucleo principale su cui si fonda la famiglia, la società: la coppia da cui si dipartono gioie e dolori, amori e odi. Un lui e una lei a confronto: una lotta di vita e morte. È la situazione che s'incontra in questo testo "Stasera, Arsenico".

Una coppia, apparentemente felice, vive un "inferno" strindberghiano. Bice e Lorenzo, lei, donna concreta, dedita agli affari, ninfomane, - gestisce una impresa di pompe funebri -; lui, intellettuale, amante dei libri, delle introspezioni, approdato all'impotenza sessuale per i continui attacchi di lei, partecipa alla gestione dell'impresa; essi sono personaggi simbolo, riflettono una situazione-limite, ma abbastanza comune. Decidono, alle feste comandate, di dare spazio alla loro trasgressione immaginifica nella speranza di trovare degli stimoli erotici, di ritrovare la "voglia" di un tempo. In questo gioco, convenuto, emergono verità crudeli, desideri inconfessabili, spaccati di vita violentata, repressa, negata, a beneficio di squallide opportunità. I personaggi, consapevoli del rito che compiono verso un probabile sussulto d'amore, in realtà desiderano anche l'autodistruzione, la morte; desiderano uscire da questa prigione delle convenzioni, dalla loro solitudine nascosta dietro il gioco dell'apparenza. Bice e Lorenzo sono consapevoli delle rispettive personalità opposte, ma, nonostante ciò, non riescono a separarsi. Continuano a restare prigionieri della gabbia invisibile di un’educazione borghese.  

Bologna,  9 Gennaio 2012
Ufficio Stampa Teatro Dehon

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Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

 

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 20 Euro Ridotti: 17 Euro

Prezzo 31 dicembre € 40,00 compreso brindisi di mezzanotte

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

CAPODANNO AL TEATRO DEHON  

Il 31 Dicembre alle ore ore 21,30, al Teatro Dehon, grande notte di San Silvestro con brindisi e spumante. La Compagnia Teatroaperto /Teatro Dehon – Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna presenta “L’AVARO” di Jean Baptiste Poquelin detto Molière. Regia di Luciano Leonesi e Guido Ferrarini. Scene di Fabio Sottili. Costumi di Renata Fiorentini. Luci di Poppy Marcolin. Con Guido Ferrarini, Aldo Sassi, Lorenzo Spiri, Federica Tabori, Marcella De Marinis, Alida Piersanti, Andrea Zacheo, Tiziano Tommesani, Alessandro Fornari, Maurizio Grondona, Francesco Rovatti.  

Questo AVARO di Molière è impostato sulla forza comica e tragica del primo grande “carattere” creato da Molière, dando però rilievo all’ambiente familiare e sociale da cui questo personaggio è condizionato, un ambiente di arrivisti, altrettanto violenti quanto il protagonista. La passione di ARPAGONE per l’accumulo e la conseguente proliferazione dei profitti in forma di interessi è esclusiva, violenta, pericolosa a sé e agli altri, una tortura come il gioco in borsa, come l’incertezza del “buon fine”. La sua rabelaisiana parsimonia corrompe i figli, i servi, gli amici; tutti diventano suoi avversari, veri ladri di denaro e di affetto, che lo costringono all’isolamento drammatico. Lui solo, in una commedia senza il solito unico, riconoscibile antagonista, perché per antagonisti ha tutti, uno per volta, feroci spalle teatrali del suo comico malessere. In effetti, tutti sognano di derubare chi possiede, aizzati dallo stesso possessore che, senza l’invidia altrui, non gode del proprio potere economico. La corruzione di tutta la sua “corte” è visibile nell’analisi dei personaggi: la figlia Elisa che si concede all’amore segreto per mettere il padre di fronte al fatto compiuto, costringendolo a darle una dote matrimoniale. Il suo seduttore Valerio che si infila in casa fingendosi cameriere e che teorizza l’adulazione e la mette in pratica con un cinismo altrettanto violento della spilorceria di ARPAGONE. La mezzana Frosina che promette ricchezza alla povera ragazza se sposerà il vecchio avaro, ma con la clausola contrattuale che garantisce la morte dello sposo in pochi mesi. La gentile, dolce, promessa sposa Mariana che avrebbe accettato il “buon partito” per far piacere alla mamma che la vuole sistemata comunque. Il figlio Cleante, un futuro damerino che vive di debiti per vestire alla moda in vista dell’eredità, capace, nel suo insieme, di scandalizzare perfino Rousseau che scriveva: “La commedia in cui si rende accettabile un figlio insolente e ladro verso il padre, non è forse definibile una scuola di costumi indegni?”. E poi i servi sfacciati e ladri, il cuoco-cocchiere Mastro Giacomo, capace di vendette atroci per torturare il vecchio avvoltoio in balia di tutti dopo il furto e che finisce per prendersi quelle bastonate ereditate dalla commedia dell’arte, ma questa volta “realistiche” e dolorose, secondo il nuovo contesto teatrale.

I contemporanei dell’AVARO dissero che Molière era un ”bouffon trop sérieux” ed è questa serietà di fondo che oggi fa la grandezza di questa farsa infernale nella quale il protagonista può far ridere dall’inizio alla fine, nella creazione di un carattere che illustra un errore, ma dell’errore ha la grandezza miserabile e trae la sua umanità dalla grettezza degli ingordi arrivisti che lo circondano. Paradossalmente, come la tragedia classica è uno scontro fra due ragioni altrettanto valide, così la commedia molieriana è  uno  scontro  fra  errori  altrettanto negativi.

Bologna, 27 Dicembre 2011                                              Ufficio Stampa Teatro Dehon

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TEATRO TIVOLI

 

Teatro Tivoli Via Massarenti, 418 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrotivoli.it

Prezzo: Intero: 10 Euro Ridotti: 8 Euro

Prezzo 31 dicembre Euro 25 compreso brindisi di mezzanotte

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, dalle ore 15,00 alle ore 19,00 oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo al Teatro Tivoli. Le vendite on-line sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

Al Tivoli Grande serata di Capodanno

con brindisi di mezzanotte  

Giovedì 31 Dicembre alle ore 21 e venerdì 1 Gennaio alle ore 16,  al  Teatro Tivoli, via Massarenti 428, la Compagnia ARRIGO LUCCHINI terrà le consuete recite di capodanno, presentando lo spettacolo "AMEDEO COME ME di Arrigo Lucchini. Regia di Davide Amadei  

La trama.

Due cugini con lo stesso nome e cognome: Amedeo Calzetti, uno avvocato, l'altro salumiere.

Da questa omonimia caos, equivoci, intrighi, soprattutto per il povero salumiere.
Il lieto fine, naturalmente, è assicurato.
 

Bologna, 27 Dicembre 2011

Ufficio Stampa Teatro Tivoli

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Ufficio Stampa Teatro Tivoli

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Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 20 Euro - Ridotti: 17 Euro – 10 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 Martedì 13 Dicembre alle ore 21, al Teatro Dehon, La Compagnia Alfa Prosa, diretta da Augusto Grilli presenta “ LA LOCANDIERA ” di Carlo Goldoni. Con Stefania Rosso, Mauro Stante, Claudio Bertoni, Augusto Grilli, Silvia Pezza, Antonello Ligia. Regia di Augusto Grilli

 Scritta da Goldoni nel 1752, "La locandiera", è definita la struttura drammaturgica più salda mai ideata dall’autore, ed anche il punto culminante di riflessione sul Mondo e sul rapporto dell’autore con il Teatro. Gli spunti di novità della commedia sono innumerevoli: la creazione di un particolare tipo di figura femminile borghese socialmente ascendente che sostituisce una figura maschile ormai in declino (Pantalone) e che diventa un vero leader sociale, in perfetta rispondenza con le istanze illuministiche del tempo; il declino irrimediabile della nobiltà, sia quella di lignaggio (il Marchese) che quella acquisita con la ricchezza (il Conte); declino che è superbamente rappresentato nella commedia e che la intride di un clima di pesante decadenza senza mai perdere di vista il lato comico dei personaggi; l’esaltazione dell’uso lucido e spietato dell’intelligenza come mezzo di affermazione sociale; il contrasto tra "passione" e "finzione" usata da Mirandolina non come strumento per apparire ciò che non si è , ma come solo codice di vita possibile, perché è l’unico che le permetta di esercitare una supremazia su individui altrimenti qualificati a collocarsi gerarchicamente sopra di lei. Il nostro allestimento tende ad evidenziare proprio quest’atmosfera di "decadenza" del vecchio e di "passaggio" ad un nuovo status sociale, esasperando in modo tragicomico le tensioni emotive tra i personaggi che sono tutti esaltati dal rapporto di fitta reciprocità con la protagonista, creando così un gioco di "comprimari" in cui tutti i caratteri coesistono e prendono luce diversa per "la varietà delle circostanze" senza mai creare scompensi in questo perfetto gioco teatrale. Se il Marchese di Forlimpopoli si scontra con il suo alter ego che è nel Conte d’Albafiorita, Mirandolina trova nel suo opposto-uguale del Cavaliere di Ripafratta quegli elementi di sfida alla base di tutta la commedia. Non ne sono esentati Frabizio, giovane servitore di locanda e promesso sposo di Mirandolina, né le commedianti dipinte come uno splendido spaccato di quella Commedia Antica che Goldoni ha così mirabilmente cambiato. Lo spettacolo si presenta come un grande duello, sentimentale, sociale, culturale tutto teso ad esaltare comicamente le differenze e i punti di vista dei suoi protagonisti.  

Bologna, 9 Dicembre 2011 Ufficio Stampa Teatro DehonPer ulteriori informazioni:  Ufficio Stampa Teatro Dehon

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Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

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Prezzo: Intero: 20 Euro Ridotti: 17 Euro – 10 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-li ne, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

Da venerdì 16 a domenica 18 Dicembre, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, la Compagnia Teatroaperto /Teatro Dehon – Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna presenta GUIDO FERRARINI in “IL MALATO IMMAGINARIO di Jean Baptiste Poquelin detto Molière. Regia di Luciano Leonesi. Scene di Fabio Sottili. Musiche di Stefano Zuffi e Ombretta Franco. Costumi di Renata Fiorentini. Luci di Poppy Marcolin. Con GUIDO FERRARINI, ALDO SASSI, MARZIA BOLOGNINI, MARCELLA DE MARINIS, MARIA GRAZIA GHETTI, LORENZO SPIRI, ANDREA ZACHEO, ALESSANDRO FORNARI.  

Come tutti i personaggi primari di Molière, anche Argante costituisce uno «scanda­lo». Argante ci consegna l’ultimo dei messaggi Molieriani. Argante è un personag­gio a due facce. Da una parte, con effetti comici, si rifiuta di vivere, e vivere, per Molière, è esprimere le proprie malattie, avere il coraggio di esprimerle. Tecnica­mente è comico che Argante abbia paura di tutte le malattie che lo abitano, e che, inespresse, si ritorcono contro di lui. Eppure, nella sua vigliaccheria, nella sua tra­gica furbizia di falso malato, si consuma in Argante una profonda ribellione da eroe. Autentica e ultima reincarnazione di Sganarello, egli trova il massimo della propria intelligenza (e forse anche il massimo del coraggio) al grado più basso della propria vergogna. Se, infatti, Argante accettasse di vivere da malato, se, ascoltando i sug­gerimenti della serva Tonina, o del fratello Beraldo, accettasse il male di esistere, se accettasse con lieta incoscienza il funebre e innaturale gioco della natura, egli di­verrebbe, di colpo, un uomo come tutti gli altri: un uomo sano e malato a metà, adulto e infantile a metà, cieco e avveduto a metà. Un compromesso al quale Ar­gante non si piegherebbe mai. Figlio di Molière, Argante è un estremista e un solita­rio. E un uomo senza prossimo, e tutto il teatro che egli gestisce fra la poltrona e il cesso, nel proprio foderato alloggio ospedaliero, è un teatro tutto per lui, un teatro-monologo, un immenso soliloquio. Argante non ha interlocutori che possa­no comprendere il suo male, così come non ha medici che possano guarirlo. Non ha interlocutori o ne ha uno solo, ne avrebbe uno solo, se soltanto accettasse di udirne la voce irriducibile e scandalosa: Molière.

 

Bologna, 9 Dicembre 2011                                               Ufficio Stampa Teatro Dehon

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Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 22 Euro – Ridotti: 19 Euro – 12 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

I MANCIO E STIGMA AL DEHON

Giovedì 1 Dicembre, alle ore 21, al Teatro Dehon, nell’ambito del progetto “Comici”, Ridens Management presenta I MANCIO E STIGMA in “ La Nostra Coppia è un Trio!!!” di Marco Mancin con I Mancio e Stigma  

I Mancio e Stigma (Patrizia Cammarota, Marco Mancin e Angelo Grasso) nascono dall’ unione di tre menti disturbate che da anni raccontano la loro visione del mondo convinti così, di riuscire a liberarsi dei propri fantasmi senza dover ricorrere alle cure di uno specialista.

 

 

 

Bologna, 28 Novembre 2011

Ufficio Stampa Teatro Dehon

Per ulteriori informazioni:

 

Ufficio Stampa Teatro Dehon

Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

 

 

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 20 Euro - Ridotti: 17 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.  

L’OPERETTA AL TEATRO DEHON  

Sabato 3 e domenica 4 Dicembre, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon la Compagnia Stabile di Operette Alfa Folies di Torino presenta " il CONTE DI LUSSEMBURGO” operetta di Franz Lehár,, libretto  di A.M. Willner e R. Bodansky. Coro: “Carmine Casciano”, balletto: Alfaballetto, scene: Alfafolies, costumi: Alfafolies. Regia di Augusto Grilli  

spaziatoreParigi. Un’allegra brigata formata da giovani squattrinati di Montmartre festeggia il Carnevale. Fra loro c’è René, il Conte di Lussemburgo, un nobile spiantato. Con lui è il suo amico Armand Brissard, pittore eternamente alle prese con la scarsità di denaro. In questo clima, dove regna la voglia di divertirsi, ma il denaro scarseggia, René riceve una straordinaria proposta da un aristocratico russo. Il Principe Basilio Basilowitsch è innamorato della bella Angela Didier, cantante dell’Opéra, ma non può sposarla per l’insormontabile differenza di condizione sociale. Basilio, offre al Conte di Lussemburgo molto denaro, purchè la sposi, senza... consumazione, per conferirle il titolo di Contessa, e divorziare tre mesi dopo. I due giovani non dovranno né conoscersi né vedersi. René accetta. Durante la cerimonia pur non potendosi vedere, allo scambio degli anelli le loro mani si toccano e ciò basta a far nascere un confuso sentimento d’attrazione. René tiene fede ai patti, si disinteressa della donna e vive giorni di sfrenata allegria. Durante le sue scorribande libertine però, senza sospettare che si tratti di sua moglie, vede Angela sulla scena, se ne innamora e, con l’intenzione di corteggiarla, interviene, grazie ai favori di Juliette, alla festa che la cantante ha offerto per il suo addio al teatro. Il tocco di un guanto di Angela ricorda a René il fugace contatto avuto durante la cerimonia nuziale. I due si riconoscono, si amano e decidono di restare marito e moglie, complice anche l’arrivo di una vecchia fiamma del Principe Basilio, la Principessa Kokozow.

 

Bologna, 28 Novembre 2011

Ufficio Stampa Teatro Dehon

Per ulteriori informazioni:

 

Ufficio Stampa Teatro Dehon

Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

 

TEATRO TIVOLI

Teatro Tivoli Via Massarenti, 418 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrotivoli.it

Prezzo: Intero: 15 Euro Ridotti: 10 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, dalle ore 15,00 alle ore 19,00 oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo al Teatro Tivoli. Le vendite on-line sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

Giovedì 1 e venerdì 2 Dicembre, alle ore 21, al Teatro Tivoli, il Centro Culturale teatro Aperto presenta il critico teatrale ENRICO GROPPALI che a parti invertite, si mette in gioco e si espone al giudizio del pubblico e degli addetti ai lavori nella pièce “IO SONO SARO BERNARDI” di e con Enrico Groppali. Regia, scene, musiche, costumi, luci e video di Piero Ferrarini.

 

La serata comincia in modo apparentemente convenzionale. Con un signore di mezza età dall’aspetto a volte giovanile in modo sorprendente a volte carico d’anni come uno strano bambino residuato bellico di tutte le guerre (sempre Enrico Groppali, ahi per voi stimatissimo pubblico) che, dopo i doverosi saluti all’uditorio, informa con grazia, pari soltanto alla sua inguaribile civetteria di essere “Saro Bernardi, reincarnazione maschile della celebre Sarah Bernhardt”. Venuto a conoscenza del testamento, tuttora inedito ma custodito nella parigina Bibliothèque de l’Arsenal, che la grande attrice dettò sul letto di morte alla nipote Lysiane il 18 marzo 1923 – due giorni prima della sua scomparsa mentre, a casa sua, stava girando “ La Voyante ” ossia La Veggente il primo film esoterico della sua carriera – l’inquieto Groppali ha così appreso testualmente che: “Io, Sarah Bernhardt, resami conto all’età di ottantadue anni scarsi, di aver recitato in vesti maschili solo diciassette dei Grandi Ruoli tradizionalmente affidati a colleghi dell’altro sesso, qui decido e dichiaro che, post mortem, per nulla sgomentata da ciò che troverò nell’al di là, tornerò ad incarnarmi in quanto uomo sulla nostra vecchia terra riprendendo la carriera teatrale scioccamente interrotta da un inconveniente banale come la morte.

Ovviamente non so dire a tutt’oggi quando avverrà il mio ritorno alle scene né in quale lingua e in quale paese dimostrerò finalmente al mondo che l’intelligenza prescinde dal sesso, dal comportamento e dalle scelte dettate da una malintesa concezione dell’erotismo. Per questo dovrete aspettare gli eventi. Vi raccomando solo di non lasciar bigliettini sulla mia tomba al cimitero del Père Lachaise data la difficoltà a rispondervi per iscritto dal luogo in cui, mio malgrado, mi troverò. Mi farò viva io non appena possibile, statene certi. Se nel frattempo qualche mio irriducibile ammiratore, al di là del tempo e dello spazio, volesse poi preannunciare la mia venuta, non glielo impedirò. Profittando, com’è naturale, delle ore dedicate al riposo notturno per dargli le dritte necessarie ad annunciare il mio ritorno alla vita e, com’è ovvio, al teatro”. Fin qui con la grande sorcière della vita intellettuale parigina, amata da Victor Hugo (“l’unico uomo che, dopo avermi sentita recitare, depose ai miei piedi una lacrima… ma di diamanti”) e del tutto disinteressata a D’Annunzio (“quel piccolo omiciattolo abruzzese che, con la scusa del suo dramma “La città morta” che montai a Parigi in un momento di autentica depressione, voleva convincermi a fondare un teatro in Grecia a due passi dal Partenone!”). L’autore-demiurgo Groppali, per l’occasione anche interprete ma non in travesti, delle volontà dell’amica, defunta ahimé qualche anno prima della sua nascita, in un’ora circa di spettacolo vi informerà delle decisioni prese da Sarah in questi ultimi cento anni (da tanto infatti data la sua assenza dal mondo). Vi spiegherà dove è stata relegata dalla Divina Provvidenza, con chi si è intrattenuta sia nell’al di qua quando girava il mondo sia in quell’al di là di cui abbiamo così poche notizie e soprattutto, parlando dell’arte del teatro di ieri e di oggi in ogni paese del mondo,vi offrirà un quadro il più possibile aggiornato di ciò che si può compiere (e a cui dobbiamo in ogni caso sottostare) per ridar vita a quella nostra vecchissima amica, la scena. Sempre sul punto di soccombere e sempre miracolosamente viva e vegeta.

 

Bologna, 21 Novembre 2011                                                   Ufficio Stampa Teatro Tivoli

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa Teatro Tivoli

Tiziano Tommesani 051/3429343; 347/5737776 teatrodehon@tin.it

 

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 20 Euro - Ridotti: 17 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

LA FIDANZATA DI FANTOZZI/VILLAGGIO AL TEATRO DEHON  

Da venerdì 25 a domenica 27 Novembre, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, Roma Spettacoli s.r.l. presenta ANNA MAZZAMAURO in “brava!” di Stefano Bernardin, Gino Landi, Anna Mazzamuro,Tommaso Paolucci. Supervisione artistica e coreografica Gino Landi. musiche Armando Trovatoli, scene Gabriele Moreschi, costumi Graziella Pera, regia Tommaso Paolucci  

BRAVA ! Un omaggio al teatro italiano: dai classici alla rivista, dal varietà al musical e al mondo di Garinei e Giovannini.

Già nel titolo dello spettacolo Brava! la consacrazione di una straordinaria attrice quale  Anna Mazzamauro  a  one  woman  show.  Questa nostra grande interprete resterà in scena, affiancata da due attori e quattro ballerini, per oltre  due ore di spettacolo, ballando, cantando e recitando nella migliore tradizione della commedia musicale italiana ed anche alla maniera del musical di Broadway. La storia di Brava! è la storia di una attrice che decide di festeggiare il suo quarantesimo anno di carriera teatrale nel teatro  vuoto, oramai in demolizione, che l’aveva vista debuttare e trionfare. Ed è proprio dal vuoto di quel palcoscenico che i suoi ricordi prendono forma. Ballerini, sarti, macchinisti, suggeritori, luci, fondali, costumi prendono magicamente vita ed insieme a lei realizzano uno spettacolo fatto di tentativi, spunti, ipotesi, aspirazioni, sogni che spaziano in tutti i generi teatrali  dalla rivista vecchia maniera, al teatro classico, dall’avanspettacolo al musical,  in un rapido susseguirsi di gag, trovate, occasioni coreografiche e momenti musicali quali solo il maestro  Trovajoli  può darci. Per Anna Mazzamauro  Brava!!! sarà l’occasione per vivere sulla scena due ore da leonessa, sentendosi gridare dal pubblico “Brava!“.       

Bologna, 20 Novembre 2011

Ufficio Stampa Teatro Dehon

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Ufficio Stampa Teatro Dehon

Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

 

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 28 Euro (per questo spettacolo non sono previste riduzioni)

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.  

GIACOBAZZI AL DEHON  

Da venerdì 18 e domenica 20 Novembre, alle ore 21, al Teatro Dehon, nell’ambito del progetto “Comici”, Ridens Management presenta GIUSEPPE GIACOBAZZI e Duilio Pizzocchi in “UNA VITA DA PAVURA - ATTENTI A QUEI 2!”. di Sasdelli e Pagliari. Regia degli autori.  

Giuseppe Giacobazzi è stato consacrato dalle ultime tre edizioni di Zelig, uno dei nuovi, veri talenti della comicità Italiana. Come lo definiscono Bisio e la Incontrada mentre lo presentano sul palco, un vero “figlio di Romagna”. I suoi esilaranti monologhi ci regalano momenti sulla vita di coppia, sull’attualità o molto più semplicemente sulla vita quotidiana che così bene tutti conosciamo, momenti di puro divertimento, a volte incontrollabile.

Duilio Pizzocchi cabarettista bolognese, propone monologhi basati su una comicità semplice e di sicuro effetto. Ha creato diversi personaggi: dalle storie di nebbia e anguille dell'imbianchino passa alle vicende metropolitane di Cactus, il tipico frickettone di piazza, alle lamentele della Novella, una vecchietta acida sempre attaccata al telefono, per concludere con Ermete Bottazzi, spietato camionista ad alta velocità. Non mancano momenti di improvvisazione e battute legate all'attualità.

Bologna, 16 Novembre 2011

Ufficio Stampa Teatro Dehon

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Ufficio Stampa Teatro Dehon

Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

 

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 20 Euro Ridotti: 17 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.  

 

PINO QUARTULLO AL DEHON  

Da venerdì 11 a domenica 13 Novembre, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, La Città degli Artisti presenta Pino Quartullo,  Clementino, Valentina De Giovanni in CHE ORA è, adattamento teatrale di Paola e Silvia Scola, dal film originale di Ettore Scola. Regia di Pino Quartullo, aiuto regia Eugenio Poch, assistente alla regia Roberto Urbani. Scene di Giovanni Di Mascolo, costumi di Teresa Acone, musiche originali di Armando Trovaioli, luci di Paolo Gianfrate, suono di Fabrizio Renzani  

Nel 1989 Ettore Scola scrive e dirige il film Che ora è con Marcello Mastroianni e Massimo Troisi protagonisti. Il film ambientato e girato interamente a Civitavecchia, racconta un giorno speciale: la visita di Giuseppe Ridolfi, un avvocato romano di successo, al figlio Michele, indolente napoletano e simpatico laureando in lettere, momentaneamente di stanza nella caserma Piave per il servizio di leva. Il film è una lunga passeggiata tra padre e figlio per tutta la città, un’occasione per parlare un po’, scontrarsi e scoprirsi. Tra i pescatori nel porto nel ristorante caratteristico, da Loredana la ragazza di Michele, nel bar dove il giovane militare così chiuso e introverso con il padre che ha invece uno splendido rapporto con tutti… si susseguono scene di gelosia, rivendicazioni e confessioni reciproche di malumori accumulati in una vita. Dopo 22 anni, il film viene messo in scena da Pino Quartullo, in una sorta di mise-en-espace, grazie all’adattamento teatrale di Silvia e Paola Scola, tratto dalla sceneggiatura del film originale di Ettore Scola.  

Bologna, 4 Novembre 2011

Ufficio Stampa Teatro Dehon1  

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Ufficio Stampa Teatro Dehon

Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

 

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 15 Euro - Ridotti: 10 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

Mercoledì 9 e giovedì 10 Novembre, alle ore 21,  al Teatro Dehon  la Compagnia Teatro Poesia presenta silvana strocchi in "tre sorelle" di Anton Cechov. Riduzione e intervento drammaturgico di Gregorio Scalise. Regia di Silvana Strocchi. Con: Silvana Strocchi (Olga), Sonila Kaceli (Irina), Valentina Calmieri (Masa), Paolo Buconi (Andrèj), Francesca Fuiano (Natasa), Nicola Fabbri (Ferapont), Albertina Malferrari (Anfisa). Musiche originali: Paolo Buconi. Scenografia di Nino Galogre. Costumi diElisabetta Muner. Ufficio stampa: Maria Benedetti Foto: Giorgia Salerno  

“In Cechov la chiave è un elemento molto importante, comunque presente, chiave come oggetto, beninteso. La chiave chiude uno scrigno, un picciolo segreto, un cassetto. E’ presente ne Le tre sorelle dove Irina nasconde dei ricordi ma  ritorna anche in altre situazioni. Forse la cultura, forse persino Lacan (Seminario sulla lettera rubata) vorrebbero e avrebbero potuto esercitare la loro arte interpretativa. Gioco del ricordo, della memoria, del nascondimento, dell’occultamento del sé. Tuttavia nessuna di queste interpretazioni sarebbe del tutto gradita a Cechov. La sua scrittura procedeva per ritmi precisi, cercava di tenersi lontana dai proclami e dalla retorica, niente doveva andare oltre il teatro e oltre il testo. Come fare quindi a non attenersi alle regole del gioco imposte per altro dallo stesso Cechov? E inoltre,se per motivi di diversa natura, gli uomini de Le tre sorelle dovessero scomparire (cioè non esserci proprio in scena) come in effetti si sta per fare nella regia e nell’adattamento di questo stesso testo, cioè Le tre sorelle? Il cammino non resta quindi che da  percorrere  proprio secondo una linea che si potrebbe definire mediana. Gli uomini sono i grandi assenti o per meglio dire sono i personaggi evocati dalla fantasia femminile. La guarnigione vive per anni nel giardino de Le tre sorelle, nel giardino di tutte e cinque o sei le donne, e il loro dialogo è quello (tipicamente femminile) di una specie di monologo accanto alle presenze sollecitate e evocate. Forse, a dirla tutta, siamo in presenza di un tradimento nei riguardi di Anton Cechov eppure è pensabile che dovendo scegliere fra gli uomini e le donne il drammaturgo e scrittore russo avrebbe scelto le donne. Proprio per la loro leggerezza, la loro presenza, la loro raffinatezza nel rinchiudere dentro un cassetto le cose e rinchiudere anche gli uomini a chiave, Cechov avrebbe preferito queste figure aeree, non sempre logiche, spesso dotate di facoltà contraddittorie, animate da spirito di ricordo e presenza. Ricordo e presenza che grazie alla loro arte (involontariamente scenica) saprebbero tratteggiare e portare alla ribalta. Infine un’ultima, ma non meno importante annotazione: nel testo qui adattato ci si muove verso una scoperta, chi lo sa, come la scoperta di un nuovo Dna, per usare le suggestioni della cronaca scientifica di questi giorni. Esposte alla ribalta scenica senza gli uomini, le donne de le tre sorelle, qui, sono sostanzialmente libere. Questa libertà è importante e forse nuova. E’ chiaro che il testo complessivo ( uomini e donne, come nelle interpretazioni tradizionali, per altro non frequentissime) esiste e irradia la sua storia e la sua volontà testuale sull’insieme. Ma nello stesso tempo, rispettato in immaginazione il testo, la libertà femminile è capace di essere una potenziale forma di neo-espressione.”

Bologna, 4 Novembre 2011                                                             Ufficio Stampa Teatro Dehon

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa Teatro Dehon

Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 10 Euro - Ridotti: 8 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.  

                                TORNA IL DIALETTO AL DEHON  

Martedì 8 Novembre, alle ore 21,  al Teatro Dehon il  DUO MARCHESELLI e GUIDO FERRARINI presentano lo spettacolo musical-teatrale in lingua bolognese “SENT BULÅGGNA CHE BLAZZA!” di autori vari. Regia di Guido Ferrarini e Marco Visita.

Questo delizioso spettacolo è ancorato alle tradizioni poetiche e musicali bolognesi. GUIDO FERRARINI, il notissimo interprete odierno del Cardinale Lambertini, declamerà alcune delle più belle poesie e delle "balanzonate" bolognesi, accompagnato dai due figli di “Nildo”: Marco "Visita" (organino bolognese) e Paolo (chitarra), i quali riproporranno le musiche del padre Leonildo, unanimemente considerato il più alto esempio musicale di ballo liscio alla Filuzzi, e, nella seconda parte dello spettacolo uno stupefacente filmato storico degli anni fra le due guerre, accompagnato dalle loro bellissime musiche.  

Bologna, 4 Novembre 2011                                    Ufficio Stampa Teatro Dehon

 

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Ufficio Stampa Teatro Dehon

Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

 

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 22 Euro Ridotti: 19 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

Da sabato 29 a domenica 30 Ottobre, feriali ore 21, domenica doppia replica ore 16 e ore 21, al Teatro Dehon, grande inaugurazione della stagione. La Compagnia Mauri /Sturno presenta GLAUCO MAURI e ROBERTO STURNO nella commedia “QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI” di Leonid   Nikolaevic Andreev. Traduzione, adattamento e regia di Glauco Mauri. Con Leonardo Aloi, Barbara Begala, Marco Blanchi, Mauro Mandolini, Lucia Nicolini, Roberto Palermo, David Paryla, Stefano Sartore, Paolo Benvenuto Vezzoso. Scene Mauro Carosi, costumi Odette Nicoletti musiche Germano Mazzocchetti.

Glauco Mauri e Roberto Sturno festeggiano quest’anno i trenta anni della loro compagnia, un traguardo importante fatto di impegno e totale dedizione al Teatro.

Nei teatri di tutta Italia hanno portato i grandi classici: Sofocle, Shakespeare, Goethe,  Molière, ma anche Ionesco e Beckett, Pirandello e Goldoni, Dostoevskji e Brecht, Mamet e Schmitt e Shaffer.

Per questa trentesima stagione teatrale della loro Compagnia mettono in scena una libera versione tratta dall’omonimo testo teatrale di Leonid Nikolaevič Andreev: Quello che prende gli schiaffi, una “favola” che, attraverso l’emozione e il divertimento, possa comunicare al pubblico la “civile utilità del Teatro”.

Giornalista, scrittore e drammaturgo, L. N. Andreev fu un protagonista della vita culturale della Russia nel primo ventennio del Novecento, anni tumultuosi che precedettero la rivoluzione d’Ottobre. Popolare anche all’estero, per contratto in Germania le sue opere dovevano uscire prima che in Russia, in Italia, tra gli altri, fu tradotto anche da Piero Gobetti e molti suoi lavori furono interpretati con successo dai nostri grandi attori, da Zacconi alla Pavlova, dalle sorelle Gramatica a Ruggeri, e da Romolo  Valli a Valeria Moriconi a Enrico Maria Salerno.

Quello che prende gli schiaffi scritto da Andreev tra agosto e settembre del 1915 fu rappresentato al Teatro d’Arte di Mosca e a Pietroburgo al Teatro Aleksandrinskij con la regia di N. V. Petrov, il regista ne trasse anche un film nel 1916. Nel dramma l’elemento realistico, simbolico e psicologico sono fusi perfettamente raggiungendo un’eccezionale liricità.

La libera versione di questo testo – dice Mauri, anche regista e coprotagonista con Roberto Sturno – è motivata dal desiderio di mettere in maggiore evidenza le inquietudini, i disagi e le ansie che sono presenti nella nostra attuale società, tuttavia senza restare ingabbiati nell’ipocrisia del rispetto esasperato del testo, ma con la sensibilità e la responsabilità dell’uomo di oggi”

Un uomo vuole fuggire dalla società nella quale vive, dove tutto è dominato dall’egoismo, dall’indifferenza e dal denaro con cui tutto si compera, anche i sentimenti più puri. E allora diventerà un clown! Sale su un palcoscenico da dove comincerà la sua nuova vita e, sotto lacrime dipinte,  potrà ridere del suo dolore e con le sue sguaiate risate potrà gridare la sua ribellione. E’ un pazzo? No! E' uno di quei rari uomini che sperano si possa costruire un mondo migliore.

Un tragico colpo di scena metterà fine al suo sogno.

Clown, domatrici di leoni, ballerine mute, piccoli truffatori, ignobili seduttori, uomini sconfitti dalla vita, uno spettacolo, Quello che prende gli schiaffi, con tutti i colori del caleidoscopio che è la vita: dramma, commedia, farsa, risata, lacrime, musica, canto e danza.

In scena undici attori, Glauco Mauri e Roberto Sturno affiancati da Leonardo Aloi, Barbara Begala, Marco Blanchi, Mauro Mandolini, Lucia Nicolini, Roberto Palermo, David Payla, Stefano Sartore, Paolo Benvenuto Vezzoso. Le musiche, eseguite dal vivo dai tre attori-clown, sono di Germano Mazzocchetti, le scene di Mauro Carosi, i costumi di Odette Nicoletti.

Glauco Mauri:

“Il mio primo incontro con Leonid Nikolaevič Andreev fu nel 1955 quando, nella “Compagnia del Teatro di Via Manzoni” di Milano, interpretai un piccolo ruolo in “Katerina Ivanovna”. La regia era di Corrado Pavolini e tra gli interpreti figuravano Memo Benassi, Laura Adani, Gianrico Tedeschi e una giovanissima Giulia Lazzarini.

Ho conosciuto il tumultuoso mondo di Andreev durante gli anni dell’ “Accademia d’Arte Drammatica” di Roma che mi permetteva, con la sua ricca biblioteca, di scoprire tutto quel teatro che nella mia Pesaro non avevo potuto conoscere. Mi ricordo che ne restai affascinato ma anche frastornato per la violenza e la disperazione che agitavano le sue opere.

In questi trent’anni della nostra compagnia qualche volta ho pensato ad Andreev ma non ho mai capito come interpretare quel suo dolore pervaso di pessimismo e di speranza, di crudeltà e di poesia.

Molti anni fa anche Alberto Perrini mi fece conoscere un suo interessante adattamento di “Quello che prende gli schiaffi”. Non se ne fece nulla, ma l’idea di quell’Andreev rimase dentro di me in attesa di una mia personale interpretazione.

Sono passati molti anni, abbiamo messo in scena tanti spettacoli, autori diversissimi fra di loro ma siamo rimasti sempre fedeli al nostro sentire: l’arte per la vita.

In questo momento così difficile abbiamo creduto quindi giusto proporre una “favola” che possa parlare ancora di umanità e di poesia ad una società che corre il rischio di inaridirsi sempre di più.

E’ l’idea da cui nasce tutta la “favola” che mi ha spinto a raccontarla con la consapevole e preoccupata libertà che deve avere un interprete. Sono stato anche affascinato dalla possibilità di far vivere nel racconto di Andreev inquietudini e interrogativi dell’uomo di oggi.

Ho tradito Andreev?

Il grande regista V. E. Mejerchol’d diceva che i testi vanno interpretati anche ricreandoli con nuovo “fervore” e non “imbalsamandoli nell’ipocrisia del rispetto”.

Nei suoi ultimi dolorosi anni Andreev ha dato vita con la sua esasperata fantasia a creature innocenti, oneste che vengono poi corrotte e distrutte dall’insensatezza della vita. Per Andreev l’uomo è fondamentalmente buono ma è la società che lo snatura con le sue ingiustizie; Andreev ama appassionatamente la vita ma è inaridito dal male che vi regna. Far vedere il male serve per capire quanto sia giusto il bene: questo è, per me, “Quello che prende gli schiaffi”

Oggi chi vede il male ma ha fiducia in un mondo più giusto e umano, è considerato un ingenuo o un buonista (che orrore questa parola!). Credo invece che mai come oggi sia necessaria un po’ di coraggiosa fiducia… e con le sue “favole” scritte da uomini per altri uomini, il Teatro può aiutarci a trovarla”.  

Bologna, 24 Ottobre 2011

Ufficio Stampa Teatro Dehon

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Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

 

 

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 22 Euro Ridotti: 19 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

Da sabato 29 a domenica 30 Ottobre, feriali ore 21, domenica doppia replica ore 16 e ore 21, al Teatro Dehon, grande inaugurazione della stagione. La Compagnia Mauri /Sturno presenta GLAUCO MAURI e ROBERTO STURNO nella commedia “QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI” di Leonid   Nikolaevic Andreev. Traduzione, adattamento e regia di Glauco Mauri. Con Leonardo Aloi, Barbara Begala, Marco Blanchi, Mauro Mandolini, Lucia Nicolini, Roberto Palermo, David Paryla, Stefano Sartore, Paolo Benvenuto Vezzoso. Scene Mauro Carosi, costumi Odette Nicoletti musiche Germano Mazzocchetti

 

I tempi sono difficili, ma sono proprio questi i momenti in cui l'impegno deve difendere e qualificare il nostro lavoro di uomini di Teatro. Ecco perché, proprio nel trentesimo anno della nostra Compagnia, sentiamo il dovere di portare sulla scena un testo che, attraverso l'emozione e il divertimento, possa comunicare al pubblico la civile utilità del Teatro.

La "favola" che raccontiamo si chiama "Quello che prende gli schiaffi" ed è una libera versione tratta dall'omonimo testo teatrale di Leonid Nikolaevic Andreev, che fu subito  un grandissimo successo nella Russia del primo Novecento. Andreev scrisse drammi e romanzi e alcuni di essi furono tradotti anche da Piero Gobetti, suo grandissimo estimatore. Molti suoi lavori furono interpretati con successo dai nostri grandi attori, da Zacconi alla Pavlova, dalle sorelle Grammatica a Ruggeri, e, più di recente, da Valeria Moriconi a Enrico Maria Salerno. La libera versione di questo testo è motivata dal desiderio di mettere in maggiore evidenza il comico e il tragico che sono presenti nella nostra attuale società. "Quello che prende gli schiaffi" offre la possibilità di uno spettacolo con tutti i colori di quel caleidoscopio che è la vita: dramma e farsa, risate e lacrime. Undici attori daranno vita allo spettacolo. Un uomo vuole fuggire dalla società nella quale vive, dove tutto è dominato dall'egoismo, dall'indifferenza e dal denaro con cui tutto si compra, anche i sentimenti più puri. E allora diventerà un clown! Salirà su un palcoscenico da dove comincerà la sua nuova vita; potrà ridere del suo dolore e potrà gridare la sua ribellione. È Un pazzo? No! È uno di quei rari uomini che sperano si possa costruire un mondo migliore. Un colpo di scena metterà fine al suo sogno, ma in noi resta la commossa gratitudine per tutti quelli che ancora credono in quelle cose alle quali non siamo più abituati a credere. Clown, domatrici di leoni, ballerine mute, ignobili seduttori, uomini sconfitti dalla vita, canzoni, dramma, farsa... ma dove siamo? È il luogo dove attraverso la finzione si raccontano le verità della vita.

Bologna, 24 Ottobre 2011

Ufficio Stampa Teatro Dehon

Per ulteriori informazioni:

 

Ufficio Stampa Teatro Dehon

Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 teatrodehon@tin.it

 

TEATROAPERTO/TEATRO TIVOLI

Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna

 

TEATRO TIVOLI

Bologna, via Massarenti, 418 – Tel. 051/342934

 

TEATRO STABILE

delle Tradizioni e dei Dialetti

 

TEATRO STABILE

delle Marionette e dei Burattini

 

TEATRO STABILE

delle Nuove Comicità

                                                                               

Bologna, 5 Ottobre 2011                

Ai Capi Cronisti e 

Corrispondenti di informazione                    

loro sedi   

                                                                                

                                   MERCOLEDì  12  OTTOBRE  p. v.  alle  ore  11,30  presso  il  TEATRO TIVOLI - TEATRO STABILE DEL DIALETTO, via Massarenti 418, i responsabili del Centro Culturale Teatroaperto presenteranno il programma della stagione 2011-2012.                                                           

                             Saranno presenti il dottor Marco Poli, vicepresidente della Famaja Bulgnèisa e i rappresentanti delle Istituzioni .

                             Si prega di considerare la presente come invito alla conferenza stampa.                                                         

                             Con i migliori saluti.                                       

L'addetto stampa                 

Renata Fiorentini          

Centro Culturale Teatroaperto

Via Libia, 59 – Tel. 051/342934 – Fax 051/307488 – Codice Fiscale e Partita IVA 03615280371

E-mail: teatrodehon@tin.it – http::/www.teatrotivoli.it

 

 

 

Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna

Telefono: (+39) 051 342934

Email: teatrodehon@tin.it

Web: www.teatrodehon.it

Prezzo: Intero: 20 Euro Ridotti: 17 Euro

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-li ne, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

Da venerdì 7 a domenica 23 Ottobre, feriali ore 21, domenica ore 16,  al Teatro Dehon, la Compagnia Teatroaperto /Teatro Dehon – Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna presenta ALDO SASSI, FEDERICA TABORI, MARCELLA DE MARINIS in “FIORI FERITI” di R. Fiorentini. Regia Guido Ferrarini, aiutoregia Alessandro Fornari, scene Fabio Sottili, costumi Renata Fiorentini, luci Poppy Marcolin, Fotografo di scena Gino Rosa, organizzazione Tiziano Tommesani

 

Fiori feriti è una commedia che affronta il tema attualissimo dei rapporti padri-figli con sentimento, ironia e, soprattutto, grande divertimento.

La vicenda parla di un autore televisivo, divorziato ed in crisi esistenziale, che vive e lavora a Roma, in un’altana malandata, nei pressi di San Pietro. Ha una compagna, Chiara, che tenta amorevolmente di spronarlo per farlo ritornare alla brillantezza di un tempo. All'improvviso arriva nella vita di Enzo come un uragano Lilly, sua figlia che non vedeva da sedici anni. Il burrascoso incontro rivela, oltre a delusioni e rivendicazioni, uno scontro generazionale che si esprime con un linguaggio attuale, colorito e diretto.

Le battute di comicità fulminante, l'umorismo acido o brillante sono quelli della vita quotidiana. Lilly lo metterà comunque di fronte alle sue responsabilità di padre e pian piano si insinuerà nella sua vita con la naturalezza e l'entusiasmo di una ragazzina. Ed è una scoperta reciproca. I due parlano molto, si raccontano in un turbinio di sensazioni che consentono ad entrambi di ritrovarsi nei rispettivi ruoli, ma soprattutto come individui.

Lo spettacolo vuole trattare un problema reale, e parlarne assieme al pubblico, dimostrando che una soluzione, affidata all’intelligenza alla buona volontà e alla capacità di sorriso, è sempre possibile e può ricomporre solitudini e tessuti sociali lacerati.

 

Bologna, 1 Ottobre 2011                                               Ufficio Stampa Teatro Dehon

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa Teatro Duse

Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776 – E-mail: teatrodehon@tin.it

 

 

Teatro Duse – Via Cartoleria, 42 – 40124 Bologna

Telefono: (+39) 051 231836 – 051 342934 – E-mail: biglietteria@teatroduse.it

Web: www.teatroduse.it

Prezzi:  Platea             15,00

            1° Galleria         10,00

            2° Galleria           7,00

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Duse dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it.

 

Sabato 28 alle ore 21 e domenica 29 maggio alle ore 16, al Teatro Duse, la Compagnia Teatroaperto /Teatro Dehon – Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna, presenta GRAZIA GHETTI e ALDO SASSI in “GIORNI FELICI” di Samuel Beckett. Regia di Guido Ferrarini. Assistente alla regia Alessandro Fornari. Scene di Fabio Sottili. Costumi di Renata Fiorentini. Luci di Poppy Marcolin. Fotografo di scena Gino Rosa. Produzione e organizzazione Tiziano Tommesani.

Si tratta di un “pas de deux” ironico e tragico, divertente e angosciante, danzato sulle punte con spietata allegria, dai due simpatici protagonisti, Winnie e Willie.

In Giorni felici, Beckett descrive la condizione umana nella figura di Winnie, una donna vivace e grassottella, che affonda progressivamente nella terra.  Nel primo atto Winnie è interrata fino alla vita, ma ha le braccia libere, ciò che le consente in qualche modo di “immaginarsi” una certa libertà; nel secondo atto, invece, è interrata fino al collo, in una immobilità assoluta e senza scampo.  Willie, suo marito, è libero di muoversi (in verità solo strisciando ed esclusivamente all’interno del suo buco), ma non può parlare se non a monosillabi e con grande sforzo.

Da una parte, l’allegria di Winnie nella sua terribile ed infelice condizione appare tragica; dall’altra divertente. Da una parte il suo buonumore è pura follia; dall’altra, l’ottimismo di Winnie di fronte alla morte e al nulla, è nobile. La vita di Winnie è composta di giorni felici perché ella si rifiuta di provare sgomento.

Winnie e Willie seguono un andamento giullaresco, hanno un’intonazione elegiaca; essi rivelano una sorprendente ricchezza gestuale, hanno un’aria fanciullesca, stizzosa, adirata, veemente, triste, allegra; sono sempre alle prese con gli oggetti e le voci della loro vita; intanto li assale l’immobilità, il silenzio, sprofondano in loro stessi, nella terra. Willie ha ormai cessato di interrogarsi o forse non ha mai cominciato;

Winnie produce domande alle quali non può rispondere.

I loro discorsi a vanvera sono, in realtà, un disperato espediente per popolare il silenzio: i loro gesti più goffi, le loro smanie più insulse, il loro agitarsi inutile, nascondono l’intenzione di movimentare la metafisica paralisi dell’universo. E anche quando soccombono - e l’orrore esistenziale riesce ad insinuarsi tra le maglie delle loro povere invenzioni - cadono con estrema dignità a testa alta.

 

Bologna, 23 maggio 2011                                               

                                                                                         Ufficio Stampa Teatro Duse

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