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HERE COME THE ROLLING BONES.
PARADOSSI DELLA VISIONE: TRA ETICA E TECNICHE


opere: Norma Jeane, Donato Piccolo

pellicole e video: Adriano Abbado, Guy Ben-Ner, Philippe Fernandez,
                        Andrea Flamini, Marco Papa, Maria Domenica Rapicavoli,            
                       Supersober (Una Szeemann / Bohdan Stehlik), Alice Schivardi
 
a cura di Piero Pala e Benedetta di Loreto

2 aprile/11 luglio 2008  
Adele-C Studio
Via G. G. Belli 21

Cordiali Saluti
Complus Events
www.complusevents.com

 

HERE COME THE ROLLING BONES.

PARADOSSI DELLA VISIONE: TRA ETICA E TECNICHE

programma cura di Piero Pala

        durata 87 min.

 

 

Philippe Fernandez

Conte philosophique (la caverne) FRA, 1998, 35mm su dvd, b/n, 14’

" Siamo in una grotta, un’allusione platonica. Il soggetto potrebbe spingere qualcuno – svegliandosi da questa opprimente ipnosi – verso un’apertura, forse impossibile ed enigmatica.” Philippe Sollers, Cahiers du cinéma n° 513, mai 1997.

 

 

 

Adriano Abbado

Wonokromo, ITA, 2004, DVD, b/n, 6’

Wonokromo è un'animazione astratta, un'indagine sul rumore visivo divisa in due sezioni.
Ho creato la prima sezione animando capelli sintetici e cambiando diversi parametri come il loro spessore, la ricciosità, la rigidità, la gravità, e altri ancora. Le migliori sequenze sono state quindi assemblate e combinate fra loro.
La seconda sezione è stata più complessa da creare. Come primo passo ho mappato alcuni tipi di rumore da me scelti su di una superficie sintetica piatta, e ho quindi creato numerose sequenze cambiando diversi parametri di ogni rumore. In questo modo ho ottenuto 66 sequenze per me interessanti.
Ho poi combinato tutte le sequenze e ho selezionato le migliori, creando un primo livello di 116 nuove sequenze. Questo processo è stato particolarmente lungo, dato che per ogni sequenza sono state provate tutte le combinazioni con le altre.
Inoltre ogni combinazione è stata provata usando diversi transfer modes: darken, multiply, linear burn, color burn, add, lighten, screen, linear dodge, color dodge, overlay, soft light, hard light, vivid light, pin light, difference, exclusion.
Ho poi nuovamente scelto i 60 risultati più interessanti e li ho combinati ancora tra loro, sempre provando anche i vari transfer modes. Ho così ricavato un secondo livello di circa 230 nuove sequenze.
A quel punto era per me difficile orientarmi fra le ultime animazioni prodotte. Per questo motivo ho deciso di classificarle e di creare un archivio contenente differenti parametri relativi a ogni sequenza, ovvero l'animazione stessa, il suo titolo, categoria, qualità, durata, velocità, densità, luminosità globale e massima.
Gli ultimi due parametri, luminosità globale e massima, sono stati ottenuti analizzando via software il primo fotogramma di ogni sequenza. Ho ricavato automaticamente anche altri parametri, come l'intensità media, il contrasto medio, il terzo momento, la morbidezza, l'uniformità e l'entropia. Anche se interessanti, questi parametri non sono poi stati utilizzati.
Questo procedimento mi ha aiutato a scegliere ogni volta l'animazione più indicata da inserire nel montaggio della seconda sezione, per il quale ho scelto 40 sequenze considerando i parametri categoria, qualità, densità e luminosità globale.
Una volta terminata tutta l'animazione, ho analizzato la sua luminosità globale e ho deciso di tagliare alcune parti della seconda sezione per migliorare la fluidità del finale. 

(A. Abbado)

Marco Papa

THE KEEPER, ITA, 2002, 16mm su DVD, colore, sonoro, 2’16’’ (x5)

L’artista ha occupato lo spazio del custode del Palazzo dell’Arengario, lo ha svuotato degli oggetti esistenti per poi replicarli disegnandone la proiezione sulle pareti e sul pavimento con graffite nera. L’artista ha creato un’apparente realtà tramite l’illusione ottica di tali arredi. Realtà che si rivelerà fittizia solo in seguito agli sforzi inutili del performer. Il performer è il reale custode dello spazio, scelta che conferma e sottolinea il limite vacuo tra illusione e realtà. Durante la performance, il custode cercherà di restare seduto sulla proiezione della sedia, sporcandosi di graffite nera, essendo contaminato dall’effimero ma efficace segno dell’artista. Il titolo della performance, da cui tratto poi quello del video è "Custodire ciò che non c’è”, rivelando vano ogni tentativo di far trapelare una verità uguale per tutti. (Laura Garbarino)

 

Andrea Flamini

NOTEBOOK ON SHADOWS & STAINS, No.1, USA , 2007, DVD, colore, sonoro, 7’01’’

NOTEBOOK ON SHADOWS & STAINS, No.2, USA , 2007, DVD, colore, sonoro, 4’05’’

NOTEBOOK ON SHADOWS & STAINS, No.3, USA , 2007, DVD, colore, sonoro, 6’56’’

La serie Notebook è un tentativo di distanziare il sé dai rigori della struttura cinematica. I primi  3 Notebook condividono l’esplorazione del soggetto. Una giovane donna intrappolata tra il sé e lo spazio.

Un luogo fisico e mentale in cui la memoria e le illusioni tendono a prevalere sulla realtà. Uno spazio in cui l’intimità e l’introspezione hanno il ruolo centrale.

 

 

SUPERSOBER (Una Szeemann / Bohdan Stehlik)

SHIFTED EVIDENCE, SVI, 2006, DVD, colore, sonoro, 4’                                                  Il suono alienato e disturbato dei grilli è l’unica testimonianza della macchina fantasma.
Inseguendo e moltiplicandosi attraverso un fascio di piume, culmina in una danza cerimoniale.

 

 

Maria Domenica Rapicavoli

YOU NEED A PERMISSION, UK, 2005, DVD, colore, sonoro, 4’10’’

Sperimentiamo ogni giorno la sorveglianza sotto forme sempre differenti.

In questo video delle regole imposte da un sistema di sicurezza ben organizzato, impediscono all’artista di filmare all’interno di alcune stazioni dei treni di Londra, senza regolare permesso. In realtà, attraverso la sua telecamera,  MDR scopre come le contraddizioni di questo sistema interferiscano nella nostra vita, generando, a volte, situazioni ridicole.

 

 

Maria Domenica Rapicavoli

MY IDEAL HOUSE, ITA, 2007, DVD, colore, sonoro, 2’20’’

Nella casa ideale gli oggetti e i mobili si prestano a ogni confort della vita quotidiana: la seduta, adatta alla lettura, alla pedicure e persino a un sonno sereno. Il sofà per leggere le email e lo sgabello per la ginnastica. La cucina, elegante e robusta; il bagno, confortevole e caldo, pronto all’uso in ogni momento di relax. Ogni dettaglio è stato scelto con cura nella casa ideale, sembra quasi di  trovarsi dentro a un negozio...

 

                                            

  Alice Schivardi

Le Chiavi di Casa, ITA, 2007, Mini DV su DVD, b/n, sonoro, 23’

Il video è un esperimento dove persone di nazionalità diverse costruiscono “una casa” con materiali di scarto cercando di comunicare tra di loro ognuno utilizzando la propria esperienza. Un tentativo culturale in cui il confronto fra culture diverse, soprattutto se molto lontane tra di loro, può fornire notizie sui mondi percettivi umani analizzati nei differenti modelli di pensiero e di vita. Le sequenze del video, dal carattere narrativo, descrivono gli sforzi dei protagonisti confrontando, attraverso gesti e azioni, la loro territorialità. Quindi, come una "Torre di Babele" si, confondono gli sguardi, i gesti e le storie delle persone. In questa video non c'è l'idea di costruire una casa come concetto di “possesso” ma di “appartenenza ad uno spazio”. Non ha importanza il risultato ma l'idea di partecipazione ed interazione umana.

video-installazione

 

 

Guy Ben-Ner 

Stealing Beauty, USA/GER/Israel/, 2007, video, colore, sonoro, 18’                            Il film di Guy Ben-Ner riguarda la proprietà privata ed i valori della famiglia ed è stato  realizzato con delle video camere (in funzione automatica) nascoste in vari negozi Ikea. Questo lavoro è stato registrato durante gli ultimi due anni in vari negozi di IKEA. I membri della famiglia di Ben-Ner hanno recitato loro stessi differenti parti, fino a che sono stati invitati “cordialmente” dal personale dell’Ikea ad andarsene. Imitando la registrazione con una sucurity camera, Guy Ben-Ner ha documentato l’occupazione artistica del colosso svedese dell’arredamento.

 Si ringraziano: gli artisti partecipanti, Postmasters gallery New York, Complus Events,

                      Mara Covino, Gaia Grande, Giuseppe Lana, Emanuela Siani

 

 

 

HERE COME THE ROLLING BONES. 

PARADOSSI DELLA VISIONE: TRA ETICA E TECNICHE

opere: Norma Jeane, Donato Piccolo

pellicole e video: Adriano Abbado, Guy Ben-Ner, Philippe Fernandez, Andrea Flamini, Marco Papa, Maria Domenica Rapicavoli, Supersober (Una Szeemann / Bohdan Stehlik), Alice Schivardi

a cura di Piero Pala e Benedetta di Loreto

 2 aprile/11 luglio 2008  inaugurazione: 2 aprile h.18.30

tutti i giorni dalle 10 alle18, via G. Belli 21, Roma

            Il 2 aprile alle ore 18.30 lo Studio MATTEO BOETTI presenta Here come the rolling bones. Paradossi della visione: tra etica e tecniche. Questa project room inaugura la prima di una serie che lo Studio MATTEO BOETTI organizza nel suo nuovo spazio creato in collaborazione con il nuovo marchio di design Adele C. L’interesse per la creatività e per i linguaggi sperimentali ha portato queste due realtà a convivere e condividere la ricerca e la valorizzazione della produzione artistica contemporanea, italiana e internazionale, utilizzando uno spazio comune come spazio espositivo e show room Adele C studio.

 

            Here comes the rolling bones. Paradossi della visione: tra etica e tecniche riflette sul processo di produzione di immagini a partire dalla realtà, considerando l’enigmatica attitudine del genere umano di esprimere se stesso attraverso la proiezioni di immagini piuttosto che relazionandosi con la realtà circostante. Nella project room vengono confrontate due opere installate nello spazio, e una selezione di film e video d’artista, creando un percorso graduale come metafora della percezione visiva tra la realtà oggettuale e le diverse maniere di proiettarla ed interpretarla. Ne Il museo del sig. M. ( 2008, in progress), Donato Piccolo interroga il concetto di ritratto nella sua doppia manifestazione di immagine della persona e di oggetti che ne rappresentano le attitudini. Everyday sight/Tribute to Aldous Huxley (2003-2004) di Norma Jeane riflette sul rappoto di conoscenza della realtà, chiamando in causa la patecipazione attiva dello sguardo nel processo di sensazione, selezione e percezione nell’apprendimento del reale.

La selezione di video e film si concentra su due differenti usi del mezzo cinematografico, mentre i lavori di Adriano Abbado, Andrea Flamini, Marco Papa, Supersober, prendono in esame un cinema illusorio o fantasmagorico, quelli di Guy Ben-Ner, Philippe Fernandez, Maria Domenica Rapicavoli, Alice Schivardi  considerano il cinema come strumento per apportare una coscienza critica su specifiche problematiche, con una predisposizione all’ironia.

Tra i video selezionati viene presentato per la prima volta in Italia  Stealing Beauty dell’artista israeliano Guy Ben-Ner, attivo a livello internazionale e rappresentato dalla Postmaster gallery di New York. La ricerca di Ben-Ner è incentrata sulla creazione di anti-film, in cui il rapporto ludico con il cinema legato ad una dimensione fantastica ed evasiva si riversa nella realtà quotidiana e familiare, e diventa uno strumento di indagine, tra serietà e gioco. Nel video qui presentato, Guy Ben-Ner sviluppa il paradosso della contemporaneità che vede la sovrapposizione tra la dimensione privata e pubblica qui rappresentato attraverso i grandi magazzini IKEA. 


Via G. G. Belli  21 – 23 – 25 – 27      00193  Roma

Tel & Fax:  +39 [0] 6 47824613

E-mail:  matteo_boetti@fastwebnet.it          www.arteautoricambi.it

 

 

Electronic Art Cafè presenta

Aperitivo d'Arte 

evento speciale  

Matthew Barney

“Drawing Restraint 9”

“De Lama Lamina”

 

 

in collaborazione con Complus Events  

giovedì 6 Marzo 2008

 dalle 20.00 alle 24.00

presso wine bar Camponeschi

(Piazza Farnese)  

Proiezioni 2 film Matthew Barney dal 29 febbraio al 30 Marzo 08 ,

Filmstudio, Via degli Orti d'Alibert 1/c, Roma (Trastevere)

www.complusevents.com / info@complusevents.com / 333 7358983 / 331 215677

 

Il cinema di
MATTHEW BARNEY

Un’artista che va oltre ogni definizione

Il Filmstudio e l’associazione Complus Events presentano gli ultimi due film dell’artista visivo americano Matthew Barney . I Film DRAWING RESTRAINT 9 e DE LAMA LAMINA, proposti sempre come eventi esclusivi, saranno programmati, al Filmstudio, nei seguenti 4 weekend:

Primo weekend: Venerdì 29 febbraio, Sabato 1 e Domenica 2 marzo
Secondo weekend: Venerdì 7, Sabato 8 e Domenica 9 marzo
Terzo weekend: Venerdì 14, Sabato 15 e Domenica 16 marzo
Quarto weekend: Venerdì 28, Sabato 29 e Domenica 30 marzo

Quest’evento, in particolare per lo spettatore colto ed informato, potrebbe essere un modo originale di andare oltre le attuali categorie della comunicazione, oramai limitanti e limitate.

L’AUTORE
Grande artista visivo americano, Matthew Barney ha iniziato come film-maker e scultore ed è l’unico cineasta in grado di mettere insieme in modo molto naturale Hollywood e l’Avanguardia, un risultato che nemmeno Andy Warhol riuscì ad ottenere. Nato a San Francisco nel 1967, vive a New York con la moglie, la cantante islandese Björk. La sua opera, onirica e barocca, è il trionfo di un artista che va oltre ogni definizione. Alcuni critici sostengono che scrivere di Barney è impresa non da poco, vista la complessità delle opere prodotte da questo quarantenne californiano, considerato uno dei riferimenti obbligatori per capire l’arte del 2000. Lo si può accettare o non accettare, ma chi lo accetta ne rimane stregato.

I FILM IN PROGRAMMA 

DRAWING RESTRAINT 9 (2005), 35mm, 135min.
Scritto e diretto da Matthew Barney, prodotto da B. Gladstone e M. Barney, USA, JAPAN
Direttore della fotografia: Peter Strietmann 
musica di Björk, con Matthew Barney, Björk, Sosui Oshima.
Al largo della baia di Nagasaki su una baleniera giapponese viene celebrato un matrimonio di tradizione scintoista tra l’artista americano Matthew Barney e la musicista/attrice islandese Björk, sua consorte da qualche anno. Una immensa scultura in vasellina liquida, nelle sue trasformazioni, funge da raccordo con la vicenda dei due protagonisti.
Una teatralità onnipresente, i nuclei tematici elaborati nelle differenti sequenze, la sofisticata scenografia, l’assenza dei dialoghi, la musica composta ed eseguita da Björk conferiscono al film lo stato di opera totale. Tutto ciò che racchiude Drawing Restraint 9 è stato meticolosamente strutturato e disciplinato dal genio creativo di Barney.


DE LAMA LAMINA (2004), 35mm, 56min.
di Matthew Barney, prodotto da Barbara Gladstone e Matthew Barney, USA, Brazil
con Arto Lindsay. 
Il film/documentario, …. è stato girato durante le celebrazioni del Carnevale di Salvador de Bahia ed esplora le viscere della mitologia afrobrasiliana. Focalizzato su un immenso carro per disboscare le foreste che avanza tra un corteo in balìa di personaggi emblematici, il lavoro, che fa perno sulle divinità della religione politeistica Candomble, pone l’accento sulla deforestazione sotto forma di allegoria. Sull’albero sradicato in cima al carro si arrampica una donna: è un omaggio alla ecoattivista Julia Butterfly Hill, che ha vissuto per due anni sulle sequoie californiane che gli americani chiamano “Redwood”, per preservarle, ed allo stesso tempo simbolo di Ossaim, signore della foresta e protettore delle piante. Ai piedi del tronco, un uomo infangato, ricoperto di bulbi e radici, giace tra le ruote masturbandosi contro l’alberomotore del carro e lubrificandolo: è la personificazione di Ogun, dio della guerra, che con una lama di ferro si fece strada tra gli alberi della foresta per raggiungere la civiltà… (Irina Zucca Alessandrelli)

CALENDARIO DELLE PROIEZIONI
Roma, Filmstudio 2 | 29 febbraio – 30 marzo 2008


29 febbraio, 1 e 2 marzo

venerdì 29 febbraio
16.15 - DRAWING RESTRAINT 9
18.45 - DE LAMA LAMINA
20.00 - DRAWING RESTRAINT 9
22.15 - DE LAMA LAMINA
Sabato 1
16.15 - DRAWING RESTRAINT 9
18.45 - DE LAMA LAMINA
20.00 - DRAWING RESTRAINT 9
22.15 - DE LAMA LAMINA
Domenica 2
16.15 - DRAWING RESTRAINT 9
18.45 - DE LAMA LAMINA
20.00 - DRAWING RESTRAINT 9
22.15 - DE LAMA LAMINA

Venerdì 7, Sabato 8 e Domenica 9 marzo

venerdì 7
16.15 - DE LAMA LAMINA 
17.30 - DRAWING RESTRAINT 9 
20.00 - DE LAMA LAMINA
21.15 - DRAWING RESTRAINT 9
Sabato 8
16.15 - DE LAMA LAMINA 
17.30 - DRAWING RESTRAINT 9 
20.00 - DE LAMA LAMINA
21.15 - DRAWING RESTRAINT 9
Domenica 9
16.15 - DE LAMA LAMINA 
17.30 - DRAWING RESTRAINT 9 
20.00 - DE LAMA LAMINA
21.15 - DRAWING RESTRAINT 9



Venerdì 14, Sabato 15 e Domenica 16 marzo

venerdì 14
16.15 - DRAWING RESTRAINT 9
18.45 - DE LAMA LAMINA
20.00 - DRAWING RESTRAINT 9
22.15 - DE LAMA LAMINA
Sabato 15
16.15 - DRAWING RESTRAINT 9
18.45 - DE LAMA LAMINA
20.00 - DRAWING RESTRAINT 9
22.15 - DE LAMA LAMINA
Domenica 16
16.15 - DRAWING RESTRAINT 9
18.45 - DE LAMA LAMINA
20.00 - DRAWING RESTRAINT 9
22.15 - DE LAMA LAMINA 

Venerdì 28, Sabato 29 e Domenica 30 marzo

Venerdì 28
16.15 - DE LAMA LAMINA 
17.30 - DRAWING RESTRAINT 9 
20.00 - DE LAMA LAMINA
21.15 - DRAWING RESTRAINT 9
Sabato 29
16.15 - DE LAMA LAMINA 
17.30 - DRAWING RESTRAINT 9 
20.00 - DE LAMA LAMINA
21.15 - DRAWING RESTRAINT 9
Domenica 30
16.15 - DE LAMA LAMINA 
17.30 - DRAWING RESTRAINT 9
20.00 - DE LAMA LAMINA
21.15 - DRAWING RESTRAINT 9



Cinema
FILMSTUDIO
Via degli Orti d’Alibert 1/c 
(Via della Lungara – Trastevere)
Tel. 06 45439775 (dalle ore 16,00)

Ingresso €. 7,00 / ridotto €. 5,00 / 2 ingressi €. 10,00

www.filmstudioroma.com
info@filmstudioroma.com

www.complusevents.com
info@complusevents.com
333 7358983 / 331 2156776
con il Patrocinio di:
Municipio VI
Assessorato alla Cultura
Comune di Roma
SEX IS A PAIN IN THE ASS
a cura di Piero Pala
venerdì 30 Nov – sabato 1 Dicembre 2007
CINEMA AVORIO, Roma
Via Macerata, 12 (Pigneto)

SEX IS A PAIN IN THE ASS è un progetto multidisciplinare che consiste;
- in un ciclo di proiezioni cinematografiche, dedicate ad alcuni artisti
contemporanei (Matthew Barney, Jack Smith, Joseph Beuys) e ad esponenti
illustri della cosiddetta body-art, (Azionismo Viennese, Chris Burden)
- in una serie di performance (SKOIDLAB, FREAKS BLOODY TRICKS)
- in una mostra con opere di F&D Cartier, Massimo Drago, Giacinto
Occhionero, Donato Piccolo, Antonio Salieri, Alice Schivardi.
Sabato 1 dicembre al termine del programma CORPO E MENTE IN MOTUS (proiezioni
+ performance) seguirà un party con selezioni musicali di THE SUBWAY BOX e
selezioni visive dall’archivio COMPLUS EVENTS e dal Web.
Il cinema d’artista qui proposto comprenderà una retrospettiva sull’artista americano
Matthew Barney (con l’anteprima italiana del suo primo video Scabaction,1988, e
dell’ultima produzione filmica Drawing Restraint 13)
il documentario realizzato da Mary Jordan Jack Smith and the Destruction of
Atlantis sulla vita del pioniere della performance e del cinema underground, ed una
selezione di opere video dell’Azionismo Viennese, Chris Burden, e su Joseph Beuys
realizzate dal cineasta Mario Franco.
Il titolo del progetto si riferisce oltre alla sua accezione sessuale ad un diffuso modo di
dire nelle società anglosassoni ed in particolare in quella americana nel reagire a
differenti turbamenti.
MATTHEW BARNEY a retrospective (1988-2007)
JACK SMITH and the Destruction of Atlantis
by Mary Jordan
CORPO E MENTE IN MOTUS:
Performance video by
WIENER AKTIONISMUS
JOSEPH BEUYS, CHRIS BURDEN
Performance by
SKOIDLAB “FINCHÈ MORTE NON CI SEPARI"
vs
FREAKS BLOODY TRICKS "IN BLOOD WE TRUST"
Artworks by
F&D Cartier
Massimo Drago
Giacinto Occhionero
Donato Piccolo
Antonio Salieri
Alice Schivardi
COMPLUS EVENTS PARTY
selezioni musicali THE SUBWAY BOX
selezioni visive dall’archivio COMPLUS EVENTS e dal Web
(ingresso solo con abbonamento nominativo)
MATTHEW BARNEY
SCABACTION, USA, 1988, video, 8 min.
THE CREMASTER CYCLE
CREMASTER 4 CREMASTER 1 CREMASTER 5
C4-Loughton Can blue-yell C1- Orchidella.AMB109P C5-Ursula QueenChain
Matthew Barney CREMASTER 4, Matthew Barney CREMASTER 1, Matthew Barney CREMASTER 5,
1994 production still photo: 1995 production still photo: 1997 production still photo:
Michael James O'Brien (c)1994 Michael James O'Brien (c)1995 Larry Lamé (c)1997
CREMASTER 2
Matthew Barney CREMASTER 2, 1999 photo by Peter Strietmann | © Matthew Barney
CREMASTER 3
(musica di Jonathan Bepler e Agnostic Front, Murphys Law, 182min)
stills from CREMASTER 3, Aimee Mullins and Richard Serra by Chris Winget
Matthew Barney Courtesy Gladstone Gallery
DE LAMA LAMINA
(musica di Arto Linsday, 56min.)
DRAWING RESTRAINT 9
(musica di Björk, 135min.)
DRAWING RESTRAINT 13, (2006) video, b/n, 28min.
photo: Chris Winget
MARY JORDAN
JACK SMITH AND THE DESTRUCTION OF ATLANTIS, USA, DigiBeta, 96min.
*Awarded at the Tribeca Film Festival*
Executive produced by artist Richard Prince
(GUGGENHEIM MUSEUM, BARBARA GLADSTONE GALLERY)
Jack Smith, (unidentified man), Harry Smith, Panna Grady, William S. Burroughs, Andy Warhol; 1964-65
“the only person I would ever copy” Andy Warhol
“I genuflect before Jack Smith, the only true underground filmmaker”
John Waters
“the godfather of performance art” Laurie Anderson
“the genius of his four-hour slide showwas a major inspiration for my
life’s work” Nan Goldin
“He was uncompromising. He had everything” Robert Wilson“
Half the rock videos you see look like a Jack Smith.” Mike Kelley
CORPO E MENTE IN MOTUS:
GÜNTER BRUS
ZERREISSPROBE, 1970, 16mm, colore, sonoro, 16min
CHRIS BURDEN
SHOOT, 1971, video, b/n, sonoro, 4min.
MARIO FRANCO
LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI, 1971, 16mm, colour, music by John Cage, 8min.
JOSEPH BEUYS, PALAZZO REGALE, 1985, Video, colour, 10min.
AMICHAEL BIELICKY / RICARDO PEREDO
DIE FETTECKE, 1986/87, 16mm, 40min.
With Joseph Beuys, Nam June Paik.
SKOIDLAB FREAK BLOODY TRICKS
PROIEZIONI CINEMATOGRAFICHE
RETROSPETTIVA MATTHEW BARNEY
SCABACTION (1988) video, 8min.
L'immagine principale è quella di Barney sottoposto -in primo piano prolungato- alla chirurgia
praticata dallo stesso artista con il rasoio e le pinze.
CREMASTER 4 (1994), 35mm, 42min.
Scritto e diretto da Matthew Barney
Prodotto da prodotto da Artangel, James Lingwood e Matthew Barney USA, FRA, UK
Director della fotografia: Peter Strietmann
Musica composta da Jonathan Bepler
con Matthew Barney, Christa Bauch, Colette Guimond, Sharon Marvel, Dave Molyneux, Graham
Molyneux, Steve Sinnot, Karl Sinnot
Rispecchiando in maniera più diretta il modello biologico del progetto, questo episodio descrive
il progressivo adempimento della differenziazione del sistema. Il film è ambientato sull’Isola di
Man, dipinta sia nei suoi tratti folkloristici sia nella sua veste pi_ recente di località di
svolgimento della corsa motociclistica Tourist Trophy. L’evidenziazione di questo duplice
aspetto rende possibile la coesistenza di leggenda e modernità, mito e macchina, che prendono
entrambi parte al racconto della storia. La narrazione, il cui motivo dominante è la messa alla
prova della forza di volontà, ruota attorno a tre categorie di personaggi principali: il Candidato
Loughton (interpretato da Barney)–un satiro con due protuberanze sulla testa che
successivamente si svilupperanno in corna, la cui struttura, formata da due archi ascendenti e
due discendenti, rappresenta lo stato di equilibrio tra indifferenziazione e differenziazione – e
due squadre di sidecar, gli Ascending Hacks e i Descending Hacks, che simboleggiano i due
estremi della massima potenzialità originaria, precedente al processo embrionale di divisione, e
della massima specializzazione raggiunta nella fase finale di formazione del feto.
CREMASTER 1 (1995), 35mm, 40min.
scritto e diretto da Matthew Barney
prodotto da Barbara Gladstone e Matthew Barney, USA
con Gemma Bourdon Smith, Kathleen Crepeau, Marti Domination, Nina Kotov, Jessica
Sherwood
Ambientato in uno stadio (il Bronco Stadium di Boise, Idaho, la città natale di Barney) su cui
sorvolano due dirigibili Goodyear, Cremaster 1 è costruito come una rivista musicale che
rappresenta la fase di indifferenziazione sessuale – il momento di massima apertura della vita
umana. Quattro hostess occupano la cabina di ciascun aerostato, in ognuna delle quali Ë
collocata una tavolata coperta da una tovaglia bianca su cui sono disposti dei grappoli d’uva. Al
di sotto di questi tavoli, e occupando contemporaneamente entrambi i dirigibili, si trova
Goodyear, che coglie acini d’uva e li usa per formare diagrammi. Nello stadio sottostante, un
corpo di ballo esegue coreografie i cui passi e sequenze sono basati sulle forme da lei
composte. Le ballerine si muovono in formazioni che tracciano i contorni di cellule e organi
riproduttivi, delineando la struttura di gonadi ancora indifferenziate, simbolo di uno stadio di
piena potenzialità.
CREMASTER 5 (1997), 35mm, 54min.
scritto e diretto da Matthew Barney
prodotto da Barbara Gladstone e Matthew Barney, USA
con Ursula Andress, M. Barney, A. Chiang, M.C. Chiu, Y. Kuroiwa, Joanne e Susan Rha
L’episodio finale rappresenta il raggiungimento dell’ultima fase del processo di differenziazione.
Le metafore biologiche dei film precedenti si trasformano qui in allegorie di stati emozionali, dal
desiderio alla disperazione, e diventano gli ingredienti di una storia d’amore dall’esito tragico,
ambientata in una romantica e quasi onirica Budapest di fine Ottocento, i cui eventi sono
enfatizzati dalle arie d’opera eseguite da un’orchestra. I personaggi principali, la Regina delle
Catene (Ursula Andress) e la triplice figura di Diva, Mago e Gigante (Barney) portano
collettivamente a compimento l’obiettivo dell’intero ciclo, sebbene il simbolismo del finale
suggerisca il differimento di qualsiasi conclusione definitiva, aprendo così molteplici possibilità
di lettura.
CREMASTER 2 (1999), 35mm, 79min.
scritto e diretto da Matthew Barney, prodotto da Barbara Gladstone e M. Barney, USA
con Matthew Barney, Scott Ewalt, Patty Griffin, Norman Mailer, Lauren Pine
Realizzato come un western con una vena gotica, questo secondo episodio introduce l’elemento
del conflitto nel sistema delineato dal film precedente. Questa fase corrisponde all’inizio del
processo di differenziazione sessuale ed è presentata come una lotta di resistenza alla
specializzazione in difesa dell’equilibrio originario. Tale impulso regressivo Ë reso attraverso un
sistema narrativo circolare che ruota attorno a tre temi principali: il paesaggio, Gary Gilmore –
personaggio della cronaca nera americana – e la vita delle api. Ruolo del paesaggio Ë di essere
testimone della storia principale, quella di Gilmore (interpretato da Barney), criminale
psicopatico autore del feroce omicidio di un benzinaio, per cui fu condannato a morte e
giustiziato nel 1977, dopo aver ripetutamente rifiutato di avvalersi del diritto di appello.
Rappresentata come una scelta attraverso cui sfuggire al proprio destino, la morte di Gilmore
ha la sua controparte allegorica nelle api, il cui sviluppo dipende da processi metamorfici, a
simboleggiare che la trasformazione è una componente indispensabile per il raggiungimento di
una condizione di libertà.
CREMASTER 3, (2002), 35mm, 182min.
Scritto e diretto da Matthew Barney, prodotto da Barbara Gladstone e M. Barney, USA
Direttore della fotografia: Peter Strietmann
Musica composta da Jonathan Bepler e Agnostic Front, Murphys Law,
con Matthew Barney, Richard Serra, Paul Brady, Terry Gillespie, Aimee Mullins,
L’ultimo episodio del Cremaster Cycle è ambientato a New York e narra la costruzione
del Chrysler Building, il quale è in se stesso un elemento – ospitatane, al cui interno
agiscono forze antagonistiche per accedere al processo di (spirituale) trascendenza.
Queste situazioni trovano forma nella lotta tra Hiram Abiff o l’architetto (interpretato da
Richard Serra), e l’Apprendista Massone (interpretato da Barney), che stanno entrambi
lavorando nell’edificio. Essi riattuano il mito Massonico di Hiram, colui che progettò il
Tempio Salomone, e che possedeva la conoscenza dei misteri dell’universo.
L’assassinio e la resurrezione di Abiff sono riattuate durante i riti di iniziazione
Massonica nel culmine di un processo in tre parti attraverso il quale un candidato passa
dal primo livello di Apprendista Massone al terzo di Maestro Massone.
DE LAMA LAMINA (2004), 35mm, 56min.
di Matthew Barney, prodotto da Barbara Gladstone e Matthew Barney, USA, Brazil
con Arto Lindsay.
Il film/documentario, …. è stato girato durante le celebrazioni del Carnevale di Salvador de
Bahia ed esplora le viscere della mitologia afro-brasiliana. Focalizzato su un immenso carro per
disboscare le foreste che avanza tra un corteo in balia di personaggi emblematici, il lavoro, che
fa perno sulle divinità della religione politeistica Candomble, pone l’accento sulla deforestazione
sotto forma di allegoria. Sull’albero sradicato in cima al carro si arrampica una donna: è un
omaggio alla ecoattivista Julia Butterfly Hill, che ha vissuto per due anni sulle sequoie
californiane che gli americani chiamano “Redwood”, per preservarle, ed allo stesso tempo
simbolo di Ossaim, signore della foresta e protettore delle piante. Ai piedi del tronco, un uomo
infangato, ricoperto di bulbi e radici, giace tra le ruote masturbandosi contro l’alberomotore del
carro e lubrificandolo: è la personificazione di Ogun, dio della guerra, che con una lama di ferro
si fece strada tra gli alberi della foresta per raggiungere la civiltà…. (Irina Zucca Alessandrelli)
DRAWING RESTRAINT 9 (2005), 35mm, 135min.
Scritto e diretto da Matthew Barney, prodotto da B. Gladstone e M. Barney, USA, JAP
Direttore della fotografia: Peter Strietmann
musica di Björk, con Matthew Barney, Björk, Sosui Oshima.
Al largo della baia di Nagasaki su una baleniera giapponese viene celebrato un matrimonio di
tradizione scintoista tra l’artista americano Matthew Barney e la musicista/attrice islandese
Björk, sua consorte da qualche anno. Una immensa scultura in vaselina liquida, nelle sue
trasformazioni, funge da raccordo con la vicenda dei due protagonisti.
Una teatralità onnipresente, i nuclei tematici elaborati nelle differenti sequenze, la sofisticata
scenografia, l’assenza dei dialoghi, la musica composta ed eseguita da Björk conferiscono al
film lo statuto di opera totale. Tutto ciò che racchiude Drawing Restraint 9 è stato
meticolosamente strutturato e disciplinato dal genio creativo di Barney.
DRAWING RESTRAINT 13 (2006) video, b/n, 28min.
Questo ennesimo capitolo del progetto Drawing Restraint prende spunto della performance,
eseguita da Barney alla Gladstone Gallery di N.Y., durante l’inaugurazione della mostra The
Occidental Guest (2006). Il film si riferisce a due significativi avvenimenti storici della Seconda
Guerra Mondiale ed evidenzia il continuo interesse dell’artista americano nei drammatici
incontri tra gli Occidentali e il Giappone. Questo lavoro concepito sullo sciagurato approdo del
Generale Douglas MacArthur nella spiaggia delle Filippine (un evento che creò la leggenda di
MacArthur che reclamò il territorio per gli Stati Uniti d’America come risarcimento allo scippo
subito dal Giappone), vede Barney vestito come Generale MacArthur che si muove su una
scultura a forma di cuneo di vaselina che prende il nome di Drawing Restraint 13.MARY JORDAN
JACK SMITH AND THE DESTRUCTION OF ATLANTIS, USA, DigiBeta, 96min.
Musica: vintage exotica from Jack Smith’s own record collection, John Zorn, Thurston Moore,
Destroy All Monsters, The Velvet Undergound…..
Jack Smith (1932-1989) Artista multimediale, performer, fotografo, cineasta d'avanguardia,
costume designer è stato uno dei protagonisti assoluti della scena newyorkese underground
dagli anni Sessanta, proponendo un'estetica solo in apparenza frivola, segnata dalle più radicali
esperienze della danza moderna, delle arti visive, del cinema esotico, dei B-movies e della
critica sociale antagonista. Smith oltrepassò il manierismo metaforico e allegorico della
rappresentazione della sessualità degli omosessuali anticipando la nascita del cosiddetto
cinema queer. Il suo controverso film Flaming Creatures ebbe un grande influenza su Fellini,
Godard e Jarmusch.CORPO E MENTE IN MOTUS
GÜNTER BRUS
ZERREISSPROBE (Endurance Test), 1970, 16mm, colore, sonoro, 16min.
L’ultima Aktion di Burs consiste in azioni fisiche radicali attraverso autolesionismo. Le sue
azioni si svilupparono nell’arco di sei anni e dopo questa Brus capì che spingersi oltre
significava la sua morte.
CHRIS BURDEN
SHOOT, 1971, video, b/n, sonoro, 4min.
Shoot è considerata una delle performance più spettacolari degli anni settanta, che spinse i
giornalisti a chiedersi, "sopravvivrà ai 30 anni?" Tali osservazioni hanno trasformato Burden in
un mito vivente ma hanno anche delineato la polemica che ha sempre circondato il suo lavoro.
Questa polemica è stata alimentata dalle fantasie e dai timori innescati dalle ferite subite e
dalla fucilazione. (Peter Noever)
MARIO FRANCO
JOSEPH BEUYS, LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI, 1971, 16mm, b/n, 8min.
Il film fu realizzato a partire da una performance/conferenza dell’artista tedesco Joseph Beuys
a Napoli nel 1971. “Quando parlo di ‘rivoluzione’ intendo ‘trasformazione’, la trasformazione
delle vite di ognuno. Ogni cosa che ho fatto è correlata al disastro, che è presente è domina il
Sud e la vita delle persone del Sud, nelle condizioni sociali e politiche …L’idea nuova è che ogni
Uomo è un Artista, l’artefice del suo lavoro.” (Joseph Beuys)
JOSEPH BEUYS, PALAZZO REGALE, 1985, Video, colour, 10min.
Documentazione video realizzata in occasione dell’installazione di Beuys, Palazzo Regale,
Napoli, Museo di Capodimonte, il progetto fu allestito un mese prima della sua morte.
Ogni Uomo è un re …la dignità dell’uomo consiste nella sua sovranità …in una vera democrazia
il sovrano non è lo stato ne un partito polito o un qualsiasi dittatore ma sono gli uomini I
sovrani …un arte per cui riferita alla dignità e alla sovranità.
AMICHAEL BIELICKY / RICARDO PEREDO
DIE FETTECKE, 1986/87, 16mm, 40min.
Questo lavoro artistico, documentario e video scultura, riguarda la distruzione dell’installazione
Fat Wedge di Joseph Beuys nel suo studio all’Accademia di Belle Arti di Dusseldorf / Germania.
Una video scultura con J.Beuys, K.König, N.J.Paik, H.Naegeli, K.Staeck, J.Cladders….
PERFORMANCES
SKOIDLAB
Le produzioni di Skoidlab si concretizzano in rappresentazioni teatrali, installazioni viventi, integrazioni
audio-visive, tutte basate sul superamento del dolore corporeo, come mezzo per accedere ad una
dimensione metafisica in cui ci si distacca dalla propria conformazione psicofisica quotidiana per una
ricerca e riconoscimento della propria natura. Il superamento del dolore fisico, volontariamente inflitto a
sé stessi, sulla propria pelle, nella propria carne, permette di assumere un controllo più raffinato delle
proprie reazioni, e più profondo del proprio corpo. Contemporaneamente, nonostante il maggiore
controllo, si verifica anche una perdita della coscienza senziente, un’anestesia naturale ed indotta, un
distacco dal proprio corpo, che diventa così mezzo d’espressione ed obbiettivo di trasformazione
artistica, pennello e tela nello stesso momento. Distacco, distruzione, rielaborazione e rinascita, sono le
fasi che caratterizzano ogni performance Skoid. Un arricchimento attraverso la perdita. Un riordinamento
del caos. SKOIDLAB: Luigi Forte, Francesco Fragapane, Ngur, Francesca Paolucci ed Emilio Rizzini.
“FINCHÈ MORTE NON CI SEPARI" durata 35 min.
"Dona vita ed energia vitale, spinge a nascere. Io informe/deforme divento neonato, animale ed infine
uomo."
FREAKS BLOODY TRICKS
FBT è un collettivo performativo formato da Kola Alessandro a Roma nel 2003. Da subito incentra il
proprio lavoro nell’ambito della body-art, utilizzando un’ iconografia estrema basata sul dolore, sul
sangue, sulla violenza e sul martirio, cercando di colpire i simboli inconsci dell’immaginario comune
legati al dolore al sesso e alla morte. Sospensioni corporee, ganci che attraversano la carne dove i corpi
vengono liberati dalla gravità in un tentativo continuo di superare una fisicità ormai resa sterile.
"IN BLOOD WE TRUST" durata 30 min.
La performance sarà strutturata da videoproiezioni, commento dialettico all' interazione di corpi nella
performazione del dolore e del martirio,indagando le implicazioni psicologiche di un dolore
coscientemente autoimposto.
Programma:
venerdi 30 Novembre CINEMA AVORIO
15.30 Matthew Barney: CREMASTER 4
16.30 Matthew Barney: CREMASTER 1
17.30 Matthew Barney: CREMASTER 5
18.45 Matthew Barney: DE LAMA LAMINA+ SCABACTION+DR 13
21.00 Mary Jordan: JACK SMITH and the DESTRUCTION OF ATLANTIS
23.00 CORPO E MENTE IN MOTUS:
Performance video by
Günter Brus, Joseph Beuys, Chris Burden
Performance by
SKOIDLAB vs FREAKS BLOODY TRICKS
01.30-04.00 Party Complus Events
selezioni musicali THE SUBWAY BOX
selezioni visive dall’archivio COMPLUS EVENTS e dal Web
sabato 1 Dicembre CINEMA AVORIO
15.00 Matthew Barney: CREMASTER 2
16.30 Mary Jordan: JACK SMITH and the DESTRUCTION OF ATLANTIS
18.15 Matthew Barney: CREMASTER 3
20.30 Matthew Barney: Drawing Restraint 9
23.00 Matthew Barney: DE LAMA LAMINA+ SCABACTION+DR 13
01.00 Matthew Barney: Cremaster 4+Cremaster 1
INGRESS0 vietato ai minori di 18 anni
* INGRESS0 singola proiezione (7 Euro)
* INGRESS0 CORPO E MENTE IN MOTUS (10 Euro)
* ABBONAMENTO NOMINATIVO (9 INGRESSI: RETROSPETTIVA M. BARNEY
+ JACK SMITH DOC.+ CORPO E MENTE IN MOTUS)+ (Party) (40 Euro)
* TESSERA NOMINATIVA (5 INGRESSI proiezioni) (20 Euro)
E’ possibile acquistare l’abbonamento nominativo (9 INGRESSI+Party) entro il
20 novembre 2007 al costo speciale di (30 Euro)
INFO
web: www.complusevents.com - info@complusevents.com
Tel: 333 735 89 83 / 331 215 67 76


cs “Roses” mostra fotografica di f&d Cartier, 30/5-10/7, Istituto Svizzero di Roma, Sala Helvetica, ingresso da via Liguria 20

comunicato stampa relativo a Roses mostra fotografica di f&d Cartier, a cura di Domenico Lucchini e Piero Pala, 

ROSES di f&d Cartier
inaugurazione 30 maggio 


h. 18.00 conferenza stampa e presentazione del catalogo ROSES a cura di Martin Gasser, Silvie Henguely, Michael Stauffer, edito da Niggli AG 

h. 19.00 inaugurazione mostra fotografica alla presenza degli artisti e curatori


Cordialmente
Complus Events
www.complusevents.com

di Edo Bertoglio
All’nterno del foyer del CINEMA FARNESE 
LE FOTOGRAFIE di EDO BERTOGLIO, i volti della Downtown scene.
Edo Bertoglio, per anni fotografo della rivista Interview di Andy Warhol e di tante altre ancora, autore di videoclip e copertine di dischi dei gruppi emergenti, ha vissuto a New York per 14 anni, dal 76 al 90.

PROROGA PROIEZIONI
23-24 maggio 2007

CINEMA FARNESE, Piazza Campo De’ Fiori, 56, Roma, tel 066864395
Programmazione:
h. 18.15 FACE ADDICT
h. 20.15 FACE ADDICT
h. 22.15 FACE ADDICT
INGRESSO - 5 Euro 
Prenotazione obbligatoria 
web: www.complusevents.com - info@complusevents.com 
Tel: 333 735 89 83 / 331 215 67 76
Face Addict racconta la storia di un'esperienza unica e irripetibile, quella della comunità artistica della New York di fine anni 70 - inizio anni 80, conosciuta con il nome di "Downtown Scene". Da questa scena emersero personalità del calibro di Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Jim Jarmusch, Debbie Harry di Blondie, John Lurie, e molti altri. Edo Bertoglio con molti di loro condivise passioni ed esperienze e non ultima quella della droga, vissuta come estensione della percezione e non come pura evasione. In questo percorso alla riscoperta di New York 20 anni dopo - attraverso John Lurie, Debbie Harry e tanti altri dei protagonisti della scena musicale e delle arti visive, sulle tracce di un'epoca e di una comunità dispersa - Edo è accompagnato dall'amico Walter Steding, ex assistente di Andy Warhol, pittore e musicista della scena d'avant-garde. La musica del film è di John Lurie e di Franco Piersanti.
Alla fine degli anni ’70 a New York si andava creando una vera comunità di artisti, anni di passione intensa, di sperimentazione di nuovi linguaggi. Da quel gruppo sono emerse personalità come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Jim Jarmusch e fenomeni come la New Wave musicale che hanno avuto una diffusione mondiale. (Edo Bertoglio)
Lounge Lizard, 1980
Coney Island, 1980




Marketing e Comunicazione a cura della COMPLUS EVENTS
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FACE ADDICT
FILM E MOSTRA FOTOGRAFICA DI EDO BERTOGLIO

PROROGA PROIEZIONI
18-22 maggio 2007
CINEMA FARNESE, Piazza Campo De’ Fiori, 56, Roma, tel 066864395
Programmazione:
h. 16.00 FACE ADDICT
h. 18.15 FACE ADDICT
h. 20.15 FACE ADDICT
h. 22.15 FACE ADDICT
INGRESSO - 5 Euro 
Prenotazione obbligatoria 
web: www.complusevents.com - info@complusevents.com 
Tel: 333 735 89 83 / 331 215 67 76
Face Addict racconta la storia di un'esperienza unica e irripetibile, quella della comunità artistica della New York di fine anni 70 - inizio anni 80, conosciuta con il nome di "Downtown Scene". Da questa scena emersero personalità del calibro di Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Jim Jarmusch, Debbie Harry di Blondie, John Lurie, e molti altri. Edo Bertoglio con molti di loro condivise passioni ed esperienze e non ultima quella della droga, vissuta come estensione della percezione e non come pura evasione. In questo percorso alla riscoperta di New York 20 anni dopo - attraverso John Lurie, Debbie Harry e tanti altri dei protagonisti della scena musicale e delle arti visive, sulle tracce di un'epoca e di una comunità dispersa - Edo è accompagnato dall'amico Walter Steding, ex assistente di Andy Warhol, pittore e musicista della scena d'avant-garde. La musica del film è di John Lurie e di Franco Piersanti.
Alla fine degli anni ’70 a New York si andava creando una vera comunità di artisti, anni di passione intensa, di sperimentazione di nuovi linguaggi. Da quel gruppo sono emerse personalità come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Jim Jarmusch e fenomeni come la New Wave musicale che hanno avuto una diffusione mondiale. (Edo Bertoglio)
Lounge Lizard, 1980
Coney Island, 1980
Marketing e Comunicazione a cura della COMPLUS EVENTS
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(ITA/CH, 2005, 35mm, col. + b/n, musica di John Lurie e Franco Piersanti, 102 min)
di Edo Bertoglio
All’nterno del foyer del CINEMA FARNESE 
LE FOTOGRAFIE di EDO BERTOGLIO, i volti della Downtown scene.
Edo Bertoglio, per anni fotografo della rivista Interview di Andy Warhol e di tante altre ancora, autore di videoclip e copertine di dischi dei gruppi emergenti, ha vissuto a New York per 14 anni, dal 76 al 90.
11-17 maggio 2007
CINEMA FARNESE, Piazza Campo De’ Fiori, 56, Roma, tel 066864395
Programmazione:
h. 16.00 FACE ADDICT
h. 18.00 FACE ADDICT
h. 20.00 FACE ADDICT
h. 22.00 FACE ADDICT

INGRESSO - 5 Euro 
Prenotazione obbligatoria 
web: www.complusevents.com - info@complusevents.com 
Tel: 333 735 89 83 / 331 215 67 76

Face Addict racconta la storia di un'esperienza unica e irripetibile, quella della comunità artistica della New York di fine anni 70 - inizio anni 80, conosciuta con il nome di "Downtown Scene". Da questa scena emersero personalità del calibro di Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Jim Jarmusch, Debbie Harry di Blondie, John Lurie, e molti altri. Edo Bertoglio con molti di loro condivise passioni ed esperienze e non ultima quella della droga, vissuta come estensione della percezione e non come pura evasione. In questo percorso alla riscoperta di New York 20 anni dopo - attraverso John Lurie, Debbie Harry e tanti altri dei protagonisti della scena musicale e delle arti visive, sulle tracce di un'epoca e di una comunità dispersa - Edo è accompagnato dall'amico Walter Steding, ex assistente di Andy Warhol, pittore e musicista della scena d'avant-garde. La musica del film è di John Lurie e di Franco Piersanti.

Alla fine degli anni ’70 a New York si andava creando una vera comunità di artisti, anni di passione intensa, di sperimentazione di nuovi linguaggi. Da quel gruppo sono emerse personalità come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Jim Jarmusch e fenomeni come la New Wave musicale che hanno avuto una diffusione mondiale. (Edo Bertoglio)
Lounge Lizard, 1980
Coney Island, 1980

Presentano  FACE ADDICT
FILM E MOSTRA FOTOGRAFICA DI EDO BERTOGLIO
(ITA/CH, 2005, 35mm, col. + b/n, musica di John Lurie e Franco Piersanti, 102 min)

di Edo Bertoglio
All’nterno del foyer del CINEMA FARNESE 
LE FOTOGRAFIE di EDO BERTOGLIO, i volti della Downtown scene.
Edo Bertoglio, per anni fotografo della rivista Interview di Andy Warhol e di tante altre ancora, autore di videoclip e copertine di dischi dei gruppi emergenti, ha vissuto a New York per 14 anni, dal 76 al 90.

11-17 maggio 2007
CINEMA FARNESE, Piazza Campo De’ Fiori, 56, Roma, tel 066864395

Programmazione:

h. 16.00 FACE ADDICT
h. 18.00 FACE ADDICT
h. 20.00 FACE ADDICT
h. 22.00 FACE ADDICT

INGRESSO - 5 Euro 
Prenotazione obbligatoria 
web: www.complusevents.com - info@complusevents.com 
Tel: 333 735 89 83 / 331 215 67 76

Face Addict racconta la storia di un'esperienza unica e irripetibile, quella della comunità artistica della New York di fine anni 70 - inizio anni 80, conosciuta con il nome di "Downtown Scene". Da questa scena emersero personalità del calibro di Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Jim Jarmusch, Debbie Harry di Blondie, John Lurie, e molti altri. Edo Bertoglio con molti di loro condivise passioni ed esperienze e non ultima quella della droga, vissuta come estensione della percezione e non come pura evasione. In questo percorso alla riscoperta di New York 20 anni dopo - attraverso John Lurie, Debbie Harry e tanti altri dei protagonisti della scena musicale e delle arti visive, sulle tracce di un'epoca e di una comunità dispersa - Edo è accompagnato dall'amico Walter Steding, ex assistente di Andy Warhol, pittore e musicista della scena d'avant-garde. La musica del film è di John Lurie e di Franco Piersanti.

Alla fine degli anni ’70 a New York si andava creando una vera comunità di artisti, anni di passione intensa, di sperimentazione di nuovi linguaggi. Da quel gruppo sono emerse personalità come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Jim Jarmusch e fenomeni come la New Wave musicale che hanno avuto una diffusione mondiale. (Edo Bertoglio)
Lounge Lizard, 1980
Coney Island, 1980
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Retrospettiva Renato Berta
A cura dell’Istituto Svizzero di Roma
In collaborazione le Giornate del Cinema svizzero di Soletta


11 – 12 aprile 2007
Cinema Farnese, Piazza Campo dei Fiori 56, tel. 06 68 64 395, info@complusevents.com
13 – 14 aprile 2007
Cinema Trevi – Cineteca Nazionale, Vicolo del Puttarello 25, tel. 06 678 12 06, 06 72294301/389, salatrevi@csc-cinematografia.it


 

Comunicato Stampa
Retrospettiva Renato Berta
A cura dell’Istituto Svizzero di Roma e delle Giornate del cinema svizzero di Soletta
In collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e
Cinema Farnese

11 – 12 aprile 2007
Cinema Farnese
Piazza Campo dei Fiori 56
Roma
tel. 06 6864395, 333 7358983, 331 2156776
www.complusevents.com
13 – 14 aprile 2007
Cinema Trevi – Cineteca Nazionale
Vicolo del Puttarello 25
Roma
tel. 06 72294301/389
www.csc-cinematografia.it
La retrospettiva dedicata a Renato Berta pone al centro dell’attenzione il lavoro di un professionista
del cinema svizzero, rinomato internazionalmente, che ha contribuito in larga misura alla notorietà del
nuovo cinema svizzero degli anni sessanta.
La filmografia di Berta abbraccia più di cento opere; l’Istituto Svizzero di Roma in collaborazione con
le Giornate di Soletta, che è il forum per eccellenza del cinema svizzero e che ha prodotto l’iniziativa,
ne propone una selezione.
Il programma, che comprova il grande talento di Renato Berta ed è al contempo un’occasione unica
per fare la sua conoscenza, offre a tutti gli appassionati di cinema la possibilità rara di scoprire l’opera
di questo direttore della fotografia e di riscoprire film proiettati di rado nelle sale cinematografiche.
La realizzazione di un film è un lavoro di squadra. Eppure, invariabilmente, ci si dimentica spesso di
chi non sta davanti alla cinepresa o dirige il film. Il compito del cameraman è fondamentale, perché è
l’”occhio della regia”: trasforma in immagine quanto avviene davanti alla cinepresa ed è tenuto a
conformarlo alle dimensioni del grande schermo. Non deve poi mai trascurare le immagini già riprese.
Il lavoro del cameraman richiede una grande precisione; che si tratti della luce, della messa a fuoco o
dell’inquadratura, i dettagli e le nuance devono sempre combaciare. E’ proprio per il suo senso
spiccato dell’inquadratura e per il sottile impiego della luce che Renato Berta gode della stima di tanti
registi.
Per questa ragione, una delle due sedi della retrospettiva, con il ristrutturato e centralissimo cinema
Farnese, è stata individuata nel Cinema Trevi – Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di
Cinematografia, proprio dove Renato Berta si è formato nella metà degli anni Sessanta.
Il programma interpella soprattutto coloro che frequentano una scuola di cinema, perché permette di
trarre profitto dalle conoscenze e dalle esperienze di questo noto professionista, di addentrarsi nel suo
lavoro, di parlare del film stesso, dell’utilizzo della cinepresa, degli aspetti tecnici.
Il pubblico, oltre all’opportunità di vedere 15 film, selezionati personalmente da Renato Berta, avrà
anche la possibilità di incontrarlo (venerdì 13 aprile, ore 20, Cinema Trevi), di interrogarlo e di essere
informato sulle peculiarità del suo lavoro.
Filmografia
titolo regia anno durata genere
In punto di morte Mario Garriba 1971 60’ fiction
Heute nacht oder nie Daniel Schmid 1972 78' fiction
Der Tod des Flohzirkusdirektors Thomas Koerfer 1973 111' fiction
Le milieu du monde Alain Tanner 1974 115' fiction
Repérages Michel Soutter 1977 90' fiction
Les indiens sont encore loins Patricia Moraz 1977 95' fiction
Sauve qui peut (la vie) Jean-Luc Godard 1980 87' fiction
L'homme blessé Patrice Chéreau 1983 109' fiction
Au revoir les enfants Louis Malle 1987 104' fiction
Uranus Claude Berri 1990 100' fiction
Le film du cinéma suisse Renato Berta 1991 10' doc
Smoking / No Smoking Alain Resnais 1993 298' fiction
Viagem ao Principio do
mundo
Manoel de
Oliveira 1997 95’ fiction
Kadosh Amos Gitai 1999 110' fiction
Le promeneur du champ de Mars
Robert
Guédiguian 2005 116' fiction
CINEMA FARNESE
Mercoledì 11 aprile
Ora titolo regia
16.00 Heute nacht oder nie Daniel Schmid
18.00 Les indiens sont encore loins Patricia Moraz
20.00 Le promeneur du champ de Mars Robert Guédiguian
22.00 Kadosh Amos Gitai
Giovedì 12 aprile
Ora titolo Regia
16.00 Repérages Michel Soutter
18.00 Der Tod des Flohzirkusdirektors Thomas Koerfer
20.00 L'homme blessé Patrice Chéreau
22.00 Viagem ao Principio do mundo Manoel de Oliveira
CINEMA TREVI – CINETECA NAZIONALE
Venerdì 13 aprile
Ora titolo regia
16.00
In punto di morte/ Le film du
cinéma suisse
Mario Garriba / Renato
Berta
18.00 Au revoir les enfants Louis Malle
20.00
Dibattito : Adriano Aprà introduce
Renato Berta
22.00 Uranus Claude Berri
Sabato 14 aprile
Ora titolo Regia
16.00 Smoking Alain Resnais
18.30 No Smoking Alain Resnais
21.00 Sauve qui peut (la vie) Jean-Luc Godard
22.30 Le milieu du monde Alain Tanner
Biografia di Renato Berta
(ricavata da un’intervista concessa ai Cahiers du Cinéma, numero 560, settembre 2001)
Renato Berta è nato nel 1945 a Bellinzona. Da giovane, ancora apprendista meccanico, scopre
durante il Festival del film di Locarno il mondo del cinema. Percepisce che il cinema non è una sorta di
incantesimo scaturito dal grande schermo, ma che dietro vi è la mano dell’uomo. La possibilità di
avvicinare i cineasti e di poter parlare ed essere a stretto contatto con loro lo sprona a creare un
cineclub. Il cineasta brasiliano Glauber Rocha gli suggerisce di frequentare una scuola di cinema a
Roma (il Centro sperimentale di cinematografia, dal 1965 al 1967). In un clima studentesco
surriscaldato, di forte dissenso nei confronti dell’accademismo dell’insegnamento, gli studenti riescono
ad incontrare Visconti, Fellini e Pasolini.
Gli esordi di Renato Berta in qualità di direttore della fotografia (nei titoli di testa predilige il termine
“immagine”) sono strettamente connessi con i nomi di Alain Tanner, Daniel Schmid, Claude Goretta,
Michel Soutter e Francis Reusser, quindi con la grande avventura del nuovo cinema svizzero. Data di
quel periodo l’incontro con Jean-Marie Straub e Danièle Huillet: la loro collaborazione inizia con
“Othon” nel 1969 e continua invariabilmente fino a “Quei loro incontri”, il loro ultimo film, nel 2006.
Particolarmente stimato in Francia per il suo spiccato senso dell’inquadratura e il sottile impiego della
luce, Renato Berta vi lavora, comparendo nei titoli di testa di un numero impressionante di film,
soprattutto d’autore: Jean-Luc Godard (Sauve qui peut, la vie, 1980), André Téchiné (Rendez-vous,
1985; Les innocents, 1987), Louis Malle (Au revoir les enfants, 1987; Milou en mai, 1989) e Alain
Resnais (Smoking, no smoking, 1993; On connaît la chanson, 1997), ecc. Anche il regista portoghese
Manoel de Oliveira (Party, 1996; fino a Espello Mágico) e il cineasta israeliano Amos Gitaï (da Kadosh
1999 in poi) ricorrono al suo talento.
Ritroviamo Renato Berta in film di ogni categoria: fiction, documentari e film televisivi. Debutta anche
in un lungometraggio di animazione, curando l’immagine di “Max & Co” dei fratelli Frédéric e Samuel
Guillaume.
Ai Césars Renato Berta ha ottenuto tre nomination per la migliore fotografia: nel 1986 per “Rendezvous”
(André Téchiné), nel 1994 per “Smoking, no smoking” (Alain Resnais) e nel 1988 per “Au revoir
les enfants” (Louis Malle). Per il quest’ultimo è stato ricompensato con un César.
La distinzione più recente è il “Colón de plata a la Mejor Fotografia” per “Espello mágico” (Manoel de
Oliveira) nel 2005.
Per l’occasione sarà approntato dalle Giornate del Cinema svizzero di Soletta un quaderno dedicato a
Renato Berta.
Si ringraziano Laura Argento (Cineteca Nazionale - Centro Sperimentale di Cinematografia), Fabio
Amadei (Cinema Farnese), Ruth Köppl (Giornate del Cinema di Soletta) e tutte le case di distribuzione
dei film in rassegna svizzere e Italiane.
Per ulteriori informazioni:
Marketing e Comunicazione COMPLUS EVENTS, www.complusevents.com
Istituto Svizzero di Roma – tel. 06 4814234

Sabato 31 marzo 07 
c/o AUDITORIUM  TEATRO MANZONI
Via de’ Monari , 1/2, Bologna
 tre film di Matthew Barney
DE LAMA LAMINA
DRAWING RESTRAINT 9
CREMASTER 3
proiezione in pellicola 
Programmazione:
h. 14.00 CREMASTER 3
h. 17.20 DE LAMA LAMINA
h. 18.40 DRAWING RESTRAINT 9
h. 21.10 DE LAMA LAMINA
h. 22.20 CREMASTER 3
 
INGRESSI - 5 Euro (14.00-17.20) / 7 Euro (18.40 - 21.10 - 22.20)
 Prenotazione obbligatoria
Modo Infoshop, via Mascarella 24/b Bologna
Tel 051/5871012 - 328/1168496
(specificare Nome, Quantità di persone e Orario dello spettacolo)
 
DE LAMA LAMINA (USA/BRASIL, 2004, 35mm, musica di Arto Linsday, 56 min)
Girato durante le celebrazioni del Carnevale di Salvador de Bahia, esplora le viscere della mitologia afrobrasiliana.
Focalizzato su un immenso carro per disboscare le foreste che avanza tra un corteo in balìa di personaggi emblematici, il lavoro, che fa perno sulle divinità della religione politeistica Candomble, pone l’accento sulla deforestazione sotto forma di allegoria. Sull’albero sradicato in cima al carro si arrampica una donna: è un omaggio alla ecoattivista Julia Butterfly Hill, che ha vissuto per due anni sulle sequoie californiane che gli americani chiamano “Redwood”, per preservarle, ed allo stesso tempo simbolo di Ossaim, signore della foresta e protettore delle piante. Ai piedi del tronco, un uomo infangato, ricoperto di bulbi e radici, giace tra le ruote masturbandosi contro l’alberomotore del carro e lubrificandolo: è la personificazione di Ogun, dio della guerra, che con una lama di ferro si fece strada tra gli alberi della foresta per raggiungere la civiltà. A completare la scena, il musicista Arto Lindsay, newyorchese di origine brasiliana, si esibisce su un carro retrostante alla guida di una processione di percussionisti, le cui vibrazioni fanno da contrappunto musicale alla densa scenografia del carro animato di Barney. (Irina Zucca Alessandrelli)
 
DRAWING RESTRAINT 9 (USA/JAP, 2005, 35mm, 135min)
con Björk e Matthew Barney, musica composta da Björk
Al largo della baia di Nagasaki, sulla baleniera giapponese Nisshin Maru – unica nave/fabbrica attualmente operante al mondo –, si celebra un matrimonio di tradizione scintoista tra l'artista statunitense e la musicista/attrice islandese. Una immensa scultura in vaselina liquida, nelle sue trasformazioni, funge da raccordo con la vicenda dei due protagonisti. Una teatralità onnipresente, i nuclei tematici elaborati nelle differenti sequenze, la sofisticata scenografia, l'assenza dei dialoghi, la musica composta ed eseguita da Björk conferiscono al film lo statuto di opera totale. Una pellicola senza dialogo, visionaria, un mondo rarefatto in cui fotografia e musica disegnano immagini ispirate alla cultura giapponese. Due protagonisti e quattro tappe rituali: il trasporto, il lavaggio-vestizione, il tè, la mutilazione. Il mutare di una forma in cerca di una definizione, un'enorme enigmatica scultura di vaselina su una baleniera giapponese, un lavoro sulla destrutturazione e ricostruzione di un corpo.

CREMASTER 3 (USA, 2002, 35mm, 182min)
Con Matthew Barney, Richard Serra, Aimee Mullins, Agnostic Front, Murphy’s Law, musica composta da Jonathan Bepler
Ambientato a New York City, narra la costruzione del Chrysler Building, il quale è in se stesso un elemento– ospitatane, al cui interno agiscono forze antagonistiche per accedere al processo di (spirituale) trascendenza. Queste situazioni trovano forma nella lotta tra Hiram Abiff o l’architetto (interpretato da Richard Serra), e l’Apprendista Massone (interpretato da Barney), che stanno entrambi lavorando nell’edificio. Essi riattuano il mito Massonico di Hiram, colui che progettò il Tempio Salomone, e che possedeva la conoscenza dei misteri dell’universo. L’assassinio e la resurrezione di Abiff sono riattuate durante i riti di iniziazione Massonica nel culmine di un processo in tre parti attraverso il quale un candidato passa dal primo livello di Apprendista Massone al terzo di Maestro Massone. http://www.cremaster.net/
 
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presentano
MATTHEW BARNEY 
"THE MOST IMPORTANT ARTIST OF HIS GENERATION"
New York Times Magazine
31 Marzo 2007 - AUDITORIUM TEATRO MANZONI, Via de’ Monari , 1/2, Bologna


Matthew Barney, l’artista americano più acclamato degli ultimi anni, torna all’Auditorium Teatro Manzoni di Bologna. Dopo il successo di pubblico (oltre 2000 spettatori in un giorno) sarà possibile vedere oltre all’ultima produzione filmica “Drawing Restraint 9”, ”De Lama Lamina”, realizzato dall’artista in Brasile in occasione del Carnevale di Salvador de Bahia e il cult film “Cremaster 3” l’ultimo episodio della serie The Cremaster Cycle. 


DE LAMA LAMINA
(USA/BRASIL, 2004, 35mm, musica di Arto Linsday, 56min)
di
MATTHEW BARNEY

DE LAMA LAMINA Il film/documentario, …. è stato girato durante le celebrazioni del Carnevale di Salvador de Bahia ed esplora le viscere della mitologia afrobrasiliana. 
Focalizzato su un immenso carro per disboscare le foreste che avanza tra un corteo in balìa di personaggi emblematici, il lavoro, che fa perno sulle divinità della religione politeistica Candomble, pone l’accento sulla deforestazione sotto forma di allegoria. Sull’albero sradicato in cima al carro si arrampica una donna: è un omaggio alla ecoattivista Julia Butterfly Hill, che ha vissuto per due anni sulle sequoie californiane che gli americani chiamano “Redwood”, per preservarle, ed allo stesso tempo simbolo di Ossaim, signore della foresta e protettore delle piante. Ai piedi del tronco, un uomo infangato, ricoperto di bulbi e radici, giace tra le ruote masturbandosi contro l’alberomotore del carro e lubrificandolo: è la personificazione di Ogun, dio della guerra, che con una lama di ferro si fece strada tra gli alberi della foresta per raggiungere la civiltà. A completare la scena, il musicista Arto Lindsay, newyorchese di origine brasiliana, si esibisce su un carro retrostante alla guida di una processione di percussionisti, le cui vibrazioni fanno da contrappunto musicale alla densa scenografia del carro animato di Barney. (Irina Zucca Alessandrelli)


DRAWING RESTRAINT 9
(USA/JAP, 2005, 35mm, 135min)
di
MATTHEW BARNEY
con Björk e Matthew Barney, musica composta da Björk


Al largo della baia di Nagasaki, sulla baleniera giapponese Nisshin Maru – unica nave/fabbrica attualmente operante al mondo –, si celebra un matrimonio di tradizione scintoista tra l'artista statunitense e la musicista/attrice islandese. Una immensa scultura in vaselina liquida, nelle sue trasformazioni, funge da raccordo con la vicenda dei due protagonisti. Una teatralità onnipresente, i nuclei tematici elaborati nelle differenti sequenze, la sofisticata scenografia, l'assenza dei dialoghi, la musica composta ed eseguita da Björk conferiscono al film lo statuto di opera totale. Una pellicola senza dialogo, visionaria, un mondo rarefatto in cui fotografia e musica disegnano immagini ispirate alla cultura giapponese. Due protagonisti e quattro tappe rituali: il trasporto, il lavaggio-vestizione, il tè, la mutilazione. Il mutare di una forma in cerca di una definizione, un'enorme enigmatica scultura di vaselina su una baleniera giapponese, un lavoro sulla destrutturazione e ricostruzione di un corpo.

CREMASTER 3
(USA, 2002, 35mm, 182min)
di
MATTHEW BARNEY
Con Matthew Barney, Richard Serra, Aimee Mullins, Agnostic Front, Murphy’s Law, 
musica composta da Jonathan Bepler 
Immaggini da Cremaster 3, foto Aimee Mullins, Matthew Barney e Richard Serra di Chris Winget



CREMASTER 3, (2002) è ambientato a New York City e narra la costruzione del Chrysler Building, il quale è in se stesso un elemento– ospitatane, al cui interno agiscono forze antagonistiche per accedere al processo di (spirituale) trascendenza. Queste situazioni trovano forma nella lotta tra Hiram Abiff o l’architetto (interpretato da Richard Serra), e l’Apprendista Massone (interpretato da Barney), che stanno entrambi lavorando nell’edificio. Essi riattuano il mito Massonico di Hiram, colui che progettò il Tempio Salomone, e che possedeva la conoscenza dei misteri dell’universo. L’assassinio e la resurrezione di Abiff sono riattuate durante i riti di iniziazione Massonica nel culmine di un processo in tre parti attraverso il quale un candidato passa dal primo livello di Apprendista Massone al terzo di Maestro Massone. 


Programmazione:
SABATO 31 marzo 2007

h. 14.00 CREMASTER 3
h. 17.20 DE LAMA LAMINA
h. 18.40 DRAWING RESTRAINT 9
h. 21.10 DE LAMA LAMINA
h. 22.20 CREMASTER 3

SPETTACOLI - 14.00 -17.20 - 18.40 - 21.10 - 22.20 
INGRESSI - 5 Euro (14.00-17.20) / 7 Euro (18.40 - 21.10 - 22.20)

Prenotazione obbligatoria 
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