www.catchweb.net

 

 

AUTO STORICHE 2011 in collaborazione con..
Gare informazioni foto con CW

 

LE MILLE E UNA AUTO...di Maurizio Alertoni clicca qui.....

 

ANNO 2011

 

07-03-2011
AUTOSTORICHE – SABATO E DOMENICA SULLE STRADE TRA MODENA E BOLOGNA SI RIEVOCA LO SCONTRO PER LA SECCHIA RAPITA CON 150 AUTO IN GARA
di Carlo Orzeszko
E' stata presentata nella prestigiosa “sala blu” dell’ASCOM di Bologna la quinta edizione del “Trofeo della Secchia Rapita”, gara di regolarità per auto storiche.
Il Direttore Generale dell'Ascom Giancarlo Tonelli ha sottolineato il valore della manifestazione introducendo i numerosi relatori: Pietro Fantazzini (Vice Presidente Federorafi di Bologna), Maurizio Albertoni e Umberto Ferrari (rispettivamente Vice Presidente e General Manager della Scuderia “Modena Historica”), Mario Sandrolini e Davide Alvisi (rispettivamente Presidente e Segretario della Scuderia “Bologna Autostoriche”).
In sostanza la manifestazione è la rievocazione di quello che accadde nel 1325: in quel di Zappolino, Guelfi e Ghibellini si scontrarono, in una battaglia senza pari, culminata con l’inseguimento dei bolognesi fino alle porte della città, dove nei pressi di Porta Saffi, i Ghibellini sottrassero ai rivali la “Vil secchia da un baiocco” tanto cantata dal Tassoni.
La leggenda si tramandò per secoli e la rivalità tra le due città accese di entusiasmo le molte scaramucce universitarie degli anni Sessanta. 
Una storia giunta fino alla primavera del 2006 quando Modena Historica e Bologna Autostoriche, decisero di trasformare la disfida in una manifestazione divertente e benefica. Insomma… tutta un’altra storia che trova però le proprie radici nella storia stessa e le riporta all’attenzione contemporanea. 
Dopo le prime quattro edizioni il Trofeo della Secchia Rapita non si arresta e quindi l’appuntamento con il 5° Trofeo della Secchia Rapita del 12 e il 13 marzo si arrichisce di grandi novità. 
Il rombo dei motori partirà da Piazza Grande a Modena, passando poi per alcuni dei territori più affascinanti dell’Appennino Tosco Emiliano, fra borghi medievali, musei di motori (Ferrari e Lamborghini), eno-gastronomia e prove al cronometro. Come la storia del Trofeo insegna, parteciperanno nomi di spicco della regolarità nazionale: 140 saranno i partecipanti che prenderanno parte alla gara e che già ora stanno scaldando i loro motori. 
Suddivisi tra Guelfi e Ghibellini gli equipaggi e le auto storiche sono ormai pronte a correre questa due giorni di beneficenza, il cui ricavato andrà ancora una volta alla Fondazione Legato Dino Ferrari per la distrofia muscolare.
Le prove cronometrate che i concorrenti dovranno affrontare nei due giorni di gara saranno 60 con alcune prestigiose sulla pista Ferrari di Fiorano!; difficile fare una previsione per la vittoria finale individuale, perché i concorrenti fortissimi (Top Driver) e molto forti (Driver A) sono più di 30 e tutti possono candidarsi alla vittoria. 
I primi 7 “Guelfi” e i primi 7 “Ghibellini” della classifica individuale si affronteranno in quel di Castelfranco Emilia per decidere a chi verrà assegnato il “Trofeo della Secchia rapita”; qui il pronostico è un po’ più facile perché i “detentori” bolognesi sono, quest’anno, sulla carta un po’ inferiori agli “sfidanti” modenesi, ma non c’è niente di certo, come spesso accade quando ci si sfida sul filo del secondo la tensione della sfida finale provocherà grandi sorprese. 
Quindi appuntamento sabato mattina per lo spettacolo di 140 macchine storiche in Piazza Grande a Modena e domenica pomeriggio per la sfida finale a Castelfranco Emilia. 
Carlo Orzeszko

 



Autostoriche “Torri e Motori”
di Carlo Orzeszko
Anche quest’anno gli appuntamenti più importanti della Regione Emilia-Romagna sono inseriti nel calendario del 4° Campionato di regolarità per auto storiche "Torri & Motori".
Il campionato ormai è frequentato da esperti Top Driver ed è divenuto per molti un punto di riferimento nella loro programmazione agonistica. La provenienza dei concorrenti alla manifestazione si è molto allargata rispetto all’iniziale base regionale e il campionato non per niente da due anni viene vinto dal Top Driver veneto Botter. Proprio in omaggio alla nutrita presenza di concorrenti veneti è stata inserita anche quest’anno una gara che si svolge in questa regione: il Circuito di Conegliano.
Il campionato si svolgerà su 9 gare consentendo tre scarti, in modo che solo 6 gare siano valide ai fini della classifica finale. 
12-13 Marzo: Trofeo della Secchia Rapita (Modena-Bologna)
03 Aprile: Futa Point (Bologna)
08 Maggio: Rally Marconi (Bologna) 
11-12 Giugno: Circuito del Tricolore (Reggio Emilia)
Luglio: Chrono Sestola Classic (Modena) (da confermare)
16 Luglio: Colli di Bologna (Bologna) 
11 Settembre: Circuito di Conegliano (Treviso) 
18 Settembre: 100 Miglia Gonzaghesche (Reggio Emilia) 
02 Ottobre: Terre dei Castelli (Modena) 
Ad aprire il Campionato sarà come sempre il “Trofeo della Secchia rapita” organizzato dalle scuderie “Bologna Autostoriche” e “Modena Historica” . Questa è la manifestazione che grazie al suo incredibile successo ha ispirato la nascita del Campionato stesso; non per niente il Trofeo che viene tutti gli anni dato in consegna al vincitore del Campionato ha raffigurate l’Asinelli e la Ghirlandina per ricordare le due città accomunate dalla leggenda storica della “secchia rapita”. 
Sicuramente l’edizione 2011 centrerà un record: la presenza di 150 vetture! Sarà veramente uno spettacolo in Piazza Grande a Modena.
Gli organizzatori sperano che si eguagli anche il record di gradimento della precedentemente edizione; per ottenere questo risultato faranno ripetere ai concorrenti l’esaltante esperienza di “sgommare” sul circuito Ferrari di Fiorano, per poi visitare il Museo Ferrari e il Museo Lamborghini.

 

 

 

ANNO 2010

Triumph Italia: appunti in libertà  

Il Dr. Salvatore Ruffino siciliano di Carini (PA) classe 1913, trasferito al nord Italia nella guardia di finanza, va poi a Napoli per lavorare nel settore petrolifero (Eni-Agip).  Sicuramente una personalità di rilievo, amico di Enrico Mattei. La cronaca de ‘Il Mattino’ di Napoli del 24/01/60 racconta della ratifica dell’accordo italo-britannico con la presenza di numerose autorità politiche. Al salone di Torino vi sono foto con l’allora presidente Gronchi.

 

Stante la sua grande passione per le auto, nel 57 fonda la Cesac e diviene importatore per l’Italia della Triumph.

Nel 1958 l’incontro con Michelotti e Vignale per definire la realizzazione di un coupè su chassis della TR3, che verrà poi presentato al salone di Torino.

 

 

Nasce così la Ruffino S.p.A., per conto della quale Vignale avrebbe costruito le scocche da montare sui telai inglesi.

La presentazione ufficiale dell’Italia avvenne al salone di Torino del ’59, dove la vettura fu accolta molto favorevolmente. Il prezzo di 2.590.000 lire risultò elevato per l’epoca; per avere un idea, la giulietta sprint costava circa 800.000 lire in meno.

 

I progetti erano comunque ambiziosi. Un primo accordo prevedeva di assegnare almeno un Italia a ciascun rivenditore ufficiale Triumph, con un occhio di riguardo al ricco mercato americano. E’ curioso però notare come i clienti di  oltre oceano dovessero firmare, all’atto dell’acquisto, una liberatoria che segnalava la indisponibilità di qualsiasi ricambio di carrozzeria.

Si pensava di realizzare un lotto di 1000 autovetture, con le prime consegne per l’inizio del 1960. Ma da li a poco, il peggiorare della situazione finanziaria di Triumph porta ad un passaggio di propietà a British Leyland. Cambiano così i vertici e le persone di riferimento e si scopre che gli accordi di Ruffino erano prevalentemente verbali, basati su una stretta di mano e la fiducia reciproca. L’Italia non rientra più nei progetti Triumph, anche se la macchina era stata comunque molto apprezzata.

Gran parte della produzione avviene sullo chassis completo della TR 3A e solo alcune delle ultime sulla 3B. Le differenze meccaniche introdotte sono minime. Barra antirollio anteriore, un foglio in più nella balestra posteriore e poco altro. Il motore è il classico 2 litri nella versione da 100 cv. Cambio a 4 marce con overdrive a richiesta, prima non sincronizzata. La carrozzeria prodotta da Vignale è invece completamente originale. I primi due esemplari vengono costruiti in alluminio, per passare poi al tradizionale acciaio per gli esemplari successivi. Per via di un processo costruttivo tipicamente artigianale, vengono a volte introdotte da un esemplare all’altro piccole modifiche.

Si possono comunque individuare 2 serie principali per via di alcune novità di maggior rilievo introdotte circa a metà produzione: il tappo di rifornimento posto all’esterno chiuso da uno sportellino, le luci della targa ridisegnate, il rivestimento dei sedili che passa da liscio a cannettato.  L’ultimo chassis assemblato porta il numero 329, ma questo non vuol dire che il numero costruito sia effettivamente questo. C’è chi parla di 300 e chi di ancora meno. Attualmente ne risultano esistenti  circa 70-80 esemplari di cui circa una decina ancora nel nostro paese.

 

Restaurando l’Italia è stato curioso notare come il numero di produzione (#35) fosse riportato con maniacalità su quasi tutti i pezzi smontati: dai pannelli interni dei rivestimenti, alle guide dei sedili, allo sportellino del cruscotto.  

Questo perchè scambiare qualunque particolare, realizzato a mano con adattamento alla singola scocca, avrebbe di certo portato problemi nell’assemblaggio. A proposito di restauro c’è da segnalare la ovvia difficoltà a reperire tutto ciò che riguarda la carrozzeria. In parziale aiuto viene l’utilizzo fatto da Vignale di componenti comuni ad altre vetture, Lancia, Fiat e Alfa su tutte. E così si scopre che le serrature delle porte sono quelle della Giulietta sprint, le plastiche dei fanalini vengono dalla Appia, le frecce laterali dalla 500 !!!!

La storia della mia Italia  

Pur con pochissime informazioni a disposizione ed una sola fotografia, ho cercato negli anni di recuperare notizie dell’Italia di mio padre, venduta dopo la sua prematura scomparsa nel 1969 ad uno studente americano.

In tempi recenti, grazie ad internet, sono riuscito ad entrare in contatto con diversi proprietari in giro per il mondo. Dapprima tutti quelli che ne avevano una colore argento poi, immaginando potesse negli anni essere stata riverniciata, ho rispolverato il vecchio sistema di Cenerentola. Non ho la scarpetta, ma conservo ancora le chiavi originali della nostra Italia, così ho fatto girare via mail la foto con tutti i numeri di serie. Purtroppo senza risultato.



Ho nel frattempo raccolto foto e informazioni e stretto amicizie, constatando come la maggior parte delle vetture fosse finita all’estero. E la spiegazione di ciò è assai banale. Al di la del maggiore apprezzamento per lo stile e il design italiano, la sua quotazione è molto più alta di quella che ha nel nostro paese. Esiste quindi chi si è specializzato nel commercio delle Triumph Italia.

Ed è stato grazie all’aiuto di un collega medico tedesco, a sua volta proprietario di una Italia, che ho saputo che a Montecatini ce ne erano 2 in restauro, destinate ad espatriare in breve tempo.

Ottenute in via confidenziale le informazioni, mi sono precipitato in Toscana e mentre quella gialla era già venduta e pronta per la Germania, per quella argento si doveva completare il restauro. Sarebbe poi dovuto arrivare un acquirente nientemeno che dal Canada. Inutile dire che, pur con margini di trattativa nulli e con l’assoluta certezza che sotto la carrozzeria scintillante si celava una incredibile quantità di lavoro da fare, decisi immediatamente di acquistarla. 


Sono quindi iniziati due anni di duro lavoro e prima di arrivare alla soddisfazione finale, ho vissuto momenti di grande sconforto. Inizialmente ho tenuto una contabilità precisa di tutti gli interventi effettuati poi, per evitare di deprimermi veramente troppo, ho cancellato e distrutto ogni traccia. Per correttezza storica, in sintonia con il mio carattere ‘meticoloso’ ho cercato da subito di mettermi in contatto con il primo proprietario, visto che l’età riportata sul libretto alimentava le mie speranze. Si era trasferito rispetto all’indirizzo a mia disposizione, ma l’ho scovato a godersi la meritata pensione in un paesino della costa toscana. E’ così che ho conosciuto il sig. Pergentino M. (con un nome così l’avrei trovato anche in capo al mondo), che a parte l’iniziale stupore per le mie richieste, si è dimostrato assai felice di collaborare con foto e con la sua memoria, su diversi dettagli necessari ai fini del restauro. L’incontro con lui e sua moglie a lavoro completato, la sua commozione e le parole di apprezzamento, sono stati momenti che mi hanno veramente gratificato.

 


‘Mi ci sono sposato su questa macchina, un l’era così bella manco da nova’.  Tra le due foto che vedete qui sotto qui

sotto sono trascorsi 45 anni.  

Impressioni di guida  

Com’è poi l’Italia una volta al volante?  Occorre premettere che ad oltre 50 anni dal progetto, l’altezza media delle persone si è notevolmente alzata e anche arretrando completamente il sedile occorre accettare qualche compromesso. La rigidità è quella tipica delle spider inglesi, lo sterzo in manovra è pesante, il rumore nell’abitacolo è notevole come pure il caldo che viene dal motore. Alcuni di questi problemi non ci sono ovviamente nel TR3 da cui deriva, perchè si viaggia con mezzo busto fuori.

Muoversi nel traffico non è proprio agevole, il motore borbotta, la temperatura dell’acqua tende a salire. Si capisce che ai suoi tempi le condizioni del traffico erano completamente diverse. Ma basta che la strada si liberi per poter spingere sull’acceleratore e i 100 cv regalano emozioni imprevedibili. La coppia è tanta ed è subito in basso, non occorre tirare troppo le marce per sentirsi affondare sullo schienale. Se si aggiunge il soffio vigoroso dei due carburatori SU, l’impressione è quella di essere su una macchina sovralimentata.  Ed è qui che nasce magari qualche problema, perchè per andare va, anche troppo. Ma data la ridotta sezione delle gomme, le caratteristiche del telaio, di freni e sospensioni, il problema maggiore pare essere quello di tenerla in strada.

Nell’ottobre 2008 ho avuto la soddisfazione di vedere pubblicato un articolo di 10 pagine su Automobilismo d’epoca, una sorta di intervista in cui racconto la storia del modello e i dettagli del restauro, intrecciati con i miei ricordi personali.  La mia Triumph Italia è come una macchina del tempo, mi trasporta in un mondo che credevo dimenticato. La leggera vibrazione del cambio, gli odori, i rumori, i piccoli dettagli che fissai nella mia mente di bambino, li riscopro d’improvviso e rivedo come in un film brani della mia vita familiare di 40 anni fa ...” .


Ne vado molto orgoglioso perchè non è un semplice racconto tecnico, anche se contiene molte informazioni tra le quali un censimento completo di tutti gli esemplari esistenti. Racconta di affetti, di passione, di ricerca delle proprie origini, di rispetto del passato, di tanti sentimenti che ritrovo negli amici che condividono la mia stessa ‘malattia’.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

Crespellano, 11 maggio 2010
La Mille Miglia 2010: stupenda, non solo a Bologna

La Mille Miglia è tanto, e di più; emozione, ricordi, passione per queste auto che raramente si vedono se non in importanti Musei o collezioni private.
Poi i grandi personaggi, gli attori, i politici, i piloti che hanno fatto la storia dell’automobilismo, tutti cercati dagli occhi, dalle telecamere, dalle macchine fotografiche di migliaia di appassionati lungo il percorso.
E come in tutti i grandi spettacoli c’è anche qui il backstage, il “dietro le quinte”, quell’industrioso adoperarsi perché la Freccia Rossa passi nel migliore dei modi, nel più sicuro, per i partecipanti e per il pubblico.
E’ l’esercito dei Volontari, anonimi appassionati che sono stati anche 5/6 ore sulla strada, come unico rimborso l’emozione di vedere questi gioielli a 1 metro (e spesso anche molto più vicini), pronti ad accompagnarli, ad indicare loro (che vengono da un epoca in cui se parlavi di satellitare ti sbattevano alla Neurodeliri) la strada giusta con una semplice bandiera gialla.
Il Red Passion Team per il terzo anno consecutivo, da quando cioè la Mille Miglia viene gestita da Mac-Group, ha ricevuto il prestigioso incarico di coordinare il passaggio delle auto in più tratti, quest’anno addirittura 3.
Così, grazie agli amici de i Cagnon, le auto sono passate nella notte di giovedì 6 da Pieve di Cento, prese poi in custodia dai Pareschi a Castello d’Argile, quindi dalla Protezione Civile Riolo ad Argelato e a seguire dal GP Progresso a Castel Maggiore, lasciate poi alle porte del capoluogo quasi alle 3 della mattina.
Sabato 8 lo scenario è stato invece quello dei mitici Passi della Futa e della Raticosa, dove i ragazzi della Scuderia Ferrari Club Valle dell’Idice hanno controllato il transito fino a Monghidoro.
E per non farsi mancare nulla, altro servizio sulla Bazzanese sempre sabato 8, con le vetture accolte a Crespellano dai Volontari della AVIS Zola e dal Fiorellini Team, quindi il Red Passion Team a controllo dell’attraversamento di Bazzano, in un pomeriggio di intenso traffico, quindi in azione il gruppo del Dream Club di Monteveglio, a controllo della Pedemontana nei territori di Castelvetro e Spilamberto.
Ultima postazione Red Passion Team a Pozza, alle porte di quella Maranello che tanti gioielli Ferrari ha sfornato per la delizia di tutti gli appassionati.
Un impegno su quasi 50 km di percorso, che ha richiesto 50 Volontari, accordi con 10 amministrazioni e la preziosa ed indispensabile collaborazione dei Comandi di PM della Reno Galliera, di Casalecchio e Zola Predosa, della Valle del Samoggia e della Terra di Castelli.
Un impegno notevole ma per “la Corsa più bella del Mondo” si fa questo ed altro.
Claudio Bernagozzi
Red Passion Team
in FOTO: l’ultimo passaggio al Passo della Futa di De Portago-Nelson (Ferrari) nella Mille Miglia del 1957 – Foto U.Taffettani

COMUNICATO STAMPA Crespellano, 2 maggio 2010
La Mille Miglia 2010 attorno a Bologna
Tanto attesa, la Mille Miglia nel 2010 passerà da Bologna e per ben 2 volte; il 6 e l’8 maggio.
Saranno quasi 1000 le vetture, tra quelle dei concorrenti della Rievocazione Storica, delle assistenze e poi ancora i giornalisti e tante altre ancora; imponente anche il servizio lungo il percorso, a cura delle Polizie Municipali e delle Forze dell'Ordine.
Al loro fianco centinai di Volontari, riconoscibili dalla pettorina verde che, agli incroci più importanti, indicheranno la corretta direzione di gara.
Per il terzo anno consecutivo, il Red Passion Team avrà l’onore di coordinare il passaggio delle auto della Freccia Rossa nelle zone attorno a Bologna.
Le accoglierà già giovedì 6 maggio all’ingresso della ns. Provincia dal ferrarese, a Pieve di Cento, quando la prima Rossa (quest’anno davanti alle storiche della Mille Miglia sarà possibile ammirare 130 splendidi gioielli partecipanti al “Ferrari Tribute”) arriverà attorno alle ore 22,25.
Poi verso Castello d’Argile, Argelato, imboccare la Trasversale di Pianura ed uscirne a Funo, per poi puntare su Castel Maggiore, dove la prima arriverà verso le 22,51 mentre l’ultima auto lascerà la via Bentini alle 2,31 circa.
Con la gestione degli amici del Scuderia Ferrari Club Valle dell’Idice, il Red Passion sarà ai mitici Passi di Futa e Raticosa sabato 8 maggio, quando la MM lascerà la Toscana per entrare in Emilia; primo passaggio Ferrari verso le 14,30 circa mentre l’ultimo volontario di servizio a Monghidoro vedrà il transito delle auto fino alle 18,45.
Le vetture, in uscita poi da Bologna dalla Via Emilia sulla Via Pertini, saranno seguite dal Red Passion Team attraverso gli abitati di Crespellano, Bazzano; da qui prenderanno la Pedemontana per ritornare sulla Vecchia Bazzanese e puntare verso Cà di Sola e quindi Solignano e poi verso Maranello, dove il Team lascerà (con qualche rammarico) le vetture agli amici modenesi.
Un impegno notevole per il Red Passion Team, con quasi 50 elementi (tra i quali la Pubblica Assistenza Riolo di Argelato) ma con la grande fortuna di collaborare per “la più bella Corsa del Mondo”, come disse Enzo Ferrari, uno che di corse se ne intendeva.
Per seguire la Mille Miglia 2010 http://www.1000miglia.eu/italiano/home.html 
Claudio Bernagozzi
Red Passion Team
in allegato: l’ultimo passaggio al Passo della Futa di De Portago-Nelson (Ferrari) nella Mille Miglia del 1957 – Foto U.Taffettani

 

Dalle stalle alle...stelle di Maurizio Albertoni - 30-03-2010
gennaio e febbraio 2008…..dalle stalle….. alle stelle
Snow Trophy 2008
La storia inizia a fine gennaio 2008:
MA partecipa allo Snow Trophy con la sua fida Lancia Fulvia Montecarlo. L’auto è stata preparata a dovere sulla base delle
esperienze del 2007 (partecipazione allo Snow trophy e al Trofeo Della Favera): è stato rimontato il filtro dell’aria (per evitare problemi di ghiaccio all’interno dei
carburatori) e aggiunti altri 4 fari supplementari per migliorare la visibilità notturna. Partenza il Venerdì da Bologna per Fiera di Primiero per poter saggiare la
macchina e la neve nel prologo serale. Tutto si svolge regolarmente e MA comincia ad essere fiducioso per la gara del giorno dopo. La gara parte nel primo pomeriggio: come di consueto si tratta di fare 2 giri del percorso di circa 110 km ; il primo giro prima del tramonto del sole, il secondo dopo e quindi nella più completa oscurità guidati solo dai fari dell’auto. Le prime tre prove sono quelle percorse nel prologo del venerdì e quindi ben conosciute. La PC1 è abbastanza breve ma molto veloce; MA non vuole
sorprese per cui spinge a fondo per arrivare in anticipo al cartello giallo; così è e c’è da attendere poco più di un minuto; il cartello giallo è molto vicino a quello rosso
della fotocellula, il fondo è un però un po’ innevato per cui MA decide di partire a meno 8 secondi per poter accelerare gradualmente è non far slittare le ruote: …meno 10 (il motore sale di giri), …meno 9 (si rilascia la frizione), …meno 8 il motore si spegne!, …meno 7 (imprecazioni violente del navigatore), …meno 6 (MA accende di nuovo il motore), ….meno 5 (il motore sale di giri e MA rilascia la frizione anche troppo in fretta), …. meno 4 (le ruote chiodate slittano sulla neve), …meno 3 (finalmente l’auto parte), ….meno 2 (la fotocellula si avvicina) velocemente, ….meno 1 (la fotocellula si avvicina ancor più velocemente), ….ZERO (la fotocellula è ancora lontanaaaaaa), …+1 (la fotocellula è passata; continuano le imprecazioni violente del navigatore che non sono mai cessate). MA è un po’ stordito e in particolare sorpreso, tra i tanti sbagli commessi nella sua vita (sportiva) questo non gli era mai capitato. Per il navigatore questa non è una giustificazione e si tirano in ballo tante cose, come l’età, eccc……..Però dopo pochi metri MA avverte una certa ruvidezza di funzionamento del motore (causa questo dello spegnimento) e nell’abitacolo si fa silenzio per cercare di capire il problema. Poi la strada inizia a salire e così fa anche la temperatura dell’acqua: sorpresa e preoccupazione. Fortunatamente prima della PC2 la strada spiana e la temperatura dell’acqua scende e il motore diventa meno “ruvido”. Inizia la PC2 (vista anche questa la sera prima; si sa quindi che dopo un breve tratto in salita la prova presenta una lunga discesa molto innevata e ghiacciata); la prova è di oltre 8 minuti e MA teme un po’ per il concorrente che lo precede (con una Mini Cooper) perché nei trasferimenti non ha manifestato una gran disinvoltura nella guida. Dopo 3 minuti inizia la discesa e dopo poco MA si trova davanti la Mini Cooper, impossibile da superare perché è di circa 2 metri la larghezza della traccia che è stata fatta nella neve. Rapidamente si fanno i calcoli e si stima che forse si arriverà al limite del tempo, con la preoccupazione che la sagoma della Fulvia sarà immediatamente successiva a quella della MINI e non si sa se le fotocellule hanno dei tempi di inibizione elettronici, come nei pressostati, per evitare di essere sensibili alle ruote posteriori. Poi il tempo passa e ci si rende conto che forse non si arriverà in tempo; si lampeggia per far accelerare l’andatura alla MINI (il clacson non funziona) ma inutilmente. Il Bora inizia il countdown e lo zero è scandito al cartello giallo e non al cartello rosso: questa volta sono 300!
Cresce la rabbia e la voglia di superare la MINI, però la strada, ancora in discesa, non si allarga. Poi si inizia a salire ma non c’è ancora spazio. Aumenta la voglia di superare l’auto che precede. Finalmente si arriva alla statale e prima di mettere la freccia il motore torna a manifestare quella strana ruvidezza e la temperatura dell’acqua aumenta. Si continua l’inseguimento, sperando in un miracolo, ma le luci di posizione della MINI si allontanano sempre più, …sempre di più. La lancetta del termometro dell’acqua è sul rosso, la gara è finita, MA cerca un punto per fare manovra per fermare la macchina e vedere cosa è capitato, ma con il muso in giù, non si sa mai. Acqua in ebollizione……sosta per far scendere la temperatura, poi MA riparte alla ricerca di una officina, che trova tramite l’organizzazione. Un controllo sommario non rileva alcun inconveniente. Intanto sono calate le tenebre ….e MA torna sconsolato in Hotel. il giorno dopo un mesto ritorno a Bologna a media velocità ma senza problemi (non ci sono montagne tra Fiera di Primiero e Bologna). Dopo 15 giorni però c’e il Trofeo della Favera e MA fa una visita dal meccanico :nessun problema; fa qualche giro sui colli nessun problema (apparente).
Trofeo Della Favera 2008
Sono passate 2 settimane e con poca baldanza MA parte per Bassano del Grappa; prende l’autostrada per Padova e prova a spingere un po’ …dopo pochi km la temperatura dell’acqua inizia a salire e riappare la ruvidezza del motore, freccia e uscita ad Altedo. Per MA sembra un addio alla gara e spera solo di poter almeno
tornare a Bologna, ma visto che il suo meccanico è a Funo fa un salto da lui. Consulto e si decidono 2 cose: primo… di togliere il termostato del circuito di
raffreddamento, secondo di cambiare l’olio; in effetti a MA quella ruvidezza del motore era sempre sembrata una specie di inizio di grippatura e visto che il
carburatorista aveva fatto parecchie prove iniettando benzina nei carburatori, questa poteva aver inquinato l’olio.
MA riparte prima a 80 all’ora, poi 90, poi 100: la temperatura dell’acqua rimane bassa, anzi troppo bassa e nell’abitacolo fa un freddo cane, ma il motore va bene!
Finalmente siamo sul
Ponte degli alpini di Bassano.
Si parte!
Il motore non scalda, anzi fa fatica ad arrivare a 60° per cui MA infila un cartone di fortuna dietro i fari e i tubi proteggi fari (stile East Safari Rally – guardateli in questa foto perché non ci saranno più). Iniziano le PC e …..miracolo i tempi sono buoni, …molto buoni. Poi in un trasferimento il traffico è intenso e la media si abbassa; MA teme per il CO; si abbandona la strada statale con una curva a U; MA capisce che dovrebbe fare manovra, ma non vuole perdere tempo, tanto la neve ai lati (tanta)
sembra…morbida. Bang! No è ghiacciata! Si rompe la saldatura che regge tubi proteggi fari e parzialmente si stacca. Il personale che era al bivio interviene e con
abilità rompe anche l’altra saldatura; MA riparte a “busso”….il CO è salvo. La gara continua,… i PC vengono superati tutti con tempi attorno al decimo, la macchina non
scalda…un po’ d’entusiasmo serpeggia nell’abitacolo a temperatura polare.
Arriva la PC sulla pista sul lago ghiacciato (3 giri); è già notte e i fari sono tanti …ma di scarsa efficacia. Sul road Book c’è una piantina che non è chiara: dove sarà l’uscita?
Via … al primo giro MA oltre alla preoccupazione per la guida (è tutto GHIACCIO!) cerca di intuire dove sarà l’uscita, ma non capisce: c’è un buio pesto. Secondo giro,
MA alza lo sguardo per vedere la macchina prima di lui ma non si vede alcuna luce, poi improvvisamente vede delle luci,…sono rosse, sono gli stop,…no sono bianche sono degli abbaglianti,…no sono rosse…, poi MA capisce è una macchina in testa-coda. La evita al pelo e la supera. Il secondo giro è finito e MA non sa ancora dove è l’uscita
(incubi, la gara andava bene, ma se prende un 300…è finita). Terzo giro ….. MA ancora più attento nella guida decide che l’uscita potrebbe essere in un certo punto
perché dietro una montagna di neve si intravede un certo chiarore…il Bora inizia ……. Meno 15,…..meno 14……….si c’è il cartello rosso della fotocellula, MA va,
..non si ferma …meno 2, ….meno 1, …ZERO! L’errore è di soli 10 centesimi.
La gara continua nella notte manca solo un CO e solo un PC. MA sa anche che è impossibile sbagliare strada si andrà in Val Sugana, si fa il CO e poi si andrà a
Asiago facendo una stradina che da Levico porta al Passo Vezzena che lui tutti gli anni fa d’estate: è una specie di mulattiera asfaltata (Monterovere) che consente il
passaggio di una sola vettura. E’ un percorso stupendo che d’estate merita un viaggio apposta. L’euforia comincia un po’ a scaldare l’abitacolo gelido (forse
all’interno di un igloo è più caldo), quando si accende la spia della benzina. Nessun problema: prima di Levico MA pensa di fare rifornimento. Levico si avvicina non
percorrendo la vecchia strada statale, ma una nuova superstrada: neanche un distributore. MA arriva a Levico, mancano ancora 40 km all’arrivo di Asiago e sa che
non ci sono distributori fino ad Asiago. C’è un po’ di tempo… MA abbandona la strada del Road Book ed entra in Levico: non ci sono distributori e non ci sono
passanti (è quasi mezzanotte e un termometro segna -11°); finalmente 2 giovani in strada indicano che prima a destra poi a sinistra dopo 2 km c’è un distributore. Via,
via…. sono passati altri 5 minuti ma il distributore c’è: la prima banconota non è accettata….MA prende altri 20 euro, li liscia con la mano tremante (dal freddo
s’intende), toglie una piccola orecchietta in un angolo e con…sentimento la infila nella macchinetta…si! È andata! Via, via… il tempo passa e il contachilometri dopo la
deviazione fatta non è più un riferimento, tra quanto sarà il CO? Manca 1 minuto, …mancano 30 secondi,...zero, non c’è ancora, ….poi.. si ..è lì… e mancano ancora
30 secondi alla fine del minuto. Tutto OK. Inizia il PC di Monterovere; MA conosce la strada, la Fulvia vola…., le curve e la pendenza della strada si adattano
perfettamente alla seconda marcia della Fulvia; solo in un breve tratto MA mette la terza , mentre in diversi tornanti strettissimi deve ingranare la prima, ma è tutto asfalto, non c’è neve, non c’è problema, nell’ultimo chilometro raggiunge anche la macchina che lo precede, e i minuti di vantaggio al cartello giallo sono 3; lunga sosta poi
finalmente l’ultimo PC. Adesso è veramente finita, basta arrivare ad Asiago, ma la benzina c’è. Arrivo dopo 420 km! Ad Asiago sono -17°. MA è un po’ stanchino. E’
contento ma non sa ancora che il giorno dopo la classifica suonerà così: MA è ottavo assoluto e primo di categoria (179 penalità su 12 PC).
La scuderia Modena Historica è seconda (per 3 centesimi), ma solo perché Cavicchioli (15°) ha preso un 300 nella PC sul lago (testa-coda), perché Bossi è 9° a
2 centesimi da MA.

 

 


6-7 Marzo: Un weekend tormentato: Rally Marconi a Bologna e Trophée Historique in Val d'Aosta 
Neve, maltempo, e noi meccaniche rovinano un intenso weekend agonistico 
Aosta – 6/7 Marzo
C'è chi, Maurizio Albertoni su Lancia Fulvia, ha scelto la prima gara di Campionato Italiano CSAI in Val d'Aosta, il Tropheè Historic, ma purtroppo causa noie meccaniche ha conosciuto l'amarezza dell'ultimo posto. Un'iniziale splendida giornata di sole faceva ben sperare, ma poco dopo sono subentrate le noie meccaniche alle quali si è aggiunta una copiosa nevicata che in breve tempo a preso il posto del sole, rovinando così la festa. Il nostro Albertoni, sconsolato, tradito completamente sulla via di casa dalla sua Fulvia che ha preferito restare tra le risaie piemontesi, è stato costretto ad un lungo rientro in treno dove per noi ha steso il seguente manoscritto, nel quale si coglie l'amarezza di una sfortunata trasferta e la grinta di chi non molla mai... 
XVI Trophée Historique Vallée d’Aoste 
La gara.
56 gli equipaggi al via. Lo svolgimento della manifestazione era articolato su due giorni (6 e 7 marzo). 114 km erano da percorrere sabato con 27 prove cronometrate (tutte concatenate in due gruppi di 15 e 12 prove) e 3 CO; 56 km erano da percorrere domenica con 19 PC (tutte concatenate) e 1 CO. 
Cosa dire: tutto era perfetto; Road Book con indicazioni “fotografiche”; sul percorso le varie prove speciali erano ben presidiate da persone competenti (anche quelle sistemate su strade aperte al traffico). Il fatto poi di avere la durata delle prove mediamente tra i 3 e gli 8 minuti dava un piacevole senso di costante tensione e richiedeva una particolare attenzione anche nella navigazione. I pressostati in uscita erano spesso nascosti e a distanza dal cartello giallo tra i 25 e i 200 metri, spesso in salita e discesa; chi ha fatto i 3, i 4 o i 5 di media è veramente un gran manico.
Il contesto ambientale non era poi quello della pianura padana e quindi 10 e lode anche alla natura. Ottima anche la “cena e pranzo” non solo per la qualità del cibo ma anche per l’organizzazione (sui tavoli cartello delle varie scuderie partecipanti – vedi foto). 
Consiglio quindi vivamente alla nostra squadra corse di partecipare l’anno prossimo in forze.
Le mie notizie.
in genere dovrei chiedere: volete prima le notizie buone o prima le cattive?
In questo caso non chiedo niente perché ho solo delle notizie cattive:
a) alle verifiche tecniche il commissario CSAI è partito dalla “bozza sul cofano”, è andato poi sui fari allo Xenon, e poi ….. mi ha dato il “verificato” ma poi….ha fotografato tutto e preso un sacco di appunti; non so le conseguenze….
b) credevo di aver riparato il pulsante del Bora, ma così non è stato “a volte” non azionava lo strumento…e quindi passavo circa un minuto dopo la macchina che mi precedeva, peccato che a volte non vedevo il cartello rosso!
c) motore a saltelloni e quindi i PC in salita erano un vero tormento.
d) sbagliando strada ormai all’arrivo ho saltato l’ultima PC del primo giorno, ho pensato: un 300 non mi distrugge la media; sbagliato! non mi hanno dato 3 secondi di penalità ma 2 ore! Così ho fatto il mio “primo” ultimo posto della mia vita sportiva
e) a Santhià in autostrada il motore è esploso! Sono tornato in treno dalle risaie del vercellese a Bologna direi …. sano e salvo, assieme a quella “santa” donna di mia moglie. Non era una gran appassiona delle gare prima….non so adesso, non oso chiederlo.
Ripensandoci seguendo la filosofia di vita del “bicchiere mezzo pieno” una nota positiva c’è stata: quando la macchina ha invaso l’autostrada di un bel fumo bianco, mi sono sentito per un istante un pilota di formula UNO; peccato che la macchina non fosse una Ferrari perché si sarebbe trattato sicuramente di “un guasto elettrico”, nel caso della mia Lancia Fulvia penso a qualcosa di diverso.
Maurizio Albertoni

Bologna -7 Marzo Rally Marconi 
C'è chi invece ha preferito rinunciare a una lunga trasferta fino in Val d'Aosta con la minaccia della neve, vista la zona, e l'obbligo delle gomme invernali, scegliendo così di rimanere vicino a casa a Bologna per la gara ASI del Rally Marconi, valevole anche per il Trofeo ASI Zanon. Gli equipaggi M.Dalleolle, M.Zanasi, P.Fantazzini, D.Maccaferri pensavano così di essere al riparo dalle insidie dell'inverno e godersi una piacevole giornata primaverile "fuori porta". Invece il maltempo è stato inclemente e per par condicio ha portato pioggia, vento e tanta neve anche a loro.
Comunque ottima la prestazione agonistica con M.Dalleolle 3° Assoluto, seguito al 5° posto da M.Zanasi; buona gara di P.Fantazzini che è riuscito a non commettere errori e a fare il 1° posto nella gara per le macchine non ASI, mentre D.Maccaferri è rimasto attardato da noie al tergicristallo mentre era sotto la tormenta di neve.

















 

 

COMUNICATO STAMPA: Modena Historica 09-03-2010
Alla 17° Città della Pace disputatosi il 27 Febbraio a Rovereto (TN) l’equipaggio Botter-Zamberlan portacolori della Scuderia Modena Historica si è subito messo in evidenza con una ottima prestazione. La Classifica ufficiale con il 4° posto assoluto lo vede penalizzato molto più del reale valore espresso in gara: infatti l'equipaggio è giunto a 1 solo centesimo dal podio e a soli 9 centesimo dal primo assoluto.
Una prestazione che manifesta in tutta la sua grandezza il valore di questo forte equipaggio e conferma anche in questa occasione la posizione di vertice della Squadra Corse, sempre entro le primissime posizioni da inizio stagione.

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA: Modena Historica 24-02-2010
Licenza CSAI per la Scuderia Modena Historica

….scusate, ma non resistevo!....seguirà poi comunicazione ufficiale e formale a tutti i Soci del Cyborg-Segretario Umby……col quale mi scuso in anticipo per avergli bruciato lo scoop!
Cara Squadra Corse,
sono lieto di comunicarvi con estrema soddisfazione ed orgoglio ( e tiriamocela pure anche un pochino…giusto così fra di noi….) che la Vostra Scuderia ha oggi finalmente ottenuto la Fiche CSAI Regolarità Autostoriche.
Ora Scuderia Modena Historica è ufficialmente “licenziata” CSAI a tutti gli effetti col NUMERO 297693, come Loro Piana, Nettuno, Brescia Corse, Kronos, e con queste e tante altre ce la giocheremo “alla luce del sole e in regola” sui campi di gara, a cominciare dal Campionato Italiano, dove l’anno scorso abbiamo “artigliato” il 5° posto assoluto…e sono anche ragionevolmente certo che coi nuovi innesti, insieme all’inossidabile vecchia guardia alla quale mi onoro di appartenere, potremo dire la nostra anche quest’anno…che è già cominciato decisamente bene!

E’ un momento importante per noi, questo, o almeno io lo sento come tale…un altro mattoncino da aggiungere al nostro piccolo muretto di visibilità che anche voi avete contribuito a costruire impegnando più di altri passione, tempo e denaro sui campi di gara…..e questo vale per TUTTI voi, senza distinzione di prestazioni o palmares o medie…SOPRATTUTTO voi, “vecchi Historici”, che vi siete sbattuti portando spesso anche a centinaia di km. da casa la vostra divisa blu-oro, e per voi, “nuovi Historici” che ( mi piace pensarlo ) vi siete fatti “rapire” dal nostro spirito di appartenenza e dal nostro stile, magari alle volte un po’ “ruspante” ma allo stesso tempo mai sopra le righe, dall’approccio magari umile ma mai dimesso o subordinato a chicchessia.

Estendete ovviamente la lieta novella anche ai vostri fedeli naviga: la squadra “comincia” in macchina, e l’equipaggio è una piccola squadra nella squadra!

Segnatevi intanto il numero, se dovesse servirvi all’iscrizione di qualche gara…anche se a breve riceverete copia dell’attestato provvisorio ed in seguito copia della Fiche originale da tenere sempre insieme ai documenti necessari in sede di verifica ed iscrizione alle gare CSAI.

Vi allego copia del messaggio che ho postato giorni fa sul forum dei regolaristi, dato che alcuni di voi non ne sono frequentatori abituali.

Scusate l’entusiasmo…ma stasera sono proprio contento!...e non prendetemi per il culo dandomi del “de Amicis” perché una volta ogni tanto ( mooolto raramente! ) cerco di esser serio anch’io, e stasera vi ho proprio scritto con sincero entusiasmo e soddisfazione.

A presto!

Max Dalleolle 
________________________________________

Grandi novità! 
Abbiamo varato la Squadra Corse e vogliamo provare a migliorarci nella prossima stagione agonistica. 
Magari non sarà un notizione da mettere sul forum...ma noi, animati da una passione devastante, siamo entusiasti come bambini!!! 
Inoltre qualche bel manico "oriundo" ha deciso spontaneamente di aggregarsi a questa manica di scapicollati regolaristi emiliani...ne siamo contentissimi! 
Eccovi in rigoroso ordine alfabetico l'ossatura della Squadra Corse ( alla quale anche altri potranno unirsi, se lo vorranno, a prescindere da "nazionalità" e prestazioni ), più di uno lo avete già visto sui campi di gara....: 

Maurizio ( fanalone ) Albertoni, navigato Silvestri - Lancia/Triumph 
Paolo Antigo, navigato Menegazzo - Lancia 
Daniele ( danielebossi ) Bossi, navigato Bossi - Lancia/Maserati 
Francesco Botter, navigato Zamberlan - Autobianchi 
Alessandro Casadio, navigato Bassotti - Alfa Romeo/Lancia 
Roberto ( nove14 ) Cavicchioli, navigato e basta - Porsche 
Massimo ( hardbone ) Dalleolle, navigato Righi Grimaldi - Alfa Romeo/Porsche 
Pietro ( tazuno ) Fantazzini, navigato ogni tanto - Autobianchi 
Umberto ( lotusel ) Ferrari, navigato Urbini - Lotus 
Mauro ( emmegi ) Galavotti, navigato Vezzelli - Alfa Romeo/Lancia 
Alessandro ( webjack ) Masi, navigato Palmeggiani - Alfa Romeo/Autobianchi/Porsche 
Stefano Neri, navigato Neri - Alfa Romeo 
Massimo ( TintoBrax ) Zanasi, navigato Bertini - Alfa Romeo/Lancia/Innocenti/Triumph 

EVVIVA!....Ce la metteremo tutta!
_________________
Massimo Dalleolle 
-----Alfa Romeo Giulia Spider 1963 
-----Porsche Carrera 3,2 Targa 1987 
Funo di Argelato ( BO ) 
www.modenahistorica.it 
socio fondatore di REGOLARISTI.IT

 

 

Comunicato 22-02-2010
Avvio agonistico col botto della Modena Historica: Zanasi secondo allo Snow Trophy.
Sabato 30 gennaio si è svolta la dodicesima edizione dello Snow Trophy: la gara partiva da Fiera di Primiero e arrivava dopo oltre 200 km di tortuose strade di montagna e insidiose deviazioni su candide vie boschive a San Martino di Castrozza. Circa 80 gli equipaggi al via, equamente divisi in due categorie.
Tre erano i portacolori della nostra scuderia: Albertoni-Silvestri su Lancia Fulvia Montecarlo (nella categoria storiche), Zanasi-Zanasi su Lancia Delta Integrale e Casadio-Righi su Lancia Fulvia Coupè (nella categoria moderne - Casadio in questa categoria per mancanza di Fiche Csai) .
La gara si è svolta in condizioni meteorologiche ottimali, con tanto di nevicata finale nell’ultimo quarto di gara. Non è stata l’edizione più dura dello Snow Trophy ma comunque tra le 9 prove 2 (ripetute ognuna due volte) erano particolarmente impegnative: una per il tempo imposto particolarmente tirato e l’altra per il percorso che per oltre 7 minuti si snodava su un fondo interamente innevato e ghiacciato con pendenze che in certi punti erano veramente notevoli. Non mi dilungo su ulteriori commenti perché sono troppo scarso come scrittore per esplicitare le emozioni che si provano: l’anno prossimo vi invito a venire di persona.
E’ doveroso però un commento sui partecipanti, in particolare per Zanasi e Casadio che erano allo loro prima esperienza sulla neve. 
Ovviamente pieni voti con lode a Zanasi che è finito secondo nelle auto moderne distanziato di soli 10 centesimi (è socio della scuderia da 30 giorni ed è già in testa alla classifica del campionato sociale, chi riuscirà a scalzarlo? Ci sono 12 mesi a disposizione ma…..non sarà facile. 
Pieni voti anche a Casadio che non aveva certo una Delta Integrale e che ha dovuto rimediare anche ha una foratura; è arrivato ventesimo; forse il segreto è stato nel non badare a spese sul navigatore: ha scelto Righi-Grimaldi.
Darei la sufficienza anche a Albertoni-Silvestri non tanto per il ventitreesimo posto nella classifica delle auto storiche, ma per il fatto che hanno ottenuto i migliori crono nelle prove più difficili e sono arrivati davanti a un loro amico bolognese (non “ancora” socio della scuderia) che era il loro obiettivo primario.
Una menzione anche al socio Vezzelli che (navigando Panari) si è piazzato secondo nelle auto storiche per 1 (confermo uno) centesimo.

 

-

 

 

Comunicato del 17-02-2010
LA SQUADRA CORSE della SCUDERIA MODENA HISTORICA VINCE LA 27° COPPA DALLA FAVERA

Alla sua prima partecipazione dell'anno la squadra corse della Scuderia Modena Historica centra un prestigiosissimo risultato vincendo la 27° Coppa Dalla Favera. 
La gara, sicuramente la più difficile di tutta la stagione, ha visto alla partenza dallo splendido scenario di Prato della Valle a Padova ben 120 magnifiche auto con il fior fiore delle vetture che hanno fatto la storia dei Rally, dalle mitiche Lancia Fulvia HF e Stratos alle Alpine Renault, Porche 356 e 911, Fiat 124 Abarth Rally, e tante altre ancora. La competizione si è svolta, tutta in notturna, sulle montagne del Bellunese e Trentino, attorno e sul massiccio del Monte Grappa con 18 prove speciali tutte su strade forestali coperte di neve e ghiaccio con tempi di percorrenza molto veloci che hanno impegnato al massimo auto e piloti. Dopo quindici ore ininterrotte di gara i concorrenti hanno fatto ritorno a Padova, accolti da numerosi appassionati, davanti alla Basilica del Santo. I tre equipaggi portacolori della Scuderia Modena Historica composti da Daniele e Marco Bossi su Opel Kadet GTE; Roberto ed Enrico Cavicchioli su Porche 914; Mauro Galavotti e StefanoVezzelli su Lancia Beta Coupè; si sono aggiudicati il primo premio di scuderia battendo un’agguerritissima concorrenza rappresentata dalle più importanti e blasonate scuderie nazionali, tra le quali anche la recente vincitrice del Rally di Montecarlo storico. A maggiore soddisfazione anche il prestigiosissimo secondo posto assoluto nella classifica individuale grazie alla magnifica gara di un grande Roberto Cavicchioli, navigato dal figlio, che ha condotto con grande abilità la sua gialla Porche 914/6. Grande emozione per i rappresentanti della Modena Historica quando il mitico Sandro Munari ha voluto complimentarsi con loro, per il magnifico risultato, autografando anche la coppa vinta dalla squadra.

 

 

 


www.catchweb.net