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mercoledì 19 novembre 008 ore
21,30
VOLK
un libro di
Graziano Cernoia e Marco
Pasquini (m.edizioni)
ne parleranno con gli autori
la
scrittrice Francesca Mazzucato
e
Alessio Aymone di Radio Città Fujiko.
Questa è una storia che guarda lontano.
Lontano, al di là del mare Adriatico e del Mediterraneo, al di là di
quelle che chiamiamo etnie, di quelle che chiamiamo religioni e di ciò che
viene definito confine di stato. Questa è una storia che parla di
gente, vista attraverso
gli occhi di un ragazzo che ha girato per
il mondo cercando di lasciarsi alle spalle tutto quello che gli anni
ottanta lo avevano fatto diventare.
È una storia che racconta del suo carattere, della rabbia, delle sue fortune e disperazioni. E di come si sia trasformato in qualcos'altro, andando alla ricerca di un popolo che non si riconosce in nessuna bandiera. “Io non posso pronunciare la parola popolo al plurale. Non riesco proprio. Perché mi è naturale pensare che, pur frazionandosi in diverse culture, il popolo su questa terra sia uno solo.” (Graziano Cernoia) “Il libro è fortemente mitteleuropeo, per le ambientazioni e per la vena fredda, malinconica e un po’ disillusa che lo percorre. Il senso della sconfitta, soprattutto. Quello della gente schiacciata tra interessi che prendono il nome a volte di religione e a volte di nazione.” (Marco Pasquini)
Graziano Cernoia, nato
a Bologna nel 1967, lavora da quasi vent'anni
nelle produzioni musicali dei
più noti artisti italiani e stranieri, in qualità di sound engeneer e
musicista. Ha partecipato da indipendente a progetti di intercultura e
aiuto in paesi colpiti da conflitti etnici.
Marco Pasquini,
classe '68, svolge da quindici anni la professione di ingegnere,
approfondendo la sua esperienza nel settore della sicurezza sul lavoro.
Dopo diversi racconti apparsi su raccolte e antologie, ha pubblicato per
m.edizioni il romanzo Rimini, ancora.
E’ stato ospite delle giornate Tondelli 2007 (Correggio 14-15 dicembre 2007). Per informazioni: info@medizioni.com
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Lunedi 17 novembre
ore
21,30
presentazione e sonorizzaione
Menschen am Sonntag
film sonorizzato da Massimo
Carozzi/El Muniria
Menschen am Sonntag,
"Gente di domenica", è un film muto progettato e realizzato
da un gruppo di amici, artisti e cineasti: i fratelli Siodmak, Fred
Zinnemann, Edgar Ulmer e Samuel “Billy” Wilder. Qualche anno più
tardi saranno costretti a lasciare la Germania a causa
dell’antisemitismo e della guerra per fare carriera a Hollywood, ma
nel 1929 li troviamo a lavorare ad un film che rompe gli schemi
tradizionali e le rigide regole produttive e commerciali vigenti
all’UFA, la società di produzioni cinematografiche leader in
Germania. Il film esprime la pura gioia di vivere di due ragazzi e due
ragazze in un’anonima domenica passata insieme presso uno dei laghi
della cintura berlinese. La storia è appena abbozzata, ma i quattro
personaggi intepretano se stessi e tutto l’interesse si concentra non
sullo sviluppo di un già rodato meccanismo hollywoodiano, bensì sulle
atmosfere e sull’attenta osservazione delle piccole cose della vita
quotidiana: pigrizia, dispetti, sorrisi, attrazione, baci, nuotate,
passeggiate ed incontri di tante bellissime facce, di tante bellissime
persone di una domenica berlinese del 1929, ancora senza il flagello del
nazismo al potere, ancora lontane dalla guerra e piene di ottimismo. Il
taglio fortemente documentaristico delle riprese sulla scia della
tradizione delle “sinfonie” cittadine si sintetizza qui con la
leggerezza della commedia d’amore mentre gli scarni dialoghi ci
restituiscono la naturalezza di linguaggio della vita quotidiana della
Berlino tra gli anni ‘20 e ‘30. Menschen am Sonntag, è oggi un vero
piccolo capolavoro da riscoprire e valorizzare.
La sonorizzazione del film,
commissionata dal Festival Rimusicazioni di Bolzano, e pubblicata in dvd
da Ermitage, è stata realizzata nell'estate 2008 da Massimo Carozzi/El
Muniria.
Credits:
Prodotto, registrato e mixato
da Massimo Carozzi.
ZimmerFrei Studio, Bologna,
Estate 2008
Massimo Carozzi:
Sintetizzatori analogici e
digitali, Organo Elettrico, Giradischi, Field Recordings
Francesco Donadello:
Sintetizzatori analogici,
Organo Elettrico, Chitarra Elettrica, Glockenspiel, Batteria
Stefano Pilia:
Chitarra Elettrica
Consulenza e Supervisione:
Francesca
Calafiore, Emidio Clementi, Luca Ghedini
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196 del 30 giugno 2003), le e-mail informative e le newsletter
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indirizzo si trova nella banca dati della libreria Modo
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Domenica 16 novembre ore
19,00
presentazione del CD
Ance migratorie
(bassesferec 2008)
con musica dal vivo di:
Enrico Sartori
Tim Trevor-Briscoe Olivia Bignardi Achille Succi
Ance migratorie
Quattro timbri simili che insieme potenziano lo
spettro armonico e la profondità del suono, quattro voci che esplorano
nella polifonia: da individui si fanno corpo unico. Quella del quartetto
è una storia antica che affonda le radici nella tradizione e nella
musica d'autore.
Uno strumento che diventa "orchestra" si fa in 4 per confondere l'udito, paradossalmente, nella massima affermazione del proprio peculiare suono, nel ribadire un timbro. Succi, Sartori, Bignardi e Trevor-Briscoe si sono lasciati trasportare da questa fascinazione e con "Ance Migratorie" interpretano liberamente ciò che essi stessi hanno scritto ed arrangiato.
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Giovedi 13 novembre, ore
21,30
Cosa
racconteremo di questi cazzo di anni zero
un libro di Vasco
Brondi
(Modo infoshop)
ne parlerà l'autore
a seguire reading Tutti i nostri occhi pieni di disordini, di chiavi duplicate di nascosto e poi perse. Cara catastrofe in quei corridoi bianchi interminabili. Cara catastrofe e i tuoi aerei dispersi. Ancora tu e i nostri piatti rotti. I nostri inutili patti atlantici, notturni. Tra il bianco delle lenzuola e tutti gli altri continenti che volevamo andare a volare assieme. E aspettando gli aiuti umanitari guardiamo un po' raitre. Quando per razionalizzare ci siamo scardinati il torace. E per le trasfusioni vuoi la vernice rossa perché è più coreografica. Mi hai detto che all'inizio non ero così. che ti ho fregata. Io te e i nostri scudi di plexiglas. i compromessi storici per non ferirci. E appena sei ripartita è come se avessi sentito sulle gambe il caldo dell'aria che usciva dal tubo di scappamento. Anche nei prossimi anni circoleranno ancora veicoli a benzina. E poi mi ritrovo che cammino come non so chi tra le fabbriche lunghe come l'orizzonte. E non capisco quasi niente. altri minatori sottopagati lavorano diciotto ore nei nostri cuori. e se gli alberghi appena costruiti coprono i tramonti tu non preoccuparti. non preoccuparti. Vasco Brondi è nato nell'inverno del 1984. Con lo pseudonimo Le luci della centrale elettrica ha pubblicato il disco Canzoni da spiaggia deturpata (Premio Tenco 2008, migliore opera prima).
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Mercoledi 12 novembre ore
21,30
presentazione cd musicale + proiezione
documentario
The
Diabolikal Super-Kriminal (2007)
con un introduzione + performance musicale
de EL
REVERENDO M (autore colonna sonora originale)
il documentario: tra le sorprese offerte dall'edizione 2007 del Ravenna Nightmare Film Fest è sicuramente da annoverare la visione in anteprima del documentario The Diabolikal Super-Kriminal che, dopo essersi aggiudicato il premio del pubblico, ha iniziato un tour di proiezioni che comprende sale d'essai e tappe che fuoriescono dai canonici circuiti cinefili. Opera del regista e disegnatore SS-Sunda, già autore di cortometraggi caustici e spiazzanti come Flesh Doll Operetta, il film ricostruisce la storia di un fenomeno editoriale della seconda metà degli anni Sessanta, il fotoromanzo KILLING. Concepite a ridosso del successo di Diabolik, il più noto anti-eroe in calzamaglia creato dalle sorelle Giussani, che a loro modo iniziarono a lacerare il velo di pudicizia, cattolicesimo e censura che pesava come una cappa sulla cultura e società italiana, le gesta efferate del sadico KILLING e della sua inseparabile compagna Dana rappresentarono l'apertura delle cateratte del sesso e della violenza nell'ambito delle edizioni cartacee nostrane, e fu subito successo. Il documentario offre la possibilità di conoscere coloro che produssero, diressero e interpretarono le dissacranti pagine di un culto, esportato in decine di paesi e concepito in ogni suo scatto con quella dinamicità cinematografica che lo contraddistinse dalla pletora di imitatori che invasero le edicole dell'epoca. SS-Sunda si dimostra narratore attento e appassionato, capace nel cogliere le espressioni, le movenze e le dichiarazioni più significative degli intervistati, e di alternarle in un montaggio estroso, che riesce ad amalgamare i diversi formati con cui il documentario è stato realizzato. Un'arguzia trasfusa in ogni ambito tecnico, dalla fotografia che vira impazzita da un crudo e sporco realismo a lampi lisergici, alle note di una soundtrack cangiante e camaleontica. La struttura documentaristica adottata da SS-Sunda è lungi dall'esaurirsi nella formula delle talking heads e cadenza il piglio cronachistico con lacerti fictionali che mandano in solluchero gli amanti del thrash-movie d'antan. Un film imperdibile che mantiene alto il vessillo dell'indipendenza e che grazie alle strategie comunicazionali curate dal regista stesso, e che sta facendosi largo nelle acque torbide della distribuzione. (Andrea Grieco) la colonna sonora: Un mix di elettronica, garage ed industrial-dark eseguita e composta da EL REVERENDO M, MIRCO MARTELLI, NEUROPA e dalla CHARLES E.HALL BAND di New York. Da qualche giorno reperibile in CD (20 tracce per un totale di 50 minuti) grazie alla CINEDELIC RECORDS, casa editrice discografica specializzata in Colonne Sonore (con un ricco catalogo che comprende musicisti come MORRICONE, ALESSANDRONI, TROVAJOLI etc. etc.). Al CD è allegato un libretto di 12 pagine ricco di immagini tratte dal film-documentario e dal fotoromanzo originale. ss-sunda psycho entertainment movies propaganda: www.thekingofcrime.blogspot.com comix propaganda: www.ss-sunda.blogspot.com
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Sabato 8 novembre
dalle 15,30
in occasione della festa di strada di via
Mascarella e via Belle Arti
TORNEO DI BRISCOLA E TORNEO DI
BILIARDINO
in palio RICCHI
PREMI
per le iscrizioni rivolgersi a noi
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ci dispiace comunicare che il
previsto incontro di oggi
con Silvia Ballestra
autrice del libro
Piove sul nostro amore
è stato rimandato a data da
definire per problemi improvvisi dell'autrice
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Venerdi 7 novembre ore
21,30
Memorie dell'arte
bimba
un libro di Filippo
Scozzari
(Coniglio editore)
ne parlano Filippo Scozzari e Antonio
Faeti
“Cinquemilacinquecentocinquantacinque
pomeriggi durò la mia infanzia, perciò come faccio a saperli, i miei
inizi coi fumetti? Non li ricordo più, persi. Sarebbe come chiedermi se
rammento il primo sogno, o la prima volta che sono stato felice. O
l’ultima. C’è qualcuno al mondo che sappia rispondere a domande del
genere, che ne abbia voglia? Ognuno sogna le proprie felicità, che gli
bastano e avanzano, e non si cura di quelle degli altri.”
Dieci anni dopo l'uscita del suo diario di battaglie Prima pagare, poi ricordare, Filippo Scòzzari, autore di fumetti e uno dei i fondatori di «Cannibale» e «Frigidaire», torna con questa seconda multiforme, impietosa, commovente e ironicissima sarabanda, che assume di volta in volta le sembianze del memoriale, del manuale tecnico, del diario di famiglia e del baedeker esistenziale. In Memorie dell’arte Bimba (quale miglior definizione per un’arte giovane come il fumetto?) Scòzzari ripercorre gli anni della sua infanzia, tenero e stupefatto esploratore della Bologna e dell’Italia negli anni 50 e 60. In un’ideale “Prima Puntata”, che termina esattamente dove iniziava il fortunato Prima pagare, poi ricordare (oggi alla sua quinta ristampa), Scòzzari indaga, sbrana e resuscita i punti nodali della propria educazione: la scuola, la famiglia, la passione per il disegno, l’amore lancinante per i fumetti, ma anche gli interrogativi feroci di un Bimbo che, in eterno duello col Babbo Mannaro, avverte in sé i primi pungoli di quella follia creativa che, zappata a sconfitte e concimata a scoperte, lo trasformerà in uno degli autori simbolo dell'ultimo scorcio del '900. Filippo Scòzzari Filippo Scòzzari (Bologna, 1946), autore di fumetti, scrittore e illustratore, dalla metà degli anni 70 pubblica i suoi primi fumetti su riviste off («Re Nudo», Milano; «Mario», Firenze) e su testate a diffusione nazionale («Il Mago», Mondadori; «Linus», Rizzoli). A Roma, nel 1979, entra ne «Il Male» di Pino Zac, sequestratissimo settimanale di satira, e fonda la rivista autoprodotta «Cannibale» insieme a Liberatore, Mattioli, Pazienza e Tamburini. Con lo stesso gruppo di autori geniali nel 1980 fonda «Frigidaire» per cui realizza le sue più importanti opere a fumetti, ristampate successivamente in albi e volumi: Primo Carnera, Suor Dentona, La Dalia Azzurra, il Dottor Gek. Negli anni 90 si dedica maggiormente alla scrittura e all’illustrazione. La rivista «Blue» ospita per tutti gli anni 90 le opere di Scòzzari. Il suo primo libro non a fumetti Cuore di Edmondo, che è anche una pièce teatrale, è pubblicato dalla Granata Press nel 1993. Segue la raccolta XXX! Racconti Porni, antologia di racconti pornografici contro la pornografia (Castelvecchi, 1996). Il suo memoriale Prima pagare, poi ricordare (Castelvecchi, 1997, oggi alla terza ristampa da Coniglio Editore) è un libro di culto. Per Art Core di Perugia realizza opere in serigrafia. Recentemente pubblica il volume illustrato Figate (Mare Nero, 1999) e il romanzo L’isterico a metano scritto a quattromani con il nipote Pietro (Mondadori, 2000). La Mondo Bizzarro Gallery di Bologna gli dedica nel 2003 la mostra Suor Dentona & altri pezzi. Antonio Faeti, è nato a Bologna nel 1939. Ha insegnato nella scuola elementare ed è stato per molti anni l'unico Professore Ordinario di Letteratura per l'Infanzia negli Atenei italiani. Dopo le volontarie dimissioni insegna Grammatiche della Fantasia all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Da Guardare le figure (Einaudi, 1972) a Il ventre del Comunista (Einaudi, 1999) ha pubblicato diversi saggi e romanzi, recentemente ha pubblicato con l'editore Coniglio La freccia di Ulceda. Di fumetti e altro.
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Giovedi 6 novembre ore
18,00
Piove sul nostro amore.
Una storia di
donne, medici, aborti, predicatori e apprendisti stregoni
un libro di Silvia Ballestra
(Feltrinelli)
ne parlano l'autrice e Carlo Flamigni, modera Valentina Avon Un libro così è sempre una specie di viaggio. Questo viaggio comincia a Roma l’8 marzo del 2008, quando Giuliano Ferrara decide di lanciare la sua campagna elettorale contro l’aborto (ne uscirà come si sa con le ossa rotte) e finisce a Padova, davanti agli ex-voto nella basilica del Santo, dove genitori annichiliti dal dolore ringraziano il Signore di essersi ripreso i loro bambini, che avrebbero potuto non nascere evitando immani sofferenze. In mezzo, nelle varie tappe del viaggio, c’è tutto: i mullah ipercattolici del movimento per la vita e le loro grottesche riunioni, i docenti delle Università pontificie, i diktat papali, la propaganda splatter e violenta dei pro-life. E anche le storie delle donne che abortiscono tra mille umiliazioni. E anche i pionieri di un diritto elementare, medici coraggiosi che hanno cambiato la storia del Paese. E anche riflessioni potenti, sfumature, voci problematiche e sagge come quella di Anna Bravo. E anche le donne italiane che vanno a abortire in Svizzera, in Francia. E anche… E’ un saggio, ma anche un racconto, è un reportage ma anche una riflessione. Divertente (quando Giovanni Lindo salmodia alla corte di Ferrara… oh, Lindo!) e feroce (quando il professor Mario Palmaro dice che le donne che hanno abortito sono "bombe atomiche spalmate sulla società"), indignato e affettuoso, tenero, compassionevole e indignato. Soprattutto onesto. Insomma, nell’Italietta dei Ferrara e delle Binetti, è un’inchiesta-racconto sulla legge 194, sulle donne, sull’aborto, su come un diritto che sembrava acquisito diventa faticoso e doloroso. E’ un consiglio per gli acquisti, una lettura civile. (recensione di Alessandro Robecchi) Silvia Ballestra ha esordito nel 1990 nell'antologia "Papergang, Under 25", curata dallo scrittore Pier Vittorio Tondelli. Da allora ha scritto diversi libri, ricordiamo La guerra degli Antò (1992), da cui è stato tratto l'omonimo film, Joyce L. Una vita contro (saggio su Joyce Lussu, 1996), Nina (2001), Tutto su mia nonna (2005), Contro le donne nei secoli dei secoli (2006). Vive a Milano. Carlo Flamigni è professore fuori ruolo di Ostetricia e Ginecologia nell'Università degli Studi di Bologna. Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, ha diretto il Servizio di Fisiopatologia della Riproduzione dell'Università di Bologna e l'Istituto di Ostetricia e Ginecologia dell'Università di Bologna presso l'Ospedale S. Orsola. E’ autore di diversi libri e di oltre 1000 pubblicazioni scientifiche. Questo è il suo sito: www.carloflamigni.it Valentina Avon è giornalista freelance, attualmente scrive per il quotidiano La Stampa e il periodico Io Donna del Corriere della Sera, ha lavorato, fra gli altri, per Radio Città del Capo - Popolare Network e Diario.
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mercoledi 5 novembre ore
21,30
un libro di Girolamo Di
Michele
Con la faccia di cera
Verdenero (Edizioni Ambiente)
ne parlano l'autore e Wu Ming 1
«Insonnia,
diminuzione della memoria, vertigine, pruriti e geloni alle mani,
disturbi respiratori,alterazione della funzionalità epatica: sembra il
quadro sanitario del mio condominio!»
Una Ferrara magica e ambigua come non mai.
Il Palio più antico d’Italia nella più metafisica delle piazze. Un
condominio precipitato in crisi di isteria e autodistruzione. Sullo
sfondo della città di Bassani e Antonioni amorevolmente ricostruita, il
giovane fotografo David Belli insegue Lucia, fanciulla bella e
terribile, tra strade che sembrano senza tempo. Dalla nebbia fluttuante
sbucano personaggi del passato, come attirati dalla festa in costume. E
sulla pista del Palio si presenta una nuova contrada, decisa a vincere.
Qual è il vero rapporto della enigmatica Lucia con queste apparizioni?
Ma soprattutto, perché ogni cosa sembra ricondurre David alle
misteriose morti degli operai della Solvay? C’è un nesso tra la
fabbrica dei veleni e la corsa dei cavalli? Per scoprirlo, David dovrà
dare un senso alla frase che campeggia sulla copertina di un
libro-fantasma: a volte il male ha un volto familiare.
Girolamo De Michele, nato a
Taranto, vive a Ferrara. Ha pubblicato diversi saggi di ricerca storica
e di filosofia (tra i quali Felicità e storia, Quodlibet, 2001)
prima di affermarsi con il romanzo Tre uomini paradossali
pubblicato nel 2004 da Einaudi. Scrive di filosofia e critica letteraria
su diversi giornali, ed è redattore di Carmilla, magazine online
diretto da Valerio Evangelisti. Nel 2005 ha pubblicato Scirocco
(Stile libero Noir, Einaudi); nel 2008 è uscito il suo ultimo romanzo La
visione del cieco (Stile libero).
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martedi 4 novembre ore
21,30
Paolo Nori presenta il suo libro
Pubblici discorsi
Quodlibet Compagnia Extra
Bandella
di destra:
Ho un
po’ vergogna a dire che questi discorsi li ho
scritti molto velocemente, perché a dire così sembra quasi che me ne
vanti e ho letto, tempo fa, L’elogio della follia, di Erasmo da
Rotterdam, dove Erasmo da Rotterdam, se non ricordo male, prendeva in
giro quelli che si vantavano di aver scritto i loro libri molto
velocemente. Io non me ne vanto, però li ho scritti molto velocemente,
questi discorsi pronunciati nel corso degli anni e che trattano: delle
biblioteche come agenzie ippiche; di Enzo Jannacci come uno tra i
principali scrittori italiani contemporanei; della traduzione in una
lingua inventata; del rapporto tra storia e letteratura; del tentativo
fallito di esaurire la città di Scandiano; di un posto in cui non tira
il vento ma si alza un mite grecale; di Cesare Zavattini; dell’inizio
di Anna Karenina; della fine di Anna Karenina; delle bandiere anarchiche
(p. n.).
Bandella
di sinistra:
Paolo
Nori, nato a Parma nel 1963, ha pubblicato dei romanzi, il quarto si
intitola Diavoli (Einaudi 2001), il quartultimo Noi la farem vendetta
(Feltrinelli 2006).
Quarta
di copertina:
Secondo
me, adesso io non son pratico, ma secondo me anche il capo dello stato,
per il suo discorso dell’ultimo dell’anno, se lui per esempio
cominciasse dicendo Cari italiani, quando comprate un uccello, guardate
se ci sono i denti o se non ci sono. Se ci sono i denti, non è un
uccello.
Sarebbe un grande inizio, per il discorso di un capo dello stato.
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mercoledi 29 ottobreore
21,30
Orfeo
e il Poeta
un recital di Mataro da Vergato e Massimiliano Martines Orfeo e il Poeta è un recital incentrato sulla figura del poeta cantore. Qui però le due figure si sdoppiano e accanto all'Orfeo mitologico, summa di poesia, musica e retorica, si inserisce il moderno poeta che alla propria voce affianca l'uso del corpo, lingue diverse nella materia ma identiche nella sostanza. Orfeo è Mataro da Vergato che accompagna il proprio canto alla lyra (strumento da lui stesso progettato e fatto realizzare, quindi pezzo unico al Mondo), intrecciandosi poi ai moderni versi di Massimiliano Martines, attore e poeta, sulla scia di quanto tramandato dalla tradizione ellenica. Il gioco di contrasti e rimandi crea una partitura di grande intensità emotiva e sonora. Accanto al recupero fatto da Mataro da Vergato, nel corso di anni di studio, degli antichi inni ed epitaffi, e all'arrangiamento di moderne canzoni (da segnalare l'omaggio a Jacques Prévert de "Les Feuilles mortes"), si inseriscono i caustici testi, per la maggior parte inediti, di Martines, talvolta veri e propri monologhi teatrali. Mataro da Vergato Nasce a Vergato (Bologna) nella seconda metà del '900. Diplomato Maestro d'arte e poi all'Accademia di Belle Arti di Bologna, fin dall'infanzia ha abbinato le arti del tempo (il teatro) e quelle dello spazio (le arti applicate). Negli anni '80, oltre a importanti collaborazioni teatrali a livello internazionale, collabora con vari artisti Italiani tra cui, dall'86 all'89, la poetessa Patrizia Vicinelli. Dal '90, pur continuando a lavorare con compagnie teatrali e a partecipare a film e video, inizia a interessarsi al computer appena nato"personal", che abbinato alla fotografia (passione sempre coltivata) dà vita a quella che chiamerà "Pittura Digitale". Nel '98 la prima personale digitale allo Studio Cristofori, con la mostra "L'Altra Eva-Virtual Trans". Ha fatto performances ed esposto in Italia e all'estero, partecipando a mostre importanti tra le quali quella del NUDO alla GAM di Bologna nel 2003. Nel 2005 esce Il volume a tiratura limitata "Digital Paint" che raccoglie 10 anni di lavoro, con il patrocinio della Galleria d'Arte Moderna di Bologna e l'introduzione di Peter Weiermair e Jonathan Turner. La Personale più recente allo Spazio Testoni La 2000 nel gennaio 2008, in concomitanza con Artefiera a Bologna, dove ha presentato i nuovi lavori digitali dal titolo "HOLY EROS" (catalogo Damiani). Si divide tra il performer citaredo e l'artista digitale. Vive e lavora in Italia e all'estero. http://www.matarodavergato.com massimiliano martines nasce a Galatina (Lecce), ma vive e opera a Bologna dal 1995. Ha lavorato come attore con diversi gruppi, prima di fondare la compagnia dry_art e curare la regia di spettacoli. All'attivo ha anche la partecipazione a film, medio e cortometraggi, nonché alcune esperienze nelle vesti di autore. "Anime infernali" (ed. Giraldi) è la sua terza opera di poesia, che segue a "Della sete dell'anello" (Manni ed.) con prefazione di Roberto Roversi e postfazione di Mariangela Gualtieri e "Ho scritto ti amo sullo specchio" (ed. Pendragon) - con una nota di Roberto Roversi e la prefazione dell'Assessora alla Cultura della Provincia di Bologna Simona Lembi. Ha avuto segnalazioni e premi per narrativa e poesia. Suoi scritti e interventi critici sono pubblicati in riviste e antologie. Attualmente è impegnato nella preparazione di un cd musicale tratto dal suo secondo libro. www.dry-art.net
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Martedì 28 ottobre ore
19,00
Inaugurazione della mostra
Eyes and Beards
Esposizione di poster art
Nel corso dell'inaugurazione live set di Claudio Rocchetti
Eyes and Beards
è la prima esposizione di Moustache, giovane grafico bolognese che dal
2006 ha creato per locali, squats e differenti situazioni poster di
concerti noise e post punk. Ha disegnato per gruppi come U.S.A. is a
monster, Skull defects, To live and shave in L.A., Japanther, Embryo,
White Mice, Jooklo e G.i.Joe, preferendo come medium il volantino
incollato alle pareti - spesso stampato in bianco e nero, strappato e
coperto dalla marea dei manifesti - alle più comuni realizzazioni
grafiche. Sarà in mostra dal 28 ottobre una selezione dei poster da lui
prodotti negli ultimi due anni, dove mostri, lunghe barbe, moltitudini
di occhi e materie burrose, quasi sciogliendosi, riempiono e formano le
immagini di questa psichedelica collezione capace di mostrare come non
sempre ciò che imbratta le pareti della nostra, come di altre città,
sia carta straccia.
Claudio Rocchetti, musicista e improvvisatore elettroacustico, proveninte da Bolzano e trasferitosi a Berlino, oramai da più di dieci anni è protagonista della migliore scena del noise italiano ed europeo. Membro di 3/4 had been eliminated (gruppo noise il cui disco "The oral gauge operation" è stato citato fra i 100 migliori dischi del 2006 dalla rivista inglese The Wire) ed il duo Olyvetti (formazione al limite fra musica e performance art, ospiti al festival Netmage di quest'anno), in quest'occasione performerà il suo set in solo, suonando cioè semplici giradischi e c-dj che attraverso pedali, effetti e le sue mani si traducono in un set violento, certertamente di impressionante impatto fisico e, allo stesso tempo, capace di toni inaspettatamente soffusi e delicati. Durante tutta la serata poi dj set funk, soul e black music a cura di Cobra Sound System. Moustache
Claudio Rocchetti
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Sabato 25 ottobre ore
19,00
Intime esplosioni
esposizione e incontro con
graziosa&garbata
Una mutanda bambina dentro una fallica
scatolina
vi invita
a conoscere quanto di più asessico ci sia:
graziosa&garbata
donna/bambina ironica, sensibile, ghignante,
ululante, dolcettona, furiosona
ora tranquilla ora irrequieta,
ora libera ora inchiodata,
ora piuma ora piombo,
ora delicata ora brutale
un bel giorno graziosa&garbata indossa
coraggiosamente la sua mutandina rosa, riempie le sue labbra di
rossetto, si arma di ago e filo e parte alla ricerca della propria
femminilità, del proprio equilibrio, della propria libertà!
sorridente e fiduciosa comincia la sua vita tutta
al femminile … felice osserva sul suo amabile volto il dilagare delle
amatissime occhiaie che la rendono graziosamente garbata.
ama te, ama me
ama tutto, ama tutti
finché non si accorge di vivere in un mondo di
silenziofobici, un mondo in cui è difficile trovare le parole giuste
per esprimersi ed interagire!
cuce e scuce il suo schizzofrenico IO senza trovare
una via d’uscita: una scheggia impazzita, frammento esploso dell'io,
privo di ogni senso del pudore e della vergogna
soffocata dalla propria razionalità e sensibilità,
assiste alla disarmante crescita della sua testa … troppe idee,
pensieri, ironie e contraddizioni.
… sbatti di qua sbatti di là, la sua bocca si è
fatta enorme e finalmente ha urlato al mondo il suo ESSERCI …
dolcemente triste e incazzata decide di abbandonare
la ricerca di un equilibrio … ama le sue contraddizioni, i suoi sbalzi
d’umore e vuole condividerli col mondo
… sulla torre si isola e produce intime
esplosioni!!!
la sua decisione di ESPORSI è un invito a tutte e
tutti a NON IMPLODERE!
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Venerdi 24 ottobre ore
21,00
con
Associazione "Storie in
movimento" www.storieinmovimento.org
Archivio Storico "Marco Pezzi" www.comune.bologna.it/iperbole/asnsmp
Rivolte
a margine. Periferie del lungo Sessantotto
Zapruder - storie in movimento, Rivista di storia della conflittualità sociale, n. 16/2008 partecipano i curatori del numero di "Zapruder" dedicato al '68: Adriana Dadà (Università di Firenze) e Paolo Mencarelli (storico) «Zapruder» dedica il numero appena uscito alla "stagione dei movimenti" che ha avuto nel 1968, e ancor più nel '69, il punto centrale, ma non è nata né si è esaurita in quei due anni, anche se sono quelli nei quali si è evidenziata ancor di più la complessità di quei movimenti, soprattutto attraverso il solido legame con la lunga tradizione di lotta della classe operaia. Quella "stagione" ha avuto invece una durata molto lunga e interessante, ed ha riguardato non solo studenti e operai, ma molti altri aspetti della società dando vita a una miriade di esperienze in buona parte dimenticate. La rivista, pur riservando una parte sostanziosa alla classe operaia attraverso un repertorio fotografico poco conosciuto, si è dedicata a mettere in luce aree meno studiate, avvenimenti diffusi sul territorio, spezzoni di movimenti ritenuti non "centrali" rispetto ai soggetti forti - studenti e operai-, che vengono proposti nei vari saggi: le lotte nel Sud, le lotte nelle carceri in tutta l'Europa, fra le Forze armate, fra gli immigrati della Francia, nelle decrepite strutture manicomiali che saranno costrette a chiudere di lì a poco; ed ancora in un nuovo modo di fare cultura, soprattutto nel teatro e nel cinema. Adriana Dadà, ricercatrice, insegna Storia contemporanea all'Università di Firenze. Si è occupata in passato di storia dei movimenti e partiti politici, soprattutto all'interno dei fenomeni migratori e per quanto riguarda l'anarchismo italiano. Attualmente si occupa prevalentemente di donne, lavoro e migrazioni, curando su questi temi progetti di raccolta della memoria (un esempio di ricerca che ha prodotto anche videodocumentari e mostre storiche nel sito: http://www.museoarchiviodellamemoria.it/museo.php museo virtuale). Paolo Mencarelli, insegnante di materie letterarie nelle scuole secondarie superiori.si è occupato di archivi delle resistenza e dei movimenti sociali e politici dell'Italia repubblicana. Ha collaborato con la Fondazione di studi storici "F.Turati", l'Istituto storico della resistenza in Toscana e il Gabinetto scinetifico-letterario Vieusseuex di Firenze per progetti di ricerca e catalogazione bibliografica e archivistica.
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martedì 21 ottobre 08ore
21,30
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Sabato 18 ottobre ore
19,00
esterina
diferoedibotte
ma senza corente
"diferoedibotte" è il titolo del loro disco d'esordio
uscito poco più di quattro mesi fa per i tipi della Nopop di Bologna.
Dodici tracce di indie rock d'autore al sapore salmastro della costa
ovest toscana da dove provengono gli Esterina che dopo i soliti e
ingrati anni di gavetta hanno dato alle stampe un album che sta
facendo parlare di sè. Già nella rosa dei contendenti al miglior
disco d'esordio per il premio "fuori dal mucchio", "diferoedibotte"
è un album di canzoni elettriche che saranno opportunamente
convertite all'acustico per la serata a Modo.
istruzioni su esterina
COMPOSIZIONE Fabio Angeli: chitarra e voce Giovanni Bianchini: batteria Giovanni Butori: basso Alessandro Frediani: vibrafono, diamonica, theremin, synth e campionamenti Massimiliano Grasso: tastiere, elettronica e fisarmonica CONTENUTO esterina è una donna minore. Vive sola, per quanto ne è capace. Non ama i suoi parenti e li cerca fuori dal suo sangue. Dorme nella casa sul limite del bosco da dove si vede il mare di Viareggio, dove ci sono i signori, dove le donne sono confezioni da accompagnare, dove gli uomini sono arresi. Lei no. Aspetta che il vino maturi, che la legna sia da bruciare, che la compagnia fatta ad un amico sia buona, che il sigaro sia acceso per bene, che la musica giunga e spieghi, riannodi e complichi. esterina è di campagna, è la terra, ma conosce la città perché l'ha attraversata, l'ha letta. Sa che è una truffa. La sua musica è il suono del suo pennato, dell'accetta per sistemar la legna: per attraversare l'inverno. Le sue parole sono l'eco delle storie che ha sentito raccontare, quelle viste scendere dal monte che gli sta alle spalle, il riverbero degli sputi che ha fatto volare. esterina sono in cinque. E suonano. PRECAUZIONI D'IMPIEGO esterina prima di essere esterina è stata Apeiron. Per 12 anni. Con quel nome ha attraversato un decennio di musica, ha cercato nel rock le proprie ragioni e allo stesso tempo ha tentato di sfuggirgli dalle mani. Di Apeiron rimangono tracce, indizi, polvere e croste. INDICAZIONI TERAPEUTICHE L’idea di esterina è la realizzazione del suono della bonifica (sound della bonifia), dove la bonifica (terra strappata alla palude) è sintesi della sua strada. La musica e le parole di esterina come la terra nera strappata all'acqua e alle zanzare. PRODUTTORE E CONTROLLORE FINALE Nopop Music (www.nopopmusic.it) Distribuzione EMI POSOLOGIA E MODALITA' D'USO esterina sarà il suo primo disco che si chiamerà “diferoedibotte”. Registrato dal 5/11/2007 al 24/11/2007 presso Groove Factory di Bologna e prodotto da Guido Elmi. SCADENZA E CONSERVAZIONE
“diferoedibotte”, l'album d'esordio
uscirà il 23 maggio 2008 Il video del primo singolo “sono come vuoi
che sia” (regia di Daniele Fenudi) è su youtube.com/telesterina
AVVERTENZE SPECIALI Questo è il foglio illustrativo; online la scatola delle pasticche, casa di esterina
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giovedì 16 ottobre ore
21,30
Urupia
una comune libertaria nel Salento
ne parlerà Agostino Manni
Il progetto Urupia nasce all'inizio degli
anni novanta dall'incontro tra un
gruppo di salentini, all'epoca quasi tutti redattori della rivista antimilitarista Senzapatria, e alcune persone di origine tedesca, “militanti” della sinistra radicale in Germania. Il progetto decolla ufficialmente nel 1995, con l'acquisto di alcuni fabbricati rurali e di circa 24 ettari di terreno nelle campagne di Francavilla Fontana, nell'Alto Salento, a metà strada tra Taranto e Brindisi. Principi costitutivi della Comune sono soprattutto l'assenza della proprietà privata e il “principio del consenso”, ossia l'unanimità nelle decisioni. Da più di tredici anni la Comune persegue l'obiettivo della crescente realizzazione pratica di una utopia libertaria: della possibilità, cioè, di raggiungere un alto livello di autosufficienza economica, di libertà politica e di solidarietà sociale attraverso il lavoro e l'agire collettivo, eliminando ogni forma di gerarchia, sia quelle determinate dalla proprietà che quelle legate al genere, sia quelle fisiche che quelle intellettuali. Attualmente vivono a Urupia in forma stabile una quindicina di persone, di cui cinque sono bambine/i; la comune però pratica fin dall'inizio una forma molto larga di ospitalità e spesso il numero delle persone presenti arriva a trenta, quaranta unità. Diverse sono le forme di sostentamento della Comune:
la vendita dell'olio e del vino, del pane
e dei prodotti da forno, delle erbe
e di una serie di trasformati. Un
comunardo fa il falegname
in un paese vicino a Urupia, un altro
alterna al lavoro nei campi
l'attività di musico e cantastorie;
un'altra ancora fa la maestra elementare.
Numerose sono inoltre le attività politiche e sociali che la Comune svolge sul territorio: dalle lotte ecologiste ai corsi di formazione professionale, dal lavoro con le scuole agli interventi culturali su argomenti di ogni tipo.
Per contatti
Associazione Urupia
c.p. 29 74020 San Marzano - Ta
Tel. 0831890855
urupia@libero.it
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mercoledi 15 ottobre ore
21,00
presentazione della raccolta di racconti
Sputi. Storie di
disprezzo
bacchilega editore
saranno presenti alcuni rappresentanti
dell'ensemble letterario Colonne D'Ercole, Jadel Andreetto (kai zen) e
Paolo Bernardi della Bacchilega
Dittatori e prelati, professori e poveri cristi.
Tutti, nessuno escluso, si incontrano nelle 21 storie di disprezzo
raccontate in questo libro. In tutti gli angoli del mondo, in tutte le
situazioni, in tutti i modi possibili si può leggere un sentimento
forte e complesso. I racconti sembrano disegnare un’unica parabola.
Nessuno uguale all’altro e allo stesso tempo tutti compatti. I tanti
modi di scrivere, di scegliere le situazioni e i personaggi, rendono
vivace la lettura senza lasciare posto a cadute di ritmo, per una strana
alchimia che porta ogni singolo autore a incontrare i “vicini” di
pagina, a raccogliere un testimone da portare fino al racconto
successivo per un’unica grande staffetta. Anche il disprezzo, scritto
così, può avere un lato piacevole. Almeno da leggere.
Colonne d’Ercole è una Compagnia letteraria.
Persone con la passione per la lettura e la scrittura, come ce ne sono
tante. La differenza è che hanno deciso di coltivare il loro comune
amore continuando a confrontarsi e a misurarsi con l’esercizio
quotidiano. Lo fanno da quasi cinque anni, passati a studiare e capire,
a leggere e a scrivere. Lo hanno fatto in compagnia di Jadel Andreetto,
scrittore del gruppo dei Kai Zen (“La strategia dell’Ariete”,
Mondadori-Strade Blu; la serie “Romanzo Totale” pubblicata da
Bacchilega editore) che ha partecipato a questo loro primo lavoro con un
racconto che si incastra perfettamente con gli altri. Anche lui è parte
del poliedro di cui ognuno dei componenti della Compagnia letteraria
rappresenta una faccia, una superficie individuale sotto cui prende vita
un mondo personale e diverso, che però si fonde nel nucleo pulsante di
un unico cuore profondo.
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Giovedi 9 ottobre ore
21,30
Dalle memorie di un
piccolo ipertrofico
un libro di Tommaso
Ottonieri
(Noreply edizioni)
Con l'autore saranno presenti Vincenzo Bagnoli (scrittore e critico) e Michele Canosa (docente di storia del cinema) Una scrittura “angelica e infera” proveniente “dalla sesta luna di Saturno”, dove “sono portate a soddisfazione”, “pluriemulsionatamente”, le pulsioni più profonde e inesaurite di una stagione desiderante. Cosi Edoardo Sanguineti e Giorgio Manganelli salutavano l’esordio precocissimo (datato 1978) di Tommaso Ottonieri con le sue Memorie. Questo è il testo che ha svelato uno degli scrittori più vertiginosi e magmatici della letteratura italiana, un testo che ha la forza di confrontarsi all’estremo con lo scarto, con lo scacco linguistico; sino a s/comporsi e “liquidarsi” dentro desideri plastici, fughe radicalmente orfiche, guerriglia estetica disambientata. Ottonieri annichilisce l’estasi della stasi che domina la società massmediale attraverso il sogno del verbo disincarnato, della lingua alchemica e làvica, accompagnata da suoni e ritmi trascinanti. Un’avventura in ascesa libera di straordinaria intensità.
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martedi 7 ottobre ore
21,30
giornale di
sconfinamento
(edizioni Effigie)
ne parlano Antonio
Moresco e Valerio Evangelisti
Non è
“Micromega” ma prende posizione; non è “Il Verri” ma pubblica
testi inediti in prosa e in versi; non è nemmeno “L’indice”, e
infatti vi troverete ampie recensioni di libri imperdibili e
introvabili.
Il primo
amore è un “giornale di sconfinamento” che raccoglie
sguardi e punti di vista intorno a un tema – di volta in volta sempre
diverso – sul quale una comunità di scrittori, artisti e
intellettuali italiani vuole riflettere attraverso i diversi linguaggi
della prosa, della saggistica letteraria e della politica, della poesia
e del teatro: così la letteratura “sconfina” nella “vita che fa
il suo corso” e le immagini dei reportage si fanno racconto.
Completano la proposta interviste, recensioni e anticipazioni da libri
in uscita. Vi partecipano, tra gli altri, gli scrittori Tiziano Scarpa e
Antonio Moresco, la saggista Carla Benedetti e il fotografo Giovanni
Giovannetti animatori anche del sito internet www.ilprimoamore.com
.
Il comitato di direzione de “Il primo amore” è composto da: Sergio Baratto studioso di letteratura russa e traduttore; Carla Benedetti, saggista, insegna all’università di Pisa; Benedetta Centovalli, saggista e dirigente editoriale; Gabriella Fuschini, fisioterapista; Giovanni Giovannetti editore e fotografo; Antonio Moresco, scrittore; Sergio Nelli, scrittore; Anna Ruchat, scrittrice e traduttrice dal tedesco; Tiziano Scarpa, scrittore; Dario Voltolini, scrittore e librettista.
durante la serata si parlerà anche di
Zingari di merda
di Antonio Moresco
(edizioni Effigie)
In un reportage di rara intensità e
ferocia Antonio Moresco racconta un viaggio tra i Rom di Slatina e Lişteava
in Romania, tra persone costrette a vivere in case di fango o dentro
buche scavate nel terreno, ai confini del modo “civilizzato”,
dentro quella fascia di miseria che attraversa il ventre
dell’Europa: «Tutto questo perché? Per quale ragione? Per quale
disegno? Per quale sogno?». Nel suo linguaggio irruente e
abnorme, come abnorme è la realtà che descrive, l’autore trascina
i suoi lettori in una delle contraddizioni più acute di questo
secolo. Il racconto procede in un dialogo ininterrotto con i compagni
di viaggio, l’occhio fisso sui marciapiedi della civiltà, dove gli
zingari, uomini e donne che non stanno mai fermi, sono la nostra parte
più miserabile, più individualista e fatalista: «Questo misto di
libertà e opportunismo, di fierezza e di infingardaggine, di
irriducibilità e di parassitismo, di anarchismo e fascismo» sono noi
eppure sono anche assolutamente altro. C’è qualcosa nella loro
presenza di inspiegabile e sfuggente, di infinitamente arcaico eppure
duttile. È lì che ci porta Moresco, sulla soglia del silenzio. Lì
dove arrivano anche le fotografie di Giovanni Giovannetti che chiudono
il libro.
Antonio Moresco è nato a Mantova nel 1947 e vive a Milano. Ha pubblicato Clandestinità (Bollati Boringhieri 1993), La cipolla (Bollati Boringhieri 1995), Lettere a nessuno (Bollati Boringhieri 1997), Gli esordi (Feltrinelli 1998), La visione (con Carla Benedetti, KKP 1999), Il vulcano (Bollati Boringhieri 1999), Storia d’amore e di specchi (Portofranco 2000), il testo teatrale La santa (Bollati Boringhieri 2000), L’invasione (Rizzoli 2002), Lo sbrego (Holden Maps – Rizzoli 2005), Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno (Fanucci 2005). Sta lavorando alla terza parte di Canti del caos (la prima parte è stata pubblicata nel 2001 da Feltrinelli; la seconda parte nel 2003 da Rizzoli). Con Dario Voltolini ha curato l’antologia Scrivere sul fronte occidentale (Feltrinelli 2002). Presso Effigie ha pubblicato Zio Demostene. Vita di randagi (2005) e Merda e Luce (2007).
Vincitore di prestigiosi premi
internazionali, Valerio Evangelisti ( www.eymerich.com )
è uno degli scrittori italiani più tradotti all'estero. I suoi
romanzi hanno ispirato radiodrammi, fumetti, brani heavy metal, drammi
lirici. E' soggettista e sceneggiatore per radio, cinema e
televisione.
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Venerdi 3 ottobre ore 21,30
Baltica 9
Guida ai misteri
d'oriente
un libro di Daniele Benati e Paolo
Nori
(Laterza)
Incontro con gli autori...
«Vi piomberà addosso un cupore e una
cupitudine e una cupetaggine simile a una disperatezza d’animo che non
vi aveva mai colto prima. Non sappiamo dirvi perché. Ma sarà così e
non bisogna voltargli le spalle nel modo più assoluto a questa
disastrosa rovina del vostro umore perché la vita è fatta anche di
questi momenti, e soprattutto quella del turista al quale invece
paradossalmente si rivolgono le guide per abbindolarlo in un sogno di
piacere. Niente affatto».
«Se chiedeste a degli
occidentali che hanno vissuto per un po’ di tempo in un paese
dell’ex blocco sovietico in cosa sono diversi gli ex sovietici dagli
occidentali, forse loro vi direbbero che diversa è l’importanza che
qui e là si attribuisce all’idea che gli altri hanno di noi. E se
chiedeste loro come mai anche dopo la fine dell’ex impero sovietico
continuano a tornare in quei famosi paesi ex sovietici, che cosa c’è
di tanto bello, in quei famosi paesi, forse loro vi direbbero che la
cosa bella, di quei famosi paesi, è che fanno paura.»
Daniele Benati è nato a Reggio Emilia ma la maggior parte del tempo la passa a Budapest. Il suo codice fiscale è BNT DNL 53L 13H 223G.
Paolo Nori è nato
a Parma ma vive a Bologna. Recentemente ha aperto una partita Iva:
02473360341.
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martedi 30 settembre
ore 21,30
Rivalutare il
dibattito
Roberto Freak Antoni, Dandy
Bestia Testoni e Pierfrancesco Pacoda
dibattono sulla ristampa di "Inascoltable",
il primo storico sperimentale disco degli
Skiantos
al dibattito seguirà
una chiacchierata di Freak Antoni sul suo recente
ingresso nel mondo del fumetto
una libera schitarrata di Dandy Bestia
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