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Fausto Lobrano

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Intervista a Fausto Lobrano :  

- Dopo tanti anni a Bologna, dicci come la vedi cambiata e che aria tira a livello di fumetti.Se sei in contatto con qualche disegnatore.

Sarà perché lo si sente dire in giro ormai da un po’, sarà perché sono cambiato io, ma la Bologna che ricordo io al mio arrivo, nel 1996, era molto meno piena di negozi, e più di trattorie, pub e posti all’aperto durante le belle stagioni, … e girare per il centro non voleva dire respirare piombo!

Per quanto riguarda il mondo del fumetto, devo dire che da un po’ non so più addentro alle segrete cose, …

Ma sino a un po’ di tempo fa mi si diceva che la carriera del fumettista la giorno d’oggi, non da molto da mangiare, non ci si campa ecco; inoltre la possibilità di pubblicare, di disegnare per qualche fanzine, non è più praticamente possibile: diciamo che bisogna essere bravi bravissimi! Forse la qualità è via via cresciuta, … o forse la voglia di leggere storie a disegni via via cala, come la voglia di leggere in genere.  

- Già l'arte in Italia non viene molto considerata, cosa si potrebbe fare per diffonderla in particolare il tuo settore i fumetti.

A differenza della musica che ormai costa un esagerazione, fumetti, illustrazioni, di tutti i tipi, non hanno raggiunto prezzi proibitivi.

Bisognerebbe forse che passasse l’idea che il disegno, sia come illustrazione che come fumetto, è altrettanto potente, aulico, espressivo, e “alto”, quanto la scrittura.

In Francia per esempio i fumetti, hanno una collocazione (anche come esposizione nelle librerie) che è pari a quella dei libri scritti.  

- Leggendo la presentazione tra i tanti tuoi ispiratori leggo volentieri Andrea Pazienza, raccontaci cosa ti ha colpito di lui.

La sua bravura nel disegnare dal punto di vista tecnico, del particolare, dell’anatomia, del realismo: come disse una volta un mio amico, “quando disegnava un cavallo, …. Non so come dire, … era un cavallo, cazzo!!!” Nel senso che non era una roba che assomigliava ad una cavallo, o che era qualcosa di più, era esattamente e semplicemente un cavallo! Un aneddoto che racconta la folgorazione. Nel 97, mi sembra è stata realizzata la mostra antologica a Palazzo Re Enzo. Ovviamente andai vederla, ma rimanendo 2 ore a guardare ogni suo disegno, in ogni suo particolare, in mezzo alla calca, la mostra chiuse che dovevo ancora finire di vedere tutto… Allora supplicando la cassiera, mi feci firmare il biglietto per poter tornare il giorno dopo.

E lì il colpo di fulmine.

La mattina dopo, praticamente da solo nella sala, con il sottofondo musicale della canzone “Letter from home” di Pat Metheny, vidi un filmato in cui Pazienza, armato solo di un pennello, un barattolo di vernice nera, fumando una sigaretta, e firmando qua e la autografi, per niente intimorito da una grande parete bianca, disegnava la scena di un combattimento tra un cacciatore, su un cavallo imbizzarrito, che con una lancia colpiva un leone, … La telecamera che riprendeva il tutto faceva vedere come il disegno, largo qualche metro fosse perfetto! E vi assicuro che quando si disegna su un foglio più grande di un A4, le immagini laterali vengono deformate, e stirate…

Vedere lui che sfumacchiando e andando un po’ avanti e indietro faceva quella roba, era proprio come vedere che la testa che pensava e la mano che disegnava, erano assolutamente la stessa cosa.

Assolutamente bellissimo.

-           tuoi racconti sono molto urbani, c'è qualche racconto che ricordi la tua terra d'origine la Sardegna.

Le avventure di Ken Parker, così tanto ambientate nella natura selvaggia.

Di mio invece, non ho nulla sulla Sardegna: forse perché secondo me i suoi colori e i suoi profumi per me che disegno per lo pù in bianco e nero, non sono praticamente riproducibili, …  ma conosco un pittore, che si chiama Sergio Zidda, che ha rappresentato dei paesaggi, e delle “vite” sarde bellissime.  

-          Le tue tavole secondo me sono molto musicali, mi piacerebbe sapere la musica che associ ai tuoi disegni.

La musica rock per lo più, quattro quarti belli sinceri e melodici, ma non solo!

Sparata con le cuffie bella alta, …. Faith No More, Audioslave, Cheryl Crow, Vasco Rossi, ma anche (poco però…) Coccoluto, Chemical Brothers, tekno, e tanti tanti altri, musica ritmata insomma, o molto molto melodica. Dipende anche da quello che devo fare.

Ma soprattutto quando disegno, mi piace proprio ascoltare “a rotazione”, lo stesso album: alla fine, assorto nelle vignette, scopro delle canzoni che ad un primo passaggio non avevo nemmeno ascoltato.  

-          Personalmente sono molto legato a Frank Miller e la scena americana, mi piacerrebbe sapere cosa ne pensi.

Detto tra di noi e me ne vergogno, … non ho mai letto tantissimi fumetti, in genere (ne ho letti un bel po’ comunque!).

Un po’ perché al tempo, dovendo studiare, non avevo mai moltissimi momenti di concentrazione,  un po’ perché sono un bel pigro, e un po’ perché ho gusti abbastanza difficili!

Di Miller ho visto comunque tanti disegni sparsi diciamo cosi, quando feci il corso di disegno, e trovo che nel suo genere sia davvero bellissimo: lo associo al carattere IMPACT, di Microsoft, … è la prima cosa che mi viene in mente….

- A proposito di questo, cosa ne pensi di Sin City fumetto/cinema, vedresti un tuo racconto trasportato in pellicola?

Visto che me la sto tirando, …. Direi di sì!

Quattro film, per intenderci sullo stile:

“The Snatch!” di Guy Ritchie

21 grammi - Il peso dell'anima”       Alejandro González Iñárritu

“Mediterraneo” di Salvatores

“PAZ” di Renato DeMaria

… sikuramente!  

- Cosa stai leggendo ultimamente e cosa ci consigli?

Bah! Ho cominciato tre libri, pesissimi, Pasolin, Sant’Agostino, il Doktor Faustus di Thomas Mann… e non ne ho finito nemmeno uno, ….

Ma consiglio a tutti l’Iliade di Baricco,  IMPACT pure questo libro!  

-          Per finire i tuoi progetti futuri se ci puoi anticpare qualcosa.

Bella domanda, ci penso sempre!

Non lo so con esattezza, ma tra tutti i progetti che ogni tanto faccio, ci sono sicuramente di mezzo il mare, e dei ciuffi, … :)  

Un ringraziamento a Fausto per l'intervista che ci lega un'amicizia e un po di sangue meridionale ciao

 














 

 

 

 

 

 

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