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TEATRO DHEON/TIVOLI BOLOGNA/DUSE www.catchweb.net |
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STAGIONE 2012 |
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TEATRO TIVOLI
Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39)
051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro - Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Martedì 17 Gennaio alle ore 21, al Teatro
Dehon, Maurizio
Perugini, Francesco Baruffa, Elisa Bertato, Martina Colli, Giacomo
Girelli. La
commedia è tutta giocata sull’astuzia di Rosaura che, indecisa tra
quattro pretendenti (un inglese, un francese, uno spagnolo e un italiano)
che la coprono di attenzioni e galanterie per avere la sua mano, escogita
un piano ingegnoso per scoprire se i loro sentimenti nei suoi confronti
sono davvero sinceri. Paradossalmente sarà proprio attraverso il
mascheramento e la finzione (una metafora, forse, del teatro stesso?) che,
alla fine, riuscirà a scoprire la verità. Oltre all’intreccio, il
punto di forza di questa commedia sta nel nuovo modo di concepire i
personaggi. Scritta nel 1748, La vedova scaltra vede la presenza, in
scena, delle maschere della Commedia dell’Arte quanto quella di
personaggi presi dalla realtà di tutti i giorni. Una
commistione (comune ad altre commedie del drammaturgo veneziano) che
permise a Goldoni di evidenziare tutte le infinite sfumature dell’animo
umano con i suoi vizi e le sue virtù, e di trasporle concretamente sul
palco con saggezza ed essenzialità. Bologna, 13 Gennaio 2012 Ufficio
Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776
teatrodehon@tin.it Martedì 17 Gennaio Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
10 Euro – Ridotti ragazzi fino a 18 anni: 5 Euro I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it. I GEM BOY AL DEHON
Giovedì 24 Novembre, alle ore 21, al Teatro Dehon, nell’ambito
del progetto “Comici”, Ridens Management presenta il gruppo gem
boy bikini. I
Gem Boy nascono per gioco nel 1992, quando il cantautore in erba (non
perché fumava) Carletto comincia a riscrivere i testi su canzoni note
prendendo in giro la cerchia dei suoi amici. Nel giro di pochi anni
rocambolescamente dalle prime cassettine fatte in casa con una formazione
fatta di 2 persone si ritrovano in Bologna, 13 gennaio 2012 Ufficio Stampa Teatro Dehon Per
ulteriori informazioni: Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776
teatrodehon@tin.it
Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-li ne, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Da
venerdì IL SOGNO DI LISISTRATA è un colto e fantastico viaggio
nella poetica di Aristofane celebre commediografo fra i maggiori del
teatro classico. La particolarità della messa in scena è nella
contaminazione fra Cabaret e Burlesque, tale contaminazione si evidenzia
nelle musiche, nelle atmosfere e nei costumi. Nella storia la guerra
non fa da sfondo alla commedia, ma la penetra in tutta la sua
drammaticità divenendone protagonista. Lo spettacolo è un' omaggio a tutti i caduti per Bologna, 13 Gennaio 2012 Ufficio Stampa Teatro Dehon Per
ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776
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20 Euro Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-li ne, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Da
venerdì La
commedia racconta la storia di Vincenzo, Gianni, Nicola e Pino, quattro
amici che da anni si vedono tutti i lunedì per giocare a poker. Nulla ha
cambiato la vecchia abitudine, neanche i rispettivi matrimoni. Vincenzo,
Ciccio per gli amici, è sposato da anni ed ha due figli, Nicola non ne
ha, ed è sposato solo da due, ma è passato attraverso sei o sette
convivenze. Pino è separato da qualche mese ed ha un figlio di sei anni,
Gianni è neosposino da appena sei mesi. Situazioni diverse ma con una
matrice comune il problema:
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Stampa Teatro Dehon Per
ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776
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Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Mercoledì
11 e giovedì 12 Gennaio,
alle ore 21, al Teatro Dehon, Lo stesso titolo
dell'opera solleva dubbi, domande. Per chi? Per il pubblico? Per gli
stessi personaggi? Oppure arsenico per tutti? Carlo Terron ama creare
scompiglio tra personaggi e pubblico. Ama risvegliare la responsabilità
di ciascuno di noi verso i valori della vita, dell'amore, del sociale. Ama
ricorrere a situazioni trasgressive, al limite del grottesco, per
sviluppare il suo teatro critico, satirico, d'indagine, di approfondimento
dei comportamenti (e delle contraddizioni) umani. Per far ciò Terron
ricorre al nucleo principale su cui si fonda la famiglia, la società: la
coppia da cui si dipartono gioie e dolori, amori e odi. Un lui e una lei a
confronto: una lotta di vita e morte. È la situazione che s'incontra in
questo testo "Stasera, Arsenico". Una coppia,
apparentemente felice, vive un "inferno" strindberghiano. Bice e
Lorenzo, lei, donna concreta, dedita agli affari, ninfomane, - gestisce
una impresa di pompe funebri -; lui, intellettuale, amante dei libri,
delle introspezioni, approdato all'impotenza sessuale per i continui
attacchi di lei, partecipa alla gestione dell'impresa; essi sono
personaggi simbolo, riflettono una situazione-limite, ma abbastanza
comune. Decidono, alle feste comandate, di dare spazio alla loro
trasgressione immaginifica nella speranza di trovare degli stimoli
erotici, di ritrovare la "voglia" di un tempo. In questo gioco,
convenuto, emergono verità crudeli, desideri inconfessabili, spaccati di
vita violentata, repressa, negata, a beneficio di squallide opportunità.
I personaggi, consapevoli del rito che compiono verso un probabile
sussulto d'amore, in realtà desiderano anche l'autodistruzione, la morte;
desiderano uscire da questa prigione delle convenzioni, dalla loro
solitudine nascosta dietro il gioco dell'apparenza. Bice e Lorenzo sono
consapevoli delle rispettive personalità opposte, ma, nonostante ciò,
non riescono a separarsi. Continuano a restare prigionieri della gabbia
invisibile di un’educazione borghese. Bologna,
9 Gennaio 2012 Per
ulteriori informazioni: Ufficio
Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343;
347 5737776 teatrodehon@tin.it
Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro Ridotti: 17 Euro Prezzo
31 dicembre € 40,00 compreso brindisi di mezzanotte I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. CAPODANNO AL TEATRO DEHON Il 31 Dicembre alle ore ore 21,30, al Teatro Dehon, grande
notte di San Silvestro con brindisi e spumante. Questo AVARO di Molière è impostato sulla
forza comica e tragica del primo grande “carattere” creato da Molière,
dando però rilievo all’ambiente familiare e sociale da cui questo
personaggio è condizionato, un ambiente di arrivisti, altrettanto
violenti quanto il protagonista. La passione di ARPAGONE per l’accumulo
e la conseguente proliferazione dei profitti in forma di interessi è
esclusiva, violenta, pericolosa a sé e agli altri, una tortura come il
gioco in borsa, come l’incertezza del “buon fine”. La sua
rabelaisiana parsimonia corrompe i figli, i servi, gli amici; tutti
diventano suoi avversari, veri ladri di denaro e di affetto, che lo
costringono all’isolamento drammatico. Lui solo, in una commedia senza
il solito unico, riconoscibile antagonista, perché per antagonisti ha
tutti, uno per volta, feroci spalle teatrali del suo comico malessere. In
effetti, tutti sognano di derubare chi possiede, aizzati dallo stesso
possessore che, senza l’invidia altrui, non gode del proprio potere
economico. La corruzione di tutta la sua “corte” è visibile
nell’analisi dei personaggi: la figlia Elisa che si concede all’amore
segreto per mettere il padre di fronte al fatto compiuto, costringendolo a
darle una dote matrimoniale. Il suo seduttore Valerio che si infila in
casa fingendosi cameriere e che teorizza l’adulazione e la mette in
pratica con un cinismo altrettanto violento della spilorceria di ARPAGONE.
La mezzana Frosina che promette ricchezza alla povera ragazza se sposerà
il vecchio avaro, ma con la clausola contrattuale che garantisce la morte
dello sposo in pochi mesi. La gentile, dolce, promessa sposa Mariana che
avrebbe accettato il “buon partito” per far piacere alla mamma che la
vuole sistemata comunque. Il figlio Cleante, un futuro damerino che vive
di debiti per vestire alla moda in vista dell’eredità, capace, nel suo
insieme, di scandalizzare perfino Rousseau che scriveva: “La commedia in
cui si rende accettabile un figlio insolente e ladro verso il padre, non
è forse definibile una scuola di costumi indegni?”. E poi i servi
sfacciati e ladri, il cuoco-cocchiere Mastro Giacomo, capace di vendette
atroci per torturare il vecchio avvoltoio in balia di tutti dopo il furto
e che finisce per prendersi quelle bastonate ereditate dalla commedia
dell’arte, ma questa volta “realistiche” e dolorose, secondo il
nuovo contesto teatrale. I
contemporanei dell’AVARO dissero che Molière era un ”bouffon trop sérieux”
ed è questa serietà di fondo che oggi fa la grandezza di questa farsa
infernale nella quale il protagonista può far ridere dall’inizio alla
fine, nella creazione di un carattere che illustra un errore, ma
dell’errore ha la grandezza miserabile e trae la sua umanità dalla
grettezza degli ingordi arrivisti che lo circondano. Paradossalmente, come
la tragedia classica è uno scontro fra due ragioni altrettanto valide,
così la commedia molieriana è uno
scontro fra
errori altrettanto
negativi. Bologna, 27 Dicembre 2011
Ufficio Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Ufficio
Stampa Teatro Dehon Tiziano
Tommesani 051 3429343; 347 5737776 – E-mail: teatrodehon@tin.it
TEATRO TIVOLI Teatro
Tivoli Via Massarenti, 418 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrotivoli.it Prezzo: Intero: 10 Euro Ridotti: 8 Euro Prezzo 31 dicembre Euro 25 compreso brindisi di
mezzanotte I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, dalle ore 15,00 alle ore 19,00 oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo al Teatro Tivoli. Le vendite on-line sono curate dal circuito www.vivaticket.it. Al Tivoli Grande serata di Capodanno con brindisi di mezzanotte Giovedì
31 Dicembre alle ore 21 e venerdì 1 Gennaio alle ore 16, al
Teatro Tivoli, via Massarenti 428, La
trama. Due
cugini con lo stesso nome e cognome: Amedeo Calzetti, uno avvocato,
l'altro salumiere. Da
questa omonimia caos, equivoci, intrighi, soprattutto per il povero
salumiere. Bologna, 27 Dicembre 2011 Ufficio Stampa Teatro Tivoli Per
ulteriori informazioni: Ufficio
Stampa Teatro Tivoli Tiziano
Tommesani 051/3429343; 347/5737776 teatrodehon@tin.it Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39)
051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro - Ridotti: 17 Euro – 10 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Bologna,
9 Dicembre 2011 Ufficio Stampa Teatro DehonPer
ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343;
347 5737776 teatrodehon@tin.it Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro Ridotti: 17 Euro – 10 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-li ne, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Da
venerdì
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Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email:
teatrodehon@tin.it
Web:
www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro - Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. L’OPERETTA
AL TEATRO DEHON Sabato
3 e domenica 4 Dicembre,
feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon
Bologna, 28 Novembre 2011 Ufficio Stampa Teatro Dehon Per
ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776
teatrodehon@tin.it
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TEATRO TIVOLI Teatro
Tivoli Via Massarenti, 418 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrotivoli.it Prezzo: Intero: 15 Euro Ridotti: 10 Euro I
biglietti si
possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al
sabato, dalle ore 15,00 alle ore 19,00 oppure un'ora prima dell'inizio di
ogni spettacolo al Teatro Tivoli. Le vendite on-line sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Giovedì 1 e venerdì 2 Dicembre, alle ore 21, al Teatro Tivoli, il Centro Culturale teatro
Aperto presenta il critico teatrale ENRICO GROPPALI che a parti invertite,
si mette in gioco e si espone al giudizio del pubblico e degli addetti ai
lavori nella pièce “IO SONO SARO BERNARDI” di e con
Enrico Groppali. Regia, scene, musiche, costumi, luci e video di Piero
Ferrarini. La serata comincia in modo apparentemente convenzionale. Con un
signore di mezza età dall’aspetto a volte giovanile in modo
sorprendente a volte carico d’anni come uno strano bambino residuato
bellico di tutte le guerre (sempre Enrico Groppali, ahi per voi
stimatissimo pubblico) che, dopo i doverosi saluti all’uditorio, informa
con grazia, pari soltanto alla sua inguaribile civetteria di essere
“Saro Bernardi, reincarnazione maschile della celebre Sarah Bernhardt”.
Venuto a conoscenza del testamento, tuttora inedito ma custodito nella
parigina Bibliothèque de l’Arsenal, che la grande attrice dettò sul
letto di morte alla nipote Lysiane il 18 marzo 1923 – due giorni prima
della sua scomparsa mentre, a casa sua, stava girando “ Ovviamente
non so dire a tutt’oggi quando avverrà il mio ritorno alle scene né in
quale lingua e in quale paese dimostrerò finalmente al mondo che
l’intelligenza prescinde dal sesso, dal comportamento e dalle scelte
dettate da una malintesa concezione dell’erotismo. Per questo dovrete
aspettare gli eventi. Vi raccomando solo di non lasciar bigliettini sulla
mia tomba al cimitero del Père Lachaise data la difficoltà a rispondervi
per iscritto dal luogo in cui, mio malgrado, mi troverò. Mi farò viva io
non appena possibile, statene certi. Se nel frattempo qualche mio
irriducibile ammiratore, al di là del tempo e dello spazio, volesse poi
preannunciare la mia venuta, non glielo impedirò. Profittando, com’è
naturale, delle ore dedicate al riposo notturno per dargli le dritte
necessarie ad annunciare il mio ritorno alla vita e, com’è ovvio, al
teatro”. Fin qui con la grande sorcière
della vita intellettuale parigina, amata da Victor Hugo (“l’unico uomo
che, dopo avermi sentita recitare, depose ai miei piedi una lacrima… ma
di diamanti”) e del tutto disinteressata a D’Annunzio (“quel piccolo
omiciattolo abruzzese che, con la scusa del suo dramma “La città
morta” che montai a Parigi in un momento di autentica depressione,
voleva convincermi a fondare un teatro in Grecia a due passi dal
Partenone!”). L’autore-demiurgo Groppali, per l’occasione anche
interprete ma non in travesti,
delle volontà dell’amica, defunta ahimé qualche anno prima della sua
nascita, in un’ora circa di spettacolo vi informerà delle decisioni
prese da Sarah in questi ultimi cento anni (da tanto infatti data la sua
assenza dal mondo). Vi spiegherà dove è stata relegata dalla Divina
Provvidenza, con chi si è intrattenuta sia nell’al di qua quando girava
il mondo sia in quell’al di là di cui abbiamo così poche notizie e soprattutto, parlando
dell’arte del teatro di ieri e di oggi in ogni paese del mondo,vi offrirà
un quadro il più possibile aggiornato di ciò che si può compiere (e a
cui dobbiamo in ogni caso sottostare) per ridar vita a quella nostra
vecchissima amica, la scena. Sempre sul punto di soccombere e sempre
miracolosamente viva e vegeta. Bologna, 21 Novembre 2011
Ufficio Stampa Teatro Tivoli Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Tivoli Tiziano Tommesani 051/3429343; 347/5737776 teatrodehon@tin.it
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Web:
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20 Euro - Ridotti: 17 Euro I
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del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Da venerdì BRAVA ! Un omaggio al teatro italiano: dai classici alla rivista, dal varietà
al musical e al mondo di Garinei e Giovannini. Già
nel titolo dello spettacolo Brava!
la consacrazione di una straordinaria attrice quale
Anna Mazzamauro a
one
woman show. Questa
nostra grande interprete resterà in scena, affiancata da due attori e
quattro ballerini, per oltre due
ore di spettacolo, ballando, cantando e recitando nella migliore
tradizione della commedia musicale italiana ed anche alla maniera del
musical di Broadway. La storia di Brava! è la storia di una attrice che decide di festeggiare il suo
quarantesimo anno di carriera teatrale nel teatro
vuoto, oramai in demolizione, che l’aveva vista debuttare e
trionfare. Ed è proprio dal vuoto di quel palcoscenico che i suoi ricordi
prendono forma. Ballerini, sarti, macchinisti, suggeritori, luci, fondali,
costumi prendono magicamente vita ed insieme a lei realizzano uno
spettacolo fatto di tentativi, spunti, ipotesi, aspirazioni, sogni che
spaziano in tutti i generi teatrali dalla
rivista vecchia maniera, al teatro classico, dall’avanspettacolo al
musical, in un rapido
susseguirsi di gag, trovate, occasioni coreografiche e momenti musicali
quali solo il maestro Trovajoli
può darci. Per Anna
Mazzamauro Brava!!! sarà l’occasione per vivere sulla scena due ore da
leonessa, sentendosi gridare dal pubblico “Brava!“.
Bologna, 20
Novembre 2011 Ufficio
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28 Euro (per questo spettacolo non sono previste
riduzioni) I
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dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. GIACOBAZZI AL DEHON
Da venerdì 18 e domenica
20 Novembre, alle ore 21, al Teatro Dehon, nell’ambito del progetto
“Comici”, Ridens Management presenta GIUSEPPE
GIACOBAZZI e Duilio Pizzocchi
in “UNA VITA DA PAVURA - ATTENTI A QUEI 2!”. di Sasdelli e
Pagliari. Regia degli autori. Giuseppe Giacobazzi
è stato consacrato dalle ultime tre edizioni di Zelig, uno dei nuovi,
veri talenti della comicità Italiana. Come lo definiscono Bisio e Duilio Pizzocchi cabarettista bolognese, propone monologhi basati su una comicità semplice e di sicuro effetto. Ha creato diversi personaggi: dalle storie di nebbia e anguille dell'imbianchino passa alle vicende metropolitane di Cactus, il tipico frickettone di piazza, alle lamentele della Novella, una vecchietta acida sempre attaccata al telefono, per concludere con Ermete Bottazzi, spietato camionista ad alta velocità. Non mancano momenti di improvvisazione e battute legate all'attualità. Bologna, 16 Novembre 2011 Ufficio Stampa Teatro Dehon Per
ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776
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Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. PINO QUARTULLO AL DEHON
Da venerdì Nel 1989 Ettore Scola scrive e dirige il film Che ora è con Marcello Mastroianni e Massimo
Troisi protagonisti. Il film ambientato e girato interamente a
Civitavecchia, racconta un giorno speciale: la visita di Giuseppe Ridolfi,
un avvocato romano di successo, al figlio Michele, indolente napoletano e
simpatico laureando in lettere, momentaneamente di stanza nella caserma
Piave per il servizio di leva. Il film è una lunga passeggiata tra padre
e figlio per tutta la
città, un’occasione per parlare un po’, scontrarsi e scoprirsi. Tra i
pescatori nel porto nel ristorante caratteristico, da Loredana la ragazza di Michele, nel
bar dove il giovane militare così chiuso e introverso con il padre che ha
invece uno splendido rapporto con tutti… si susseguono scene di gelosia,
rivendicazioni e confessioni reciproche di malumori accumulati in una
vita. Dopo 22 anni, il film viene messo in scena da Pino Quartullo, in una
sorta di mise-en-espace,
grazie all’adattamento teatrale di
Silvia e Paola Scola, tratto dalla sceneggiatura del film originale di
Ettore Scola. Bologna, 4 Novembre 2011 Ufficio
Stampa Teatro Dehon1 Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343;
347 5737776 teatrodehon@tin.it
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15 Euro - Ridotti: 10 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Mercoledì
9 e giovedì 10 Novembre, alle ore 21, al Teatro Dehon la
Compagnia Teatro Poesia
presenta silvana
strocchi in "tre
sorelle" di Anton Cechov.
Riduzione e intervento drammaturgico di Gregorio Scalise. Regia di Silvana
Strocchi. Con: Silvana Strocchi (Olga), Sonila Kaceli (Irina), Valentina
Calmieri (Masa), Paolo Buconi (Andrèj), Francesca Fuiano (Natasa), Nicola
Fabbri (Ferapont), Albertina Malferrari (Anfisa). Musiche originali: Paolo
Buconi. Scenografia di Nino Galogre. Costumi diElisabetta Muner. Ufficio
stampa: Maria Benedetti Foto: Giorgia Salerno “In
Cechov la chiave è un elemento molto importante, comunque presente,
chiave come oggetto, beninteso. La chiave chiude uno scrigno, un picciolo
segreto, un cassetto. E’ presente ne Le tre sorelle dove Irina nasconde
dei ricordi ma ritorna anche
in altre situazioni. Forse la cultura, forse persino Lacan (Seminario
sulla lettera rubata) vorrebbero e avrebbero potuto esercitare la loro
arte interpretativa. Gioco del ricordo, della memoria, del nascondimento,
dell’occultamento del sé. Tuttavia nessuna di queste interpretazioni
sarebbe del tutto gradita a Cechov. La sua scrittura procedeva per ritmi
precisi, cercava di tenersi lontana dai proclami e dalla retorica, niente
doveva andare oltre il teatro e oltre il testo. Come fare quindi a non
attenersi alle regole del gioco imposte per altro dallo stesso Cechov? E
inoltre,se per motivi di diversa natura, gli uomini de Le tre sorelle
dovessero scomparire (cioè non esserci proprio in scena) come in effetti
si sta per fare nella regia e nell’adattamento di questo stesso testo,
cioè Le tre sorelle? Il cammino non resta quindi che da
percorrere proprio
secondo una linea che si potrebbe definire mediana. Gli uomini sono i
grandi assenti o per meglio dire sono i personaggi evocati dalla fantasia
femminile. La guarnigione vive per anni nel giardino de Le tre sorelle,
nel giardino di tutte e cinque o sei le donne, e il loro dialogo è quello
(tipicamente femminile) di una specie di monologo accanto alle presenze
sollecitate e evocate. Forse, a dirla tutta, siamo in presenza di un
tradimento nei riguardi di Anton Cechov eppure è pensabile che dovendo
scegliere fra gli uomini e le donne il drammaturgo e scrittore russo
avrebbe scelto le donne. Proprio per la loro leggerezza, la loro presenza,
la loro raffinatezza nel rinchiudere dentro un cassetto le cose e
rinchiudere anche gli uomini a chiave, Cechov avrebbe preferito queste
figure aeree, non sempre logiche, spesso dotate di facoltà
contraddittorie, animate da spirito di ricordo e presenza. Ricordo e
presenza che grazie alla loro arte (involontariamente scenica) saprebbero
tratteggiare e portare alla ribalta. Infine un’ultima, ma non meno
importante annotazione: nel testo qui adattato ci si muove verso una
scoperta, chi lo sa, come la scoperta di un nuovo Dna, per usare le
suggestioni della cronaca scientifica di questi giorni. Esposte alla
ribalta scenica senza gli uomini, le donne de le tre sorelle, qui, sono
sostanzialmente libere. Questa libertà è importante e forse nuova. E’
chiaro che il testo complessivo ( uomini e donne, come nelle
interpretazioni tradizionali, per altro non frequentissime) esiste e
irradia la sua storia e la sua volontà testuale sull’insieme. Ma nello
stesso tempo, rispettato in immaginazione il testo, la libertà femminile
è capace di essere una potenziale forma di neo-espressione.” Bologna, 4 Novembre
2011
Ufficio
Stampa Teatro Dehon Per ulteriori
informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343;
347 5737776 teatrodehon@tin.it Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email:
teatrodehon@tin.it
Web:
www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
10 Euro - Ridotti: 8 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it.
TORNA IL DIALETTO AL DEHON Martedì 8 Novembre,
alle ore 21, al Teatro Dehon il DUO
MARCHESELLI e GUIDO FERRARINI presentano lo spettacolo musical-teatrale in
lingua bolognese “SENT BULÅGGNA
CHE BLAZZA!” di autori vari. Regia di Guido Ferrarini e Marco
Visita. Questo
delizioso spettacolo è ancorato alle tradizioni poetiche e musicali
bolognesi. GUIDO FERRARINI, il notissimo interprete odierno del Cardinale
Lambertini, declamerà alcune delle più belle poesie e delle "balanzonate"
bolognesi, accompagnato dai due figli di “Nildo”: Marco
"Visita" (organino bolognese) e Paolo (chitarra), i quali
riproporranno le musiche del padre Leonildo, unanimemente considerato il
più alto esempio musicale di ballo liscio alla Filuzzi, e, nella seconda
parte dello spettacolo uno stupefacente filmato storico degli anni fra le
due guerre, accompagnato dalle loro bellissime musiche. Bologna, 4 Novembre 2011
Ufficio
Stampa Teatro Dehon Per
ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343; 347 5737776
teatrodehon@tin.it
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Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
22 Euro Ridotti: 19 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Da
sabato Glauco
Mauri e Roberto Sturno festeggiano quest’anno i trenta anni della loro
compagnia, un traguardo importante fatto di impegno e totale dedizione al
Teatro. Nei teatri di tutta Italia hanno
portato i grandi classici: Sofocle, Shakespeare, Goethe,
Molière, ma anche Ionesco e Beckett, Pirandello e Goldoni, Dostoevskji
e Brecht, Mamet
e Schmitt e Shaffer. Per
questa trentesima stagione teatrale della loro Compagnia mettono in scena
una libera versione tratta dall’omonimo testo teatrale di Leonid
Nikolaevič Andreev: Quello che
prende gli schiaffi, una “favola” che, attraverso l’emozione e
il divertimento, possa comunicare al pubblico la “civile utilità del
Teatro”. Giornalista, scrittore e drammaturgo,
L. N. Andreev fu un protagonista della vita culturale della Russia nel
primo ventennio del Novecento, anni tumultuosi che precedettero la
rivoluzione d’Ottobre. Popolare anche all’estero, per contratto in
Germania le sue opere dovevano uscire prima che in Russia, in Italia, tra
gli altri, fu tradotto anche da Piero Gobetti e molti suoi lavori furono
interpretati con successo dai nostri grandi attori, da Zacconi alla
Pavlova, dalle sorelle Gramatica a Ruggeri, e da Romolo
Valli a Valeria Moriconi a Enrico Maria Salerno. Quello che prende gli schiaffi
scritto da Andreev tra agosto e settembre del 1915 fu rappresentato al
Teatro d’Arte di Mosca e a Pietroburgo al Teatro Aleksandrinskij con la
regia di N. V. Petrov, il regista ne trasse anche un film nel 1916. Nel
dramma l’elemento realistico, simbolico e psicologico sono fusi
perfettamente raggiungendo un’eccezionale liricità. “La libera versione di questo testo –
dice Mauri, anche regista e coprotagonista con Roberto Sturno – è
motivata dal desiderio di mettere in maggiore evidenza le inquietudini, i
disagi e le ansie che sono presenti nella nostra attuale società,
tuttavia senza restare ingabbiati nell’ipocrisia del rispetto esasperato
del testo, ma con la sensibilità e la responsabilità dell’uomo di
oggi” Un
uomo vuole fuggire dalla società nella quale vive, dove tutto è dominato
dall’egoismo, dall’indifferenza e dal denaro con cui tutto si compera,
anche i sentimenti più puri. E allora diventerà un clown! Sale su un
palcoscenico da dove comincerà la sua nuova vita e, sotto lacrime
dipinte, potrà ridere del suo
dolore e con le sue sguaiate risate potrà gridare la sua ribellione. E’
un pazzo? No! E' uno di quei rari uomini che
sperano si possa costruire un mondo migliore. Un tragico colpo di scena metterà
fine al suo sogno. Clown,
domatrici di leoni, ballerine mute,
piccoli truffatori, ignobili seduttori, uomini sconfitti dalla
vita, uno spettacolo, Quello che
prende gli schiaffi, con tutti i colori del caleidoscopio che è la
vita: dramma, commedia, farsa, risata, lacrime, musica, canto e danza. In
scena undici attori, Glauco Mauri e Roberto Sturno affiancati da Leonardo
Aloi, Barbara Begala, Marco Blanchi, Mauro Mandolini, Lucia Nicolini,
Roberto Palermo, David Payla, Stefano Sartore, Paolo Benvenuto Vezzoso. Le
musiche, eseguite dal vivo dai tre attori-clown, sono di Germano
Mazzocchetti, le scene di Mauro Carosi, i costumi di Odette Nicoletti. Glauco
Mauri: “Il
mio primo incontro con Leonid Nikolaevič Andreev fu nel 1955 quando,
nella “Compagnia del Teatro di Via Manzoni” di Milano, interpretai un
piccolo ruolo in “Katerina Ivanovna”. La regia era di Corrado Pavolini
e tra gli interpreti figuravano Memo Benassi, Laura Adani, Gianrico
Tedeschi e una giovanissima Giulia Lazzarini. Ho conosciuto il tumultuoso mondo di Andreev durante gli
anni dell’ “Accademia d’Arte Drammatica” di Roma che mi
permetteva, con la sua ricca biblioteca, di scoprire tutto quel teatro che
nella mia Pesaro non avevo potuto conoscere. Mi ricordo che ne restai
affascinato ma anche frastornato per la violenza e la disperazione che
agitavano le sue opere. In questi trent’anni della nostra compagnia qualche volta
ho pensato ad Andreev ma non ho mai capito come interpretare quel suo
dolore pervaso di pessimismo e di speranza, di crudeltà e di poesia. Molti anni fa anche Alberto Perrini mi fece conoscere un
suo interessante adattamento di “Quello che prende gli schiaffi”. Non
se ne fece nulla, ma l’idea di quell’Andreev rimase dentro di me in
attesa di una mia personale interpretazione. Sono passati molti anni, abbiamo messo in scena tanti
spettacoli, autori diversissimi fra di loro ma siamo rimasti sempre fedeli
al nostro sentire: l’arte per la vita. In questo momento così difficile abbiamo creduto quindi
giusto proporre una “favola” che possa parlare ancora di umanità e di
poesia ad una società che corre il rischio di inaridirsi sempre di più. E’ l’idea da cui nasce tutta la “favola” che mi ha
spinto a raccontarla con la consapevole e preoccupata libertà che deve
avere un interprete. Sono stato anche affascinato dalla possibilità di
far vivere nel racconto di Andreev inquietudini e interrogativi
dell’uomo di oggi. Ho tradito Andreev? Il grande regista V. E. Mejerchol’d diceva che i testi
vanno interpretati anche ricreandoli con nuovo “fervore” e non
“imbalsamandoli nell’ipocrisia del rispetto”. Nei suoi ultimi dolorosi anni Andreev ha dato vita con la
sua esasperata fantasia a creature innocenti, oneste che vengono poi
corrotte e distrutte dall’insensatezza della vita. Per Andreev l’uomo
è fondamentalmente buono ma è la società che lo snatura con le sue
ingiustizie; Andreev ama appassionatamente la vita ma è inaridito dal
male che vi regna. Far vedere il male serve per capire quanto sia giusto
il bene: questo è, per me, “Quello che prende gli schiaffi” Oggi chi vede il male ma ha fiducia in un mondo più giusto
e umano, è considerato un ingenuo o un buonista (che orrore questa
parola!). Credo invece che mai come oggi sia necessaria un po’ di
coraggiosa fiducia… e con le sue “favole” scritte da uomini per
altri uomini, il Teatro può aiutarci a trovarla”. Bologna, 24 Ottobre 2011 Ufficio
Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343;
347 5737776 teatrodehon@tin.it
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Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it
Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
22 Euro Ridotti: 19 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Da sabato I
tempi sono difficili, ma sono proprio questi i momenti in cui l'impegno
deve difendere e qualificare il nostro lavoro di uomini di Teatro. Ecco
perché, proprio nel trentesimo anno della nostra Compagnia, sentiamo il
dovere di portare sulla scena un testo che, attraverso l'emozione e il
divertimento, possa comunicare al pubblico la civile utilità del Teatro. La
"favola" che raccontiamo si chiama "Quello che prende
gli schiaffi" ed è una libera versione tratta dall'omonimo testo
teatrale di Leonid Nikolaevic Andreev, che fu subito un grandissimo
successo nella Russia del primo Novecento. Andreev scrisse drammi e
romanzi e alcuni di essi furono tradotti anche da Piero Gobetti, suo
grandissimo estimatore. Molti suoi lavori furono interpretati con successo
dai nostri grandi attori, da Zacconi alla Pavlova, dalle sorelle
Grammatica a Ruggeri, e, più di recente, da Valeria Moriconi a Enrico
Maria Salerno. La libera versione di questo testo è motivata dal
desiderio di mettere in maggiore evidenza il comico e il tragico che sono
presenti nella nostra attuale società. "Quello che prende
gli schiaffi" offre la possibilità di uno spettacolo con tutti i
colori di quel caleidoscopio che è la vita: dramma e farsa, risate e
lacrime. Undici attori daranno vita allo spettacolo. Un uomo vuole fuggire
dalla società nella quale vive, dove tutto è dominato dall'egoismo,
dall'indifferenza e dal denaro con cui tutto si compra, anche i sentimenti
più puri. E allora diventerà un clown! Salirà su un palcoscenico da
dove comincerà la sua nuova vita; potrà ridere del suo dolore e potrà
gridare la sua ribellione. È Un pazzo? No! È uno di quei rari uomini che
sperano si possa costruire un mondo migliore. Un colpo di scena metterà
fine al suo sogno, ma in noi resta la commossa gratitudine per tutti
quelli che ancora credono in quelle cose alle quali non siamo più
abituati a credere. Clown, domatrici di leoni, ballerine mute, ignobili
seduttori, uomini sconfitti dalla vita, canzoni, dramma, farsa... ma dove
siamo? È il luogo dove attraverso la finzione si raccontano le verità
della vita. Bologna, 24 Ottobre 2011 Ufficio
Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Dehon Tiziano Tommesani 051 3429343;
347 5737776 teatrodehon@tin.it
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TEATROAPERTO/TEATRO TIVOLI Teatro
Stabile dell’Emilia-Romagna TEATRO TIVOLI Bologna,
via Massarenti, 418 – Tel. 051/342934 TEATRO STABILE delle
Tradizioni e dei Dialetti TEATRO STABILE delle
Marionette e dei Burattini TEATRO STABILE delle Nuove Comicità
Bologna, 5
Ottobre 2011
Ai Capi Cronisti e
Corrispondenti di informazione
loro sedi
MERCOLEDì
12 OTTOBRE
p. v. alle
ore 11,30
presso il
TEATRO TIVOLI - TEATRO STABILE DEL DIALETTO, via Massarenti 418, i
responsabili del Centro Culturale Teatroaperto presenteranno il programma
della stagione 2011-2012.
Saranno
presenti il dottor Marco Poli, vicepresidente della Famaja Bulgnèisa e i
rappresentanti delle Istituzioni .
Si prega di considerare
la presente come invito alla conferenza stampa.
Con i migliori saluti.
L'addetto stampa
Renata Fiorentini
Centro Culturale Teatroaperto Via Libia, 59 – Tel. 051/342934 – Fax 051/307488 – Codice Fiscale e Partita IVA 03615280371 E-mail:
teatrodehon@tin.it – http::/www.teatrotivoli.it
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Teatro
Dehon Via Libia, 59 – 40138 Bologna Telefono: (+39) 051 342934 Email: teatrodehon@tin.it Web: www.teatrodehon.it Prezzo: Intero:
20 Euro Ridotti: 17 Euro I
biglietti si possono acquistare presso la biglietteria
del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima
dell'inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-li ne, sono curate dal
circuito www.vivaticket.it. Da venerdì Fiori
feriti è una commedia che affronta il tema attualissimo dei rapporti
padri-figli con sentimento, ironia e, soprattutto, grande divertimento. La
vicenda parla di un autore televisivo, divorziato ed in crisi
esistenziale, che vive e lavora a Roma, in un’altana malandata, nei
pressi di San Pietro. Ha una compagna, Chiara, che tenta amorevolmente di
spronarlo per farlo ritornare alla brillantezza di un tempo.
All'improvviso arriva nella vita di Enzo come un uragano Lilly, sua figlia
che non vedeva da sedici anni. Il burrascoso incontro rivela, oltre a
delusioni e rivendicazioni, uno scontro generazionale che si esprime con
un linguaggio attuale, colorito e diretto. Le
battute di comicità fulminante, l'umorismo acido o brillante sono quelli
della vita quotidiana. Lilly lo metterà comunque di fronte alle sue
responsabilità di padre e pian piano si insinuerà nella sua vita con la
naturalezza e l'entusiasmo di una ragazzina. Ed è una scoperta reciproca.
I due parlano molto, si raccontano in un turbinio di sensazioni che
consentono ad entrambi di ritrovarsi nei rispettivi ruoli, ma soprattutto
come individui. Lo
spettacolo vuole trattare un problema reale, e parlarne assieme al
pubblico, dimostrando che una soluzione, affidata all’intelligenza alla
buona volontà e alla capacità di sorriso, è sempre possibile e può
ricomporre solitudini e tessuti sociali lacerati. Bologna, 1 Ottobre
2011
Ufficio Stampa Teatro Dehon Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Duse Tiziano
Tommesani 051 3429343; 347 5737776 – E-mail: teatrodehon@tin.it
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Teatro Duse – Via Cartoleria, 42 –
40124 Bologna Telefono: (+39) 051 231836 – 051 342934 – E-mail:
biglietteria@teatroduse.it Web:
www.teatroduse.it Prezzi: Platea
€
15,00
1° Galleria
€ 10,00
2° Galleria
€ 7,00
I biglietti
si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Duse dal martedì
al sabato, ore 15-19, oppure un'ora prima dell'inizio di ogni spettacolo.
Le vendite on-line, sono curate dal circuito www.vivaticket.it. Sabato 28
alle ore 21 e domenica 29 maggio alle ore 16, al Teatro Duse, Si
tratta di un “pas de deux” ironico e tragico, divertente e
angosciante, danzato sulle punte con spietata allegria, dai due simpatici
protagonisti, Winnie e Willie. In Giorni
felici, Beckett descrive la condizione umana nella figura di Winnie, una
donna vivace e grassottella, che affonda progressivamente nella terra.
Nel primo atto Winnie è interrata fino alla vita, ma ha le braccia
libere, ciò che le consente in qualche modo di “immaginarsi” una
certa libertà; nel secondo atto, invece, è interrata fino al collo, in
una immobilità assoluta e senza scampo.
Willie, suo marito, è libero di muoversi (in verità solo
strisciando ed esclusivamente all’interno del suo buco), ma non può
parlare se non a monosillabi e con grande sforzo. Da una
parte, l’allegria di Winnie nella sua terribile ed infelice condizione
appare tragica; dall’altra divertente. Da una parte il suo buonumore è
pura follia; dall’altra, l’ottimismo di Winnie di fronte alla morte e
al nulla, è nobile. La vita di Winnie è composta di giorni felici perché
ella si rifiuta di provare sgomento. Winnie e
Willie seguono un andamento giullaresco, hanno un’intonazione elegiaca;
essi rivelano una sorprendente ricchezza gestuale, hanno un’aria
fanciullesca, stizzosa, adirata, veemente, triste, allegra; sono sempre
alle prese con gli oggetti e le voci della loro vita; intanto li assale
l’immobilità, il silenzio, sprofondano in loro stessi, nella terra.
Willie ha ormai cessato di interrogarsi o forse non ha mai cominciato; Winnie
produce domande alle quali non può rispondere. I loro
discorsi a vanvera sono, in realtà, un disperato espediente per popolare
il silenzio: i loro gesti più goffi, le loro smanie più insulse, il loro
agitarsi inutile, nascondono l’intenzione di movimentare la metafisica
paralisi dell’universo. E anche quando soccombono - e l’orrore
esistenziale riesce ad insinuarsi tra le maglie delle loro povere
invenzioni - cadono con estrema dignità a testa alta. Bologna, 23 maggio
2011
Ufficio Stampa Teatro Duse Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Teatro Duse Tiziano
Tommesani 051 3429343; 347 5737776 – E-mail: direzione@teatroduse.it
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