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MG2 PIANORO CAMPIONI
(15-16, 38-28, 56-40)
MVP: Fabio Cibin
MG2: Pauletto 14, Masotti 13, Trebbi 3, Roila, Cibin 8,
Paolini 2, Nanetti, Calzolari 7, Malvi, Baroni 19, Garagnani
4. All. Ferretti.
TIM: Buratti, Gallo 4, Ghetti 9, La Mantia 24,
Marchetti 8, Merighi 3, Pelaggi 3, Raimondi, Sabattini 5,
Soverini, Ferrioli 7. All. Bedin.
Storico trionfo per l’MG2 che conquista il titolo
interaziendale, già sfiorato l'anno passato, quando terminò al
secondo posto dietro la Ducati. L’azienda di Pianoro,
produttrice di macchine automatiche, ha superato la TIM in
un'intensa finale, chiudendo un filotto di sette vittorie
consecutive e portando a 14 il numero dei successi nelle
ultime 16 gare disputate in queste due stagioni. L'atto
conclusivo ha visto il suo allungo decisivo a cavallo delle
frazioni centrali, grazie allo strapotere sotto le plance del
top scorer "Akeem" Baroni ed all'agonismo del magnifico
quarantenne Calzolari. Il lavoro è stato proseguito dalla
coppia di guardie Trebbi-Pauletto, che hanno permesso al team
di Ferretti di raggiungere il 60-44. Lì l'MG2 ha tirato il
fiato e, perso per falli il leader Masotti, ha subito la
rimonta dei telefonici, culminata sul 62-59 del 38' sulla
spinta di La Mantia (6/10 da tre). Un rimbalzo d'oro di "papà"
Garagnani ed i liberi della sicurezza dell'mvp Cibin hanno
dato il via alla festa della piccola azienda (160 addetti),
che è riuscita ad imporsi di fronte ad altre più numerose
(hanno preso parte al torneo, tra le altre, Ducati, Poste,
Unipol, Atc, Sabiem).
PRESENTAZIONE SQUADRA
MG2 - Automatic Machines - Pian di Macina di PIANORO - colori
sociali:
Grigio/Nero - Presidente: Ernesto Gamberini
Ranking: 2001 - 2°, 2002 - 5°, 2003 - 2°, 2004 - 1°.
I VINCITORI: ROSA 2004
#4 Gabriele PAULETTO - Guardia (1975) - Media punti:
10,3. "Iceman", ovvero
l'uomo venuto dal freddo. Chirurgico nelle esecuzioni dalla
distanza,
pericoloso nelle penetrazioni, opportunista e furbo nel suo
ruolo di
rapina-palloni. Contro l'ex serie D (Portogruaro) gli
avversari non hanno
mai dormito sonni tranquilli.
#5 Alessandro MASOTTI - Guardia/Ala (1967) - Media
punti: 16,8.
"Gladiator", ovvero l'uomo che non deve chiedere mai. L'atleta
con più
esperienza del gruppo, cresciuto ed evoluito nelle fila del
Castiglione
Murri, quello a cui dare la palla nei momenti caldi, il top
scorer che ha
risolto tutte le grane più difficili.
#7 Francesco TREBBI - Playmaker (1969) - Media punti:
5,3. "Colibrì",
ovvero la sostenibile leggerezza del successo. Ritorna al
basket giocato e
diventa la pietra angolare su cui l'MG2 costruisce il suo
primato.
Difensore infaticabile, portatore di palla affidabile, sempre
lucido e
corretto.
#8 Valerio ROILA - Playmaker (1971) - Media punti: 3,0.
"Prof" ovvero la
teoria del basket applicata ad un campo da gioco. Ragionatore
sempre al
servizio della squadra, prezioso per gli equilibri. Il primo a
coprire sui
contropiede avversari, delizioso smistatore di palloni, ma
guai a
lasciargli un metro per il tiro dall'arco!
#9 Fabio CIBIN - All Around (1974) - Media punti: 8,8.
"Cibbo", ovvero
semplicemente sé stesso, quindi il nucleo del team. Non esiste
un ruolo o
un campo statistico in cui non si sia fatto valere. Vero
raccordo anulare,
a volte assist-man, a volte rimbalzista, glaciale dalla
lunetta, ha sempre
il polso della partita.
#10 Davide PAOLINI - Ala (1978) - Media punti: 4,0. "HotHand",
ovvero
l'uomo dai polpastrelli torridi. Da giovane speranza ad
elemento
imprescindibile della squadra il passo è compiuto! Acquistando
sicurezza è
diventato decisivo anche sotto le plance. E quando si scaldano
le sue dita
si può anche fare a meno di andare a rimbalzo.
#11 Ivan NANETTI - Ala/Pivot (1971) - Media punti: 1,0.
"El grinta", ovvero
la roccia umana. Non serve chiedergli il massimo impegno, lui
affronta il
campo a morsi. Il suo è un lavoro sporco, quello di difendere
duro e
catturare rimbalzi. Ma anche senza riflettori, tutti
riconoscono la sua
importanza.
#12 Vittorio CALZOLARI - Ala/Pivot (1964) - Media
punti: 3,3. "Vic" ovvero
il blocco più duro della Futa. Uno splendido quarantenne che
migliora col
tempo come il vino buono. Si permette il lusso di disputare la
sua partita
migliore proprio in finale, in cui incrementa ancor di più il
suo solido
apporto di agonismo e rimbalzi.
#13 Massimo MALVI - Pivot (1972) - Media punti: 1,3. "Garbajosa",
ovvero il
lungo atipico. Ritornato al basket dopo anni di attività, si è
fatto
trovare pronto con una lunga preparazione. Sempre concentrato,
ha saputo
regalare preziosi minuti di riposo ai titolari senza farli
rimpiangere,
impreziosendo il tutto con i suoi colpi dal post alto.
#14 Andrea BARONI - Pivot (1978) - Media punti: 12,5. "Akeem",
ovvero il
rullo compressore. Immarcabile negli uno contro uno in post
basso, piovra
inavvicinabile in difesa, mvp in diverse occasioni. Potenza
della natura ma
dotato di una mano insospettabilmente delicata, tanto da
colpire,
all'occorrenza, anche dalla lunga distanza.
#15 Ivan GARAGNANI - Pivot (1970) - Media punti: 6,3.
"Il signore degli
anelli", ovvero lo spazzolatore dei cristalli. L'anno della
maturità gli ha
regalato, oltre al titolo, una splendida figlia, il suo
canestro più bello.
A tratti devastante nelle sue penetrazioni nel traffico, i
suoi rimbalzi
hanno garantito una coperta sempre lunga alla difesa.
Coach: Stefano FERRETTI (1964) - Percentuale vittorie:
87,5%. Da quando c'è
lui al timone, solo due sconfitte, di cui una di misura.
Fedele ai suoi
dogmi, profondo conoscitore di pallacanestro ad ogni livello,
ha compiuto
il suo capolavoro sul piano psicologico. Meditava propositi di
ritiro in
caso di "Effetto Fortitudo", ma la vittoria del titolo lo
obbliga
volentieri a rimanere in sella.
La mascotte: Carlotta GARAGNANI (2004) - Media punti:
72,5. Perché ogni
punto era segnato per lei! Il grido di battaglia ("Per
Carlotta") è stato il portafortuna dell'anno.
Il pubblico: il capo ultras Bonzo, poi Claudione, Scoscy,
Tanone, Rechel, Patty, Dolcetti, Bea, Ricky, Fede, Francy,
Denny, LaMagica, Bruno e i gemellati della Sele... come
citarli tutti? Odiati dalle squadre avversarie, il rumoroso
tifo della loro "torcida" si è sempre fatto apprezzare. Il
trofeo è dedicato a loro! FOTO by Daniele Meluzzi |
18-05-2004 - (17-13, 35-28, 50-38)
MG2: Pauletto 12, Masotti 13, Trebbi 6, Roila 3, Cibin
8, Paolini 4, Calzolari 3, Baroni 12, Garagnani 6. All.
Ferretti.
UNIPOL: Gianni 30, Campomori 9, Sevini, Minutelli 2,
Grassi, Grillini, Gherardi, Morigi 12, La Sorsa, Fiordalisi,
Orioli.
La "Cantù dell'Interaziendale" raggiunge la seconda finale
consecutiva abbattendo la resistenza dell'Unipol al termine di
una gara combattuta per almeno 28 minuti. Più squadra l'MG2
rispetto agli assicuratori, aggrappati
alla tecnica di una delle stelle di questo torneo, l’ex
imolese (B/1) Roberto Gianni, che non ha deluso le attese,
realizzando 30 dei primi 42 punti degli ospiti. Dall’altra
parte del parquet invece le macchine
infernali pianoresi hanno mandato a tabellino tutti i
giocatori (e tutti tra i 3 ed i 13 punti). Il decollo dei
padroni di casa è avvenuto in maniera regolare ed inesorabile,
prendendo le mosse dal miele prodotto
dalla pungente ape Pauletto. Il concerto è proseguito con
l’hard rock suonato sotto i cristalli da un incontenibile
Garagnani, poi le agili ali del “colibrì” Trebbi regalavano
all'MG2 un vantaggio confortante, anche se non definitivo, a
metà gara (+7). I conti finali li presentavano “Gladiator” e
“Terminator”. E la nota spese era salata perché Masotti era un
esattore puntuale e Baroni un tributo gravoso e, con l’ausilio
dell’assist-man Roila, arrivava il break che chiudeva il
match.
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31-05-2004
Top scorer: La Mantia (TIM) 39.
Storica affermazione per la Tim, che raggiunge per la prima
volta la finale del torneo interaziendale, estromettendo i
detentori della Ducati. Un successo sostanzialmente giusto,
che premia il primo posto in regular season dei telefonici,
spinti dal "blocco Halloween Pub" e soprattutto da un La
Mantia in versione Basile (7/9 nelle triple). Eppure all'avvia
era la casa di Borgo Panigale a scappare, approfittando dei
timori reverenziali dei padroni di casa. Dal 5-18 inizia lo
show di "Lamazec", che porta al pareggio alla prima sirena
(25-25) ed al netto vantaggio a metà gara (49-39), quando il
leader della Tim ha già raggiunto quota 25. I rossi sono
obbligati alla box and one, e recuperano terreno anche grazie
alla gravosa situazione falli dei lunghi avversari. Marchetti
tiene botta in cabina di regia, ma presto vengono a mancare i
rimbalzi e l'agonismo di Sabattini e Ferrioli. Ritorna
l'equilibrio, e, nonostante due stoccate di Merighi, Ducati
riesce anche a mettere il naso avanti con Strappazzon, ma
all'ultimo giro di lancette si arriva in perfetta parità:
75-75. La Mantia si va a cercare un fallo e trasforma i due
liberi del +2, dall'altra parte il cronometro viene fermato a
-13" e viene mandato in lunetta Leoncini, di solito preciso.
Ma stavolta il toscano fallisce il primo libero ed allora
sbaglia appositamente il secondo, sul quale Borgo riesce per
due volte a strappare rimbalzo offensivo, ma i tentativi di
correzione a canestro vengono sputati dal ferro, poi Ghetti
strappa il rimbalzo decisivo e consegna nelle mani di
Marchetti la palla della vittoria. L'1/2 del play dalla linea
di carità determina il risultato finale, perché con meno di
due secondi di gioco, Strappazzon non può far altro che
lanciare una preghiera (inesaudita) da oltre metà campo.
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