www.catchweb.net

TG CATCH
COMUNICATI STAMPA

siamo su facebook cercateci catchweb.net e cliccate mi piace

 

INFORMAZIONE - CULTURA - SPORT

 

Se ti piace il sito bastano 5 euro per un anno intero il 2012
senza password o registrazioni grazie..

 

 

 

catchweb sta con Emergency  Un SMS al 45508 per l'ospedale di Kabul dal 30 gennaio al 19 febbraio

45508 Emergency
Kabul, Afghanistan. Nell'aprile 2001 abbiamo aperto un ospedale per vittime di guerra. In 10 anni abbiamo curato oltre 100 mila pazienti. Uno su tre è un bambino. Oggi la guerra continua a fare vittime. Noi continuiamo a curarle.
Invia un SMS al 45508 o chiama lo stesso numero da rete fissa:
donerai 2 euro per il Centro chirurgico di Kabul e ci aiuterai a curare le vittime della guerra.
http://www.youtube.com/watch?v=0iSijFb3HWk


Notizie stampa da Bologna 982 – 30 gennaio 2012 7° anno

“Mafie in pentola” in scena a febbraio
Mercoledì 1°: sala d'aspetto, Stazione Centrale di Bologna (estratti)
Venerdì 10: teatro Verdi, Fiorenzuola d'Arda (Pc)
Sabato 11: teatro Verdi, Fiorenzuola d'Arda (Pc)
Lunedì 13: teatro Politeama, San Giovanni in Persiceto (Bo)
Martedì 14: teatro Politeama, San Giovanni in Persiceto (Bo)
Sabato 25: teatro Moderno, Savignano sul Rubicone (Fc)
Sei nuove date a febbraio (altre, in via di definizione, saranno comunicate a parte) per “Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida” , lo spettacolo interpretato da Tiziana Di Masi che ha lanciato un nuovo genere di teatro, denominato “civile-gastronomico”.
Particolarmente significativa la prima, che inaugura il mese, nella sala d'aspetto della Stazione Centrale di Bologna, colpita dalla strage del 2 agosto 1980. Qui l'1 febbraio alle ore 18 Tiziana Di Masi, senza luci né video, con la sola voce, racconterà alcuni estratti dello spettacolo, invitando spettatori e comuni viaggiatori a degustare i prodotti di Libera Terra. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con l'associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, presieduta da Paolo Bolognesi.
“Torno dopo tre anni” racconta l'interprete “in questo luogo 'sacro' per la memoria, palcoscenico ideale e simbolico di incontro fra narrazione e azione civile. Nel 2009 vi avevo portato con Daniele Biacchessi una parte del nostro spettacolo 'A 100 passi contro la mafia', con grande emozione e riscontro di pubblico. Fare teatro qui significa raccontare il meglio dell'Italia là dove è accaduto il peggio. “Mafie in pentola” testimonia infatti che una rinascita, civile e morale, è possibile”.
Venerdì 10 e sabato 11 febbraio lo spettacolo va in scena a Fiorenzuola d'Arda (Piacenza), teatri Verdi, per una due giorni destinata al grande pubblico (la sera del venerdì) e alle scuole superiori (la mattina del sabato). Organizzazione a cura di Coop Nord Est.
Lunedì 13 e martedì 14 febbraio un'altra due giorni per pubblico e scuole a San Giovanni in Persiceto (Bologna), presso il teatro Politeama, con la partecipazione di moltissimi giovani che impegnano la loro estate nei terreni confiscati, aderendo a “Estate Liberi”.
Sabato 25 febbraio, al teatro Moderno di Savignano sul Rubicone (Fc), andrà in scena la 72.ma replica dal debutto di “Mafie in pentola”, una delle tante che sono state organizzate da associazioni di base. È una delle caratteristiche più significative di questo spettacolo, che pur non appartenendo a un circuito di produzioni teatrali, è riuscito grazie all'appoggio delle persone a ottenere un risultato di diffusione straordinaria.
------------------------------------------------------------
Scritto dal giornalista Andrea Guolo, Mafie in pentola – Libera Terra, il sapore di una sfida è il racconto di un viaggio all’interno delle cooperative di Libera dove, sui terreni un tempo in mano alle mafie, è nata una "bella economia" i cui cardini si chiamano agricoltura biologica, qualità, lavoro e rispetto delle leggi. È uno spettacolo che si fonda sulla speranza e sulla rinascita, perché la terra non smette mai di rigenerarsi, basta concederle la possibilità. 
Ed ecco che nella Piana di Gioia Tauro, dagli ulivi abbattuti dalla ‘ndrangheta per ricavarne legname e non cederlo alle cooperative, si originano quei polloni che daranno l’olio della speranza; ecco i vigneti bruciati dalla sacra corona unita in Puglia che tornano a fiorire e a regalare un grande vino; ecco in Sicilia l’affermazione di un’agricoltura che rompe il muro delle regole mafiose e versa finalmente i contributi ai lavoratori.
È uno spettacolo sul gusto e su alcune tra le eccellenze del nostro settore agroalimentare. Con un’interpretazione capace di sfumare dal drammatico al brillante e attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato sul palco ad assaggiare i prodotti, non “chiude” lo stomaco dello spettatore, bensì stimola la sua “fame” di legalità e di cose buone.
Il cibo si fa memoria e occasione di riscatto sociale.
Il menù di Mafie in Pentola
Aperitivo
Friselle, taralli e olio extravergine d’oliva
Antipasti
Carciofi violetti di Brindisi ripieni, fritti e ripassati al forno (come li fanno a Mesagne)
Pane casereccio con patè di peperoncino piccante calabrese in olio extravergine d’oliva
Primi
Zuppa di Cicerchie, come la fanno a Portella della Ginestra (Sicilia)
Spaghetti di grano simeto con passata di pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto
Secondo
Mozzarella di bufala campana, dalle terre di don Peppe Diana (Campania)
Dessert
Il “padanissimo” torrone di Cascina Caccia (Piemonte)
Digestivo
Il limoncello di Bosco Falconeria (Sicilia)
Caffè (vietato offrirlo!)
Il tutto accompagnato dai vini Placido Rizzotto (Centopassi) e Hiso Telaray
Infoline: 338-2712616. mafieinpentola@gmail.com
Ulteriori info e foto scaricabili dal sito www.tizianadimasi.it sezione Mafie in pentola
facebook.com/mafieinpentola
Tiziana Di Masi, attrice professionista, vive a Bologna e collabora con Carlo Lucarelli, Oliviero Beha, Moni Ovadia, Marco Baliani, Gigi Dall’Aglio etc. Lavora per varie compagnie nazionali e contemporaneamente realizza dal 2000 progetti di teatro civile (ProgettoTeatroMemoriaStorica). Nasce nel 2005 il suo Teatro Gastronomico per la promozione di una cultura del cibo che la porta nei migliori festival enogastronomici italiani a interpretare in modo originale l’interazione fra teatro e cucina, fra arte e mondo della ristorazione, con il coinvolgimento di alcuni professionisti (chef e maitre) del settore. Info: www.tizianadimasi.it

Su “Ciao Radio” la trasmissione “Fari puntati su…”
Mercoledì 1° febbraio 2012 ore 19 - 20
News di sport dell’Emilia - Romagna
La prossima puntata della trasmissione sportiva “Fari puntati su…” che va in onda su “Ciao Radio”, l’emittente che trasmette in FM 90.100 - 91.200, avrà svolgimento mercoledì 1° febbraio 2012 dalle ore 19 alle ore 20. Il programma è curato dal giornalista Floriano Roncarati; nel corso del programma vengono diffuse notizie sui principali avvenimenti sportivi e del tempo libero dell’Emilia – Romagna.

Ospiti della puntata: 
• sr Stefania Vitali, Dirigente Scolastica “Scuola Maestre Pie”, l’istituzione organizzatrice delle “Miniolimpiadi”
• Mauro Tinti, Vicepresidente CONI, per la prossima festa della FIPSAS
• Mirella Zappalà, Presidente “CD Falcone” Zola Predosa, per parlare del “4° Campionato provinciale di dama 2012”
Gli ascoltatori potranno intervenire in diretta chiamando lo 051/32.04.07 o inviare sms al seguente numero 338/418.69.69; sarà possibile seguire la trasmissione attraverso internet in ogni parte del globo sul sito: http://www.ciaoradiotv.com
Info: Cell. 338/28.18.588 - E-mail: froncarati@libero.it 

A Bologna si è disputato il “4° Campionato provinciale di dama italiana 2012”
Nuovi Campioni provinciali Rosetti e Vecchi
Si è disputato il “4° Campionato provinciale di dama italiana 2012” nella giornata di domenica 29 gennaio 2012 nel Centro sportivo “Bocciofila Pontelungo” al Parco Orlando Sirola nel Quartiere Reno di Bologna. La riunione damistica è stata organizzata dalla Delegazione provinciale della Federazione Italiana Dama con la collaborazione dei Circoli Damistici “Gnarro Jet Mattei Dama” di Bologna e “Giovanni Falcone” di Riale di Zola Predosa. Alla manifestazione hanno preso parte i damisti tesserati alla FID per la stagione sportiva 2012; una ventina di giocatori hanno lottato per l’attribuzione dei titoli provinciali delle categorie di appartenenza: “Assoluto”, “2° gruppo”, “femminile” e “giovanile”. Alla manifestazione federale di apertura del calendario damistico felsineo 2012 avevano dato il Patrocinio: la Provincia di Bologna, il CONI petroniano, il Comune di Bologna ed il Quartiere Reno. Un avvenimento che si può definire storico ha caratterizzato la quarta edizione del “Provinciale petroniano”; per la prima volta sono stati assegnati, oltre all’”Assoluto” e del “2° Gruppo”, anche il titolo provinciale “femminile” e quello “giovanile”. Dopo il “rito delle iscrizioni”, la manifestazione si è aperta puntualmente con la formazione dei gruppi, secondo le normative federali vigenti e le disposizioni impartite dal Direttore di Gara Silvano Cavallini, coadiuvato da Paride Bellavista; la competizione si è dipanata nell’arco dell’intera giornata con l’interruzione per il pranzo; il torneo giovanile e la competizione femminile si sono svolte nel pomeriggio. Il primo gruppo è stato composto da sei giocatori, tutti appartenenti al Circolo Damistico “Giovanni Falcone” di Riale di Zola Predosa; assente per motivi familiari il Maestro Ettore Pazzi, Campione provinciale uscente, il titolo è stato appannaggio del Candidato Maestro Giovanni Pietro Rosetti. Piazza d’onore per il “regionale” Francesco Crocco che con una sorprendente prestazione si è fatto largo fra il competitivo nucleo di contendenti, superando per “quoziente” il “nazionale” Paride Bellavista. Nel 2011 Francesco Crocco dopo aver conquistato il titolo provinciale nel secondo gruppo, ha intrapreso nel corso della passata stagione una suggestiva cavalcata nella graduatoria Elo/Rubele. Quarta piazza per il “regionale” Massimo Fallavena che ha superato per quoziente il Candidato Maestro Massimo Magni, mentre si è classificato sesto il “regionale” Francesco Morelli. Fino all’ultimo turno l’assegnazione del titolo nel secondo gruppo è rimasto incerto fra gli undici partecipanti; ha vinto Alessandro Vecchi, del “Gnarro Jet Mattei Dama”, che rientrava in attività dopo un anno di assenza riportando un ruolino eccezionale, segnato da un pareggio e tutto il resto vittorie. Secondo posto del podio per il “nazionale” Carlo Brini che rappresenta una bandiera del damismo petroniano, essendo il tesserato alla FID con più lunga militanza agonistica. Il terzo posto del podio è stato conquistato da Giuseppe Paretti che ha preceduto per “quoziente” Athos Lucchini; al quinto posto si è classificata Mirella Zappalà, mentre sesto si è posizionato Mauro Casali. Nel pomeriggio hanno avuto luogo anche le finale per l’attribuzione del titolo “giovanile” e “femminile”; nella competizione giovanile ha vinto la “minicadetta” Silvia Fallavena contro Ayari Douna. Nella competizione femminile si sono schierate alla damiera Alice Bernardi e Mirella Zappalà; il confronto del “gentil sesso” si è concluso con un verdetto di parità. Al termine della manifestazione, dopo l’Inno di Mameli, si è svolta la premiazione con la proclamazione dei “Campioni provinciali di dama italiana 2012”; hanno presenziato alla premiazione Mauro Tinti, Vicepresidente del CONI, Floriano Roncarati, Delegato provinciale FID, Federico Piras, Componente della Commissione Tecnica Problemistica della FID, Marcello Rosati, Responsabile della struttura sportiva che ha ospitato la manifestazione e Mirella Zappalà, Presidente del “CD Giovanni Falcone”.

Domenica 29 gennaio 2012 vittoria del Bitone nel Challenge di Mountain Bike
Importante vittoria della Ciclistica Bitone nel Challenge Invernale di Mountain Bike. Il gradino più alto del podio non è sfuggito ai ciclisti bolognesi che hanno preceduto il G.C. Le
Venezie e la Ciclistica Le Glorie . Ben 25 bikers in giallo e azzurro si sono presentati a Bando di Argenta in questa penultima prova del Challenge che si è svolta su di un bel percorso e con una perfetta organizzazione che ha reso piacevole questa tappa del campionato Invernale. Domenica prossima ultimo appuntamento del Challenge a Lugo per il raduno che sarà organizzato dal locale gruppo ciclistico del Baracca con partenza dalle ore 8.00.

Cus Bologna - La final four del campionato italiano di hockey indoor
Sabato e domenica ci sarà la final four del campionato italiano di hockey indoor. L’allenatore del Cus Bologna, Federico Panieri, è alle prese con alcuni problemi. Per cercare di
riportare quello scudetto che all’ombra delle Due Torri manca dal 2008, quando sulla panchina dell’Alma Mater Studiorum sedeva Marco Cerè, Panieri spera di recuperare alcuni elementi fondamentali. Primo fra tutti il “Cobra”, al secolo Nicola Sanasi, vittima di uno stiramento che sta cercando di bruciare le tappe per rimettersi in sesta e assicurare un’altra bocca da fuoco all’attacco biancorosso. Lombalgia per Massimo Collina, il portiere degli ultimi scudetti che proprio Panieri è riuscito a recuperare alla vita agonistica dopo alcune stagioni di assoluta inattività. Da valutare anche le condizioni di Daniele Gadda e Simone Fughelli, che rappresentano lo zoccolo duro di un gruppo che si avvale della presenza di due elementi leggendari quali Sergey Stasiouk e Tommaso Martinelli.

Oltre 2500 spettatori al Palasavena per la 21^ Edizione di Incontriamocsi
Il colpo d’occhio è stato di quelli che mozzano il fiato. Le tribune gremite del PalaSavena hanno salutato la 21^ edizione di “IncontriamoCSI”, la manifestazione di ginnastica
artistica, ritmica, aerobica, danza e pattinaggio che ha visto scendere in pista quasi 600 bambine di 12 società di Bologna e provincia, dalle più piccole di 3 anni, fino alle agoniste, per una esibizione senza classifiche, per il puro divertimento di bambini, genitori e amanti della disciplina.
In apertura sono stati l’assessore allo sport della provincia Marco Pondrelli e la presidente della Commissione ginnastica Elena Fabbri a salutare atleti e spettatori, mentre i primi ad esibirsi sono state le ragazze della Deni Gang. Se da qualche anno alle classiche ginnastica artistica, ritmica e danza, si è aggiunto anche il pattinaggio, che ha chiuso la manifestazione con la splendida esibizione di “Country Girl” del CSI Casalecchio, con la quale le ragazze sono arrivate al 6° posto ai recenti campionati regionali, in questa edizione si è aggiunta un’esibizione delle Cheerleading della Yuppies Zavattaro. In successione si sono esibiti AGD Budrio, quindi AICS Ozzano sulle coreografie di Peter Pan, la Virtus Ginnastica, le 39 “stelle” dell’Alba Gym, quindi le 120 splendide bimbe della squadra di casa dell’US Zinella sulle musiche di “Footloose”, a cui sono seguite le coreografie del circo delle oltre 100 bambine di Energym. Sono seguite le esibizioni del CSI Imola, della Pol. San Mamolo e del PGS Welcome, prima della chiusura, come già accennato, con il pattinaggio. 
Durante la manifestazione è intervenuto il Consigliere Maurizio Cevenini a portare i saluti della Regione Emilia Romagna, mentre prima della conclusione, con tutte le società sul parquet a ballare la sigla finale “Gigiginnastica”, sono intervenuti il presidente del CSI Andrea De David, il presidente del CONI di Bologna Renato Rizzoli e il sindaco di San Lazzaro Marco Macciantelli, che hanno successivamente premiato tutte le società per la partecipazione.
Come è tradizione la manifestazione ha accolto due associazioni benefiche, AGEOP che ha raccolto fondi per l’acquisto di casa Siepelunga, il nuovo obiettivo dell’Associazione, quindi per il settimo anno IncontriamoCSI è vicina a “For Iganga”, associazione che lavora a favore delle popolazione del Kenia e della Tanzania.

Oscar Luigi Scalfaro ci ha lasciati
Oscar Luigi Scalfaro ci ha lasciati. Fu presidente dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia “Ferruccio Parri” dal 2001 al 2011, prima di cedere
l’incarico, nel giugno scorso, al prof. Valerio Onida. In occasione dell’avvicendamento il presidente Scalfaro vergò queste brevi parole dal sapore quasi profetico di testimone di un tempo che aveva vissuto e che tramandava alle giovani generazioni «[...] il nostro Istituto studia e approfondisce tutte le pagine della lotta di liberazione. È un fatto storico che a poco a poco non può non risentire del tempo che passa, ma la ragione profonda e viva che tiene vivo e attuale l’Istituto è la difesa della libertà e della giustizia. Sono i due canali che generano la Pace, per la quale la nostra Costituzione ci richiama alla fedeltà assoluta all’articolo 11: L’italia ripudia la guerra [...]». Con queste brevi frasi vale la pena ricordare la storia di un uomo che ha accompagnato con la sua vita la crescita dell’Italia dagli anni bui della fine della seconda guerra mondiale, alla nascita della Repubblica e della Costituzione per arrivare fino ai giorni nostri passando per le crisi economiche e di costume. Figura di alto profilo morale, rispetto ai canoni attuali cui siamo abituati, ha improntato la sua attività al servizio dell’istituzione e del suo paese. Il suo incipit «io non ci sto» sia da stimolo ad una vera e propria rinascita culturale, economica e di costume del nostro paese, quello che, proprio loro, novelli padri della patria, hanno saputo costruire nel secolo scorso.
Info: Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia
Aderente all'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia "Ferruccio Parri"
13019 Varallo - via D'Adda, 6 - tel. 0163-52005 - fax 0163-562289
E-mail: istituto@storia900bivc.it - Sito: www.storia900bivc.it

Lutto - Vasco Errani esprime "profonda commozione" per la scomparsa del presidente Scalfaro
Bologna – “Profonda commozione”: è il sentimento espresso dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani alla notizia della scomparsa del Presidente Emerito Oscar
Luigi Scalfaro. “Grande personalità della politica italiana, costituente e protagonista essenziale della vita delle istituzioni repubblicane, con il suo settennato presidenziale ha dato un contributo fondamentale alla qualità della democrazia in Italia, alla crescita del sistema delle autonomie, al dialogo e alla collaborazione fra le istituzioni della Repubblica”.
“Anche a nome della Giunta regionale e della comunità emiliano romagnola, voglio esprimere cordoglio e tributare riconoscenza per quanto il presidente Scalfaro ha sempre dato con il suo coerente e instancabile impegno per il nostro Paese”.


Politiche per la salute - Aggiornamento delle tariffe per alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali. Dal 1° febbraio l'aumento per i cittadini non esenti, e solo per le prescrizioni con tariffa totale inferiore a 36,15 euro, va da 0,05 euro a 7,16 euro. L'Emilia-Romagna ha in media tariffe più basse rispetto alle altre Regioni 
Bologna – Da 0,05 euro a 7,16 euro, a seconda del tipo di esame. Mercoledì 1° febbraio entra in vigore un aggiornamento delle tariffe per alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali; un’operazione che riguarda esclusivamente i cittadini non esenti dal ticket e le prestazioni a basso costo. In Emilia-Romagna – che ha in media tariffe più basse rispetto alle altre Regioni – l’aggiornamento delle tariffe delle prestazioni di specialistica ambulatoriale modifica l’importo del ticket solo per quelle prescrizioni in cui la somma del valore di ciascun esame (tariffa totale) sia inferiore al ticket massimo di 36,15 euro previsto per ricetta di prescrizione. Gli interventi hanno riguardato soprattutto alcune branche specialistiche: radiologia, laboratorio, fisioterapia. L’aumento per i cittadini non esenti, e solo per prescrizioni con tariffa totale inferiore a 36,15 euro, va da 0,05 euro per la prestazione “risoluzione di aderenze articolari” a 7,16 euro per la prestazione “rimozione di corpo estraneo dall’uretra”. Tenuto conto, inoltre, che il ricorso alla specialistica ambulatoriale da parte dei cittadini non esenti, e quindi non affetti da patologia cronica o esenti per reddito, è occasionale, l’impatto può essere considerato trascurabile. In particolare, per radiologia ed ecografie, ci sono incrementi da 0,50 euro a 6,50 euro; per il laboratorio da 0,05 euro a 5,34 euro per prestazione di biologia molecolare; per la fisioterapia da 0,05 euro a 1 euro. Il ticket di 46,15 euro è stato determinato per le sole prestazioni complesse di chirurgia ambulatoriale analoghe alle prestazioni di trattamento della cataratta e di liberazione del tunnel carpale, per le quali era già vigente la quota ticket di 46,15 euro in seguito alla manovra dell’agosto scorso. Si tratta di prestazioni quali liberazione di tunnel tarsale, riparazione di dito a martello, artroplastica di piccole articolazioni, litotripsia extracorporea del rene, che hanno tariffe con valori da 1.800 a 400 euro.



“Sui blocchi di partenza i Trofei di Milano –5 cerchi per Exsport”
Sulla scorta del successo di partecipazione registrato nelle precedenti edizioni (tremilioni di studenti in pista dal 1964 ad oggi) è stato presentato alla Stampa ed agli
Insegnanti delle 200 Scuole iscritte il Progetto “TROFEI DI MILANO 2012 – 5CERCHI PER EXSPORT”, attività interscolastiche sportive e formative articolate nelle seguenti 5 Aree –SPORT, CULTURA, EDUCAZIONE, ALIMENTAZIONE, SALUTE (http://www.trofeidimilano.it/regolamento_2012.pdf).
Il Progetto,che ritiene lo sport asse per i “nuovi stili di vita”, ha l’obiettivo di valorizzare lo sport e il suo linguaggio universale per trasformare in realtà quella “Energia per la vita” che costituisce uno dei temi fondamentali di EXPO 2015.
Alle suddette iniziative potranno partecipare gli alunni delleScuole Secondarie di Primo grado e quelli delle 3°, 4° e 5° delle Scuole Primarie pubbliche e private di Milano e Provincia, con la collaborazione delle famiglie, dei Consigli di Circolo, dei Consigli di Istituto.
Le attività, con iscrizioni gratuite,si articolano in due fasi: sportiva e formativa.
La prima è caratterizzata dalle gare di staffetta all’insegna dello slogan “La staffetta fa dell’individuo una squadra”.Le competizioni inizieranno il 6 febbraio e si concluderanno all’Arena Brera di Milano,nell’ambito della “Settimana dello Sport e della Salute, con le Fasi Finali ed iniziative sportivo-didattiche all’aria aperta per gli studenti, i loro accompagnatori e familiari. Saranno in distribuzione le “Guide all’alimentazione corretta” per tutti i partecipanti.
La seconda comprende diverse attività: “La Penna d’oro dello Sport – Candido Cannavò”, “Scrivi uno slogan per diventare imprenditore” e “Lo sport per EXPO: Disegnala Mascotte per EXPO2015”con la Camera di Commercio di Milano, “Sport e Ambiente: Assicura il tuo futuro” con Alleanza Toro e una serie proiezioni presso le Scuole organizzate in collaborazione con la FICTS Italia asd e il Comitato Provinciale Milanese del CONI, che prevedono la presentazione, da parte di campioni olimpici, di video riguardanti gli aspetti sociali dello sport, inteso come strumento di educazione, di formazione e di inclusione sociale dei suoi protagonisti. I “Trofei di Milano” - organizzati con il sostegno della Centrale del Latte di Milano, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e la collaborazione di Regione Lombardia, del Comune,della Provincia, della Fidal e di Credito Artigiano - si svolgeranno sotto l’egida della Commissione Cultura ed Educazione Olimpica del CIO di cui è membro il Presidente del Comitato Organizzatore dei Trofei di Milano Prof. Franco Ascani.

Aeroporto di Bologna: allerta meteo: avviso ai passeggeri
In considerazione della forte ondata di maltempo prevista a partire da oggi sull’area di Bologna e di tutto il Nord Italia, con precipitazioni nevose anche abbondanti e brusco
calo delle temperature, l’Aeroporto di Bologna comunica ai propri passeggeri che potranno verificarsi rallentamenti o interruzioni della normale operatività dello scalo. Si consigliano pertanto i passeggeri in partenza di:
• contattare la compagnia aerea con cui si è programmato il viaggio o visitare il sito dell’Aeroporto alla pagina relativa ai ‘voli di oggi’ in tempo reale (all’indirizzo www.bologna-airport.it), per verificare previamente lo stato del proprio volo, prima di mettersi in viaggio,
• mettersi in viaggio con congruo anticipo, in considerazione delle mutate condizioni della viabilità stradale.
Si ricorda comunque che, anche in caso di ritardo nella partenza del volo, i passeggeri dovranno presentarsi in aeroporto con riferimento all’orario previsto originariamente per il check-in. Sab, in collaborazione con le società di handling, gli enti aeroportuali e le compagnie aeree, ha già attivato l’unità di coordinamento operativo aeroportuale per la gestione dell’emergenza neve e predisposto l’intervento della propria ‘squadra neve’ con circa 200 uomini ed oltre 100 mezzi. 
Bologna, 31 gennaio 2012

Team Roncarati
Comunicazione
Cell. 338/28.18.588
E-mail: teamroncarati@gmail.com



- RUBRICA CW COSA SUCCEDE IN RETE....?????  - 03-01-2012
Rinvio dell'incontro di sabato 4 febbraio
a sabato 11 febbraio
Gentile amica ed amico,
causa neve l'incontro di sabato mattina 4 febbraio viene rinviato a sabato mattina 11 febbraio. Programma, orario e luogo di svolgimento rimangono inalterati.
Completiamo comunque la documentazione già trasmessa (progetto del prof. Alleva, Proposta di Legge Madia- Damiano) inviandole i testi del DDL del Sen. Pietro Ichino e il DDL del Sen. Paolo Nerozzi nonchè un articolo del relatore all'incontro dell'11 febbraio prof. Pier Antonio Varesi sull'apprendistato.
Ispirato ai modelli della flexsecurity nord europea, il progetto Ichino (Contratto collettivo di transizione al nuovo sistema di protezione del lavoro) è in pratica una sperimentazione volontaria di imprese e sindacati che, per i (soli) lavoratori delle imprese aderenti, sostituisce gran parte delle forme di lavoro precarie esistenti con un contratto a tempo indeterminato. Tuttavia, almeno per i primi 20 anni di lavoro, per motivi economici (dell'impresa e dell'imprenditore) il lavoratore può essere sempre licenziato, non ha alcuna difesa non potendo adire al giudice (riceve un semplice indennizzo automatico); corrispettivamente beneficia di "sostegno del reddito e assistenza intensiva nel mercato del lavoro". 
Anche nel progetto Nerozzi (Contratto Unico di Ingresso) il contratto è a tempo indeterminato. Articolato in due fasi ("ingresso" fino a tre anni e "stabilità" dopo), il rapporto è tuttavia pienamente presidiato dalle norme in vigore sui licenziamenti solo per la fase di stabilità. Il DDL Nerozzi non sostituisce nessuno dei rapporti flessibili esistenti ma modifica la disciplina del contratto a termine ed assorbe alcune ipotesi di lavoro parasubordinato. 
A sua volta l'articolo del prof. Varesi valorizza l'istituto dell'apprendistato nella sua funzione strategica di sostegno dell'occupazione giovanile.
Ci scusiamo per il contrattempo del rinvio e Le inviamo i migliori saluti. 
Domenico Cella Piero Parisini Gianluigi Chiaro
Presidente dell’Istituto Vice Presidente Responsabile dei Seminari 
-
Istituto De Gasperi - Bologna
Flessibilità del lavoro e proposte in campo. Lo spazio di Ghiselli
Sabato 4 febbraio 2012 ore 9, 30 
Come bonificare il market dei lavori flessibili 
conservando -ed anzi estendendo!- le tutele 
Le proposte in campo per una nuova legge 
sul lavoro in Italia
Piergiovanni Alleva e Pietro Varesi
al Corso dell’Istituto de Gasperi
Il Corso dell’Istituto De Gasperi su “Lavoro e flessibilità dell’occupazione. Se il lavoro non è una merce…” ha concluso la fase preliminare di esplorazione delle fonti ispirative (il lavoro nella Costituzione e nel dibattito all'Assemblea Costituente) e di raccolta delle informazioni (i numeri della flessibilità, le forme della flessibilità ...). 
Comincia ora il momento della discussione sulle diverse proposte in campo per ricondurre a una qualche unità tanta frammentazione di forme contrattuali, cancellando le più inique e delimitando con rigore le eccezioni al rapporto "standard" del lavoro a tempo indeterminato e a tempo pieno. Un obiettivo che acquisterebbe tutt'altro sapore se dovessero cadere le tutele esistenti (specie quelle in materia di licenziamenti), piuttosto che essere ampliate.
Sull'argomento interverranno, sabato 4 febbraio 2012, alle ore 9,30 presso il Convento di San Domenico a Bologna, Piazza San Domenico 13, il prof. Piergiovanni Alleva, docente di diritto del lavoro nell'Università politecnica delle Marche, e il prof. Pietro Varesi, docente di diritto del lavoro presso la Facoltà di Economia dell'Università Cattolica di Piacenza. Presiederà l'incontro il prof. Michele La Rosa, docente di Sociologia del Lavoro nella Facoltà di Scienze politiche di Bologna.
Quello tra Alleva e Varesi (studiosi appartenenti a differenti ispirazioni culturali) sarà in pratica un "dialogo", quel dialogo tanto prezioso tra le culture dell'esperienza democratica italiana.
Nei prossimi giorni l'Istituto invierà ai lettori della nostra mailing list una documentazione sulle più importanti proposte, formalizzate o no in articolati di legge (Alleva, Ichino, Nerozzi, Boeri-Garibaldi, oltre naturalmente alla proposta del Governo, se sarà concretamente accessibile in tempo utile). Sin d'ora prepariamo per così dire il campo trasmettendo un interessante dialogo tra Pietro Ichino, Stefano Fassina e Piergiovanni Alleva apparso su MicroMega, n. 4, 2011, dal titolo "Le vie di uscita dalla precarietà".
Lo spazio di Gianni Ghiselli
DAL NAUFRAGIO ALLA RINASCITA
Non mi stupisce che una nave colossale, con dentro migliaia di persone, venga spinta sugli scogli e fatta naufragare da un comandante a dir poco incapace, in una Italia dove
uno degli intellettuali più noti e celebrati sostiene che Pericle offriva agli Ateniesi abbondanti circenses.
"Si bene calculum ponas, ubique naufragium est ", se si fanno bene i conti, il naufragio è dappertutto, scrive Petronio (Satyricon,115, 17). In effetti il disastro della nave Concordia è emblematico della condizione generale del nostro paese. 
Leggiamo Hermann Hesse : “Ben presto si scoprì che erano bastate poche generazioni di una disciplina rilassata e senza scrupoli per danneggiare sensibilmente anche la vita pratica…Si sa, o si intuisce, che quando il pensiero non è puro e vigile, quando la venerazione dello spirito non è più valida, anche le navi e le automobili incominciano presto a non funzionare, anche il regolo calcolatore dell’ingegnere e la matematica delle banche e della borsa vacillano per mancanza di vigore e di autorità e si cade nel caos” (Il gioco delle perle di vetro, p. 32). 
Il caos è un vuoto immenso: un vuoto di sapere ( tò sofón) e di sapienza (sofía), un vuoto dove volteggiano i mostri dell’ignoranza, dell’indifferenza, dell’egoismo, dell’irrespon- sabilità.
Un baratro scosceso dove stiamo precipitando a testa in giù. Se non porremo dei rimedi, se non cambieremo rotta, ci saranno altri naufragi, poi si scontreranno gli autobus, i treni, e cadranno gli aerei. Saranno sempre meno rischiose e più plausibili le vacanze in bicicletta, o, meglio ancora, a piedi.
Ma torniamo ai naufràgi. Nelle opere degli autori classici sono diffuse allegorie e metafore nautiche che descrivono navi senza nocchiero, o con pessimi nocchieri, in mezzo a grandi tempeste. Si sa che l'allegoria è costituita da metafore continuate e che indica una cosa con le parole, un'altra con il significato generale. La metafora semplice invece trasporta un significato da una parola a un’altra. Alceo dunque descrive una rissa di venti, un rotolare di onde che flagellano una nera nave con dentro uomini tribolati, mentre l’acqua oramai supera la base dell'albero maestro, e la vela è già tutta trasparente, per i grandi strappi prodotti dalla furia della tempesta. Un’ode di Orazio (I, 14) riprende questo carme allegorico di Alceo suggerendo al timoniere di raggiungere il porto senza esitare. Quintiliano ne fa l’esegesi interpretando come nave lo Stato, come flutti e tempeste le guerre civili, e come porto la pace. La bufera marina, più in generale è uno sconvolgimento morale e sociale. Nelle Rane di Aristofane il Coro degli iniziati ingiunge di tacere e di allontanarsi ai profani. Tra questi ci sono coloro che, reggendo la città sconvolta dalla tempesta, si fanno corrompere dai doni (v. 361). Come non pochi dei nostri politici. 
Un’analoga metafora nautica viene impiegata da Sofocle nell'Edipo re:"la città infatti, come anche tu stesso vedi, troppo già fluttua e di sollevare il capo dai gorghi del vortice insanguinato non è più capace" (vv. 22-24).
La polis tra le onde è Tebe, tormentata dalla peste, dalla carestia, dall’infecondità della terra, che non produce frutti, e dalla sterilità delle donne le quali non partoriscono più . Concludo le citazioni con l'invettiva all'Italia del Purgatorio di Dante:"Ahi serva Italia, di dolore ostello,/nave senza nocchiere in gran tempesta,/non donna di province, ma bordello! “(VI, 76-78). 
Quindi torniamo all’attualità. Intanto queste vacanze babeliche, o babiloniche, con il divertimento organizzato per orde di viaggiatori, sono già una scelta triste, fatta da persone che vanno a cacciarsi in un una confusione rumorosa la quale, anche quando non nega la vita, ottunde o cancella le identità delle persone. E’ la carenza di un impiego significativo del tempo che spinge in tali ammassi caotici. Se le città e i paesi offrissero attività e occasioni culturali, o per lo meno possibilità di incontri in luoghi e locali ameni, a nessuno verrebbe in mente di andare a chiudersi per giorni e giorni in certi palazzoni precariamente galleggianti, sperando di vivere chissà quali avventure.
I passeggeri del viaggio successivo, partito il 18 gennaio su un altro casermone galleggiante, la Costa Serena, dicevano che stavano realizzando un sogno, e ridevano, tanto due volte di seguito la stessa sciagura non capita. Una strana consolazione, e un sogno davvero povero, di povera gente illusa.
Bruno Vespa poi ha annunciato con sorrisi larghi che l’enorme nave Serena (nomen omen!) stava passando al largo dell’isola del Giglio, sfavillante di luci e giustamente piena di allegria. Per questi sorrisi infernali che calpestano il dolore di chi ha perso genitori o figli ancora sepolti nella Concordia, l’ineffabile personaggio viene pagato centinaia di volte più di un operaio e di un impiegato! Fatelo bestemmiare ancora!
Il naufragio è davvero dappertutto, è anche dentro di noi! 
La non amenità e l’insicurezza di certi grattacieli sull’acqua si è rivelata con piena evidenza nella fase critica: scarsa l’organizzazione del soccorso, insufficiente la solidarietà tra i naufragati, se una ventina di persone sono state lasciate morire a pochi metri dalla terraferma. Tra questi, bambini e perfino alcuni disabili. Francesco Schettino cui era affidata la Concordia non è stato all’altezza del compito, e viene indicato con esecrazione come l’unico colpevole, mentre l’altro comandante, Gregorio De Falco, quello buono, passa per eroe nazionale solo per il fatto di avere richiamato, da un ufficio del porto, quello cattivo, piuttosto bruscamente, al più ovvio e più naturale dei doveri di un comandante di nave. Additare il criminale unico, il codardo e cialtrone abominevole, e l’eroe perfetto, senza macchia e senza paura, sono entrambe semplificazioni acritiche di chi non vuole esaminare il tragico evento con mente lucida e aperta. Di sicuro Schettino ha sbagliato gravemente. Ma con altrettanta sicurezza bisogna aggiungere che a monte, e a fianco di Schettino ci sono altre responsabilità. E De Falco ha fatto il proprio dovere. Ma se fare il proprio dovere è un eroismo, pensiamo anche e ai contadini che lavorano la terra, agli operai che faticano nelle fabbriche per poco più di 1000 euro al mese. 
La testimonianza di una donna incinta di cinque mesi dice che la gente faceva a pugni per salire sulle scialuppe. Ha provato a gridare che aspettava un bambino, ma nessuno la aiutava. Rimasta indietro e in bilico sul ponte molto inclinato, con altre donne, con bambini e anziani, ha visto ufficiali della nave già in salvo sulle scialuppe. La signora si è salvata scendendo con una scala di corda non abbastanza lunga e facendo un rischioso salto finale. Anche questo episodio è simbolico. La solidarietà, l’aiuto a chi ne ha bisogno, sono valori scaduti; con l’incapacità, l’approssimazione, l’indisciplina, trionfano l’egoismo e l’ homo homini lupus. Qualche atto di solidarietà, perfino di abnegazione c’è stato, per carità, ma si è trattato di gesti sporadici, mentre dovrebbero costituire la regola, la santa regola dell’homo homini deus. 
Gli esempi pessimi vengono dall’alto: la guerra è una delle rare attività per le quali non sono previsti tagli di spesa. L’opera malvagia, deleteria della guerra ha la precedenza rispetto ai servizi sociali, alla scuola, alla cultura e ad ogni opera buona, costruttiva di bene. 
Lo fa notare don Luigi Ciotti in un suo bellissimo libro presentato poche sere fa allo Stabat Mater di Bologna: “E’ insopportabile l’ipocrisia di chi continua a dire che non ci sono i soldi per i servizi sociali, che non ci sono i soldi per la lotta alla povertà, che non ci sono i soldi per chi non ha lavoro. Non è vero! I soldi ci sono, ma vengono spesi per acquistare missili e aerei da combattimento, per costruire navi da guerra e carri armati, per disegnare un mondo sempre sull’orlo dell’ennesima guerra, mentre abbiamo tutti bisogno di un mondo di pace” (La speranza non è in vendita, p. 44). Nietzsche nella quarta e ultima parte di Così parlò Zarathustra scrive: “Non vi è, nel destino tutto dell’uomo, sventura più grande di quando i potenti della terra non sono anche i primi uomini. Tutto diventa falso, obliquo mostruoso, quando ciò avviene”.
La mia speranza è che i prìncipi della terra, o almeno i personaggi esemplari, siano persone della levatura etica di Don Ciotti, dei veri professionisti dell’etica, della solidarietà, dell’umanesimo che è amore per l’umanità. 
g.ghiselli@tin.it

 



- ARTE Teatro BOLOGNA - 29-01-2012
Presentazione del libro d’artista
vai al mare, ti ho detto

nato dal monologo Lei dunque capirà di Claudio Magris
il libro si apre con il testo Le figure narranti di Walter Barbero
si articola nelle 7 incisioni di Maura Cantamessa
per concludersi con il testo di Claudio Magris Come è nato Lei dunque capirà
Sabato 4 febbraio 2012 alle ore 18
Francesco Pagliari
ne parlerà con Maura Cantamessa
muovendosi attraverso il libro d’artista e la sua storia
Esposizione dal 4 al 26 febbraio 2012
Libreria TRAME società cooperativa - via Goito, 3/c 40126 Bologna - tel 051.233333
da lunedì a venerdì 9.00 - 19.30 sabato 11.00 - 19.30

 

- 31-01-2012
Wow! Oltre un milione di firmatari e i leader europei cominciano a sentire tutto il peso della pressione sulle loro spalle. Rendiamo il nostro appello ancora più forte prima della consegna di questa settimana: inoltra questa email a tutti!
Cari amici, 
Un nuovo trattato globale darebbe carta bianca alle multinazionali per controllare tutto quello che facciamo su internet. La scorsa settimana 3 milioni di noi hanno fermato le leggi censorie americane. Se agiremo ora potremo far sì che il Parlamento europeo affossi questo nuovo pericolo per tutti noi: 
La settimana scorsa 3 milioni di noi sono riusciti a respingere l'attacco americano a internet! Ma ora c'è una minaccia persino più grave, e il nostro movimento globale per la libertà di internet è l'arma migliore per annientarla. 
ACTA, un trattato mondiale, darebbe il potere alle multinazionali di censurare internet. Dopo che è stato negoziato in segreto da un manipolo di paesi ricchi e poteri forti, ora potrebbe mettere in piedi un organismo nell'ombra per combattere le contraffazioni e che permetterebbe a interessi organizzati di controllare tutto quello che facciamo su internet, imponendo sanzioni che prevedono addirittura il carcere contro chi metterebbe in pericolo i loro affari.
L'Europa sta decidendo ora se ratificare o meno ACTA: se non lo farà questo attacco globale alla libertà di internet cadrà. In passato si sono già opposti a ACTA, ma ora alcuni parlamentari vacillano: diamo loro l'ultima spinta per rigettare il trattato. Firma la petizione: faremo una consegna spettacolare a Bruxelles non appena avremo raggiunto le 500.000 firme:
http://www.avaaz.org/it/stop_acta/?vl
E' una vergogna: i governi dei quattro quinti della popolazione mondiale sono stati esclusi dai negoziati dell'Accordo commerciale anti-contraffazione (ACTA) e burocrati non eletti hanno lavorato spalla a spalla con i lobbisti delle multinazionali per scrivere le nuove regole e un regime sanzionatorio pericoloso. ACTA sarebbe inizialmente esecutivo negli Stati Uniti, in Europa e in altri 9 paesi, poi in tutto il resto del mondo. Ma se riusciremo a far dire no all'Europa, il trattato perderebbe il momento buono e potrebbe essere chiuso in un cassetto per sempre.
Grazie a queste regole liberticide persone in ogni dove potrebbero essere sanzionate per semplici gesti come condividere l'articolo di un giornale o scaricare un video di una festa dove c'era musica protetta dal copyright. Venduto come un trattato commerciale per difendere il diritto d'autore, ACTA potrebbe vietare anche la vendita di farmaci salvavita e mettere in pericolo l'accesso degli agricoltori ai semi di cui hanno bisogno. E, incredibile ma vero, la commissione ACTA avrebbe carta bianca per cambiare le sue stesse regole e sanzioni senza alcun scrutinio democratico.
Potenti interessi organizzati stanno facendo di tutto per far passare il trattato, ma il Parlamento europeo si è messo in mezzo. Inviamo un grido enorme ai parlamentari per contrastare le lobby e difendere la libertà di internet. Firma ora e inoltra questo appello a tutti:
http://www.avaaz.org/it/stop_acta/?vl
La scorsa settimana abbiamo visto in concreto la forza del nostro potere collettivo: quando milioni di noi hanno unito le forze per fermare gli Stati Uniti dall'adottare la legge sulla censura a internet, che avrebbe trafitto il cuore della rete. Abbiamo anche dimostrato al mondo quanto possono essere potenti le nostre voci. Uniamole ancora una volta per contrastare questo nuovo pericolo.
Con speranza e determinazione, 
Dalia, Alice, Pascal, Emma, Ricken, Maria Paz e il resto del team di Avaaz 
Più informazioni: 
Pirateria, l'Unione europea firma ACTA: "Bavaglio al web e alla ricerca medica"
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/26/news/pirateria_acta-28803676/ 
La Polonia marcia per il web libero: in 10.000 contro ACTA
http://www.giornalettismo.com/archives/193127/la-polonia-che-marcia-per-il-web-libero/ 
ACTA, inizia un'altra battaglia per la Rete
http://daily.wired.it/news/internet/2012/01/26/acta-censura-internet-copyright-sopa-16742.html 
Accordi segreti minacciano la libertà di espressione (e non solo)
http://www.valigiablu.it/doc/607/accordi-segreti-con-le-multinazionali-minacciano-la-libert-di-espressione-e-non-solo.htm 

 

 


- RUBRICA CW COSA SUCCEDE IN RETE....?????  - 31-01-2012

http://www.star-crep.it/
di Corrado Crepuscoli

CREP ha la schiena dritta !!!
carissima/o
quando muovo critiche a Monti sono tanti che concordano, ma alcuni non sono d'accordo e mi sta bene..perchè è lecito pensarla diversamente!
Quello che NON ACCETTO e RESPINGO CON SDEGNO è che chi non la pensa come ....me arrivi a dire che "la mia generazione ha tolto il futuro ai giovani"...."quindi che devo pagare io la crisi (che prendo 850euro al mese, a cui vanno tolte 130 di cessione del quinto ed ho un mutuo fino al 2021 !!!) e che se non accetto questo devo vergognarmi !!!
Ciò è offensivo e totalmente falso!!
Come mi ha scritto un amico..(che bontà sua mi difendeva..!!) è vero che...
...Crep ha LA SCHIENA DRITTA, da sempre !!! Non mi sono mai inchinato al dio denaro e madonna impresa, né lo farò davanti a San Monti che si è dimostrato forte con i deboli e debole con i forti! Non accetto di essere offeso, né lezioni morali da chi giustifica (sic!) quanto accade in Italia ; pontificando perchè ha la pancia piena !!
Sul mio blog potete leggere le mie ragioni (ed altri articoli inerenti al tema) sempre a chi interessa; chi legittimamente non frega nulla non ci va, ed amen............... ..ma a TUTTI dico che il vecchio CREP al mattino quando si guarda allo specchio non prova vergogna..perchè pur potendo fregarmene...(in fondo un tozzo di pane..ce l'ho !) . sarò SEMPRE in piazza a manifestare...come sempre orgoglioso di stare con i più deboli e contro ogni ingiustizia !!!! E per questo son bene di non essere un eroe...(che lo sono chi ci ha lasciato la pelle per certi valori !!):
Con buona pace di tutti coloro che definendosi "moderni", "miglioristi","riformisti" si sentono "superiori".....!!!
Hasta......crep

 


- ARTE Teatro BOLOGNA - 25-01-2012

INTONATI A REGOLA D’ARTE
Canzoni e racconti che disegnano l’arte e i suoi protagonisti
Giovedì 26 gennaio 2012 - Teatro Comunale di Castel d’Argile (BO)
Venerdì 27 e sabato 28 gennaio 2012 - Piccolo Teatro del Baraccano - Bologna
In tempi di difficoltà e crisi come quelli attuali è vietato non essere produttivi. Il momento è delicato, bisogna essere seri. Comportamenti contrari sono perlopiù giudicati negativamente, come del resto sono malviste o irrise le richieste di finanziamento o collaborazioni a progetti culturali dedicati all’arte e alla musica. “Non si mangia con la cultura”, perciò meglio mettere in un angolo chi si dedica alla produzione di opere creative e pensieri che non sviluppino un idoneo, immediato e considerevole ritorno economico. 
Di fronte a tali considerazioni, gli ideatori di questo spettacolo hanno provocatoriamente immaginato che sia stata promulgata, e pubblicata nelle pagine della “Gazzetta Ufficiale”, una legge contro l’arte. La nuova norma anticrisi, ad esclusione degli artisti già affermati e consacrati dal Mercato, proibisce di occuparsi, a qualsiasi titolo, di forme d’arte inutili e non direttamente produttive; pone poi il divieto per chiunque, ad eccezione degli Accademici e di chi è già inquadrato nelle strutture museali, nelle televisioni e nelle testate nazionali, di sostenere pubblici dibattiti, spettacoli o incontri aventi per tema l’arte. 
A proprio rischio e pericolo un musicista, Franz Campi, e uno scrittore, Maurizio Matrone, contravvengono a questa nuova “legge” e si incontrano per raccontare i grandi artisti attraverso citazioni, immagini, letture di frammenti biografici, romanzi, lettere e testimonianze dirette. Ci fanno conoscere il mondo sottosopra di Chagall, la tecnica dell’acquarello, la difficoltà di spiegare l’arte contemporanea a un ragazzino, i grandi furti di opere d’arte nella storia, la dura vita degli artisti in ogni tempo … 
Una serie di suggestioni accompagnate dalla musica e raccontate da canzoni inedite e dai successi pop del passato dedicati alla vita e alla passione di chi ha posto l’arte al centro della propria esistenza, a dispetto di tutto e di tutti.
Lo spettacolo ci propone, in una cornice di musica e di parole, tanti brani noti: Le ragazze di Gauguin (Grazia Di Michele), Pittori della domenica (Paolo Conte), Vincent (Roberto Vecchioni), Monna Lisa (Ivan Graziani), Vita d'artista (Sergio Cammariere), Acquarello (Toquino) . 
Con Maurizo Degasperi al pianoforte e il Ladies Saxophone Quartet: Letizia Ragazzini, flauto traverso/sax soprano – Mariella Donnaloia, sax contralto – Isabella Fabbri, sax tenore – Laura Rocchegiani, sax baritono.
Allestimento video e montaggio immagini: Davide Belviso
Regia: Eros Drusiani
Facebook: https://www.facebook.com/events/333519579999204/
Foto alta definizione ed altri materiali da scaricare nella sezione “download”: http://www.franzcampi.it/nuovospettacolo/
Via del Baraccano 2 (laterale di via Santo Stefano), Bologna
Inizio spettacolo: ore 21 Ingresso: intero 10 euro – ridotto 8 euro
Al Piccolo Teatro aperitivo prima degli spettacoli 5 €
Info: info@attisonori.it ; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. tel. 393 9142636
Ufficio Stampa: Associazione Soqquadro – info@associazionesoqquadro.it




- ARTE LIBRI -  - 17-01-2012
RECENSIONE DI MARCO GRAZIANI

"Despero" è la prima fatica letteraria dello scrittore bolognese Gianluca Morozzi, pubblicato nel 2001 da Fernandel. Parla della storia di un ragazzo, Cristian Cabra detto Kabra, e dei 12 anni di vita dei Despero, gruppo del quale è fondatore e della sua compagnia di amici. In questo libro ci sono gli elementi base del Rock (con la "R" maiuscola): Sesso, Droga e Rock' n' Roll con un' ingrediente in più: la Sfiga. I quattro elementi accompagnano le vicende narrate nel libro e non permettono al lettore di staccarsi dalle sue pagine tanto facilmente. Assolutamente da avere per chi ama la Musica con la "M" maiuscola.

 

 

 




- RUBRICA CW COSA SUCCEDE IN RETE....?????  - 13-01-2012

APPELLO  

“GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!”  

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.  

Noi non ci stiamo.  

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.  

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.  

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

 



- ARTE LIBRI - 06-01-2012


SPECIALE CW
INTERVISTA A MARIA SILVIA AVANZATO DI MARCO GRAZIANI




1.                  
Maria Silvia Avanzato, nata a Bologna il…

Primo Giugno del 1985, ha cominciato a scrivere a cinque anni, inventandosi l’italiano. Successivamente ha messo a dura prova la pazienza di chi aveva accanto, pestando i piedi con la pedissequa dichiarazione “Voglio fare la scrittrice”. A sedici anni ha scritto il suo primo romanzo con una vecchia Olivetti dai tasti mancanti: contava in tutto 450 cartelle editoriali ed era una deprimente saga densa di nevrosi personali e notevolmente autoreferenziale. Fece un disperato porta a porta fra gli editori bolognesi, collezionando rifiuti e insulti.

Anni dopo, comprese che era tempo di liberarsi dell’increscioso manoscritto. Dopo averlo dato alle fiamme, si dotò di un computer e prese a scrivere nuove storie, più mature, più ragionate, grazie a Dio più brevi. Dopo una serie di vittorie presso importanti concorsi, decise di dedicarsi completamente alla scrittura.

Oggi pubblica i suoi romanzi definendosi “un manovale della parola” senza accordare contributi agli editori: ha sposato la causa della lotta all’editoria a pagamento e ne è ben contenta. Il mestiere a volte regala soddisfazioni, altre volte no, ma l’autrice si fregia del lusso del poter dire “faccio quello che ho sempre sognato fare e non ho rimpianti”.

  1. Quando e come hai iniziato a scrivere

A cinque anni misi le grinfie su un’agenda, una di quelle che le banche regalano ai clienti per Natale. Nel cuore della notte scivolai fuori dal letto e presi a scrivere una fantasiosa storia riguardante una coccinella. Ero entusiasta di fronte a tutte quelle pagine pulite, a mia completa disposizione. Naturalmente mi beccarono e mi riportarono a letto di peso. Ma ricordo bene la sensazione precisa di quella notte, quando mi rimisero sotto le coperte, sgridandomi: era una specie di eccitazione incontenibile, un brivido che mi spingeva a pensare cose come “domani scrivo anche quella cosa lì”, “poi faccio succedere questo e quello”, “la storia deve finire così”.

Molto semplicemente sono tuttora vittima dello stesso brivido, tutto il giorno, tutti i giorni e da ventuno anni a questa parte.  

  1. Dicci un po’ dei tuoi libri. Di cosa parlano?

   Possiamo dividerli in due filoni.

Da un lato c’è la produzione chick lit: storie ironiche, rosa, d’amore, frizzanti e talvolta dedicate a un pubblico giovane o giovanissimo. “Granturco su Foglia di The (causa disguidi lo stilista è cieco), ArpaNet edizioni, è ad oggi il più conosciuto fra i chick lit che ho scritto e riassume appieno il genere. A partire da dicembre 2011, ha fatto il suo ingresso sulle scene anche “Darcy non esiste (e piove sui cuscini a pois) per Chichili Agency. Si tratta di un ebook distribuito in Italia e in Germania. Col 2012 pubblicherò per la sopracitata agenzia tedesca un seriale chick lit.

Poi c’è la mia parte “noir”: gialli, atmosfere cupe, intrighi, folklore e leggende. Un lato un po’ spietato, quello dei racconti che vincono spesso i concorsi letterari (nel 2011, ho avuto il piacere di essere vincitrice di Nero di Puglia e Lama e Trama). Non posso propendere per l’una o l’altra fazione: entrambi i generi sono parte di me.  

         4. Hai da poco presentato all’Ippodromo di Bologna “L’età dei lupi” (Voras edizioni) romanzo che parla dell’uscita di una ragazza dalla fanciullezza per entrare nell’adolescenza. Parla di un periodo ben definito della tua vita, di sogni, delusioni e quant’altro. Citandoti Eros Ramazzotti con “cara prof” ti faccio la domanda: “cosa è rimasto di quei giorni/ chi lo sa?”

Per mia fortuna, quei giorni mi hanno lasciato in dote moltissimi ricordi, probabilmente i migliori della mia vita.

Sono stati gli anni delle grandi battaglie: come la protagonista del romanzo, vivevo sotto la campana dorata della scuola privata e dell’appartenenza a determinati ambienti sociali. L’adolescenza mi ha portata a contatto con la scuola pubblica, gli anni di facili scioperi e occupazioni, la voglia di scalciare e farsi sentire, diventare autonomi, girare per la Bologna degli anni Novanta con la balotta (ndr. compagnia) giusta, nei locali del momento, sentendomi libera, inarrestabile, un po’ incosciente.

Ho mantenuto di quel periodo della mia vita l’irrazionalità, la tendenza a sognare, lo spirito combattivo e la capacità di stupirmi di fronte alle cose, come una ragazzina.

5.  Com’è nata l’idea di un salto nel passato?

Volevo scrivere di me, per una volta. Senza nulla togliere alle trame fantasiose che possono rendere speciale un libro, talvolta è naturale sentirsi desiderosi di mettere in gioco la propria storia personale. E non è un egoistico modo per dire al lettore “prendila come verità di Vangelo, perché un’esperienza come la mia non l’ha fatta nessuno”. Piuttosto è un modo per raccontare un’epoca e uno stato d’animo in chiave universale, così che tutti i lettori possano riconoscersi nella Lupo che scalpita per andare in discoteca o si innamora del più carino della scuola in sella a un Phantom nero. Certo, il lettore bolognese, trova nel romanzo una serie di gustosi “ritorni al passato” che non potrà dimenticare: dal TNT di preistorica memoria, ai luoghi e le feste che hanno costituito la nostra movida adolescenziale.

Quindi mi sono raccontata per me stessa e per quelli che, fra voi, ci sono stati e “si ricordano quel passato dove è gradevole fare un salto, ogni tanto”.  

6. Parlaci di Bologna, della TUA Bologna. Che rapporti hai con la tua città?

Amo i suoi anfratti e le sfuggo di continuo.

Adoro i colli e li vivo come “la Bologna magica, sconosciuta e verde” che si snoda sopra quella luminosa e caotica che conoscono tutti.

Non amo girare per il centro storico anche se sono innamorata di certi piccoli vicoli che il turista medio ignora facilmente. Conosco la Certosa come le mie tasche ed è il luogo di Bologna che preferisco perché ho passato anni a girarla, collezionando notizie sulle tombe di importanti famiglie bolognesi e ricostruendo la loro storia.

Non mi vedrete mai a cena in un ristorante gettonato e difficilmente nel “pub dove vanno tutti”. La mia seconda casa è risaputamente l’Osteria dello Scorpione, in via Santa Caterina. Un posto da veri bohemiennes dove è facile rimanere fino a tardi, sentire una chitarra che suona, leggere i tarocchi e parlare con “i vecchi dell’Osteria” di guerra, calcio, politica e amore, davanti a un bicchiere di vino rosso del buon oste Michele. Adoro le nicchie, gli angoli, le stradine buie, l’intestino labirintico del ghetto e le vecchie trattorie che assicurano tovaglie di carta e pasta fatta in casa. Odio l’ipocrisia dei locali moderni: questi ambienti lounge, asettici, gelidi e pieni di neon, dove l’imperativo è bere tutti lo stesso cocktail, alla stessa ora, ingozzandosi di cous cous al buffet.

Viaggio molto per lavoro e viaggio da bolognese: quando il treno si avvicina alla città e io vedo San Luca, una civetta rosa appollaiata sul colle della Guardia, provo sempre un certo, sottile batticuore.  

7. Con le terre di Puglia che rapporto hai?

Ho scritto di Puglia perché ho letto molto circa la Puglia. “La terra del rimorso” di Ernesto De Martino è un saggio riguardante il mito della taranta, una lettura appassionante che mi ha avvicinata a questa terra. Anche la lettura di testi quali “Uomini e cani” di Omar di Monopoli restituiscono appieno lo scenario suggestivo della Puglia e la magia della sua gente, attaccata alle tradizioni e alle leggende, diretta, immediata, colorita, vera.

In occasione della mia vittoria del concorso Nero di Puglia, a settembre, mi sono trovata ad Acquaviva delle Fonti (Ba), seduta su un gradino con una bottiglia di vino rosso a festeggiare con perfetti estranei che di colpo sembravano la mia famiglia. Anni prima mi ero trovata a Barletta come seconda classificata al concorso “Racconti nel castello”, La Penna Blu edizioni: stessa scena. Un gruppo di amici nati quasi per caso che ride e si racconta nel cuore della notte.

I pugliesi hanno questa marcia in più: trovano sempre e ovunque un motivo per stare assieme, ridere, brindare e farti compagnia. Non importa il posto. La loro ospitalità ha molto da insegnare, a mio avviso, ad altre zone dell’Italia.  

8. Che rapporti hai con i social network e con rete internet?

Internet è la mia vita e la negazione della mia vita, lo uso parecchio e mi torna utile per lavoro.

Non frequento Netlog, Twitter o altri social network. Mi limito a Facebook ed è già abbastanza invasivo, per i miei gusti. Riconosco la funzione di Facebook quando serve a “mantenere un filo sottile e costante” fra te e il lettore che vive dall’altra parte della penisola, il parente ritrovato, la persona che non senti da anni, l’amico che non hai il tempo di andare a trovare. Utilizzo Facebook per mantenere aperta una finestra sulla mia vita, così che chi mi vuole bene possa sbirciare e seguire gli episodi che mi riguardano.

Trovo invece semplicemente pietoso fare di Facebook il nostro alleato in battaglie demenziali come mandare messaggi più o meno offensivi, più o meno dissimulati, al prossimo. Comunicare gli stati d’animo attraverso canzoncine sostituendole alla conversazione fra persone civili. Magnificarsi nell’avere un seguito di gente che “ti clicca” dando al “clic” un valore umano, come se “i followers di Facebook” fossero “quelli sui quali contare per il resto della tua vita”. Separarsi in fazioni d’appartenenza (“quelli sono amici di quello che è il tale che ha bannato quell’altro”). Andare a caccia di avventure o improbabili storie d’amore, solleticati da una foto profilo ritoccata con Photoshop.

Nei miei cari anni Novanta, se ti svegliavi e trovavi il messaggio di un amico con scritto “Quando sei sveglia, chiamami”, potevi concederti il lusso di ascoltare una canzone, fare colazione con calma e poi richiamarlo. Oggi ti svegli e, anziché ascoltare la canzone, ti viene voglia di linkarla sul tuo profilo di Facebook. Dopo cinque secondi il tuo amico è al telefono “Ehi, hai letto il mio messaggio? Ho visto che linkavi una canzone su Facebook e ho capito che eri sveglia, allora ti ho subito chiamata”. Questo si chiama “pedinare”. Addio colazione.

Io sono su Facebook, ma non sono Facebook. Lavoro molto col computer perché scrivo e non ho scelta: sarebbe bello scrivere romanzi con la Bic, ma è un tantino vintage. Mi piace uscire la sera, bere qualcosa, fare conversazione.

Reputo tutti in grado di uscire la sera, bere qualcosa e fare conversazione con me.  

9. Hai qualche bomba da darci a livello di pubblicazioni?

Posso e non posso. Diciamo che a gennaio sarò edita da una casa editrice romana, con un breve romanzo noir dall’atmosfera decisamente claustrofobica.

Ovviamente, durante il 2012, sarò anche edita in Italia e Germania con short stories chick lit per Chichili Agency.

Ci sono poi altri progetti in cantiere, ma per ora li devo tacere.  

10. Progetti futuri a livello professionale e personale?

A parte quelli dei quali non posso fare parola, che ti dicevo sopra, ho intenzione di sistemare alcuni romanzi che ho lasciato a metà. Gli “incompleti”, quell’infelice categoria di buone idee che muoiono un attimo dopo essere nate o, talvolta, a un passo dalla fine. Mi dedicherò a loro e completerò alcuni lavori per via di una serie di richieste che mi sono state fatte di recente.

Professionalmente la mia unica è speranza è riuscire a scrivere qualcosa “nelle mie corde”, qualcosa che sento mio, come già è avvenuto in passato. Mi piace ricevere proposte professionali, ma non sempre rispettano ciò che io “sento di voler scrivere”.

Dal punto di vista personale, mi auguro solo una cosa: voglio circondarmi di gente positiva, che ami ridere, che vada dritta al sodo e che non si perda in giri di parole. Questo desiderio vale per amici, collaboratori e altro.

Gente vera, che ride, che fa ridere e che sa stare al mondo. Il “mal du vivre” del quale parlava Chateaubriand è letterariamente affascinante ma, nella vita reale, rischia di diventare un gran brutto elemento distintivo. Per il mio 2012, intendo sfuggire agli afflitti da “mal du vivre” come fossero lebbrosi.  

11. Sicuramente segui il calcio e tifi per il Bologna, vero?

“Seguo il calcio” è una definizione troppo alta per me. Diciamo che ho in famiglia due discreti tifosi e spesso, la sera, si cena guardando il Civ in televisione. Ne sento parlare, lo guardo, ho le mie opinioni.  

12. Cosa ne pensi della squadra?

Ha bisogno di qualche acquisto per l’anno in arrivo, occorrono rinforzi per evitare la retrocessione. Inoltre bisogna sperare che non ci siano problemi societari, come si è già verificato.  

13. La prima partita in casa del 2012 sarà contro il Catania. Come pensi che andrà a finire?

Da ottimista, mi auguro che vada a finire bene. Per noi. Uno a zero.  

14. Facendo gli scongiuri, riuscirà a salvarsi?

Non sarà semplice e temo che il 2012 porterà con sé qualche sofferenza simile alle pregresse. Tuttavia ho fiducia in Di Vaio e negli acquisti di gennaio (servirebbero due difensori, un regista e un attaccante). Speriamo poi in nessun cambio di panchina perché sconvolgerebbe la situazione: questo perché eccessivi cambi di allenatore, secondo me, non giovano alla squadra.

 15. Cosa fai stasera?

Vado a bere una birra al Fuori Porta con due miei amici che non vedo da un po’. Vuoi venire?


 

 


- ARTE MUSICA - 05-01-2012


SPECIALE CW
INTERVISTA A LORENZO ARABIA DI MARCO GRAZIANI

1- Lerry, nato a Bologna il 10 ottobre...

1973!


2- musicista e scrittore...

Come scrivo nelle quarte di copertina… apprendista scrittore, perché ho ancora molto da imparare, e musicista proletario perché non sono e non voglio essere il "leader" dei gruppi in cui suono…

3- Da dove iniziamo? Dai libri! Parlaci un po' di quello che scrivi, e perchè...

Scrivo storie reali. Biografie di musicisti che mi piacciono, oppure storie che mi hanno appassionato. Ho scritto, insieme a Gianluca Morozzi, la biografia dei Gang, di cui siamo grandi fan. Per quanto mi riguarda anche di più, perché ritengo Sandro e Marino Severini (fondatori, chitarrista e cantante dei Gang nda) i miei eroi, almeno nel contesto musicale! Sono gli unici veri combat-rocker che ci siano in Italia!

Poi, assieme a Eraldo Turra (il meno magro dei Gemelli Ruggeri nda), ho radunato e scritto la storia del cabaret fatto a Bologna, una storia che, almeno negli ultimi anni, ho vissuto in prima persona. L'ultima fatica che ho pubblicato è invece la biografia di Ivan Graziani, il mio cantautore preferito in assoluto, fatta col prezioso aiuto della sua famiglia… insomma scrivo quello… che vorrei leggere!!!  

4- In genere leggi? Parlaci di questo tuo hobby, dei tuoi scrittori preferiti e dei tuoi libri preferiti.

I miei libri preferiti naturalmente sono le biografie! A livello di narrativa sono un fan di Gianluca Morozzi e di Paolo Nori. Mi piacciono molti altri autori, ma

non tutto quel che hanno scritto. Per esempio Alta fedeltà di Hornby moltissimo, molto meno gli altri suoi romanzi. 


5- Veniamo alla musica, suoni negli Avvoltoi, com' è nato questo rapporto?

Conosco Moreno Spirogi, fondatore e cantante degli Avvoltoi, da molti anni. Bologna è davvero piccola, e fra musicisti ci si conosceva praticamente tutti… Ho suonato in un suo gruppo, gli Spirogi Circus, molti anni fa, era un periodo in cui gli Avvoltoi erano nel congelatore, e devo dire che ci siamo divertiti molto, oltre a toglierci molte soddisfazioni come suonare insieme a Eugenio Finardi, Gang, Claudio Lolli, Modena city Ramblers…


6- che musica ascolti? Quanto influisce nel tuo lavoro?

Ascolto molta musica, parecchia radio e soprattutto del passato. Della musica straniera prima di tutto Beatles, Clash e Who, poi il rock inglese degli anni sessanta/settanta fino a certo pop anni ottanta . Di quella italiana appunto Ivan Graziani, Gang, Diaframma, Battisti e i cantautori.


7- Qualche progetto solista?

 Noooo, il proletario lavora in fabbrica, assieme agli altri!


8- Veniamo alla tua vita privata, ai fatti tuoi: fidanzato?

Yes, con una misteriosa blogger/scrittrice…


9- come riesci a far convivere musica, libri e lavoro? Perchè lavori, vero?

Con..una grandissima fatica! Ma soprattutto con la passione. D'altronde, lavorare mi permette di potermi dedicare senza "ansia da risultato" alle mie passioni!


10- Parlaci della tua città, Bologna. Che rapporto hai con lei?

Grande amore, tanto che le ho dedicato uno dei miei libri, e tanto odio per tutti quelli che la trattano male. Sono tanti.


11- veniamo all' attualità: come vedi il presente del tuo paese? e il futuro?

Spero che presto il popolo torni sovrano, a costo di scendere in piazza sul serio. Non se ne può più di essere governati da questi cialtroni, da una parte e dall'altra. 
12- il tuo futuro, come lo vedi?

Spero con a fianco la chitarra per suonare e il pc per scrivere!  



- CULTURA/EVENTI - SIENA  - 04.01.2012

Bastione San Filippo della Fortezza medicea Siena

Comunicato stampa del 4 gennaio 2012 

Mostra di sculture in cartapesta realizzata da Carlotta Parisi, visitabile fino a domenica 8 gennaio

Circomondo: omaggio artistico con “The Paper Cirkus” e una performance audio-visiva

Venerdì 6 e domenica 8 gennaio, dalle 18.15 alle 23, proiezione in loop di immagini sui circhi sociali di tutto il mondo 

Una mostra di sculture in cartapesta dedicate al magico mondo del circo, “The Paper Cirkus”, e una performance audio-visiva “Circo(l)azione”, con immagini dei circhi sociali di tutto il mondo, proiettate in loop e trasformate con creatività. Sono questi i due appuntamenti artistici in programma nel Bastione San Filippo della Fortezza medicea, a Siena, che accompagneranno Circomondo, il Festival del circo sociale in programma a Siena da giovedì 5 a domenica 8 gennaio. Le sculture in cartapesta, realizzate da Carlotta Parisi, rimarranno esposte per l’intera durata del Festival, mentre l’installazione audiovisiva, curata da Simone Pucci e Federico Ortica, sarà proiettata venerdì 6 e domenica 8 gennaio, dalle ore 18.15 alle ore 23. Le du! e inizia tive artistiche sono riunite sotto il nome di “Circo(l)azioni”, a cura del critico Antonio Locafaro e con la direzione artistica dell’architetto e fotografo senese Giovanni Mezzedimi.
 
L’installazione “Circo(l)azione”. La performance audiovisiva, che sarà presentata venerdì 6 gennaio alle ore 18.15, proporrà la proiezione sul bastione San Filippo di alcune immagini in loop dei circhi sociali di tutto il mondo, trasformandole con creatività. Il risultato è una sorta di illusione ottica, una rappresentazione virtuale dei luoghi del circo e dei suoi spazi teatrali e comunitari, che stabilisce una relazione tra le immagini mappate e il corpo dello spettatore, il quale, nel muoversi in uno spazio reale, si vede proiettato nello spazio scenico del circo.

La mostra “The Paper Cirkus”. Le sculture in cartapesta realizzate da Carlotta Parisi rappresentano clown, acrobati, giganti, leoni e domatori, proponendo opere doppie, diverse sui due lati, esempi di qualità del trasformismo con cui ama giocare la giovane artista. “The Paper Cirkus” sta accompagnando il tour di Arturo Brachetti, che dal 25 ottobre sta girando l’Italia con lo spettacolo “Ciak si gira!”. L'idea della giovane artista è quella di rappresentare il circo interpretando il mondo magico per eccellenza. Omaggiando l'artista dai mille volti, anche lei ha voluto giocare col trasformismo, divertendosi a creare sculture volteggianti per far rivivere la meraviglia e la magia del circo.

Gli artisti. Carlotta Parisi è nata e cresciuta a Montalcino, prima di andare a vivere a Milano, dove si è formata c! ome illu stratrice. Dopo diverse esperienze in campo editoriale e pubblicitario, è rientrata al paese d’origine dove, nel 2004, ha aperto il suo coloratissimo studio-bottega. Come illustratrice ha ottenuto negli anni diversi e importanti riconoscimenti ma, oltre a disegnare, Carlotta ama lavorare con tanti materiali: gioca e fa fischiare l’argilla; rilega originali quaderni in tela; ritaglia e cuce il feltro; intreccia il fil di ferro e, soprattutto, dà vita ai suoi personaggi vestendoli di carta.

Simone Pucci è attivo come artista, vj e videomaker. Ha realizzato videoclip, sculture, performance live audiovisive e installazioni site-specific. Nel 2009 ha partecipato al Celeste Prize, nella sezione “Installazione&Scultura”, con un mosaico di lego raffigurante uno screenshot del famoso gioco Mario Bros. Nel novembre 2009 si è esibito nel Palazzo Riso, a Palermo, in occasione dell’inaugurazione di Essential Experiences, una mostra internazionale con oltre venti tra i maggiori artisti del panorama contemporaneo. Tra i suoi lavori  va segnalato Toolbox, realizzato insieme ai musicisti Federico De Benedictis e a Federico Ortica, un progetto audiovisivo creato interamente a partire da suoni e immagini “raw” catturati e campionati nel magazzino degli attrezzi di una falegnameria.

Federico Ortica ha studiato strumenti a percussione presso il Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e musica elettronica con il Maestro Luigi Ceccarelli. Attualmente frequenta il corso di sonologia al Royal Conservatoire di Den Haag in Olanda. Nel suo percorso artistico ha partecipato a diversi master class, tra cui quelli con Andrew Bentley, Bob Ostertag, Pierpaolo Ferroni e Giovanni Giorgi. Come batterista, ha vinto prestigiosi concorsi, quali Arezzo Wave, MTV a CUT London e ha aperto numerosi concerti come quelli di Karate, Soul II Soul! , Groove Armada, Z-star, Loui Vega, Incognito, Robben Ford. È stato presente anche a Festival importanti, tra cui Perugia Arti Contemporanee, Future Sound, Barga jazz Festival, Baia Domizia Blues Festival, Trasimeno Blues, Play Art Arezzo, Umbria Jazz, Pistoia Blues, Viterbo Jazz Up, Groove City, Narni Black Festival, EMUFEST, MACRO, LPM, Immaginario 2.0. Diverse anche le sue collaborazioni come live electronics per teatro e danza.

Giovanni Mezzedimi, il direttore artistico della mostra, è un giovane architetto senese, che si occupa anche di fotografia e installazioni video e artistiche, con riconoscimenti nazionali e internazionali. Recentemente, ha esposto al Macro, Museo di arte contemporanea di Roma, e ha ottenuto riconoscimenti al 38esimo Congresso annuale dell’Associazione italiana di studi semiotici sul tema “La fotografia oggetto teorico e pratica sociale”, dove è stato considerato esponente dell’ultima avanguardia della fotografia. Il 5 ottobre scorso, a Cuba, nella sede della Fototeca nazionale, è stata inaugurata la sua mostra “Havana loop”, curata dal semiologo Omar Calabrese e patrocinata, tra gli altri, dal Ministero della cultura cubana. Nel 2012 è prevista una sua mostra personale a Praga, dal titolo “Les Escaliers du Ciel”, sempre a cura di Omar Calabrese, presso l’Istituto Italiano della Cultura, con il patrocinio del Ministero degli esteri italiano.



 



- CULTURA/EVENTI - BOLOGNA  - 18-12-2011
LUNEDÌ 19 DICEMBRE, ORE 19, INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA
SMALL TOWN AMERICA
Fotografie di Nicola Lugaresi

Ci sono le grandi città dalle architetture raffinate, dalle mille luci, dalle vite indaffarate. Ci sono i parchi nazionali dai paesaggi coinvolgenti, dai colori variabili, dagli ampi spazi. Ma negli Stati Uniti ci sono altri tesori, nascosti, spesso dimenticati. Sono le piccole città, “small-town America”. Alcune di queste sono nate e vissute su strade secondarie, le strade blu, facendo del loro isolamento rispetto alle grandi direttrici di movimento la loro forza. Altre vivevano su quelle direttrici, ma la realizzazione di grandi autostrade, le interstate highways, a qualche miglia di distanza, ha tolto loro traffico, lavoro, soldi.
Nelle piccole città non ci sono grattacieli, l’esistenza scorre più lenta, la crisi economica colpisce più duramente. Ma quelle piccole città, spesso inserite in un ambiente aspro, affascinante e vero sono la vera America, o forse solo un’altra America, con valori diversi. È un’America fatta di case basse, giardini curati o incolti, piccoli uffici postali, pompe di benzina ed empori, diners e cafes dai menu unti, biblioteche accoglienti, teatri in disuso, neon di motel per viaggiatori stanchi, negozi che chiudono, idee bizzarre che fioriscono, fiere singolari, tradizioni rispettate e coccolate, metanfetamina in agguato, anziani mano nella mano, cimiteri senza steccati al bordo della strada, con le loro croci bianche. E sogni che, nonostante tutto, non muoiono. Sono città con una storia, fatta da persone semplici, che non le hanno volute abbandonare, che non hanno voluto tradire il senso di comunità, le loro radici. Persone che ti salutano, a te, straniero, che ti parlano e ti raccontano.
TUTTE LE IMMAGINI IN MOSTRA SONO IN VENDITA. L'INTERO RICAVATO SARÀ DEVOLUTO ALL'ASSOCIAZIONE ADOTTANDO, ONLUS CHE SI OCCUPA DI ADOZIONI A DISTANZA E PROGETTI DI SOLIDARIETÀ.
La mostra prosegue fino al 24 gennaio 2012.
Ti aspettiamo.
Roberta e Lorenzo
CAMERA A SUD
Via Valdonica 5, 40126 Bologna
Tel. 051 0951448
www.cameraasud.net

 


- CULTURA/EVENTI - SIENA  - 15-12-2011
Comunicato stampa n.1 del 15.12.2011
Quattro giorni di seminari, proiezioni, mostre, spettacoli e laboratori ludici per coinvolgere adulti e bambini
Circomondo: dal 5 all’8 gennaio a Siena il Festival internazionale del circo sociale 
Circhi sociali da Italia, Argentina, Brasile e Palestina, per coinvolgere il pubblico, divertendolo, sui diritti dell’infanzia 

Un Festival internazionale del circo sociale, con seminari, cineforum, mostre fotografiche, spettacoli e laboratori ludici che punteranno a sensibilizzare l’opinione pubblica, dagli adulti ai bambini, sull’importanza di tutelare i diritti dell’infanzia e ridurre il fenomeno del disagio giovanile e dei “bambini di strada”. L’appuntamento, che prende il nome di Circomondo, è in programma per la prima volta a Siena, negli spazi della Fortezza medicea, da giovedì 5 a domenica 8 gennaio e vedrà protagonisti scuole e progetti di circo sociale attivi in Italia e in altri Paesi dell’Europa e del mondo, tra cui Argentina, Brasile e Medio Oriente (Palestina). L’iniziativa - organizzata dall’Associazione Carretera Central e dal Comitato provinciale dell’Arci di Siena - proporrà un ricco programma pronto a coinvolgere il pubblico, dagli adulti ai bambini, in quattro giorni di divertimento e riflessione sulle tematiche sociali legate al mondo dell’infanzia. 
I protagonisti. Circomondo offrirà l’occasione per far conoscere scuole e progetti di circo sociale che arriveranno da Napoli, con la “Scuola di Circo Corsaro” e “Il tappeto di Iqbal”; dall’Argentina, con il “Circo social del sur”; dal Brasile, con “Crescer e viver” e dal Medio Oriente, con la “Scuola di circo palestinese”. I ragazzi durante i quattro giorni del Festival, daranno vita a spettacoli circensi interculturali portando in scena la voglia di divertirsi e di riscattarsi dall’emarginazione sociale in cui troppo spesso sono costretti a vivere, a causa delle condizioni socio-economiche delle loro realtà quotidiane. 
Altre iniziative. Il pubblico non potrà fare a meno di sentirsi coinvolto dall’allegria dei ragazzi dei circhi sociali, anche se non mancheranno momenti di riflessione sul tema del disagio giovanile e della violazione dei diritti dell’infanzia. Il programma, infatti, prevede t! re appun tamenti con la proiezione di film-documentari che saranno seguiti da dibattiti con i registi e alcuni protagonisti: “Voci dal buio”, del giornalista Rai Giuseppe Carrisi, che racconta, incrociandole nel montaggio, le storie dei ragazzi a servizio della camorra e dei bambini congolesi che vivono tra la guerra e la violenza; “All the invisible children”, dedicato all'infanzia rubata vista, attraverso sette prospettive diverse in altrettanti Paesi, da sette registi (Mehdi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Kátia Lund, Jordan Scott, Ridley Scott, Stefano Veneruso e John Woo) che hanno prestato la loro voce a un progetto, All the Invisibile Children, i cui proventi sono stati devoluti al World Food Programme e all’Unicef; “Clown in Kabul”, di Enzo Balestrieri e Stefano Moser, che racconta la missione di un gruppo di medici clown, guidati da Patch Adams, che è andata in Afghanistan nel marzo del 2002 per visitare ospedali, scuole, campi profughi e lebbrosari e stare vicini, soprattutto, ai bambini.
Degni di nota, all'interno del ricco programma, la conferenza in programma giovedì 5 gennaio sul tema “La condizione dell'infanzia nel Sud del mondo e il circo sociale come metodologia pedagogica di integrazione sociale; workshop per mettere a confronto le diverse esperienze di circo sociale; laboratori ludici rivolti ai bambini e seminari. Circomondo dedicherà attenzione anche alla creatività dei bambini e dei ragazzi delle scuole della provincia di Siena, da quelle dell’infanzia a quelle secondarie di primo grado. Nel giorno dell’Epifania, infatti, è prevista la premiazione del premio artistico “Circomondo 2012”, che ha portato alla presentazione di elaborati artistici realizzati da bambini e ragazzi senesi sui diritti dell’infanzia e sulla condizione dei loro coetanei i cui diritti vengono violati. Per tutta la durata del Festival, inoltre, il Bastione San Filippo della Fortezza medicea ospiterà la mostra di arte conte! mporanea “Circo(l)azioni”, curata da Antonio Locafaro, sotto la direzione artistica di Giovanni Mezzedimi. 
L’iniziativa. Circomondo offrirà l’occasione per dare visibilità al circo sociale come metodologia pedagogica di integrazione sociale, con momenti di approfondimento e di confronto e spettacoli interculturali che vedranno protagonisti bambine e bambini di strada di diversi Paesi. Il primo circo sociale fu fondato negli anni ’20 da padre Flanagan in Nebrasca (Stati Uniti) per dare la possibilità ai ragazzi di strada di conoscere la loro creatività e di esprimerla attraverso l’arte circense, contribuendo alla loro crescita sociale e culturale. Da allora, il circo sociale si è affermato come metodologia per lavorare con i giovani socialmente emarginati o in condizioni di rischio, al fine di favorirne l'educazione e l'inclusione sociale. La manifestazione che animerà Siena, in particolare, nasce dall'esperienza che l'associazione Carretera Central - braccio della cooperazione internazionale dell’Arci provinciale di Siena - ha maturato con il circo sociale in Brasile, collaborando nelle azioni volte a ridurre il disagio giovanile, lo sfruttamento del lavoro minorile, la violenza sessuale, l’esclusione sociale e la violazione dei diritti dell’infanzia dei “bambini di strada”. 
Promotori e sostenitori. Il Festival è organizzato dall’Associazione Carretera Central e dall’Arci Provinciale di Siena, con il patrocinio di Provincia di Siena, Regione Toscana e Iniziativa ART, del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp). Circomondo conta anche sulla collaborazione di Comune di Siena, Enoteca Italiana, Fondazione Monastero, Ufficio scolastico provinciale, Fondazione Siena Jazz e il Comitato provinciale Uisp. L'iniziativa è finanziata dal Cesvot e dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Il sito. Per saperne di più su protagonisti, programma e obiettivi di Circomondo è possibile consultare il sito www.circomondofestival.it, che contiene sezioni di approfondimento sul Festival internazionale del circo sociale che animerà Siena dal 5 all'8 gennaio. Circomondo è anche su Facebook, Twitter e Flickr e nel corso della manifestazione saranno realizzati video che saranno caricati anche su You Tube.
info stampa: Veronica Becchi - cell. 338-1909489 - press@circomondofestival.it

- SPORT - BOLOGNA  - 17-12-2011


Nota stampa del 15 dicembre 2011
Pattinaggio su ghiaccio: Degli Esposti e Zanforlin si esibiscono a VIVINATALE 2011. L’Anteprima al Pala Ghiaccio di Rastignano
All’XI^ edizione di "VIVI NATALE" 2011, manifestazione di intrattenimento, sport e spettacolo che anima P.zza XX Settembre con una pista di pattinaggio su ghiaccio, sarà presente anche la neo nata Ice Club Pontevecchio (dalla fusione dell’Ice Club Bologna e la sezione ghiaccio della Polisportiva Pontevecchio) con alcuni momenti coreografici realizzati dai pattinatori che si dedicano a questa disciplina presso la scuola ghiaccio del Pala Ghiaccio di Rastignano (BO). 
In Piazza XX Settembre due i momenti dedicati all’Ice Club Pontevecchio, il 18 dicembre alle ore 16 e il 6 gennaio 2012, dove i giovanissimi allievi scenderanno in pista per scaldare l’ambiente prima dell’esibizione dei loro due istruttori più rappresentativi, Federico Degli Esposti e Marika Zanforlin, già pluricampioni del Mondo di pattinaggio artistico su rotelle e componenti della nazionale di figura artistica su ghiaccio, che nel settembre 2009 (al Nebelhorn Trophy di Oberstdorf, Germania) ottennero per la Nazionale italiana la qualificazione alle Olimpiadi Invernali di Vancouver 2010. 

Per i due ex grandi campioni, è ormai una tradizione esibirsi nella loro città. Degli Esposti e Zanforlin (da Rovigo, ma da molti anni legata alla nostra città), abbracceranno Bologna con due coreografie di alto livello: la prima sull’accompagnamento musicale di “Arriverà” (Modà). La seconda, intitolata “Circ du Soleil”, sulle musiche di Enya e M. Mrvica. A completare l’evento una compilation di ritmi diversi pattinati da alcune giovani atlete di pattinaggio su ghiaccio. 
Ma per chi ama questa disciplina, c’è anche l’Anteprima del sabato sera di Federico e Marika che festeggeranno a colpi di lame con gli amici dell’ICE Club Pontevecchio. L’appuntamento con l’avvincente spettacolo danzante Christmas ICE Show è al Palaghiaccio di Rastignano, sabato 17 dicembre alle ore 19.30.
Polisportiva Pontevecchio 
Area Comunicazione e rapporti media - Fabio Campisi,

 

 

 


- ARTE LIBRI - LIBRI - 08-12-2011

SPECIALE CW
INTERVISTA A PAOLO ALBERTI DI MARCO GRAZIANI

1- Paolo Alberti, nato a Bologna il ...

...  31 marzo 1971. Quartiere Bolognina, poco lusso, ma tante storie pronte per essere raccontate. Famiglia tutto sommato normale, sempre che esistano famiglie normali. Un’adolescenza al Liceo Copernico, al quale mi legano i ricordi forse più divertenti della mia vita, poi l’università, facoltà di giurisprudenza. Un erroraccio. Infatti, mai pensato minimamente di proseguire quel percorso, più formativo per la vita sociale che per lo studio in se’.  Alla fine, ho dovuto scegliere come campare. E l’ho fatto lavorando nel mondo dell’organizzazione di eventi e nel turismo. Le classiche situazioni che fanno dire a chi ti ascolta “Che bello che dev’essere…”.  Bè, giuro, la realtà è un pelo diversa…

2-  Quando ti è venuto il dubbio di poter essere uno scrittore?

Più o meno a fine liceo. Leggere, e la letteratura classica, sono stati compagni di vita da sempre. A casa avevo una biblioteca fornita su cui allenarmi. Ma è stato al liceo che è nata la passione vera anche per la scrittura. Ovvio, all’epoca era veramente solo un “dubbio”. Scrivevo racconti, anche insieme a Gianluca Morozzi, mio compagno di classe, che rimanevano chiusi nei cassetti o clamorosamente e meritatamente respinti da riviste e concorsi. Diciamo che in quella fase era solo un passatempo, senza neppure la speranza potesse diventare una realtà.  Poi…

3- a poco dall' uscita del tuo secondo lavoro, parlaci un po' del tuo primo romanzo "sei caffè", e la sua genesi... (di cosa parla?)

"Sei Caffè" è stato il mio primo romanzo “solista” dopo "Le Avventure di zio Savoldi" , scritte con Gianluca. E’ una storia che avevo in mente dai famosi anni di vita sociale intensa all’università. Nasce da lì, da un episodio realmente accaduto a me e ai miei amici dell’epoca, ovvero quello di essere di punto in bianco perseguitati da una voce telefonica che ossessivamente, ogni notte, ci telefonava (a casa, non c’erano i cellulari…) per metterci paura. Riuscendoci, per altro. Nel nostro caso il Maniaco della cornetta smise, così, di colpo. Nel caso del romanzo ovviamente no. E allora viene descritta la vita di un gruppo di ragazzi alle prese con un problema assurdo e inquietante, che spezza la loro normalità. Fino a quando il Maniaco non decide di attivarsi non solo telefonicamente.  Il  finale è piuttosto a sorpresa, direi.

4- e adesso parlaci del tuo nuovo lavoro, "anche gli orsi faranno la guerra" da cosa è nato e come è nato.

Senza rinnegare il precedente, ammetto che questo romanzo per quanto mi riguarda è una svolta. Non solo perché l’ha scelto e pubblicato Rizzoli, quindi una grande casa editrice. Ma perché ho provato, spero riuscendoci, un “cambio di passo”.  Una storia dura, lontana dalla leggerezza che spesso accompagna ciò che scrivo.  "Anche gli orsi faranno la guerra" nasce da ciò che ho avuto l’onere e l’onore di vedere e ascoltare. Sia chiaro, non ho mai partecipato a una guerra, manco ho fatto il militare, e non ho mai fatto uso di eroina. Ma sono state, le guerre nella ex-Jugoslavia e la tossicodipendenza, due cose che ho potuto conoscere abbastanza da vicino. Sono stato più volte in quei territori devastati, osservandone la realtà e ascoltandone i racconti. E nel quartiere in cui vivevo gli eroinomani erano presenze comuni. Ho anche potuto avere la consulenza di un amico tossicologo, Stefano Mellini, che mi è stato molto di aiuto, nella nascita dell’idea del romanzo. E allora, con tutto il rispetto per la sofferenza altrui, ho provato a mettere insieme queste cose, a immaginarmi l’atrocità di un conflitto etnico devastante, vissuto attraverso gli occhi di un adolescente, costretto a bucarsi per non soccombere.

5- Ti ispiri a qualche scrittore? Quale ti piace di più? E cosa leggi in genere?

Non mi ispiro direttamente, ma è indubbio che sono molti gli autori che segnano la vita di chi scrive, me compreso. Leggo e ho letto letteratura varia. Dai classici, russi compresi, in gioventù, ai concittadini Morozzi e Brizzi. Ho amato da adolescente, come tutti i miei coetanei, King. Ho avuto un periodo di passione per il Sudamerica, quindi ad esempio Sepulveda e Garcia Marquez, per certi francesi geniali come Queneau, e oggi prediligo la letteratura americana contemporanea: Auster, Fante, Roth, McCarthy, Richler, per dire. Amo e mi diverte Lansdale. E ogni tanto “ritorno in patria” con il noir di Carlotto. Insomma, è una gran fortuna, credo, poter pescare in un mare così vasto se hai quel tipo di passione.

6-In quale genere letterario si possono "mettere" i tuoi lavori?

Non amo scrivere per un genere letterario. E non amo farlo perché non ne sono capace, tutto qui. Anzi ammiro e un pizzico invidio chi riesce a riproporsi costantemente con lo stesso filone, magari anche con gli stessi personaggi: Camilleri, Carlotto, Lansdale o Morozzi stesso sono in grado di uscire con un libro nuovo restando fedeli a protagonisti, ambientazioni, tipologie di storie precedenti. Io non riesco. Mi innamoro dell’idea della storia, di questo o quel personaggio che invento, ma poi gli sono infedele. Finito il romanzo penso ad altro. Cerco altro. Poi magari, se avrò ancora la fortuna di pubblicare, di far diventare questa passione un vero e proprio mestiere, toccherà farlo e impararlo. Ma al momento, e con la mia limitata produzione, ho percorso strade differenti. Con "Le Avventure di zio Savoldi", io e Gianluca abbiamo scritto racconti molto ironici e autoironici, sulla falsa riga dei romanzi divertenti e calcistici, primo fra tutti "Febbre a 90°". Con "Sei Caffè", mi sono cimentato con una storia noir, affiancandole situazioni grottesche e scanzonate, tanto che qualcuno ha parlato di un genere diverso, il Progressive Noir. Ma non chiedetemi cosa sia… Ora, "Anche gli orsi faranno la guerra" è semplicemente un romanzo. Un romanzo di guerra, forse, ma non solo. E’anche un romanzo sull’innocenza perduta, sulla crescita. O, come l’ha brillantemente definito l’editor Rizzoli, un romanzo di de-formazione.

7- Citando Lansdale:" La letteratura non deve risolvere i problemi, semmai [deve] segnalarli... Consciamente o no, uno scrittore coglie i segni e intuisce i tempi che verranno" ti piace la realtà che ti circonda? Ti piace quello che vedi e poi racconti?

Bè, credo che sia impossibile essere completamente slegati dalla realtà. Se si vuole scrivere più o meno seriamente, anche storie leggere. Nel mio caso, tanto o poco, ciò che mi circonda è fonte di ispirazione e torna nei romanzi. Anche e soprattutto ciò che non mi piace. Anzi, è proprio ciò che non mi piace che mi colpisce e che quindi ho voglia di “segnalare” scrivendo. Troppo facile raccontare solo cose piacevoli o spensierate. In questo senso Anche gli orsi faranno la guerra è un esempio perfetto. Avevo per le mani sensazioni, storie, immagini dolorose, ma drammaticamente vere. E le ho romanzate.

8- a livello di musica, cosa ascolti, e se, in che modo ti aiuta nello scrivere?

Come nella letteratura, sono un fan infedele. Se proprio devo dire cosa mi piace o ascolto maggiormente, direi rock, Led Zeppelin, Stones, ecc. Ma non sono un purista della musica, non ne ho i mezzi. Nello scrivere la musica mi aiuta come sottofondo mentre scrivo, spesso. O come ambientazione, come colonna sonora immaginata di quanto sto scrivendo.

9- Parlaci un po' delle donne della tua vita e di come hanno lasciato il segno.

Non amo raccontare molto della mia intimità. Come tutti, credo, sono stato “segnato” e ho “segnato” la vita di chi mi stava a fianco. Poco, molto? Dipende. Attualmente e da un bel po’ condivido la mia vita con una persona a cui devo molto. Anche letterariamente. Anche solo per la pazienza nel sopportare uno che per ore non considera altro che il pc su cui scrive o che ha le sue “paturnie” rispetto a una pubblicazione o a un articolo. Poi, ovviamente, lei è presente nei miei scritti. Non direttamente, ma nascosta in qualche particolare.

10- Prima di diventare scrittore, cos' eri o cosa sei a livello professionale?

Come dicevo, non potendo (ancora…) campare di scrittura, tocca lavorare. E faccio quel che ho sempre fatto. Marketing. Nome orrendo di una professione orrenda.

11- il tuo rapporto con Bologna, città in cui vivi?

Facile dire che amo Bologna. E vero. Ci sono nato, la vivo, mi piace, è divertente, nonostante sia cambiata (ma quale città non lo è?). Malgrado questo sentimento forte, riesco però a vederne i difetti. Uno su tutti, è il suo provincialismo truccato da grandeur. Siamo fondamentalmente snob, qui. Ci percepiamo come molto aperti, accoglienti, attenti alla cultura, ce la tiriamo con l’Università, con l’aria creativa che si respira sotto i portici. Cose vere, ma in parte. In realtà, e basta girare il mondo in realtà simili, non siamo né così accoglienti, né così “avanti” e internazionali come crediamo. Basta osservare l’ambiente culturale,  di Bologna. Vivissimo e di alto livello. Ma proprio per quello molto autoreferenziale, quasi da circolo vizioso. Scrivo queste righe poco dopo essere stato al concerto di Paul McCartney, per altro fantastico. Ecco, in una città che tutti diciamo un po’ morta, in declino, ci capita una roba così, un evento mondiale e storico, e tanti storcono il naso, leggo articoletti sulle cronache locali in cui si cela una velata critica, risvolti di nessunissimo valore artistico. Un appuntamento del genere, capitasse, che so, a Valencia, avrebbe altra accoglienza e un impatto mediatico enorme. Qui, sembra quasi dovuto, una seccatura inevitabile, manco fossimo Liverpool…

12- Sei un curvaiolo incallito, quando è nato il tuo amore per il Bologna?

E’ nato in occasione di Bologna-Milan, 0 a 1, gol di Maldera, annata 1978/79. La mia prima partita allo stadio, con mio padre. Amore a prima vista. La curva, l’odore, quelle maglie. Cazzo. Rimasi folgorato.

13- Come vivi il tuo amore con Lo Squadrone che Tremare il mondo Fà(ceva)?

Mi appassiona e vivo la cosa dandoci dentro, per così dire, anche perché faccio parte di quello che si chiama “tifo attivo”. Insomma, faccio quel che posso.

14- Aspettative calcistiche?

Da anni, purtroppo, sopravvivere è l’obiettivo massimo del Bologna. Non mi piace, ma non posso farci nulla. E mi adeguo. Aspettando che il destino ci riservi gioie e dignità maggiori in futuro.

15- Progetti futuri, sia a livello professionale che a livello personale.

A livello professionale, sono contento di quel che ho, specie in un momento in cui avere un lavoro è già una gran fortuna. Sul versante letterario ho già pronto un romanzo, sono a metà di un altro e ho nel cassetto una raccolta di racconti. Insomma, incrocio le dita. E spero che qualche editore, Rizzoli o altri, abbia ancora voglia di darmi fiducia. Sul lato personale stretto, bè, lì il destino uno se lo crea. Spero di esserne all’altezza.

 


- SPORT - BOLOGNA  - 10-12-2011

Il “Bomba” entra nella leggenda del sollevamento pesi
Difficile trovare un aggettivo per il trentasettenne highlander della pesistica italiana.
Il bolognese Maurizio Bombaci atleta portacolori del Club Atletico Bologna ha vinto il decimo titolo italiano di sollevamento pesi nel corso dell’edizione 2011 dei Campionati Italiani Assoluti ospitati a Nuoro. I migliori Pesisti italiani si sono sfidati a colpi di alzate di strappo e slancio per aggiudicarsi i 15 titoli tricolori in palio: sabato 10 dicembre sono stati assegnati gli otto titoli maschili e domenica 11 saranno assegnati i sette femminili. Nella categoria 69 kg Maurizio Bombaci accompagnato dal fido Emilio Tirelli delegato della federazione pesi Emilia Romagna, si è aggiudicato il titolo italiano assoluto, con un totale di 275 kg che gli vale il pass per i campionati europei. L’equilibrio registrato nello strappo, con tre atleti a 120 kg, è stato rotto nello slancio dallo specialista Bombaci che con i 150 kg della prima prova e i 155 kg della seconda si è imposto nella classifica finale su Emanuele Greco (Fiamme Oro) e Pierluigi Mannella (Nautilus CS), autori entrambi comunque di un’ottima prova. Al termine primo Bombaci con 275 kg, secondo Greco con 265 e terzo Mannella con 260. Il Bomba, è l’unico atleta di livello mondiale della nazionale azzurra ad allenarsi privatamente senza l’ausilio delle forze armate, privo di sponsor oltre che di un lavoro stabile. Eppure continua imperterrito a seminare il panico tra i suoi più giovani colleghi e a creare imbarazzi nelle alte sfere federali. Entrato a 16 anni nella squadra azzurra, vanta ben 22 anni di esperienza ad alti livelli e l’usura fisica e mentale sembra non scalfirlo anche se a caldo ammette: “il continuo calo peso e la tensione per la gara comincia a farsi sentire ma se la federazione chiama sono pronto per gli europei di Ankara 2012” Intanto gongola il maestro Franco Cocchi che lo attende nella palestra del C.A.B. alle caserme rosse per congratularsi con la leggenda vivente del sollevamento pesi italiano.
Grazie all’accordo con la RAI, il 27 e 28 dicembre andranno in onda in TV, sul canale del digitale terrestre RaiSport1, le sintesi di entrambe le giornate di gara con i riflettori puntati su Bombaci e Genny Pagliaro che a Nuoro ha l’opportunità di chiudere in bellezza una stagione fantastica dopo l’argento mondiale di Parigi.
Claudio Evangelisti


08-12-2011

Cari amici, 
E' scandaloso: noi dovremo pagare una manovra lacrime e sangue per salvare l'Italia, e Berlusconi e altri operatori avranno le frequenze della tv digitale gratis! Il Ministro Passera può
fermarlo e noi possiamo convincerlo a farlo: manda il messaggio! 
E' vergognoso: mentre noi dovremo salvare l'Italia con una manovra lacrime e sangue, Berlusconi e altri operatori si arricchiranno appropriandosi delle frequenze della tv digitale gratis! Sta a noi fermare questo scandalo e costringere il Ministro Passera ad agire ora.
Prima di lasciare il potere Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale a Mediaset e alla Rai rubando miliardi di euro dalle casse dello stato! La protesta sta montando e in molti chiedono al Ministro Passera di cancellare questa misura oltraggiosa e di avviare subito un'asta pubblica.
Il nuovo Ministro è sensibile all'opinione pubblica - in molti dicono che ha mire da futuro Premier - e noi possiamo fare la differenza: convinciamolo a intervenire ora per difendere il pluralismo dei media e restituire così miliardi di euro alle casse dello stato. Clicca sotto per mandare il tuo messaggio e fai il passaparola:
http://www.avaaz.org/it/no_tv_gratis/?vl
Silvio Berlusconi ci ha lasciato con una delle misure più pericolose: ha garantito a Mediaset, la tv di sua proprietà, il quasi monopolio della tv commerciale, con conseguenze nefaste per il pluralismo dell'informazione per molti anni a venire. Invece di organizzare un'asta competitiva come ci ha chiesto l'Europa, il governo di Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale attraverso un sistema a punti, chiamato beauty contest, che premia le aziende con più risorse... E Mediaset ha vinto!
Sky ha denunciato questo sistema e se ne è chiamata fuori, chiedendo al nuovo governo d'intervenire. Le tv locali stanno procedendo per vie legali e molti giornali e partiti politici stanno chiedendo al Ministro Passera, responsabile per le comunicazioni, di cancellare questa misura vergognosa e di organizzare un'asta pubblica che garantisca il pluralismo e la competizione includendo così tutte le tv. Le casse dello stato ci guadagnerebbero tantissimo: per la Gran Bretagna si stima un incasso di 24 miliardi di sterline l'anno, e noi potremmo arrivare fino a 16 miliardi di euro!
Il governo sta chiedendo agli italiani enormi sacrifici per superare questa crisi, e un'asta pubblica delle frequenze tv potrebbe risparmiare quelli più in difficoltà: dimostriamo al Ministro Passera che l'opinione pubblica esige equità e pluralismo. Manda ora il tuo messaggio e dillo a tutti!
http://www.avaaz.org/it/no_tv_gratis/?vl
La nostra comunità ha combattuto con tutte le sue forze contro le leggi e i bavagli liberticidi di Berlusconi. Ora che non è più al potere potremmo soffrire la sua eredità per molti anni a venire, con conseguenze pericolose per il mercato della tv e per il pluralismo e il nostro diritto a essere informati. Vinciamo anche questa battaglia e facciamo sì che la nostra democrazia abbia un sistema televisivo giusto ed equilibrato.
Con speranza e determinazione,
Giulia, Luis, Emma, Pascal, Ricken, Alice, Gianluca e tutto il resto del team di Avaaz
Più informazioni
La Repubblica: "Lo scandalo delle frequenze"
http://www.repubblica.it/politica/2011/12/07/news/lo_scandalo_delle_frequenze-26206984/index.html?ref=search
Il Fatto quotidiano: "Frequenze tv: il governo fermi il beauty contest"
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/frequenze-governo-fermi-beauty-contest/175792/
La Repubblica: "Tv, quel regalo da 16 miliardi"
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=17P3I8
Corriere della Sera: "Frequenze tv, lo strappo di Sky: tempi incerti, niente gara"
http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/01/Frequenze_strappo_Sky_Tempi_incerti_co_9_111201092.shtml
La Repubblica: "Frequenze tv, monta la protesta trasversale"
http://www.repubblica.it/politica/2011/12/06/news/frequenze_tv_gratuite_monta_la_protesta_trasversale-26195158/
Corriere dell'Informazione: "Possibili risvolti politici: Monti al Quirinale e Passera premier"
http://www.corriereinformazione.it/2011120715816/politica/governo-possibili-risvolti-politici-monti-al-quirinale-e-passera-premier.html


- EVENTI - BOLOGNA  - 01-12-2011
"NATALE TEMPO DI DONI"
SCENDONO IN CAMPO GLI SPORTIVI DI
BOLOGNA F.C. 1909, BIANCOBLU BASKET BOLOGNA, EAGLES SSDRL,
ENJOI GRANZINELLA VOLLEY, FONDAZIONE DUCATI,
FORTITUDO BASEBALL, FORTITUDO ROSA,
HIPPO GROUP IPPODROMO ARCOVEGGIO,
LIBERTAS BOLOGNA, POLISPORTIVA PONTEVECCHIO,
VIRTUS BOLOGNA, WARRIORS

Torna a Bologna "Natale tempo di doni", la grande raccolta giocattoli organizzata dalla Fa.Ce., Associazione Famiglie Cerebrolesi ONLUS, patrocinata da Comune di Bologna con il sostegno di McDonald's e HBComm, e la partecipazione di FIAT Gruppo AM , Novamedisan, Federfarma Bologna, Consorzio Cooperative Costruzioni..
L'iniziativa quasi ventennale ha complessivamente superato i 28000 giocattoli, parte dei quali sono andati anche a bambini ricoverati in ospedali non bolognesi e perfino in Bielorussia e Romania.
Natale tempo di doni è un abbraccio simbolico a tutti i bambini che soffrono e ancora una volta i cittadini bolognesi si uniranno agli sportivi per riscaldare il cuore della città.
Grazie a questa idea della Fa.Ce. emergono i valori più semplici ed eterni: l'amore, l'amicizia, la vicinanza a chi soffre, ricordando che la solidarietà non deve essere un business né un mercato del "fare del bene", poiché la vera generosità, oltre che nel dare, consiste nel comprendere le esigenze e le attese degli altri.
Alla tradizionale raccolta farà seguito anche per tutto il 2012 la distribuzione dei doni nei reparti pediatrici, distribuzione che sa subito vedrà impegnati al Maggiore, al Rizzoli e alla Clinica Neurologica atleti e dirigenti delle Società coinvolte.
Inoltre dall'1 al 23 dicembre i cittadini potranno contribuire alla raccolta consegnando i giocattoli, rigorosamente nuovi e non incartati, al personale del Ristorante McDonald's di via Rizzoli 9.
Natale tempo di doni, che vede lo sport bolognese unito alla Fa.Ce. , promuove anche una raccolta fondi il cui ricavato viene utilizzato per mantenere in vita il "Centro di Ascolto e di Aiuto alle famiglie in difficoltà": i contributi in denaro saranno raccolti nelle apposite urne all'interno del Ristorante McDonald's di via Rizzoli 9 e nel Ristorante McDonald's di via Indipendenza 2. 
La conferenza stampa di presentazione avrà luogo alle ore 12 del 1 dicembre 2011 al Museo Ducati, Ducati Motor, via Antonio Cavalieri Ducati n. 3 - Bologna. 
Associazione Famiglie Cerebrolesi - Fa.Ce. Bologna ONLUS
Piazza Giovanni XXIII, 21 40133 Bologna Tel. o51-619 51 42 Fax 051-619 58 88
mail: face@iperbole.bologna.it www.prontoimprese.it/facebo
GIOVEDI' 1 DICEMBRE 2011
alle ore 12
Museo Ducati
(via Antonio Cavalieri Ducati, 3 - Bologna)
La direzione del Museo ha il piacere di invitarLa alla presentazione alla Stampa di 
"Natale tempo di doni"
Da un progetto Fa.Ce., l'iniziativa è patrocinata da Comune di Bologna ed è sostenuta da McDonald's, HBComm, Consorzio Cooperative Costruzioni, Federfarma Bologna, Fiat Gruppo AM, Novamedisan.
Introdotti da Alberto Bortolotti
interverranno
Dott. Luca Rizzo Nervo
Assessore alla Sanità e allo Sport
Livio Lodi
Museum Curator
Prof. Pier Paolo Cheli
Presidente Fa.Ce.
Andrea Lanzoni
HBComm
Saverio Solimeo
McDonald's
Dott. Paolo Penazzi
Enjoi GranZinella
Parteciperanno i rappresentanti di Bologna F.C. 1909, Biancoblù Basket Bologna, Eagles SSDRL,
Enjoi Gran Zinella Volley, Fondazione Ducati, Fortitudo Baseball, Fortitudo Rosa, Hippo Group Ippodromo Arcoveggio, Libertas Bologna, Polisportiva Pontevecchio, Virtus Canadian Solar, Warriors.
-
Foto della conferenza stampa di Andrea Brintazzoli 01.12.2011


- LIBRI SCRITTORI  CULTURA - BOLOGNA  - 27-11-2011
AL CLUB ATLETICO SHOW DELLA POTENZA FISICA
A Bologna oltre 50 atleti provenienti dall’Emilia Romagna, Liguria e Veneto si sono sfidati nel corso del Trofeo interregionale Malossi 2011 di distensione su panca alla presenza dei giudici federali della F.I.P.C.F e del presidente provinciale del C.O.N.I. Nel quartier generale del Club Atletico Bologna alle Caserme Rosse, l’atleta del C.A.B. Marco Monti categoria oltre 85 kg è riuscito a sollevare 187 kg effettuando la distensione corretta sotto gli occhi dei giudici che avevano il compito di osservare attentamente l’impugnatura dell’attrezzo, i piedi ben incollati a terra e che la schiena non si sollevasse durante l’esercizio. Con l’ultima delle tre prove a disposizione, Monti ha dichiarato di provare a battere il suo record di 190 kg, facendo caricare il bilanciere a 191 kg ma ha fallito la prova ed è così giunto alle spalle del campione di Modigliana Massimo Di Nella che vantando un rapporto peso corporeo-potenza fenomenale (87 kg) è riuscito ad alzare ben 190 kg aggiudicandosi il primo posto assoluto. Bravo anche il reggiano Mario Golino 1° classificato nella cat. Senior 69 kg che è riuscito ad alzare 124 kg. Il C.A.B. era presente con 11 atleti e ha fatto cimentare fuori gara anche 2 giocatori dei Warriors che hanno impensierito i sollevatori, strappando gli applausi del pubblico. Bene anche Massimo Guariglia del C.A.B. nella categoria disabili che seppur privo dell’arto inferiore destro ha sollevato 100 kg . Per lui una probabile candidatura alle paraolimpiadi di Londra. Al maestro del C.A.B. Franco Cocchi e agli organizzatori del settore pesi sono arrivati i complimenti del presidente C.O.N.I. Renato Rizzoli.
Claudio Evangelisti




- Rubrica CW cosa succede in rete  - 21-11-2011

Il *freddo *è arrivato e come tutti gli anni Piazza Grande chiede sostegno
alla città: se avete *coperte *in più nei vostri armadi portatele da noi
che le distribuiremo in strada, nel *dormitorio di Capo di Lucca*, agli
sportelli di *Io non spreco, condivido*, a chi vive in strada, agli ospiti
della struttura e ai nuclei familiari che si trovano in condizioni di
bisogno.Vi aspettiamo *tutti i giorni dalle 9:30 alle 18:30 in via Corazza 7/8*

*e tutte le domeniche al banchetto di libri
usati<http://www.piazzagrande.it/blog/2011/10/25/libri-usati-a-offerta-libera-tutte-le-domeniche/>all’angolo
tra via Indipendenza e via A.Righi dalle 15:00 alle 19:00, per
info 328-3919554, 051-342328 e info@piazzagrande.it
*
http://www.piazzagrande.it/blog/2011/10/25/parte-la-raccolta-coperte/
Sgombero per gli accampati
che non trovano posto al dormitorio Lunedì mattina allontanate venti
persone da via Sabatucci. Piazza grande: "Operazione senza utilità, nessuno
di loro potrà pagare le multe" Secondo l'associazione Piazza grande, che si
prende cura dei senzatetto, a sgomberare una ventina di persone accampate
davanti al dormitorio Beltrame lunedì mattina c'erano "otto macchine fra
vigili urbani e carabinieri". Un'operazione, quella contro chi non trova
posto in via Sabatucci, "che non condividiamo e di cui non capiamo
l'utilità", commenta il presidente Leonardo Tancredi.
Gli agenti "hanno fermato 3-4 persone, ad una è stata notificata
l'espulsione, altri hanno ricevuto 200 euro di multa per occupazione di
suolo pubblico, multe che ovviamente nessuno di loro potrà mai pagare". Ai
senza dimora sono inoltre state sequestrate coperte, sacchi a pelo, tende e
materassi. (fonte Dire)
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/11/15/news/sgombero_per_gli_accampati_che_non_trovano_posto_al_dormitorio-25062508/
informazioni e notizie del GASBO (Gruppo di Acquisto Solidale di Bologna) -
per contatti: info@gasbo.it www.gasbo.it www.retegas.org


- LIBRI SCRITTORI  CULTURA - BOLOGNA  - 17-11-2011
Presentazione de 
LA GIUSTA PARTE a cura di Mario Gelardi, regista, autore e drammaturgo.

Il giorno 18 novembre presso la Sala Feste della Facoltà di Giurisprudenza, in via Zamboni, 22, alle ore 16,00 si svolgerà la PRESENTAZIONE del libro “LA GIUSTA PARTE. TESTIMONI E STORIE DELL'ANTIMAFIA”, antologia a cura di Mario Gelardi, autore, regista e drammaturgo. 
Ogni storia rappresenta un percorso, un momento di vita, uno spaccato della nostra storia recente incentrato sul tema della mafia.
Ogni racconto vuole mantenere vivo il ricordo di chi ha combattuto e combatte ancora la criminalità organizzata con una dedica particolare: “a tutti quelli che credono che combattere le mafie sia sempre compito di qualcun altro”.
Gli autori di questi racconti sono giornalisti, scrittori, registi, profondi conoscitori di quelle realtà territoriali infestate dai fenomeni mafiosi che fanno del meridione d’Italia un paese segregato. Fra i protagonisti ci sono nomi come quelli di Rosario Livatino, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Peppe Fava personaggi che sono iscritti nella memoria collettiva della nostra nazione.
I DIRITTI D’AUTORE DI QUESTO LIBRO SARANNO DEVOLUTI AD UN PROGETTO CULTURALE PER I RAGAZZI DELL’ISTITUTO PENITENZIARIO MINORILE DI NISIDA 
Gli autori de “La giusta parte” sono: Francesca Barra, Alessandro Chetta, Tina Cioffo, Rosario Esposito la Rossa, Daniela De Crescenzo, Corrado De Rosa, Alessando Gallo, Mario Gelardi, Santina Giannone, Marina Indulgenza, Giuseppe Miale di Mauro, Carmen Pellegrino, Massimiliano Perna, Ciro Oliviero, Luigi Pingitore, Patrizia Rinaldi, Maria Cristina Sarò, Nadia Terranova, Cristina Zagaria.
Durante l'incontro parteciperanno:
Mario Gelardi, autore e regista dello spettacolo teatrale Gomorra, curatore dell’antologia “La giusta parte”;
Antonello De Oto, coordinatore del Tavolo tematico sulla legalità del Quartiere San Vitale e Consigliere di Presidenza della Facoltà di Giurisprudenza di Bologna; 
Pino Maniaci, giornalista antimafia e conduttore del Tg TeleJato;
Alessandro Gallo, autore, attore e regista.
Modera Salvo Ognibene, blogger e Consigliere della Facoltà di Giurisprudenza.
Interverranno: Massimiliano Perna, giornalista e scrittore, Maria Cristina Sarò, attrice, regista e scrittrice
In occasione dello spettacolo teatrale “Gomorra” in scena al Teatro Duse di Bologna da venerdì 18 a domenica 20 novembre, il regista Mario Gelardi incontrerà il pubblico, la stampa e gli studenti degli istituti scolastici interessati nella sala del teatro, in via Cartoleria, 42, sabato 19 novembre alle ore 17,00. 
MARIO GELARDI, regista e drammaturgo napoletano, Premio “Olimpici del Teatro” come miglior novità italiana per “Gomorra” scritto insieme a Roberto Saviano, fondatore della casa editrice Caracò, descriverà le fasi di creazione dello spettacolo “GOMORRA”, racconterà il suo lavoro drammaturgico e registico a fianco di Saviano e presenterà la nuova antologia, di cui è curatore, “La Giusta Parte – testimoni e storie dell’antimafia”.
“Gomorra a teatro è come una sventagliata di Kalashnikov – afferma Mario Gelardi – rapida, violenta, che si staglia su un vetro blindato facendo fori più grandi e fori più piccoli. Ma è anche il racconto di una città, di un Paese, che ci appare sempre in bilico, come il cantiere quasi abbandonato in cui lo spettacolo è ambientato”. 
Ufficio stampa
Giovanna Liberatore
tel: +393898331744
promozione@caraco.it, 
giovanna.libe@gmail.com 
-

 

 

- LIBRI SCRITTORI  CULTURA - BOLOGNA  - 14-11-2011

CW incontra...artisti a Bologna
Graziani Marco ha incontrato per noi Daniela Bortolotti


1- Daniela Bortolotti, nata a Bologna il... (breve storia)
Vivo a Bologna, dove sono nata trentacinque anni fa.  Informatica per caso, blogger per vocazione e scrittrice per passione, divido la mia vita con Lerry e due gatti ciccioni e viziati.

2-  Quando ti è venuto il dubbio di poter essere una scrittrice?
Sono sempre stata una scrivente e non so se sarò mai una vera e propria scrittrice, anche se la volontà c’è sempre stata: di raccontare le mie giornate, le mie opinioni. Dapprima sulla carta del diario, poi sul blog e ora di nuovo alla carta… stampata!

3-  è appena uscito il tuo primo libro "se scrivi ti sposo". Di cosa parla? in che genere lo si può inserire?
Io lo definisco a metà fra la chick-lit e Nick Hornby. Ovvio, non ho il suo talento (!) ma Rosalinda, la protagonista, ama molto le liste come il protagonista di Alta fedeltà e infatti la trama gira appunto intorno a una lista di scrittori che si mette in testa di impalmare, al solo scopo di far scrivere a loro la storia della sua interessantissima vita. Ci riuscirà? Chissà.

4- come è stato accolto dalla critica e dal pubblico?
Finora recensioni positive, da amici e lettori del blog. Aspetto al varco la mattonata che infrangerà i miei sogni di gloria: non si può piacere a tutti!

5- da dove hai preso l' ispirazione? com' è nata l' idea?
C’è una canzone che dice “dai diamanti non nasca niente e dal letame nascono i fiori”. A volte ho vissuto, specie nei rapporti con l'altro sesso, delle avventure talmente al limite del paradossale che ho pensato di metterle a frutto, di condividere non solo il racconto delle pure esperienze, ma anche di come ero, nella maggior parte dei casi, riuscita a lasciarmele alle spalle con una classica risata. Ne è nata una serie di post divertentissimi che sono piaciuti un sacco ai lettori del blog, così ho preso ispirazione dai post migliori e ho cercato di collegarli attraverso una storia che però non avesse (quasi) nulla di autobiografico.

6- sei una persona che legge? Che tipo di autori/ libri ti interessano? quanto influiscono nel tuo scrivere?
Chi si cimenta con la scrittura a mio avviso deve per forza leggere, altrimenti non può avere percezione di cosa si accinge a fare. Io leggo moltissimo, ovviamente quello che riesco a ritagliare fuori da lavoro, famiglia, impegni, gatti, ecc… sono sicuramente una fan della letteratura italiana contemporanea e prediligo acquistare i lavori degli scrittori emergenti o comunque giovani(listi) per alimentare la cultura dal basso e anche quel circolo virtuoso che è in grado di far conoscere veri e propri talenti. Non ti faccio una lista di nomi perché sono certa che dimenticherei qualcuno!

7- ascolti musica? quale preferisci?
Qua i nomi posso farli, non dovrei offendere nessuno! Vivo con un musicista e quindi non posso esimermi dall’ascoltare musica tutto il giorno. I miei gruppi preferiti, in rigoroso ordine sparso: Abba, R.E.M., Who, Beatles.

8- cosa fai nella vita, oltre a scrivere?
Sono impiegata nel settore Information Technology. Poi, oltre a curare la mia casa e la mia famiglia, sono vicepresidente dell’associazione Girl Geek Dinners Bologna, che si occupa di valorizzare la figura professionale femminile nel mondo del lavoro. Faccio reading e sono anche prestatore di voce: registro gli audio-libri per i non vedenti, per l’Unione italiana ciechi. Inoltre, ultimo ma non ultimo, collaboro come autore a vari blog, dei più svariati temi: dal gossip alla politica. Se resta tempo, cazzeggio su Internet!  

9- parlaci della TUA Bologna, del rapporto che hai con la tua città.
Amo la mia città, ci sono nata e ho delle radici molto profonde che mi hanno fatto pensare tante volte di trasferirmi, ma che non mi hanno mai permesso di farlo realmente. Il romanzo è completamente ambientato qui e mi sono divertita a descrivere un aspetto tipico dei miei concittadini, che è quello di fare bidoni agli appuntamenti per l’eccessivo proliferare di eventi mondani. In realtà Bologna, rispetto a tanti anni fa, è spenta: mi chiedo che fine abbiano fatto i “biasanot” degli anni Sessanta, che fanno parte dei racconti tramandati dai miei genitori. Dobbiamo capire dove finisce il diritto al riposo e dove comincia l’intolleranza e lasciare che la città torni a brillare anche di notte.

10- qual è il tuo rapporto con i social network? hai anche un blog, parlacene pure
Sono una donna tecnologica, il mio rapporto coi social network è molto stretto. Ho una forte identità in Rete e il mio alter ego, Ladra di Caramelle, è abbastanza noto se non in tutta Italia, senz’altro a Bologna. Trovo che siano uno strumento eccezionale, ma solo uno strumento da usare e non viceversa. Il mio primo blog è nato a fine 2003 e parlava principalmente di fatti miei: cosa facevo, dove andavo, come trascorrevo le mie giornate. All’inizio nessuno mi si filava, ma poi negli anni ho fidelizzato un certo pubblico con cui ho stretto rapporti anche nella vita reale e adesso, per me, utilizzare questo o altre piattaforme come Facebook o Twitter , è principalmente un modo per restare connessa con tutti.

11- il tuo moroso suona in un gruppo, lo segui o lo aspetti a casa?
Cerco di seguirlo il più possibile. Principalmente per sostenerlo, ma un po’ anche per marcare il territorio!

12- segui il calcio? Per che squadra tifi?
Non seguo tanto il calcio, lo preferivo un tempo ma oggi quello che sento è più che altro polemica su chi ha comprato chi e quale arbitro è stato corrotto e quale presidente è finito in prigione… diciamo che mi è passata un po’ la poesia del gioco, leale e pulito come l’ho sempre inteso. Ad ogni modo, sempre e comunque, forza Bologna!

13- hai qualche progetto futuro, a breve o a lungo termine?
A breve termine: nei prossimi mesi uscirà un'antologia a tema musicale per la Tasso Edizioni e contiene un mio racconto. È la prima volta che provo a dare una svolta noir a qualcosa che scrivo e non ho idea se piacerà o meno... Nel lungo termine, invece, ho in mente l’idea per un prossimo romanzo, penso che sfrutterò le vacanze natalizie per provare a scrivere qualcosa.

14- per cena cosa mangi?
Di solito dipende da quello che cucina Lerry, che è molto più bravo di me.  Soprattutto a fare la pizza!

 



- EVENTI CULTURA - CATANIA  - 11-11-2011
Sapori D'Autunno
Venerdi 11 sabato 12 e domenica 13 Novembre concomitanza della Giornata Europea dell'Enoturismo.
A Randazzo città Medievale si svolgerà la manifestazione
“Sapori D’Autunno”

un percorso enogastronomico attraverso il borgo medievale della città di Randazzo.
Ai Tre Parchi Bed and Bike
Affittacamere in b&b
Trekking and biking
Natura Cultura Avventura
http://www.aitreparchibb.it
fisso.: 095 799 16 31 mobile: 329 89 70 901
noleggio bici
Escursioni guidate in Trekking e Biking
Servizio Transfert da e per aeroporti e stazioni
-
PROGRAMMA
-
Venerdì, 11 novembre
ore 21,00
Piazza San Martino - Caldarroste e vino, musiche e balli con Francesco Lo Presti e Roberta Cavagnola.
Sabato, 12 Novembre
ore 15,00
Escursione al Castagneto del Demanio Saletti a cura della Sezione CAI di Linguaglossa. Raduno in piazza San Giuliano (vigili urbani). Info e prenotazioni: 3332982189;
ore 18,00
Piazza della Basilica - Degustazioni Vini e prodotti tipici locali, dolci e miele dell’Etna;
Piazza Santa Maria - Preparazione e degustazione zuppa di funghi e zuppa di ceci a cura dell’Istituto Alberghiero E. Medi di Randazzo;
ore 21,30
Piazza della Basilica - Spettacoli e intrattenimento.
Domenica, 13 Novembre
ore 09,00
Visite alle Cantine di Randazzo a cura di Sicilia Mountaintrakking, Raduno in piazza San Giuliano (vigili
urbani). Info e prenotazioni: 3332982189;
ore 11,00
Piazza Municipio - Preparazione e degustazione ricotta
a cura dell’Associazione Allevatori;
ore 18,00
Piazza della Basilica - Degustazioni vini e prodotti tipici locali, dolci e miele dell’Etna;
Piazza Santa Maria, Preparazione e degustazione zuppa di funghi e zuppa di ceci a cura dell’Istituto Alberghiero E. Medi di Randazzo;
ore 21,30
Piazza della Basilica - Spettacoli e intrattenimento.
Progetto Finanziato da:
Regione Siciliana
Assessorato del Territorio e dell’Ambiente
Comando Corpo Forestale
Fondo Regionale per la Montagna
Organizzazione a cura di:
Halley Consulting srl - CT
Informazioni:
Segreteria del Sindaco
telefax 095 7990017
www.comune.randazzo.ct.it
L’Assessore allo Spettacolo
Paolo Raciti
Il Sindaco
Ernesto del Campo

 


- SPORT - BOLOGNA  - 09-11-2011
STORICO SUCCESSO DEI LOTTATORI BOLOGNESI A FIRENZE
Era dai tempi dei cosiddetti “tre moschettieri” Gruppioni, Donati e Malossi, anni 1930 e le gare si svolgevano al teatro Duse, che la Bologna della lotta non superava i forti rivali faentini. A Firenze il CAB 1948 ha vinto il“Trofeo Cherubini”, valevole per i Campionati Regionali Toscani. Il Club Atletico Bologna e il più rinomato Club Atletico Faenza sono stati invitati come outsider alla manifestazione, cui hanno partecipato 67 atleti in rappresentanza di ben 13 società. Il C.A.B. si è presentato sulla materassina della palestra di Bagno a Ripoli con 6 atleti che sono saliti tutti sul podio: 2 medaglie d’oro e 3 di bronzo nel Trofeo Cherubini mentre un’altra medaglia di bronzo è arrivato dal collegato Trofeo giovanile Acsi con la giovanissima promessa Thomas Schiraldi 9 anni cat. 27 kg! L’allenatore Luca Pivi si è dichiarato commosso nel ricevere i complimenti dal coordinatore lotta dell’Emilia Romagna Roberto Casadio che non si aspettava certo un’exploit del genere. La palestra del CAB sita alla Caserme Rosse aggiunge così un altro trofeo nella sua bacheca allo scadere del 64° anno di gloriosa attività sportiva.
Claudio Evangelisti - CAB 1948

 

 


Cresce il Pacific Trash Vortex 
Thursday, 03 November 2011
La più grande discarica del pianeta si trova in mare ed aumenta costantemente. Si tratta della Pacific Trash Vortex, l’accumulo di rifiuti di plastica che galleggiano nel Pacifico tra le coste giapponesi e quelle statunitensi. Con decine di milioni di tonnellate di detriti che fluttuano, l’estensione della discarica marina ha ormai raggiunto un’estensione pari al doppio degli Stati Uniti. In un’intervista a ilfattoquotidiano.it, Marcus Eriksen, direttore di ricerca presso l’Algalita Marine Research Foundation, ha spiegato che il Trash Vortex «non forma un’isola o un’accumulazione densa di frammenti. La densità è simile a quella di un cucchiaio di confetti di plastica sparsi su un campo di calcio». Rottami, scarpe, borse, contenitori e miliardi di buste usa e getta. Sono questi alcuni degli ingredienti del vortice di plastica che anno dopo anno si sta impossessando del Pacifico, inquinando il mare e intossicando i suoi abitanti. Un quinto della spazzatura, secondo gli studiosi, proviene da oggetti gettati da navi o piattaforme petrolifere, il resto dalla terraferma. Scoperto alla fine degli anni ’80 dalla National Oceanic and Atmospheric Administration e reso noto soprattutto da Charles Moore, l'accumulo si è formato a partire dagli anni cinquanta, a causa dell'azione della corrente oceanica chiamata North Pacific Subtropical Gyre, dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro. Il Pacific Trash Vortex si divide in due grandi blocchi: «Uno a circa 500 miglia marine dalle coste californiane, ed uno al largo di quelle giapponesi – spiega il dottor Eriksen – connessi dalle correnti che ruotano in senso orario attorno ad essi». Il problema è dovuto soprattutto all’enorme diffusione dei sacchetti di plastica, un fenomeno, di cui si sta discutendo molto in Europa, ma che finora ha portato solo l’Italia a metterli definitivamente al bando.
http://ecotv.it/index.php



- SPORT - BOLOGNA  - 04-11-2011

PATTINAGGIO ARTISTICO SU ROTELLE
L’Emilia Romagna conquista il Trofeo delle Regioni con 5 atleti della Pontevecchio
A Novara si è consumato il Trofeo delle Regioni 2011, campionato italiano FIHP riservato alle categorie più giovani. La compagine dell’Emilia Romagna si è aggiudicata l’ambito trofeo grazie alla presenza di cinque atleti della Pontevecchio. I giovani pattinatori scesi in pista sono Lapo Gelsi per la categoria giovanissimi e in coppia con Benedetta Lelli, Alessandro Bozzoli e Giulia Pittorru selezionati sia per il singolo sia in coppia per la categoria esordienti, Ivan Bolognesi sceso in pista nel singolo e in coppia con Nicole Mantellini (tesserata Imola Roller). Da segnalare l’ottimo podio in coppia artistico per Mantellini–Bolognesi (2° posto) e Pittorru-Bozzoli (3° posto) oltre agli ottimi piazzamenti in singolo per tutti gli atleti. Premiazioni. L’ottima stagione svolta dalla sezione di pattinaggio artistico su rotelle della Pontevecchio, che ha permesso di portare sul podio diversi atleti, ha fatto sì che arrivassero diversi consensi anche da parte del CONI provinciale e dell’AICS. Nell’ambito della manifestazione Bologna Junior Sport 2011, il CONI ha premiato sei atleti FIHP del pattinaggio artistico e corsa delle diverse categorie Giovanili. Per la Polisportiva Pontevecchio l’ambito riconoscimento è andato ad Alessandro Bozzoli, attuale campione regionale in carica per la categoria esordienti. La menzione è arrivata per i risultati ottenuti a livello regionale e nazionale. L’AICS, invece, ha premiato quattro atleti granata per i risultati ottenuti a livello regionale e italiano nei Campionati di pertinenza. Sono Ivan Bolognesi, vice campione italiano categoria esordienti B, Alessandro Bozzoli, Campione italiano esordienti A, Sara Bozzoli 4° classificata in solo dance divisione nazionale A e Alessandro Liberatore Campione italiano allievi regionale.
Polisportiva Pontevecchio – Fabio Campisi ( 339 6369542)
Sezione Pattinaggio artistico su rotelle – Silvia Bonfiglioli
Via della Battaglia, 9 Bologna - telefono 051 6231630
e-mail info@pontevecchiobologna.it



- SPORT - BOLOGNA  - 28-10-2011

SOLLEVAMENTO PESI UNA SQUADRA INVINCIBILE.
Sabato 22/10/2011 presso la Società La Patria di Carpi si e svolta la gara di qualificazione x i Campionati Assoluti di pesistica fase regionale, lo squadrone del CAB guidato dal maestro Franco Cocchi si è piazzato per l’ennesima volta al primo posto ecco i risultati dei nostri atleti:
Bombaci Maurizio alza 110kg nello strappo e 150kg nello slancio 1°class. (cat77kg)
Tirelli Emilio strappo 100kg slancio 120kg 1° classificato (cat 84kg)
Dazzani Marco strappo 70kg slancio 90kg 2° classificato (cat 69kg).
Cacciari Fabrizio strappo 63kg slancio 75kg 3° classificato (cat 69kg)
Monti Marco strappo 85kg slancio 112 kg 3° classificato (cat+105kg)
Mambelli Manuel strappo 80kg slancio 100kg 4°classificato (cat +105kg)
Augustsson Omar esordiente fuori gara ha sollevato nello slancio 85kg 4°classificato (cat 84kg).
Club Atletico Bologna 1948 prima squadra classificata. Complimenti ai nostri sollevatori. 
-
SABATO 22 OTTOBRE 2011 SI E’ SVOLTA L’ANNUALE PREMIAZIONE DEGLI ATLETI AICS. IL CLUB ATLETICO BOLOGNA E’ STATO PREMIATO PER LA SUA INTENSA ATTIVITA’ AGONISTICA CHE E’ STATA RICONOSCIUTA DAI VERTICI FEDERALI DELL’AICS CON BEN 9 TARGHE AL MERITO SPORTIVO, UN VERO E PROPRIO RECORD CHE CI RIEMPIE D’ORGOGLIO. ECCO LA LISTA DEGLI ATLETI PREMIATI:
Maurizio Bombaci Sollevamento Pesi, Beatrice Nadalini Biathlon, Domitru Popov Lotta G.R., Daniele Marchi Lotta G.R. , Stefano Raspadori Lotta G.R. , Denis Barbuzza Lotta G.R., Simone Pivi Lotta G.R. Marco Monti Distensione su Panca, Massimo Guariglia Distensione su Panca disabili. Per Bombaci, Monti e Guariglia che erano impegnati in una gara interregionale di sollevamento pesi a Carpi, hanno ritirato le targhe i dirigenti del C.A.B.


 


- RUBRICA CW COSA SUCCEDE IN RETE....?????  - 20-10-2011

http://http://www.notav.
info/news/video-dello-spezzone-no-tav-a-roma-1510/
Il 15 ottobre è stata una giornata
intensa per tutto il nostro paese, giornata che 
rimarrà impressa nella memoria, una giornata che fa paura, a tanti, a 
molti. Il movimento no tav era a Roma, non per la prima volta, neanche 
per l’ultima, fiero, con le sue bandiere, con la sua lotta. Un forte 
appello da queste pagine era partito una settimana prima “Valsusa 
chiama Italia”, come un grido, da una valle che resiste, da una valle 
che lotta, un grido di aiuto e un grido di speranza. Roma è il centro 
politico da cui vengono prese le decisioni, lì le sorti del nostro 
territorio vengono discusse, lì il nostro futuro deciso. 
Se da un lato con caparbietà e coraggio la val di Susa resiste a Chiomonte impedendo 
l’avvio dei lavori dall’altro il movimento no tav ha bisogno di far 
cadere il mandato politico che regge e legittima l’occupazione 
militare. Il no tav tour,la partecipazione alle manifestazioni degli indignati , alle lotte studentesche sono quindi la
risposta che il movimento dà al secondo pezzo del problema. Per questi 
motivi a Roma il movimento no tav ha sfilato e lottato. Il giorno dopo 
come sempre le condanne arrivano unanimi, come quando in val di Susa le 
giornate di lotta diventano reali, incidono e fanno male, a chi questa 
valle la vuole devastare. Da un lato una casta, fatta di pochi 
“politici” e banchieri che tragicamente stanno impoverendo il mondo e i 
popoli, dall’altra centinaia di migliaia di persone che si battono per 
fermarli. Qui iniziano i problemi della giornata del 15 ottobre. 
C’è voglia di lottare, di manifestare, di esserci, c’è spazio per tutti ma il mandato non è chiaro, 
l’obiettivo è appannato. In tutto il mondo i centri dei poteri bancari e politici sono paralizzati.
Lo stesso slogan occupywallstreet diventa pratica e con tanto coraggio,
consapevoli di rischiare l’arresto i manifestanti newyorkesi e poi 
quelli londinesi sfilano e occupano le strade sotto le borse. A Roma 
non è così, il corteo è enorme ma nessuno ha avuto il coraggio di 
imporsi, di pretendere o praticare un percorso che vada diretto al 
centro cittadino, al parlamento alla banca centrale.
Prima anomalia tutta italiana quindi, un corteo che nonostante le parole d’ordine 
chiare di blocco, accampada o altro ancora, dette nei giorni 
precedenti, sfila diretto verso la periferia, verso un improbabile 
comizio finale ed un palco che da subito imbarazza. Sarebbe stato un 
po’ come se il tre luglio a Chiomonte invece che partire da Exilles 
verso il fortino della Maddalena ci fossimo diretti in direzione 
opposta verso la Francia. Cosa avremmo detto a fine giornata? Non ce 
l’abbiamo fatta ma eravamo tantissimi?
Quanti avrebbero ascoltato il comizio finale? Quanti di noi avrebbero creduto ancora nella lotta no 
tav? Iniziano quindi i problemi, la polizia dopo poco carica dalla 
coda il corteo, in una via insensata, residenziale e da lì iniziano 
scontri che si protraggono fino a tarda sera in ogni parte della 
città. Per lo spezzone no tav non è facile proseguire ma con forza e 
soprattutto insieme si va avanti. Un fronteggiamento pesante inizia 
con chi in quella giornata difende o pensa di difendere lo stato, di 
cosa e di chi sarebbe poi interessante iniziare a riflettere. Il 
giorno dopo le parole si sprecano ma un forte imbarazzo e una latente 
paura attraversa tutti, soprattutto i politici.
Migliaia di ragazzi hanno messo a ferro e fuoco Roma. Una visione riduttiva e 
semplificante vede nel mostro black bloc la risposta. 
Facile, troppo facile. Per chi invece aveva voglia di capire qualcosa e 
aveva coraggio di farlo bastava andare in piazza san Giovanni, lì 
avrebbe trovato un pezzo di Italia, di Roma. Tanti ragazzi che 
lottavano, a modo loro, contro quello che avevano davanti, sfogando 
rabbia in maniera confusa ma con un messaggio chiaro e con la forza di 
chi davanti a sé non vede un futuro. Negare questo significa non avere 
poi i mezzi per interpretare e costruire un cammino che sappia andare 
oltre quella giornata e che inevitabilmente sarà capace di produrne 
nel migliore dei casi altre uguali. Non darsi degli obiettivi da 
praticare e non praticarli significa non avere poi i mezzi per 
iniziare delle discussioni sul come praticarli. Se l’obiettivo è 
fermare la casta e la crisi finanziaria non si può non andare insieme 
tutti e in modo chiaro dove questa casta vive, si riproduce e decide. 
Se vogliamo farlo insieme dobbiamo avere il coraggio e la forza di 
provarci e solo dopo decidere come. Inutile oggi prendere le distanze 
o dire così non va bene così non si fa o ancora peggio pensare che i 
giovani che erano a Roma a piazza san Govanni sono un problema per il 
movimento. Il problema italiano sono e restano i politici, le banche, 
i finanzieri che in maniera mostruosa risucchiano ricchezza e 
impoveriscono il mondo. Quando avremo la forza di affrontare questo 
problema in maniera chiara forse riusciremo a capirci e a fermarli. Se 
nel movimento no tav si vive e si lotta da oltre venti anni insieme è 
grazie alla bontà e alla semplicità dei suoi obiettivi.
Se da oltre venti anni il movimento riesce a ripensarsi e a discutere è perchè una 
rottura e una distanza netta viene posta tra chi vuole costruire il 
tav e chi vuole invece fermarli. Le reti di del fortino di Chiomonte 
sicuramente aiutano a capire da che parte stare, se però a quelle reti 
non ci fossimo andati non sarebbe stato così facile per tutti capire 
cosa si combatte e soprattutto dove. E’ possibile fermare il tav come 
è possibile fermare la casta, basta volerlo e farlo insieme.
informazioni e notizie del GASBO (Gruppo di Acquisto Solidale di 
Bologna) - per contatti: info@gasbo.it www.gasbo.it www.retegas.org


Contro la violenza costruiamo una nuova politica
Oltre l’indignazione ci deve essere l’impegno e la responsabilità
di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace
C’è qualcosa di realmente pericoloso nella violenza che sabato scorso si è abbattuta sulla manifestazione di Roma. E’ l’idea che le cose che non si possano più cambiare, che si possano solo distruggere, che la politica sia la cosa più sporca e inconcludente che esista, che i politici e le forze politiche siano tutti uguali e che, in fondo, anche tutti gli altri siano complici e compromessi. Per questo gli incappucciati di sabato non hanno avuto alcuno scrupolo nel rivoltarsi violentemente contro i manifestanti che cercavano di fermarli, nel distruggere ogni cosa senza nemmeno interrogarsi sulla condizione dei loro legittimi proprietari, nel devastare indifferentemente auto, moto, banche, abitazioni, chiese, uffici, spazi, piazze e beni pubblici. La loro scelta di nascondersi e di mimetizzarsi nel corteo per limitare la reazione della polizia non è stata solo una tecnica militare, è stata anche un chiaro gesto di disprezzo nei confronti di tutti quei cittadini che credono ancora nell’importanza e nell’utilità della manifestazione e della partecipazione.
Non ho ancora capito quanti fossero realmente questi teppisti. So che a pensarla come loro ce ne sono molti di più. E questo ci deve preoccupare tutti. Non c’è solo il disagio sociale, la crisi economica, la mancanza di lavoro, la diffusione della povertà, dell’incertezza e dell’insicurezza ad accrescere la tensione e la rabbia. C’è anche tutta la crisi della democrazia, delle istituzioni, della politica e quindi della stessa idea del cambiamento. Se tutto appare bloccato e immutabile, se ogni iniziativa democratica sembra inutile e inconcludente, se persino il Parlamento assomiglia ormai ad un ente inutile, se la narrazione televisiva continua a oscurare la vita reale delle persone che pagano il prezzo più alto della crisi, se a tutti coloro che protestano o cercano personalmente di cambiare le cose viene imposto il bavaglio, cosa resta da fare?
Il discorso sulla violenza e la nonviolenza deve ripartire da qui e non può più essere disgiunto dal discorso sul futuro del nostro paese e della nostra democrazia. I giovani e i meno giovani che sabato hanno impedito lo svolgimento della manifestazione sequestrando la strada, la piazza e la giornata a tutti gli altri si sono messi dalla parte sbagliata. Niente può giustificare la loro follia, che non solo ha cancellato uno straordinario spazio pubblico (costato peraltro grandi fatiche a molti), ma è giunta a mettere a repentaglio la vita di tanta gente. La condanna fattiva di quelle azioni deve essere netta ma deve essere accompagnata dall’impegno a costruire una politica nuova, capace di rigenerare fiducia e speranza laddove oggi dominano la rabbia o la rassegnazione. 
Questa sfida non è delegabile ad alcuno. Ce ne dobbiamo fare carico noi, ciascuno di noi, tutti insieme, tutti i giorni, con le cose che facciamo, con il nostro modo di guardare agli altri, di pensare al bene comune, di equilibrare i nostri interessi e quelli della comunità in cui viviamo. E’ evidente che chi sta nei partiti e nelle istituzioni ha una responsabilità maggiore. Ma non è una responsabilità esclusiva e soprattutto non possiamo passare il tempo a lamentarci di quello che gli altri fanno o non fanno. Dopo l’indignazione non ci può essere la violenza. Ce n’è già troppa in giro. Dopo l’indignazione ci devono essere l’impegno e l’assunzione di responsabilità, che a loro volta sono le fondamenta di quella nuova politica che dobbiamo costruire in prima persona. Le centinaia di migliaia di cittadini che sabato hanno affollato la manifestazione di Roma, i venti chilometri di gente che lo scorso 25 settembre ha fatto la Marcia Perugia-Assisi, insieme ai ventisette milioni di italiani che il 12-13 giugno hanno detto no alla privatizzazione dell’acqua danno la misura delle energie disponibili. Il cantiere è aperto. Facciamo in modo che nessuno riesca a chiuderlo. 
PS. Le immagini della violenza di Roma hanno fatto il giro del mondo. Ma come sarebbe andata se non ci fossero stati quegli incidenti? Come sarebbe stata raccontata quella manifestazione? Quanto spazio avrebbero avuto le ragioni dei partecipanti e degli organizzatori? Il modo con cui i grandi mezzi di comunicazione (con alcune importanti eccezioni) hanno trattato anche l’ultima Marcia per la pace Perugia-Assisi non lascia spazio a dubbi. In questo sistema informativo c’è spazio solo per la violenza di piazza, la cronaca nera del vicino di casa e gli urli di certi salotti televisivi. Tutto il resto viene sistematicamente rimosso, oscurato o censurato. Nessuno ci venga a dire che per mettere al bando la violenza servono leggi speciali, men che meno quelle teorizzate sull’onda dell’emergenza. Si cominci restituendo il servizio pubblico radiotelevisivo alla sua missione originale: rivolgere uno sguardo attento alla realtà e alla vita delle persone e dei popoli, accertare la realtà dei fatti, assicurare il più ampio pluralismo di voci, opinioni e soggetti, favorire la comprensione dei problemi e promuovere la partecipazione dei cittadini alla vita e alle scelte della collettività.
Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace 
Perugia, 18 ottobre 2011






- SPORT - BOLOGNA  - 18-10-2011
PATTINAGGIO ARTISTICO SU ROTELLE
Ai Campionati regionali ottime prestazioni per la Pontevecchio. Per il Trofeo delle Regioni convocati 7 atleti granata. 
Si è conclusa la fase regionale del Campionato riservato alle categorie allievi ed esordienti. Ottimi i risultati raccolti dalla compagine bolognese di pattinaggio artistico con il secondo e terzo posto di Carlotta Suarez e Letizia Rambaldi negli obbligatori, su 63 partecipanti, mentre nel libero si sono piazzate rispettivamente 7^e 9^ (al via 96 partecipanti).
Grande performance anche per Alessandro Liberatore che nella categoria allievi regionali maschile è giunto 3° negli obbligatori e 2° di un soffio nel libero. Soddisfazione anche Rebecca Chiarenza, giunta 14^ negli obbligatori della categoria esordienti regionali femminile, dove partecipavano 101 atlete. Nella stessa categoria assente Giulia Tejada, che ricordiamo, aveva vinto una delle semifinali. Non è sceso in pista neanche l’esordiente Davide Dinoi reduce da un piccolo intervento.
La sezione di Pattinaggio artistico della Pontevecchio è ora attesa al prestigioso appuntamento del Trofeo delle Regioni che si disputerà a Novara il …. , valevole anche come campionato italiano per le categorie giovanissimi e esordienti. Per l’occasione sono convocati per ogni regione i migliori tre atleti di ogni categoria. La FIHP Emilia Romagna ha convocato ben 7 atleti della Pontevecchio sulla base dei risultati raccolti nella stagione 2011. Si tratta di Lapo Gelsi che gareggerà sia nel singolo per la categoria giovanissimi che in coppia con Benedetta Lelli; Alessandro Bozzoli e Giulia Pittorru in coppia e nel singolo per la categoria esordienti A; Ivan Bolognesi gareggerà in singolo per la categoria esordienti B e in coppia con Nicole Mantellini (Imola Roller); infine, la coppia Sofia Piccinini e Davide Dinoi (rientrante dall’infortunio) sono stati convocati per la categoria esordienti. 




- RUBRICA CW COSA SUCCEDE IN RETE....?????  - 17-10-2011
Caro Roberto,
mi auguro che le citazioni che hai fatto tu non le abbia fatte a ragion veduta, perchè se c'è un libro classista e, permettimi, razzista è proprio "La psicologia delle masse". Con un passo in più: è la rappresentazione più semplicistica e banale dei soggetti sociali che allora cominciavano ad agitarsi per chiedere diritti, data da un rappresentante della classe allora borghese. Non per nulla Le Bon è finito sulle scrivanie dei peggiori dittatori d'Europa del tempo e nel cestino di tutti gli studi di psicologia sociale del XX Secolo.
Questo vale per Le Bon, questo vale per la cornice che vogliamo costruire attorno ai fatti romani. Il primo dato di sostanza è che assieme a 500 idioti (black bloc? Ma cosa sono i Black bloc? Parliamone) c'erano almeno 200mila persone intelligenti e consapevoli. Non so se tu, Roberto, quell'insieme di persone lo definisci "stupido" ma farei attenzione perchè il prossimo sabato ci saranno a Roma i metalmeccanici della Fiom che, unici tra la loro categoria, su Marchionne avevano visto non lungo, ma lunghissimo. Non vorrei che, proprio perchè saranno decine di migliaia, siano "stupidi" 
pure quelli.
Questo è il primo dato di realtà. C'erano centinaia di migliaia di persone normali.
Come c'erano a Genova migliaia di persone normali che spontaneamente hanno manifestato. E così nel resto del mondo.
La mobilitazione centralizzata è stata un errore strategico? 
Sono convinto
di sì, non per niente noi avevamo proposto iniziative delocalizzate, ma questo non mi esime dal pensare che moltissimi (anche dell'area Des) quella manifestazione l'hanno aspettata e preparata (guardiamo quanti pullman sono partiti anche, grazie, a realtà
dell'ecosol) e che se una forma di lotta un giorno possa essere inadeguata non possa ritornare adeguata in un altro contesto. Le forme di lotta sono, appunto, forme e per questo sono convinto debbano rimanere flessibili.

Quei 500 casinisti a Roma sono un problema? 
Ovviamente sì. Ma pensare che
siano gli stessi di Genova 2001 credo sia un errore di lettura, e non solo per questioni anagrafiche (spero che uno di 35-40 anni abbia oggi meglio da fare che sfasciare la mia macchina in manifestazione) e geografiche (a Roma non c'era lo Schwarze Bloc tedesco).
Da una parte oggi ci sono ampie sacche di giovani che di politico hanno nulla e che scaricano la rabbia con il vandalismo, e la barbarie di Totenham o di Camden Town dell'agosto scorso lo dimostra, dall'altra ci sono frange (non aree) incontrollabili che sfuggono ad ogni tentativo di ricomposizione politica del conflitto. Si chiama nichilismo e se pensiamo che Ludd ha qualche secolo ci rendiamo conto che non è un problema di oggi.

Il problema è come gestire queste
situazioni. Con azioni locali? Ovviamente e certamente sì, con l'attenzione che a Pisa il 12 ottobre scorso eravamo in 200 per l'assemblea pubblica ed altrettanti per il
presidio sul Ponte di Mezzo ed il Lungarno, ma di banchetti ce n'erano pochini (e grazie al GasP e alle diverse persone appartenenti al Des che c'erano con i materiali).
L'opportunità di portare tavoli, sedie, buon vino e fotografie c'era, non mi pare sia stata sfruttata come avremmo potuto fare. Probabilmente il prossimo presidio faremo certamente meglio.

La preoccupazione che
ho, in tutta sincerità, è che immagini come quelle viste ieri su
RaiNews24 come queste possano essere sempre più presenti. Il livello di precarizzazione delle relazioni tra le persone, la rabbia non focalizzata, la voglia di protagonismo individuale e di personalizzazione (che è propria di questo sistema di valori che combattiamo, ma di cui neanche i nostri mondi ecosolidali sono immuni,
anzi...) rischiano di farci
trovare di fronte a situazione rischiose, preoccupanti se non addirittura pericolose.
Piazza Syntagma ad Atene è
un esempio, con una città diventata campo di battaglia mentre le misure di austerità continuano come se niente fosse.
Con alcuni di voi ne ho
parlato più volte anche in privato, perchè nel momento in cui costruisci reti sociali dal basso con queste individualità vieni a contatto e ne capisci l'ingovernabilità.

Dall'altra parte la soluzione
che alle varie forme della protesta si debba rispondere solo con la proposta dell'economia solidale non mi convince più.
Un po' perchè in 20 anni di commercio equo e di economia solidale alcune dinamiche di protagonismo e di autoreferenzialità le ho viste anche nei nostri mondi e se da anni ci diciamo che fini e mezzi devono corrispondere, questo dato di realtà mi sconcerta.
Un po' perchè sono anni che proponiamo, che costruiamo e tutto quello che abbiamo fatto ha un senso ed un valore assoluti. Ma, come ho modo di ripetermi da tempo, non basta e ha dei tempi di cambiamento che sono geologici, mentre l'attacco ai diritti sociali ed ambientali avviene ora, non tra alcuni anni o chissà quando.
E se le élite economiche e politiche riusciranno a fare quello che promettono e che nel concreto (non nella retorica politica che spesso
usiamo) significa tagli all'assistenza agli anziani, niente asili nido, pochi treni (la Regione Liguria ha ventilato la possibilità di tagliare il 70% dei treni pendolari per il 2012), bassi salari, disoccupazione di massa, allora le nostre filiere equosolidali ed ecologiche ho paura che ce le potremo mettere per cappello.

Nell'Argentina del 2002 le reti dell'economia solidale, in un momento di crisi estrema e di feroci lotte sociali, ha saputo ripensarsi ed essere dentro un processo di cambiamento reale come parte dei movimenti, con una sua specificità e chiarezza di intenti, ma senza opporre alle mobilitazioni, agli scioperi ed alle occupazioni delle fabbriche la classica filiera equosolidale del prosciutto. Saremo capaci di fare altrettanto, tenendo conto i problemi di cui sopra (e alla base di questo scambio di vedute) ma senza farli diventare l'alibi per tornarcene a casa a bere orgogliosamente il caffè Tatawelo?
A questo punto la responsabilità è solo nostra, nelle letture che daremo degli avvenimenti e nelle proposte che faremo
Ciao Alberto


Carissimi
Amici,
concordo in pieno con quanto ha scritto Debora (mi permetto di darti del tu e di riportare la tua email).
Quello che è avvenuto a Roma
era prevedibile, viste le circostanze.

Ma aggiungo: anche se la
manifestazione fosse stata pacifica, quale ruolo attivo avrebbe avuto nella situazione economica attuale?
Gli italiani sono scontenti per la
crisi, questo lo si sa, ma quella gente
a Roma, oggi, cosa avrebbe
proposto? Con quali modalità? Attraverso un comunicato al tg della sera da parte di un leader?

Basta esprimere il proprio dissenso, in maniera peraltro confusa e cieca, per cambiare in meglio?
----
Ho sempre paura
e sfiducia delle masse che si riversano per strada - non per gli intenti (divergenti ed eterogenei, come le motivazioni, le frustrazioni represse, i sogni, i progetti, etc.) che
animano i vari singoli o i piccoli gruppi partecipanti - ma per la stupidità emergente della folla.
La folla è qualcosa di *qualitativamente* diverso rispetto a un gruppo di persone.
Questo lo si sa dall' '800 (si legga Gustave Le Bon), eppure ancora si ripetono come un meccanismo andato in loop le solite strategie.

La folla è "stupida" nel senso che è facilmente manipolabile, è infiltrabile con soggetti pronti a tutto, dà voce alla pancia più che al cuore e al cervello, è rappresentabile semplicisticamente da media interessati e criminali.

Mi chiedo e vi chiedo: perché manifestare ammassati e divisi e non rappresentare e
*comunicare* - con l'uso di tavoli e sedie e del buon vino, della parola, dei disegni, delle pitture, delle foto, del teatro, con la pacatezza e i tempi necessari, magari a Roma
o Torino o altrove - quello che di buono, *alternativo e funzionante* nasce e cresce, a partire dai comitati che propongono vita nuova per opporsi al degrado, dai gruppi di acquisto solidale, dalle MAG, dalla gestione virtuosa dei rifiuti nei Comuni, dagli ecovillaggi, dalle monete locali/complementari, dal cohousing, dal car-sharing, dall'autoproduzione, dall'autocostruzione, dall'opensource, da Banca Etica, etc. etc. etc.?
*Voler creare alternative al consumismo e alla mercificazione di massa con dei movimenti di massa eterogenei e disorganizzati, svincolati dalle realtà locali, è come voler uccidere il boia per salvare la vita del condannato.*
Buona notte, buona vita.
---
Tutto quello che abbiamo visto
oggi era assolutamente
prevedibile.
Ringraziamo sentitamente
tutti gli strateghi del "movimento"
che con grande lungimiranza
politica hanno posto le premesse
per quello che oggi è accaduto,
reiterando in maniera
sorprendente quanto già visto a Genova nel
2001.Tanto si è riuscito ad esprimere, grazie ad un decennale
appena consumato, del tutto retorico e privo di riflessione
sui veri temi centrali che hanno sconquassato persone, reti
e movimenti che hanno costruito il G8 del 2001: i metodi, le
modalità di lotta e di
gestione del conflitto. A casa non devono solo andare i banchieri
e i politici ma
tutti coloro che in nome dei movimenti continuano 
imperterriti a strumentalizzare istanze collettive e vitali
oppure ad agire come utili idioti incapaci di vedere
l'inutilità e
l'inadeguatezza di metodologie e strumenti
usurati e fallimentari
che sottraggono la possibilità
radicale del cambiamento dalle mani
della gente, dei
giovani, degli ultimi, e dagli orizzonti della
politica dal basso. 



- RUBRICA CW COSA SUCCEDE IN RETE....?????  - 12-10-2011

LA CRISI DEGLI ASINI
Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni
asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. 

L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. 

Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. 

Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. 

Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. 

Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011 (Giornata internazionale degli indignati) ... e fate circolare questa storiella....
-
........................non ho parole!!!!!!!!!

DOVEROSO DARNE DIFFUSIONE!!
Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. 
Ecco com'è finita:
• Presenti 525
• Votanti 520
• Astenuti 5
• Maggioranza 261
• Hanno votato sì 22
• Hanno votato no 498).
i 22 sono: BARBATO, BORGHESI, CAMBURSANO, DI GIUSEPPE, DI PIETRO, DI STANISLAO, DONADI, EVANGELISTI, FAVIA, FORMISANO, ANIELLO, MESSINA, MONAI, MURA, PALADINI, PALAGIANO, PALOMBA, PIFFARI, PORCINO, RAZZI, ROTA, SCILIPOTI, ZAZZERA.
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :
Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata.
Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato,che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.
Non ne hanno dato notizia né radio, né giornali, né Tv OVVIAMENTE. Facciamola girare noi !!!

 


- SPORT - BOLOGNA  - 08-10-2011

Daniele Marchi il lottatore ballerino bronzo ai Mondiali master di Lotta greco romana
Nella valle del Savena è definito una dalla “narvadura doppia”, Daniele Marchi 58 anni nato a Pianoro e da tempo residente a Calderara, ha nel dna la salda tempra montanara ereditata dai suoi genitori di Monghidoro: <<per allenare le gambe non c’e’ niente di meglio che la danza del caprone>> afferma sorridente mentre mostra la sua ennesima medaglia di bronzo che per la seconda volta consecutiva è riuscito a conquistare nel corso dei Campionati Mondiali veterani in svolgimento a Raciborz in Polonia. Daniele infatti, oltre ad essere giudice di sedia della federazione lotta è anche un bravissimo ballerino di danze popolari dove tra un ballo staccato e l’altro mette a dura prova le ballerine più giovani. Dopo aver rifinito la preparazione nella palestra del Club Atletico Bologna, era partito in compagna del figlio ventenne per la Polonia dove ha disputato 4 incontri, vincendone 2 anche se il primo incontro perso con la sua bestia nera il croato Pekec è stato viziato da una svista arbitrale. Organizzati dalla FILA (Federazione Internazionale di Lotta) e riservati ad atleti sopra i 35 anni, alla rassegna hanno partecipato numerosi ex campioni di alto livello, in particolare dell'Europa, Asia e USA. Le categorie erano suddivise per peso e per classi di età, con intervallo anagrafico di cinque anni. Marchi ha disputato gli incontri nella fascia E cat 69 kg destinata agli atleti oltre i 50 anni. L’highlander bolognese verrà festeggiato sabato 22 ottobre dal presidente del C.O.N.I. provinciale Rizzoli nel corso delle premiazioni AICS che si terranno allo Sterlino.


 

 

 

 

 



- SPORT - BOLOGNA  - 22-09-2011
Club Atletico Bologna: la locomotiva Popov
Guai a chi attraversa i binari quando passa la locomotiva Popov! Ai campionati regionali assoluti 2011di lotta olimpica a Ravenna Dimitri Popov ha conquistato il titolo regionale di Lotta Greco Romana. Con quell’aria un po’ indolente e con quelle braccia che “frullano” gli avversari da ogni parte del tappeto, l’atleta del CAB ha vinto nettamente i tre incontri che gli hanno permesso di vincere la medaglia d’oro nella cat.84 kg. Bene anche il nostro Denis Barbuzza che nella categoria dei 76 kg (under 17) è riuscito a salire sul podio conquistando la medaglia di Bronzo. A completare il buon risultato di squadra dei tre atleti partiti da Bologna, va menzionato il buon esordio di 
Marius Iulian che si è classificato al 4°posto nella cat. 74 kg. Soddisfatto il tecnico Luca Pivi che insieme a Roberto Marchesini stanno cercando di riportare la lotta bolognese ai fasti di un tempo. Nella palestra affiliata C.O.N.I. delle Caserme Rosse in via di Corticella 147/3 si possono seguire gli allenamenti dei lottatori e chiedere informazioni.
Claudio Evangelisti

 

 

 

 

Bologna - Lo sport della dama sabato 24 settembre 2011 in Piazza Santo Stefano a "Giocando con la storia"
Lo sport della dama sabato 24 settembre 2011 in Piazza Santo Stefano a “Giocando con la storia”
La Delegazione provinciale della FID Federazione Italiana Dama, in collaborazione con i Circoli Damistici “Giovanni Falcone” di Riale di Zola Predosa e “Gnarro Jet Mattei Dama” di Bologna, da diverso tempo organizza iniziative damistiche per promuovere lo sport delle pedine sotto le Due Torri.
Nella giornata di sabato 24 settembre 2011 sarà presente alla manifestazione “Giocando con la storia”, promossa nell’ambito della “Festa internazionale dello Storia”, con l’allestimento di incontri dimostrativi di dama italiana con la partecipazione di “Maestri” e qualificati giocatori della Federazione Italiana Dama. A “Giocando con la storia” non poteva mancare la Federdama, in quanto rappresenta un’iniziativa che esalta le specificità della dama, come sport della mente; la dama è il più semplice fra i giochi complessi. Con la partecipazione a “Giocando con la storia” la Federdama vuole riproporre nel territorio bolognese questa attività che rientra fra le Discipline sportive associate del CONI; i destinatari sono persone di tutte le età, proprio per favorire il recupero del senso comunitario ed andare oltre alle divisioni d’età, di sesso e di appartenenza etnica. 
La Federazione Italiana Dama (F.I.D.) promuove la disciplina della dama anche all’interno della Scuola valorizzandone le sue finalità educative, aderendo ai Giochi Sportivi Studenteschi (GSS) promossi ed organizzati dal Ministero della Pubblica Istruzione (MPI) d'intesa e in collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.). “Giocando con la storia” è rivolta ai ragazzi delle scuole primarie e medie fino ai quattordici anni e si svolgerà nella centralissima piazza Santo Stefano, al mattino dalle ore 10 alle 12 ed al pomeriggio dalle ore 14.30 alle 18. 
La dama è un hobby, ma è anche sport e cultura:
• Hobby: perché rappresenta un passatempo, un gioco, un riempitivo del tempo libero, un’attività ludica nel senso più completo della parola.
• Sport: perché è azione e movimento e ha tutte le componenti dello sport: disciplina, rigore, etica, prestazione, performance, competizione, agonismo, confronto, superamento, applicazione, studio, allenamento, fatica, sacrificio, stress.
• Cultura: perché la dama è sostanzialmente socializzazione ed aggregazione; avere rapporti con gli altri, assimilare abitudini, attitudini, comportamenti, costumi, mentalità diversi dalla propria, a volte anche di altri paesi, di altre tradizioni e culture. La dama promuove le socializzazioni più impensabili tra persone di età, sesso, estrazione, educazione, cultura, caratteristiche diversi; è regolamentato da norme etiche e pratiche il cui rispetto rappresenta la finalità primaria del gioco, e questo aspetto, specialmente per i giovani è di notevole valore educativo.
La presenza della Federdama in provincia di Bologna
Delegato Provinciale FID Bologna Floriano Roncarati cell. 338/28.18.588 – E-mail: froncarati@libero.it
Circoli Damistici Bolognesi
• A.S.D. CD "Giovanni Falcone" Via Tosarelli, 4 - 40069 Riale di Zola Predosa
Presidente Mirella Zappalà cell. 347/92.10.294
• A.S.D. PGJM Gnarro Jet Mattei Dama Via B. Provaglia, 4 - 40138 Bologna
Presidente Luigi Giagnorio cell. 338/23.81.041

www.catchweb.net