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CIV - 2007
CAMPIONATO ITALIANO VELOCITA'
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125GP |
600 supersport |
Superbike 1000 |
Superstock 1000 |
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Autodromo del Mugello
22 Aprile 2007 |
Autodromo del Mugello
22 Aprile 2007 |
Autodromo del Mugello
22 Aprile 2007 |
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22 Aprile 2007 |
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Autodromo di Monza
6 Maggio 2007 |
Autodromo di Monza
6 Maggio 2007 |
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Autodromo di Vallelunga
10 Giugno 2007 |
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10 Giugno 2007 |
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10 Giugno 2007 |
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Autodromo di Misano
24 Giugno 2007 |
Autodromo di Misano
24 Giugno 2007 |
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24 Giugno 2007 |
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Autodromo di Misano
16 Settembre 2007 |
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16 Settembre 2007 |
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16 Settembre 2007 |
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16 Settembre 2007 |
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Autodromo del Mugello
14 Ottobre 2007 |
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Autodromo del Mugello
14 Ottobre 2007 |
Autodromo del Mugello
14 Ottobre 2007 |
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DUCATI CAMPIONE DEL MONDO
2007
04-11-2007
G.P. Comunità Valenciana, Valencia
1. Pedrosa Honda
2. Stoner Ducati
3. Hopkins Suzuki
4. Melandri Honda
5. Capirossi Ducati
6. Vermeulen Suzuki
7. Barros Ducati
8. Hayden Honda
9. De Puniet Kawasaki
10. Elias Honda
Si conclude sul circuito Ricarmo Tormo di Valencia la stagione motomondiale 2007 davanti ad oltre 132.000 persone col successo dell’idolo locale Dani Pedrosa, che con le disgrazie di Valentino Rossi porta a casa la piazza d’onore in classifica. Scattato dalla pole il catalano impiega qualche giro per recuperare e sorpassare il solito Stoner, poi imponendo con costanza il suo passo mantiene quel secondo e mezzo che mai lo mette in difficoltà. Secondo successo personale nella stagione e secondo per la Honda, un bilancio negativo visto anche che le 2 vittorie son coincise con le piste più lente ed insignificanti del circus, qui e in Germania. Per Stoner un secondo posto tranquillo che non lo vede raggiungere il traguardo delle 11 vittorie in una singola stagione come accaduto a Rossi e Doohan (ricordiamo che l’australiano in una stagione è stato capace di centrarne anche 12), ma che lo porta a trionfare con un vantaggio di ben 5 gare sugli avversari. Valencia non deve certo essere la pista amica di Rossi, dopo il botto in prova costatogli 3 fratture alla mano destra, il campione di Tavullia stringendo i denti è ugualmente partito per racimolare quel misero punticino che gli avrebbe garantito il secondo posto nel mondiale (sua peggior prestazione da quando ci corre, ovvero in 7 anni…), ma dopo un inseguimento che già lo vedeva in 14° posizione, il motore della Yamaha ha pensato bene di lasciarlo a piedi nuovamente. Insomma, oltre al danno la beffa. Se nel 2008 Rossi avrà come si dice le gomme Bridgestone farà comunque bene a porre al centro delle sue attenzioni la Yamaha perché da quanto visto in questa stagione appare come la moto peggiore del lotto. Il podio valenciano è stato completato da Hopkins che così lascia un ottimo ricordo di se in Suzuki prima di passare in Kawasaki per volere del suo sponsor principale. Buona la gara di commiato dalla Honda di Melandri, seconda moto della casa di Hamamatsu dopo quella di Pedrosa, da subito il ravennate dovrà prendere le misure con la moto campione del mondo visto che già dai primi test sarà in sella alla Ducati preparando con Stoner la coppia più effervescente del 2008. Gara di addii questa, salutano definitivamente il mondiale il brasiliano Alex Barros (alla sua 21° partecipazione) che si ritira e lo spagnolo Carlos Checa che andrà a cercar fortuna in Superbike nel team Honda Ten Kate come sostituto del campione del mondo Toseland, a sua volta in arrivo nella MotoGp a far coppia con Edwards nel team Yamaha satellite. Da segnalare nelle 125 la vittoria nel campionato dell’ungherese Gabor Talmacsi a scapito dello spagnolo Faubel vincitore della gara. All’ungherese bastava un terzo posto, ma nella minicilindrata fare calcoli è sempre complicato. Faubel ha provato, anche scorrettamente, a rallentarlo ma Talmacsi ha mantenuto quella lucidità necessaria per star fuori dai guai e vincere la competizione. Ovviamente il successo è arrivato con una Aprilia, dominatrice assoluta delle categorie a due tempi.
Luca Cocchi
G.P. Malesia,
Sepang 21-10-2007
1.
Stoner
Ducati
2.
Melandri
Honda
3.
Pedrosa
Honda
4.
De Puniet
Kawasaki
5.
Rossi
Yamaha
6.
Elias
Honda
7.
Vermeulen
Suzuki
8.
Hopkins
Suzuki
9.
Hayden
Honda
10.
Edwards
Yamaha
Cambiando l’ordine degli addendi il
risultato non cambia. Dal fresco di Phillip Island al caldo
equatoriale della Malesia la somma del tutto porta sempre allo stesso
risultato, Casey Stoner & Ducati, ai quali aggiungete le
Bridgestone altrimenti in molti potrebbero arrabbiarsi. Oggi però per
l’australiano la gara è stato più dura del solito, nel cercare di
non essere mai ripreso ha dovuto spingere oltre il solito limite e
qualche errore ha fatto da contorno alla sua splendida affermazione.
Traversi insospettabili, entrate larghe sono state parte del copione
malese, condite anche da un record sul giro che ha dell’incredibile,
abbassato il primato delle 1000 su di un circuito che presenta ben due
lunghi rettilinei. Dietro a Stoner sempre in agguato si è rivisto il
Melandri dei giorni belli, pronto ad approffitare della minima
esitazione del futuro compagno di squadra, che ha sopravvanzato il
leader Honda Pedrosa con le solite staccate che da sempre ci regala.
Lo spagnolo partito dall’abituale pole position poco ha potuto
contro il futuro duo di Borgo Panigale, pagando come sempre accade una
scarsa propensione alla staccata decisiva, ma senza demoralizzarsi si
è portato a casa un podio e la vittoria tra i piloti Michelin. Tra
lui ed il secondo compagno di gomme, Rossi, bella gara di De Puniet
ormai ai saluti con la Kawasaki ma efficace come non mai. Per Rossi
gara in rimonta dopo qualifiche disastrose, il passo di gara dimostra
che avrebbe potuto essere un potenziale rivale per il podio se non per
la vittoria finale. Comunque positivo l’atteggiamento mai
rinunciatario nonostate una gara corsa per la maggior parte del tempo
in solitario. Sepang ha confermato invece il momento di flessione
Suzuki, coi 2 piloti a lottare tra loro ad oltre
20’
dal vertice, mentre delusioni sono arrivate per Hayden e Capirossi. Il
campione del mondo uscente ha osato troppo nel cercare di liberarsi di
Elias, il fuori pista lo ha costretto ad una gara ai margini quando
aveva il passo per stare con Rossi, mentre Capirossi è ripiombato
nel’anonimato dopo 2 gare sugli scudi. Problemi di motore per il
romagnolo in gara, ma prove analoghe fanno intendere che il feeling
tra moto e pilota sul suo circuito preferito non sia
mai sorto. Peccato
infine per West che avrebbe potuto rappresentare la sorpressa della
giornata. Penalizzato per un jump star alquanto discutibile (anche
rivisto forse era più incolpabile De Puniet che lui…) ha dovuto
riprendere dall’ultima staccatissima posizione per arrivare
quindicesimo e nulla più al termine di una gara corsa su tempi da
primi cinque. A completamento della giornata della MotoGP da segnale
la vittoria del mondiale per Jorge Lorenzo e
la sua Aprilia
in 250. Come tutto lasciava intendere l’iberico ha centrato con una
gara di anticipo l’obiettivo finale, pronto ora a fare il debutto
nella massima serie a fianco di Valentino Rossi, anche se resta un
mistero la scelta di gomme dei 2. Per l’ultima gara di Valencia (già
tutto esaurito per l’evento) sarà quindi la 125 la classe più
attesa. A giocarsi il titolo ci saranno l’ungherese Talmasci
(vincitore solitario a Sepang) ora leader con 10 punti di vantaggio e
lo spagnolo Faubel (terzo al fotofinish in Malesia), con lo spagnolo
che per la gara di casa avrà bisogno di alleati che si frapponghino
tra lui ed il compagno di team ungherese. A Talmasci basterà un terzo
posto per vincere, ma nelle affollate volate della classe 125 far
calcoli è sempre un problema.
Luca Cocchi
G.P. Australia,
Phillip Island 14-10-2007
1.
Stoner
Ducati
2.
Capirossi
Ducati
3.
Rossi
Yamaha
4.
Pedrosa
Honda
5.
Barros
Ducati
6.
De Puniet
Kawasaki
7.
Hopkins
Suzuki
8.
Vermeulen
Suzuki
9.
Edwards
Yamaha
10.
Melandri
Honda
Splende il sole sull’isola di Phillip Island, e le immagini del
circuito sono al solito fantastiche. Ed al solito, finite le ansie per
la conquista anticipata del titolo, c’è la gara triofante di Casey
Stoner, che dalla terza posizione in griglia si invola per
l’ennesima cavalcata solitataria. Vinto il mondiale, se esisteva una
gara dove il campione voleva dimostrare di essere tale quella era
ovviamente quella di casa. Casey dimostra dal primo metro di pista che
non c’è nulla da fare per il resto del gruppo, marcando tempi
fotocopia come solo un martello pneumatico può permettersi, il solo
Hayden riesce per qualche giro a tenere il ritmo della Ducati numero
27, prima di accusare un problema tecnico che lo costringe al ritiro.
Per la Ducati la gara australiana non è solo la conferma di Stoner,
ma la dimostrazione di un dominio unico. Alle spalle del campione del
mondo sbuca un Loris Capirossi che sfoggia una rimonta stile bei tempi
andati (ma dopo le ultime 2 gare andati mica tanto…), ed in quinta
posizione si mette in luce Barros, destinato a salutare il circus al
termine della stagione ma certamente non pensionabile se non ci
fossero intrighi mediatici-economici nel mezzo. Per tutti gli altri
poca gloria, a cominciare dal duo che ha dominato le prove ufficiali e
che si gioca la seconda posizione nel mondiale. Valentino Rossi cerca
di lottare per quel che la Yamaha gli concede. Forse nel suo box per
cercare una qualche soluzione di velocità han pensato anche di
abbandonare la sponsorizzazione a nome Fiat per passare alla più
scattante Abarth, ma il risultato è solo un terzo posto, buono giusto
per la seconda posizione nel campionato. Pedrosa continua invece a
deludere, grande pole ma gara anonima, nemmeno in grado di quel guizzo
che ha mostrato Hayden. Chiude quarto perché Melandri
all’improvviso deve alzare bandiera bianca mentre lo stava passando,
ma per il pupillo Honda questo raccolto non può essere
giustificabile. Stava facendo una buona gara Melandri, ma
all’improvviso ha dovuto alzare il ritmo di almeno 3 secondi (4 se
confrontati all’extraterrestre Stoner) venendo risucchaito fino alla
decima posizione. Il suo campionato sempre più tragico sta volgendo
al termine, ed il vedere i missili di Borgo Panigale lo tirerà su di
morale per la prossima stagione. Chi sta mancando nel finale di
stagione è la Suzuki dopo che il periodo estivo le aveva portato
grandi soddisfazioni. Unica nota di merito è stata la colorazione
della moto di Vermeulen fatta per omaggiare il grande Barry Sheene che
lo scoprì e che fece dell’Australia la sua terra promessa. Buon
piazzamento per De Puniet e per la Kawasaki che lo ha già scaricato.
Per il francese il prossimo anno ci sarà la Honda del team
Cecchinello, quindi scongiurato un addio al mondiale, collocazione
trovata grazie anche al passaporto francese, fattore che la Dorna
favorisce per dare spazio a piloti del vecchio continente che si
portano con se interessi nazionali importanti. Per ulteriori rivincite
a breve appuntamento in Malesia, nel regno principe del caldo e
dell’umidità. - Luca Cocchi
SUPERBIKE 30-09-2007
G.P. Francia, Magny-Cours
Gara 1
1° Haga
Yamaha
2° Bayliss
Ducati
3° Corser
Yamaha
Gara 2
1° Haga
Yamaha
2° Biaggi
Suzuki
3° Nieto
Kawasaki
Suonala ancora James, la tua sinfonia mondiale. A tre anni di
distanza, sulla stessa pista James Toseland riconquista il titolo
mondiale delle SBK. Ma questo successo ha uno spessore ben differente
da quello passato, quando si trattava di una cosa privata Ducati con
giusto l’intromissione della Honda di Vermeulen ai primi vagiti. Il
pianista di Sheffield fa festa assieme al team olandese Ten Kate ed ai
dirigenti Honda che hanno così la possibilità di festeggiare
qualcosa nel corso del 2007 dopo le tante delusioni in motoGp e classi
collegate a quell’evento. Ma non è stata facile l’affermazione di
Toseland, giunto in Francia con 29 punti di vantaggio su Biaggi e 33
su Haga. Autore della pole, il britannico trovava subito la ghiaia
alla prima curva, toccandosi con Lanzi scattato magistralmente dalla
seconda fila. James riusciva a rimanere in piedi, ripartendo ultimo
non lontano da Biaggi che per evitare i due doveva a sua volta battere
terre lontane dall’asfalto. Davanti intanto Haga fuggiva e solo la
rimonta di Bayliss dava spettacolo per il podio. Il sesto posto di
Biaggi lo estrometteva definitivamente dalla lotta per l’iride,
mentre il settimo era per Toseland una buona garanzia, forte dei 17
punti di vantaggio su Nori Haga. Gara 2 vedeva ancora il giapponese
involarsi, con dietro di lui duelli sportellate e botte non
indifferenti. Toseland se la prendeva comoda, cercando di ragionare
col pallottoliere in mano, centrando un sesto posto solitario che gli
permetteva di mantenere 2 punti di vantaggio in classifica e
finalmente festeggiare il secondo titolo prima del passagio in motoGP.
Per Haga uno splendido finale di stagione, ora avrà un grande
rammarico per quel sorpasso al termine di gara1 a Vallelunga subito
proprio da Toseland. Quanto quei 6 punti abbiano fatto la differenza
lo si è visto benissimo oggi. Haga, in collaborazione con Corser, ha
però portato il titolo mondiale costruttori alla Yamaha, dando così
un valore importante alla nuova M1, regina di mercato nel settore
maximoto che dovrà a breve confrontarsi con l’attesissima Ducati
1098 (che sarà da 1200 la prossima stagione con Bayliss e Fabrizio
alla guida) e con la Kawasaki che ha già presentato la sostituta
dell’attuale moto, congedatasi comunque con la miglior prestazione
dell’anno col podio di Nieto in gara2. Non ce l’ha fatta quindi la
Ducati ad assicurarsi almeno un titolo in questa stagione, ma la 999
è veramente alla frutta, come dimostrato anche oggi sul lungo
rettilineo dopo del curvone. Nonostante Bayliss lo facesse in maniera
clamorosa (vedi anche un’entrata un po’ duretta sul Neukirchner),
in allungo subiva costantemente sia da Yamaha che da Honda. Adesso sarà
pilotimercato, con ovviamente in primis
la telenovela Biaggi. Il
corsaro rimarrà in Suzuki oppure dovrà trovarsi una sistemazione
diversa? Intanto oggi ha fatto belle cose il giovane Neukirchner con
moto analoga, mentre la voce di Nieto nel team Alstare sta prendendo
sempre più piede. In prospettiva di una nuovo mondiale le aspettative
non mancano, sperando di ritrovarci fra un anno con un’altra
situazione come questa; quando 2 punti fanno la differenza lo
spettacolo e l’andrenalina sono assicurate.
Luca Cocchi
SUPERBIKE 30-09-2007
G.P. Vallelunga
GARA 1
1. Biaggi Suzuki
2. Bayliss Ducati
1. Toseland Honda
GARA 2
1. Bayliss Ducati
2. Biaggi Suzuki
3. Haga Yamaha
E’ il grande giorno di Max Biaggi, per il corsaro c’è il ritorno a casa sulla pista amica di Vallelunga che fa il suo esordio nel grande circus mondiale. Ed il romano non si fa attendere, azzecca una delle sue migliori parti inziali di manche in gara 1, sorpassa Haga, Toseland e Bayliss, e si invola verso la vittoria. Punti preziosissimi in vista di una eventuale volata in quel di Magny Cours, e soprattutto un atteggiamento alla Biaggi della 250 dove scappava subito e vinceva macinando chiunque. Alle sue spalle dopo una dura battaglia Bayliss stacca il duo avversario che finisce per lottare duramente fino all'ultimo sorpasso di Toseland che di gomito mette dietro il giapponese, prendendo un podio molto prezioso. Alle spalle dei soliti 4 nulla di nuovo, pochi spunti di rilevo per tanta gente che ormai aspetta la prossima stagione. In gara 2 Troy Bayliss azzecca una partenza super trovando confidenza su di una pista coperta di filler a causa delle rotture avvenute in supersport. Nelle sue mani la vetusta 999 non pare nemmeno una moto che a breve andrà in pensione, ed il ritorno di Biaggi vien cancellato con le solite prodezze che l’australiano regala indistintamente al pubblico di tutti i circuiti. Ma la grande notizia di gara 2 è la caduta al tornantino di Toseland, mentre difendeva la quarta posizione dagli attacchi di Corser. Cade e riparte, ma oltre all’undicisimo posto non va, complcandosi così la vita in vista dell’ultimo appuntamento francese. Nel 2004 proprio su quella pista il pianista di Sheffield mostrò al mondo doti di carattere inaspettate, ma ora la competizione è più dura, con tutto il rispetto per Laconi, Haga e Biaggi son piloti di spessore diverso, ma è anche vero che 29 punti di vantaggio sono tanti, soprattutto con un Bayliss lanciato in ulteriori successi che toglierebbero punti ai rivali del pilota Honda. Un mondiale già molto bello di suo ci regala un finale mozzafiato, come dovrebbe sempre essere in questo mondo di maximoto.
Luca Cocchi
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23-09-2007 -
Ducati Day
DUCATI
DUCATI CAMPIONE DEL MONDO
STONER CAMPIONE
CAPIROSSI VINCENTE
BOLOGNA E L'ITALIA FESTEGGIA
Borgo Panigale CAMPIONE DEL MONDO!!!!!!!!!!!!
G.P. Giappone, Motegi
1. Capirossi Ducati
2. De Puniet Kawasaki
3. Elias Honda
4. Guintoli Yamaha
5. Melandri Honda
6. Stoner Ducati
7. West Kawasaku
8. Barros Ducati
9. Hayden Honda
10. Hopkins Suzuki
Si fa festa a Borgo Panigale in una mattinata di settembre che pare ancora estate piena. Ci vogliono i vigili a dirigere il traggico per via Cavalieri Ducati alle 8 di mattina, appena Capirossi taglia vincente il traguardo di Motegi e Stoner si assicura col sesto posto il suo primo titolo mondiale ed il primo titolo mondiale dell’era MotoGp per la Ducati. Dopo aver domiato la stagione la rossa sbanca il Giappone e può finalmente far festa. Accade tutto al termine di una gara anomala oltremodo, coi dominatori della prima parte lontani dal podio e con chi ha accettato l’azzardo di passare alla moto con gomme da asciutto sugli scudi. Se i mattatori della prima parte son stati Melandri, Stoner, Rossi e
Pedrosa, non c’è traccia di loro nei quartieri nobili della classifica all’arrivo. Melandri è quello che porta a casa il risultato migliore con un quinto posto, Stoner è dietro di lui cercando solo di non prendere rischi inutili, mentre la coppia inseguitrice in classifica porta a casa ben poco. A Valentino la Yamaha porta in dote un seconda moto che non ha voglia di far le curve, mentre Pedrosa che non familiarizza con l’acqua attende troppo a cambiare e finisce gambe all’aria ancora prima di passare alle slick. Così gli ultimi 10 giri diventano una passerella di velluto rosso per l’australiano di Borgo Panigale, mentre Capirossi centra la terza vittoria consecutiva in terra giapponese ed il podio viene riempito da attori non protagonisti come il cascatore De Puniet e l’ancora claudicante Elias. La prima Yamaha al traguardo è quella di Guintoli, quarto, e questo da la giusta visione della confusione generata nel team di Rossi. Si chiude qui, con tre prove in anticipo, un mondiale che ha riscritto valori e gerarchie, che ha visto Davide asfaltare Golia per la gioia di un popolo in rosso che oggi raggiunge il coronamento di un sogno. Non fossero bastati i tanti quasi troppi successi in Superbike, ora nessuno potrà più guardare alle Ducati come ad un eventuale incomodo nelle sfide della categoria più prestigiosa di sempre, i bolidi in rosso hanno conquistata l’apertura della nuova era MotoGp e gli annali faranno testo. Il cascatore di Kurri Kurri, raccattato alla fine di un mercato piloti che aveva visto parecchie rinuncie a salire sulla Ducati può così guardare il mondo dal gradino più alto di tutti in attesa di far festa davanti alla sua gente nel prossimo appuntamento di Philip Island a metà ottobre.
Luca Cocchi
FOTO DELLA FESTA A BORGO
FOTO A CURA DI DAVIDE MUNARI
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09-09-2007
ANCORA DUCATI ITALIA BOLOGNA
FORSE QUALCUNO NON L'HA CAPITO LO RIPETIAMO IN MODO CHE SI LEGGA BENE
DUCATI ITALIA BOLOGNA (BORGO
PANIGALE) GRANDE STONER
G.P. San Marino e Riviera di Rimini – Misano Adriatico
Circuito Internazionale Santamonica
Ordine d’arrivo
1. Stoner Ducati
2. Vermeulen Suzuki
3. Hopkins Suzuki
4. Melandri Honda
5. Capirossi Ducati
6. Checa Honda
7. Elias Honda
8. West Kawasaki
9. Edwards Yamaha
10. Nakano Honda
Si colora di rosso anche la Romagna, con la prima vittoria in terra italiana della rossa di Borgo Panigale nella sua era moderna. Corsa in solitario come da copione nelle ultime tre uscite consecutive per il cavaliere indomito Casey Stoner, con le ormai abituali Suzuki al suo vano inseguimento. Tutto facile e tutto semplice per Stoner, anche in un weekend che prometteva bene ma lasciava vedere qualche problemuccio di adattamento non solito ultimamente. Nel tortuoso nuovo Santamonica la Ducati ha si dominato dal sabato mattina (escludendo la giornata di diluvio incredibile di venerdì), ma sembrava più un lieve vantaggio che un sostanzioso passo superiore come a Laguna Seca e Brno. Ma già alla seconda curva le cose si son messe bene per Borgo Panigale, De Puniet e Pedrosa (2 col passo gara migliore nel warm-up) han pensato bene di centrarsi eliminandosi, portando per le spiagge anche un incolpevole Hayden e lasciando così pista sgomba da Honda e Kawasaki. Invece Valentino, sorpassato in avvio da Hopkins, cedeva il terzo posto immediatamente ad un indiavolato Vermeulen, ma cercando di non perdere troppo terreno dal trio Bridgestone finiva per rompere il nuovo motore Yamaha già nel corso del 4° giro. Sorpassato il compagno di squadra, Vermeulen si lanciava all’inseguimento di Stoner, ma dopo 2 giri l’australiano di Kurri Kurri pensava bene di levare costantemente 3 decimi al giro salutando il connazionale autore comunque di una gara autorevole. Ed ora, col mondiale già praticamente nelle mani di Stoner-Ducati (85 punti di vantaggio su 150 disponibili) è tempo di mettere a posto le cose in prospettiva 2008. Se per Valentino ci sarà lo scomodo arrivo in Yamaha di Jorge Lorenzo, lanciatissimo alla conquista del secondo mondiale 250cc, in casa Honda c’è la riconferma (scontata vien da dire, altrimenti dove sarebbe andato?) di Pedrosa, mentre in Kawasaki viene ufficializzato a fianco di Hopkins l’australiano Anthony West (spereranno che piova parecchio…), coriaceo e combattivo ma certo non pronto a lottare per il podio. Per Capirossi, neoacquisto Suzuki, c’è la consapevolezza che la moto è decisamente buona, ma anche la preocuppazione di dover far meglio di un Vermeulen in costante crescita. Se l’australiano, ex campione del mondo Supersport e protagonista in Superbike, trovasse modo di capitalizzare le gomme da qualifica per partire in posizioni migliori, le gioie dovrebbero arrivare in breve tempo.
Infine il capitolo gomme. I tanti lamenti del predominio Bridgestone, lasciano stupiti, un anno fa sembrava la pecora nera capace di vincere solo su 3 piste all’anno. Ora tutti a parlare di mondiale falsato, basta vedere le prestazioni inferiori di Michelin. Ma va ricordato che Michelin equipaggia solo 6 moto, di cui 3 di top rider, che ieri al quarto giro erano già eliminati per cause tutt’altro che a loro appartenenti. Nel warm-up Pedrosa aveva fatto vedere di poter dir la sua in gara, Hayden come avviene da un po’ di gare aveva la consistenza giusta e Valentino era coi primi, ma problemi di altro tipo han costretto i 3 ad alzare bandiera bianca. La MotoGP non è la Superbike, non si parla di prodotti di serie (ad essere onesti se ne parla poco anche in SBK…), la ricerca tecnologica deve presentare il suo massimo sviluppo ed una monogomma non andrebbe incontro alla filosofia su cui si basa questo mondiale. Certo in SBK ha portato benefici allo spettacolo, ma osservando i tempi sul giro ci son voluti 3 anni per tornare a quando c’era libero sviluppo di gomme, e tutto grazie a gestioni elettroniche sofisticate e costosissime (ovvero non di serie) ed ora pensano di tornare indietro da quel sviluppo. In Motogp i costruttori di gomme son tenuti a dare il loro meglio e sperimentare nuove soluzioni, chi lo fa meglio verrà premiato, del resto il fantastico motore Ducati ha costretto Yamaha a seguirne le piste e così dovrà fare Michelin con Bridgestone. Se ne saran capaci sarà un successo per tutto il circus, altrimenti capiterà come ai tempi di Michelin unico fornitore (ma non monomarca con regole uguali per tutti) dove i migliori hanno il meglio (non se lo ricorda il signor Rossi?) e gli altri hanno quello che riescono a pagarsi tra gli avanzi del fornitore.
Luca Cocchi
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MOTO GP 22-07-2007
G.P. U.S.A., Laguna Seca
1. Stoner Ducati
2. Vermeulen Suzuki
3. Melandri Honda
4. Rossi Yamaha
5. Pedrosa Honda
6. De Puniet Kawasaki
7. West Kawasaki
8. Tamada Yamaha
9. Barros Ducati
10. R.L. Hayden Kawasaki
Riesce a Casey Stoner ciò che solo a Luca Cadalora riuscì in passato (1994 per l’esattezza), ovvero la vittoria di un non statunitense nel catino di Laguna Seca. E gli riesce in maniera autoritaria, dominando in lungo e largo nel corso dei 3 giorni in maniera perfino imbarazzante. Miglior tempo nelle 2 sessioni di venerdì, pole il sabato, dominio assoluto nel warm-up, giro veloce in gara e prima posizione autoritaria e solitaria per tutti i 32 giri del saliscendi californiano. E se per Stoner la vittoria con Rossi al quarto posto vuol dire un allungo basilare in campionato, per la Ducati il ritorno commerciale di tale affermazione sul mercato americano sarà impagabile. Ma quello che emerge nuovamente è un mondiale in totale balia dei gommisti. Se nella tappa precedente in Germania la Michelin aveva dettato legge, qui è stata la Bridgestone a far partita a se. Infatti alle spalle di un debordante Stoner l’unico ad aver provato a stargli sulle piste è stato Vermeulen con la Suzuki gommata giapponese. Al di là di tutto, la prova dell’autraliano è stata splendida, la sua migliore di sempre sull’ascitutto, dopo aver dato buone prove di se con vittorie e podi sul bagnato. A seguire il duo australiano è giunto un Melandri fresco di contratto ufficiale con la Ducati. E dire che le prove del ravennate erano state condite da una caduta pesante, causata da un contatto con Kurtis Roberts che girava al rallentatore in mezzo alla pista. Ma grazie a tanto antidolorifico ed alla voglia di far vedere che il pilota è sempre motivato, Melandri coglie un podio importante oltre ad essere il miglior pilota Honda in pista. Primo dei Michelin è il dottor Rossi, quarto ad oltre 30” da Stoner, che passa Pedrosa ma nulla può contro i bridgestone in fuga. Ora il distacco in classifica sale a 44 punti, meno dei 51 con cui lasciò Laguna Seca l’anno passato, ma mentalemente molti di più visto che Stoner viaggia ad un ritmo incredibile, forte delle 6 vittorie su 11 gare fin qui conseguite. Poca gloria per gli eroi locali, anche perché alla prima curva c’è stato un contatto tra Hopkins e Hayden, che ha costretto i 2 a girare giusto per salutare il pubblico invece che per provare a combinare qualcosa di buono.Ed alla fine il primo statunitense al traguardo è stato il fratello di Hayden, Roger Lee, debuttante nel mondiale su di una Kawasaki che da sempre più l’idea di essere una ottima moto. Se solo fosse guidata da un top raider pensare al podio dovrebbe essere situazione comune, ma va segnalato come West, che la guida da appena 3 gare sia sempre in costante miglioramento. Finisce male la gara di Capirossi nel giorno dell’ufficializzazione di Melandri sulla sua moto per il 2008, ritirato dopo pochi giri per un guasto al cambio. Il romagnolo avrà un incontro in settimana in Ducati per chiarire il suo futuro, si parla di una terza moto ufficiale solo per lui, ma molte cose dovranno essere chiarite su questa anomala posizione. Intanto buone ferie a tutti, in primis ovviamente a Stoner ed alla sua Ducati che arrivano alla sosta estiva forti di un dominio esaltante.
Luca Cocchi
SUPER BIKE 22-07-2007
G.P. Repubblica Ceca, Brno
Gara 1
1° Toseland Honda
2° Biaggi Suzuki
3° Kagayama Suzuki
Gara 2
1° Biaggi Sukuki
2° Toseland Honda
3° Fabrizio Honda
Come prevedibile ci volevano i verdi salisendi della Boemia per rivedere all’opera il Max Biaggi dei tempi migliori. Sul circuito dove aveva già vinto 7 volte ai tempi della 250cc, 500cc e MotoGP, il romano coglie una importante affermazione che nulla cambia in classifica sul leader Toseland ma da sicuramente morale e rimette a distanza gli arrembanti Haga e Bayliss che escono non propriamente soddisfatti dalla trasferta ceca. Ma chi ha esultato maggiormente qui in Boemia è stato proprio il leader del mondiale che da un po’ di gare si doveva accontentare di rimediare solo qualche posizione di rincalzo e che mancava da parecchio dalla prima posizione in una manche. Toseland guadagna svariati punti su tutti, facendo patta solo con Biaggi, e con 43 punti di vantaggio arriverà carichissimo all’appuntamento casalingo di Brands Hatch, dove l’avversario da temere maggiormente sarà il calore del pubblico. Detto dei primi 2 che si son scambiati le più alte posizioni del podio per ogni manche, va ricordato che in gara1 Biaggi ha subito una botta ad un dito della mano sinistra causato da un sasso sparato da Toseland in un “fuoripista”. Il sasso ha bucato la carena e colpito duramente un dito, senza comunque causare danni a Max. Chi esce sconsolato da Brno è sicuramente Nori Haga. Il mostruoso tempo della superpole non ha portato vantaggio, da metà gara in poi la Yamaha del giapponese ha iniziato a mostrare problemi di usura dell’avantreno e nessun funambolismo ha migliorato i quarti posti portati a casa. Da qui doveva scattare per Norichan la riscossa, invece la Honda di Toseland è sempre più lontata. Che la Ducati e Bayliss sarebbero stati in difficoltà era cosa nota, ma il sesto posto di gara2 e nulla più saranno un debito molto pesante quando ci sarà da fare il conteggio finale del mondiale. Gara1, conclusa con una scivolata causata dalla Honda di Muggeridge andata stesa in pista dopo un contatto con Laconi ha tolto l’australiano dalla gara, ma navigava anonimo in 10° posizione. Certo, anche quei 6 punticini avrebbero fatto comodo, ma non avrebbero invertito il trend della giornata. Unico acuto di Borgo Panigale son stati quei 2 giri in testa a gara2 di Lanzi subito dopo al via di una corsa ritardata per via della improvvisa pioggia arrivata inaspettata. Ma appena i big hanno preso confidenza con l’asfalto per il romagnolo tutto è rientrato nella normalità di una gara da gambero chiusa in settima posizione. Finalmente c’è stata gloria per Fabrizio e per il team DFX che gestisce le sue Honda, in una pista che già nel passato lo aveva esaltato. Evidentemente Brno deve essere un luogo molto amato dai romani…Reduce da una onesta esperienza in MotoGp, Fabrizio ha corso 2 veementi gare in rimonta. Se nella prima ha iniziato a recuperare troppo tardi, fermandosi al 6° posto, in gara2 si è dimostrato più lesto cogliendo un podio benaugurante. L’importante è ora non ricadere nell’anonimato come successe già l’anno scorso. Chi deve dire addio ad ogni sogno di gloria è Corser. L’alfiere Yamaha, dopo una scialba prima frazione, aveva l’occasione di tornare a vincere in gara2, ma mentre era in seconda posizione la moto si è spenta lasciadolo tristemente ad assistere al finale dai box. Per il 2 volte campione del mondo sembra proprio che il viale del tramonto (non quello di Misano...) lo porti con se, buon per lui che rimane il miglior tester in circolazione. Due oneste gare e nulla più per Rolfo, che paga impietosamente il confronto col compagno di squadra Toseland. Infine, Kawasaki sempre più anonime, a breve si sapranno i programmi per il prossimo anno, ma se le cose staranno ancora così questo impegno semiufficiale pare senza grosso senso.
In Supersport ennesima vittoria in solitaria per Sofuoglu sul missile Honda di casa Ten Kate. Il vantaggio in classifica è talmente amplio che nelle prossime gare potrebbe fare del mototurismo, vista anche la fortuna che si porta dietro. Anche oggi, l’unico avversario che poteva dargli fastidio, Parkes su Yamaha, è partito male ed ha finito per battagliare per la seconda posizione sempre ben distaccato dal turco, finendo per commettere il solito errore. Questa volta ha pensato bene di tirare una staccata impossibile all’ultimo tornante finendo per centrare un incolpevole Harms che stava portando a casa il suo miglior risultato di sempre. Alla situazione pro-Sofuoglu va aggiunto che il pilota dotato di maggior talento della categoria, il francese Foret, è costretto ad inventarsi soluzioni accettabile a cavallo della sua spenta Kawasaki, e che l’unico avversario che abbia dato filo da torcere alle Honda Ten Kate è stato Anthony West approdato però subito in MotoGp con Kawasaki e scomparso dagli incubi turchi alla velocità della luce. Insomma, per il buon Kenan non vincere questo titolo pare veramente impossibile.
Luca Cocchi
G.P. Germania, Sachsenring - 16-07-2007
1. Pedrosa Honda
2. Capirossi Ducati
3. Hayden Honda
4. Edwards Yamaha
5. Stoner Ducati
6. Melandri Honda
7. Hopkins Sukuki
8. West Kawasaki
9. Hofmann Ducati
10. Fabrizio Honda
Ogni anno un GP se ne esce completamente anomalo dal contesto generale dell’annata, e questo del Sachsenring su di una pista da go-kart si candida come quello della stagione in corso. Solo il continuo del campionato dirà se il risorgimento improvviso di casa Honda sia verità o figlio delle concomitanti esclusione di Valentino Rossi e debacle totale delle Bridgestone. Chi avrebbe mai pensato che il dottor Rossi sarebbe uscito per cercare di passare il cascatore De Puniet e Stoner avesse come obiettivo quello di vincere il garino tra i delusi dalle gomme giapponesi dopo mezza gara condotta a ritmi più blandi di quelli della 125? Ma è andata così, senza nulla togliere al dominatore Pedrosa che già in prova aveva imposto un ritmo sostenutissimo. Certo però che vedere gli ultimi 10 giri coi piloti gommati Michelin andare ad un passo totalmente diverso da tutti gli altri non ha fatto un gran bene agli spettatori (in una gara già di suo avarissimo di spettacolo), quasi che moto e piloti non contassero nulla e che le gomme fossero le padrone assolute del circus. Sarà dispiacciuto oltremisura al buon Valentino, a bocce ferma avrà pensato che aspettando qualche giro la pista sarebbe stata libera ed un secondo posto era persino banale. Così il divario in classifica avrebbe avuto un numero ben diverso da quello finale, ma al sesto giro con Stoner ancora padrone della situazione le considerazioni erano ben diverse. E chissà cosa avrà provato Stoner al termine della gara, ha guadagnato 11 punti su Rossi ma ha dovuto navigare a vista per mezza gara in una posizione di anonimato a cui non è abituato, subendo anche il sorpasso di Capirossi, duretto assai, e frutto di una scelta di gomme unica di tutte le Bridgestone da parte del romagnolo. Nei 10 ci finisce anche il rientrante Michel Fabrizio, ma non di vera gloria si tratta, il decimo posto è frutto di tante anomalie, compresa quella di De Puniet rimasto senza benzina nel rettilineo finale. Ora sbarco immediato in California, a Laguna Seca il rianimato Hayden ha l’occasione giusta per tornare alla vittoria nella pista di casa. Solitamente nei dintorni di Monterey fa sempre un caldo bestiale a luglio, situazione che dovrebbe avvantaggiare i piloti Michelin, a meno che la trovata Bridgestone di Capirossi venga condivisa ai vari Stoner, Hopkins e Melandri, cosa che potrebbe cambiare i giochi in tavola. Ora in campionato Stoner guida con 32 punti di vantaggio su Rossi e 52 su di un rientrante Pedrosa. Laguna Seca, tappa dedicata alle sole MotoGP, e pre sosta estiva farà da spartiacque su chi lotterà fino alla fine per il mondiale e fra chi dovrà giocoforza accontentarsi di lottare per le sole singole gara. Nella speranza, verrebbe da dire vana, che le gomme tornino a recitare un ruolo complementare nella questione e non primario.
Luca Cocchi
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G.P. Olanda, Assen 31-06-2007
1. Rossi Yamaha
2. Stoner Ducati
3. Hayden Honda
4. Pedrosa Honda
5. Hopkins Suzuki
6. Edwards Yamaha
7. Barros Ducati
8. Hofmann Ducati
9. West Kawasaki
10. Melandri Honda
Scegliere quale sia la vittoria più della fra le innumerevoli di Valentino Rossi è impresa ardua e totalmente personale, ma questa di Assen almeno un posto sul podio lo strappa. Parte dalla 11° posizione il pesarese, passa tre giri tranquilli tra avversari incarogniti mentre davanti Stoner ed Hopkins iniziano la fuga, poi come fossero birilli fermi a delineare la traiettoria giusta per la sua Yamaha 500 (per il lancio della nuova utilitaria Fiat) infila via via i vari Capirossi, De Puniet, Vermeulen, Edwards ed infine il duo Honda Pedrosa-Hayden. A quel punto parte la caccia al duo di testa, che dista altri 2” e mezzo. Se per prendere e passare Hopkins è un gioco da ragazzi, visto che le sue Bridgestone a metà gara erano già paccottiglia, è l’inseguimento a Stoner la cosa che tutti si attendono. Prenderlo è un attimo, passarlo invece è roba più difficile. Lo pedina per svariate tornate leggendone bene pregi e difetti e provandoci più volte alla chicane prima dell’arrivo. Ma in molti casi il ducatista risponde presente, così solo a 3 giri dal termine quando le gomme dell’australiano iniziano a cedere sul curvone veloce Valentino può affondare la staccata decisiva. Gli ultimi giri sono quel solilloquio a cui tanta volte ci aveva abiatuato, una fuga perfetta e l’avversario distrutto. Stoner non cede di schianto ma si vede che non ne ha per provare una controffensiva e finisce secondo mantendo comunque 21 punti di vantaggio in classifica. Alle spalle del duo marziano si è finalmente rivisto il campione del mondo Hayden, che appena ricevuta qualche attenzione dalla casa madre dimostra almeno di essere un pilota anche se non un fenomeno come già si sapeva. Ma questo terzo posto, sempre in tranquillità davanti ad un Pedrosa non più così autoritario sarà un bel rebus da risolvere per la Honda, ormai arrancante e mai al centro dell’attenzione. Dietro ai 3 del podio, tutti a loro modo comunque felici c’è una lunga lista di delusi. Ha poco da sorridere Hopkins che con la sua Suzuki pensava a ben altro risultato che un quinto posto, ma le Bridgestone questa volta lo hanno abbandonato ben presto, come deluso sarà il suo compagno di squadra Vermeulen partito dalla pole e spinto sulla ghiaia da un De Puniet ritornato quello che tutti conoscevamo. Triste note dagli altri italiani, Melandri decimo, passato anche da West (sull’asciutto..),è eloquente della situazione oramai passiva del ravennate, mentre durante un’anonima gara Capirossi ha preso la porta dei box. Se proprio ci fosse un pilota con qualcosa da recriminare quello sarebbe Barros, sempre grande in gara quanto pessimo in prova ed in partenza. Se azzecasse anche il pregara il brasiliano potrebbe con costanza ambire a gare da podio, ma così finisce per regalare grandi rimonte per piazzamenti lontani dai riflettori. Ora si andrà in Germania per correre su di una pista da go-kart (ma con quasi 200 mila persone sugli spalti…) e poi subito a Laguna Seca. Difficile prevedere scossoni in classifica, ma sorprese potrebbero esserci, soprattutto se in casa Honda si pensasse ad Hayden come ad un pilota e non solo come a quello che riempie il box a fianco di Pedrosa. In queste 2 prossime gare mancherà di certo Toni Elias, autore di una caduta in rpova qui ad Assen con pesanti ripercussioni, fratture multiple al femore che lo terranno lontano per un po’ dalle piste. Se i soliti miracoli descritti con iperboli fantasmagoriche dal Dottor Costa si dovessero avverare lo si rivedrebbe a Brno dopo metà agosto.
Luca Cocchi
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Altro successino per Stoner, e sempre più Borgo Panigale POWER!!!!!!!
24-06-2007
G.P. U.K., Donington
1. Stoner Ducati
2. Edwards Yamaha
3. Vermeulen Sukuki
4. Rossi Yamaha
5. Hopkins Suzuki
6. De Puniet Kawasaki
7. Barros Ducati
8. Pedrosa Honda
9. Hofmann Ducati
10. Melandri Honda
Cambiano le situazioni climatiche, cambiano gli scenari, cambiano gli avversari, ma non cambia l’esito finale della gara. Casey Stoner detta legge anche a Donington, in una gara nata su di una pista allagata e via via andata asciugandosi. Dopo una pessima partenza, l’australiano di casa Ducati ha iniziato una grande rimonta, ed in pochissimi giri è risalito al secondo posto dietro ad un sorprendentemente concreto Edwards. Appena la pista ha inizato ad asciugarsi, Stoner è andato all’attacco di Edwards ed al 15° giro l’ha infilato al penultimo rampino e da lì in poi è stata fuga solitaria. Al termine ne è scaturita una vittoria perentoria, che porta il ducatista ad un vantaggio di 26 punti in classifica su Rossi, ossia più di un gran premio di margine. E dire che la gara era cominciata con una grande sorpresa, Pedrosa in testa sull’acqua con passo determinato non era mai stato visto, lo spagnolo avrà capito con qualche giro di ritardo che le sue gomme avevano a che fare col bagnato e a quel punto ha come al solito tirato il freno, finendo all’ottavo posto. Detto di Edwards, impressiona la quarta posizione di Rossi. Scattato anche lui male, ha recuperato in breve ma mai è andato oltre la terza posizione. La prima volta che ci è arrivato sembrava avere un passo veloce, ma un fuoripista lo ha portato a più miti consigli e nelle ultime tornate il gradino più basso del podio gli è stato soffiato da Vermeulen, tornato su di lui quando ormai si correva sull’asciutto. Se la Ducati si conferma nelle posizioni che contano (peccato per il volo di Capirossi quinto in grande rimonta), una vera debacle quella di casa Honda. La migliore prestazione è stata quella di Pedrosa, ottavo, mentre Hayden è andato fuori pista ed ha continuato prendendosi 2 giri solo per portare a casa qualche puntarello ormai inutile, mentre Melandri non è mai stato in lotta per qualcosa di decente, chiudendo al decimo posto con il miglior giro della pista sul finale. Una prestazione incomprensibile visto quanto ha dimostrato proprio nel finale, evidentemente la fiducia nella sua moto semiufficiale è ormai tramontata. Poteva essere la giornata di gloria delle Kawasaki, l’australiano West al debutto con la verdona aveva il solito passo da mago della pioggia, ma un’uscita sulla ghiaia ha spento le illusioni di un debutto col botto. Concreta invece la gara di De Puniet che resta in piedi per la seconda gara a fila e coglie un buon sesto posto. Resta da segnalare la solita valida prestazione delle Suzuki, se quando splende il sole è Hopkins a portare buone cose, con la pioggia è Vermeulen a tenere alto l’onore di Hamamatsu. Un podio strappato coi denti per il giovane australiano che gli vale la quarta posizione in classifica mondiale. Ora il duello in chiave iridata si stringe a Stoner-Rossi, Pedrosa dista 59 punti,ossia 2 gare e mezzo, e visto il passo di Stoner, ma anche quello di Rossi, non sembra ci sia nessuno in vista in grado di impensierire sulla lunga distanza il duo austro-italiano.
Luca Cocchi
G.P. San Marino, Misano Adriatico 17-06-2007
Gara 1
1° Bayliss (Ducati)
2° Corser (Yamaha)
3° Kagayama (Suzuki)
Gara 2
1° Bayliss (Ducati)
2° Haga (Yamaha)
3° Biaggi (Suzuki)
Che si giri in un senso pittosto che in un altro, a Misano il risultato non cambia, Troy Bayliss rimane il re di Romagna. E’ la sua prima doppietta stagionale, ed arriva in un momento basilare per il campionato del mondo. In una sola volta il campione australiano recupera 25 punti al leader del mondiale Toseland, mai visto così in difficoltà nel 2007, ed ora si trova a sole 21 lunghezze. Spettacolare gara1, un susseguirsi di sorpassi tra Bayliss, Haga, Corser e Biaggi. Ma a 2 giri dal termine, quando l’australiano di casa Ducati pareva aver fatto il piccolo allungo necessario per un arrivo senza volata, Biaggi ha tentato un sorpasso interno ad Haga al curvone veloce per cercare di rimanere sulle piste di Bayliss, ma l’esito è stata una caduta sua e di Haga che ha privato entrambi di un piazzamento sul podio sicuro. Il colpo tentato da Biaggi è stato forte, Haga non poteva vederlo piegato com’era, ma non si può gettargli tutta la colpa addosso, queste sono manovre che in una gara di moto possono starci, anche se bisogna sempre tener conto che un conto è farle in una curva da prima marcia a velocità ridotta, un altro è farle in curva piegati ad oltre 200 all’ora. Meno combattuta gara2, giusto qualche scaramuccia iniziale tra Bayliss ed Haga, poi a suon di giri record l’australiano e la sua Ducati se ne sono andati e per le prime posizioni non c’è più stata storia. Molto più combattuta la gara per il gradino più basso del podio, che ha visto prevalere Biaggi, partito bene poi al solito retrocesso fino all’ottava posizione, dopo un incandescente duello prima con Toseland, poi con Corser ed infine col compagno di squadra Kagayama. Capire le gare di Biaggi è sempre un rebus, resta il fatto che rimane nei posti alti della classifica del campionato grazie alla costanza dei piazzamenti, ma ora con l’arrembante Bayliss si vede sorpassato e si trova al quarto posto e con entrambi i piloti più in palla, lo stesso Bayliss ed Haga davanti. In casa Honda hanno pagato duramente il non aver fatto test sulla rinnovata pista del Santamonica. Sono sempre apparsi in difficoltà, sia in prova che in gara Toseland e Rolfo, e stessa sorte è toccata in Supersport ai sempre velocissimi Sofouglu e Charpentier, segno che senza riferimenti anche i missili preparati dal tema Ten Kate faticano. Gare anonime per la “padrona di casa” Kawasaki, che correva coi colori dello stato di San Marino, biancoblu. Per il team PSG1, con sede proprio nel principato al di là della scelta cromatica non c’è stato modo di farsi notare, miglior prestazione il settimo posto di Laconi in gara1, anche per via della caduta che ha convolto come accennato Biaggi ed Haga. Sarà ora importante verificare cosa accaradà nel prossimo appuntamento di Brno, dove proprio le Honda dovrebbero godere dei benefici dei precedenti test. Sulla pista ceca l’anno passato la Ducati registrò il suo picco negativo maggiore, ora sarà chiamata a restare sulle prestazione delle ultime gare della stagione, dove un Bayliss formato supereroe ha sempre fatto la differenza con la sua bicilindrica, attendendo per il 2008 la versione potenziata a 1200cc della nuova 1098, come da nuovo regolamento appena approvato. Questa novità dovrebbe portare nel campionato delle derivate di serie anche la BMW e si parla anche di Ktm, mentre per le quattro cilindri che rimarranno sempre a 1000cc ci saranno in più Aprilia ed MV, quest’ultima ora in griglia solo in forma privata con l’austriaco Zaiser ma della cui presenza nessuno si è mai accorto. In classifica guida Toseland con 21 punti di vantaggio su Bayliss, 26 su Haga e 43 su
Biaggi.
Luca Cocchi
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G.P. Catalunya, Barcelona
1. Stoner Ducati
2. Rossi Yamaha
3. Pedrosa Honda
4. Hopkins Suzuki
5. De Puniet Kawasaki
6. Capirossi Ducati
7. Vermeulen Suzuki
8. Barros Ducati
9. Melandri Honda
10. Hayden Honda
Per i deboli di cuore la gara del Montmelo sarà stata qualcosa di impossibile, quei 7 giri finali fatti di sorpassi e controsorpassi, traiettorie impossibili ed inventate per l’occorrenza tra Stoner e Rossi con Pedrosa come spettatore interessato e mai a più di un secondo, avranno fatto rischiare l’infarto e levato qualche anno di vita! Ma uno spettacolo del genere sta sopra a tutto, confermandoci la statura di campione di Casey Stoner, l’unico pilota capace di vincere un corpo a corpo con Valentino Rossi dopo una battaglia infernale. Certo, il missile di casa Ducati fa la differenza sul dritto, ma quei 2 giri finali perfetti pennellando curve come il miglior Veermer non possono alimentare nessun dubbio sul talento di Kurri Kurri. Ma nemmeno nulla si può dire a Valentino, con la sua Yamaha le ha provate tutte, è stato battuto ma ha ammesso di essersi divertino ed ha immediatemente fatto i complimenti al rivale. Dietro di loro solo Pedrosa ha tenuto il loro passo, però il tallone d’achille delle staccate troppo “morbide” lo hanno posto sempre al di fuori dei sorpassi e delle emozioni che esaltano il pubblico presente e la platea dei teleutenti. La Honda si è rimessa ad andare, ma solo nelle mani del nativo di Sabadel, tutti gli altri compagni di marca devono remare lontano dalle posizioni che contano in un anonimato sempre più disincentivante. Dietro di loro buona prestazione per Hopkins e la sua Suzuki, capaci per metà gara di tenere il ritmo del formidabile trio. Poi, per una volta, il buon senso ha prevalso e l’americano ha capito che portare a casa un buon quarto posto e tanta esperienza in più sarebbero stati importanti. Da segnalere in quinta posizione, anche se staccato, De Puniet e la Kawasaki in una delle sue migliori prestazioni. E’ un segnale molto importante per il mondiale la presenza di 5 moto differenti nei primi 5 posti, significa che l’incertezza regna sovrana e che fino all’ultimo ci sarà da combattere. Quando escono gare come queste nessuno ha più da recrimirare su gomme, prove alterne e situazioni simili, ogni pilota sa che non avrà alibi anche perché nessuno starà a sentire lamentele ma tutti vorranno parlare dello spettacolo visto. E questa volta lo spettacolo è stato una dei migliori di sempre della giovane storia della MotoGP. I giovani talenti approdati da poco nella categoria hanno spazzato via personaggi che subivano sempre il condizionamento del dottor Rossi, ora i vari Stoner e Pedrosa tirano dritto per la loro strada e per emerge Valentino deve dare fondo a tutto il suo enorme talento regalandoci spesso gare clamorose, come tutti ci attendiamo nella prossima serie ravviciata di Donington ed Assen. Probabilmente non ne usciremo con una classifica delineata, ma con gli occhi pieni di prodezze ed il cuore che batte a mille è più di certo. In classifica ora Stoner ha ripreso un piccolo margine su Rossi (14 punti), mentre Pedrosa dista 42 punti, tanti ma non troppi per un’eventuale rimonta.
Luca Cocchi
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AUTO STORICHE: A PELAGATTI E ORSI LA VERGATO -CEREGLIO CLASSIC
La 5°edizione rievocativa della Vergato-Cereglio ha goduto di un notevole successo di partecipanti.Le auto dagli anni 50 agli 80 (Fiat,Ferrari,Lancia,Alfa Romeo,Porsche,Lamborghini e altre)erano lucide e scattanti,ma soprattutto si è potuto godere della presenza di due barchette BANDINI(dell'omonimo costruttore forlivese attivo dagli anni 50 agli 80),vere regine della manifestazione,guidate da due nipoti del costruttore e collezionisti di queste rare vetture di famiglia,che già vinsero una Vergato-Cereglio nel 1962,nonchè questa stessa rievocazione.
Gli organizzatori ringraziano tutti i partecipanti e chi ha collaborato alla buona riuscita della manifestazione. A tutti l'appuntamento all'edizione 2008
Felice Fontana(pres Scuderiaduetorri)
di seguito la classifica:
Vergato-cereglio classic:
1)Pelagatti Stefano Triumph TR6 1968
2)Perrone Antonio Fiat 124 Sport 1972
3)Setti Luca opel Kadett coupè 1969
4)Carnevali Claudio Fiat 500F 1968
5)Gozzi Marco Lancia Fulvia HF 1.3 Coupè 6)Dondi Gino lancia Delta 1981 Vergato-Cereglio Sport:
1)Orsi Michele Bandini barchetta 1957
2)Soccini Marco Porsche 914 1979
3)Lubertini Claudio Porsche 911S 1972
4)Reggiani Marcello ferrari Dino 1976
5)Tossani Gabriele Porsche Targa 911
6)Naldi Roberto ferrari Dino 1978
Carlo Orzeszko
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G.P. Itlaia, Mugello 03-06-2007
1. Rossi Yamaha
2. Pedrosa Honda
3. Barros Ducati
4. Stoner Ducati
5. Hopkins Suzuki
6. Elias Honda
7. Cairossi Ducati
8. Vermeulen Suzuki
9. Melandri Honda
10. Hayden Honda
I fan in giallo possono dormire tranquilli, le chiavi di casa del Mugello sono saldamente attaccate al moschettone di Valentino Rossi. Sul circuito più bello del mondiale (ok, c’è anche Philip Island ma non fatevi conturbare solo da viste mozzafiato) il dottor Rossi si dimentica di velocità di punta, gomme e regolamenti a loro collegati per dar vita ad una delle sue migliori prestazioni di sempre. Parte piano, attorno all’ottavo posto per regalarci sorpassi elettrizzanti ed una fuga che va oltre le pur grandi possibilità di Pedrosa e della sua risorta Honda che non sarà ancora a posto ma che nel dritto pare molto vicina ai missili targati Borgo Panigale. Con questa vittoria, la sesta di fila al Mugello dove resta l’unico ad aver vinto in era MotoGp, Rossi ridà i giusti equilibri ad un mondiale mai così combattuto ad alto livello. Il rientro di Pedrosa tra i contentendi che contano, anche in previsione della gara di casa al Montmelò di domenica prossima, riporta una splendida incertezza alla competizione anche perchè Stoner non ha brillato in questa giornata. Sembrava dovesse contenere i danni accomodandosi nel gradino più asso del podio, ma il sorpasso subito da Barros non gli toglie solo 3 punti in classifca, ma fa pensare a futuri scenari di tenuta mentale. L’australiano non pare condizionabile, ma vedersi davanti una moto di un team satellite non gli avrà certo fatto piacere e non lo avrà tranquillizato. Proprio il brasiliano Barros è da considerarsi la sorpresa della giornata, cogliere un podio con una moto non gestita da una squadra ufficiale è sempre una impresa notevole. Sulle colline toscane sono naufragate le speranze di 2 italiani che qui avevano bisogno di dare uno scossone alla stagione. Capirossi dopo 2 giri da capofila è stata passato e lasciato ad un lontanto settimo posto, nonostante un motore fatto su misura per lui, ancora peggio Melandri che dopo qualche scaramuccia iniziale ha colto un nono posto del tutto insignificante. Ancora protagoniste le Suzuki, questa volta è stato Hopkins a fare una gran gara, il quinto posto, con 2 Ducati davanti sul circuito di casa, è un risultato altamente positivo, mentre Vermeulen dopo la pioggia amica della Francia ha comunque lottato coi migliori e si è inserito nel mezzo degli italiani di cui si diceva prima con una moto non certo a quel livello. Ora la classifica si è accorciata, solo 9 lunghezze dividono Stoner da Rossi, e i 33 di Pedrosa non devono sembrare troppi visto quante prove mancano ancora al termine della stagione e vista la prestazione odierna della Honda del piccolo spagnolo. Insomma, un mondiale sempre più bello dove il mostro sacro ha ancora voglia di domare al meglio i giovani ed arrembanti avvesari.
Luca Cocchi
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AUTO STORICHE: DOMENICA 10 GIUGNO RITORNA LA VERGATO -CEREGLIO CLASSIC
Giunta alla sua quinta edizione la "Vergato-Cereglio Classic" tornerà domenica 10 giugno a far rombare i motori sul mitico percorso che si snoda sui tornanti che da Vergato portano allo stabilimento dell'Acqua Cerelia.Ancora una volta organizzata dalla Scuderia Due Torri dell'attivissimo presidente Felice Fontana la manifestazione quest'anno prenderà il via da Piazza Bracci a San Lazzaro.Già una cinquantina di veicoli iscritti, ma gli organizzatori prevedono un ulteriore aumento di adesioni visto anche il fascino di questa manifestazione che ripropone un percorso che ha fatto parte della storia delle gare in salita.
Gli anni “cinquanta e sessanta” erano l’epoca d’oro di questo tipo di gare . In Italia tra le più famose possiamo elencare la “Aosta-Pila”, la “Appiano-Passo della Mendola”, la “Salita alla Consuma”, la “Castell’Arquato-Vernasca”, la “Trento-Bondone”, la “Vermicino-Rocca di Papa”.
Normalmente queste gare si disputavano su di una distanza variabile tra gli otto e i quindici chilometri con dislivelli tra i trecento e i mille metri. Le categorie erano Turismo, Gran Turismo e Sport. Nelle prime due categorie gareggiavano auto di serie con vari gradi di elaborazione (il gergo dell’epoca parlava di “auto truccate”), mentre nella categoria Sport gareggiavano prototipi a ruote coperte (barchette). Vi erano poi suddivisioni per classi di cilindrata.
Nelle Turismo 500 cc vi erano le Fiat 500 e le Steyer Puch, nelle 700 le Fiat 600 e le BMW 700, nelle 850 cc le Fiat Abart 850 T.C. e le D.K.W., poi Fiat 1100 TV, Lancia Appia, Alfa Romeo Giulietta T.I. e 1900 T.I.
Nelle Gran Turismo Berkeley, Fiat Abarth Zagato, Lancia Appia Zagato, Alfa Romeo Giulietta S.Z., Lancia Flaminia, Porsche Carrera, Fiat 8V e Ferrari 250 G.T.
Nelle Sport Giaur, Bandini, Osca 750, 1100 e 1500, Maserati 2000 e Abarth.
La nascita della Vergato-Cereglio è da riferirsi a questo clima esaltante per il mondo dei motori. Infatti il 15 marzo 1962 ad opera di Luciano Conti, Giancarlo Venturi, Moruzzi e Zucchi viene fondata a Bologna la “Scuderia Nettuno” che in brevissimo tempo fa passi da gigante, non solo nel campo delle partecipazioni alle gare anche internazionali (vittorie a Macon, Friburgo e alla 500 km del Nurburgring) ma anche in quello più impegnativo dell’organizzazione di competizioni di velocità: nasce così la Vergato-Cereglio. In effetti il tratto di strada che con pendenza costante sale da Vergato a Cereglio si prestava magnificamente per offrire il massimo della soddisfazione ai partecipanti e il massimo dello spettacolo agli appassionati. Iniziò così la storia sportiva dei 12.200 metri che da Vergato, passando per Susano e Cereglio, portavano allo stabilimento dell’Acqua Cerelia, storico sponsor della manifestazione, che si protrasse per tanti anni fino a diventare una prova del Campionato Europeo della Montagna.
Oggi la scuderia Due Torri la ripropone , non più come gara di velocità, ma per poter ripercorrere in gran numero i tornanti della strada in salita che divide le due località dell’Appennino bolognese, mostrando al pubblico giovane e non, le auto che in un recente passato hanno fatto sognare i nostri genitori ed anche i nostri nonni.
Le auto storiche, veri capolavori, hanno bisogno di dinamicità, di movimento; i loro proprietari sentono la necessità di mostrare al pubblico i loro tesori, tesori che richiedono sacrifici economici e di tempo: mantenerli in vita permette alle future generazioni di godere della bellezza dei pezzi pregiati e della simpatia e del pionierismo delle utilitarie che hanno fatto conoscere ed apprezzare il design e la tecnica italiani anche al di fuori dei nostri confini.
Carlo Orzeszko
QUESTO IL PROGRAMMA DELLA 5a EDIZIONE DELLA VERGATO-CEREGLIO CLASSIC
Domenica 10 giugno 2007
8.00: iscrizioni S. Lazzaro Piazza Bracci
9.00 Partenza per Vergato attraverso i colli bolognesi
11.00 riordino degli equipaggi
piazza dei Capitani a Vergato - Buffet
12.00 partenza scaglionata degli equipaggi di gara di Cereglio "attraverso i mitici tornanti" con rilevamento cronometrico
13.30 pranzo e premiazioni
15.30 saluto ai partecipanti
Aperto anche ad auto sportive moderne
Comitato org. tel-fax 051462328, cell. 3302562273
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Catch moto rubrica a cura di Luca Cocchi - 27-05-2007
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G.P. Greit Britain, Silverstone
Gara 1
1° Bayliss (Ducati)
2° Haga (Yamaha)
3° Corser (Yamaha)
Gara 2
Annullata
Piove in Inghilterra, piove talmente tanto che Gara 2 è stata annullata. Sul più brutto circuito del mondiale, il corto di Silverstone, pieno di buche ed avallamenti non era possibile correre in sicurezza la seconda gara della giornata. In gara 1 è stato Bayliss a leggere al meglio le condizioni della pista, e dopo una breve schermaglia con Corser ha allungato di quel poco da far in modo che né Corser né il rientrante Haga potessero impensierirlo in una disputa che sarebbe stata assai pericolosa viste le condizioni atmosferiche. Dopo i 3 del podio, il vuoto. Per incontrare Rolfo, quarto all’arrivo, passa quasi un minuto, mentre il leader del campionanto Toseland ha rimediato ad una caduta nelle fasi d’avvio con un ottavo posto colto al termine di una rimonta miracolosa. Col la carena rotta e con un manicotto del circuito idraulico andato, ha guidato con veemenza fino al termine, certamente aiutato dal freddo e dalla pioggia che hanno permesso di non alzare la temperatura del motore. Sesto al traguardo, al termine di una gara di più infamie che lodi è giunto Max Biaggi. Senza mai sorpassare nessuno e beneficiando delle sfortune altrui il romano riesce a rimanere sempre nelle parti alte della classifica del campioanto. Ora però servirà un cambio di ritmo, altrimenti anche in casa Suzuki Alstare qualcuno inizierà a storcere il naso sulla sua annata. Finita la prima metà del campionato verrà ora il tempo delle prime riflessioni in vista di una volata finale che vedrà per protagonisti almeno 4 piloti, Toseland, Haga, Bayliss e Biaggi, ma che non può escludere a priori l’inserimento di un Corser che potrebbe diventare l’ago della bilancia delle campetizione. Al di fuori di questi piloti si fa difficile pensare ad inserimenti che porterebbero a scossoni al di fuori delle singole gare. In alcuni casi si potrebbe sperare in alcune grandi performance di Lanzi e Rolfo con Ducati ed Honda ufficiali, mentre inserimenti della Kawasaki (in primis Laconi) paiono possibili solo nelle prove al termine di qualche giro perfetto.
Per gli appassioanti italiani ci sarà a giugno un nuovo appuntamento nel rinnovato circuito del Santamonica di Misano Adriatico. Per la pista romagnola sarà questo il battesimo del fuoco in vista dell’appuntamento con la MotoGp previsto ai primi di settembre.
Luca Cocchi
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G.P. Francia, Le Mans
1. Vermeulen Suzuki
2. Melandri Honda
3. Stoner Ducati
4. Pedrosa Honda
5. Hofmann Ducati
6. Rossi Yamaha
7. Hopkins Suzuki
8. Capirossi Ducati
9. Tamada Yamaha
10. Guintoli Yahama
Cercasi dottore disperatamente! Già, che fine ha fatto il Valentino Rossi che vinceva sempre o che regalava spettacolo a tutte le platee mondiali? A Le Mans, quinta gara del campionato, non c’è traccia di lui nei piani alti della classifica e siamo nuovamente ad ascoltare delle sue tribolazioni a proposito di gomme che non andavano sull’acqua. Quasi quasi pare che la “biaggite” lo abbia contagiato, se col romano il male dietro a cui nascondersi era il famigearto chettering che anche la casalinga di Voghera ora conosce, per Valentino la Michelen sta diventanto la scusa quindicinale. E dire che con le stesse gomme il pulcino bagnato Pedrosa ha colto la sua miglior prestazione di sempre sotto l’acqua al termine di una bella rimonta, e trattandosi di un pilota di solito fermo in quelle condizioni qualche dubbio nasce sulle scuse di Rossi. Certo nessuno si attendeva una gara degna del pesce Vermeulen, trionfatore con staccate di traverso sul bagnato che avranno fatto impazzire più di un vecchio tifoso Suzuki che attendeva questo successo dal lontano 2001, e nemmeno una alla Melandri, altro fenomeno da bagnato che ha seguito a lungo l’australiano prima di arrendersi anche a causa di un diluvio universale che non permetteva la minima visuale al pilota che segue in scia. Ma un mesto sesto posto, passato anche dal carneade Hofmann con la Ducati del team satellinte, pare proprio troppo poco per il più grande di sempre. Se poi ci mettiamo che il solito Stoner si è accomodato sul podio con una gara condotta con sagacia e maestria, la tappa francese suona come campanello d’allarme per il campionissimo e la sua Yamaha. La Ducati continua così il suo sogno di vincere il mondiale, Stoner allunga in classifica e a Borgo Panigale il podio francese in una pista considerata indigesta come quella del Bugatti sarà stato considerato come un successo superiore a quello cinese (aperture di mercato a parte, chiaro). Si rilancia in classifica anche il ravennate Melandri, che affianca l’uomo Honda per eccellenza, Pedrosa. Se in casa Honda iniziassero a sentir anche qualche sua considerazione potrebbe essere che anche il bistrattato Hayden ritorni ad essere un pilota da primi posti. In Francia c’era quasi riuscito, viaggiava quarto davanti a Rossi e Pedrosa, ma una frenata nel mezzo di una pozzanghera l’ha fatto volar via. Peccato, poteva essere il ritorno ai vertici di un già ex campione del mondo…Ma ora tutti al Mugello, i vari Melandri, Capirossi (deludente in Francia, al di là del settaggio sbagliato dai tecnici sulla moto da bagnato) ed ovviamente Rossi attenderanno la gara di casa per far impazzire i propri tifosi, ma l’australiano di casa Ducati pare ormai maturo per essere protagonista ovunque. E con quel rettilineo di oltre un chilometro chissà cosa accadrà. Ma il Mugello non è solo velocità, sulle colline toscane ci sono curve e controcurve, cambi di direzione e tutto quanto l’appassionato di moto può aspettarsi. Largo alla passione, magari con qualche tappo per le orecchie visto il famoso motto “al Mugello non si dorme”.
Luca Cocchi
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G.P. Cina
1. Stoner Ducati
2. Rossi Yamaha
3. Hopkins Suzuki
4. Pedrosa Honda
5. Melandri Honda
6. Capirossi Ducati
7. Vermeulen Suzuki
8. De Puniet Kawasaki
9. Hofmann Ducati
10. Checa Honda
Non finisce il momento magico di Stoner e del suo missile Ducati. Terza vittoria su quattro gare per l’australiano di Kurri Kurri e per la Desmo4 di Borgo Panigale che hanno la meglio su Valentino Rossi senza nemmeno battagliare nel finale. Ci prova Valentino a tentare il tutto per tutto alla staccata da prima marcia al termine del lunghissimo rettilineo della pista cinese, ma l’azzardo viene pagato pesantemente, perdendo momentaneamente anche la seconda posizione a causa di un lungo, posizione che si riprenderà dopo poco più di 2 giri sull’americano Hopkins. Ma quella manovrà gli avrà fatto capire che contro Stoner c’era ben poco da fare. Tutti ora parlano della velocità della Ducati, cosa che veniva detta già negli anni passati, ora va fatto notare come Stoner utilizzi al meglio questa indubbia dote ma che ci metta molto del suo per far scorrere al meglio nelle parti guidate una moto che prima veniva considerata incurvabile. Dopo del fantastico trio da podio, da rimarcare la super gara di Hopkins con uan Suzuki terza forza del campionato, emerge preoccupante la situazione di casa Honda. L’enfant prodige Pedrosa non è mai in corsa per le posizioni che contano, coglie un quarto posto staccatissimo dal podio, cercando solo di arrivare al traguardo come primo hondista, tra l’altro in una pista dove l’anno scorso aveva vinto. Alle sue spalle è arrivato Melandri, ed ora verrebbe da chiedersi se in casa Honda non fosse il caso di mettere a disposizione dell’italiano un trattamento pari a quello dello spagnolo, almeno per trovarsi con un pilota gommato Bridgestone su cui puntare nel caso di nuove ambasce Michelin. Sempre in casa Honda da registrare un nuovo danno causato dal solito irruento Elias che con un’entrata troppo allegra ha spinto fuori pista il campione del mondo (già ex!!??) Hayden e Barros che arrivava a questa gara carico della bella prestazione in Turchia e delle positive prove che lo vedevano nella parte alta della griglia di partenza. Buona anche la prestazione della sola Kawasaki al via, quella di De Puniet, quasi quasi con un vero pilota alla guida potrebbe costituire una nuova sorpresa in stile Suzuki. Ora il mondiale rientrerà in Europa, prima tappa a Le Mans, un circuito senza grandi rettilinei dove sarà interessante vedere il comportamento della Ducati. Poi 2 circuiti tecnici ma con un rettilineo stile Cina come Mugello e Barcelona, dove i piloti che vorranno giocarsi il titolo fino al termine della stagione dovranno per forza di cose farsi trovare ai vertici costantemente. Mondiale che ora vede Stoner con 15 punti di vantaggio su Rossi e ben 37 su
Pedrosa.
Luca Cocchi
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G.P. Olanda, Assen
Gara 1
1° Toseland (Honda)
2° Haga (Yamaha)
3° Xuas (Ducati)
Gara 2
1° Bayliss (Ducati)
2° Toseland (Honda)
3° Biaggi (Suzuki)
Conosciuta fino a 2 anni fa come l’università della moto, ora Assen è un circuito con un minimo di fascino ma normalizzato. La fortuna vuole che i piloti della Superbike di normalizzato abbiano poco, così gare come quelle viste in Olanda riappacificano con lo spettacolo e la ricerca di emozioni. Gara 2 rappresenta uno dei migliori biglietti da visita di sempre di questo mondo, la vittoria di Bayliss di 9 millesimi su Toseland, andando ad inventarsi una traiettoria impossibile per vincere allultimo metrosignifica che con questi mezzi c’è ancora la possibilità di creare in proprio. Se ci mettete che tutti gli ultimi 3 giri sono stati un continuo sorpassarsi, si può dire che qualsiasi sia la pista il divertimento sempre viene garantito. Assen ha disegnato un mondiale avvincente ma con un padrone designato, Toseland comanda tranquillo e solo imprese come quella di Bayliss o quella di Xaus a Valencia possono parzialmente fermarlo, ma per la conquista del mondiale si fa fatica a vedere un’alternativa. Non impensierisce certo Biaggi, uscito ridimensinato dall’Olanda, al termine di 2 gare anonime con un podio colto in gara 2 solo che concessioni legate alle sfortune altrui, vedi la rottura del motore di Haga, la situazione fisica di Corser (caduto in gara 1 per il cedimento di un manicotto del radiatore che ha gettato acqua sulla gomma) e per le cadute di Lanzi e Xaus. Certo è che il suo cammino molto haydeniano lo sta tenendo ad una distanza limitata su Toseland per una eventuale sfortuna dell’inglese di Sheffield, ma in questo mondiale dalle grandi emozioni il romano pare già figura di secondo piano. Sicuramente in rampa di lancio Ruben Xaus, che con la Ducati del team Sterilgarda ha conquistato un podio esaltante, mentre qualche dubbio sta sorgendo sulle Yamaha. Moto velocissime, ma 2 banali inconvenienti hanno bloccato in una manche a testa i suoi 2 piloti, ed ora la testa della classifica inizia ad essere lontana. Poche altre note da segnalare in terra olandese, ormai i piloti che possono lottare per la vittoria sono i soliti noti, mentre desta qualche dubbio sulle prestazioni una Kawasaki sempre nel mezzo di qualche problema e la Honda, Toseland a parte, appare come una moto non sempre performante. Rolfo arranca, mentre i piloti del team Alto Evolution, Brookes e Muggeridge, sono solo comparse. Prossima tappa a Monza, il mondiale riapproda in Italia sul circuito più veloce del circus. Sarà interessante verificare se le incredibili potenze di queste derivate di serie resisteranno per le intere gare sui lunghi rettilinei del circuito brianzolo. In passato abbiamo visto svariati fumi bianchi, il test sarà una sentenza importante per la calda estate incombente sul mondiale
SBK.
Luca Cocchi
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SUPERBIKE
G.P. Donington
GARA 1
1. Toseland Honda
1. Corser Yamaha
2. Biaggi Sukuki
GARA 2
1. Haga Yamaha
2. Biaggi Suzuki
3. Corser Corser
Era tutto pronto a Donington per le cavalcate vincenti di Bayliss e della sua Ducati, dopo 2 giorni di prove da domintore assoluto, e la partenza di gara 1 era lì a dimostrarlo. Ma nell’entrata di un curvone veloce l’australiano perdeva il posteriore della sua Ducati e veniva sbalzato violentemente fuori pista rovinando nella ghiaia e distruggendosi il mignolo della mano destra. I medici decideranno di operarlo immediatamente, impedendogli di fatto di partecipare a gara 2. Così sulla pista di casa è diventato facile per Toseland cogliere un facile successo nella prima frazione, tenendo sempre a distanza
Corser, mentre sul podio arrivava anche Biaggi al termine di una gara in recupero. In gara 2 sembrava un copione già scritto per il pianista di Sheffield, partenza e fuga immediata, ma il motore della sua Honda Ten Kate lo piantava subito regalando il palcoscenico alla coppia Yamaha Haga-Corser ed alla Suzuki di
Biaggi. Al termine di un susseguirsi di sorpassi il romano pareva avere la meglio, ma arrivava leggermente lungo nell’ultimo tornantino dove piombava come un falco Haga che lo freddava proprio sulla linea del traguardo. Prima vittoria Yamaha nel 2007, con una R1 decisamente in cresciata che pare stia risolvendo i problemi di gomma che ne avevano condizionato le uscite precedenti. Venendo a mancare Bayliss è stata una giornata difficile per la bicilindrica di Borgo
Panigale, e più che l’ufficiale Lanzi l’onore delle armi è stato salvato da Xaus che con la moto del team Sterilgarda proveniente dal campionato AMA del 2006 ha dato spettacolo. Se non fosse stato per una caduta assurda ad un giro dal termine in gara 1, lo spagnolo avrebbe portato a casa un quinto ed un quarto posto sensazionali per un team non ufficiale. Qualche segnale di rinasciata anche in casa Kawasaki, con un Laconi a lungo protagonista fino a quando le gomme hanno sostenuto la potenza della sua moto. In classifica continua a condurre
Toseland, ma grazie ai piazzamenti Biaggi si è rivvicinato a soli 5 punti, e dietro a loro spuntano le ritrovate Yamaha di Haga e
Corser. Il campione del mondo Bayliss si trova ora a 51 punti di distanza, un distacco non incolmabile ma che non permetterà più alcun passo falso. Prossimo appuntamento a Valencia, circuito dove proprio Bayliss umiliò tutti i protagonisti della MotoGp nella storica gara che costò il titolo a Valentino Rossi ed incoronò Hayden campione del mondo.
SUPERSPORT
G.P. Donington
1. Sofuoglu Honda
2. Harms Yamaha
3. Fujiwara Honda
Se pensate ad una gara inimmaginabile quella di Donington fa al caso vostro. Non sono della partenza 3 dei favoriti, il campione del mondo Charpentier
(Honda), ed il duo ufficiale Yamaha Curtain-Parkes, mentre il fresco vincitore dell’Australia, Foret (Kawasaki), è attanagliato da mille problemi, parte dalla ventesima posizione e dopo poche tornate rientra mestamente ai box. Tutto facile per il turco
Sofuoglu? Non proprio, parte come un missile, però la sua Honda inizia ad accusare problemi, ma proprio nel mezzo della gara la caduta di 3 comprimari a causa di olio lasciato in pista ferma la gara. Nuovo via e situazione analoga, questa volta il turco riesce a resistere fino al termine portando a casa la seconda vittoria dell’anno ed involandosi in classifica. Da sottolineare che la gara si è trasformata in un monomarca
Honda, con la CBR600RR ad occupare per intero il podio. Buona gara per il ritrovato Sanna (5° posizione) e caparbia rimonta di Nannelli su Ducati che coglie un 10° posto al termine di un weekend problematico. I segnali che lancia Donington fanno sembrare che la novità turca stia vivendo un anno magico, a breve vedremo se si tratta di un fuoco di paglia oppure stiamo assistendo alla nascita di una nuova stella (o mezzaluna che dir si voglia!).
Luca Cocchi
G.P. Andalusia Jerez De La Frontera – Spagna
Ordine d’arrivo
1. Rossi Yamaha
2. Pedrosa Honda
3. Edwards Yamaha
4. Elias Honda
5. Stoner Ducati
6. Checa Honda
7. Hayden Honda
8. Melandri Honda
9. Vermeulen Suzuki
10. Nakano Honda
Fa strike il dottor Rossi sulla pista di Jerez de la Frontera, e non solo a bowling coi suoi amici a fine gara. Evidentemente Valentino se la sentiva questa vittoria, se la scenetta era già stata predisposta in anticipo con tutti gli amici vestiti da birilli e lui alle prese con una palla immaginaria. Si interrompe così un digiuno che durava da 5 gare (poche per tutti, tante per lui!), e si ristabiliscono i valori in una MotoGP che aveva preso la piega dei ragazzini terribili. L’idolo di casa,
Pedrosa, parte in testa, viene passato da Vale, prova a resistere ma si deve progressivamente arrendere ad un pilota ed una Yamaha troppo superiori in quel di
Jerez. La conferma che oggi la moto di Rossi fosse a posto viene dal podio ottenuto dal compagno di squadra
Edwards, ed al termine è festa grande per un team veramente
affiatatissimo. L’incredibile pubblico spagnolo (oltre 138.000 persone) deve così festeggiare il dottore italiano, accontentandosi della vittoria dell’idolo di casa Jorge Lorenzo nella 250. Ma non poteva certo essere Pedrosa ad accendere gli entusiasmi (a vederlo si rimpiangono le emozioni trasmesse da un comitato centrale sovietico ai tempi di Breznev…), a quello ci ha pensato uno Stoner partito guardingo poi arrembante in un finale che ha visto la sua Ducati riproporre i pregi ed i difetti da anni conosciuti. Con sorpassi al fulmicotone il giovane australiano ha colto un quinto posto che lo vede ora in seconda posizione nel mondiale ed ha dato morale ad una squadra alle prese col fine settimana nerissimo di Loris Capirossi, solo dodicesimo al traguardo. Jerez pareva la pista adatta per la resurrezione del campione del mondo
Hayden, ma progressivamente l’americano si è andato spegnendo arrivando di nuovo nelle retrovie, dando strada ad uno degli idoli del pubblico, quel Checa capace di esaltarsi anche quando tutti lo davano già per bollito. Purtroppo una scivolata ha tolto di mezzo Hopkins e la sua Suzuki nel mezzo di una corsa al solito esaltante. Sorpassato dopo lunga attesa
Hayden, il suzukista si è fatto prendere la mano nel tentativo di rimonta ed ha vanificato una gara che lo poteva lanciare in una posizione importante anche per il
mondiale.Prossimo appuntamento in Turchia, una pista cara al romagnolo Melandri (ha vinto entrambe le 2 edizioni lì svolte), che mai come ora avrebbe bisogno di un risultato incoraggiante per risollevare una stagione nata travagliata.
Ora la classifica è così composta :
1. Rossi 45
2. Stoner 36
3. Pedrosa 36
Luca Cocchi
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Catch moto rubrica a cura di Luca Cocchi
Quello che prenderà il via domenica 1 aprile da Valkenswaard (Olanda)
col G.P. del Benelux sarà l’anno zero del Campionato Mondiale di
Motocross. Dopo 10 titoli iridati ed oltre 100GP vinti, Stefan Everts
ha deciso di appendere il casco al chiodo. Chiude da imbattuto la sua
irripetibile carriera il mitico campione belga, contraddistinto come
solo i grandissimi da un suo personalissimo numero, il 72. Si aprirà
un campionato all’insegna dell’equilibrio, e se non avrà più il
livello tecnico che il belga garantiva da solo, avrà una lunga serie
di contendenti che daranno vita ad un mondiale di certo combattuto.
Nella categoria MX1 (moto 4 tempi, 450cc) i favori del pronostico
cadono sul neozelandese Coppins, sostituto di Everts in casa Yamaha,
che dovrà vedersela dai soliti avversari di categoria e da giovani
baldanzosi approdati dopo splendide battaglie in MX2 (moto 4 tempi,
250cc) nella classe regina. Nella prima categoria possiamo annoverare
i belgi di casa Suzuki Stijbos e Ramon, l’estone Leok su Kawasaki, l’olandese
De Reuves compagno di squadra di Coppins e lo spagnolo Barragan su KTM,
mentre fra i secondi l’italiano Philippaerts su KTM e lo scozzese
Mackenzie su Kawasaki. Fra le possibili sorprese va considerato il
giovane tedesco Nagl con una Kawasaki di un team satellile, ma già
aggregato alla squadra ufficiale. Da verificare anche il potenziale
delle Aprilia bicilindriche, affidate agli esperti Melotte e Chiodi,
mentre un’occhiata sarà da riservare a Beggi in sella ad una WRM
che si annuncia interessante. In MX2 si prefigura una sfida a 4 tra l’italiano
Cairoli su Yamaha, l’attuale campione del mondo francese Pourcel su
Kawasaki e la coppia KTM composta dal sudafricano Rattray e dall’inglese
Searle. Ma qui le soprese saranno come al solito all’ordine del
giorno.
Luca Cocchi
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AUTO STORICHE :CONFERENZA STAMPA trofeo Secchia Rapita per autostoriche
AUTO STORICHE: TROFEO SECCHIA RAPITA
Raduno di beneficenza per autostoriche
2° Trofeo Secchia Rapita e 4° Meeting di San Giuseppe - Castelfranco
Emilia (MO) - Monteveglio (BO) - 17-18 Marzo 2007
BOLOGNA E MODENA SI RIGIOCANO LA SECCHIA CON LE AUTO D’EPOCA - Il
raduno è organizzato anche quest’anno dallla Scuderia Modena
Historica e Bolognautostoriche;come l'anno scorso il ricavato sarà
devoluto in beneficenza ad un ente locale no profit. Il percorso della
manifestazione si snoderà lungo le strade tra Monteveglio (BO) e
Castelfranco Emilia (MO), località intrise di storia per le due
città.
Proprio queste zone, e precisamente Zappolino e la Fossalta, furono
infatti teatro di due delle più sanguinose battaglie fra Guelfi e
Ghibellini dell’alto medioevo, nel lontano 1325. I due attivi
sodalizi di motorismo storico si rigiocheranno la Secchia Rapita,
vinta l’anno scorso dalla compagine modenese, non più con alabarde
e mazze ferrate, ma con splendide auto d’epoca e cronometri. La
manifestazione, viste anche le finalità benefiche, sarà ovviamente
aperta a tutti gli equipaggi, e ben vengano quelli di altri sodalizi,
di altre regioni …o di altre nazioni, che però, all’atto dell’iscrizione
saranno chiamati a schierarsi a prescindere dalla provenienza! O
Guelfi o Ghibellini, insomma! Le due compagini si giocheranno il
Trofeo sulla base di circa 35 prove cronometrate, distribuite su un
percorso molto articolato, tra pianura e collina.
I piloti si incontreranno nella mattinata di sabato 17 Marzo a
Castelfranco per le iscrizioni e le verifiche sportive. Dopo il
pranzo, scatterà il via da Castelfranco, nella Piazza del monumento
al “Tortellino”; il percorso prevede di raggiungere Monteveglio,
di fare ritorno a Castelfranco attraversando il centro tra due ali di
sbandieratori in stile medievale, con arrivo finale di nuovo a
Monteveglio. Lungo il percorso è previsto un controllo presso il
monumento a Gordini, noto a tutti gli appassionati di motori.
La manifestazione continuerà Domenica 19 Marzo con partenza alle 9.00
a Castelfranco, nell’ambito della Sagra di San Giuseppe e si
concluderà con il pranzo.
Nel pomeriggio sempre a Castelfranco E., si svolgeranno le consuete
spettacolari prove speciali lungo la via Emilia chiusa al traffico per
l’occasione, valide solo per il 4° Meeting di San Giuseppe.
La ‘tenzone’ si concluderà con le premiazioni della classifica
individuale, l’assegnazione dell’ambita Secchia alla compagine
vittoriosa, e della classifica del 4° Meeting di san Giuseppe.
Per informazioni:
Davide Alvisi (tel 393 4035124) Umberto Ferrari (tel 348 7444261)
Bolognautostoriche Scuderia Modena Historica
Via San Rocco, 5/b Via Braida, 138/3
40122 Bologna 41049 Sassuolo (MO)
Tel 392 6662111 Tel 0536 811798
Fax 051 6412863 Fax 0536 811799
Email: bolognautostoriche@libero.it Email: segreteria@modenahistorica.it
www.bolognautostoriche.it www.modenahistorica.it
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Catch moto rubrica a cura di Luca Cocchi comunicato del 10-03-2007
GP QUATAR
1. Casey Stoner Ducati
2. Valentino Rossi Yamaha
3. Dani Pedrosa Honda
4. John Hopkins Suzuki
5. Marco Melandri Honda
6. Colin Edwards Yamaha
7. Chris Vermeulen Suzuki
8. Nicky Hayden Honda
9. Alex Barros Ducati
10. Shinya Nakano Honda
La nuova era della MotoGP con moto da 800cc si apre come si era chiusa
la precedente con moto da 1000cc, la Ducati davanti a tutti ed un
australiano sul gradino più alto del podio. Ma al posto di Troy
Bayliss questa volta c’è Casey Stoner, (chiamato simpaticamente
Rolling Stoner per via delle sue frequenti e spettacolari cadute)
ventunenne talento di Kurri Kurri, che sfrutta al meglio il siluro
preparato a Borgo Panigale e compie una gara sbalorditiva, vincendo la
resistenza della Yamaha di un certo signor Rossi dopo ben 10 sorpassi
e controsorpassi e centrando il miglior tempo della gara proprio nel
giro finale, segno di una condizione perfetta e di una tenuta
psicologica non prevista. Troppo veloce la sua Ducati (ben 20km di
differenza), anche il fenomeno Valentino si deve arrendere alla
giornata di grazie del buon Casey. Ma va dato merito a Valentino di
aver ripetutamente resistito alla Honda di Pedrosa con staccate al
fulmicotone, lasciando il giovane spagnolo a distanza a battersi con
Hopkins su di una rinata Suzuki. Pedrosa dovrà rivedere il suo
approccio alle staccate, faceva impressione vederlo passare di puro
motore in rettilineo e poi sistematicamente battuto in frenata dove
anticipava regolarmente di 20 metri l’inizio di quella di Valentino.Compie
invece un miracolo l’americano di casa Suzuki, centrando un quarto
posto dopo soli 40 giorni dalla frattura allo scafoide. Alle spalle
dei 4 cavalieri di Losail (ennesima apertura del mondiale in Quatar,
tanto possono i petroldollari a fronte di tribune vuote e ad un clima
da gara di cammelli…) arriva un Melandri mai in lotta per le
posizioni che contano ed un Edwards dalle grandi aspettative ma
livellato in gara dai talenti maggiori del suo. Bisogna scendere fino
all’ottavo posto per trovare il campione del mondo Hayden, che per
recuperare qualche posizione sfrutta varie cadute tra le quali quelle
di Checa e Capirossi. Partito male, il buon Loris si lancia all’inseguimento
dei battistrada, compie il giro più veloce della gara ma finisce per
perdere l’avantreno della sua Ducati che lascia nella ghiaia.
Prossima tappa a Jerez de la Frontera (Andalusia, Spagna), un circuito
medio-lento dove la tecnica dovrebbe aver la meglio sulla velocità. E
lì, finalmente, il mondiale riabbraccerà il grande pubblico, feste,
trajas, striscioni colorati e gente partecipe riporterà nel circus la
sua atmosfera che ne fa uno degli spettacoli più amati dal pubblico
di tutto il mondo.
Luca Cocchi
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MANIFESTAZIONI AUTO 2007
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AUTO STORICHE: TROFEO SECCHIA RAPITA
Raduno di beneficenza per autostoriche
2° Trofeo Secchia Rapita e 4° Meeting di San Giuseppe
Castelfranco Emilia (MO) - Monteveglio (BO)
17-18 Marzo 2007
BOLOGNA E MODENA SI RIGIOCANO LA SECCHIA CON LE AUTO D’EPOCA
Il raduno è organizzato anche quest’anno dallla Scuderia Modena Historica e Bolognautostoriche;come l'anno scorso il ricavato sarà devoluto in beneficenza ad un ente locale no
profit.
Il percorso della manifestazione si snoderà lungo le strade tra Monteveglio (BO) e Castelfranco Emilia (MO), località intrise di storia per le due città.
Proprio queste zone, e precisamente Zappolino e la Fossalta, furono infatti teatro di due delle più sanguinose battaglie fra Guelfi e Ghibellini dell’alto medioevo, nel lontano 1325.
I due attivi sodalizi di motorismo storico si rigiocheranno la Secchia Rapita, vinta l’anno scorso dalla compagine modenese, non più con alabarde e mazze ferrate, ma con splendide auto d’epoca e cronometri.
La manifestazione, viste anche le finalità benefiche, sarà ovviamente aperta a tutti gli equipaggi, e ben vengano quelli di altri sodalizi, di altre regioni …o di altre nazioni, che però, all’atto dell’iscrizione saranno chiamati a schierarsi a prescindere dalla provenienza! O Guelfi o Ghibellini, insomma!
Le due compagini si giocheranno il Trofeo sulla base di circa 35 prove cronometrate, distribuite su un percorso molto articolato, tra pianura e collina.
I piloti si incontreranno nella mattinata di sabato 17 Marzo a Castelfranco per le iscrizioni e le verifiche sportive.
Dopo il pranzo, scatterà il via da Castelfranco, nella Piazza del monumento al “Tortellino”; il percorso prevede di raggiungere Monteveglio, di fare ritorno a Castelfranco attraversando il centro tra due ali di sbandieratori in stile medievale, con arrivo finale di nuovo a
Monteveglio.
Lungo il percorso è previsto un controllo presso il monumento a Gordini, noto a tutti gli appassionati di motori.
La manifestazione continuerà Domenica 19 Marzo con partenza alle 9.00 a Castelfranco, nell’ambito della Sagra di San Giuseppe e si concluderà con il pranzo.
Nel pomeriggio sempre a Castelfranco E., si svolgeranno le consuete spettacolari prove speciali lungo la via Emilia chiusa al traffico per l’occasione, valide solo per il 4° Meeting di San Giuseppe.
La ‘tenzone’ si concluderà con le premiazioni della classifica individuale, l’assegnazione dell’ambita Secchia alla compagine vittoriosa, e della classifica del 4° Meeting di san Giuseppe.
Per informazioni:
Davide Alvisi (tel 393 4035124) Umberto Ferrari (tel 348 7444261)
Bolognautostoriche Scuderia Modena Historica
Via San Rocco, 5/b Via Braida, 138/3
40122 Bologna 41049 Sassuolo (MO)
Tel 392 6662111 Tel 0536 811798
Fax 051 6412863 Fax 0536 811799
Email: bolognautostoriche@libero.it Email: segreteria@modenahistorica.it
www.bolognautostoriche.it www.modenahistorica.it
Comunicato stampa n. 2/2007
Bologna, 8 febbraio 2007
LA QUINTA EDIZIONE DI MY SPECIAL CAR SHOW DAL 13 AL 15 APRILE 2007 A RIMINI FIERA
Dopo un’entusiasmante anticipazione al Motor Show di Bologna 2006, continua il conto alla rovescia per la quinta edizione di My Special Car Show, il Salone dell’Auto Speciale e Sportiva, organizzato per il quarto anno da Promotor
International, che si terrà a Rimini Fiera dal 13 al 15 aprile 2007. Durante gli ultimi tre anni i numeri della manifestazione si sono dimostrati in costante crescita: la superficie occupata è passata da 39.000 a 77.644 metri quadrati (+99%), il numero delle aziende presenti è cresciuto da 182 a 309 (+70%), quello dei visitatori da 61.244 a 90.736 (+48%), gli operatori economici da 3500 a 4821 (+38%), i giornalisti accreditati da 145 a 219 (+51%), i raduni da 6 a 9 (+50%), i convegni, le conferenze e le premiazioni da 22 a 220 (+900%).
Quest’anno saranno occupati anche i due nuovi padiglioni di Rimini Fiera, che misurano circa 13.500 mq e sono stati inaugurati a settembre 2006, e saranno allestite 8 aree esterne – della dimensione totale di oltre 17.000 mq - che saranno a disposizione delle Case Automobilistiche e degli espositori per test drive ed esibizioni che coinvolgeranno il pubblico di My Special Car Show.
Il lay out della manifestazione sarà simile a quello dell’anno passato, con le due anime del Salone ben distinte. Una parte del quartiere fieristico sarà riservata alle più grandi aziende italiane ed europee di Tuning e Car Entertainment e una parte ai raduni degli appassionati della personalizzazione dell’automobile e alle attività dinamiche. Per il Tuning saranno presenti aziende produttrici di accessori auto per interni ed esterni, cerchi e gomme, kit per allestimenti estetici, preparazioni motoristiche ed elettroniche, personalizzazione interni, lubrificanti, benzine ed additivi, prodotti per la cura e la manutenzione dell'auto, abbigliamento tecnico e sportivo e auto-attrezzature. Per il Car Entertainment, invece, aziende di car audio e car entertainment, car hi-fi, car
navigation, elettronica di bordo, telefonia mobile, sistemi di info mobilità e car
alarm.
My Special Car Show si è contraddistinta nel 2006 per la partecipazione di 10 Case automobilistiche (BMW con il marchio Mini,
Citroën, DaimlerChrysler con il marchio smart, Fiat, Opel, Peugeot, SEAT, Subaru e
Volkswagen, Kia) che hanno scelto di partecipare all’evento con le loro linee sportive, per un elevato livello qualitativo degli allestimenti e delle auto esposte. Anche quest’anno è confermata la presenza a Rimini delle Case Automobilistiche con le loro linee speciali a riprova dell’interesse dell’industria per il settore della personalizzazione.
Quarto compleanno anche per My Special Club, il più grande raduno indoor italiano riservato ai club di
tuning, che riuniscono gli amanti di vetture speciali e personalizzate. Nel 2006 My Special Club ha visto partecipare 1009 automobili uniche e nel 2007 punta ancora di più sulla qualità delle creazioni degli appassionati.
Accanto a My Special Club, sono in programma a Rimini altri due eventi legati al mondo del Car Entertainment: Special Pressure
Level, riservato agli appassionati del SPL (Sound Pressure Level) e Special Sound, evento dedicato alle migliori preparazioni audio dal punto di vista della qualità sonora e dell’installazione, realizzato con la collaborazione di Ritmi Urbani.
In occasione della quinta edizione di My Special Car Show, Promotor International ha annunciato anche il debutto di
ETO, European Tuning Organization associazione europea di operatori economici nata lo scorso 23 ottobre a Bologna con l’adesione dell’associazione italiana
ASCAR, della belga FEDERAUTO, della greca HATA e, solo come membro fondatore, della statunitense
SEMA. A pochi mesi dalla sua costituzione, il numero delle associazioni che fanno parte di ETO è già salito a nove, con le adesioni di ANECRA per il Portogallo, V.A.T.Z. per la Germania, SVESKA BILSPORTFORBUNDET per la Svezia e FI2A per la Francia.
Appuntamento quindi a Rimini, dal 13 al 15 aprile con My Special Car Show: dove niente è di serie!
V My Special Car Show – Salone dell’Auto Speciale e Sportiva
Rimini Fiera, 13 - 15 Aprile 2007 – Via Emilia, 155 – 47900 Rimini
Organizzazione: Promotor International S.p.A.
Via Milazzo, 30 – 40121 Bologna – ITALIA –
Tel +39 051 6451011 – Fax +39 051 6451159
Informazioni per la stampa: Maria Rita Tattini – press@myspecialcar.it
Piante e materiale fotografico in alta definizione disponibili sul sito http://www.myspecialcar.it
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