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A febbraio in
Cineteca
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A proposito di film di oggi e di
film di ieri
Da molti anni al centro del cinema di
Martin Scorsese c’è la volontà di restituire al mondo la
bellezza, la ricchezza, l’urgenza, la complessità dei film che
ha amato. Non solo attraverso le opere, di fiction e documentarie,
che ha diretto, ma anche guidando, ogni anno, con esigente
competenza e passione, diversi grandi progetti di restauro
attraverso la Film Foundation e la World Cinema Foundation. Hugo
Cabret è un sorta di perfetto punto di arrivo di questo
lavoro di ricostruzione della nostra memoria: un meraviglioso film
d’avventura, ma anche una compiuta riflessione sul cinema e
sulla sua infanzia: attraverso gli occhi dei due giovani
protagonisti scopriamo Méliès ma anche i Lumière, Harold Lloyd,
Buster Keaton, Georg W. Pabst, … Avrebbe potuto essere
un’asettica e inutile lezione sulla cinefilia, è invece un film
di una sincerità emozionante, che sa usare in modo magico,
stupefacente, il 3D, che ci fa tornare tutti spettatori innocenti,
come quelli che hanno assistito alle prime proiezioni del cinématographe
Lumière. Per tutti questi motivi il programma di febbraio ha al
centro Hugo Cabret che mostriamo in 3D nella sala di prima
visione, e che ispira anche la programmazione del cineclub, con
una retrospettiva delle opere di Scorsese che affianca una
selezione dei capolavori dell’Arte muta citati dal film, alcuni
dei quali recentemente restaurati dalla Cineteca di Bologna e
protagonisti di memorabili proiezioni nelle scorse edizioni del
Cinema Ritrovato.
Un nuovo cinema?
Certamente questa in corso è la
migliore stagione da molti anni, non certo per il botteghino, che
va assai male, ma per la varietà e ricchezza dei film d’autore
che abbiamo visto. Eppure non vi è dubbio che, mai come oggi, il
cinema libero, quello che ci ha formato e che amiamo è
accerchiato e in pericolo. Per questo siamo felici di accogliere
una delle voci più libere del nostro presente, citato da Vinicio
Capossela nel suo ultimo album, il cineasta ungherese Béla Tarr,
tanto noto agli specialisti quanto sconosciuto al grande pubblico.
In trent’anni ha realizzato nove lungometraggi (ma Sátántangó
dura sette ore!), creando un’opera sulla dignità umana,
plasticamente unica, audace, personale, misteriosa che genera una
nuova realtà, parallela e siderale. Vera ossessione per i
produttori, ha vinto all’ultimo Festival di Berlino l’Orso
d’argento con Il cavallo di Torino. Ha affermato, “Io
non mi sono mai ritenuto un regista: pensavo che la mia unica
missione fosse cambiare il mondo”.
E a fine mese la diciottesima edizione
di Visioni
italiane, ampio,
documentato, necessario sguardo sul cinema
indipendente italiano.
carlo mazzacurati e gian
luca farinelli
Scarica il numero
di febbraio di Cineteca
con la programmazione completa di sala
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MARTIN SCORSESE, CINQUANT’ANNI
DI CINEMA
dal 9 al 29 febbraio
Mentre esce nelle sale il suo Hugo
Cabret, magico accordo tra fantasmagoria autobiografia e
omaggio alle origini (eterne) del cinema, proponiamo un viaggio
attraverso i film di Martin Scorsese: dagli esordi del movie brat
che filmava le strade di Little Italy e inventava un linguaggio
alla maturità di acclamato maestro. Titoli comunque impressi
nella storia del cinema degli ultimi quarant’anni, da sottrarre
alla modesta qualità delle visioni televisive e homevideo, da
ritrovare nelle migliori copie oggi disponibili o nei più
accurati restauri. I film di finzione si alternano ai film
documentari, ancora nel segno di Hugo Cabret: che è anche il
luogo in cui il grande talento di ‘storico del cinema’ di
Scorsese dispiega le ali (lo sorregge il 3D) e si concede alla
favola.
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I FILM MUTI DI HUGO CABRET
dal 9 al 19 febbraio
Hugo Cabret è l’educazione alla
vita e al cinema di un ragazzino orfano nella Parigi anni Trenta,
tra le visioni incantate di vecchi film visti nella sale
sbocconcellando croissant e il più audace degli incanti,
l’incontro con Georges Méliès in persona. I film di Hugo sono
i capolavori della stagione muta, Lulu e Intolerance,
Il gabinetto del dottor Caligari e The General, le
vedute Lumière e Il ladro di Bagdad… Vi invitiamo a
vederli per la prima o l’ennesima volta, lungo il filo
dell’incantamento di Hugo Cabret. Cominciando naturalmente
proprio dalla meravigliosa versione restaurata e colorata del Voyage
dans la Lune di Méliès.
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FINO ALLA FINE DEL MONDO. IL CINEMA DI BÉLA TARR
dal 2 al 12 febbraio
Ungherese, classe 1955, esordisce al
cinema alla fine degli anni Settanta quando l’onda d’urto
delle varie vagues si è ormai affievolita; eppure Béla Tarr è
tra i pochi autori a portare ancora avanti un’idea moderna del
cinema. Egli ricorda con piacere i film di Ozu, Tarkovskij, e
magari di Godard. Ma non li cita. Riconosciamo un suo film da una
singola inquadratura: l’incedere fluido, sinuoso e glaciale
della macchina da presa. Uno spettacolo inestinguibile.
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COMMEDIA AMARA. IL CINEMA DI ALEXANDER PAYNE
dal 21 al 29 febbraio
Un nuovo film trionfatore ai Golden
Globes e candidato agli Oscar, e il recente endorsement di Woody
Allen (“il più interessante regista di commedie di oggi”)
fanno di Alexander Payne il regista da non mancare. L’uscita di Paradiso
amaro, con George Clooney in una grande performance familiare
in equilibrio tra commedia e dramma, è l’occasione per
riscoprirne i film migliori: da Election a Sideways
a A proposito di Schmidt, sono tutti personalissimi esempi
di ‘commedie virili’, al centro di ciascuna un uomo al bivio
(o tentato da una deviazione) della propria vita.
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VISIONI ITALIANE
dal 22 al 26 febbraio
Diciottesima edizione della
manifestazione dedicata al cinema nazionale con competizioni di
corto e mediometraggi, documentari e visioni di nuovi film
indipendenti. Visioni Italiane offrem possibilità al cinema
italiano di vario formato, spesso invisibile, di incontrare il
pubblico in sala. Uno sguardo alla produzione bolognese ed
emiliano-romagnolo, incontri e discussioni sul cinema indipendente
arricchiscono la programmazione.
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SERATE DI CINEVINO. A CURA DEL
CINESOMMELIER JONATHAN NOSSITER
3, 4 e 5 febbraio
Accompagnati da Jonathan Nossiter,
grande sommelier e autore di Mondovino, proponiamo nel primo
week-end del mese le ultime tre serate a base di cinema e buon
vino: cineasti radicali e impertinenti come Juzo Itami, Marcel Ophüls
e Terry Gilliam associati ad altrettanti viticoltori ugualmente
radicali, innovatori e liberi che porteranno i loro prodotti, per
riflettere, godendo insieme di un grande film e di un grande vino,
sul futuro che vorremmo.
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SCHERMI E LAVAGNE. CINECLUB PER
RAGAZZI
i sabati e le
domeniche di febbraio
Il tradizionale spazio dedicato ai più
piccoli incrocia la rassegna dedicata ai muti di Hugo Cabret con
un sorprendente e fantasmagorico programma di corti di Méliès e
il mitico Ladro di Bagdad di Walsh. Ancora la storia del
cinema con Tin Tin e il mistero del vello d’oro, esordio
sul grande schermo (mezzo secolo prima di Spielberg) del
personaggio creato da Hergé. E poi la grande animazione Aardman
con Il figlio di babbo Natale e Studio Ghibli con Arrietty.
Infine premiazione e proiezione dei corti vincitori del Premio De
Nigris 2012.
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Prime visioni
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dal 3 febbraio
HUGO CABRET
di Martin Scorsese
In 3D
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HYSTERIA
di Tanya Wexler
Versione originale con sottotitoli
italiani
In attesa di conferma
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PARADISO AMARO
di Alexander Payne
Versione originale con sottotitoli
italiani
In attesa di conferma
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Abbonamento studenti 10
spettacoli
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L’Università di Bologna ha
sottoscritto un accordo con la Cineteca per offrire agli studenti
abbonamenti per dieci proiezioni al Cinema Lumière al prezzo
scontato di 20 anziché 30 euro valido da gennaio a giugno 2012.
Per un massimo di 1.500 abbonamenti concessi a richiesta e fino ad
esaurimento. Info sul portale dell' Ateneo sul sito della
Cineteca.
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www.cinetecadibologna.it
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