Salvatore Marrazzo presenta «Visioni dell'amarezza» con una mostra online
«Visioni dell'amarezza» è la mostra che corre online all'indirizzo www.visionidellamarezza.it
e rappresenta una nuova forma espressiva in cui alle fotografie in bianco e nero di Marrazzo sono abbinate le parole di Daniela Mugelli in un richiamo di forte impatto emotivo. Forme solo apparentemente diverse di espressione e messaggio: specchio del dolore è una natura e una parola intrise di disillusione, un deserto in cui delusi e traditi non si aspetta nulla. Più nulla. Nulla e nessuno. Il ritmo di immagini e versi si fa comune, teso se non all'annullamento, almeno alla sospensione del dolore.
«Visioni dell'amarezza» è anche un volume edito da ali edizioni ed acquistabile online su www.ali-edizioni.com e in libreria.
Nato a Mercato S. Severino in provincia di Salerno, dove tuttora vive e lavora, Salvatore Marrazzo è un artista le cui ricerche si muovono liberamente in molti ambiti, passando dalla pittura alla critica dell’arte, dalla filosofia alla letteratura per approdare di recente alla fotografia e alle tecniche di manipolazione digitale. Oltre alle numerose attività espositive personali e partecipazioni a mostre collettive, ha collaborato con Flavio Caroli alla Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Salerno e con importanti istituzioni culturali e gallerie d’arte internazionali.
L'obiettivo di «Visioni dell'amarezza» e la scelta di creare un pe! rcorso a rtistico online www.visionidellamarezza.it è anche quella di stimolare interlocutori interessati a rispondere agli imput culturali e artistici postati da Salvatore Marrazzo in una sorta di richiamo lanciato da un'isolamento che puo' essere si' geografico ma non culturale. «Visioni dell'amarezza» online - www.visionidellamarezza.it - vuol essere anche la risposta di Salvatore Marrazzo a quanti ancora lo interrogano sul suo legame anche stanziale con la sua terra, alla continua domanda di come sia possibile essere artisti 'isolati' geograficamente senza sentire la necessità di ricercare realtà piu' ricettive. La maggior parte delle cose succedono in periferia e anche il mondo oltre al cielo puo' stare tutto in una stanza.
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Comunicati stampa
- CREMONA - ARTE - 17-05-2010
Mostra
Salvatore Fiume. Opere 1940-1980
dal 23 maggio al 13 giugno 2010
Pizzighettone, Centro Culturale Comunale
Domenica 23 maggio alle 11 verrà inaugurata presso il Centro Culturale Comunale di Pizzighettone la mostra Salvatore Fiume. Opere 1940-1980, dedicata all’artista siciliano scomparso nel 1997.
L’esposizione, organizzata dal Museo Civico in collaborazione con la Fondazione Salvatore Fiume e col patrocinio del Sistema Museale della Provincia di Cremona, presenta trentuno fra dipinti, sculture, disegni e bozzetti realizzati fra il 1940 e gli anni Ottanta. Tali lavori illustrano alcuni fra i temi trattati da Fiume lungo il suo percorso artistico: le Isole di Statue, le Città di Statue, gli animali mitici (tori, galli, antropotauri), le Ipotesi (quadri creati accostando lo stile di artisti vissuti in epoche diverse), le pitture di impronta rinascimentale, i dipinti metafisici.
Nato a Comiso nel 1915, Fiume si formò presso il Regio Istituto per l’Illustrazione del Libro di Urbino, dove acquisì una notevole conoscenza delle tecniche della stampa e poté studiare i pittori del Tre e Quattrocento. Negli anni successivi assimilò la lezione dei grandi artisti dei secoli precedenti e si confrontò con i suoi contemporanei, pur interpretandoli in modo assolutamente personale e con uno stile chiaramente riconoscibile.
Fortemente legato ad una concezione figurativa dell’arte, Fiume esercitò con grande abilità le più varie tecniche: affresco, pittura rupestre, incisione, disegno, scultura, pittura. Tra i suoi lavori più noti si ricordano i sensuali ritratti di donne abbigliate in modo esotico. Altrettanto famosi sono i cicli delle Isole di Statue e delle Città di Statue, esposti nei più prestigiosi musei del mondo. Proprio un’Isola di Statue venne acquistata nel 1949 dal Metropolitan Museum of Modern Art di New York.
Fiume si dedicò anche alla scenografia di opere liriche rappresentate in importanti teatri (La Scala di Milano, il Covent Garden di Londra, il Teatro dell’Opera di Roma) e scrisse testi letterari (il romanzo Viva Gioconda!, alcune raccolte di poesie, lavori teatrali, riflessioni sull’arte).
Dopo la sua morte venne istituita la Fondazione a lui dedicata, con sede a Canzo, presso la filanda dove l’artista visse e lavorò per lunghi anni.
La presente mostra, curata da Francesco Pagliari e Damiana Tentoni, è una tappa prestigiosa del ciclo di esposizioni che da dodici anni il Museo Civico di Pizzighettone allestisce.
Salvatore Fiume. Opere 1940-1980
A cura di Francesco Pagliari e Damiana Tentoni
Dal 23 maggio al 13 giugno 2010
Pizzighettone, Centro Culturale Comunale – via Garibaldi, 18
Inaugurazione domenica 23 maggio ore 11
Orari: feriali 16-18, festivi 15-18, lunedì chiuso
Catalogo in mostra
Per informazioni: tel. 0372 743347
cultura@comune.pizzighettone.cr.it
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XI SETTIMANA DELLA CULTURA
APERTURA STRAORDINARIA AL PUBBLICO
DI PALAZZO SEGNI MASETTI
Sabato 17 aprile – ore 17
Aprire al pubblico Palazzo Segni Masetti in occasione della Settimana della Cultura- ha rilevato Enrico Postacchini Presidente di Ascom Bologna - è ormai diventata una piacevole consuetudine per l’Associazione, in quanto vuol dire far conoscere meglio la nostra sede, frequentata e vissuta dal mondo imprenditoriale, ma aperta alla città in un’ aggregazione costante fra cultura ed economia.
Il Palazzo senatorio Segni Masetti raccoglie opere esemplari della cultura pittorica bolognese dagli autori più classici del Cinque e Seicento, passando attraverso le aeree invenzioni del settecento per arrivare alla più opulenta decorazione ottocentesca: verso il 1760 il salone d’onore venne arricchito dalla costruzione di una volta, dove Vittorio Bigari dipinse una grande composizione mitologica e allegorica che rappresenta “Bacco e le baccanti fra una folla di divinità”, circondata da un’arida prospettiva architettonica dipinta da G. B. Alberoni. In seguito, il salone d’onore si arricchì dei quattro mirabili affreschi, tre dei Carracci e uno di Faccini, trasportati a massello da Palazzo Magnani. Altre sale furono splendidamente dipinte da Ubaldo Gandolfi; tra il 1760-1770 vengono affrescati i soffitti di tre sale al piano nobile: uno in cui viene raffigurata “L’Aurora” e le “Quattro Stagioni” (nelle sovraporte raffigurati scherzi di Putti), l’altro con al centro “Paride” con il pomo d’oro in mano (giochi di Putti nelle sovraporte) e il soffitto della Galleria del Tempo raffigurante “Le Tre Parche”. Sempre di Ubaldo Gandolfi il graziosissimo boudoir raffigurante le “Due Fatiche d’Ercole” con preziosi effetti pittorici monocromi.Più tardi le quattro sale sul fronte del piano nobile furono decorate dai fratelli Muzzi: “Sala dell’Ebrezza”, “Sala dei Medaglioni con i Ritratti”, “Sala Rossa” con allegorie, “Sala Blu” con decorazione a racemi.
Per questa importante manifestazione sabato 17 aprile alle ore 17 i Saloni affrescati della sede storica di Palazzo Segni Masetti si apriranno al pubblico per la Settimana della Cultura che rappresenta la più importante "vetrina" annuale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
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