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VIRTUS BOLOGNA


ARCHIVIO STORICO : 

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STAGIONE 2009 - 2010
VALUTAZIONI VIRTUS STAGIONE 2009-2010

Scoonie Penn 5,5 chiamato all’ultimo minuto per sostituire in avvio di campionato il play titolare finisce per fare il suo mestiere attuale (ben diverso dalla prime apparizioni europee) senza infamia e senza lode. Non è un trascinatore, non incide in maniera sostanziale ma non deraglia mai. Una volta tagliato finisce a giocare l’Eurolega con l’Olimpiakos dove entra in quintetto nella finale, proprio impresentabile non deve esserlo. 9 partite, 28’ con 5,8 punti, 3,1 di val. e 0,1 di +/-

Collins Andre 5,5 una stagione martoriata da infortuni fisici e familiari, che non decolla mai. Come a Ferrara, dimostra di non essere un play e di poter incidere sulla squadra solo se libero da impegni di costruzione di gioco. Gli serve un appoggio importante al fianco, ma essendo un americano quello dovrebbe esserlo lui e non averne bisogno. Sul suo contratto ancora in essere ballerà la prossima campagna acquisti Virtus, e molto dipenderà dalla conferma di Lardo, allenatore col quale non ha sintonia tecnica anche per via di una difesa molto rivedibile. 22 partite, 28’ con 11,8 punti, 2,4 assist, 10,5 di val. e 1,8 di +/-

Koponen Petteri 7,5 il brutto anatroccolo che diventa cigno, l’uomo che trasforma in oro una squadra non eccelsa, dando spessore sia in attacco diventando un fattore col tiro da 3 costruito dal palleggio sia in difesa limitando l’esterno più pericoloso. Dopo dei marziani di Siena è l’uomo dal +/- più elevato del campionato, col suo infortunio la squadra perde non solo le partite ma anche il senso del gioco. La sua riconferma pare la chiave di volta del sistema Virtus. 23 partite, 28’ con 64% da 2, 13 di val. e 1,8 di +/-

Jackson Aaron 7 arrivato per le 2 ultime di campionato come opzione B del mercato e per giocare da guardia, si deve adattare a fare il play ottenendone buoni risultati. Bravo a sfruttare un fisico di livello superiore, doti mentali inaspettate per un rookie al primo anno fuori USA, un ball-handing incredibile ed un tiro da fuori che doveva essere ondivago ed invece si rivela lieta novella. Elemento di alto livello, saranno da vedere i contratti in essere ma rinunciarci, soprattutto in vista di una squadra che difenda duro, potrebbe non essere facile. 7 partite, 32’ con 14,4 punti, 20 di val. e 4 di +/-

Blizzard Brett 4 dall’infortunio nella finale scudetto del 2007 non è più stato un giocatore su cui fare affidamento. Questa stagione è stata l’ennesima conferma e pensarlo come guardia titolare fa già immaginare di dover tornare sul mercato. Non incide mai nelle appena 5 partite, da 19’, 6,4 punti, 5 di val. e 0,4 di +/-

Prato Patricio 5 fino a quando la squadra ha un sistema ed elementi a copertura primaria di ogni reparto pare il giocatore adatto per Lardo. Quando qualcuno salta emergono i suoi limiti e la sola predisposizione difensiva lo rende una aggiunta molto limitante per una squadra già corta di sua in partenza, ma il problema non risiede solo nel giocatore. 23 partite, 16,3’ con 4,3 punti, 1,8 di val. e -0,5 di val. 

Moraschini Riccardo 6 il classico caso di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Fa esperienza, entra nelle rotazioni senza mai essere una limitaziono o far danni, ma non trova mai lo spunto per emergere e far parlare di se. Buon investimento per il futuro vista la giovanissima età (ma Ricky Rubio ha giusto 4 mesi in più, Jan Vesely 10….), però era lecito attendersi un contributo maggiore visti anche gli spazi avuti a disposizione tra infortuni e panchina non infinita. 25 partite, 9’ con 1,6 punti, 1,3 di val. e 0,2 di +/-

Righetti Alex 4 ai bordi causa litigi sul contratto, ha una opportunità di reinserirsi e mostrarsi a potenziali ‘compratori’, ma la usa malamente non facendosi mai trovare in timing giusto. Ha pensato più a far cassa subito che al domani, sul discorso soldi legati al contratto ha ragione ma a basket quando si gioca occorre farlo nella maniera migliore. 3 partite, 2’ con 0 punti, -0,6 di val. e 0,1 di +/-

Moss David 5 i plus della Virtus dipendono in grande parte dal suo rendimento, sulle sue ali si vola sulle sue lune storte si precipita. E sul finale di stagione tra infortuni ed incomprensioni si precipita spesso. A Siena ci avevano visto bene spedendolo in giro prima di inserirlo nel proprio gruppo schiacciasassi, ed ora ne avranno una idea migliore, passaporto bulgaro ininfluente con le regole che entreranno in vigore. Non è un leader e tende a nascondersi nei momenti decisivi, quando non si nasconde non sempre è un bene. Giocatore di quantità, raramente di qualità. 29 partite, 28,9’, 11 punti, 4 rimbalzi, 10,7 di val. e 1 di +/-

Vukcevic Dusan 5 arriva con tanti problemi fisici che gli impediscono di giocare oppure di farlo a scartamento ridotto. Raramente nei finali di partita la sua esperienza paga, furbo ed utile quando il fiato lo supporta quasi sempre finisce cotto nei momenti che esperienze e classe dovrebbero accompagnare la squadra. Essendo comunitario sarà difficile rivederlo in canotta V nere in campo, peccato perché come riferimento si è sempre comportato esemplarmente. 31 partite, 19’ con 8,5 punti, 8,2 di val. e 1,8 di +/-

Hurd LeRoy 3 dopo una discreta partenza entra come nelle annate precedendi in una spirale negativa dove però questa volta non trova via di uscita. Sarà anche una brava persona ed un professionista integerrimo ma qui si gioca a basket e serve altro. Il suo nullo, quando non dannoso, apporto ha fatto molti danni, limitando la squadra e portanto a livello cottura giocatori che non avevano più molto da dare nel finale di campionato. La situazione infortuni ha giocato a suo favore fino alla fine permettendogli di giocare anche una volta già tagliato. 29 partite, 23,4’ con 8,3 punti, 7,2 di val. e -0,3 di +/-

Sanikidze Victor 7 arrivato nell’indifferenza generale, con la sua atleticità si conquista da subito uno spazio in squadra che sfrutta nella maniera migliore per regalarsi una vetrina importante. Grezzo all’ennesima potenza, ci mette una dedizione unica ed energie impensabili per regalare alla Virtus i momenti più esaltanti della stagione supportando un settore rimbalzi altrimenti in grande deficit. La sorpresa migliore della stagione, da confermare e costruirci qualcosa attorno, non lasciandolo nel mezzo solo per saltare sopra a tutto e tutti. 33 partite, 21’ con 6,7 punti, 5,6 rimbalzi (il miglior dei suoi), 10,2 di val. e 0,1 di +/-

Fajardo Diego 7 arrivato da comprimario da Murcia al posto di Mo Taylor con un passaporto italiano in mano, diventa il lungo titolare in poco tempo, mettendoci cuore, testa, punti e difesa. Protagonista da MVP del campionato nel pitturato se può giocare meno di 20’, dilatando il minutaggio inizia a pagar dazio ma la colpa non è certo sua, supera di gran lunga ogni massima aspettativa. Un dubbio sul valore del nostro campionato rispetto a quello spagnolo sorge subito, ma che colpa abbiamo noi sostenitori del surfer delle Canarie se Splitter, Vazquez, Perovic giocano da un’altra parte? 30 partite, 20’ con 8,8 punti, 5 rimbalzi, 10,2 di val. e 0,1 di +/- 

Maggioli Michele 4,5 quando si dice giocatore di categoria, eccone l’esempio. Per anni stella in A2, nella massima serie paga pegno ad un fisico inutilizzato dove spicca una mano dolcissima che però dal colorato non riesce mai a tirare. Doveva essere il centro atletico al posto di Chiacig, si salva perché Fajardo gioca una superstagione ma lui non è mai un fattore, a parte una volta a Cremona dove chiude la partita con una bomba…In difesa troppi gli pasteggiano in testa riuscendoli a fermare solo coi falli. 29 partite, 18’ con 7,2 punti, 7,5 di val. e 0,3 di +/-

Kangur Kristjan 6,5 gioca solo al serie playoff contro Cantù, arriva al posto di Erceg che poteva e potrebbe essere un investimento per il prossimo campionato, e si dimosta un giocatore dal tocco prelibato (16/17 in totale, intonso da 3) ma dai piedi lenti e propenso al fallo immediato. Però nei momenti di difficoltà offensive è un fattore importante, non un grande rimbalzista ma di rapina sa proporsi. Se fosse arrivato prima (facile a dirsi, giocava a Villeurbanne in Eurolega) al posto di 

Hurd le cose poteva andare in maniera differente e migliore. 5 parite, 16’ con 7, 6 punti, il 94% al tiro, 6,4 di val. e -0,4 di +/- 

Lardo Lino
6,5 allenatore dal proprio sistema, difficilmente variabile, ha 2 colpe : aver difeso all’infinito un Hurd impresentabile e non aver trovato modo di inserire Collins nel proprio modulo. Però con una squadra certo non di grido quando riesce ad aver a disposizione il suo gruppo lo porta in seconda posizione e ci gioca una finale di Coppa Italia facendo sudare Siena oltre il pensabile, il tutto non nella calda Station ma ad Avellino dopo aver avuto la meglio dei lupi locali e di Caserta. La squadra ha riscaldato l’ambiente dopo una estate al ribasso, ha trasformato Koponen in un big del campionato e proposto Sanikidze a livelli impensabili. Alla fine son più le cose positive che le negative, confermandosi coach di grande valore per squadre senza stelle di prima grandezza 

28/05/2010 Quarti di Finale PlayOff Gara5 
NGC Cantù - Virtus CanadianSolar Bologna 72-65 (22-12 41-37 52-49)
Cantù :
Bloise n.e. Green 15 (2/10 1/1 3r 2p 3a), Markoishvili 18 (5/7 2/6 2r 3rec 2a), Leunen 6 (0/2 1/5 8r 2a), Giovacchini (0/1), Mazzarino 15 (3/6 da 3 2a), Mian 3 (1/1 0/2 2rec), Urbutis 4 (1/4 4r), Lydeka 4 (2/2 8r 2p 4rec), Meroni n.e. Motta n.e. Micov 7 (1/5 1/4 3r 6rec). All.re Trincheri
Virtus : Jackson 16 (1/4 4/5 4r 3p 4a), Chiusolo n.e. Baldi Rossi n.e. Moraschini (0/1), Collins 14 (4/5 2/6 3r 2rec 3a), Fajardo 6 (1/7 1/3 7r 8fs), Sanikidze 13 (2/3 2/412 r 3sf 2r), Moss 5 (1/2 1/3 2r 7p), Gazzotti n.e. Prato (0/2 da 3), Kangur 11 (4/4 1/1 6r 2p), Vukcevic (0/2 da 3 2r 4p). All.re Lardo
Arbitri : Cicoria, Sahin, Lo Guzzo
Termina a Cantù la corsa Virtus, con una partita simbolo della stagione. Partenza dimenticandosi negli spogliatoi i giocatori, reazione dal secondo quarto, partita ripresa per i capelli nel finale con sorpasso illusorio del proprio giocatore delusione, e palcoscenico lasciato negli ultimi giri di lancette al matador di giornata. Ed oggi, tra i tanti meriti di Cantù c’è quello di aver lasciato il palcoscenico finale al cardinal Mazzarino, freddo come tanta volte in stagione nel chiudere le partite, proprio l’incarico a lui affidato ad inizio stagione da coach Trincheri. Poi, che il cardinale alla bella età di 35 anni sia uno dei giocatori determinanti del nostro torneo quando ai bei dì chiedeva autografi ai vari Ginobili, Rebraca e Myers è tutta un’altra storia che però per il bene del basket nazionale sarebbe da disquisire. Onore a Cantù che persegue ancora il sogno della classe operaia in paradiso, visto che a parte il capomastro Markoishvili, fa del poco di ogniuno la forza del gruppo, ma in fondo onore anche alla Virtus che non si arrende mai, raccattando da chiunque una stilla di energia per sperare sempre. Così è Collins in versione Pietro Micca a far sperare oltre l’inverosimile, sono gli appena arrivati e fuori sistema Jackson e Kangur e fare punti, è l’energia di Sanikidze a tener viva la fiammella della speranza fino al termine, ma tutto questo non basta nel catino ultrabollente del Pianella, quando i capipopolo di Lardo finiscono per giocare una partita all’incontrario oppure, giustamente, svuotati di ogni energia come l’indomito Fajardo. Vince Catù perché la Virtus getta una montagna di palloni, perché al metro arbitrale occorre comunque adattarsi per raccattare dai liberi quello che il campo non concede (28 tirati NGC, 10 Canadian), e perché tra squadre di sistema chi deve metter meno toppe nel finale di stagione, roster e rotazioni a parte, ne guadagna efficaci benefici. Parte sulla spinta di Green la NGC, che mette liberi e bomba per il primo vantaggio, poi visto che Sanikidze a parte nessuno tiene un uno contro uno Lardo va a zona ed ancora Green lo castiga con troppi rimbalzi offensivi. Quando all’americano si accosta Markoishvili (il dominatore della serie) con le sue pallombelle altissime che però trovano morbida rete i padroni d casa doppiano gli ospiti (20-10) e non finisce lì, con le bombe in avvio di seconda frazione c’è un 31-16 che potrebbe suonare come saluti e baci. Invece la Virtus trova la forza per crederci e con le bombe (6/10 a metà) si riavvicina, Jackson, Sanikidze e Collins aprono il campo e la partita è giocabile. Il -4 alla pausa lunga è incoraggiante, ma come già altre volte dagli spogliatoi i bianconeri non escono, per 5’ il 37 rimane intonso e serve un gran giocata di Collins (che deve sempre far entra ed esci per tener viva la caviglia) a muovere il prolungato stop e rimettere in gioco i suoi. Kangur al solito tramuta in oro tutto ciò che tocca davanti ed al termine di un quarto di pessimo gioco ci son solo 3 punti di differenza. Qui le energie latitano per tutti, Sanikidze vola più alto di tutti regalando extrapossessi ai suoi che nel marasma trovano il vantaggio a 3:30’ dal termine con l’unica cosa buona di Moss. La catarsi dell’ex teramano? Purtroppo no, anzi en trae fiducia per andare in solitario con tiri senza senso e palle gettata, lascindo che Cantù si riprenda e trovi il sorpasso grazie a 2 liberi di Mazzarini concessi per un venialissimo contatto con Collins già in bonus. Il +4 NGC arriva con una bomba del cardinale al termine di una azione sconclusionata che il più vecchio in campo legge alla perfezione. C’è tempo per 2 liberi di Jackson, poi dall’altra parte Lydeka inventa sull’offensivo una pallombella ingannevole che riporta Cantù sul +4 definitivio. Da lì in poi negli ultimi 50” la Virtus combina solo boiate, il Pianella esplode in feste che qui i vecchi ricorderanno solo per scudetti e coppe campioni, ma in questi anni di dittatura senese il solo arrivare ad affrontare i marziani in semifinale di una stagione nata con obiettivo principale la salvezza suona come un’eurolega in saccoccia. Per la Virtus arriva invece il quinto posto nella stagione, dalla musica diversa rispetto a quella scorsa (una dimostrazione in più il 93-59 di valutazione odierna, dove comunque la banda Lardo ha lottato fino al termine), ed una qualificazione alla Uleb Cup che pare verrà accettata visto l’ingresso di un nuovo sponsor. Determinante per cercare di continuare senza sempre rifondare sarà confermare quello di buono visto in stagione, in primis Koponen, non a caso le fatiche finale son nate fin da subito dalla sua uscita per l’infortunio da stress. 
VALUTAZIONI
Jackson 6,5 è ancora un fattore offensivo, oggi punendo dalla lunga visti gli spazi più chiusi nell’area. Dimostra nuovamente maturità ed adattabilità ad un basket per lui visto all’ultimo minuto, cosa raramente capitata con americani al primo anno in Europa. In 37’, 16 di val. e -7 di +/-
Moraschini 6 dal ritorno di Collins gli spazi son diventati minimi, ma si rende utile con difesa a piccoli passaggi da play. Certo oggi utile, ma per farne un giocatore finito ne passa ancora tanta. In 9’, -3 di val. e 1 di +/-
Collins 7 stoico all’inverosimile, gioca da zoppo ma rimane l’ancora di salvataggio di un attacco che fatica. Chiede di rientare appena il dolore non lo fa piangere, viene da dire che giochi meglio da infortunato che da sano. In 28’, 12 di val. e -7 di +/-
Fajardo 5,5 arriva divelto senza nemmeno più la forza di tentare una riscossa, ma gioca da “veterano” 5 partite a fila senza una alternativa. Il suo lo aveva già fatto, oggi non è sufficiente ma rimane un pericolo per gli avversari (8 falli subiti). In 27’, 6 di val. e -8 di +/- 
Sanikidze 7,5 forse la sua migliore con le V nere, certamente la più importante. Prende tutto ciò che sta sopra al ferro, fa gettare facili contropiedi agli avversari solo incrociando lo sguardo per una probabile schiacciata, ed oggi ha pure la mano felice. Di più non era possibile fare. In 33’, 23 di val. e -12 di +/-
Moss 4,5 non fosse per la bomba del sorpasso sarebbe il colpevole maggiore ed anche unico dell’uscita dai playoff, chiude comunque una stagione al di sotto delle aspettative. In 28’, -6 di val. e -6 di +/-
Prato 5 senza particolari colpe nella partita, lui può metterci difesa e vigore, ma se serve far cesto meglio cercare da altri che però oggi fan peggio di lui. In 7’, -2 di val. e -4 di +/-
Kangur 6,5 silenziosamente è attore principale nel recupero dei suoi, ogni volta che alza la mano fa cesto (chiude la serie a 16/17, intonso da 3), dietro è lento ma oggi combatte con più vigore e ne traggono vantaggio anche i falli che gli permettono di giocare 20’, con 11 di val. e 7 di +/-
Vukcevic 4 vedi discorso di Fajardo, ma farsi rubar palla da Lydeka e non trovare mai una giocata decente in tutto l’incontro è una tragedia, soprattutto quando è chiamato a sostituire un’altra tragedia come Moss. In 11, -6 di val. e 1 di +/-
Lardo 5,5 a lui si può ascrivere l’impatto blado dei 2 avvii, ma non certo colpe per le 22 palle buttate ed il fatto di non aver mai a disposizione 5 “giocatore di basket” nello stesso momento in campo. Quel che aveva a disposizione lo recupera tutto, va dato atto che Trincheri dall’altra parte sia stato più bravo con però molta meno pressione sulle spalle.
Luca Cocchi
26/05/2010 Casalecchio di Reno, Quarti di Finale Playoff Gara4 
Virtus CanadianSolar Bologna – NGC Cantù 95-79 (25-16 50-34 67-55)
Virtus :
Jackson 25 (7/11 1/3 6r 3rec 3p 6a), Negri, Baldi Rossi n.e. Moraschini, Collins 28 (3/5 6/10 2rec 2a), Fajardo 13 (4/7 1/3 6r 2rec 6p), Sanikidze 7 (1/3 0/2 8r 3rec), Moss 3 (1/2 da 3 2p), Gazzotti n.e. Prato 5 (1/1 1/2 2r 2a), Kangur 2 (1/1), Vukcevic 12 (2/4 2/2 3rec). All.re Lardo
Cantù : Bloise, Green 14 (6/8 0/1 4r 3p 4a), Markoishvili 24 (2/7 5/7 6r 2a), Leunen 13 (5/5 0/4 3r 3p), Giovacchini, Mazzarino 8 (1/4 1/4 3 rec 5p 4a), Mian, Urbutis 2 (1/3), Lydeka 11 (5/8 5r 2rec 3p), Meroni P. n.e. Meroni M. n.e. Micov 7 (2/4 3r 2a). All.re Trincheri
Arbitri : Mattioli, Taurino, Sardella.
Obiettivo centrato per la Virtus, vittoria e serie allungata verso quella gara5 tanto ambita perché da quanto visto oggi le energie canturine paiono in riserva mentre l’aggiunta di Collins (oggi spaccapartita come mai si era visto con 6 bombe sempre fondamentali) sta diventando la miglior variabile possibile per Lardo, soprattutto impiegato da battitore libero a fianco di un Jackson oggi utile anche in realizzazione. Passati i 90 in una partita che mette in mostra più le mancanze difensive legate alle fatiche che attacchi scintillanti (28-24 negli ultimi 10’), a parte ovviamente le scariche da 3 di talento di Collins da una parte e di Markoishvili dall’altra. Meglio in ogni statistica la Virtus, come deducibile anche dai parziali dei singoli quarti, sotto solo nel terzo, e buone cose a lungo da tanti se non tutti, mentre dall’altra parte solo il georgiano già citato ha giocato l’intero incontro mentre gli altri si son visti a sprazzi se non solo nella citata terza frazione. In una Station dai tanti posti vuoti, la Virtus si presenta senza Maggioli (rimpiazzato da Negri e non da Hurd) e Cantù con gli stessi 12 di gara3, novità in avvio con Collins per Moraschini e Lydeka per Urbutis. Parte bene la Virtus con Collins da 3 e Jackson in zingarata, ma soprattutto parte male Cantù che combina solo pasticci e Trincheri deve fermare i dolori dopo solo 150” sul 5-0. Il tiro da 3 va è la Canadian ne approfitta (14-3), ma anche Markoishvili prende confidenza col cesto e mette a sua volta 2 bombe a fila contro la zona riaprendo la partita a cavallo di metà tempo. Le medie si sporcano ed il gioco ne risente e solo 2+1 di Jackson nel finale rialunga il divario (32-15 di val.con Virtus meglio in tutto). Dopo 2’ di seconda frazione c’è il +14 bianconero, quando dopo del cesto di Jackson Fajardo chiude un gioco da 4 con rimbalzo e paniere dall’area in 1 contro 3. Ma col vantaggio allargato iniziano gli svaghi, Cantù senza brillare rimette il disavanzo in singola cifra trovando dai liberi quello che non arriva su azione però nel clima surriscaldato per un plateale antisportivo non fischiato su Sanikidze lanciato in contropiede la Virtus si carica e riallunga con una bomba impiccata di Collins che vale il +16 alla pausa lunga. Quarti pressochè in fotocopia nei punteggi, ma i 50 a referto per la banda di Lardo son da guinness stagionale grazie al 7/12 da 3 e ad un complessivo 65% al tiro. Cantù regge sulle spalle di Markoishvili, impiegato anche da play per dar fiato ad un Green asfittico e preferito a Giovacchini da n.e. Virtus con molti più possessi grazie al dominio a rimbalzo ed al saldo perse/recuperate, ma il 62-33 di val. potrebbe anche essere sintomo negativo, visto il tanto fatto ed il messo in cascina, nonostante 16 punti di svantaggio per chi ne ha fatti 34 in tutti siano un K2 da scalare. La fuga a +18 vien smorzata guardacaso ancora dal georgiano di Cantù, ma Trincheri cade in un tecnico evitabilssimo che spezza l’inerzia di un buon 5-0 a metà frazione, che però Mazzarino vede di riprendere. Gli ultimi minuti della frazione son di fatiche per i padroni di casa (33% al tiro) che perdono lucidità davanti e si trovano sempre un passo dietro in difesa, chiudendo a +12 solo con l’ennesima zingarata di Jackson sulla sirena dopo aver concesso 21 punti in 10’ e lasciato troppi rimbalzi. Confusione in avvio di ultimo quarto e botta al naso per Markoishvili, l’anima della NGC, che si siede un attimo a ripredersi e rinetra sul -10. Per gli ultimi 5’ Trincheri va senza lunghi, ne vien ripagato col -6 con Green di nuovo in partita ma Micov è il primo a scendere per 5 falli dalla partita e per mancanza di alternative rivà col lungo mentre Lardo è su tutte le furie per le giocate fuori schema dei suoi. E ragionando meglio i frutti arrivano subito copiosi, la bomba da libero di Prato dice +11ed inerzia ribaltata, la fuga è quella definitiva e Cantù si deve arrendere definitivamente tenendosi la bella a casa sua tra 2 giorni, che viste le rotazioni tirate a disposizione potrebbe non essere un vantaggio così cospiquo. Voce a Lardo :”spalle al muro è venito fuori il nostro spirito da combattimento, non gli abbiamo fatto fare il loro gioco aggredendoli. Ma da segnalare il fondamentale apporto che ci ha dato Collins, l’uomo in più di questa serie. Ora al Pianella non so chi avrà più pressione, ok il pubblico che condiziona ma si gioca 5 contro 5, e nelle 2 partite non abbiam perso clamorosamente, l’impatto non lo abbiamo subito. Mi fido molto di quello che siamo ora noi. Maggioli ha finito la stagione. Bene in attacco, dobbiamo sistemare qualcosa in difesa ma non tatticamente, solo sulle piccole cose che loro son bravi a fare.”. 
VALUTAZIONI
Jackson 7,5 ancora da play, ma questa volta con possibilità di concludere e l’ha fatto a dovere dimostrandosi giocatore completo e dalla tenuta fisica positivissima. In 33’, 33 di val. e 21 di +/-
Moraschini n.g. dalla rotazione degli esterni è quello che paga dazio e gli son concessi solo 5’ con 2 di val. e -1 di +/-
Collins 8 libero di uccidere marchia la partita a fuoco, un leggero tenersi la caviglia fa svenire i tifosi,ma poi si riprende e conclude l’opera nella sua migliore partita in maglia V nere. In 31’, 30 di val. e 12 di +/-
Fajardo 7 fino a quando il sangue arriva agli arti è super (al cuore c’è sempre in abbondanza), poi la stanchezza lo spegne ma senza cancellare il suo mercoledì da leoni. In 29’, 9 di val. e 15 di +/-
Sanikidze 6,5 oggi ha una cassetta da frutta al posto della mano, capisce che non è il caso di tirar troppi palloni ma l’energia è ancora un propellente basilare per la squadra nei 36’ di impiego con 18 di val. e 20 di +/-
Moss 5,5 buona partenza ma poi si leva dalla partita velocemente coi falli, sovente al posto sbagliato nel momento giusto. In 11’, -2 di val. e 7 di +/-
Prato 6,5 per lunghi tratti ci si chiede perché sia in campo, dopo aver smanacciato qualche pallone mette la bomba da chiodi sulla bara e tutti capiscono l’utilizzo di 19’ con 5 di val. e 14 di +/-
Kangur 5,5 il suo passo lento lo designa da fallo rapido, l’unica palla giocabile la mette nella retina ma per il resto non si vede e costringe i compagni agli straordinari. In 15’, 0 di val. e -3 di +/-
Vukcevic 7 serviva un segnale di riscossa e lo scienziato del basket si è visto da subito spalmando qualità in tutti i 20’ di impiego con 13 di val. e -5 di +/-
Lardo 6,5 trova la prima buona partenza della serie, si accoda alla serata superba del duo Collins/Jackson facendo tremare i più con qualche passaggio a volte oltre le bombole d’ossigeno dei suoi. Ma occorreva andare avanti e l’obiettivo è stato centrato .
Luca Cocchi

 

24/05/2010 Casalecchio di Reno, Quarti di Finale Playoff Gara3 
Virtus CanadianSolar Bologna – NGC Cantù 89-78 (13-24 41-40 69-53)
Virtus :
Jackson 3 (4r 2rec 2p 3a), Baldi Rossi n.e. Moraschini 2 (1/2 2r 2rec), Collins 20 (1/1 4/8 3r 2p 2a), Fajardo 17 (7/8 0/2 6r 2rec 3p), Sanikidze 12 (2/2 2/3 10r), Maggioli n.e. Moss 17 (4/6 2/4 3p 5a), Gazzotti n.e. Prato 3 (1/1 0/1), Kangur 12 (3/3 2/2 2rec), Vukcevic (). All.re Lardo
Cantù : Bloise n.e. Green 2 (1/4 0/3 2r 2rec 4a), Markoishvili 23 (5/7 3/6 2r 3rec 3p), Leunen 11 (2/3 2/5 4r), Giovacchini (0/1), Mazzarino 10 (2/5 da 3 2r 2a), Mian, Urbutis 6 (2/3 2r 2rec), Lydeka 13 (5/7 2p), Meroni P. n.e. Meroni M. n.e. Micov 13 (1/5 2/4 5r 4rec 3p 3a). All.re Trincheri
Arbitri : Paternicò, Mattioli, Martolini.
Vince la Virtus questa gara3 ed allunga la seria, lo fa vincendo una partita non sua, dal punteggio alto grazie al fuoco dall’arco (11/22) che ha aperto l’area dopo 10’ iniziali di terrore. E lo fa riprendendosi un Collins alla ferrarere, meglio da guardia che da play, grazie al sacrificio di Jackson da costruttore ma soprattutto alla incredibile incisività nel colorato di un Fajardo da pozione magica, alle lune positive di Sankidze ed alla mano d’oro di Kangur nel momento di difficoltà maggiore. Cantù ha finito con poche energie, pagando una panchina troppo corta e dall’impatto minimo, non è naufragata grazie ad un Markoishvili superbo, ma ha pagato dazio al piano partita predisposto da Lardo che ha tolto dal gioco Green con Moraschini e Prato a turno a mangiarli i garetti e finendo per cadere in falli che a Cantù non si erano visti, permettendo alla Virtus di respirare anche dalla lunetta. Ma alla gioia finale del pubblico si è arrivati dalle fatiche iniziali che hanno ripetuto l’inizio di gara1 con esito differente forse anche dovuto a qualche rilassatezza avversaria. Arruolati all’ultimo Collins e Maggioli, a guardare in una Station vuota per la maggior parte ci finisce Hurd (in parterre, non a guardare come al solito dal campo) , mentre il quintetto non ha differenze rispetto a gara2, Cantù invece ha la novità in partenza di Urbutis. La NGC apre con un tiro da 4 di Micov su spinta di Moss, mentre l’attacco bianconero va in continuità con quanto visto fino ad ora, ovvero fatica e pochi risultati e Lardo deve parlarci su dopo 2:17 sul 0-7. A metà frazione si sta 2-14 (tabellata di Moss), fluidità e tutti coinvolti da una parte, difficoltà ad entrare nell’area del tiro da 3 dall’altra, quando fa l’ingresso in campo Collins per provare a dar un senso ad un attacco senza luce. Piovono fischi sul comodo -15 messo a centro area da Urbutis, poi coi giri dei cambi qualcosa ci lucra la Virtus ed il -11 al primo stop non pare nemmeno cosa brutta al traino di un 7-34 di valutazione. Con Prato a pressare Green il gioco dei lombardi si spezzetta, ma è l’attacco che va a referto solo dai liberi o in contropiede, mai a difesa schierata a lasciare un vantaggio di tranquillità a coach Trincheri. Una bomba di Kangur spariglia le cose e gasa i bianconeri che dimezzano in breve lo svantaggio ed entrano nella seconda metà della frazione sul 26-31. E’ ancora l’estone a leggere l’attacco in maniera efficace, dall’arco si iscrive Collins e a 90” dalla pausa lunga è 37-38, col successivo sorpasso di Fajardo a rimbalzo offensivo trasformato. Un punticino risicato ma portato fino alla pausa di metà serata, al termine di uan seconda frazione da 28-16, dei quali i virtussini ne han messi 18 negli ultimi 5’, con un 71% dal campo ed un +5 tra recuperate e perse. Cantù ha continuato a tirare col 50%, ma ha buttato molti più palloni e soprattutto ha visto fischiati quei contatti che al Pianella erano sempre rimasti nei polmoni della terna arbitrale, in 20’ la Virtus ha tirato più liberi che in 2 partite in trasferta. Visto che la coppia Collins-Jackson ha pagato, Lardo la ripropone in avvio di ripresa, e sulle spalle curve ma possenti di Fajardo ci sta anche il primo break virtussino complice un tecnico a Trincheri (49-44). Il massimo vantaggio arriva ancora dall’arco, Moss con 3 falli perché in sacrificio nella zona in basso pesca il +9 con 16’ da giocare e gioco fermato da Cantà che si sta vedendo sfilare la partita. 4 a fila di Lydeka e questa volta è Lardo a fermare le avversità, poi più di sostanza che di precisione le cose si sistemano ed una magata da 2+1 di Collins vale il +10 a 80” dall’ultima pausa. 2 bombe incredibili dell’ex ferrarese (14 nella frazione) dicono un impensabile +16 al 30’, frutto di altri 28 punti nel quarto a fronte dei miseri 13 avversari (36-7 di val.). Markoishvili ci crede, la Virtus allegerisce l’intensità ed in 2’ è 0-7 con ostilità sospese da Lardo che al rientro è baciato dalla dea bendata vista la bomba di Sanikidze seguita da un cesto di Kangur per un cospicuo +14. La partita si anima, alle bombe di Markoishvli risponde di nuovo Sanikidze, evidentemente in Georgia al momento fa caldo. Negli ultimi minuti le fatiche hanno il sopravvento, si sbaglia tanto ma la Virtus entra negli ultimi 60” sul +9, ed il cesto della vittoria è siglato in schiacciata da Fajardo, poi è festa tra stoppate e canestri per tutti. La serie continua così per gara4 ancora tra 2 giorni, come al solito in questi payoff dai ritmi serrati. Nel dopopartita una provocazione di Claudio Sabatini che lancia la campagna bigli,etti già per Siena :”chi li prenota prima di gara 4 può prenderli per entrambe le gare a 5€, io ci scommetto, chi vuole mi segua, se non ci andremo e per me è solo perché la sfiga non ci lascia, li devolverò all’ Ageop”. 
VALUTAZIONI
Jackson 6 gara di sacrificio, non tira una volta lasciando il palco a chi è più ispirato, segno di maturità. In 26’, 7 di val. e 5 di +/-
Moraschini 6 ,5 mastino su Mazzarino e Green a turno, compie il suo esercizio mettendoci anche un cesto in un momento importante. In 18’, 4 di val. e 1 di +/-
Collins 7 si sblocca e fa cesto con continuità aprendo il campo e dando fiducia a tutti i suoi compagni. Le difficoltà in play e difesa vengono ben mascherate dai colleghi che oggi sulle sue ali possono volare. In 24’, 19 di val. e 17 di +/-
Fajardo 7,5 parte malissimo sembra lento ed inconcludente, poi si riprende il pitturato diventanto debordante, un lunedì da leoni in attesa di gara4 da parte del surfista mai domo. In 29’, 21 di val. e 8 di +/-
Sanikidze 7 partita in salita, poi trova il cesto dall’arco e lì diventa il padrone dell’incontro, incontenibile da entrambe le parti del campo. In 32’, 23 di val. e -5 di +/- 
Moss 7 all’inizio è l’unico che fa canestro, poi tiene la corrente sacrificandosi in falli in aiuto ai compagni. Esce per falli dopo una grande partita. In 23’, 12 di val. e 2 di +/-
Prato 6 quando nel secondo quarto si incolla su Green manda in confusione tutto il gioco canturino, non mette tanto altro ma è comunque importante. In 9’, 0 di val. e 7 di +/-
Kangur 7 alza la mano e fa cesto, non sarà un fulmine di guerra e cade spesso in falli facili, ma il vizio di far paniere anche quando la palla pesa tanto è nel suo bagaglio e lo fa vedere. In 18’, 14 di val. e 19 di +/- 
Vukcevic 6 in difesa fatica con chiunque, davanti prova a prendersi qualche responsabilità senza costrutto, ma alla fine non lo si può bocciare. In 20’, -4 di val. e 1 di +/-
Lardo 7 centra il piano partita di asfissiare la partenza del bel gioco avversario evitando che tutti siano coinvolti. Ma la perla è non sclerare sul -15 quando tutti sarebbero stati da mandare fuori dalla Station. Ora deve tenere alta la concentrazione dei suoi perchè è stato messo solo il primo mattoncino.
Luca Cocchi

 

22/06/2010 Quarti di Finale  Playoff Gara 2
NGC Cantù - Virtus CanadianSolar Bologna 74-68 (14-12 41-31 50-46)

Cantù : Bloise n.e. Green 23, Markoishvili 4, Leunen 10, Giovacchini, Mazzarino 9, Mian, Urbutis 4, Lydeka 12, Meroni n.e. Motta n.e. Micov 12. All.re Trincheri
Virtus : Jackson 17, Gazzotti n.e. Baldi Rossi n.e. Moraschini 6, Fajardo 18, Sanikidze 12, Moss 2, Negri n.e. Prato 3, Kangur 3, Vukcevic 5, Hurd 2. All.re Laro
Arbitri : Lamonica, D’Este, Seghetti.

20/05/2010 Quarti di Finale Playoff Gara1 
NGC Cantù - Virtus CanadianSolar Bologna 75-64 (23-10 42-33 63-51)
Cantù :
Bloise n.e. Green 6 (2/8 5r 3a), Ortner 3 (1/1), Markoishvili 9 (1/7 2/6 6r 5p), Leunen 16 (2/5 2/4 7r 3p 3rec 2a), Giovacchini 4 (2/2), Mazzarino 9 (0/2 3/6 4r 2rec 3a), Mian n.e. Lydeka 13 (5/8 6r), Maspero n.e. Meroni n.e. Micov 15 (5/8 1/2 5r 3p 2rec 3a). All.re Trincheri
Virtus : Jackson 14 (4/12 2/3 5r 5p 3rec 3a), Baldi Rossi n.e. Moraschini (0/1 da 3), Fajardo 5 (2/6 8r 2p), Sanikidze 3 (1/3 0/2 7r 2p), Maggioli 4 (2/3 0/2 2r 2a), Moss 14 (5/8 1/4 4r 2p 2rec 3a), Negri n.e. Prato 6 (2/3 0/1 2r 2p), Kangur 10 (2/2 2/2), Vukcevic 8 (1/2 2/5), Gazzotti n.e. All.re Lardo
Arbitri : Cicoria, Chiari, Giansanti.
La festa che accompagna coach e general manager di Cantù coi rispettivi premi come migliori della stagione continua per tutto l’incontro, condotto senza il minimo tentennare davanti ad una Virtus che mai ha dato idea di poter entrare in partita. Troppo slegata per giocarsela contro la macchina più rodata del campionato (per intenderci quello giocato da 16 squadre, non quello di Siena checchè ne dica il suo allenatore) che dalla prima azione ha messo in chiaro quale fosse il suo credo : palla toccata da tutti e 5 i giocatori, penetrazione e scarico per il proprio miglior elemento e cesto da 3 nato da spaziature eccellenti, ovvero come ovviare alla mancaza di vero talento con testa e lavoro. La Virtus replica subito a quel cesto, ma poi non c’è diga all’attacco canturnino che mette un 14-0 imbarazzante : l’attacco bolognese fa ridere, Jackson deve inventarsi play di una squadra che conoscene appena, il centro tira solo dall’arco, Sanikidze se non lanciato in velocità nulla produce e il duo di esterni Prato-Moraschini non ha nel proprio vocabolario la voce attacco. Quando i buoi son già scappati Lardo prova ad andare coi cambi, buon per lui che Kangur pesca cesti in vari modi (uno in contropiede lascia stesto Ortner con una caviglia come un melone), che dopo qualche titubanza Vukcevic metta qualche tripla e soprattutto che Moss si prospetti un giocatore di basket. Come sovente accaduto nella stagione, quando l’ex teramano eleva il suo gioco la Virtus va, ed anche qui dopo un -17 (31-14) pian piano i bianconeri rientrano. Un tiro da 3 di Vukcevic sul -9 potrebbe cambiare del tutto l’inerzia, ma oggi non è serata, il tiro esce e dall’altra parte son bravi a recuperare tutto quello che gli avversari scialano coi vari Micov, Leunen e Markoishvili, ed anche con 2 entrate di Giovacchini che da queste parti non si erano mai viste. Alla pausa lunga comunque la partita ci sarebbe ancora, nonostante i falli gravino pesanti per i bolognesi che sempre un giro indietro lasciano qualche palla di troppo agli avversari e si caricano di falli a causa di una reattività nettamente a vantaggio avversario. In avvio di ripresa sul 44-39 con un Jackson vivo Cantù reagisce da grande squadra, trova nel pitturato cesti semplici da Lydeka ed aspetta la prima bomba di Mazzarino per riandare con la doppia cifra di vantaggio fino ala termine della frazione, quando l’estone Kangur ha già dovuto salutare la partita anzitempo per qualche fallo veniale di troppo. L’ultimo quarto è all’insegna di un basket pessimo, a lungo si tira col 33% per la Virtus e col 20% per Cantù, ma i 10 punti di differenza non cambiano, poi Mazzarino trova la luce dall’arco ingaggiando una lotta personale con un Prato inutile e i tifosi di casa possono già festeggiare anzitempo il loro primo successo in questo playoff. La Virtus arriva al termine con giocatori cotti, vedi Jackson senza alternative valide, spremendo oltremodo i rientranti Moss e Vukcevic, ma per provare almeno a giocarsela Lardo alternative non ne aveva. Ora occorrerà recuperare le energie mentali e fisiche per una gara 2 fondamentale, contro una NGC sì carica e brava nel leggere la partita sia davanti che dietro (da notare che gli esterni sapevano sempre dove mandare Jackson nonostante lo si conosca da pochissimo), ma che dovrà fare di necessità virtù sotto alla plance vista la quasi certa assenza di Ortner. 
VALUTAZIONI
Jackson 6 arrivato per giocar da guardia si sciroppa 39’ da play con a fianco compagni che non si liberano mai. Non facile giocarsela così, ma nonostante arrivi cotto non deraglia ed è sempre in campo con attegiamento positivo e costruttivo, 12 di val. e -12 di +/-
Moraschini 5,5 con un disperato bisogno di gioco e punti dalla guardie, non trova modo di diventare un fattore anche minimo, mentre dietro è forse il meno dannoso sulle tante, troppo penetrazioni concesse. In 13’, -1 di val. e -10 di +/-
Fajardo 5,5 manca di lucidità, finsice per creare tanta confusione dove dovrebbe nascere la differenza a favore dei suoi vista anche l’assenza di Ortner, ma almeno lotta fino all’ultimo. In 20’, 7 di val. e -7 di +/-
Sanikidze 5 se non vien servito in corsa non porta nulla ad un attacco che avrebbe bisogno di qualcosa da chiunque. Da una mano a rimbalzo, ma quasi sempre solo su quelli volanti, su posizione lascia sguazzare i vari Micov e Leunen. In 28’, 4 di val. e -15 di +/- 
Maggioli 4,5 davanti o tira in allontamento oppure dall’arco, dove troppo a lungo staziona. Dietro funge troppo spesso da tappeto rosso per gli entranti, OK che siamo in periodo il Festival di Cannes, ma da un lungo titolare così non può andare. In 18’, 5 di val. e -3 di +/-
Moss 6,5 senza allenamento e partite da quasi un mese appena ritrova il passo la squadra improvvisamente risale di tono, sporca tanti palloni e diventa il riferimento offensivo. Non ha fiato per tutta al partita, e quando lo cerca in panchina si nota pesante la sua assenza. In 28’, 14 di val. e -1 di +/- 
Prato 4 fa da sponda e poco altro, dietro ad un certo punto si intestardisce in una lotta senza costrutto con Mazzarino che esalta l’avverasio e carica li di falli, missione perfetta per la NGC. In 18’, 1 di val. e -2 di +/-
Kangur 6 quello che tocca imbuca, dietro però tocca sovente fuori posizione gli avversari e finisce panchinato in poco tempo. Ma rispetto a Hurd decisamente meglio, ci mette del suo nella rimonta quando nessuno se lo aspettava. In 13’, 8 di val. e 6 di +/-
Vukcevic 5,5 pesca di mestiere e tanta esperienza alcuni cesti salvavita, ne cicca altri che potrebbero diventar oro, poi con la condizione attuale non tiene il primo passo di nessuno e sovente da lì nascon dolori che esaltano gli avversari ed abbattono i compagni. In 23’, 3 di val. e -11 di +/- 
Lardo 5 parte con un quintetto che non farebbe cesto nemmeno facendo la ruota da solo, se poi nemmeno tengono in difesa sarebbe bello sapere come sia stati caricati o responsabilizzati. Tenta di raccattare tutto quanto trovi in panchina, usa 2 sospensioni in meno di 6’ iniziali, ma da quanto visto nei primi 5’ la partita era già incanalata verso una scrittura indelebile.
Luca Cocchi

 

15. Giornata > Ritorno >  16/05/2010 18:15
Virtus Forza Bologna - Montepaschi Siena  - 66 - 87

16/05/2010 Casalecchio di Reno
Virtus Canadian Solar Bologna – Montepaschi Siena 66-87 (13-25 31-43 46-69)
Virtus :
Jackson 17 (5/5 1/3 8r 3rec 3p 11a), Busi, Baldi Rossi, Moraschini 11 (0/5 2/5 3r 6fs 3rec 2p 4a), Collins 2 (1/1 0/2 2a), Sanikidze 16 (5/6 1/1 9r 2rec), Maggioli 10 (3/8 1/2 2r 3p), Fabiani, Negri (0/2), Prato 2 (1/5 5p), Gazzotti 3 (1/1), Hurd 5 (1/2 1/2 3p). All.re Lardo
Siena : Domercant 8 (0/1 2/3 4rec 2a), Mc Intyre 17 (1/1 5/7 3r 7a), Zizis 7 (2/5 1/2 5a), D’Ercole (0/1 da 3 2a), Eze 10 (5/6 6r 2p 2sf), Carraretto (0/2 da 3 2p), Sato 7 (1/2 1/3 2p), Lavrinovic 13 (2/3 0/2 4r 9fs 2rec 2p), Ress (0/3 da 3 4r), Hawkins 15 (3/4 1/1 5r 2rec 2a), Marconato (), Stonerook (). Al.re Pianigiani
Arbitri : Facchini, Martolini, Capurro
Dopo le polemiche della partita con Roma, in questo ultimo turno di stagione regolare la Virtus si presenta senza mezza squadra (Fajardo, Moss, Vukcevic, Blizzard e tra i giovani che tengono il campo anche Fontecchio), mentre fra i presenti c’è chi invece è già ai saluti, leggi Hurd, appena avverrà il tesseramento dell’estone Kangur. E se oggi nessuno aveva paura di incappare in una vittoria, la nota positiva è da trovarsi nel buon impatto di Jackson, sia come realizzatore che come costruttore di gioco, cosa che l’infortunio occorso a Collins lo costringerà prevedibilmente a fare. Una buona prova di Sanikidze è tutto quello che recupera Lardo, per il resto passaggi abulici di troppi giocatori, ma dall’altra parte erano in corso le prove per i playoff (come dichiara in confernza stampa proprio Pianigiani) e cavarne segnali incoraggianti era impresa ardua. McIntyre apre le marcature dall’arco ma le polveri dei compagni son bagnate e la Virtus può star in partita e sorpassare con 6 punti di Sanikidze, mentre Collins continua a litigare col ferro. Sulle spalle di Sato Siena riassesta la sua partita (8-14), ed appena stringe in difesa l’attacco bianconero trova stoppate e forzature, anche se Jackson mette brio al gioco lanciando il contropiede e trovando buoni spunti in uno contro uno. Col nuovo arrivato in panchina è Collins a forzare l’area colorata, ed alla prima occasione ci trova un bel cesto ma purtroppo anche un infortunio che lo leva dalla partita dopo nemmeno 8’. Nel finale di quarto la zona bianconera viene aperta da Domercant e su banali palle perse la MPS allarga il vantaggio in doppia cifra con sforzi minimi, anche grazie al 4/11 ai liberi per la banda di Lardo. E’ sulla spinta di Jackson che nasce la rimonta Virtus, forza il gioco ed ispira per i compagni, la bomba di Moraschini del -5 costringe Pianigiani alla sospensione dopo nemmeno 2’ giocati. Va con la zona Siena, ma prima Jackson e poi Hurd la puniscono dall’arco per la parità a 29, poi coi ragazzini in campo e Prato da play la magica inerzia si interrompe e la Mens Sana rimette un minimo vantaggio in saccoccia ampliato, al solito, da T-Mac. Una bomba alla scadere di Zizis dice nuovamente -12 Virtus, lo sforzo di metà frazione bevuto in un battito di ciglia dall’arco (44% ma con 8 centri) appena T-Mac ha deciso che fosse tempo di far la differenza in un campo da sempre a lui particolarmente amico. Ma va detto che il 70% da 2 di Siena suona molto pericoloso per il proseguo della partita che in valutazione dice tutto, 32-56. Dopo tanta zona si riprende uomo contro uomo, e Siena si ricorda di giocare il “suo” terzo quarto, +17 al 23’, ed anche la zon-pres virtussina vien mangiata come un tortellino a natale. Da qui in poi il divario si fa enorme, rimane una sola squadra in campo che per altro continua a fare il suo gioco cinico e concreto come tutte le squadre forti e vincenti in passanto han sempre fatto. -23 all’ultimo stop, coi giovani già da tempo in campo per Lardo, mentre Pianigiani continua nel piano partita con le ultime 2 riserve, Marconato e D’Ercole ancora n.e. Scorre via veloce veloce l’ultima frazione, regalando al pubblico bei giochi a due Jackson-Sanikidze, ben auguranti per i playoff, con la Virtus che rientra sotto al -20 a metà frazione quando il georgiano rientra in panchina a rifiatare assieme ad Hurd che termina anzitempo l’incontro per 5 falli. Nel finale gli animi si riscaldano, un tecnico per proteste a Sato, un’espulsione a Ress dopo un atteggiamente poco apprezzato da Facchini riavvicinano le contendenti, ma Hawkins si erge a protagonista del garbage time e riallunga per i suoi. Nel finale gloria anche per Gazzotti, a referto per la prima volta in carriera. Voce a Lardo nel dopopartita :”contento di Jackson, la prova di oggi significa che ci avevamo visto giusto, un giocatore dal ball-handing eccezionale. Collins ha una forte distorsione alla caviglia che dovremo vedere, Moss e Vukcevic li dovremo valutare, ma Dusan dice che ce la farà, la lista infortunati è lunga ma lo spirito di oggi mi è picciuto. Se non andiamo ai playoff con la gente giusta almeno ci andiamo con lo spirito giusto. Il fatto di Roma? Chi mi conosce sa che i valori sono per me molto importanti, non son stato bene ma so di aver la coscienza a posto avendo fatto tutto il possibile per la squadra. Son sicuro della mia onestà e lealtà, il fatto di andare in procura mi dispiace molto. Alla base del fare il coach c’è la volontà di trasmettere i valori della vita, è stata una settimana difficile ma non ho nulla da dimostrare”. 
VALUTAZIONI
Jackson 7 dimostra di essere un giocatore, capace di prendersi in mano la squadra non solo andando in proprio, con una reattività finora sconosciuta agli altri play Virtus (Collins-Penn). I tifosi han trovato un nuovo idolo. In 34’, 36 di val. (con 11 assist) e -9 di +/-
Baldi Rossi n.g. pochi minuti con poca continuità di gioco, non trova modo di farsi notare. In 6’, -2 di val. e 0 di +/-
Moraschini 5,5 tanto spazio non utilizzato sempre nella maniera dovuta (ripreso con cazziatone da Lardo), ma ci mette la faccia più spesso del solito. In 33’, 12 di val. e -17 di +/-
Collins 5 gioca nemmeno un quarto causa un infortunio, ma fin lì fatica in proprio e non crea nulla per i compagni. In 7’, 2 di val. e -5 di +/-
Sanikidze 7 sfrutta al meglio le giocate di Jackson contro un avversario ostico come Stonerook, pronto e reattivo, colonna della squadra. In 33’, 26 di val. e -22 di +/-
Maggioli 5 impreciso al tiro, non può certo competere con Eze sulla fisicità, partita incolore ed in calando di condizione. In 31’, 0 di val. e -14 di +/-
Negri n.g. stesso discorso di Baldi Rossi. In 7’, -5 di val. e -4 di +/-
Prato 5 contro avversari di questo livello l’esperienza e la faccia tosta si vanno a far benedire. In 22’, -8 di val. e -32 di +/-
Hurd 5 alla probabile ultima apparizione (ma con Collins fuori gli si riapre uno spiraglio) a parte la bomba del pareggio a metà seconda frazione gioca la solita scialba partita, non peggio però di altre volte contro avversari più potabili. In 19’, -4 di val. e 1 di +/- 
Lardo 6 si limita alle normali rotazioni ed a provare Jackson, oggi non c’era altro da tentare ed alla fine la squadra tiene il campo in maniera decorosa. Ora servirà stringersi in spogliatoio per giocare col nuovo assetto tutti assiem, cosa che causa infortuni vari nelle ultime partite non è stato possibile, cosa che in previsione playoff non è benaugurante.
Luca Cocchi

14. Giornata > Ritorno >   08/05/2010 20:30
Lottomatica Roma - Virtus Forza Bologna - 78 - 59
PalaLottomatica 
Roma: Giachetti 19, Gigli 9, Jaaber 10, Hutson 7, Crosariol 6, Dragicevic 6, Datome ne, De La Fuente 4, Winston 14, Marchetti 1, Washington, Vitali 2. All.Boniciolli
Bologna: Jackson 9, Blizzard 6, Baldi Rossi 3, Moraschini 9, Collins 3, Fajardo 7, Sanikidze 2, Maggioli 2, Spizzichini 3, Prato 6, Fontecchio 2, Hurd 7. All.Lardo

 


12. Giornata > Ritorno >  25/04/2010 18:15 - Casalecchio di Reno 
Virtus Canadian Solar Bologna – Vanoli Cremona 65-68 (20-16 40-36 54-49)
Virtus :
Baldi Rossi n.e. Moraschini (0/1 da 3), Collins 12 (0/2 3/10 2r 4p 3a), Fajardo 11 (4/8 11r 4rec 2p), Sanikidze (0/3 10r), Maggioli 6 (3/7 0/1 9r 3rec), Moss 22 (6/9 3/4 3r 4p 2a), Spizzichini n.s. Prato 2 (1/2 0/4 2r 2rec 4p), Fontecchio n.e. Vukcevic 10 (2/5 1/4 4rec 2p), Hurd 2 (1/4 0/2 2r 2p). All.re Lardo
Cremona : Rowland 13 (5/6 1/3 5r 7rec 4p 4a), Brown 5 (1/6 0/1 3r), Conti n.e. Formenti 9 (0/1 3/5 2rec 4p), Bell 16 (4/9 0/5 11r 4a), Milic 11 (4/5 5r 4rec 5p), Cusin 3 (1/4 7r 3p), Bencaster n.e. Anderson 11 (1/6 3/6 6r), Aguiar, Piazza, Sklavos. All.re Caja
Arbitri : Facchini, Seghetti, Ursi
Finisce la benzina anzitempo la Virtus e si deve arrendere ad una Cremona più vogliosa causa anche la motivazione maggiore che la spingeva a salvarsi. Si spegne in un ultimo quarto che liberi a parte ha portato in dote un orribile 2/16 dal campo, con Collins sulle ginocchia per tutto il secondo tempo, con Hurd che era meglio non averlo e con la coppia di guardie Prato-Vukcevic incapaci di pungere. Tutto sommato meglio i tanto criticati lunghi dei piccoli, ma messa così la stagione della Virtus pare proprio agli sgoccioli, con Koponen se né andata tutta l’energia, ed in un sistema preciso come quello di Lardo pare difficile inserire un nuovo giocatore in tempi stretti. Ma ora c’è tempo, prima di rigiocare passeranno 14 giorni e tutto potrebbe succedere, anche se la vittoria di Roma a Milano complica la posizione in vista dei playoff. Dopo l’happy hour offerto dai forever boys alla ricerca dei tempi andati di finale scudetto 2007, inizia la prima partita casalinga della Virtus senza Koponen e con Prato in quintetto che di rapina firma il cesto di avvio. Basket scarso in partenza con tanti errori di Hurd e Maggioli, ma dall’altra parte, esclusa un bomba di Anderson, si va di notte e Caja sospende i giochi a metà frazione sul 7-3 dopo aver tentato la zona sulle rimesse con meno di 24” da giocare. Un Moss finalmente ispirato firma il +10 con 2’ da giocare, con Vukcevic già attivo da play ma non propriamente ispirato nel ruolo. Dall’arco arriva la reazione della Vanoli, grazie anche al quintetto piccolo (Aguiar da 4), si raccosta a -2 prima che un sottomano di Vukcevic fissi il +4 al 10’. In avvio di seconda frazione Collins forza il secondo fallo di Rowland che sedendosi lascia senza guida i suoi e la Virtus va, controllando i rimbalzi e trovando cesti con una certa facilità per il +11. Col ‘bulgaro’ di nuovo in campo e la zona, la partita si fa subito combattuta e con 4’ da giocare è Lardo a doverci parlar su con solo 4 punti di vantaggio in cascina. Il rientro in campo di Hurd concede il palcoscenico all’ex Milic che con un 2+1 porta i suoi a -1 con 2’ da giocare. Il quarto fallo di un Hurd disgustoso permette sempre a Milic di firmare il vantaggio di Cremona, prima che Maggioli in appoggio e Collins da casa sua fissino il punteggio sul +4 Virtus. Poche le differenze statistiche alla pausa lunga, tira meglio la Virtus dal campo ma peggio ai liberi con solo 4 tentatativi, dovendo sovente appellarsi alle preghiere di Collins da ben oltre l’arco, mentre per Cremona c’è poco alla voce difesa se non la speranza che gli avversari sbaglino, cosa che contro la Virtus può anche pagare. Tante fatiche offensive da entrambo i lati nella ripresa con Vanoli che ne approfitta per rimanere a stretto contatto, mentre le V nere, insistendo col tiro da 3, si reggono cui cesti di Moss che però si carica del 3° fallo a metà frazione quando Lardo tenta la carta dei 2 pivot in campo.Con Collins a riposare su sua richiesta la Canadian tiene un minimo vantaggio lottando coi denti ed usufruendo di qualche chiamata arbitrale amica, un cesto di Fajardo dice +5 al 30’ al termine di un quarto dal punteggio basso (33% a 43% le medie, a cui Cremona aggiunge 0/4 ai liberi) e dalle ansie rampanti per entrambe le formazioni. Segna poco Cremona nell’ultima quarto contro la zona di Lardo, ma la Virtus non lo fa per 4’ prima che Fajardo infili dai liberi il +4. Prato combina danni, mentre Formenti con 2 bombe sorpassa una Virtus allo sbando a 4’ dal termine. E’ lotta su ogni pallone gli sbagli surclassano le cose positive ma l’alternarsi dei vantaggi regala emozioni e si entra nell’ultimo minuto sul 61 pari. Doppio possesso Vanoli e 2/2 ai liberi per Bell, poi è il turno di Vukcevic che pesca il 5° fallo di Cusin. 1/2, rimbalzo di Bell e viaggio in lunetta per un 2/2 con 17” da giocare. Fallo subito su Collins per non farlo tirare che ai liberi dice 1/2. Immediato il fallo di Sanikidze su Brown che fa 1/2, poi è il turno di Vukcevic in lunetta con 10” di gioco, 2/2 e -1. Nuovo viaggio di Bell ai liberi, 2/2, Collins riesce a tirare da 3, ma vien stoppato e Cremona festeggia un passo che potrebbe diventare fondamentale per la salvezza. Per la Virtus una nuova amarezza in attesa delle ultime 2 terribili partite della stagione regolare (a Roma e poi in casa con Siena). 
Voce a Caja :” partita importantissima per noi, frutto del lavoro delle ultime settimane. Ho ristretto le rotazioni per dare le giuste responsabilità ad ogni giocatore, bravi a non farli fare i loro giochi, il salto di qualità lo abbiamo fatto con la difesa, la zona ci ha permesso di risparmiarci i falli”. Poi Lardo :”siamo sottotono, mancanza di energie, ma anche senza Koponen la dovevamo portare a casa. Ho smesso di parlare dei singoli (la domanda era su Hurd), siamo in difficoltà di squadra, da domani parleremo cosa dobbiamo fare vista la mancanza di un giocatore. Fino a 3 partite fa abbiamo funzionato, ora fra acciacchi ed infortuni fatichiamo, abbiamo bisogno di un playmaker ma anche di un realizzatore, ma questo lo dirà il mercato. Ora dobbiamo ricaricarci, essendo intelligenti per capire cosa fare, qualcuno deve riposare e qualcuno lavorare, ma dobbiamo stare assieme. Il sostituto di Koponen? Oggi per me son tutti in discussione e tutti utili”. 
VALUTAZIONI
Moraschini 5,5 non lo si nota e non è per forza una cosa negativa, ma con lo spazio a disposizione doveva mettere qualche mattoncino utile per il suo futuro ma soprattutto per la sua squadra oggi. In 11’, -2 di val. e 1 di +/- 
Fajardo 6,5 lotta fino all’ultimo secondo, se c’è partita lo si deve in grande parte a lui, ma non può aprire spazi per compagni indecisi. In 23’, 22 di val. e -6 di +/-
Collins 5 finche ha gambe conduce avanti i suoi con tiri da lontanissimo, poi cala e complica i giochi della squadra finendo in grande confusione. In 35’, 5 di val. e 0 di +/-
Sanikidze 6 non la mette mai, ma tra rimbalzi presi e smanacciati regala tanti possessi ai suoi. Serviva qualcosa di più, ma serviva anche metterlo in condizione di giocare. In 16’, 4 di val. e -1 di +/-
Maggioli 6 lotta nell’area meglio che al solito, fatica al tiro ma non si tira indietro, anche per lui palle giocabile vicino allo zero. In 22’, 15 di val. e 6 di +/-
Moss 7 la rabbia di Pesaro si tramuta in furore agonistico, è l’unica punta bianconera senza mai forzare, nessuno gli si unisce e alla fine deve uscire per colpe altrui tra i perdenti. In 33’, 17 di val. e -12 di +/-
Prato 4 solo confusione, giochi bloccati, palle astruse, davanti un grande danno dientro nemmeno al meglio, gioca solo perchè il coach non aveva alternative. In 21’, -5 di val. e -1 di +/-
Vukcevic 5 prova a far pentole e coperchi e finisce per ciccare i tiri che potevano vincerla ed i liberi che potevano impattarla. Nel finale, un’altra volta, emerge per gli errori. In 21’, 8 di val. e 3 di +/-
Hurd 3 inadeguato al gioco del basket, sarà anche una brava persona, ma a quel punto si va a mangiare una pizza non a giocare assieme a questo livello. Non ne azzecca una, subisce Milic oltre l’immaginabile e si vede che nel finale sente la sfiducia dell’ambiente. In 19’, -5 di val. e -5 di +/- 
Lardo 5,5 le prova tutte con le poche risorse ancora a disposizione, visti gli acciacchi dei presenti. Tenta anche il doppia centro, ma cambia ben poco, il troppo tempo concesso ad Hurd provoca sfiducia anche ai compagni eforse questa è l’unica colpa che gli si possa attribuire.
Luca Cocchi

13. Giornata > Ritorno >   21/04/2010
Scavolini Pesaro - Virtus Canadian Solar Bologna 90-73 (26-15 44-30 73-53)
Scavolini :
Green 17 (1/3 5/9 3rec 3p 6a), Sakota 10 (1/1 1/4 5r), Tomassini (0/2 da 3), Van Rossom 6 (1/5 1/5 2r 2p 2rec 2a), Hicks 17 (3/4 3/5 4r 2p 5rec), Longoni n.e. Flamini 3 (1/2 da 3 2r 3rec), Gjinai (0/1 da 3), Amici (0/1), Cvektovic 23 (3/6 4/5 6r 3p 4rec), Shaw 3 (1/1 5r), Williams 11 (4/8 5r 4p 2rec 2a. All.re Dalmonte
Virtus : Baldi Rossi n.e. Moraschini 8 (0/2 1/2 5r), Collins 19 (3/3 2/4 3r 3rec 3p 2rec), Fajardo 11 (2/4 4r), Sanikidze 5 (1/1 1/1 2r 2p), Maggioli 2 (1/1 0/2 2r 2p 2a), Moss 2 (1/7 0/3 2r 3p 2rec 2a), Spizzichini, Prato 2 (1/4 0/3 5r 5p 2rec), Fontecchio 4 (1/1), Vukcevic 10 (2/3 1/3 3p 3rec), Hurd 10 (3/4 0/3 5r 2sf 3p). All.re Lardo
Arbitri : Cerebuch, Pozzana, Begnis
Doppia sconfitta in un unico giorno per la Virtus in quel di Pesaro, da parecchio tempo campo predisposto a tirar sberle contundenti ai bianconeri. Ma probabilmente la sconfitta non nasce sul parquet dell’Adriatic Arena, ma in mattinata quando arriva la notizia che Petteri Koponen ha terminato la stagione anzitempo, l’infiammazione al piede non è fine a se stessa, ma è data da una microfrattura che lo terrà fermo per 4 mesi. E senza il suo leader silenzioso, il primo giocatore in Italia come plus/minus dopo dei marziani senesi, senza il suo miglior atleta per la banda di coach Lardo scende il sipario con tutto l’anticipo possibile in un palasport un tempo assatanato ed ora molto più tranquillo. Di fatto la Virtus gioca solo pochi minuti di partita, un 16-0 pesarese mette in chiaro fin dal primo quarto che la tenacia e la voglia di lottare questa sera sian concetti mancanti, non c’è nulla che vada per il verso giusto, piovono così antisportivi e doppi tecnici che costringono Lardo a lasciare la partita anzitempo, come aveva già fatto prima della pausa lunga anche Sabatini. Una sconfitta in queste condizioni ci può anche stare, vista anche la mira balistica dell’attacco pesarese (che tira più da 3 che da 2) con un Cvektovic infallibile (che copia i 23 messi a gennaio a Bologna),ma ora sarà basilare ridisegnare scenari di squadra che alla luce della forzata assenza di Koponen dovranno per forza di cose essere rivisti. Il secondo posto diventa una chimera, il sesto pare ad oggi l’obiettivo principale che non sarebbe nemmeno un male visti i possibili incroci, sempre che la squadra non sia quella di questa sera, ancora condizionata da un Moss di cartavelina, un Hurd utile solo per i saluti del suo ex pubblico ed un Collins buono solo a babbo morto. Insomma, se di 3 strangers non se ne fa uno le prospettive appaiono fosche quando anche i vecchi tradiscono (leggi Vukcevic) e l’enfant du pays gira al largo dal cesto segnalandosi solo per falli inutili. Ora arriverà a Bologna una Vanoli assatanata alla ricerca di un colpo salvezza, poi la lunga sosta che la Virtus incontrerà sarà buona novella per riassestare le idee ed eventualmente completare un organico privo del suo giocatore migliore di stagione. Organico che non per forza deve vedere un sostituto di Koponen, magari un’alternativa a un americano potrebbe essere atto dovuto. 
Luca Cocchi

 

11. Giornata > Ritorno >   18/04/2010
Benetton Treviso - Virtus Canadian Solar Bologna 50-61
(10-7 34-28 39-49) 
Benetton : De Nicolao n.e. Kus 2 (0/3 0/2 2a), Hukic 6 (2/6 da 3 2rec), Rivers 9 (2/6 1/6 10r 2rec 2a), Nicevic 12 (6/12 0/1 6r), Montiejunas 3
(1/4 3r 2p), Sandri n.e. Hackett (0/1 da 3 2r 2a), Gentile 3 (0/3 1/2 2r), Wallace 9 (3/5 0/3 7r), Dixon 4 (0/2 1/8 4r 2rec 2p 5a), Taylor 2 (1/1 2p).
All.re Repesa
Virtus : Koponen 3 (0/2 0/6 6fs 4r 5a), Moraschini, Collins 2 (1/2 0/4 6r 2p 2a), Fajardo 6 (2/4 0/2 9r 2rec), Sanikidze 9 (4/6 0/2 7r), Maggioli 15
(2/3 3/4 6r 2p), Moss 13 (3/3 1/5 2r 3p 2rec), Spizzichini n.e. Prato 9
(2/3 1/3 4r 4p), Fontecchio n.e. Vukcevic 4 (1/3 da 3 2r 2rec), Hurd (0/1 da 3 2r). All.re Lardo Arbitri Sahin, Mattioli, Biggi

10. Giornata > Ritorno >   11/04/2010 18:15 Casalecchio di Reno 
Virtus Canadian Solar Bologna – NGC Cantù 76-80 (20-18 42-38 58-58)
Virtus :
Chiusolo n.e. Koponen19 2/4 3/6 2r 10fs 2rec 2a(), Baldi Rossi n.e. Moraschini (0/1), Collins 13 (2/2 3/7 4p), Fajardo 19 (7/10 1/2 6r 3rec 3sf), Sanikidze 6 (2/5 9r 2p), Maggioli 8 (3/7 3r 2a), Moss 2 (1/2 0/1 6r 2p), Prato (0/2 0/1 2r), Vukcevic 6 (2/6 2a), Hurd 3 (0/2 1/2). All.re Lardo
Cantù : Bloise n.e. Green 17 (3/7 2/3 2r 2rec 2a), Ortner 14 (5/7 0/1 8r 3rec 5p 2sf), Markoishvili 10 (1/4 2/4 2ss), Leunen 12 (2/4 2/4 11r 4a), Giovacchini, Mazzarino 7 (0/1 2/5 2r 2p 2a), Mian 7 (0/1 2/2), Lydeka 3 (1/1), Meroni n.e. Motta n.e. Micov 10 (2/4 0/1 6fs 6a). All.re Trincheri
Arbitri : Lamonica, Loguzzo, Gori
Vince meritatamente Cantù questo importantissimo bivio verso il secondo posto che ora per la Virtus pare quasi impossibile. Lo fa mostrandosi squadra ancor più di quanto mostrato fin qui dai bianconeri, reagendo positivamente ad ogni time out chiamato dal suo coach in occasione degli allunghi virtussini, non facendosi prendere dallo scoramento quando nel finale nulla finiva più nel cesto ed i misfatti parevano indicazioni precise per regalar la partita. Ma la Virtus ha dovuto giocare con la zavorra dei suoi americani, mai così sottotono nel totale dei 3, e per la prima volta in casa ha avuto una difesa sempre in difficoltà, visto che al di là del punteggio è sempre parso che sia stata Cantù a far la partita, anche davanti. La Canadian finisce per pagare quelle piccole cose che solitamente le permettono di vincerle queste partite,oggi è parso di veder il suo specchio di fronte, il cesto di rapina, la lettura giusta sui ribaltamenti avvenivano sempre in favore della NGC, ed è la prima volta che è parso di osservare questo fatto, al di là della forza delle squadre incontrate e dei risultati ottenuti. Quintetto solito per Lardo con Moss, mentre Trincheri con Markoishvili al ritorno dall’infortunio lascia spazio al “vecjo alpin” Mian. Il facile avvio Virtus (7-2) vien rimediato dalla buona difesa canturina che trova anche cesti facili in transizione per mettere il naso avanti a metà frazione (7-10) con Lardo che ricorre subito alla prima sospensione. Una bomba di Collins cambia l’andazzo, ma è l’eterno cardinal Mazzarino a far la differenza per i suoi non solo al tiro a reggere il vantaggio prima della sfuriata di Fajardo che regala il +2 al 10’ per la Canadian Solar. Per Cantù tanti liberi, 10 in 10’, mentre le V nere meglio a rimbalzo (+3). Tanta roba di Koponen in avvio secondo quarto, ma sul +5 a metà frazione la zona vien subito bucata da Markoishvili e la partita rimane sostanzialmente in parità. Un volo di Sanikidze ed una bomba di Collins (su assist di Maggioli solo sotto al cesto…) valgono il +7 bianconero ed una nuova interruzione da parte di Trincheri. Ed i suoi rispondo subito, Markoishvili e Green alzano i giri e si mettono a -1, prima che una bomba di Vukcevic dia ossigeno alla Virtus e chiuda di fatto in anticipo lo score alla pausa lunga sul +4 bianconero. Percentuali in pratica uguali al tiro, con tanto ricorso per entrambe le formazioni a quello da 3, mentre la cooperativa virtussina tiene a rimbalzo. Poco gioco ragionato in avvio di ripresa da entrambe le parti, ma la Virtus forza troppi giochi individuali che con pazienza Cantù ferma, mentre dall’altra parte Green inquadra Collins e lo castiga rimettendo davanti i suoi a metà frazione, quando Lardo spezza il gioco si sta 45-50 (0-10 il parziale), complice un Hurd che forza sempre ed il cesto nemmeno lo sfiora. E’ il tempo del quintetto da combattimento, americani seduti ed esperienza mista ad atletismo in campo, qualche fatica c’è ugualmente, ma nell’ultimo giro di lancette del quarto arriva la parità grazie ai cesti di Sanikidze e Fajardo, alle letture di Vukcevic e ad una box&one dedicata a Mazzarino che paga. Continuano le medie strabilianti da 3, Cantù gira col 56%, ma anche la Virtus non si puà lamentare del suo 50%, molto meglio del 43% da 2. E’ più lesta la Ngc in avvio dell’ultimo quarto con Leunen che si iscrive alla partita dopo tanto torpore a cui controbatte Fajardo mai domo, però il 62-70 al 33’ significa che gli ospiti leggono meglio le situazioni e che al solita difesa bianconera oggi latita. Ultimi 3’ con la Virtus a box&one, questa volta su Leunen, e nel pallone sembrano finirci anche gli ospiti, però la Canadian non converte le palle in tribuna che le vengono regalate. Nessuno segna più, nemmeno sui liberi, e per Cantù son grasso che cola il tempo che passa e le boiate di Collins nei possessi decisivi. Dopo un 0/2 di Green ai liberi sul +4 per i suoi, Collins mette il -2 e Micov un 2/2 ai liberi con 30” da giocare. Koponen va con una bomba impossibile per il -1 con 24”, poi è il turno di Mazzarino ai liberi : 1/2 e palla finale Virtus. Vukcevic prova un’entrata, perde palla e per Cantù arriva una dolcissima vittoria a Bologna, la sesta vittoria a fila consecutiva. Nel dopopartita voce ad un emozionatissimo Trincheri “abbiam fatto una partita di una attenzione e sagacia pazzesca, tanta attenzione per arrivare punto a punto con un po’ di inerzia. Con solo 3 lunghi dobbiam scegliere i momenti giusti, ed i miei son stati pazzaschi nel farlo, certo se tiravamo meglio i liberi sarebbe stato più facile. Ma l’ultima volta che son venuto qui feci 45 punti e Ginobili piazzo la più grande schiacciata che mi ricordo, ora tornar qui e trovarmi la vittoria per lottare nel mucchio per il secondo posto è una grande soddisfazione. Bravi dietro a risolvere i problemi incontrati, quando hai una risposta diventa più facile giocare. Poi Lardo :” oggi eravamo 2 giri indietro in difesa, abbiam giocato sottotono ma dobbiamo fare i complimenti agli avversari, non siam stati all’altezza di una partita così importante. Abbiam giocato slegati in attacco e non abbiam avuto la pazienza di trovare il tiro ed il passaggio giusto. 
VALUTAZIONI
Koponen 6,5 come sempre si va da lui quando servono punti, energia e letture. Risponde presente, sbaglia qualche libero importante nel finale ma gli son da ascrivere meriti e non colpe. In 31’, 25 di val. e -4 di +/-
Moraschini n.g. una fugace apparizione positiva nel primo quarto senza paura poi nulla più. In 3’, 2 di val. e -2 di +/-
Fajardo 7,5 se fosse arrivata la vittoria sarebbe stato el hombre del partido, lotta e concretizza in maniera esemplare, di più non gli si può chiedere. In 23’, 24 di val. e 5 di +/-
Collins 5 qualche sparo nel buio non gli vale la sufficienza, se accostata a qualche errore di lettura di troppo nel finale. Poi Green lo asfalta nella sua metà campo. In 26’, 2 di val. e -6 di +/-
Sanikidze 6 non trova i corridoi giusti contro le buone letture difensive avversarie, ma non si deprime e non esce dalla partita, trovandoci rimbalzi e difesa che fanno sperare fino alla fine. In 22’, 11 di val. e 3 di +/- 
Maggioli 5,5 non sfrutta mai a dovere la sua mole, si allontana dal cesto quando potrebbe spaccarlo, la differenza con Fajardo è imbarazzante. In 16’, 10 di val. e -11 di +/-
Moss 4,5 anonimo, falloso ed inconcludente, forse paga lo scotto del rientro da breve e dell’andrenalina terminata, ma a parte qualche rimbalzo non si ricorda nulla di positivo. In 19’, 1 di val. e -6 di +/-
Prato 5,5 davanti non serve a nulla, qualche voce lo vorrebbe più velocemente a sedere, ma per spegnere Mazzarino lui è perfetto. In 20’, -3 di val. e 3 di +/-
Vukcevic 5,5 in appoggio da play legge bene le situazioni, il tiro non sempre l’assiste ma la sufficienza negata viene dalla palla persa sull’azione decisiva che il coach gli aveva chiesto di fare alla quale aveva risposto ok. In 22’, 2 di val. e 5 di +/- 
Hurd 4 inquietante, non gli riesce nulla, nonostante ciò prova a forzare il gioco in post basso con figure barbine. Oggi nemmeno utile per i compagni nel lavoro sporco. In 18’, 0 di val. e -7 di +/- 
Lardo 5 non trova la chiave di volta dell’incontro in nessun momento ed insiste su qualche giocatore forse oltre il dovuto. Gli manca il coraggio di affidarsi al più giovane nel finale, quello però che incredibilmente gli aveva riaperto la partita. Nel match tra i coach di sistema, prende paga da Trincheri.
Luca Cocchi

 

9. Giornata > Ritorno >  03/04/2010
03/04/2010 Casalecchio di Reno 
Virtus Canadian Solar Bologna - Carife Ferrara 68-63 (20-15 32-24 50-49)
Virtus :
Koponen 12 (2/3 2/4 3r), Baldi Rossi n.e. Moraschini 3 (0/1 1/1), Collins 12 (4/5 1/4 4r 2rec 4a), Fajardo 4 (2/6 3r 2p), Sanikidze 10 (5/5 0/1 6r 4rec 3p), Maggioli 2 (1/4 0/2 4r), Moss 10 (2/5 1/4 6r 2rec 2p 2a), Prato 6 (3/4 0/1 2rec 3p), Fontecchio n.e. Vukcevic 7 (1/3 1/4 3rec), Hurd 2 (1/5 7r 4p). All.re Lardo
Ferrara : Farabello (0/3 da 3 3r 3rec 3a), Nnamaka 4 (2/4 0/2 4r), Borsato n.e. Spinelli 2 (1/2 0/3 2r 2p 2a), Jackson 7 (1/6 1/5 6r 4p), Mazzola n.e. Sacchetti, Grundy 21 (1/3 6/10 3r 3p), Ford 15 (5/10 15r 5p 7sf 2a), Sangarè 3 (1/2 da 3 2r 2p), Schultze 11 (1/1 3/6 3p), Rizzo n.e. All.re Valli
Arbitri : Taurino, Pozzana, Quacci.
Non certo una bella partita l’anticipo di giornata, ma tesa e vibrante come un derby, o quel di cui occorre accontentarsi a Bologna, deve essere. Lo vince la Virtus ma deve sudarselo fino al termine, lottando coi denti ed a volte anche di più, mostrando carattere (vincere con una valutazione minore lo testimonia) quando altro da mettere non ne aveva più. Era prevedibile che tra 2 formazioni in forma ne uscisse una partita combattuta, bravi i padroni di casa a creare un incontro sulle proprie caratteristiche di prenderne uno di meno invece che lasciar Ferrara a giocare a chi ne fa di più. Il 44% a 39% di medie generali è lì a dimostrarlo, poi fra i meriti della Virtus ci sta quello di vincere la lotta a rimbalzo contro un Ford che da solo ne porta giù ben 15 ai quali aggiunge 7 stoppate. Sarà l’odore di Ferrara, ma Collins ha giocato i minuti finali da leader o meglio da killer, quello per cui lo si attendeva, mettendo prima una tripla in un momento di luci buie e poi l’entrata tagliagambe all’inizio dell’ultimo minuto. Un altro successo sulla via della continuità, la solita parolina che fa la netta differenza in questo campionato per tutti i figli di un dio minore, ovvero le 15 squadre che non sono Siena. Moss ritorna in quintetto a fianco del giocatore più rimpianto a Ferrara dai tempi di John Ebeling, quel Collins per la prima volta contro il suo passato italiano, mentre un altro ex, Ford, inizia subito stoppando Maggioli al primo possesso di partita e regalando il primo cesto dell’incontro su rimbalzo d’attacco. Vorrebbe correre Ferrara, ma la Virtus la legge bene e chiude gli spazi preferiti da Spinelli, mentre davanti belle cose di Moss al tiro ed in difesa su Jackson valgono il +6 bianconero con 3’ da giocare nella prima frazione. Arriva da Grundy la spinta per gli estensi, 2 bombe con l’intermezzo di una per Vukcevic costringono Lardo a parlarci su prima dei 2 giri finali di lancette. Il buon impatto di Moraschini scrive il +5 alla prima sosta, con la Virtus meglio al tiro dall’arco che da 2. C’è solo Carife nei primi 2’ di seconda frazione, Ford e Nnamaka firmano il sorpasso, figlio anche di un attacco virtussino immobile che paga dazio della lunga sosta in panchina di Koponen (20-21). Ford continua a dettar legge nel pitturato, ma l’energia di Prato e Sanikidze permette di rifiatare e riallungare, anche se il 3° fallo di Moss al 16’ è una brutta tegola per Lardo. Tra palle perse e tiri sfasati alla pausa lunga la Canadian Solar ci trova il massimo vantaggio dell’incontro (+8), al termine di un brutto quarto da 12-9, con più sostanza che numeri da Sanikidze e Prato. Un Virtus molto perimetrale non batte un libero in 20’, ma per sua fortuna o per meriti della difesa Ferrara tira con un 37% totale che la dice tutta sui 24 punti a referto. Fiducia a chi aveva chiuso bene per Lardo, e risposte immediate sul campo per il vantaggio in doppia cifra (23’ 43-31) con Koponen che si accende in un attimo, ma come nella prima frazione è Grundy a bombardare ed è bravo a far accendere la 4° lampadina al finnico. Esaurita la spinta di Sanikidze, la Virtus fatica in attacco, però mantiene la mentalità giusta dientro e fa diga rimanendo sempre con un vantaggio al limite della doppia cifra. Ma Schultze vede la luce dall’arco con 3 bombe consecutive ed allora tutto ritorna da capo, conservando i bianconeri un misero punticino di vantaggio al termine di un parziale di 4-15. Per la Carife un bombardamento da 6/9 nel terzo quarto, la luce della rimonta. Con incursioni nel pitturato la Virtus prova a dare un senso al proprio attacco, Ferrara insiste dall’arco ma il fuoco del quarto precedente si spegne nei primi 5’ dell’ultima frazione quando a rimbalzo in difesa Koponen (da notare che ogni suo passaggio sul campo significhi un vantaggio virtussinio) viene sanzionato della 5° penalità sul 58-52. Una bomba di Collins vale il +9, poi Ferrara tenta la zona per gli ultimi 3’, col play americano seduto per una botta ricadendo da un’entrata errata. Resiste coi denti la Virtus, il cesto diventa un’utopia fino all’entrara d Collins con 40” da giocare, Ferrara pesca ancora però 2 bombe a fila mentre Moss si mangia un viaggio in lunetta, e quando ci torna ci son solo 3 lunghezze di vantaggio per i suoi. Il 2/2 a 12” parrebbe la fine, ma Nnamaka segna ancora (primo cesto da 2 della frazione per i suoi), sulla rimessa viene chiamato un antisportivo a Jackson e lì i sogni degli ospiti si infrangono definitivamente sui liberi di Vukcevic. 
VALUTAZIONI
Koponen 6,5 peccato per i falli, nei momenti in cui è in campo la Virtus mette sempre la freccia. Non sempre lucido, conferma anche giocando a spizzichi e bocconi che il leader è lui e lo è diventato dimostrandolo. In 22’, 8 di val. e 17 di +/-
Moraschini 6 piccola apparizione col massimo frutto, oggi ha dimostrato di aver la faccia giusta, continuare così. In 4’, 2 di val. e -2 di +/-
Collins7 fatica da play senza Koponen a fianco, ma senza il finnico nel finale si prende la squadra sulle spalle e la vince, nonostante debba uscire per una botta e rientrare nel momento cruciale. In 33’, 18 di val. e 5 di +/-
Fajardo 5,5 subisce tanto da Ford, prova a metterci la volontà e l’apertura dell’area per chi ne ha di più. Si mangia un cesto pesantissimo per la vittoria, ma è fortunato e non costa nulla. In 20’, 0 di val. e +/- 
Sanikidze 7 accelerazioni e fisicità nel pitturato quando sembrava la pecca più grossa dei suoi, c’è tanto di suo nei quarti centrali e nel vantaggio che lascia quando esce al 26’, non solo highlight ma anche sostanza. In 15’, 19 di val. e 9 di +/- 
Maggioli 5 non ha il passo per controbattere Ford, prova a crearsi spazi dalla distanza ma oggi non va nemmeno quello. In 20’, 8 di val. e 1 di +/-
Moss 7 chiedete a Jackson di lui, lo sognerà come un incubo per tanto tempo. Poco cesto ma difesa, rimbalzi, letture, insomma non ha la stoccata definitiva ma ci mette tantissima quantità. In 25’, 8 di val. e 1 di +/-
Prato 6,5 i momenti di confusione lo esaltano, non tutto va in statistica di quello che mette in campo, ma quando c’è tutti son più tranquilli. In 17’, 2 di val. e 6 di +/-
Vukcevic 6 buona la prima poi tanti pali, ma non si tira mai indietro, raccattando palloni importanti che levano lucidità agli avversari. In 19’, 6 di val. e -12 di +/-
Hurd 5,5 un passo indietro, non ha pericolosità e appare demotivato, lo salva parzialmente il bottino a rimbalzo. In 25’, -3 di val. e -4 di +/- 
Lardo 7 bravo a profondere tranquillità in una partita che poteva diventare pericolosa. Sfrutta il meglio di ogniuno dando fiducia a chi risponde presente nei momenti decisivi, arrivando con un quintetto che magari non è il frutto delle giocate migliori ma con la freschezza decisiva per negare ogni possibilità di arrivare al cesto degli avversari. Questa è da sempre la sua filosofia ed oggi ha pagato in un incontro che andando a strappi poteva finire in maniera diversa.
Luca Cocchi

 

8. Giornata > Ritorno >  28/03/2010
Pepsi Caserta - Virtus Canadian Solar Bologna 67-74 (12-19 35-36 55-56)
Caserta :
Cardinale n.e. Koszarek 5 (1/3 1/2 4a), Parrillo n.e. Di Bella 10 (1/3 2/5 3r 3p 3rec), Bowers 7 (2/4 1/4 3r 2p 2rec 3a), Michelori 13 (5/7 9r 4rec), Zamo n.e. Doornekamp 6 (2/3 da 3 2p), Marquis 2 (1/2 2r 2p), Ere 7 (1/2 1/11 2r 2a), Martin n.e. Jones 17 (1/1 5/13 5r 2rec). All.re Sacripanti 
Virtus : Koponen 21 (4/5 2/3 5r 8fs 2p 3ec 3a), Moraschini (3r 2a), Collins 5 (1/2 1/2 2r 3p 2a), Fajardo 15 (6/10 1/2 2r 2p) Sanikidze 2 (1/1), Maggioli 2 (1/1 3r 2rec), Moss 6 (1/3 1/2 7r 2sf 2rec 2p 3a), Spizzichini n.e. Prato 4 (2/4 0/1), Fontecchio n.e. Vukcevic 7 (2/2 1/2), Hurd 12 (5/8 0/2 3r 2p 3rec). All.re Lardo
Arbitri : Paternicò, Mattioli, Weidmann
La tela di ragno di coach Lardo ingabbia il miglior attacco del campionato e permette ai suoi di tenersi ancora a stretto contatto per il secondo posto. Ma al di là del piazzamento che arriverà la seconda campagna vincente in Campania è finalmente un forte segnale di continuità, parolina che tutti evocano ma che fino ad ora pochi son stati capaci di far propria (Siena a parte, por supuesto). Con un Koponen leader assoluto in entrambe le parti del campo (da 36 di val. e 13 di +/- per intenderci), un Fajardo che deve essere andato a scuola da Benjamin Button visto che pare ringiovanire ad ogni apparizione, un Vukcevic sempre più chirurgico, un Hurd di nuovo presentabile come giocatore di basket ed un Moss che entrato in punta di piedi dimostra perché Minucci ci abbia visto la possibilità di un investimento, la Virtus va, costringe la Pepsi a cadere nel non gioco del facile tiro da 3 che alla lunga le toglie attacco, sicurezza e intensità, e si prende una partita finalmente giocata bene, a parte i primi 4’ del secondo tempo, ma che dimostrano nuovamente come dove il talento latita la voglia di farsi squadra spumeggi da ogni poro. Nella brutta prestazione di Caserta ci sta certo un atteggiamento moscio soprattutto del quintetto di avvio, gli attributi son stati mostrati dai panchinari, poi vedere un talento come Jones che potrebbe fare quello che vuole prendersi 13 tiri dall’arco ed uno solo nell’area è già indice di voglie limitate o supponenza francamente immotivata. Ma oggi diamo merito agli uomini di casa Virtus, che giusto non ribaltano la differenza canestri, di aver messo sul campo tutto quello che serve per uscire da situazioni potenzialmente difficili con estrema precisione e nessun affanno. L’avvio è Virtus, Hurd attacca un Jones nullo in difesa e tiene i suoi davanti, Koponen ben imbeccato da Moraschini allunga ulteriormente ed il primo quarto sembra la replica della Coppa Italia invece che dell’andata. Secondo quarto e massimo vantaggio Canadian Solar, 14-23, Collins potrebbe punire dall’arco ma sbaglia e lì tra le bombe di Doornekamp e gli assalti di Michelori i padroni di casa si riscrivono all’incontro, complice uno schiaccione con fallo subito di Ere che gasa l’ambiente. La bomba a pochi secondi di Di Bella dice Pepsi a +1, ma una boiata di Doornekamp da antisportivo su Koponen permette al finnico di rimettere un punticino per i suoi alla pausa lunga. Avvio di ripresa tutto casertano, un 10-0 eloquente con Jones che vede la luce dall’arco e con Michelori a far la voce grossa nel pitturato. Ma Koponen prima e Fajardo poi non si perdono d’animo, la difesa sempre in continuo cambiamento non lascia comprendere come assaltarla e davanti tutto ridiventa semplice, così dopo di una frazione che Caserta pare dominare nulla è cambiato nel punteggio, +1 Virtus. Mentre i bianconeri spingono nuovamente, i padroni di casa iniziano ad accusare le fatiche di un gioco che non va oltre allo sparare da lontano, così quando Moss riprende confidenza con le chiusure difensive il vantaggio è sempre minimo ma tranquillo per gli ospiti. E’ proprio Moss, imbeccato da un pressatissimo Koponen a mettere indisturbato il 60-68, sul quale con anticipo di oltre 2 giri di lancette scendono i titoli di coda. Poi sul +9 Virtus (61-70), Caserta non prova nemmeno più a vincerla, si concentra sul doppio confronto ed una bomba di Di Bella spegne le velleità virtussine di poter portare a casa partita e differenza canestri, ma non spegne la forza di questa Virtus che pian piano diventa sempre più squadra preoccupata a quello che fa senza impressionarsi da quello che fanno gli altri. Un segnale importante per un finale di stagione dal calendario non facile, ma così dovevano esserlo anche le 2 trasferte campane, quindi per la banda di coach Lardo se la concentrazione non calerà, Siena a parte, i giochi son tutti aperti e di belle speranze.
VALUTAZIONI
Koponen 8 forse lo abbiam già scritto varie volte in questa stagione che ha giocato la sua migliore in maglia bianconera, ma oggi ha messo in campo di tutto, compresa una grande leadership nei momenti che contano. In 31’, 36 di val. e 13 di +/-
Moraschini 6 non prova mai a tirare, ma prende buone iniziative per i compagni è tignoso a rimbalzo e garantisce buoni minuti di fiato ai compagni. In 9’, 5 di val. e 8 di +/-
Collins 6 lo salvano i compagni, ma accetta il verdetto del campo su chi sia il vero leader, rientra nel finale senza nemmeno pensare di ergersi a protagonista, dimostra che almeno di testa è dentro alla partita. In 28’, 2 di val. e -3 di +/-
Fajardo 7 una specie di Dorian Gray, passa il tempo ma lui diventa sempre più prezioso, sa far male quando serve e levarsi quando è il momento di non comparire, il cambio perfetto che si dimostra altrettanto utile da titolare. In 23’, 10 di val. e 10 di +/-
Sanikidze 6 poco impiegato, quando è il suo turno non cerca di strafare e si mette al servizio della squadra reggendo bene la baracca sotto alle plance. In 13’, 3 di val. e 1 di +/-
Maggioli 5 paga dazio alle giocate astute e vogliose di Michelori, un tipo di giocatore che come Rocca lo mette a disagio, e di fronte non riesce mai a far pagare i suoi centrimetri. In 16’, 7 di val. e -3 di +/- 
Moss 6,5 un inizio difficile, al primo giro c’è del suo nel parziale pro Caserta, ma poi carbura e dietro diventa baluardo inespugnabile mettendo anche il cesto della staffa. In 22’, 14 di val. e 13 di +/-
Prato 5,5 positivo nelle giocate furbe del primo tempo, è fra quelli che più faticano del difficile avvio di secondo tempo e dopo rimane a guardarla. In 11’, 1 di val. e -11 di +/-
Vukcevic 7 serve e tanto come play occulto, pare in difficoltà ma se ne esce sempre con la lettura giusta nel momento del bisogno. Usato nel modo giusto pare un architetto tra muratori. In 20’, 8 di val. e 1 di +/-
Hurd 6,5 in netta ripresa e bravo a mettere da subito in pratica le indicazioni del suo coach, attaccare Jones e non permettergli di entrare in area. Cala alla distanza ma il suo contributo c’è tutto. In 27’, 15 di val. e 6 di +/-
Lardo 7 piano partita perfetto, togliere gioco a Caserta costringendoli a guadagnarsela con preghiere dall’arco, attaccare il ferro per metterli da subito alle corde in difesa. Tutto centrato, anche la reazione di fronte al 10-0 subito è da squadra che pensa e ragiona e non da cani sciolti, significa che una guida c’è e sa come motivare i propri giocatori
Luca Cocchi
7. Giornata > Ritorno >  23/03/2010 
Air Avellino - Virtus CanadianSolar Bologna 79-82 (18-16 37-42 59-56)
Avellino :
Troutman 16 (6/7 0/1 8r 2sf 2p), Dylewicz (0/1 0/2 3r), Casoli n.e. Lauwers 5 (1/1 da 3 2r 2rec), Brown 8 (2/5 1/5 4r 2p 7a), Cortese 2 (1/2 3p), Iannicelli n.e. Napodano n.e. Porta 3 (1/1 0/1 3p), Nelson 4 (2/6 0/1 2r 2a), Szewczyk 16 (5/8 1/4 5r 2p), Akyol 25 (6/8 4/10 4r 2p 3rec 2a) All.re Pancotto
Virtus : Chiusolo n.e. Koponen 11 (3/4 1/3 2p), Baldi Rossi n.e. Moraschini (0/1 2r), Collins 11 (1/2 3/8 4p 3rec 3a), Fajardo 12 (5/9 0/1 10r 3ss), Sanikidze 4 (0/1), Maggioli 8 (4/5 0/1), Spizzichini n.e. Prato 13 (2/4 1/2 5r 3p 3rec 2a), Vukcevic 11 (3/5 1/2 3r 3rec 2a), Hurd 12 (2/3 2/4 6r 2rec 3a). All.re Lardo
Arbitri : Cicoria, Duranti, Crescenti.
Centra la terza vittoria in stagione la Virtus con Avellino, la seconda al PalaDelMauro, per di più dovendo rinunciare a Moss concedendo così tanto spazio ad Akyol ma pescando a turno buone indicazioni da tanti (leggi 6 uomini in doppia cifra) e tanto sugo dai veterani Vukcevic e Fajardo nel finale, quando va detto, l’assenza per infortunio di Troutman facilita le cose per la banda di Lardo. Nel leggere le cifre, praticamente identiche a metà ed anche al termine sia al tiro che a rimbalzo, risultano fodamentali quei punti raccattati ai liberi dai bianconeri, proprio quando la linea dei liberi sembrava costare la partita con 4 errori nei minuti finali pescati da Hurd e Fajardo. Ma i due lunghi si son saputi far perdonare, il primo trovando comunque punti (tra cui una bomba dopo uno 0/2 in lunetta) ed il secondo raccatando 10 rimbalzi e gli spazi decisivi nel pitturato per alzare la diga nei momenti che contano. Ma senza Moss i 10’ finali han visto un Vukcevic impeccabile nel gestire tutte le azioni, sia da play aggiunto che da attaccate in pectore, ben supportato da un lucido Koponen e da un Prato sempre più utile. Si parte coi polpastrelli di Maggioli come pratogonisti e la Canadian Solar va (4-8), ma appena Akyol prende le misure ad un mesto Moraschini è subito Air che vince il primo quarto. Nel secondo quarto Avellino vive di solo Akyol, la Virtus trova l’energia di Sanikidze e la difesa di Prato e tenta la fuga, con però Troutman che entra in partita regalando cesti pesanti ai suoi ed extrapossessi che non permettono ai virtussini di fuggire, che si prendono però la seconda frazione. Stesse medie al tiro da 2 alla pausa lunga, 11/19 per entrambe, stessi cesti dall’arco, 4, ma 3 tentativi in meno per i bianconeri. Avvio di ripresa e l’Air impatta subito a 44, ma poi si addormenta e la Virtus va sul +7, però Pancotto chiama una difesa pressing ed i virtussini buttano alcune palle in modo banale che Brown dalla lunga converte oppure usa per mandare a schiacciare Szewczyk infuocando il PalaDelMauro, per un 10-0 che significa Air a +3 in una partita che regala qualche svarione di troppo per essere annoverata tra le belle partite. Nell’ultima frazione Lardo va con Koponen per un Collins fuori fase, affidandosi alle “volpi” che costringono prima Szewczyk ad uscire per falli poi ad un superlavoro Troutman in ambasce fisiche finendo per estrometterlo nei minuti finali. E’ Vukcevic a guidare le ultime giocate, non facendosi ingolosire ma smistando palle deliziose prima per Hurd e poi per Fajardo convertite in un +3 con 25” da giocare. Dal timeout esce palla in mano Brown, ma Koponen gli nega la passibilità del tiro della parità senza cadere in un fallo banale da 3 liberi (che abbia imparato da Boykins lo scorso anno contro Bulleri all’ultima di regular season?) e per Cortese c’è una disperata entrata con sfondo e palla in tribuna. I liberi di Prato suggellano la vittoria virtussino, un 6-5 in trasferta ben augurante per la prossima tappa, sempre in Campania, di domenica a Caserta, partita che come da tanto tempo a questa parte si dice, vale molte chance di secondo posto. 
VALUTAZIONI
Koponen 6,5 guida sicuro e freddo l’ultimo quarto, senza prendersi troppi spazi ma infondendo sicurezza. Emerge dopo di un passaggio difficile nel momento di massimo fuoco irpino. In 29’, 11 di val. e 3 di +/- 
Moraschini 5 un altro quintetto non sfruttato, poca intraprendenza davanti, dietro permette ad Akyol di infuocarsi come mai in questa annata. Spreca un’altra occasione per emergere. In 13’, 1 di val. e 0 di +/-
Collins 5 con il tiro che va si può anche permettere di aprire spazi per imbeccare i compagni, ma poi si blocca e vien messo sul pino per evitare ulteriori danni che stavano diventanto pesanti. In 30’, 5 di val. e -7 di +/- 
Fajardo 7 ne fa di ogni facendosi stoppare a più non posso ma conservando per il finale energie soprattutto mentali che fanno la differenza. Doppia doppia di grande sostanze. In 26’, 14 di val. e -6 di +/-
Sanikidze 6 trova spazio solo nella prima metà, poi Hurd si dimostra più adatto nella tonnara, ma è panchinato per meriti altrui e non per demeriti propri. In 8’, 7 di val. e 0 di +-
Maggioli 5 nell’avvio soft trova solo la retina, poi inizia ad appisolarsi e Troutman lo uccella con costanza levandolo causa falli dalla partita. Se sei il centro titolare e chiudi a 0 rimbalzi non è buona cosa. In 13’, 2 di val. e 9 di +/-
Prato 6,5 Lardo lo conosce bene e si fida parecchio, lui dimostra che mai fiducia fu riposta in modo migliore, dando energia dietro ed anche buone cose davanti, riciclandosi nel nuovo Moss. In 24’, 18 di val. (il migliore dei suoi) e 10 di +/-
Vukcevic 7 la sapienza e le letture giuste al servizio della causa comune, dopo qualche difficoltà emerge nel finale facendoci vedere che se serve difende ancora alla grande. In 25’, 17 di val. e 3 di +/-
Hurd 6,5 schiaccia, salta a rimbalzo e mette 2 cesti basilari nel finale, poi non è tutta la partita così ma da ragione a chi lo ha aspettato. Certo che i liberi errati potevano costare molto caro. In 32’, 17 di val. e 3 di +/-
Lardo 7 con 6 giocatori in doppia cifra e senza Moss c’è sicuramente del suo in questa affermazione. Ha il coraggio di rinunciare al suo leader designato, Collins, per gestire il finale, non si fa intimorire quando la zona vacilla lasciando far ingolosire i piccoli avversari mentre i lunghi potrebbe cambiare l’incontro, legge negli occhi chi ha la voglia di vincerla e a quelli si affida venendone ripagato.
Luca Cocchi
 

6. Giornata > Ritorno >  14/03/2010 18:15
14/03/2010 Casalecchio di Reno 
Virtus Canadian Solar Bologna – Cimberio Varese 80-67 (29-24 44-36 65-47)
Virtus :
Koponen 13 (3/3 1/3 2r 3a), Baldi Rossi, Moraschini 1 (0/1 0/2), Collins 20 (1/2 6/8 3r 3rec), Fajardo 2 (1/3 0/3 7r 4p 2a) , Sanikidze 8 (4/5 0/1 3r 2p 2sf), Maggioli 15 (3/5 1/3 2r 3sf), Vitali n.e. Prato 4 (2/4 3r 5rec 2p), Fontecchio, Vukcevic 11 (4/5 0/2 4r 2rec 4a), Hurd 6 (3/4 0/1 5r 5p). All.re Lardo
Varese : Morandais 2 (1/2 0/2 4r 2rec 3p 2a), Antonelli n.e. Mian n.e. Galanda 6 (3/5 0/1 3r 2p 3a), Thomas 12 (3/6 2/3 3r), Martinoni 12 (2/4 1/2 3r 3rec), Cotani 7 (3/6 4r), Tusek 7 (2/3 0/1 3r), Reynolds 9 (0/2 3/7 2r), Childress (0/3 2r 3p), Gergati, McGrath 12 (1/1 3/6 2rec 3p 4a). All.re Pillastrini
Arbitri : D’Este, Chiari, Barni
Dopo le malefatte milanesi di una settimana fa non ci poteva essere brodino migliore di incontrar la Varese attuale per una Virtus sempre alla rincorsa di un secondo posto vicinissimo ma mai raggiunto. Per battere una Cimberio già corta di suo e con vari uomini in difficoltà fisiche son bastati la difesa di Prato, i missili di Collins ed i centimetri di Maggioli, poi tutto è arrivato anche troppo facilmente, come le statistiche tutte a favore dei ragazzi di Lardo stanno a testimoniare. Per il pubblico le schiacciate di Sanikidze e le stoppate di Maggioli han fatto quel po’ di spettacolo aggiuntivo ai 2 punti che non fa mai male, ma per risposte vere occorrerà attendere la prossima doppia trasferta campana che vale a tutti gli effetti il secondo posto in un campionato che al di là della supremazia di Siena stenta anche nell’indicare una valetta d’onore degna di nota. La sorpresa è Moraschini in quintetto visto che Moss si presenta in borghese, mentre il Pilla risponde con l’ex McGrath, e l’avvio è brillante, con un occhio più all’attacco che alla difesa per entrambe a uomo (13-17 dopo 5’). La Virtus cerca sempre Maggioli nell’area marcato da chi gli arriva si e no al collo, mentre la mira dall’arco scrive il vantaggio per gli ospiti che possono permettersi di tener Childress a riposto per metà del primo quarto. La Virtus rimedia al -6 di metà frazione grazie ai liberi (8/8) regalati da una difesa avvesaria sempre in ritardo, e grazie anche ad una maggiore attenzione difensiva arrivata da subito con l’ingresso di Prato in campo. Tenta la fuga la Canadian Solar in avvio seconda frazione, le difficoltà nel pitturato dei lombardi si accentuano con Sanikidze in campo, e dopo 3’ Pillastrini è costretto allo sospensione sul 35-26. Sul +11 Varese ci mette la zona, e complice un Moraschini troppo soffice in sostituzione di Prato efficace come non mai la differenza è solo di 4 punti a 2’ dalla pausa col giovane Martinoni sugli scudi. Il vantaggio interno raddoppia grazie anche alle gentili concessioni di Cotani dai liberi, ma i primi 20’ son tutti frutto del fare e disfare virtussino, come dimostra il 56-34 di valutazione frutto anche di un +7 a rimbalzo anomalo su queste piastrelle. Prato ruba, Collins e Hurd puniscono e per le V nere arriva in meno di un minuto il massimo vantaggio ed anche la nuova sospensione per Varese sul 49-36. Ma sul 51 la Virtus si addormenta e servono 4’ prima che Koponen trovi un cesto dall’arco per sbloccare la situazione che però vede Varese sempre troppo timidamente coinvolta non avendo nulla da Morandais e Childress. Prima del termine della frazione assistiamo anche da un coast to coast di Vukcevic con tanto di aggiuntivo trasformato che vale il +16 e che sprizza nell’aria l’idea di partita finita con largo anticipo (87-39 la valutazione). Uno schiaccione di Sanikidze dice +20 ed è già tempo di saluti per tutti in un incontro che non serve nemmeno più ai lombardi per raccattare qualche statistica positiva. 
Nel dopopartita voce a Pillastrini :”siam giù a livello fisico, dobbiamo aumentare le rotazioni e così non si trova più leadership, contro l’energia della Virtus abbiam faticato troppo, ma questa è la nostra situazione attuale alla quale dobbiamo rimediare per avere un controllo sul gioco, questa sera la partita non l’abbiamo mai realmente tenuta nelle mani”. Poi Lardo :”dovevamo dimostrare di dimenticare Milano gestendo al meglio tutta la partita e non come abbiamo fatto 7 giorni fa dove il primo quarto lo abbiamo regalato. Abbiamo giostrato bene tutti i giocatori a disposizione causa anche l’assenza di Moss che non sappiamo ancora quando potrà rientrare causa il problema al gomito. Son contento dei miglioramenti di squadra, oggi abbiamo attaccato il ferro con continuità ed abbiamo fatto vedere anche delle giocate spettacolari. Lavoro su questa squadra ed andiamo avanti con questa squadra, ora Blizzard è ancora in via di guarigione, non pensiamo di cambiare nulla (Sabatini interviene dicendo che lo si potrà fare solo causa di infortuni) “. 
VALUTAZIONI
Koponen 6,5 senza fuochi di artificio ma con molta sostanza, gioca a lungo da play permettendo a Collins di mettere in mostra il suo mortifero tiro da 3. In 29’, 20 di val. e 1 di +/-
Moraschini 5 per diventare un giocatore occorrono prestazione del tutto diverse da quella di questa sera, scialba sia davanti che dietro. In 16’, -5 di val. e 0 di +/-
Collins 7 giocando sovente da battitore libero trova ottime cose applicandosi anche dietro contro avversari che però mostravano il passo di suo, comunque sempre più dentro alla squadra. In 34’, 22 di val. e 12 di +/-
Fajardo 5,5 entra e legna, è una partita dove questo serve poco e non porta tante cose al suo attivo, per fortuna oggi non serviva. In 18’, 0 di val. e -1 di +/-
Sanikidze 6,5 stoppate e schiacciate nei momenti migliori altro questa sera non occorreva, si fa trovare pronto e questa è la notizia migliore. In 18’, 8 di val. e 15 di +/-
Maggioli 7 gioca contro i sette nani, gliela danno sempre e lui la imbuca da subito senza difficoltà facendo anche la voce grossa in difesa. In 21’, 18 di val. e 16 di +/-
Prato 7,5 quel po’ di partita che c’è la svelle lui chiudendo ogni buco difensivo, facendo così squadra e lanciando i suoi coi recuperi e con le tante palle toccate. In 26’, 7 di val. e 6 di +/-
Vukcevic 7 lineare e preciso, non va il tiro dalla lunga e si sbatte per tutto il resto che c’è da fare sul campo, gestendosi al meglio i 16’ (che son parsi di più proprio per le belle cose) con 19 di val. e 20 di +/-
Hurd 6 buona partenza, poi nel terzo quarto qualche supponenza con palle gettate lo portano a lasciar il campo ad un Sanikidze più spettacolare. In 21’, 6 di val. e -2 di +/- 
Lardo 7 bravo a motivare i suoi per far dimenticare Milano da subito, gestendo il buco di Moss con buoni risultati dai suoi soliti noti, vedi Prato e Vukcevic, peccato per la fiducia concessa a Moraschini e non ripagata a sufficienza.
Luca Cocchi

 

5. Giornata > Ritorno >  28/02/2010
07/03/2010 
Armani Jenas Milano - Virtus Canadian Solar Bologna 73-71 (26-14 34-28 57-49)
Milano :
Acker 7 (2/2 1/2), Mancinelli 2 (1/1 0/2 2r 2rec), Hall 6 (3/3 0/4 5r 2p 2rec 6a), Maciulis 15 (2/6 3/5 2r 2a), Mordente 12 (1(1 2/5 2r 3rec), Bulleri (0/1 0/1 2r 3a), Mason Rocca 20 (8/13 7r 3p 3rec), Ianes, Viggiano (0/1 da 3 2p 3rec), Becirovic 9 (2/5 0/3 4r 2p 2rec 7a). All.re Bucchi
Virtus : Koponen 11 (2/5 2/3 2r 2a), Baldi Rossi n.e. Moraschini, Collins 21 (2/2 5/8 6r 2p), Fajardo 6 (2/4 0/1 4r 4p 2rec) , Sanikidze 4 (1/1 0/1 7r), Maggioli (0/1 2p), Moss 5 (0/2 1/2 3p 2rec), Fontecchio n.e. Prato 4 (2/5 0/3 2r 2p 2a), Vukcevic 5 (1/4 da 3 4r), Hurd 15 (4/6 2/3 5r 4p). All.re Lardo
Arbitri : Sabetta, Pozzana, Caiazza 
L’ormai canonica partita del mezzodì arride ad una Milano in grande emergenza e boccia le speranze Virtus per il raggiungimento del secondo posto. Ma al di là della classifica che non brilla, per la squadra di Lardo ci son tante magagne a cui cercar rimedio da questo scontro, in primis l’aver permesso al solo lungo di Milano, un Mason Rocca in versione napoletana dei bei dì, di spadroneggiare nel pitturato e di portar a casa da solo la metà della valutazione di tutti i bianconeri. Un attacco imbarazzante per 20’ lascia respirare l’Armani che senza Finley e Petravicius deve ancorarsi a Rocca e ad un Becirovic dalla fisicità simile a quella di un lombrico ma capace a lungo di muovere il punteggio dalla linea dei liberi. Per la Virtus la solita, ormai però inutile, capacità di rimettere in gioco partite ormai perse, visto il -12 al 32’ ribaltato in nemmeno 6’, ma poi lìandrenali è terminata sul più bello, regalando falli assurdi (l’antisportivo di Fajardo su Rocca ma non solo) che hanno permesso ai milanesi di ritrovare la via del canestro dispersa a lungo. Più lì che nei tiri finali sbagliati è da cercare il momento chiave dell’incontro, che ha visto in Mordente l’unica alternativa finale a Rocca. L’avvio di partita è da vietare non solo ai minori ma a tutti gli appassionati, la Virtus non segna mai, sovente non tirando nemmeno (prova ne sono le 12 perse in 20’), Milano a lungo le fa compagnia (6-5 al 5’) poi con Maciulis apre il campo e le bombe finali di Mordente ed Acker dicono +12 alla prima pausa. L’avvio di ripresa è anche peggio, un non gioco osceno, da lì emerge Hurd con qualche cesto fortunoso che riavvicina i suoi sempre in difficoltà faticando a tenere il primo passo di un Becirovic che non vede mai il ferro ma che è bravo a rifornire Rocca, lasciato a riposo solo per 4’ con l’esordio stagionale di Ianes. Il -6 Virtus a metà è quasi una buona cosa per Lardo, che ci arriva tirando col 38% generale, avendo ben poco da un Vukcevic partito in quintetto per i problemi fisici di Moss. Ripresa dal piglio diverso per la Canadian Solar, la schiacciata di Hurd vale il pareggio a 37, ma Milano è brava (o meglio, la lasciano fare) e riscappa di nuovo trovandoci sulla sirena il +8. Il vantaggio diventa subito di 12’ lunghezze, ma Collins dopo essersi fatto fare di tutto in difesa gioca alla sua maniera mettendo bombe in rapida successione che riportano i suoi a ridosso. Una di queste vale l’unico vantaggio Virtus (64-65) grazie anche alle tante boiate di Becirovic, ma dai liberi Milano rientra, non trema la mano a Rocca (che chiuderà con 6/6, il meglio in carriera). Sul 67 pari ancora Rocca in scivolata mette il vantaggio per i suoi, a Koponen gira fuori la bomba del vantaggio e Moss sbaglia l’appoggio del pari, Mordente fa +4 dai liberi ma una bomba di Hurd di tabella dice ancora un solo punto di differenza. Ancora Mordente dai liberi per il +3 Milano e fallo immediato su Koponen che realizza il primo e sbaglia volutamente il secondo, però lo fa non prendendo nemmeno il ferro consegnando di fatto la palla agli avversari che portano a casa un successo basilare per sperare ancora di agganciare il secondo posto in classifica. Ma se da quello visto oggi c’è da cercare l’antagonista della Siena a fine ciclo ed in apparente difficoltà, c’è da star poco allegri, la banda Minucci potrà senza affanni smaltire le sberle europee e ritornare predatrice in campionato. Se questo è il livello, una consolazione di poco conto però. 
VALUTAZIONI
Koponen 6 poca iniziativa nel primo tempo, molto meglio dopo, peccato per l’ingenuità sul libero finale, magari cambiava poco ma sperare non guasta mai. In 28’, 10 di val. e -10 di +/-
Moraschini n.g.una veloce comparsata che lascia intonso lo score, in questo grigiore non dovrebbe accadere. In 3’, 0 di val. e -1 di +/-
Collins 6,5 orribile gestione del primo tempo, quando torna a giocare alla Collins sembra vincerla da solo. Peccato che non fermi mai il primo passo di un Becirovic lento come un bradipo. In 28’, 18 di val. e 7 di +/-
Fajardo 5,5 ok il mestiere ma oggi contro uno che di mestire ci vive viene spazzato via, certo fa bella figura rispetto al compagno di reparto ma non fa testo. In 23’, 5 di val. e 4 d +/-
Sanikidze 6 nel primo giro in campo staziona troppo al largo del canestro, quando rientra ci mette del suo ad alzar la diga nella propria difesa. In 19’, 9 di val. e -3 di +/-
Maggioli 3 l’avversario era il peggio che potesse capitarli viste le caratteristiche tecniche, ma giocare così è impensabile, nullo davanti e dietro, anzi dannoso ovunque. In 14’, -4 di val. e -1 di +/-
Moss 5 le condizioni fisiche son quelle che sono e non lo si può condannare, ma alle tante perse iniziali accosta un appoggio del pareggio mancato sul finale che costa buona parte della sconfitta. In 24’, 3 di val. e 0 di +/-
Prato 5,5 nel momento degli errori pare anche un attaccante, poi gli altri si riprendono e lui scende, facendosi in parte salvare per l’applicazione difensiva esemplare. In 17’, 0 di val. e 0 di +/-
Vukcevic 5 non proprio un ex dal dente avvelenato, in avvio sembra un ex e basta, qualcosa di più costruttivo dopo ma sempre con l’impressione che sia un passetto indietro alla partita. In 19’, 3 di val. e -2 di +/-
Hurd 6,5 c’è anche tanta fortuna in quello che pesca dal campo, ma oggi è andato a cercarsela con una reattività solo 20 giorni fa inaspettata, positivo soprattutto nel momento del primo recupero. In 25’, 11 di val. e -4 di +/-
Lardo 5,5 difficile dargli colpe se i pivot non fermano mai un taglio del proprio avversario, ma la squadra ha subito troppo a lungo l’aggressività di Milano che però non vuol dire buona difesa. Ci ha messo 20’ a far capire che di fronte c’era gente contro cui si poteva e doveva giocare il proprio basket, ma oggi tra dimenticanze nel rientrare e passaggi soffici lo spirita da battaglia pareva nascosto.
Luca Cocchi

 

4. Giornata > Ritorno >  28/02/2010 18:15
01/11/2009 
Virtus Canadian Solar Bologna – Banca Tercas Teramo 77-67 (19-16 36-36 56-52)

Virtus : Koponen 2 (0/1 0/3 2a), Baldi Rossi, Moraschini, Collins 11 (3/3 1/4 5rec 4p 3a), Fajardo 6 (2/5 5r 2rec 2p) , Sanikidze 13 (3/4 2/2 7r 2p), Maggioli 4 (2/3 2r 3rec), Moss 21 (6/10 1/3 5r 2rec 3a), Negri, Prato 2 (0/2 0/2 2a), Vukcevic 8 (3/3 0/2), Hurd 10 (5/7 0/1 5r 2rec 3p 3a). All.re Lardo
Teramo : Hoover 13 (3/6 da 3 2rec 3p 2a), Valentinio n.e. Jones 7 (2/7 1/2 2r 2p), Poeta 5 (1/3 1/3 2r 3rec 4p 4a), Amoroso 14 (2/5 3/7 7r 2rec 6p 3a), Marino n.e. Young 2 (1/2 6r), Lulli 3 (1/1 2rec), Cerella 3 (1/1 0/1), Diener 12 (2/6 2/5 7r 2p 4a), Stanescu 2 (1/2), Jurak 6 (2/9 0/1 5r 2ss). All.re Capobianco
Arbitri : Sahin, Mattioli, Crescenti
Fatica per 30’ la Virtus a portare a casa l’incontro, ma nell’ultima frazione non c’è speranza per Teramo che sbatte contro 10’ di difesa impossibile per le proprie energie. Ad un Hurd in ripresa per 30’, si accoppia un Sanikidze esemplare nei momenti del break finale, ma a fianco di questi è giusto ricordare la partita totale di Moss ed in generale la fantastica difesa finale che ha riappacificato il pubblico con la propria squadra a lungo svagata. Ma i grandi gruppi emergono nei momenti del bisogno, ed oggi i bianconeri han dato proprio questa impressione, come emerge dai numeri degli ultimi 10’ di Teramo, 11 perse e 31% a tiro. In avvio gira bene la palla Teramo, ma i tiri se non si incastrano nel ferro lo colpiscono duro e di là la Virtus pasticciona ne approfitta troppo poco (8-3 al 4’). Con le bombe la Tercas si riaccosta ed il quarto si gioca punto a punto con innumerevoli cambi di conduzione, poi la con solita energia di Sanikidze e Fajardo i padroni di casa stringono dietro (sempre a uomo) e conseguentemente trovano attacchi più briosi (anche grazie al giro in panca di un Collins tipo preFinal8) che le permettono di chiudere con 3 lunghezze di vantaggio i primi 10’ dopo averne avuti anche 6. La rimonta teramana continua nella seconda frazione, le V nere non hanno gioco offensivo e dietro si aprono varchi dove a turno tutti i biancorossi ne approfittano, così dopo meno di 90” Lardo deve parlarci sopra sul -3 al termine di un parziale di 9-0 subito con tanto Diener. Niente fuochi artificiali dopo della chiaccherata, anzi in generale la partita si incanala su binari di mediocrità e l’unico che prova a divincolarsene è un Hurd tonico come ad inizio campionato, lesto a sfruttare le dormite di un Amoroso più propenso a guardare di far cesto che di subirlo. Lardo tenta quintetti col doppio play (ma Koponen è scentrato e cade in falli banali, mentre Collins da guardia punisce e da play patisce) ad altri senza (Vukcevic-Prato a gestire) mettendoci la zona ad annebbiare le idee ad un Poeta lontano parente di quello visto gli anni scorsi. Ma una bomba sulla sirena di Amoroso sigla la parità, che per la Virtus arriva grazie ad un 76% da 2 ma solo 2 cesti dall’arco su 9 tentativi, mentre Teramo ha medie similari (40%) da entrambe le zone di tiro, liberi compresi, e ci mete più intensità portando a casa un saldo positivo tra perse/recuperate che solitamente è l’arma vincente dei Solari Canadesi. E’ più aggressiva la Virtus in avvio di ripresa e ci trova il +7 immediato con Moss e Hurd a segnare, ma Teramo è sempre sveglia e ritorna a -2 coi primi punti di Poeta che arrivano dai 6,25. Vola a +8 la Virtus con ancora Moss sugli scudi, ma arriva anche il 4°fallo di Koponen fin lì in giornata storta al tiro ma dal piglio deciso in play ed in difesa, problema non da poco per Lardo. E subito i ragazzi di Capobianco son di nuovo attaccati grazie anche ai tanti rimbalzi offensivi catturati, -3 al 28’ prima che una bomba si Sanikidze riallunghi il divario. Non si segna mai nell’ultimo quarto, dopo 3:25’ quando Teramo va di time out si sta 2-1 di soli liberi, quando rientra Koponen per un Collins reduce da un palo al tiro. Ma in quel momento esplode Sanikidze che si mangia Lulli come la nutella a colazione ed in un attimo c’è il primo vantaggio in doppia cifra dell’incontro (63-53) a 5’ dal termine. Un banale 5° fallo palla in mano a metà campo toglie dalla partita Koponen, ma l’inerzia è bianconera, Teramo insiste penetrando a testa bassa sbattendo contro al muro che intelligentemente oppongono Moss e Sanikidze di fisico e Fajardo di posizione. Con 3:50’ da giocare si sta 67-53, parziale di 11-1 per i padroni di casa che alzano la difesa e costringono ancora Teramo a faticare senza costrutto in attacco. E come successo ad Avellino la Virtus chiude agevolmente l’incontro senza farsi rimontare, lasciando a Teramo il primo cesto dal campo solo dopo 8’ dell’ultima frazione. Ora la sfida del mezzodì a Milano avra un’impronta decisiva per raggiungere almeno il terzo posto in classifica, oltre a rimanere in scia a Caserta solitaria al secondo posto. 
Nel dopopartita voce a Capibianco :”sono molto arrabbiato per banali errori al tiro ed anche ai liberi, così tutti gli sforzi fatti a livello difensivo vengono vanificati per mancanza di cinismo, o meglio non determinati nel fare canestro, a volte canestro più fallo. Occorre prendere vantaggio, e ci riuscamo molto bene, manterlo, e ancora andiamo bene, e concretizzarlo e lì non ci siamo. Bologna mette in difficoltà tutti per come sta giocando, ma noi dobbiamo fare più attenzione nei momenti determinanti”. Poi Lardo :”prima di entrare in campo ho detto sono convinto di vincere, però dovevamo ritrovare brillantezza fisica e quegli occhi avuti in Coppa Italia. Teramo era una delle squadre più difficili da affrontare perché se la fai giocare fa male. Oggi si è visto un passo avanti di squadra, dura fino alla fine ma non essendo comunque brillanti abbiamo allungato noi. 
VALUTAZIONI
Koponen 6 non la mette mai, ha problemi di falli, ma con lui in campo la squadra gira a mille come testimonia il +20 di +/- in 19’ con -3 di val.
Moraschini 5 se contro Siena basta la faccia tosta, qui occorre farsi vedere un giocatore di basket, lui davanti non lo dimostra mai in 4’ con 0 di val. e -12 di +/-
Collins 6 tremende difficoltà da play, meglio da guardia ed in difesa ok solo nei 5 finali, quando però il suo compagno di reparto aveva già fatto la differenza. In 31’, 16 di val. e -1 di +/-
Fajardo 6,5 rendimento sinusoidale, ma molto bene nel finale quando le sue posizioni in campo son sempre quelle vincenti. In 20’, 7 di val. e 3 di +/-
Sanikidze 7 poco spazio nella prima parte per via di un buon Hurd, poi nel finale è determinante con tutte le sue cose a cui aggiunge 2 bombe. In 18’, 19 di val. e 0 di +/- 
Maggioli 5,5 non trova il timing giusto contro i tanti lunghi avversari, nel finale vien lasciato a guardare dopo aver ceduto a Teramo troppi rimbalzi offensivi. In 20’, 11 di val. e 5 di +/- 
Moss 7,5 determinante in ogni parte del campo, sia dietro che quando si mette su Diener lo leva dal campo, sia davanti dove si propone come prima arma offensiva. In 34’, 26 di val. e 18 di +/-
Prato 6 si ripropone nel suo ruolo storico, difesore arrembante ed attaccante con fatica anche perché sovente gioca da play con letture tutto sommato positive. In 15’, 0 di val. e -5 di +/-
Vukcevic 6 non a posto fisicamente, si sacrifica in ogni posto del campo e non trovando il tiro pesca penetrazioni importanti. In 16’, 7 di val. e 10 di +/-
Hurd 6,5 grandissimo avvio, cala nel finale anche perché l’energia di Sanikidze non gli lascia spazi. Ma se giocasse sempre così le voci di taglio sarebbero fischi nel vento. In 22’, 15 di val. e 10 di +/-
Lardo 7 se la vittoria va ascritta al gruppo, un grande merito è da mettere all’allenatore che trova energie aggiuntive quando si pensa che ormai i suoi non abbiano più spinta. Meno difese imbastite di altre occasioni, ma senza confondere la testa un po’ addormentata dei suoi ottiene un ottimo risultato per il continuo della stagione.
Luca Cocchi

21/02/2010 Finale Coppa Italia 
Montepaschi Siena - Virtus Canadian Solar Bologna 83-75 (15-14 38-33 60-48)
Siena :
Domercant 10 (1/2 2/4 2rec), Mc Intyre 6 (1/4 da 3 5r 3p 2a), Zisis 6 (2/3 0/1), D’Ercole n.e. Eze 6 (3/5 9r 3sf 2p), Carraretto 5 (1/1 1/1), Sato 15 (0/3 2/3 2r 2rec), Lavrinovic 2 (1/2), Ress 2 (1/1 0/2 3r), Hawkins 12 (4/8 0/1 5r 3p), Marconato (2r), Stonerook 19 (3/3 2/6 4r 2p 4rec 2a). All.re Pianigiani 
Virtus : Koponen 19 (2/3 5/6 2r 2rec), Moraschini (0/2), Collins 6 (0/2 2/4 2r 4p 3rec 3a), Fajardo 6 (2/3 0/1 3r 2a) Sanikidze 4 (2/4 6r 3p), Maggioli 7 (2/3 1/2 4r 3p), Moss 18 (6/6 1/4 2r 4p 2rec), Negri, Prato 4 (1/2 0/1), Fontecchio n.e. Vukcevic 6 (0/3 1/2), Hurd 5 (2/5 0/3 4r). All.re Lardo
Arbitri : Facchini, Paternicò, D’Este
Seguendo quanto dichiarato dal proprio allenatore dopo la vittoria con Biella (“ora sarà durissima”) per una volta senza piangersi addosso, Siena vince la sua seconda Coppa Italia al termine di una partita vera, incui la Virtus non si è mai arresa anche quando al 35’ i campioni d’Italia avevano messo 15 lunghezze di differenza. Come tutte le grandi squadre, Siena ha sfruttato la sua forza ed il suo cinismo, andando a far male nei momenti di maggior scoramento avversario, quando le V nere pensavano (ed almeno 2 volte non a torto) di aver subito un’ingiustizia. Ma questa volta non si può pensare ad un condizionamento pesante come avvenuto nella finale dell’anno precedente, troppa la differenza tecnica e fisica in campo, colmata solo ed a lungo da un cuore bianconero enorme e mai visto prima in stagione, e da un sistema che ha veramente dato frutti preziosissimi. Forse per la prima volta nella sua esperienza senese McIntyre non ha fatto male ai bolognesi, guardato a vista da un Koponen in super crescita che nel finale ha iniziato a martoriare la retina avversaria passando in testa proprio a T-Mac ed anche alle difese di Stonerook (MVP della manifestazione). Giusto premio per l’americano naturalizzato, che non sarà mai amato dai puristi, sarà pure tutelato in Italia, ma che diventa sempre fondamentale nei momenti cruciali e non solo in difesa. Se la sconfitta della scorsa edizione fu un blocco duro da digerire per quella Virtus tanto talento e poco sbattimento, vien da pensare che per questa il fine settimana di Coppa Italia potrà essere un buon punto di partenza per il finale di stagione, potendone trarre tante indicazioni fortificanti. Si parte ai 2 allora, come coach Lardo chiede, Siena non fa mai cesto e così per 5’ è davanti la Virtus sul 6-5, ma poi qualcosa varia e la bomba (ma sarà l’unica) di McIntyre sembra alludere alla fuga MPS (14-8), invece i piccoli Virtus si riaccostano 15-14 alla prima pausa dopo che il proprio coach aveva già chiamato innumerevoli difese. Con le buone letture di Zisis e la testa di Lavrinovic (ma non era moribondo?) in campo nel secondo quarto Siena ritenta la fuga che però vien fermato dal “senese” Moss, mai così efficace a questo livello. La bomba finale di Koponen dice solo 5 punti per i biancoverdi, che tutti si aspettano a sbranare gli avversari nella ripresa. Invece l’avvio è Virtus che si mette a -1, poi Hawkins inizia a spingere forte, e quando una stoppata di Moss su Sato vien chiamata fallo sembra proprio che tutto porti al solito terzo quarto senese. L’ultimo minuto è tutto di Carraretto, che tocca 2 palloni trovandoci 5 punti che valgono sulla sirena il +12. Ancora Moss in evidenza con buone cose da Maggioli, poi qualche tiro avventato da parte di Hurd apre il campo per Stonerook, proprio dopo che una tramvata non fischiata su di una entrata di Vukcevic lancia il rialtamento con bomba di Domercant. Sul 70-55 sembra tempo di ventello, ma Koponen spara dritto dall’arco, Prato converte dalla linea dei liberi e Moraschini gioca di sacrificio su Hawkins, così con 90” da giocare incredibile ma vero Siena conduce 75-70. Il ricorso al fallo sistematico non porta grossi benefici per la Virtus che con Collins sbaglia l’entrata dell’ultima speranza. Festeggia Siena, ma può festeggiare anche la truppa di Lardo, che forse avrebbe firmato alla grande prima di iniziare le Final 8 la possibilità di giocarsela fino all’ultimo minuto contro i marziani senesi. Ora però questa energia e questa concretezza continuativa dovranno essere dimostrate anche in campionato per raggiungere un possibile secondo posto che tenendo buone le indicazioni avellinesi pare starci tutto. Siena invece ripartirà da un basket diverso, dovendo incrociare in Eurolega un Real previdibilmente arrabiatissimo dall’asfaltata ricevuta dai nemici del Barca nella finale di Copa del Rey. 
VALUTAZIONI
Koponen 7,5 entra in partita col ghigno giusto soprattutto in difesa cancellando pian piano Mc Intyre, poi trova fiducia e si tramuta in cecchino micidiale facendo di tutto per far ricredere delle sue affermazioni anche Meneghin. In 27’, 21 di val. e -1 di +/- 
Collins 5,5 non può avere tutto lo spazio della semifinale, ma resta pericoloso dalla distanza e continua a metterci qualche buona lettura. La difesa però non è del livello di queste partite, subendo tanto anche da Zisis. In 29’, 1 di val. e -15 di +/- 
Moraschini 6 dal solo guardare delle serate precedenti a minuti importanti oggi. Titubanze offensive, faccia dura dietro dove sporca più volte il gioco ad avversari dal nome di Hawkins o Sato. In 7’, 0 di val. ma 11 di +/-
Fajardo 6 non spreca un pallone, lotta su ogni piastrella su cui mette i piedi, non può uscirne da trionfatore, ma non lo fanno nemmeno il lunghi avversari. In 20’, 8 di val. e -11 di +/-
Sanikidze 6 dura la vita contro la volpe Stonerook perché non gli lascia mai il corridoio per saltare pulito, ma il georgiano si mette di buzzo buono e confeziona comunque una partita utile per i suoi. In 22’, 5 di val. e -5 di +/-
Maggioli 6,5 limitato da falli fiscali (in una occasione Lardo si prende un tecnico) ha poco tempo per rendersi utile davanti, cosa che però riesce a fare. Dietro bene ma non benissimo, ma con lui in campo Siena ha dovuto aprire molto la difesa entrando in difficoltà. In 19’, 8 di val. e 4 di +/-
Moss 7 la miglior partita fin qui contro avverasri di peso, efficacissimo quando serviva una guida per trovare la via del canestro e mai domo anche nel finale, a far vedere che per la Siena futura lui è pronto. In 34’, 17 di val. e -14 di +/-
Prato 6 Sato non è Nelson purtroppo per lui, ma sbattendosi da entrambe le parti del campo qualcosa di utile lo recupera sempre. In 8’, -2 di val. e 11 di +/-
Vukcevic 5,5 a parte una bomba orami consueta, tante difficoltà contro gente dal passo troppo superiore al suo in troppi giorni di incontri. In difficoltà come play aggiunto, ci mette esperienza e poco di più. In 15’, 1 di val. e -13 di +/-
Hurd 5 prova ad ergersi salvatore della patria, ma il tiro non va, e soprattutto non vanno le scelte prese per troppi di quei tiri che regalano ad avversari famelici facili cesti in transizione. In 18’, 4 di val. e -3 di +/-
Lardo 7 di più non era possibile ottenere. In finale si prende il lusso di dosare le forze dei suoi “pilastri” per il finale. Qualcuno lo potrebbe prendere per pazzo, lui dimosta che se la va a giocare fino in fondo. Senso tattico per 40’ e volontà di ferro trasmessa a tutti i 10 scesi in campo. Una Coppa Italia da vero MVP 
Luca Cocchi

 

Coppa Italia Final Eight – Semifinale 
20/02/2010 
Virtus CanadianSolar Bologna – Air Avellino 73-61 (13-8 42-29 58-49)
Virtus :
Koponen 5 (1/2 1/6 4r 2p 2rec), Moraschini, Collins 17 (0/1 5/7 3p 2rec), Fajardo 9 (3/3 1/2 7r 2p 2rec), Sanikidze 9 (4/4 0/2 8r 2sf 2a), Maggioli 9 (2/3 1/1 3r 3p), Moss 9 (1/5 2/5 5r 3rec 3p 4a), Negri, Prato 8 (2/3 1/2), Fontecchio, Vukcevic 5 (1/2 1/4 3a), Hurd 2 (1/6 5r). All.re Lardo
Avellino : Troutman 14 (6/8 9r 4p 3a), Dylewicz 3 (1/2 5r 2p), Casoli n.e. Lauwers 3 (1/4 da 3 3r 2p), Brown 24 (4/9 4/9 3r 2ss 3rec 3p 5a), Iannicelli n.e. Napodano n.e. Porta (0/2 da 3 2p), Nelson 11 (5/11 0/2 5r 4rec), Szewczyk 2 (1/3 0/3 3r 2rec 3p 2a), Akyol 4 (2/2 0/6 2r 4rec 2a) All.re Pancotto
Arbitri : Lamonica, Cerebuch, Sahin
A 2 anni di distanza da quella finale che rimane il momento più alto della storia della Scandone, la Virtus vendica al Pala DeMauro quella sconfitta prendendosi con pieno merito l’accesso alla finale della Final8 2010. Certo questa semifinale non vale quel trionfo perché quasi sicuramente si troverà Siena di fronte ed i sogni di gloria paiono già riposti, ma il segnale che esce da questa finale è proprio quello che coach Lardo andava professando, ovvero che senza i tanti, troppi infortuni e con la possibilità di lavorarci su questa squadra possiede un sistema che le permette di andare ben oltre la somma del poco talento individuale. Ed anche oggi, dopo l’inebriante vittoria contro Caserta, è arrivata la risposta giusta, conducendo 40 su 40 resistendo al rientro dei padroni di casa senza perdere mai la bussola e mettendoci quel Collins in veste di leader che finora nessuno aveva visto. A parte l’ex ferrarese nessuno in doppia cifra ma tanti con buoni bottini a referto, con una nota di merito per Sanikidze piombato come un ciclone su tutto ciò in passaggio sopra al ferro.Son le triple a far felici i bianconeri, quelle di Collins in avvio e sulla sirena del terzo quarto, oltre a quella finale di Moss, ma il pallone della svolta è quella di Maggioli che balla a lungo sul ferro e cade dentro quando i lupi campani erano arrivati a -3 dopo aver fallito la bomba del pareggio a 75” dal termine della terza frazione che li aveva visti anche sotto di 15 lunghezze. Quella bomba ha cambiato faccia all’incontro, un pallone per un risultato, il basket è anche questo. Collins in avvio picchia 2 volte dall’arco, ma i suoi non collaborano molto davanti, così Avellino si riaccosta a -2 (minimo svantaggio), poi in un ciapanò condizionato dall’alta fisicità dell’incontro la CanadianSolar si issa a +5 alla prima pausa. Col quintetto che stringe ma che al contempo anche punisce, ovvero Sanikidze, Fajardo e Vukcevic in campo, i bianconeri scappano fino al +14, ma il vantaggio vien limato sul finale, e solo qualche buona cosa di Prato rimette 13 lunghezze alla pausa lunga, dove la Virtus ci arriva con una buona dose di difese impiegate nel cercare di contenere o isolare Brown, la principale fonte di gioco e realizzatore per Pancotto che non ha nulla da un Szewczyk dominante meno di 48 ore fa. Il cesto in avvio di ripresa di Hurd (unico del suo incontro) sembra già una sentenza, ma con Koponen seduto Brown impazza, e dopo la bomba di Prato al 24’ per i bianconeri il cesto diventa un sogno irrealizzabile. Spinta dalla bolgia del proprio palazzo l’Air annebbia le idee ai bianconeri che con Sanikidze e Fajardo seduti lasciano il pitturato agli avversari, così dopo l’ennesima palla persa Akyol tira la bomba del pareggio. Ma la fallisce e sul ribaltamento Maggioli trova il +6 dall’arco, poi Avellino spreca ancora in attacco e Collins compie la magata di scappare con pochi secondi da giocare e tirando da oltre 7 metri pescando un insperato +9. Lì finiscono i sogni biancoverdi, nell’ultima frazione la Virtus impone il proprio ritmo e soprattutto la propria forza mentale, box&one in difesa col finnico ad isolare Brown e solo qualche giocato di Troutman vede la luce per la squadra del presidente Ercolino. La Virtus dilaga, lasciando spazio solo negli ultimi 2’ per una resa dignitosa degli avversari, issandosi a quota 73 che già fu vincente nel confronto di andata tra le 2 formazioni. Anche oggi meglio a rimbalzo la Virtus, grazie ad un volante Sanikidze ed un concreto Fajardo, e ripartizione perfetta dei tiri, con 29 sia da 2 che da 3, unica pecca le 18 palle perse, ma la partita molto fisica le può giustificare. Ed ora sarà finale, la quarta consecutiva, sempre contro dei colori biancoverdi, a meno che Biella non compia il più grande dei miracoli contro i soliti noti della MPS. 
VALUTAZIONI
Koponen 6,5 anche in una giornata dove il tiro non va trova modo di farsi largo immolandosi nell’ultimo quarto su Brown lasciandoli solo cesti impossibili buoni per il tabellino personale ma non per il gioco di Avellino. In 33’, 5 di val. e 16 di +/-
Collins 7 così lo aspettavano in casa Virtus e così lo trovano dopo 10 partite di troppo anonimato. Apre il campo dall’arco regalando praterie per i compagni, lesto di mani dietro per non doversi sbattere troppo di gambe. In 23’ di tante botte subite, 14 di val. e 3 di +/-
Fajardo 6,5 lui non tradisce mai, cesti di rapina ed una bomba, svettando a rimbalzo nei momenti migliori per la squadra. In 18’, 15 di val. e 10 di +/-
Sanikidze 7 è in cielo che gioca, se non stoppa sopra al ferro costringe gli avversari a strambe parabole, miglior rimbalzista dei suoi e prezioso a concludere su scarichi di ogni tipo. Impatto devastante come dimostra il 21 di +/- in 25’ con 19 di val.
Maggioli 7 mezzo voto in più per la bomba che cambia l’inerzia dell’incontro al 29’, al solito mani sempre più importanti davanti e leggerezze dietro che vengono maggiormente accentuate nei passaggi con Hurd a fianco. In 16’ 6 di val. e 0 di +/- 
Moss 6,5 butta nel rusco cesti che potrebbe mandare tutti a casa con largo anticipo, ma in quei frangenti ci mette il lavoro sporco, poi nel finale, terza volta consecutiva, trova il cesto che abbasa il sipario. In 30’, 14 di val. e 8 di +/-
Prato 6,5 inizia ad avere passaggi chirurgici, facendo tanto male in poco tempo, ed anche nel terzo quarto delle fatiche collettive arrivano da lui le poche cose buone. In 13’, 6 di val. e -4 di +/-
Vukcevic 6 non gli si può chiedere di dare quantità con continuità, al primo giro tante fatiche, meglio in seguito con la solita tripla spaccagambe ed assist preziosissimi. In 20’, 4 di val. e 13 di +/- 
Hurd 5 ritornano le fatiche di pochi tempi fa, al di là delle difficoltà offensive, son più preoccupanti gli spazi lasciati nel pitturato quando non ha l’energia di Sanikidze a fargli da airbag. In 19’, 0 di val. e -4 di +/-
Lardo 7 altra grande prova di squadra, dove trova tutti o quasi presenti e pronti a seguirlo. Giostra la meglio le energie di tutti, con qualche pericolo nella terza frazione col duo Maggioli-Hurd poco reattivo a rimbalzo, ma con quel fiato risparmiato gli altri 2 la chiudono negli ultimi 10. La sua fiducia in Collins vien ripagata nella gioranta più importante.
Luca Cocchi

 

18/02/2010 
Coppa Italia Final Eight – Quarto di Finale 
Pepsi Caserta - Virtus Canadian Solar Bologna 78-88 (24-20 44-45 61-67)

Caserta : Cardinale n.e. Koszarek 11 (1(1 2/5 2r), Parrillo n.e. Di Bella 12 (3/5 1/3 6p 2rec), Michelori 14 (4/4 4r 2rec), Zamo n.e. Doornekamp (0/1 0/1 2a), Marquis 5 (2/2 3r), Ere 8 (0/2 2/7 5r 3p 2rec 3a), Hi5e 16 (4/6 1/5), Martin n.e. Jones 13 (3/5 2/4 12r 3p). All.re Sacripanti 
Virtus : Koponen 12 (3/5 2/4 2r 2rec 5a), Moraschini, Collins 7 (2/2 1/7 2r 2p 2rec 5a), Fajardo 8 (4/7 0/1 2r) Sanikidze 4 (2/5 7r 2p), Maggioli 11 (4/4 1/1 3r), Moss 13 (3/6 1/3 4r 3rec), Negri n.e. Prato 9 (2/3 1/3 3r 2p 2rec 2a), Fontecchio n.e. Vukcevic 11 (1/3 2/3 2r), Hurd 13 (4/8 1/2 4r). All.re Lardo
Arbitri : Cicoria, Sabetta, Seghetti
Contro il pronostico è la Virtus a passare il primo turno di queste Final Eight di Coppa Italia, sconfiggendo una Caserta troppo nervosa ed inesperta per affrontare partite secche come questa. Ma non di sola inesperienza altrui si fa forte la Virtus, mettendo in scena la miglior prestazione della stagione, difendendo forte ma attaccando con continuità il ferro, correndo ad ogni possesso facile senza prendere azzardi che le costassero rientri difficoltosi. E così, trovando il break decisivo in avvio di quarta frazione con un sontuoso Koponen ed un chirurgico capitan Vukcevic, troppo tardi per farselo mangiare come tante volte è avvenuto nel recente passato, non c’è stato scampo per Caserta tradita dai soliti noti e tunuta in vita dal neoarrivo Hite e da un Koszarek autore di un primo tempo da all-stars (al quale ha incollato un secondo da comprimario). Lontanissimo il tempo della gara di andata dove i lunghi casertani asfaltarono quelli bolognesi, finita in parità la lotta al ferro, la differenza è tutta in chi ha guidato le formazioni, da un parte Di Bella perso come mai in questa stagione e dall’altra un Koponen che dope le titubanze iniziali ha dettato legge in ogni parte del campo. E’ di Collins fortunosamente da 3 il primo cesto delle finali, poi Caserta macina il suo gioco e scappa via (10-5), ma i bianconeri non affondano mai legati alle buone mani di Maggioli. Se non fosse per un cesto dall’arco allo scadere di Koszarek, sarebbe solo una lunghezza a far felice un Sacripanti che vede i suoi troppo concentrati a far bella figura davanti lasciando gasare i bianconeri sulla via del cesto, con un Hurd che senza mettere troppi cesti inizia finalmente a provarci con continuità. Più combattuto il secondo quarto, con difese di ogni tipo per Lardo e con la solita energia arruffona di Sanikidze che una ne fa e cento ne disfa ma che alla lunga parta benefici ai compagni, mentre si sente forte la spinta nel colorato di Fajardo. A dar segni di vita si iscrive anche Vukcevic, una bomba frontale ed una entrata vecchi tempi che valgono un punticino di vantaggio per i suoi alla pausa lunga, un significato forte per la Virtus che alza la voce anche quando c’è da farne uno di più. La ripresa vede subito scappare i bianconeri che raggiungono il+7, ma lì tra le secche di una Caserta che non trova linfa da Jones nonostante il dominio a rimbalzo, è Hite ad esaltare i suoi tanti tifosi, a pochi secondi dal termine i campani sono nuovamente a -4 ma Koponen gioca una preziosa ultima azione con canestro allo scadere. Il primo minuto dell’ultimo quarto è il momento decisivo, con gli strangers delle V nere seduti e la forza operaia di Vukcevic, Prato, Sanikidze e Koponen i bianconeri rubano 2 palloni ed inchiodano 2 triple : 12 di vantaggio che mai saranno limati sotto a 10, grazie anche a giocate intelligenti al limite dei 24” del poliziotto Prato. Il rientro di Collins a guidare e di Moss a firmare l’ennesima bomba allo scadere di una azione sono le pietre tombali all’incontro, con Caserta incredula che non trova nemmeno più la forza di punire dai liberi. Arriva così la più bella vittoria dell’anno per la Virtus, padrona assoluta dell’incontro sotto ogni aspetto di gioco, con 8 giocatori che portano dai 7 ai 13 punti, segni di una distribuzione offensiva da bilancino medico. E continua così la tradizione che non la vede mai uscire al primo turno di Coppa Italia dalla nascita delle Final Eight. Forse l’unico non felice tra i bianconeri sarà il patron Sabatini qui come consulente organizzatore, senza i tifosi casertani mancherà gente al palasport per la semifinale, e le speranze dell’esaurito son riposte nella vittoria di Avellino contro Milano nella partita a seguire. 
VALUTAZIONI
Koponen 8 un avvio in ambasce, il tiro non va e le scelte non sono felice, nella ripresa di tutto e di più, Ere è cancellato e l’attacco è fatto di cesti spezzagambe ed assist al bacio. Hombre del partido. In 30’, 17 di val.
Collins 6 tante fatiche da primo attore, riappare da comparsa e le cose funzionano meglio, un buon segnale di testa ma non ancora il leader cercato ed atteso. In 26’, 7 di val.
Fajardo 6,5 è determinante nel secondo quarto quando sulle sue spalle passa la rimonta ed il sorpasso, nella ripresa va in calando ma mai procura disgrazie, dimostrando che l’esperienza paga. In 24’ 3 di val.
Sanikidze 6 l’energia di centro braccia non sempre connesse col senso della partita, ma rinunciarci è impossibile. In 18’ 5 di val.
Maggioli 7 soprattutto in avvio, quando ancora il tiro dall’arco non da sicurezze i suoi polpastrelli son manna dal cielo per tutti i compagni. Non un cagnaccio dietro, ma si sa e per oggi tutto bene anche così. In 16’, 13 di val. 
Moss 6,5 comprimario per lunghi tratti, come con Biella quando rientra mette cose preziose, una bomba al termine 24” ed uno sfondo preso fondamentale, col calare dei minuti aumenta la resa. In 29’, 16 di val.
Prato 6,5 inizia subendo cesto più aggiuntivo, pian piano ingrana finendo nell’ultima frazione da protagonista offensivo dopo esser tornato il poliziotto solito anche dietro. In 19’, anche da aiuto play, 11 di val.
Vukcevic 7 letture precise e chirurgiche nei momenti di emergenza e nel momento della fuga. Pochi minuti di fondamentale importanza, ottenendone il massimo. In 16’, 12 di val.
Hurd 6,5 finalmente ci prova, non sempre con risultati positivi ma costringe la difesa a preoccuparsi di lui così arrivano spazi per i compagni ed anche buone cose per lui. In 22’, 13 di val.
Lardo 7,5 vince la prima partita in carriera nelle finali di Coppa Italia cambiando le carte in tavola della sua squadra. Dimostra come si possa difendere duro alzando comunque i ritmi offensivi mettendo così pressione agli avversari che preoccupati di dover correre indietro perdono sicurezza nel correre in avanti. Un successo frutto del piano partita che tutti quelli entrati in campo sposano convinti a dimostrione che il capobranco l’ha vista giusta.
Luca Cocchi

 

3. Giornata > Ritorno >  14/02/2010 18:15
NSB Solsonica - Virtus Forza Bologna - 46 - 117
PalaBarbuto
Napoli: Brandi 2, Bellini 11, Spippoli ne, Ciavarroni 8, Fedeli 12, Fusacchia, Onofri 5, Santocchi 4. Orlandi, Di Battista 4. All. Pasquini
Bologna: Chiusolo 10, Koponen 13, Baldi Rossi 10, Moraschini 15, Collins 8, Sanikidze ne, Maggioli 7, Moss 11, Negri 4, Prato 4, Fontecchio 32, Hurd 3. All. Lardo

 

2. Giornata > Ritorno >  07/02/2010 18:15
07/02/2010 Casalecchio di Reno
Virtus Canadian Solar Bologna – Angelico Biella 79-66 (21-19 44-35 58-50)
Virtus :
Koponen 15 (2/2 3/5 2 rec), Baldi Rossi n.e. Moraschini n.e. Collins (0/3 0/2 3a), Fajardo 14 (5/9 6r 2rec 2p 2a), Sanikidze 5 (1/3 0/1 5r 2a), Maggioli 4 (2/5 0/2 4r), Moss 15 (3/5 ¾ 5r 3rec 2p 4a), Prato 11 (2/3 2/3 2r 2rec), Negri n.e. Vukcevic 6 (1/2 1/2 4a), Hurd 9 (1/3 2/3 5r 2rec). All.re Lardo
Biella : Soragna 7 (1/3 3r 4a), Quarta n.e. Maggiotto n.e. Ona Embo 5 (1/2 1/1), Garri 4 (2/3), Plisnic 8 (1/1 2/6 4r), Chessa n.e. Smith 15 (0/3 3/7 2p), Aradori 19 (5/6 2/5 4r 2rec 5p), Achara (2r), Diaz 6 (1/2 1/4 2r 2p 3a), Pasco 2 (1/5 11r 3rec 5p 4a). All.re Bechi
Arbitri : Paternicò, Begnis, Ursi.
Era basilare una vittoria per la Virtus, e questa è arrivata al termine di un incontro mai veramente in dubbio, anche se in certe occasioni le ansie si son fatte padrone della squadra e nell’ultimo quarto è stato bravo Lardo ad andare con chi nel bene o nel male non si tira mai indietro, ovvero Collins ed Hurd in panchina e spazio solo negli ultimi 5’ ad un Moss riposato che l’ha chiusa da stoccatore designato. Vinta a rimbalzo per una volta, ma vinta anche per quel 50% da tre con 11 centri e soprattutto per un buon saldo perse-recuperate, dove Biella è parsa troppo soffice e legata più al fare e disfare altrui che alle proprie volontà, a parte quell’Aradori mostrato in grande spolvero per almeno 35’. E’ reattiva la partenza Virtus, Koponen punta con continuità Soragna e dietro tutti ci mettono una mano per chiudere gli accoppiamenti sfavorevoli, così Biella impiega 3:25’ a segnare con Plisnic il primo cesto (da 3) quando bianconeri son già a 9. Ma il problema rimbalzi rinasce subito, Biella sfrutta i possessi aggiuntivo e con la zona limita l’attacco dei padroni di casa riaccostandosi a metà frazione sul 11-10. Con la prima palla toccata in campionato Diaz impatta a 16, mentre nell’azione dopo si infortuna Hurd che lascia spazio a Sanikidze, bravo ad approffitarsi dello spazio con un offensivo convertito che regala il vantaggio ai suoi dopo che una bomba di Ona Embo aveva messo Biella avanti per la prima volta. Avvio di seconda frazione allegra per entrambe le formazioni, dopo 4’ il parziale dice 13-10 Virtus con Bechi che ferma le ostilità dopo di una bomba di Prato e buone cose di Fajardo, mentre Biella ha tanto, non solo in punti, da Aradori. Il parziale di 10-0 Virtus, arricchito ulteriormente da Prato prima di scendere in panca, vien chiuso dalla lunetta da Smith, quando Hurd rifà il suo ingresso in campo trovando subito la via del cesto dal pitturato. Poco cambia negli ultimi 2’, Biella ruba un punto al disavanzo dei 10 accumulati senza però dare indicazioni di ribaltare l’andazzo della partita che come con la partita di Montegranaro dipende in tutto dalle ondate bianconere, a volte efficaci ed altre inquietanti. Il vantaggio Virtus è frutto di un secondo quarto con un presidio migliore a rimbalzo e delle palle recuperate, ma anche di un 6/12 dall’arco che certo aiuta, mentre la valutazione (60-34) può essere vista come preoccupante perché a fronte di tanti sforzi per Lardo ci son solo 9 lunghezze di vantaggio. C’è solo Biella in avvio che si mette a -3, poi le polveri diventano bagnate per tutti ed il livello del gioco cala notevolmente, mentre Koponen insistendo dalla lunga riporta i suoi avanti di 9 a metà frazione (51-42). Sul massimo vantaggio Canadian (54-42), Bechi si mette a zona e dall’altra parte non ci capisce più nulla nessuno, fra le non letture di Collins e gli svarioni di un opacissimo Vukcevic e l’ennesimo buon bottino vien sprecato in un amen dalla Virtus (54-48). Con la prima cosa bella del capitano i bianconeri mettono 8 punti di differenza all’ultima pausa,condita da un aberrante 2/10 da 2 . Ma Biella è lì, Plisnic picchia da lontano caricando così i suoi che ci credono e sono a -3 dopo 2’. Ci prova con gli strangers seduti Lardo, e ha subito qualche risposta positiva nonostente i troppi liberi gettati prima di riandare con Moss per un Prato molto meno efficace che nel primo tempo. Dal grigiore generale ci esce Moss, 7 punti a fila per il +13 con 80” da giocare e questa volta il vantaggio bianconero tiene fino al termine anche perché Biella non da mai la sensazione di voler affondare fino in fondo. Dopo questa vittoria balsamica ci sarà la farsa di Napoli/Rieti e quindi la Final8 di Coppa Italia dove la Virtus ci potrà entrare con il morale in ascesa. 
Nel dopopartita voce a Bechi :”abbiamo perso e questo è quello che conta, ma oggi ho visto cose buone e quei passi verso le cose giuste col roster che avremo fino alla fine. Abbiamo avuto difficoltà difensive ma ho visto una Biella diversa che può guardare avanti con fiducia, possiamo tenere la testa alta”. Poi Lardo “siamo una squadra e oggi sono soddisfatto, anche se i numeri dicono che qualcuno ha giocato un po’ meglio. Lasciare Biella a 66 è una bella soddisfazione, a turno tutti han fatto qualcosa di importante. Una delle chiavi era di raddoppiare sul pick & roll per limitare Smith e Diaz, anche rischiando qualcosa e ci siamo riusciti. Collins? Non c’è un problema Collins, sia chiaro. Abbiamo dimostrato più maturità nello stare in campo, complimenti a Koponen, non ho mai avuto la sensazione di perdere questa partita a differenza di quella con Pesaro. 
VALUTAZIONI
Koponen 7 è lui che lancia la prima fuga ed è lui che guida nel finale vinto in scioltezza, comandando sia davanti che dietro. In 30’, 15 di val. e 12 di +/-
Collins 4 non guida decentemente contro la uomo, contro la zona è imbarazzante, vien panchinato con gli avversari a -3 e dopo i suoi la vincono facile, poco da aggiungere al -3 di val. e 2 di +/-
Fajardo 7 è lui a domare i lunghi avversari usando la testa, poi lucra tanti cesti su scarichi che valgono oro nei momenti di ansie maggiori. In 25’, 19 di val. e 9 di +/-
Sanikidze 6 anche quando il tiro latita, compreso dai liberi, la sua energià è fondamentale nei momenti in cui si fa la partita. In 20’, 11 di val. e 13 di +/- 
Maggioli 5 dopo due tocchi di fino scompare dietro ai muscoli di Pasco non vedendo il ferro da entrambe le parti del campo. In 14’, -1 di val. e 3 di +/-
Moss 6,5 a lungo è parso la fotocopia di Montegranaro, quando rientra fresco negli ultimi 5’ vince la partita con cesti fondamentali sovente alla fine dei possessi. Passa da quantità a qualità. In 27’, 19 di val. e 17 di +/-
Prato 6,5 un primo tempo superbo, la fuga del secondo quarto è tutta roba sua, nel secondo invece tanta fatica ma faccia dura su chiunque gli passi a fianco. In 17’, 9 di val. e 3 di +/-
Vukcevic 6 un avvio inquietante, perse, pali airball, poi d’incanto roba buona a dimostrare che da lui solo brutto tempo non lo si trova mai. In 20’, 10 di val. e 6 di +/-
Hurd 6 segni di ripresa ed intraprendenza con cesti lucrati su spinta buona, ma quella lunga panchina finale non è un buon segno per lui. In 20’, 13 di val. e 0 di +/-
Lardo 6,5 è sembrata una partita facile, le uniche insidie son venute più dalle proprie paura che dagli avversari, ma questa volta ha rivoluzionato il quarto finale trovandoci ottime risposte per una vittoria con bonus di morale aggiuntivo.
Luca Cocchi

 

1. Giornata > Ritorno > 31/01/2010 18:15
Sigma Coatings Montegranro - Virtus Canadian Solar Bologna 80-78 (19-23 34-50 60-60)
Montegranaro : Antonutti (2r), Cavaliero 8 (1/2 2/7 3r 3p 3rec 3a), Marquinhos 10 (1/4 1/5 3r), Filloy n.e. Maestranzi 21 (1/2 5/5 2rec 4a), Nasini n.e. Lechthaler (4r), Tsaldaris 6 (0/2 2/4), Cinciarini 4 (2/4 0/1 2p), Ongenaet 2 (1/1 3r 2p), Brunner 22 (9/11 1/2 10r 3p), Ivanov 7 (3/6 7r 3p). All.re Frates 
Virtus : Koponen 11 (3/3 1/2 2r 2rec 2a), Baldi Rossi n.e. Moraschini n.e. Collins 11 (1/3 3/6 2rec 2a), Fajardo 14 (3/5 1/1 4r) Sanikidze, Maggioli 17 (7/10 0/1 4r 2p), Moss 2 (1/6 0/2 3r 2p 2rec 2a), Negri n.e. Prato (0/2), Vukcevic 12 (2/2 2/4), Hurd 11 (2/7 1/2 6r 2rec 4p). All.re Lardo
Arbitri : Cerebuch, Chiari, Gori
Continua il grande momento di Montegranaro, specialista dei finali tirati, che all’ultimo giro di lancette fa sua una partita che la Virtus prima domina (+18 al 19’) poi si fa rimontare ed infine regala quando a 75” dal termine conduce ancora per 6 lunghezze. Asfaltata a rimbalzo (-16) dopo un buon avvio, l’energia dei padroni di casa non trova una diga decente (non tragga in inganno il saldo perse-rec di +10) ed anche la miglior metà partita della stagione vien gettata in nemmeno 10’ di secondo tempo, concedendo quegli 80 punti che si rivelano ostacolo insorpassabile anche con 6 giocatori in doppia cifra. Son comunque da cercare tra i lunghi le cose positive per Lardo, quello che inquieta è il fatto che gli americani non rispondano mai presente assieme all’incontro. Questa sera Hurd ha fatto qualcosa nei momenti finali dopo 32’di quasi nulla, Moss è stato da inchiesta e Collins, divelto da Maestranzi, dimostra nuovamente che potrebbe rendere solo se gioca in solitario. Un gruppo da sangue, sudore e fatica non può permettersi un leader del genere, e la partita del PalaSavelli, dopo già altre indicazioni ricevute ne è la dimostrazione più lampante, mettendo nei guai di classifica al truppa di coach Lardo, e dando ulteriore credito al pensiero di Sabatini delle partite regalate. Scappa Montegranaro in avvio con le triple, e la schiacciata di Brunner dice 10-4. Ma la Virtus reagisce, Hurd da qualche segno di vitalità in difesa mentre su Maggioli poggia il break virtussino che trasforma in oro tutto quello che gli passa tra le mani. Complice anche l’antisportivo di Ongenaet (che anche a Bologna incappò velocemente in questa penalità) la Canadin Solar scappa 11-18, anche se con l’ex napoletano Tsaldaris e Marquinhos Montegranaro si riaccosta e chiude sotto di 4 complice anche il tiro alla scadere di Vukcevic che non va. La Virtus va con un 3/4 dall’arco inusuale ed al momento non paga dazio a rimbalzo dove si pensava che il pacchetto lunghi marchigiano avrebbe potuto far male da subito. Il secondo quarto parte con il facile appoggio di Ivanov, ma 2 triple bianconere ed un cesto di Fajardo fan 10 punti di vantaggio per la Virtus e Frates è costretto ad interrompere il gioco con un time-out. Aumenta il ritmo la Sigma e sulle spalle basse ma larghe di Brunner qualcosa lo lima, però con un Fajardo che segue la rotta di Maggioli c’è ancora il vantaggio in doppia cifra per i bolognesi quando Hurd lascia il campo per la prima volta al 16’ per Sanikidze sul +11. La zona Virtus costringe i padroni di casa a tiracci dall’arco, mentre dall’altra parte se non son contropiedi son bombe per Vukcevic che scrive 50 prima dell’intervallo, cosa fin qui mai vista, mentre dall’altra parte arrivano a 34 solo nel finale coi liberi di Maestranzi, con un pessimo 27% da 3 e catturando solo 3 rimbalzi in più dei virtussini che proprio nella coppia di lunghi Maggili-Fajardo ha avuto il meglio. Certo che il percorso netto ai liberi ed il 6/8 dall’arco (compresa quello allo scadere dei 20’ di Collins) saranno letture che Lardo gestirà con timore, perché anche solo far uguale sarà difficile. E’ sonnacchioso l’avvio di ripresa Virtus, Maestranzi si beve con tranquillità Collins e quando non segna attiva Brunner che fa sempre male nel pitturato. Il vantaggio in doppia cifra per la Canadian è legato ai cesti di Maggioli che però al terzo fallo deve cedere il posto a Fajardo mentre Ivanov scrive il -9 incendiando il PalaSavelli. E sulle ali dell’entusiasmo piovono le bombe da Maestranzi e Cavaliero che riportano Montegranaro a -3. Ma non è ancora finito il quarto, dominando a rimbalzo i padroni di casa impatto alla sirena grazie all’offensivo convertito da Ivanov a quota 60. Che significa per la Virtus una frazione da 10 fatti e 26 subiti, regalando tutte le certezze trovate nei primi 20’ e mostrando 3 americani di cui non se ne fa uno. Si riparte con la bomba di Collins ed un vantaggio Virtus che oscilla tra i 2-4 punti, in una partita giocata ora in maniera più convulsa, meno tecnica e più di nervi che vede al 32’ il primo cesto di Hurd. Non si segna più dal 35’ in poi, la Sigma si accontenta di tiri dall’arco, la Virtus va con Hurd che non sempre concretizza ma qualcosa smuove, e si entra negli ultimi 120” con 2 punti per i bianconeri. Lì, dopo un libero di Maggioli, Hurd pesca una bomba allo scadere dei 24” che vale il +6. Finita? No, Maestranzi dai liberi dice ancora -4 e Marquinhos sempre dai liberi -2. Poi dopo 4 errori Hurd fa 2/2 dai liberi, ma Brunner libero mette la bomba del -1. La Virtus non riesce a passare la metà campo nella seguente azione perdendo palla con Moss e così Montegranaro si gioca la vittoria con 9” rimasti. Maestranzi, ancora lui, mette la bomba del sorpasso a coronamento di un grande secondo tempo, mentre la Virtus dopo aver dormito a rimbalzo inizia a dormire anche in difesa. Maggioli prova la tripla della vittoria ma Brunner, dominatore dell’incontro, lo stoppa e festeggia la quarta vittoria consecutiva dei suoi in un palasport che esplode di gioia. Ora sulla carta dovrebbero esserci 2 incontri facili per la Virtus che almeno mantiene la differenza canestri con Montegranaro, Biella che ultimamente sta precipitano ed i bambini napoletani che fanno quel che possono e dimostrano ogni domenica lo scempio del massimo campionato cestistico italiano.
VALUTAZIONI
Koponen 6 è uno dei più continui, duro dietro ed ordinato davanti non andando mai fuori giri. Ma nei momenti decisivi non viene coinvolto preferendo il talento non mostrato di altri al carattere sovente offerto da lui. In 29’, 15 di val. e 2 di +/-
Collins 4 ennesima prova che conferma l’andata del campionato scorso a Ferrara senza Allen Ray al fianco, un peso per la squadra che trasforma in fenomeni quelli di fronte. Fa rimpiangere Penn che giovedì ha giocato 21’ nell’Olimpiakos vincente a Vitoria…In 33’, 10 di val. e -8 di +/- 
Fajardo 6,5 gioca un irrale secondo quarto, mettendo ai margini superBrunner. Poi fisiologicamente cala, ma con lui in campo non ci sono mai guai. In 21’, 21 di val. e 1 di +/-
Sanikidze 4,5 un voto in linea coi suoi falli in 6’ di anonimato fuori posto soprattutto mentalmente, forse per lo spazio ridotto cercando di riabilitare Hurd. -5 di val. ma 7 di +/-
Maggioli 6 la summa di una carriera in una serata, mani vellutate davanti, morbidezza in difesa e dimenticanze alla voce tagliafuori. Ma nel delirio di giornata lui sta nella parte dei positivi. In 18’, 12 di val. e -3 di +/-
Moss 4 mette il primo cesto poi 7 pali, e somma palle perse tra cui una tombale sull’ultima potenziale azione sul +1 dei suoi. Oggi nulla, che il vuoto contro Siena gli abbia tagliato gambe e morale? In 26’ -4 di val. e 1 di +/- 
Prato 5,5 nell’ultimo quarto stringe in difesa, ma davanti si finisce per giocare in 4 e contro squadre dal poco talento ma dalla tanta energia non va bene. In 14’, 0 di val. e -3 di +/- 
Vukcevic 6 c’è tanto di suo nel momento del massimo vantaggio, poi confusione nel terzo quarto e spettatore nell’ultimo. Un passaggio di prova nella bolgia finale non sarebbe dispiacciuto. In 18’, 12 di val. e 2 di +/-
Hurd 6 per 32’ dannosa inutilità, poi si fa carico dell’attacco e pesca cose preziose, liberi (prima errati), cesti nel pitturato e la bomba della “presunta” vittoria. Riemerge quando il taglio sembrava cosa fatta, con qualcosina prima aiutava sia se stesso che i compagni. In 35’, 14 di val. e -9 di +/-
Lardo 5 imposta bene la gara, ma poi manca le pezze per bloccare la reazione degli avversari. Insiste già da un po’ di tempo coi suoi americani che continuano a tradire, pallino in mano a Koponen invece che Collins e Vukcevic in una giornata oltemodo storta di Moss sarebbero state soluzioni da tentare quando nulla andava più secondo i piani. 
Luca Cocchi

15. Giornata > Andata > 24/01/2010 18:15
24/01/2010 
Montepaschi Siena - Virtus Canadian Solar Bologna 100-70 (25-16 47-29 73-55)

Siena : Domercant 13 (3/4 2/5 3r 3rec 3a), Mc Intyre 12 (0/1 2/5 2p 2rec 4a), Zisis 9 (2/2 2r 3p 2rec), D’Ercole 2 (1/1), Eze 6 (2/6 6r 2p 2rec), Carraretto 4 (2/2 0/2), Sato 23 (5/7 3/4 2r 2rec), Lavrinovic 13 (2/3 2/3 5r 2p 3rec), Ress (2r 2r), Hawkins 12 (4/7 1/1 2r 2p 5rec 2a), Marconato n.e. Stonerook 6 (2/4 0/3 7r 2a). All.re Pianigiani 
Virtus : Koponen 8 (3/3 0/3 3p), Baldi Rossi n.e. Moraschini 2 (1/1), Collins 21 (4/6 2/6 3r 4p 3rec 3a), Fajardo 9 (4/5 0/1 4r 2p 4rec) Sanikidze 2 (0/2 0/1 6r 5sf 3p), Maggioli (0/1 da 3 3r 2p), Moss 13 (2/8 2/4 5r 4p), Prato (0/1 da 3 2p), Vitali, Vukcevic 7 (2/3 1/1 2r 2rec), Hurd 8 (4/6 0/1 3r 2p 2rec). All.re Lardo
Arbitri : Lamonica, Sahin, Barni
L’allenamento domenicale senese vede convolta in questo ultimo turno di andata del campionato la Virtus, e l’esito è il solito, MPS vincente col solito trentello. Purtroppo non se ne esce da questa situazione, il Montepaschi gioca un campionato a parte ed alla lunga stancante anche per i propri tifosi che sanno già tutto quanto gli verrà offerto. Forse nel match odierno la novità è data dal fatto che Pianigiani ha strigliato i suoi fin da subito, anticipando così la difesa ammazzapartite di 10’ chiudendo di fatto la pratica al 20’ invece che come solito al 30’. Poi constatare che l’asfissiante difesa senese termina con 9 falli in meno fa quasi sorridere, ma quando lo strapotere fisico è così imbarazzante tutto ci sta. E dire che per 9’ sembrava quasi una partita, Siena scappa sulle ali del solito Sato antiVirtus ma con Moss in cerca di tornare all’ovile la Canadian Solar rimane incollata. Virtus che tien botta con un quintetto inedito e pesante, Moss da guardia, e a far compagnia a Fajardo sia Hurd che Sanikidze. L’uscita di Eze per Lavrinovic è però un netto cambio di ritmo, il lituano non accetta la lotta di esperienza con Fajardo nel pitturato, prende cesti dall’arco e nel momento decisivo dell’incontro (se così si può dire…) è al solito Mc Intyre a mettere la solita bomba in transizione e scrivere i primi titoli di coda della serata. Il secondo quarto parte sulla stessa falsariga, Siena a +15, Vukcevic rimette i suoi a -10 ma i padroni di casa scappano ancora e non bastano le 2 stoppate consecutive di Sanikidze su Stonerook (a proposito, nelle statistiche ci sono 6 stoppare Virtus date e 0 ricevute la Siena, l’italoamericano mette paura anche ai rivelatori?) a riaprire l’incontro, il buon Shaun trova modo di schiacciare il +18 in testa ad un Hurd che dopo 15’ è già uno spettatore privilegiato. A metà frazione Siena ha già usato la sua difesa a tutto campo, Collins non passa mai in palleggio la metà campo, dando ai suoi sono palloni ingiocabili, così tiri avventati caricano Siena che può segnare con facilità senza ricorrere al mortifero tiro dall’arco se non quando sia strettamente necessario (chiuderà con un 10/23 che è roba da poco rispetto al solito). Nella ripresa i biancoverdi iniziano come fan sempre, +26 in un baleno, lì Koponen ci mette energia sia davanti che dietro e pian piano la Virtus si trova a -16, ma l’illusione dura un attimo, anche nell’ultima frazione i toscani fanno la voce grossa quasi che se non arrivassero a 30 punti di disavanzo fosse come una sconfitta. Altrimenti non si spiega l’impiego fino al 40’ di Lavrinovic, il pezzo più pregiato e delicato dello scacchiere di Minucci, soprattutto in vista di un febbraio molto pesante in Eurolega, ma in questi meandri saranno altri ad andare a cercare i perché. La Virtus esce dal PalaSclavo avendo giocato a testa alta sebbene il tiro dall’arco è tornato a latitare (26% e solo 5 tiri a bersaglio), zone miste a profusione e uomo quando gli accoppiamenti lo consentivano, non ha badato a metterla solo sulla difesa perché tanto poco sarebbe cambiato, e forse il secondo tempo, pur inutile ai fini del risultato, è stata una buona scuola per un Collins che ha bisogno di prendere con urgenza i tempi delle partite, visto che ora da play fa troppa fatica costringendo i compagni a tiri forzati al termine dei 24”. Ed in questo senso qualcosa si è visto, ma va segnalato che McIntyre oggi ha giocato col freno a mano tirato, lasciando il pallino in mano a Zisis per tanto tempo, cosa che in previsione di eventuali altri incroci (che potrebbero esserci anche al primo turno di Final8) non dovrebbe accadere. Dopo questa pseudososta di campionato arriva il turno di Montegranaro, che da inizio anno ha cambiato ritmo e la partita si prospetta come uno scoglio importante da sorpassare. 
VALUTAZIONI
Koponen 5,5 fuori dal quintetto ci mette troppo ad ingranare, ma nel secondo tempo l’impatto è differente e porta con se un buon recupero. Forse un po’ di fiducia in più non sarebbe stata sprecata. In 23’, 2 di val. e -24 di +/-
Collins 5 fino a quando c’è partita subisce di tutto, facendo fatica a passar la metà campo, segna e tanto quando di partita non c’è più traccia e Sato ha già finito la doccia. Si spera abbia trovato confidenza col cesto. In 35’, 21 di val. e -4 di +/-
Fajardo 5,5 contro Eze la mette sul mestiere e lo limita, poi le cose si fan serie e vede la luce con poca continuità, ma gioca contro avversari troppo superiori fisicamente. In 31’, 14 di val. e -8 di +/-
Sanikidze 5,5 davanti è inutile, soprattutto quando impiegato da ala piccola, dietro protegge il cesto negando facili appoggi a tutti, soprattutto a Stonerook col quale ingaggia una bella lotta. In 29’, 3 di val. e -13 di +/-
Maggioli 4 reduce da problemi in settimana, ci prova ma non riesce a spingersi mai nell’area colorata. E per un lungo non è proprio una buona notizia. In 12’, -2 di val. e -12 di +/-
Moss 5,5 inizio in bellezza, fa cesto con continuità e si chiama la difesa addosso, poi crescono i falli e cala la mira, e contro i vari Sato ed Hawkins diventa difficile anche far il lavoro sporco. In 30’, 5 di val. e -4 di +/-
Prato 4 solo 5’ per capire che fra le belle figure a Imola e questi mostri ci passa il mondo. -1 di val. e -5 di +/-
Vukcevic 6 dovrebbe essere sommerso dagli avversari di pari ruolo invece qualcosa estrae dal cilindro, anche se ben lontano da farlo diventare un baluardo sul quale costruire qualcosa. In 14’, 9 di val. e -9 di +/-
Hurd 4,5 un buon avvio, poi la sensazione di non poter competere più. L’atteggiamento del giocatore è sempre positivo, ma servono risultati e quelli quando arrivano passano sempre da altre mani. In 19’, 4 di val. e -11 di +/-
Lardo 6 gioca una partita senza paura, evitando inutili catenacci per i quali è anche diventato conosciuto. I suoi ci provano anche quando sembrerebbe già inutile e questo, assieme alla confidenza ritrovata con gioco (anche quando quello non c’era più…) di Collins è il segnale positivo che si porta via da Siena.
Luca Cocchi

13. Giornata > Andata > 17/01/2010 18:15
17/01/2010 Casalecchio di Reno
Virtus Canadian Solar Bologna – Lottomatica Roma 81-61 (20-12 47-22 66-42)
Virtus : Koponen 16 (3/3 3/7 4r 2rec 3a), Moraschini, Collins 8 (1/3 2/4 3p 4a), Fajardo 6 (1/3 1/2 2r 2rec), Sanikidze 9 (3/4 1/2 2r 2a), Maggioli 10 (5/9 8r 4rec 3sf 2ss), Moss 9 (1/5 2/3 5r 3rec 2p), Vitali (0/1) Prato 12 (3/3 0/3 2rec), Fontecchio (0/2), Vukcevic 5 (1/2 da 3 3rec), Hurd 6 (2/3 da 3 2r 3p). All.re Lardo
Roma : Giacchetti 5 (2/3 3rec), Gigli 2 (1/2 3r), Jaaber 2 (1/1 0/2 2r 3rec 5p), Hutson 4 (2/3), Tourè 9 (4/5 0/1 5r 2p 2sf), Crosariol 9 (3/6 5r 3p 2sf), Datome (0/2 da 3), Winston 17 (3/6 3/6 4r 2rec 4p 2a), D’Alessio n.e. Minard 2 (1/7 0/3 6r 4p 3ss), Vitali 11 (3/4 da 3 3p). All.re Boniciolli
Arbitri : Facchini, Mattioli, Caiazza.
Era attesissima questa sfida tra le 2 Virtus, per il posto in Coppa Italia, per le recenti rivalità (leggi Boniciolli ex vincente a Bologna se l’Eurochallenge ha soddisfatto i palati dei più) e per la classifica in generale. Ma di partita si è presto persa traccia, Roma non ci è mai entrata e per i bianconeri c’è stata maniera di mettere in atto la miglior recita dell’anno. Tutto è venuto facile, giostrando al meglio i vari elementi a disposizione Lardo ha dato lezione di basket totale, quello che gli era stato richiesto dalla dirigenza perché di sole vittorie legate al cuore ci si era stancati. Emerge una squadra che pare aver trovato un leader in Koponen, il primo a ringhiare dietro e ad uccidere davati, che ha saputo sfruttare al contrario Prato (bravo davanti e peggio dietro) basilare però nel dare fiato ad un Moss immolatosi dietro sull’unico romano capace di far male, Winston. E così arriva la terza vittoria consecutiva, lasciando la Virtus imbattuta in questo 2010. Per una volta non c’è da leggere la partita dalle statistiche (101-62 la valutazione finale), meglio in tutto le V nere che passano di nuovo quota 80 lasciando Roma sorpassare quota 60 solo nel tempo dei rifiuti. I ForeverBoys festeggiano i loro 30 anni prima della partita, ma poi è tempo del minuto di raccoglimento per le vittime di Haiti ed in seguito inizia così il derby delle Virtus con quella bolognese dal quintetto rivoluzionato. Prato per Moss reduce da una settimana in difficoltà fisica e Sanikidze per Hurd reduce invece da prove scarse e forse tenuto fuori per evitargli pesi psicologici troppo forti, mentre Boniciolli va coi lunghi italiani ed Hutson di rincorsa. Ed è proprio il poliziotto a lanciare i padroni di casa coadiuvato da Koponen costringendo Boniciolli a parlarci su dopo nemmeno 4’ sul 11-5, avendo avuto fiato solo da Winston. Si allarga il vantaggio bianconero ad 8 lunghezze al 7’, poi più nessuna squadra va a referto, fra palle perse e banali giocate sputate dai ferri. Un 2+1 di Fajardo mette il primo vantaggio in doppia cifra della partita in avvio secondo quarto con Roma che continua a gettare banali palloni in tribuna, e dopo nemmeno 2’ Boniciolli impazzisce coi suoi quando Koponen, libero, infila il 29-12 (per Roma son oltre 5’ di digiuno). Ma nulla cambia, la Virtus infila ancora il cesto da 3 e così fugge sul 35-12, parziale di 20-0 chiuso da un tap-in di Tourè. E poco cambia anche alla pausa lunga, Bologna segna facile e quando non lo fa trova punti dai liberi, per Roma tutto è difficile, a parte 2 bombe dall’angolo di Vitali non ci sono segni di vita ed il secondo quarto porta in dote addirittura meno punti dello stitico prima (addirittura -3 di val. totale in 10’). In pratica non c’è partita (72-8 di valutazione), spento Winston Roma non ha nessuno che guardi il ferro con costrutto, mentre dietro è un colabrodo dove sguazza una Virtus mai così incisiva da 3 (7/14); la difesa mista manda in bambola l’attacco capitolino, ma forse anche una difesa da campionato Uisp avrebbe gioco facile contro la Roma dei primi 20’. E’ spento l’avvio di ripresa, l’unico a provarci è Crosariol che fa la voce grossa nel pitturato e mette anche un 2/2 dalla lunetta (che qui nessuno ricordava), Roma si mette a zona ma Prato la buca subito e così torna ad uomo sperando più nella provvidenza che nei propri mezzi. Si può dire che Roma limiti i danni nel finale della terza frazione, visto che dal -29 chiude a -24, ma non son queste le soddisfazioni che Boniciolli va cercando. Dell’ultima frazione non c’è nulla da dire, la partita era terminata da un bel pezzo, largo ai giovani nel finale ed ora è già tempo di pensare all’impossibile visto che il prossimo avversario della Canadian Solar è Siena a casa sua. Auguroni. 
Voce a Lardo che si prensenta con la maglia dei Forever Boys :”grazie in ogni caso ai tifosi perchè tra alti e bassi respiriamo sempre aria di fiducia. La vittoria importante la dedichiamo a loro, grazie anche per la coreografia bellissima. Troppo messo in campo? No, va bene, per quello che si è visto lo scarto poteva anche essere superiore. Vinto di 20, straordinario, ma per la differenza punti potevamo fare di più, comunque ci da tanta fiducia per il futuro. Mi aspettavo più resistenza da parte loro, non so dove siano i nostri meriti o i loro demeriti. Eravamo comunque concentrati su quello che dovevamo fare, e tutti e 5 quelli in campo hanno risposto presente su questo. A questo punto della stagione siamo molto contenti, come lo siamo di partecipare alla Final8, sia nello spogliatoio che fuori. In questo campionato basta essere brutti e vincere, Siena a parte, noi abbiamo avuto troppi problemi di infortuni, vedi Collins che è alla 4° partita giocata. Non abbiamo superstar in attacco, ma col tempo possiamo offrire buon gioco davanti, ora mi basta il cuore e gli occhi feroci dei miei ragazzi”. Poi Boniciolli :” noi siamo come il nulla, belle divise, scarpe, dirigenza, ma poi il nulla. Abbiamo cambiato allenatore, gioco e sistema, ma nulla è cambiato in questo mese di lavoro, anche se qualche segnale è arrivato, vedi la partita con Milano. Invece oggi i miei giocatori avevano lo sguardo di un bambino alle 5 di notte, questo lo può avere chi chiede un rimborso spese di 1500€, non con quello che vengono pagati. Questo atteggiamento non è accettabile, dobbiamo far in modo che un altro grande presidente non si stanchi. Dopo un mese di lavoro siamo punto a capo, l’attenzione va spostata sullo sfoltimento del roster, è il mercato a definire chi sarà tagliato andando a lavorare da un’altra parte, 12 giocatori per un impegno alla settimana, non ha senso per noi e nemmeno per il movimento. Ci serve quello fatto vedere dalla Virtus, consistenza umana, altrimenti si parla di aria fritta e a me non piace”. 
VALUTAZIONI
Koponen 7,5 leader totale, leva Jaaber dalla partita e punisce subito in attacco nei momenti della fuga dei suoi. Per Boniciolli sarà sembrato il fratello di quello allenato lo scorso anno mandato a pensare. In 29’, 23 di val. e 17 di +/- 
Collins 6 meglio ma non proprio un play, quando vanno le sue bombe ignoranti tutto bene, quando non trova spazio e palleggia all’infinito blocca il gioco di tutta la squadra. In 27’, 6 di val. e 6 di +/-
Fajardo 6,5 ordinaria amministrazione, entra a giochi già aperti, ci mette del suo per continuare il tutto in maniera positiva. In 14’, 5 di val. e 11 di +/-
Sanikidze 6,5 intraprendente da subito fa capire ai lunghi di Roma che se vogliono fermarlo devono correre, e loro non lo fanno. Non serva la sua solita energia nel finale perché di partita non c’era più traccia. In 18’, 10 di val. e 6 di +/- 
Maggioli 7 se Crosariol non lo segue lontano dal pitturato non è colpa sua, e lui punisce con costanza, stoppando anche tanto di quello che gli passa sulla testa. In 25’, 15 di val. e 9 di +/-
Moss 7 doveva entrare solo per verificare la sua condizione, si mette su Winston che aveva segnato 10 in 5’ e non segna più, qualcosa vorrà dire?Davanti non si prende la scena perché oggi non serve. In 27’, 14 di val. e 21 di +/-
Prato 6,5 ruolo inverso al solito, ottimo davanti malino dietro (e ripreso per questo da Lardo), ma ben inserito nei meccanismi virtussini. Ottimo passo avanti. In 22’, 12 di val. e 8 di +/-
Vukcevic 6 minimo sforzo massimo obiettivo, si limita a giocare nei rari momenti di confusione dei suoi. In 12’, 7 di val. e 10 di +/-
Hurd 6 voto di stima per qualcosina messo in piedi nell’ultima frazione, prima dimesso come se fosse ai margini, nonostante non avesse il peso di partire in quintetto. In 21’, 4 di val. e 16 di +/-
Lardo 7 tutto bene tutto perfetto. Forse gli vien regalato qualcosa dagli avversari inesistenti, ma oggi la Virtus ha vinto e divertito, il suo compito è stato svolto al meglio.
Luca Cocchi

12. Giornata > Andata > 10/01/2010 18:15
10/01/2010 Casalecchio di Reno
Virtus Canadian Solar Bologna – Scavolini Pesaro 82-80 (28-21 45-40 61-67)
Virtus :
Koponen 10 (3/4 1/1 2rec), Righetti n.e. Collins 13 (3/4 0/5 3rec 3p 4a), Fajardo 9 (2/4 0/1 9r 3rec 2p), Sanikidze 6 (2/2 0/1 2rec), Maggioli 10 (3/8 1/1), Moss 15 (5/8 0/2 8r), Moraschini, Prato 5 (1/2 1/1 2p), Fontecchio n.e Vukcevic 10 (1/4 da 3 3p 2a), Hurd 4 (2/6 4r 3rec 3ss). All.re Lardo
Scavolini : Green 13 (4/7 1/8 5r 6rec 3p 3a), Sakota 13 (2/4 2/7 6r 2p 2sf), Tomassini 3 (1/1 da 3), Hicks 2 (4p), Ciribeni n.e. Flamini (0/2 da 3 3r), Gjinai n.e. Amici n.e. Cvektovic 23 (2/4 5/8 5r 4p), Shaw (2r), Williams 18 (6/8 10r 7fs 2rec 3p), Cinciarini 8 (4/5 0/1 2r 2p). All.re Dalmonte
Arbitri : Taurino, Duranti, Crescenti
Sfata il tabù della Futurshow Station la Virtus, ma lo fa al termine di un incontro che pareva regalato se non fosse stato per qualche fischio dubbio concesso dagli uomini in blu, e per quell’ultimo tiro di Flamini errato da 3 dopo l’ennesima dormita dei bianconeri a rimbalzo (-8 per gli uomini di Lardo). Ma quando si vince grazie all’ultimo tiro errato degli avversari con una valutazione di 99-67 significa che qualcosa nella Virtus non va. Serviva una vittoria e questa è arrivata in proiezione Final 8 che ora prevede un calendario ostico per il finale di girone di andata (Roma in casa e Siena in Toscana), ma le indicazioni emerse questa sera confermano quanto già noto di una squadra che vince con le deboli a fatica e perde con le grandi. Esordio casalingo del nuovo sponsor Canadian Solar (pannelli solari e componentistica) ed anche di Patricio Prato dopo le difficoltà di Cremona in casa Virtus, contro una Scavolini priva di un fin qui sorprendente Van Rossom, il tutto nel giorno del lutto di tutto il movimento per la morte di John McMillan. E’ Maggioli da ex ad aprire le marcature, ma poi è Moss a scalare la partita trovando punti, assistenze e subito 3 falli di Hicks provocando così il primo allungo bianconero (12-2 in poco più di 3’) e costringendo Dalmonte alla sospensione. Ma appena l’attacco bianconero ridiventa normale le cose si complicano anche perché Pesaro trova i primi cesti della serata ispirati da un Green sul quale Collins fatica, e si riaccosta (16-12). E’ un fallo più tecnico a Cvektovic a sparigliare l’arrivo del primo quarto, la Virtus ci pesca 6 punti filati e conduce di 7, col solito primo quarto ad alte marcature ed ombre difensive soprattutto sul pick&roll che Green sfrutta sulla sinistra con Williams. Tutta energia Virtus (sarà figlia del solare di Canadian?) in avvio secondo quarto, difesa mista uomo/zona che provaca errori e furti ben sfruttati soprattutto da un Koponen indiavolato, al quale aggiunge una bomba Prato mettendo 16 punti di differenza dopo 12:30. Ma anche questa volta i bianconeri non uccidono la partita, Williams nel pitturato si fa sentire, Sakota raccatta alcuni rimbalzi su dormite avversarie e Pesaro risale sul 41-34. E con le pessime letture di Collins Pesaro si avvicina ancora chiudendo a -5 una partita che pareva vederla soccombere pesantemente a metà seconda frazione. Ma Williams da una parte, e Collins in negativo dall’altra regalano agli spettatori un interessantissimo secondo tempo, dopo che nel primo la Scavolini trova un 78% da 2 e la Virtus non concretizza un 58-31 di valutazione. Subito Williams a firmare il pareggio (ed Hicks ad accendere la 4° lampadina), ma l’ondata pesarese non va oltre e la Virtus riparte col minimo vantaggio, fino a quando Cvetkovic non scrive dai liberi il primo vantaggio ospite (55-56). E ci prendono gusto i pesaresi, scappano a +6 trovando anche una bomba col giovane Tomassini, mettendo ben 27 punti nella frazione, chiudendo discretamente dietro dove la Virtus negli ultimi 5’ trova punti solo dai liberi con Fajardo e Vukcevic. Col mestiere la Virtus prova a rientrare, dopo 4’ si rimette a -1 ma sul tecnico a Sakota manca il colpo del sorpasso che arriva coi liberi di Moss dopo di una lunga serie di falli pesaresi poco apprezzati da Dalmonte e tifosi. Come poco sono graditi l’antisportivo a Cvetkovic ed il conseguente tecnico alla panchina che permette alla Virtus di ribaltare la bomba di Cvetkovic, e da lì tentare il break (79-74 a 2’dal termine, cesto di un fin lì spento Collins) sempre in un clima arbitrale pesante nei confronti degli ospiti. Finita? Certo che no, Cvetkovic con una bomba e Hicks con un libero fanno -1, ma Sanikidze schiaccia il +3, Williams mette solo un libero come dopo Collins sul 5° fallo di Green. Così è +3 Virtus, Hicks fa 1/2 ma Flamini prende il rimbalzo offensivo sbagliando però la bomba della vittoria, regalando così una vittoria sudata e forse nemmeno troppo meritata ai padroni di casa. E’ festa alla fine per i giocatori in bianco e nero, e vuol dire che gli assalti all’arma bianca tentati negli ultimi 10’ sono il massimo che ora la Virtus può mettere in campo, cosa che soddisfa però Lardo come conferma nella conferenza stampa del dopopartita.
VALUTAZIONI
Koponen 6 al di là dei tanti errori è uomo da battaglia che si esalta quando conta e deve guardarla nel finale quando altri fanno danni. In 25’, 13 di val. e +2 di +/-
Collins 5 condizionante in negativo, davanti non fa cesto (uno solo nel finale seguito da un errore ai liberi), deficitario dietro non tenendo mai Green e dovendo costringere i suoi a rotazioni forzate. In 33’, 9 di val. e -4 di +/-
Fajardo 6,5 di fisico subisce Williams con costanza, poi ci mette il mestiere e fa la voce grossa nel finale dando il là al recupero dei suoi e mettendo l’avversario su piste più lontane nel momento più importante. In 22’, 17 di val. e 6 di +/-
Sanikidze 6 la sua energia alla fine porta dote positiva, ma a lungo è parso meno determinante delle partite di fine 2009. La sua schiacciata nel finale è però stata luce per tutto il team. In 20’, 8 di val. e 10 di +/-
Maggioli 5,5 pesca qualcosa davanti ma dietro Williams lo asfalta ripetutamente. Lardo lo toglie e preferisce andare con Fajardo a lungo. In 18’, 7 di val. e -4 di +/-
Moss 6 avvio di qualità e quantità, cala vistosamente e nel finale si nota poco. Però son manna dal cielo i suoi rimbalzi in una squadra che prende paga in quel settore. In 32’, 20 di val. e -7 di +/-
Moraschini n.g. un passaggio dove si nota solo un cazziatone urlato da Lardo perché in difesa guarda e non punge. In 2’, 0 di val. e -4 di +/-
Prato 6 fa il gragario, bene quando l’ondata è positiva molto meno quando è negativa, ma non viene più riproposto nei 20’ finali. In 8’, 2 di val. e 10 di +/-
Vukcevic 6 raccatta tutto quello che non gli vien concesso dal mestiere, tira storto ma è l’anima della squadra anche se non tutto gli esca bene. In 20’, 5 di val. e 9 di +/-
Hurd 5 reattivo in avvio anche a rimbalzo, cala vistosamente prendendo solo stoppate quando prova a rientrare in partita. Gli viene preferita l’energia di Sanikidze, bocciatura giornaliera o totale? In 20’, 4 di val. e -8 di +/-
Lardo 5,5 partita vinta mettendoci il solito carattere ormai DNA di questa Virtus, ma il gioco condizionato dal Collins attuale non varia mai e crea troppi problemi. Pesante poi passare dal +16 al -7 in 12’, così nascono paure che potrebbero condizionare altre partite interne quando si pensa troppo all’attacco e non tanto alla difesa come avviene in trasferta.
Luca Cocchi

12. Giornata > Andata > 03/01/2010 18:15
Vanoli Cremona - Canadian Solar Bologna 69-74

Cremona: Rowland 11, Brown 14, Bona ne, Contine, Valenti, Formenti 11, Bell 13, Cusin 6, Aguiar, Piazza, Sklavos 8, Forbes 6. All. Cioppi
Bologna: Koponen 11, Baldi Rossi ne, Righetti ne, Collins 10, Fajardo 6, Sanikidze 5, Maggioli 19, Moss 12, Moraschini ne, Prato, Vukcevic, Hurd 11. All. Lardo

11. Giornata > Andata > 20/12/2009 18:15
20/12/2009 Casalecchio di Reno
Virtus Forza Bologna – Benetton Treviso 76-78 (12-14 28-40 54-60)
Virtus :
Koponen 15 (4/4 2/7 2rec 2p 2a), Baldi Rossi n.e. Righetti n.e. Collins 4 (1/4 0/2 5r 2a), Fajardo 16 (7/9 0/1 10r 2rec 2p 2a), Sanikidze 9 (3/3 1/1 4r 4rec), Maggioli 6 (2/4 0/1), Moss 4 (2/3 0/4 4r 4p), Moraschini, Fontecchio n.e. Vukcevic 18 (4/5 3/10 2r 4a), Hurd (). All.re Lardo
Treviso : De Nicolao n.e. Kus 21 (4/5 2/5 4a), Hukic n.e. Rivers 10 (1/3 2/5 5r 3p), Nicevic 16 (7/14 8r 3rec 3p), Montejunas 2 (1/3 4p), Sandri n.e. Hackett 5 (1/1 0/1 3r 4a), Neal 22 (6/10 3/6 5r 2p 3a), Gentile, Wallace 4 (1/5 0/2 10r 2a), Quarisa n.e. All.re Vitucci
Arbitri : Paternicò, Giansanti, Ursi 
Inizia con una sconfitta (la terza casalinga) l’esordio di Collins con la Virtus, che è parso ancora un corpo estraneo nel flebile meccanismo bianconero, una sconftta propiziata da un attacco rinunciatario che troppo si accontenta di tiri dall’arco che non entrano (1/13 nei primi 20’, poi 6/14), e che paga pegno alle mani migliori di Treviso, in primis Neal e Kus che dimostra come lo spazio a sua disposizione sia giusto nei confronti di un Hackett poca cosa. Per i ragazzi di Lardo arriva una reazione tardiva, spezzata dalla pesante fischiata contro Moss lanciato in contropiede ed escluso dal finale per un tecnico, e poi ripresa da Vukcevic quando la Benetton era già riscappata, troppe energie per ritornare in partita spese inutilmente, e peccato per quegli attimi di illusione che avevano rimesso l’incontro in parità prima di una superba magia di Neal sulla sirena. Si comincia, non solo a Bologna e Biella ma in tutti i campi d’Italia, con un minuto di raccoglimento in memoria di Paolissimo Barlera, che da pochi giorni ha lasciato il nostro mondo, ricordato con calore da tutta la FuturShow Station avvolta dal ghiaccio artico arrivato subito dopo la neve, quindi una menzione d’onore allo sparuto gruppetto di tifosi trevigiani giunto fin qui in tali condizioni. Va subito con Collins Lardo, preferito negli ultimi minuti a Penn, ed anche Vitucci mette subito l’ultimo arrivo, Rivers, fino a domenica scorsa a Latina in A2. Il tiro non va da entrambe le parti, e dopo 5’ è 6-6 con la Virtus a 0/5 dalla lunga, ma anche dall’altra parte ci si accontenta di piazzati da lontano a vantaggio di Fajardo che può così svettare a rimbalzo. Koponen insiste nel tiro pesante senza effetto togliendo gioco ai compagni, ma anche Treviso fatica contro la zonetta scolastica bianconera e così i primi 10’ finiscono con un pessimo 12-14 e nessuna giocata da ricordare del tanto atteso Collins. Con la prima giocata da A1 di Rivers Treviso scappa 12-19, anche perché per i bianconeri il cesto rimane utopia e continuano a piovere pietre quando un antisportivo di Moss porta alla Benetton altre 4 lunghezze di vantaggio. Nicevic e Neal trovano il feeling col cesto ed il vantaggio trevigiano si dilata a 12 punti sulla sirena della pausa di metà, dove approda una Virtus senza gioco davanti (39% totale e un orrido 1/13 da 3) con un Collins senza passo partita (-3 di val.) e sovente generatore di malestri che vengono puniti da contropiedi avversari costanti, e troppo spesso battuta anche dietro dai giochi di Neal bravo alla lunga ad andar per se ed imbeccare i compagni. La valutazione di 22-57 semplifica le letture di tutti. Se nel primo tempo la Virtus aveva toccato il fondo, in avvio di ripresa inizia a scavare, non c’è reazione, si carica di falli e dopo 4’ è sotto di 19 con le bombe piedi a terra di Kus e Rivers. Un parziale di 8-0 riporta i padroni di casa in partita, Koponen a guidare e Collins in panca, ma sul finire della frazione arriva il 4° fallo di Moss (fin lì molto male davanti meno peggio dietro) condito però dalle prime bombe di Vukcevic che mettono il divario in cifra singola. 2 liberi di Fajardo riavvicinano al 30’ a -6 la Virtus, che mette 17 punti in 4’, quando prima ne aveva messi 35 in 26’. La schiacciata di Sanikidze dice -4 in avvio ultima frazione, ma Kus continua a pungere e la Benetton riparte in fuga 56-65. Col primo cesto di Collins la Virtus è acnora lì, ma su di un contropiede Moss vin fermato da dietro, nessun fischio, sulla protesta c’è il tecnico per l’ex teramano e la sua partita finisce con 6’ da giocare. Lì l’incontro gira, Treviso trova subito l’energia per la fuga 60-74, la Virtus si disunisce mentre la contestazione monta nei confronti dei fischietti di giornata. Ma i padroni di casa reagiscono, la bomba di Koponen con 35” da giocare valgono il -3, dall’altra parte Neal si conferma il miglior marcatore del campionato e in un attimo è di nuovo -5. Ma non è finita, Vukcevic trova entrata e bomba, e a 4:40” dal termine è parità, però Neal con un tiro impossibile dall’angolo dietro al tabellone regala ai suoi l’incontro facendo cadere il gelo anche all’interno della station. Non ruba nulla Treviso a vincerla così, anzi forse avrebbe rubato la Vurtus se fosse finita in altro modo, la la fischiata contro Moss continuerà a far discutere alungo in questo periodo di troppi dubbi sul sitema arbitri.
VALUTAZIONI
Koponen 6 sgravato dalla regia, deve spesso sopperirne perché Collins ancora non c’è. Errori e letture non sempre perfette ma tanta sostanza ed energia. In 36’, 15 di val. e 0 di +/-
Collins 5 corpo estraneo alla squadra, diamogli il beneficio di essere alla prima partita vera da mesi, ma è parso più un male per i suoi che un fattore aggiuntivo. Davanti inconcludente, dietro fuori dalla logica che serve per questo gruppo con poco talento. In 36’, 4 di val. e 0 di +/-
Fajardo 7 è il lungo che si sbatte maggiormente, raccatta rimbalzi ma le occasioni per mettersi in evidenza son poche e spesso pescate in proprio, soprattutto perché i piccoli continuno a tirare dall’arco senza metterla. In 26’, 25 di val. e 8 di +/-
Sanikidze 6 a tratti senza spessore, quando si esce dal gioco di squadra e si improvvisa si iniza a sentire la sua presenza, anche dietro su di un ingenuo Montejunas. In 21’, 14 di val. e 10 di +/-
Maggioli 5 qualche punto lo raccatta, ma quanti ne lascia…la squadra funziona meglio con lui a sedere, e lì ci rimane tutto il secondo tempo. In 9’, 4 di val. e -5 di +/-
Moss 5 cade nell’ingenuità del tecnico finale, ma dopo di un placcaggio non sanzionato. Sarebbe servito eccome nel finale concitato, ma prima dietro benino, davanti senza luce.In 23’, -2 di val. e -1 di +/-
Vukcevic 6,5 è uno di quelli che insiste nel tirare alla luna senza nemmeno vederla, ma poi è la forza maggiore nella rimonta, lanciandola e chiudendola. In 25’, 18 di val. e 2 di +/-
Hurd 5 forse non così male come le ultime, ma sempre sotto la linea di galleggiamento, urgono punti, lui è quello che dovrebbe dare una svolta all’attacco e continua a non farlo. In 23’, 5 di val. e -21 di +/-
Lardo 5 si affida a Collins, e non vien ripagato, la squadra gioca dietro in maniera diversa dal solito e la scelta del play condiziona tutta l’impostazione della partita. Non ferma il continuo sparare dalla lunga senza metterla dei suoi, manca di leadership lui per primo, fortuna che la mette un febbricitante Vukcevic che regala l’illusiuone di allungare l’incontro senza tanti meriti, se non quello di una squadra che non molla mai anche quando già morta.
Luca Cocchi

 

 

10. Giornata > Andata > 12/12/2009
NGC Cantù - Virtus Forza Bologna 72-63 (26-10 37-35 56-47)
Cantù :
. Bloise n.e. Green 6 (2/5 6r 2p 4a), Jeffers 7 (1/4 7r 3p 4rec), Ortner 16 (6/8 7r 5p), Markoishvili 2 (0/2 0/2 2r 2p), Leunen 9 (0/1 3/5 3r 5a), Giovacchini 2 (1/3 0/2), Mazzarino 12 (1/4 2/4 2r 4p 2rec 2a), Mian 11 (1/2 3/3 3p), Lydeka 7 (2/5 3r 2ss), Meroni n.e. Corno n.e. All.re Trincheri 
Virtus : Penn 5 (0/3 1/3 5r 2ss 2p 3rec), Koponen 10 (2/3 0/1 2r 3p 4rec), Baldi Rossi n.e. Righetti n.e. Fajardo 6 (3/7 3p) Sanikidze 4 (0/2 1/1 3r), Maggioli 14 (5/7 1/3 5r), Moss 11 (3/5 1/5 3r 5sf 4p 5a), Moraschini 3 (0/1 1/1), Vitali n.e. Vukcevic 6 (3/4 0/5 4r 2p 2rec), Hurd 4 (2/5 0/1 4r 2p 2rec). All.re Lardo
Arbitri : Cicoria, Pozzan, Crescenti
Naufraga la Virtus a Cantù, non le basta giocare i quarti pari, se poi tra questi regali anche gli ultimi 4’ di gioco, non bastano folate di buona volontà e mira scarsa, già come contro Caserta se il tiro da 3 non apre la difesa avversaria tutto diventa difficile e legnoso davanti, e se in difesa concedi l’area pitturata a chiunque la frequenti le possibilità di vittoria si riducono al lumicino. Se a Ferrara era stato Jamison a far la voce grossa nel pitturato, e visto il pedigree del giocatore ci poteva stare, ci sta molto meno che l’eroe del Pianella corrisponda al nome di Ortner, non troppo rimpianto ex di Reggio Emilia in Lega2, che comunque col suo dinamismo ha dettato legge conto i lunghi bolognesi pemettendo ai padroni di casa di salvarsi anche quando le bombe di Mian (sì, il vecjo alpin ancora vivo se facilitato a tirare piedi a terra) e Leunen non vedevano più la luce. Ortner ha messo la sua impronta nell’allungo di secondo tempo e soprattutto scritto un 4-0 determinante subito dopo dell’errore catastrofico di Sanikidze che da 2 millimetri si è mangiato il +1 Virtus con meno di 4’ da giocare, cesto che avrebbe cambiato l’inerzia dell’incontro costringendo i padroni di casa per la prima volta ad inseguire. Ma il buon Victor ha sbagliato, come troppo, tanto ha sbagliato in seguito Vukcevic chiamando a se tutte le palle utili per sperare ancora in una lotta contro il mondo che era evidente non avrebbe mai avuto successo. Emerge di nuovo la debolezza a rimbalzo virtussina, con un Maggioli in spolvero in attacco ma deficitario dietro, un Fajardo che dal ritorno dall’infortunio si conferma impalpabile ed un Hurd orami costantemente sconfortante. Se poi ci si mette Cantù a bombardare col 50% da 3, il gioco è già fatto. Al via c’è solo Cantù, la Virtus dorme i sonni dei festeggiamenti della serata precedente, ci impiega 6’ a trovare il primo cesto in contropiede con Fajardo, in tutto il quarto mette una bomba Moss (totale di squadra 2/12) e così il 26-10 è giustificatissimo perché dall’altra parte iniziando a tirare piedi a terra tutto vien facile, Mian si gasa ed anche l’ex (qualcuno ricorda la stagione?) Giovacchini trova un cesto che a Bologna aveva solo sognato. Nel secondo quarto la Virtus assesta la difesa, Vukcevic va a uomo su Mazzarino (che potrà raccontare fra tanti anni nei bar di Buenos Aires di quando la squadra di Ginobili gli dedicava una difesa tutta per lui…) e gli alti si mettono a zona, Maggioli si fa valere nel pitturato trovando poi spazi anche da lontano, Koponen mette energia e la rimonta diventa credibile. Ci starebbe anche il sorpasso sulla sirena con una bomba di Penn, ma Scoonie la cicca, un errore che avrebbe tolto molte sicurezza alla NGC. Dopo il -18 del 11’, quasi un miracolo per Lardo ed i suoi, però l’atteggiamento in avvio di secondo tempo ricalca quello iniziale, nessuno vede il cesto, dall’altra parte Ortner inizia a farsi sentire ed anche in conseguenza di un astruso antisportivo sanzionato a Koponen (che perde sì palla, ma prova a rubarla davanti al suo uomo e comunque non da ultimo giocatore) Cantù rimette il vantaggio in doppia cifra pochi attimi prima del 30’. E’ Moss a guidare la rimonta, non preciso ma pallavolistico nel murare tante iniziative avversarie, a 4’ dal termine Vukcevic trova l’entrata del -1 e tutto sembra deporre a vantaggio Virtus. Cantù sbaglia ancora, i bianconeri giocano un attacco perfetto per una facile schiacciata di Sanikidze, che però decide di appoggiare di fino sbagliando e tagliando le gambe ai suoi che infatti da qui al temine non segnano più. Ortner si erge nuovamente eroe tra gente sfiduciata, lancia la fuga decisiva che Vukcevic facilita con giocate fallaci in solitario e per Cantù arriva vittoria ed aggancio in classifica ai bolognesi. Ora per Lardo ci saranno 8 giorni propizi all’inserimento di Collins in vista della partita con la Benetton che diventa per forza di cose basilare alla ricerca di quella continuità che difetta e che diventa il male peggiore della squadra. 
VALUTAZIONI
Penn 5 non lascia segno nella presumibile sua ultima apparizione in Virtus, cerca di contenere Green ma dall’altra parte manca troppi palloni che nell’asfissia generale sarebbero stati fondamentali. In 36’, 4 di val. e -13 di +/-
Koponen 5,5 lontano parente di quello ferrarese, trova comunque momenti di energie positive che coincidono con riprese dei suoi. Nel finale, causa falli e preferenze verso altre soluzioni è più a guardare che a giocare. In 23’, 10 di val. e -14 di +/-
Fajardo 5 lento e legnoso, non ferisce davanti sempre timoroso sul primo passo, dietro non cambia l’inerzia lanciata da Maggioli e quindi trova solo 17’ con -2 di val. e -13 di +/-
Sanikidze 5 è vero che la Virtus gioca meglio in corrispondenza dei sui passaggi in campo, ma qualche tocco giusto di polpastrelli dovrebbe metterlo, non si può sempre schiacciare. In 17’, 5 di val. e -6 di +/- 
Maggioli 6 capisce che si può avvicinare al pitturato e ben servito far la voce grossa, è lui il perno dell’attacco delle rimonte, peccato che sovente sia lui a lasciar Ortner solo soletto a lanciare le fughe avversarie. In 21’, 16 di val. e 10 di +/-
Moss 6 non preciso al tiro ma sovente lasciato a fare e creare da solo, il resto lo fattura tutto pregevolmente, confermandosi un difensore di “squadra” insostituibile. In 33’, 16 di val. e -2 di +/-
Moraschini 6 primo passaggio impalpabile, secondo con grande faccia tosta, bomba, stoppata e difesa ringhiosa. Ci sarebbe stato bisogno di più gente con la sua faccia. In 11’, 3 di val. e 2 di +/-
Vukcevic 4,5 il tiro dalla lunga che tanto sarebbe servito non va mai, trova un grande colpo per il -1 a 4’, ma poi solo scempiaggini. Perde anche un pallone in corsa contro Mazzarino, e questo non è un bel segnale. In 18’, 0 di val. e -4 di +/-
Hurd 5 l’unica cosa bella gli vien segata dagli arbitri (stoppata ad Ortner sulla sirena), davanti mai un fattore ed ormai senza iniziative, oggi un po’ meglio dietro anche per via di avversari non irresistibili. In 24’, 5 di val. e -5 di +/-
Lardo 5 entrambe le partenze vedono una squadra senza intensità, che aspetta il salvatore della patria davanti e che difetta nel mezzo dell’area contro chiunque ci bazzighi. Al di là dei limiti tecnici, oggi non è piacciuto l’approccio alla partita, che a differenza di Caserta era incanalata su binari accessibili. La fiducia finale a Vukcevic è stata purtroppo malriposta. 
Luca Cocchi

CW- prsentazione libro Virtus80 - 11-12-2009
Presentato ieri sera, venerdì 11 dicembre 2009, il libro anzi il maxitomo Virtus80 presso la libreria Coop Ambasciatori per celebrare i primi 80 anni della sezione cestistica di casa Virtus. Oltre 5000 foto per 80 anni di storia, storia che ricalca molto quella dell’intero movimento cestistico italiano, un maxitomo dal peso di oltre 4 chili e dal prezzo non proprio popolare fissato a 120€, una strenna natalizia molto esclusiva. La serata, ravvivata dall’onnipresente Maurizio Cevenini, ha visti coinvolti i tifosi, i campioni del passato e la squadra di oggi, con tutti quanti a leggere in prima persona quanto scritto per il libro. Fra difficoltà varie di lettura dell’italiano spicca invece la già chiara dicitura di Victor Sanikidze, segnale che il ragazzo ha facili capacità di apprendimento come si è già notato anche sul campo di gioco. Dopo la festa prolungata coi tifosi fino a tardi orario, è già tempo per la trasferta di Cantù, altra tappa importante per definire se la Virtus sia pronta a lanciarsi come prima inseguitrice dell’inarrivabile Siena oppure se stazionerà in quel limbo che compende almeno metà team del nostro campionato, il tutto attendendo il rientro di Collins (già tesserato) previsto per l’incontro casalingo di domenica 20 dicembre contro Treviso. Prima però, test amichevole contro Imola proprio per verificare come stia andado il recupero della mano infortunata per evitare guai inutili antecedenti la sosta natalizia. Nel qual caso il rientro di Collins avverrà a Cremona domenica 3 gennaio quando verrà ripeturo il basket day su Sky ed anche per questo incontro la Virtus avrà la possibilità di essere seguita in televisione da tutti i suoi appassionati, come sempre accaduto dall’inizio della stagione. 
Luca Cocchi
9. Giornata > Andata > 07/12/2009
06/15/2009 
Carife Ferrara - Virtus Forza Bologna 73-90 (21-26 43-40 57-65)
Ferrara :
Jamison 8 (2/3 8r 7fs 2rec 3p), Farabello 6 (2/2 0/1 2r 3rec 4a), Nnamaka 9 (3/4 1/3 4r 2p), Borsato n.e. Salvi 5 (2/7 0/1 5r 2p), Spinelli 1 (0/3 da 3 2p 2a), Jackson 18 (4/9 2/5 6r 3p), Mazzola 2 (1/1), Sacchetti 5 (1/1 1/1 4r), Grundy 17 (2/4 3/5), Sangarè 2 (1/2 0/5 4r 2rec 2p), Rizzo n.e. All.re Valli
Virtus : Penn 4 (2/2 0/2 2p), Koponen 24 (3/5 6/8 2rec), Baldi Rossi, Righetti n.e. Fajardo 3 (1/1 3r), Sanikidze 11 (3/5 1/1 3r), Maggioli 6 (2/6 2r 2sf), Moss 24 (5/6 4/4 6r 7fs 3rec), Moraschini (0/2), Negri, Vukcevic 10 (3/4 1/4 3r 2rec 5p 2a), Hurd 8 (2/5 2r 2rec). All.re Lardo
Arbitri : Sahin, Taurino, Gori.
E’ ancora corsara la Virtus, regalando un’altra soddisfazione ai suoi tifosi in trasferta, conquistando a Ferrara una vittoria particolarmente importante dopo del tonfo interno con Caserta. La vince tirando mostruosamente dall’arco (63%)e piazzando al momento giusto una zona che lascia la Carife senza nulla capirci, dopo che a rimbalzo gli estensi avevano a lungo banchettato (+11 al termine) permettondosi così di far pari alle medie di tiro super della Virtus (60% totale, meglio da 3 che da 2). Merito dell’affermazione del duo Koponen&Moss che rispondo nel modo migliore alla partitaccia di 8 giorni prima, ma ad onor del vero va segnalato che fino a quando Jamison è rimasto sano in campo la partita era in parità e non pareva una passeggiata per i ragazzi di Lardo portarla a casa come invece si è visto. Escluso Collins (in partenza per gli States per assistere al funerale del fratello maggiore) il derby in bianconero presenta tutti gli al via, nonostante le traversie settimanali di vari giocatori. Solito quintetto per Lardo mentre Valli va da subito con l’ultimo arrivato Spinelli, con entrambe le squadre ad uomo in avvio. Partenza brillante, poi la Virtus inizia a difendere senza calare l’intensità offensiva che dopo la partenza fulminea di Koponen vede coinvolti tutti quanti e con un parziale di 9-0 scrive il primo allungo a metà frazione (15-7). Il tentativo di rimonta estense passa da Jackson al quale però continua a rispondere un Koponen quantomai preciso (12 in 10’) e per i bianconeri ci sono 5 lunghezze al primo stop, dopo 10’ di molta corsa ed attacco e meno attenzioni dietro. Jackson continua a mangiarsi Moraschini e così Ferrara si riaccosta a -1 dopo 2’ del secondo quarto, per impattare poco dopo sull’ennesimo rimbalzo lasciato a Jamison. La partita si scalda e dopo varie contestazioni Penn viene sanzionato col tecnico e dal contesto dell’azione arriva il primo sorpasso estense, dall’area colorata per nulla presidiata. E l’anemia a rimbalzo continua permettendo a Jamison di mettere il +3 a pochi attimi dal termine di una frazione che porta in dote agli uomini di Valli un buon parziale di 22-14. E’ a rimbalzo il grande problema virtussino, Ferrara spopola sotto al ferro dove ha preso in attacco le stesse caramoble della Virtus in totale, ed a quel punto poco contano le ottime medie al tiro (61% totale). Poi la poca pericolosità in area ha portato a casa solo 2 miseri liberi che paragonati ai 10 avversari ha il suo peso. Unica soddisfazione di metà partita per Lardo può esser che con una valutazione di 53-32 Ferrara non abbia spopolato e riequilibrando poche cose il match potrebbe aggiustarsi. E’ Moss a propiziare il sorpasso con 10 punti in meno di 4’, ma Jamison rimane una costante nel pitturato infortunandosi però dopo 4:10’ lasciando così orfani i suoi compagni che attaccano una Virtus a zona. Immediata fuga virtussina (57-50) che non viene limata dal rientro in campo del pivot di casa, anzi la bomba finale dall’angolo di Kopenen dice +8 al termine di una frazione ampiamente dominata grazie anche alla zona che ha tolto punti di riferimento a Ferrara ma soprattutto ad un 4/6 da 3 che conferma quanto di buono espresso dall’arco anche nel primo tempo. Ed il buon momento per gli ospiti continua, Sanikidze pianta una schiacciata stellare, Koponen continua il suo show personale ed arriva per la prima volta la doppia cifra di vantaggio bianconera con 7’ da giocare e Valli costretto a fermare le ostilità. Si amplia in seguito il vantaggio bianconero, che con Hurd&Sanikidze da lunghi trova le cose migliori a difesa del proprio ferro. E ci si avvia così verso un finale dilatato nel punteggio, tenendo Ferrara ad un punteggio basso e per una volta regalandosi un punteggione in trasferta che difficilmente era pensabile capitasse. 
VALUTAZIONI
Penn 5,5 passo lento ma sicuro, poi cade in un tecnico che lo esclude dalla partita, lasciando strada a chi ne aveva molto più di lui. In 23’, -1 di val. e 3 di +/-
Koponen 8 al meglio di sempre stile canotta finlandese, fa sempre cesto, guida sicuro e dietro regala momenti duri a Grundy, cosa chiedergli di più? In 34’, 19 di val. e 23 di +/-
Fajardo 5 provato per pochi momenti, non tiene a rimbalzo e in seguito gli vengono preferite altre soluzioni. In 8’, 6 di val. e -8 di +/-
Sanikidze 7 un primo tempo anonimo, poi esplode i suoi tentacoli cambiando l’inerzia dell’incontro, pescando anche una tripla fondamentale quando la partita era ancora in bilico. In 27’, 11 di val. e 9 di +/-
Maggioli 5,5 sovrastata a rimbalzo da Jamison in ogni frangente, almeno continua a crederci e senza l’americano fa la voce grossa. In 21’, 5 di val. e 12 di +/-
Moss 8 respinge tutte le critiche della partita precedente, gioca un incontro totale regalando solo cesti ed una difesa superba su Jackson. In 30’, 34 di val. e 24 di +/-
Moraschini 5 il suo primo passaggio permette a Jackson di riportare in partita i suoi e gasare così l’ambiente. Troppo morbido ed indeciso. In 12’, -2 di val. e -7 di +/-
Vukcevic 6 tanta foga, strano per uno che dovrebbe controllare il gioco, ma alla fine ha più cose positive che negative. In 19’, 6 di val. e 8 di +/-
Hurd 5,5 sovrastato brutalmente a rimbalzo, in difficoltà anche davanti, si riabilità nella zona finale quando è bravo a chiudere sia sotto che l’angolo, ma servirebbe qualcosa di più. In 25’, 10 di val. e 19 di +/-
Lardo 7 trasmette da subito un ottimo approccio alla squadra, si tiene nel taschino a lungo la zona che chiede l’incontro anche se contro Jamison non trova soluzioni. Ma serviva una vittoria ed è arrivata in maniera esaltante rilanciando inoltre chi era reduce da una brutta prestazione.
Luca Cocchi

8. Giornata > Andata > 29/11/2009 18:15
Casalecchio di Reno
Virtus Forza Bologna – Pepsi Caserta 72-84 (18-17 32-34 45-55)
Virtus :
Penn 19 (1/4 5/6 2p 2a), Koponen 7 (1/2 1/5 3r 4rec), Baldi Rossi n.e. Righetti, Fajardo 4 (2/4 0/1), Sanikidze 13 (2/9 0/2 12r 3sf), Maggioli 6 (3/5 5r 2rec 2p 2sf), Moss 8 (1/9 2/3 3r 3p 5a), Moraschini 4 (2/3), Vitali n.e. Vukcevic 5 (1/3 1/5 3r 3r), Hurd 6 (1/3 1/3 5p). All.re Lardo
Caserta : Koszarek (0/2 2p), Porfido n.e. Parrillo n.e. Di Bella 21 (4/7 2/3 6fs 2rec), Bowers 11 (3/4 1/2 4r 5a), Michelori 6 (2/6 4r 3p 2ss), Zamo n.e. Doornekamp 10 (1/2 1/1 4r 6fs), Marquis (), Ere (), Martin (), Jones (). All.re Sacripanti
Arbitri : Cerebuch, Duranti, Weidmann
Applauditissimo ex, Fabio Di Bella è il vero vincitore della contesa, ispiratore del primo allungo di Caserta nel terzo quarto e domatore dei flebili tentativi bianconeri di rianimare la partita in avvio di ultima frazione, lanciando così i suoi nelle parti nobili del campionato. Ma non di solo Dibo è vissuta la banda di Sacripanti, ogni giocatore entrato in campo ha portato cose buone alla causa, ed allora un bravo a coach Pino è dovuto. Da parte sua Lardo ha avuto la peggior prestazione italiana di Moss (primo cesto al 38’) che unita alla scialba prestazione di Hurd ha condizionato fortemente l’attacco bianconero (che chiude col 36% totale), e subisce la prima grossa battuta d’arresto a rimbalzo dove il saldo dice -14. Le conclusioni che i compagni hanno dovuto cercare con assetti precari hanno finito per sporcare anche la difesa, non sempre a posto, e le buone indicazioni colte domenica scorsa contro Avellino son subito naufragate. Non si può sperar di vincere mettendo 3 cesti per 2 quarti a fila, anche se la difesa assomiglia più al Vajont che al gioco del basket, alla fine qualcuno che cesto lo fa lo si incontra, e se vengono dall’ex capitano dall’arco (dov’era la sua pecca negli anni bolognesi) fa anche più male. Aria di derby in avvio, i tifosi casertani, gemellati coi fortitudini sono numerosi e vocianti, così l’atmosfera è caliente ed il colpo d’occhio della Station molto bello. Parte a zona la Virtus, ma Caserta è più reattiva e infila il cesto con continuità (2-7), mentre dall’altra parte è Maggioli a reggere l’attacco con Lardo infuriato costretto a chiedere una sospensione già dopo 3’. La difesa cambia atteggiamento, con le bombe di Penn la Virtus respira e Maggioli trova il primo sorpasso 12-11, ma soprattutto toglie la corsa a Caserta che era parsa l’arma migliore a disposizione. Un cesto la volo sulla prima sirena del rientrante Fajardo vale il vantaggio virtussino al termine di 10’ di buon basket con Caserta più pronta a rimbalzo e Bologna meglio al tiro. Seconda frazione, Caserta rimete il muso avanti usando al meglio le doti fisiche di Ere e Bowers, ben coadiuvati dal dinamismo di Doornekamp, e quando Martin infila la bomba a metà frazione porta i suoi a +8, con la Virtus che non vede più il canestro, 4 punti in 5’. Lì la Virtus inizia a far diga con Vukcevic a box&one su Bowers, ma davanti nessuno trova mai il cesto complici Moss&Hurd mai così abulici, fortuna che i voli a rimbalzo di Sanikidze vengon fermati dai campani con falli che il georgiano converte dai liberi, permettendo ai suoi di riavvicinarsi nonostante le grandi difficoltà offensive. La tripla sulla sirena di Koponen è un balsamo insperato che rimette i suoi a sole 2 lunghezze di distanza dopo aver sofferto le pene dell’inferno davanti (3 cesti in 10’ compresa la preghiera finale) e per 15’ anche dietro non tutto è filato nel verso giusto. Ripresa, Di Bella lancia la fuga ma Penn segna ed ispira così dopo 4’ è parità a 39, ma l’ex capitano ci riprova e da solo scrivre 40-48 con meno di 3’ da giocare e Lardo a sospendere il gioco. E’ ancora Penn con una bomba a chiudere un parziale di 12-0 degli ospiti, in un quarto dove il duo Moss&Hurd continua ad essere da Chi l’ha Visto? e continuano per forza di cose le difficoltà offensive bianconere. Fiammata bianconera in avvio per il -5, ma Caserta non perde la testa e reagisce immediatamente e riaggunta la doppia cifra di vantaggio all’entrata degli ultimi 5’. Va anche a +14 la Pepsi con tanto Jones, mentre la Virtus incappa così nella prima partita della stagione senza riuscere a giocarsela fino al termine, del resto raggiungere i 60 punti in casa nel tempo dei rifiuti è un segnale molto inquietante. 
Nel dopopartita voce a Sacripanti :”vittoria molto importante su campo di una squadra ben costruita, vittoria meritata giocando bene a pallacanestro. Abbiamo fatto vedere di difendere, per 35’abbiam tenuto Bologna a 50 punti. Al di là della prestazione corale della squadra, voglio segnalare che la partita persa a Teramo ci ha permesso di vincere qui, oggi abbiam messo i liberi gestendo il vantaggio. Siamo senza esperienza e vissuto, ogni volta che facciamo qualcosa dobbiamo immagazinarlo”. Poi Lardo :”complimenti a Caserta che ha dimostrato di essere completa giocando una grande prova difensiva dove noi abbiamo subito a rimbalzo ma anche dalle altre parti. Abbiamo avuto molti giocatori sottotono, capita ma in queste condizioni e contro questa Caserta non si vince. Mi hanno sorpreso in difesa, certo aiutati da noi, ma comunque bravi loro perché han dimostrato di essereci da tutte e 2 le parti del campo”. 
VALUTAZIONI
Penn 6,5 è l’unico che fa cesto, prova anche ad ispirare i compagni, ma sovente non la mettono in una vasca. Su Di Bella subisce, ma lo si sapeva. In 32’, 14 di val. e -11 di +/-
Koponen 5,5 tanta energia dietro, ma se il tiro non va diventa un creatore di confusione per i compagni, finendo per mettere fuori giri tutti. In 27’, 8 di val. e 3 di +/-
Righetti n.g. una comparsata e nulla più, gli vien preferito, a ragione, Moraschini. In 4’, -3 di val. e -10 di +/-
Fajardo 6 ci prova, bene in avvio, meno dopo quando i giochi son poco chiari e deve trovar spazi lontano dal canestro. In 13’, 2 di val. e -4 di +/-
Sanikidze 6,5 le medie al tiro son pessime, ma i suoi rimbalzi ed il suo dinamismo tengono a lungo in gioco la squadra. Con lui seduto c’è sempre una mancanza di energia troppo evidente. In 25’, 19 di val. e 3 di +/-
Maggioli 6 parte forte, poi i lunghi atipici di Caserta lo costringono a parti di campo non conforme a lui. In 16’, 10 di val. e -9 di +/-
Moss 4 per 38’è imbarazzante, mai in partita subendo tanto Ere al quale non riesce mai ad andar via. Poi senza trovare il cesto finisce anche per perdere più palloni del solito. In 33’, -1 di val. e -8 di +/-
Moraschini 6 buon sprazzo iniziale, forse poteva anche essere riprovato in seguito, ma è capibile cercar di andare con chi solitamente le vince. In 6’, 1 di val. e -6 di +/-
Vukcevic 6 poco tiro, un po’ di costrutto (anche uno schiaccione dalla linea di fondo), ma necessita di una sponda offensiva per essere più incisivo. Esce infortunato, da valutarne l’entità. In 19’, 7 di val. e -6 di +/- 
Hurd 4,5 impalpabile, restio a prendersi iniziative, quando le prende si capisce il perché. In 25’, 2 di val. e -12 di +/-
Lardo 6 ruota i quintetti, cava energie da Sanikidze a cui si aggrappa, prova e riprova chi avrebbe dovuto reagire ad un inizio pessimo, ma non ottiene mai risposte. La difesa a tratti si è vista, l’attacco per 38’ ha dovuta far senza di Moss ed Hurd e così non può vincere.
Luca Cocchi

7. Giornata > Andata > 22/11/2009 18:15
22/11/2009 Casalecchio di Reno
Virtus Forza Bologna – Air Avellino 73-55 (25-16 34-26 56-39)
Virtus :
Penn 2 (1/1 0/2 2p 2a), Koponen 18 (3/5 3/6 3p 2a), Righetti, Fajardo n.e. Sanikidze 10 (2/2 1/1 8r 4p), Maggioli 9 (3/4 1/2 8r 3p), Moss 15 (6/10 1/2 5r 2rec 4p 2a), Moraschini, Negri n.e. Fontecchio, Vukcevic 11 (2/4 1/2 4r), Hurd 8 (2/7 0/2 6r 3p). All.re Lardo
Avellino : Troutman 11 (3/11 0/1 10r 3rec 3p), Di Luccio n.e. Dylewicz 6 (3/8 0/2 4r 4rec), Casoli, Lauwers 11 (1/1 2/3 3r 3rec), Brown 16 (4/8 2/7 3r 3rec 2p 2a), Iannicelli n.e. Napodano n.e. Diarra (0/2 da 3), Porta 2 (1/2 0/2 2p 3a), Nelson 8 (4/7 0/2 3r 4p), Szewczyk 1 (0/2 0/2 2r 2rec 3p). All.re Pancotto
Arbitri : Lamonica, Giansanti, Quacci
Si interompe contro la Virtus la magica striscia vincente di Avellino, contro la Virtus più bella dell’anno, anche se Fajardo c’è ma non gioca (ma a vederlo in panchina pare il vero assistente di Lardo), che prima prova a vincere segnandone uno di più, poi si ricorda del proprio DNA, chiude tutti i portoni (Avellino tira col 33%) e finisce in bellezza pescandoci una grande prova di Koponen e la conferma che Varese è stata ben più di una rondine per Sanikidze. Il georgiano, usato tanto anche da centro puro, ha risposto alla grande in un secondo tempo dove le sue giocate atletiche hanno messo con largo anticipo i chiodi sulla bara di Avellino. Fin quando c’è stata partita tutte le statistiche han sorriso ai padroni di casa, e c’è da credere che i 39 punti subiti in 30’, fin quando si poteva parlare di partita, sian stata la nota di maggior felicità per coach Lardo. Fiducia di nuovo a Koponen da guardia in avvio, ed il finnico trova subito la strada per aprire le marcature, e con le sue bombe, unita ad una di Maggioli c’è la prima fuga Virtus, 16-6 dopo 5’ con Pancotto che deve chiedere una sospensione. Alterna zona ed uomo Lardo, Avellino ci si perde trovando spunti solo da Brown, ma quando non arrivano più le triple anche per i bianconeri diventa difficile inquadrare con continuità il cesto e la partita rimane in bilico, fino a quando Vukcevic imbuca sulla sirena il +9, con ben 25 punti già segnati frutto di 5 bombe (cosa che di solito la Virtus assiema in una intera partita). Si segna molto meno in avvio del secondo periodo, 4-4 dopo 5’, e tanto meglio per i padroni di casa che col vantaggio a favore portano l’incontro su canoni più consoni ai propri crismi. Ma qualche dormita dietro e leggerezze davanti permettono ad Avellino di rientrare prontamente, anche perché punti dai lunghi i bianconeri non ne trovano mai e la difesa più stretta sugli esterni inizia a pagare. Alle sciagure offensive virtussini ci si accosta anche Avellino, che con Troutman e Dylewicz sbaglia l’impossibile da 5 centimetri, mentre Nelson cade in banali passi. Il secondo periodo termina con AirGeorgia a mettere 2 liberi e stoppare in cielo l’ultimo tentativo di Dylewicz di riavvicinarsi. Termina con un chicca un quarto di basket pessimo, 9-10 di parziale (5-11 di val.), con nessun lungo virtussino a referto dall’area colorata in 20’, ma gli altri stanno a 1/12, mal comune mezzo gaudio soprattutto per chi conduce di 8 punti. Un tap-in di Maggioli dopo 100” è il primo cesto di un lungo bianconero nell’incontro, subito dopo un contropiede di Moss mette per la prima volta oltre 10 punti di differenza tra le squadre e su quelle differenze a lungo si sta per inconsistenze offensive varie, su tutte quelle di un Hurd mai così giù nella sua esperienza bolognese. Con l’energia di Sanikidze la Virtus va, 52-34, usando zona e uomo alternativamente con i ragazzi di Pancotto a non capirci mai nulla e finendo fuori rigi in un finale di terzo quarto che riaccosta il pubblico con la tranquillità del gioco dei propri beniamini (30-11 di val. nei 10’ lo chiariscono con efficacia). 2 grandi difese in avvio di quarto quarto costringono Pancotto a fermare il gioco al limitare del -20, ma da quelle parti ci si sta a lungo e solo quando la concentrazione e la determinazione fisiologicamente calano Avellino si riavvicina ma sempre ben oltre la distanza di sicurezza. E la festa, a differenza delle altre volte inizia con molto anticipo, permettendo a Lardo di far fare passerella ai suoi protagonisti. 
Nel dopopartita voce a Pancotto :”complimenti alla Virtus che ha fatto una grande partita. Noi in attacco molto male, fuori dai nostri ritmi e regole, ma male anche in difesa perché non siam mai riusciti né con un uomo né con la squadra intera a cambiare qualcosa. La Virtus ha fatto la sua pallacanestro, noi siamo una squadra di vascello, contro le corazzate dobbiamo imporre il nostro gioco e oggi non cia siamo riusciti”. Poi Lardo :”voglio ringraziare lo staff medico che sta facendo un grandssimo lavoro causa tanti problemi di percorso, in campo vanno i giocatori ma le vince il gruppo. Sono soddisfatto perché tutto quello preparato è riuscito alla perfezione. Oggi abbiamo prodotto uno spettacolo difensivo importante, mettendo granelli nell’ingranaggio di Avellino che stava facendo un bel basket. Oggi abbiamo lavorato di più tatticamente sui giochi degli avversari, bravi i ragazzi a farlo, ma al di là della tattica ci abbiamo messo forza e spirito di sacrificio. Il grande sforzo difensivo ti porta a non essere lucidissimo, da qui le 20 palle perse. Grazie a Penn per aver stretto i denti per esserci. Abbiamo cercato di far capire che non volevamo far correre loro ma noi potevamo correrre, questo si è potuto fare grazie alla difesa. Temevano il loro dominio in area, bravi i nostri tre lunghi a chiudere gli spazi, ma sul lato debole tutta la squadra è stata brava a chiudere e a prendere gli sfondamenti. Molto contento per Koponen che ha dato un segnale importante.
VALUTAZIONI
Penn 6 stringe i denti ed è presente. Lo si nota poco davanti fino ad un cesto sulla sirena di un 24” importante. Meglio oggi in difficoltà fisiche che altre volte in condizioni perfette. In 27’, 1 di val. e 12 di +/-
Koponen 7,5 è con una grande prova che risponde alle critiche di inizio anno, dritto al tiro in avvio e rigoroso a guidare per tutta la partita, un forte segnale anche mentale. In 32’, 14 di val. e 19 di +/-
Righetti n.g. una piccola comparsata nel momento di maggior difficoltà di gioco dei suoi, poi non riproposto. In 4’, -1 di val. e -1 di +/-
Sanikidze 7 i suoi voli coincidono coi momenti migliori di qualità e resa della squadra. Un segnale forte dopo la buona prova di Varese, proponendosi sia da ala forte che da centro, dimostrando in primis molta testa. In 24’, 17 di val. e 13 di +/-
Maggioli 6,5 ci mette un po’ a capire che contro i lunghi avversari può far la voce grossa, quando lo fa toglie le paure ai suoi e dopo tutto viene facile. In 25’, 13 di val. e 14 di +/- 
Moss 6,5 meno efficace in avvio che nel finale, dove come al solito tritura tutto ciò che incontra. Per una volta si è andati da altri per togliere le castagne dal fuoco e la sua quantità diventa anche più importante. In 34’, 14 di val. e 17 di +/-
Moraschini n.g. prima partita della stagione, un bel rimbalzo strappato davanti, poi ordinaria amministrazione. Qualche iniziativa non guasterbbe. In 6’, 1 di val. e -4 di +/-
Fontecchio n.g. si fa trovar pronto nel minuto di ipiego, poi sbaglia dai liberi, peccato. In1’, -1 di val. e 2 di +/-
Vukcevic 6,5 giocate furbe senza tante forzature in una giornata partita con qualche fatica e finita più semplice del previsto dando spazio a chi se lo è guadagnato sul campo. In 17’, 15 di val. e 9 di +/- 
Hurd 5 a lungo assente, lo salvano i colleghi di reparto, di suo ci mette una presenza più concreta del solito a rimbalzo, ma non si ricorda niente altro di positivo. In 30’, 4 di val. e 7 di +/-
Lardo 8 la sua partita perfetta, difesa asfissiante, attacco divertente oltre le aspettative e per una volta arrivo senza bisogno della volata finale, i suoi tifosi apprezzano e lo cantano con largo anticipo.
Luca Cocchi

 

6. Giornata > Andata > 15/11/2009 12:00
Cimberio Varese - Virtus Forza Bologna 68-78 (14-22 35-38 48-58)
Varese :
Passera 4 (1/2 0/3 3p), Morandais 20 (1/3 6/8 4r 3p), Antonelli 2 (1/2 2r), Mian, Galanda n.e. Thomas 12 (2/3 2/4 3r 2rec), Zahariev n.e. Martinoni 6 (1/6 0/2 3r 2p 3rec), Cotani 8 (3/9 11r 3rec), Tusek 6 (3/6 0/2 3r 3rec), Childress 5 (1/2 1/4 3r 3p 2rec 6a), Gergati 5 (2/6 0/2 2r 3rec). All.re Pillastrini 
Virtus : Penn, Koponen 8 (1/4 0/1 4r 4p 4a), Baldi Rossi n.e. Righetti (0/1 da 3), Fajardo n.e. Sanikidze 12 (6/8 0/1 15r 3p), Maggioli 6 (3/5 0/1 4r 2sf 2p), Moss 18 (6/11 0/14r 3p 2rec 2a), Negri 2 (1/1), Fontecchio 2 (1/1 1r), Vukcevic 17 (2/4 4/7 3rec 3a), Hurd 13 (2/4 1/1 3p 2rec). All.re Lardo
Arbitri : Cicoria, Seghetti, Capurro.
Torna coi 2 punti la Virtus da Varese, campo solitamente ostico, ma a questi aggiunge ben poco. Ottiene la vittoria col minimo sindacabile, partita tra 2 squadre da lazzaretto anziché da parquet che potrebbero sfoggiare nel cielo 40 scudetti e 10 coppe europee. Vince la truppa Lardo coi voli sopra al ferro del georgiano Sanikidze, che all’occorrenza piantona l’area contro gli inesistenti lunghi avversari, vince coi tiri dalla lunga di Vukcevic e con la forza delle mille braccia di Moss, ma vince soprattutto perchè dall’altra parte la Cimberio pare allergica al gioco del basket. Se Childress vede anni luce prima le cose ma poi fatica a farle, se Morandais continua a mostrare talento sopraffino e testa imbarazzante (dopo 3 bombe a file che riaprono la partita cade in un 5° fallo su di un taglietto di Moss che più che verso il canestro sembra andare a far colazione…) , se Thomas gioca sul dolore e questo è tutto vuol dire che una grande mano alla vittoria Virtus va ascritta ai padroni di casa che sembrano una squadra di dilettanti con qualche ex stella ora riciclata a far numero. Se si arriva a metà con un 6/22 da 2 (e comunque si chiude con un terribile 38% da 2), onore al merito alla difesa Virtus (per altro a lungo nel mezzo senza un centro titolare e sovente più con giocatori che son dei 3 e mezzo che dei 4) ma tante grazie a chi già ringrazia per calcare platee così blasonate. Parte avanti Varese sulle prime luci di Morandais, ma col passaggio a zona Virtus e con l’ingresso di Vukcevic è subito cambio di vantaggio in campo, ribadito sul finale da un’entrata di Negri su Mian, dopo che Penn si scaviglia a metà frazione (senza che prima nessuno l’avesse notato) per non rientrare più. Nel secondo quarto il cannovaccio parrebbe similare, ma il Pilla prova l’infortunato Thomas (mentre Galanda solo guarda come dall’altra parte Fajardo con Slay sostituito da Tusek e Blizzard fuori) e questi risponde presente ricucendo a -2 quando ha fatto il suo debutto stagionale anche Righetti. Un libero di Koponen che aggiunge anche tantissima confusione mette 3 lunghezze tra le 2 formazioni, con Varese che trova tanti, troppi rimbalzi offensivi ma che non converte mai causa giocate troppo deboli dei suoi tanti giovani. La Virtus è nelle mani fatate di Vukcevic, che si nota anche per un coast to coast, cosa che a memoria non era dato ricordare. Lardo deve essersi fatto sentire nella pausa, avvio di ripresa e Virtus a +11 con Sanikidze a schiacciare nel cesto di tutto e partita che pare già in ghiacciaia, +10 al 30’ con Lardo ormai fisso a zona, trovando il primo cesto in carriera da Fontecchio nel finale su assistenza del solito Vukcevic. E’ +14 (50-64) in partenza degli ultimi 10’, gli ospiti potrebbero divorare l’incontro ma non trovano mai il passo decisivo, dall’altra parte Morandais ha un guizzo dei suoi e Varese rientra con 3 bombe a fila del francese, 61-66. Ma lo stesso francese si autoesclude con uno schiocco fallo su Moss che fa percorso netto dalla linea, seguito da Hurd (anche lui per minuti fuori causa un infortunio al labbro) e così, dopo la bomba della paura di Passera che poteva essere il -2 Varese è facile per i bianconeri chiudere dalla linea un incontro che regala la seconda vittoria esterna della stagione e riassesta le cose dopo la sciagurata sconfitta interna con Milano. Gioco ancora da trovare, capacità di adattarsi alle situazioni quella sì, poi bisognerà valutare con attenzione la situazione di Penn perché col solo Koponen creare gioco diventa un problema. Per ultimo una considerazione sull’impiego dei giocatori italiani : Varese svetta in minuti di impiego per oriundi “veri”, però i risultati sono sotto gli occhi di tutti, come i fischi a Passera, al di là di tutto la gente vuol vedere giocare bene gente in cui riconoscersi, ovvero che possano stare alcune stagioni filate con la stessa maglia, che siano italiani, serbi, argentini o francesi poco importa. Morse, Yelverton, Danilovic, Ginobili, Rigaudeau oppure Antonelli, Mian, Passera, Maggioli, Righetti? 
VALUTAZIONI
Penn n.g. si rompe dopo 5’, fin lì di anonimato generale, per il continuo dell’incontro nessuno si accorge della sua assenza, e questo non è un bel segno. In 5’, -1 di val. e 1 di +/-
Koponen 5 troppe fatiche non trovando mai il timing giusto in nulla, né per forzare né per ragionare, lo salvano i pariruolo avversari, senza talento o senza più fisico. In 38’, 13 di val. e 6 di +/-
Righetti 5 dopo tanta contumacia viene riproposto per mancanza di alternative. Al primo colpo non incide, ma almeno dimostra di essere un professionista e sbattersi anche quando gli vengono prima preferiti i bambini. In 9’, -1 di val. e -2 di +/-
Sanikidze 7,5 sopra al ferro debordante, sotto finisce un po’ spesso spinto via, ma con prestazioni come queste (da ovazione una schiacciata a difesa schierata) anche gli arbitri inizieranno ad occorgersi di lui. Oggi effetti speciali e sostanza, da confermare anche con avversari veri. In 36’, 24 di val. e 8 di +/-
Maggioli 6 potrebbe spaccare il mondo contro gente che ha bisogno del cannocchiale per guardarlo negli occhi, fa il compitino ma potrebbe far tanto di più, comunque meglio che in avvio di campionato. In 15’, 6 di val. e 8 di +/-
Moss 6,5 ogni giocata passa dalle sue mani, oggi forza il minimo facendosi cinico e mettendo cesti solo quando sicuro dell’esiso dell’iniziativa, nelle altre parti del campo al solito totale. In 38’, 19 di val. e 11 di +/-
Negri 6 al suo debutto in campionato, trova di forza il suo primo cesto e tiene con dignità il ruolo, per oggi basta, c’è caso che in futuro dovrà riproporsi ancora più autoritario. In 7’, 0 di val. e 3 di +/-
Fontecchio 6 anche lui battezza positivamente la prima volta, pronto sullo scarico di Vukcevic a chiudere il terzo quarto e senza paura contro le spinte di Tusek. In una squadra con grossi problemi di lunghi porta minuti importanti. In 7’, 2 di val. e 4 di +/-
Vukcevic 7 toglie tutte le paure ai compagni tracciando la via, dando fiducia anche ai cinni, finendo magari un po’ cottarello ma sempre presente alla faccia di quello di là che anni orsono lo vedeva pronto per 12’ e non di più. In 23’, 14 di val. e 11 di +/-
Hurd 6 fra piccoli infortuni e tentennamenti tanta panca e poca sostanza, nel finale invece c’è e dai liberi non tradisce mettendo il sigillo alla partita dei suoi. In 22’, 11 di val. e 0 di +/-
Lardo 7 certo di là non stavano benone, ma quando ottieni qualcosa da chiunque butti nel mezzo significa aver lavorato bene ed a lungo nelle settimane precedenti. Poi senza un play che crei gioco tutto davanti viene difficile, le cose più belle si vedono nei rari momenti veloci, ma sa per primo che giocando sempre così il suo pubblico andrebbe a casa felice per il gioco ma insoddisfatto per il risultato. Non ha paura di giocarsi la faccia con oltre 30’ di zona, dopo una sconfitta non c’è rimedio migliore di una vittoria, arrivi come arrivi.
Luca Cocchi

5. Giornata > Andata > 08/11/2009 18:15
08/11/2009 Casalecchio di Reno
Virtus Forza Bologna – Armani Jeans Milano 83-87 d.t.s. (14-18 32-41 55-54 73-73)
Virtus :
Penn 7 (1/1 1/3 2r 2rec 2p), Koponen 4 (1/1 0/3 4r 2p), Blizzard 5 (1/1 1/3 2r 2rec 2p), Moraschini n.e. Fajardo 7 (3/6 3r 2p) , Sanikidze (0/1 0/1 5r 2p), Maggioli 17 (6/9 0/1 7r 3rec 3p), Moss 15 (5/15 0/3 8r 8fs 7rec 3p 4a),Negri n.e. Fontecchio n.e. Vukcevic 15 (0/3 4/5 2rec), Hurd 13 (4/16 0/4 10r 3p). All.re Lardo
Milano : Acker 16 (2/4 2/3 5r 4p), Mancinelli 11 (5/7 0/1 4r 2rec 5p 2a 2sf), Hall 6 (1/2 0/4 10r 3rec), Maciulis 5 (1/2 1/1 5r 2p), Mordente 7 (1/1 1/3 3r), Finley 13 (3/6 1/5 3r 2rec 3p 5a), Bulleri n.e. Mason Rocca 11 (4/6 8r 7fs 3rec), Filloy n.e. Petravicius 16 (6/9 3r 2rec 5p), Beard n.e. Viggiano 2 (1/1). All.re Bucchi
Arbitri : Sahin, Mattioli, Barni 
Il sangue sudore e lacrime tra le 2 square più assidue del mezzodì televisivo premia l’Armani al termine di un incontro non bello ma molto tirato e quindi pieno di emozioni. Non riesce l’impresa alla Virtus di risalire come con Teramo dal -9, sprecando il colpo del KO al termine dei regolamentari con Vukcevic quando pochi secondi prima sembrava che la vita fosse già finita. Milano ci mette più fisico, riequilibrando nel finale la lotta a rimbalzo quando per lunghi tratti pareva farla soccombere, ma comunque per quanto visto la Virtus può persino essere contenta per quello messo sul campo (sprecando i colpi del KO tirando col 36% vuol dire comunque di essecie con la testa), tante volte pareva sconfitta ed alla fine era sempre lì a giocarsela. Determinanti anche i troppi errori ai liberi negli ultimi 15’, in momenti sovente decisivi che han permesso a Milano di non uscire dall’incontro. Si segna col contagoccie in avvio e quelle goccie sono solo milanesi visto che la Virtus ci mette quasi 3’ a trovare il primo cesto con Hurd mentre l’Armani “veleggia” a 4. Dopo le prime difficoltà è Mancinelli a firmare il primo allungo della partita (9-14) quando la girandola dei cambi ha già stravolto le formazioni con forse per la prima volta l’ex fortitudino ed Hall in campo assieme. Solo una bomba di Vukcevic sparata in uscita da un blocco ferma l’emoragia dei bianconeri sul -4 alla prima pausa. Nel secondo quarto non basta ai padroni di casa prendere più rimbalzi, non segnando mai Milano scappa e dopo 2’ se ne sta con 9 punti di vantaggio quando Rocca pesca un 2+1 con Lardo che prova la zona. Qualcosa ci trova, l’Armani spreca 3 giocate a fila e Vukcevic ci mette 2 bombe firmando l’avvicinamento (24-25) che costringe Bucchi a fermare i giochi con 6’ precisi da giocare. E’ un’azione da 5 per Milano (cesto dall’arco di Acker e liberi convertiti da Petravicius su fallo di Hurd) a sparigliare nuovamente la partita con gli ospiti che ritornano a +9, grazie anche alle autostrade concesse da Maggioli a Petravicius (a parte i liberi del fallo di Hurd, tutti i punti del lituano arrivano bevendosi come un crodino l’ex Jesi). Tirando col 33% non si può certo pensare di non subire da Milano che puntellata su Mancinelli, riesce perfino a far riemergere 2 giocatori fin qui desaraprecidos come Acker e Petravicius, complici i troppo leggeri Blizzard e Maggioli. Ma, tolte le 3 bombe di Vukcevic, per tutta la Virtus il cesto è utopia e non bastano i ben 9 rimbalzi offensivi a reggere la baracca. Stesso copione in avvio di ripresa, Petravicius a spopolare e Milano a scappare, Lardo va con la zona e grazie al risveglio di Hurd la partita rimane in equilibrio, 46-47 al giro di boa della frazione con anche Bucchi a zona. Ma la zona vien bucata dall’angolo con Penn che scrive il primo vantaggio Virtus della partita dopo 27’, vantaggio che viene ribadito sulla sirena dalla prima bomba da un fin lì anonimo Blizzard, mentre Milano deve anche fare i conti coi 4 falli di Finley. Però Milano ci crede, con Acker vola e mette un 7-0 immediato in 2’, ma la formichina virtussina stringe dietro e raccattando le dormite milanesi si riaccosta e con un 2+1 di Moss nato da un furto in difesa sorpassa 64-63. Ultimi 5’ tutti punto a punto, avrebbe la possibilità di mettere 2 possessi di vantaggio la Virtus ma non arriva mai la giocata giusta e su quegli errori Milano si carica e pesca con Finley le giocate efficaci, anche e soprattutto per i compagni, cosa che tante volte gli viene imputato di non fare. E’ coi liberi che la Virtus impatta il -3 degli ultimi 35” (con un errore di Vukcevic) e sulla dormita a rimbalzo dei difensori ospiti Fajardo recupera il pallone per l’ultima giocata (infortunandosi però cadendo sul rotore pubblicitario) che Vukcevic spreca sul ferro. Nel supplementare quasi solo dai liberi si segna, prima che una bomba di Vukcevic allo scadere dei 24” dica +2 Virtus, ma il vantaggio non regge e così si entra negli ultimi 2’ in parità, come a 24” dal termine quando Rocca ha 2 liberi, ne mette uno ma sull’errore del secondo la Virtus lascia un ondivago rimbalzo a Milano. Mordente ai liberi fa 2/2, Vukcevic dall’altra parte 1/2 e c’è ancora tempo per il tiro della vittoria di Hurd che però finisce sul ferro. Acker dall’altra parte mette il suggello alla vittoria dell’Armani che così pesca un brodino tonificante dopo varie fatiche in avvio di campionato. Nel dopopartita voce a Bucchi :”una partita dura in un campo caldo, difficile ma molto bello dove giocare. La squadra ha dimostrato la volontà e la voglia di vincere, faticando ancora a rimbalzo, ma nella seconda parte ci siamo andati maggiormente a prendere la palla nel mezzo. Nei momenti decisivi la grande determinazione ci ha permesso di portare a casa una partita importante. Sono andato con Rocca nel finale perchè lo conosco, avevo bisogno di rimbalzi li ho chiesto e lui li ha dati, Petravicius ha mani d’oro ma deve migliorare. Ringrazio Mason che è sceso dall’aereo questa mattina alle 10 a Bologna mettendosi al servizio totale della società”. Poi Lardo :” noi oggi siamo questi, per vincere dobbiamo sempre dare il massimo non concedendo 87 punti , abbiam tirato con brutte percetuali perché la difesa di Milano ci ha messo in difficoltà soprattutto nei cambi difensivi. Ma abbiamo comunque avuto il tiro della vittoria, sappiamo cosa dobbiamo fare e che ogni giocatore deve portare il proprio mattoncino. Abbiamo perso le palle decisive sotto al nostro canestro, questo è quello di cui mi rammarico. Per Hurd non è stata una buona serata, poi non c’è stato equilibrio in attacco ed ha finito per fare 20 tiri, proprio perché non sappiamo ancora dova andare a colpire. Anche Moss ha preso tanti tiri proprio per quella ragione, ma oggi mi aspettavo questa partita. Ci stava anche perdere con questa Milano con alti e bassi, ma comunque con tanti giocatori e situazioni da proporre”. 
VALUTAZIONI
Penn 6 prova a dettare i ritmi lenti voluti dal coach, ha qualche sprazzo di luce ma mai 2 giocate decisive di fila, forse perché gli toccano 35’ con 4 di val. e 0 di +/-
Koponen 6 i quintetti con lui in campo, anche se generatore di confusione, son sempre quelli da recupero. In 22’, 4 di val. e 10 di +/-
Blizzard 5 non possono bastare 2 attacchi e 4 difese in tutta la partita a dargli la sufficienza, pericolosità nulla che costringe a extraminuti un Penn troppo usato. In 17’, 5 di val. e -10 di +/-
Fajardo 6 come al solito, quando è in campo anche se non si nota, la squadra rende meglio, da segnalare un ultimo recupero furbesco che poteva valere la partita. In 20’, 2 di val. e 2 di +/- 
Sanikidze 5,5 si mette al servizio della squadra, forse anche troppo, rinunciando ad individualismi inutili, ma qualcosina in più sarebbe lecito attendersi, soprattutto quando Hurd non ha impatto come oggi. In 12’, 2 di val e 0 di +/-
Maggioli 6 i numeri lo premiano, mette anche 2 liberi per impattare a pochi secondi dal termine, però da sempre l’idea di non incidere, soprattutto dietro dove troppo guarda e poco rende. In 25’, 20 di val. e -2 di +/-
Moss 6,5 il tiro proprio non va, ma tutto il resto è profuso all’ennesiama potenza, compresi i furti nei finali di partita che potrebbero ribaltarla se i compagni l’avessero imbucata. In 39’, 21 di val. e -3 di +/-
Vukcevic 6 il tiro dalla lunga è solo lui, ma gli errori ai liberi nel finale e quella giocata disgraziata al termine dei 40’ sono pietre troppo pesanti sulla coscienza. In 22’, 15 di val. e -9 di +/-
Hurd 5 non trova mai il cesto a parte un lampo nel terzo quarto, spreca anche un’ultima occazione che gli cade nelle mani al termine dell’incontro per vincerla. Subisce troppo il fisico di Mancinelli ed Hall, senza opporre adeguata resistenza. In 33’, 1 di val. e -8 di +/-
Lardo 6,5 la squadra non molla mai, trova risorse inaspettate quando ormai il baratro pare sicuro, insomma al di là del risultato i suoi hanno già determinate certezze. Unico appunto : l’azione nel finale dei 40’ doveva proprio giocarla Vukcevic per prendersi un tiro in uno contro uno, sprecando così la possibilità di andare a prendersi un eventuale fallo con Moss?
Luca Cocchi


4. Giornata > Andata > 01/11/2009 18:15 
Banca Tercas Teramo - Virtus Forza Bologna 66-69 (20-19 41-34 56-51)
Teramo :
Hoover 2 (0/1 0/5 ), Jones 14 (4/7 2/5 5r), Poeta 7 (2/5 0/5 7a), Amoroso 18 (4/12 3/5 6r 3p), Martelli n.e. Marino, Lulli 2 (1/2 2r), Cerella (0/1 0/1 2r), Thomas 3 (1/2 5r), Diener 9 (2/6 1/373 3p 3a), Stanescu 4 (2/2 4r), Jurak 7 (3/4 6r 2p). All.re Capobianco
Virtus : Penn 2 (0/2 0/1 2p), Koponen 6 (0/1 1/2 2r 2per 2 per 7fs), Blizzard 9 (0/1 3/7 2r), Baldi Rossi n.e. Moraschini n.e. Fajardo 5 (1/4 1/1 5r) , Sanikidze 7 (2/3 1/1 2r 3p 2rec), Maggioli 2 (1/1 2r), Moss 15 (5/8 0/3 5r 3sf 3p 4rec 3a), Fontecchio n.e. Vukcevic 7 (2/3 1/4 2a), Hurd 16 (3/5 2/3 8r 3p). All.re Lardo
Arbitri : D’Este, Sabetta, Caiazza
Arriva da Teramo, un campo finora inviolato dai bianoneri, la prima vittoria esterna della stagione, al termine di una partita che i padroni di casa hanno a lungo dominato ma che gli ospiti hanno spietatamente fatto loro. Vittoria di squadra, vittoria che più “lardiana” non ci può essere, frutto di applicazione difensiva (Teramo a 66 in casa non ci era mai stata in tutto lo scorso campionato, minimo furono i 73 che costarono la prima delle due retrocessioni Fortitudo)e pazienza offensiva, sfruttanto le mille energie di Moss, gli spunti ficcanti di Hurd e l’energia di Sanikidze, finalmente efficace. Teramo avrebbe più volte potuto chiudere l’incontro con facilità, ma l’ingolosirsi al tiro da tre che poco entrava (6/25) contro la zonaccia di Lardo le è stato fatale, dall’altra parte messa una cerniera al proprio cesto nel secondo tempo (dove son piovuti solo 25 punti) pian piano sono arrivate conclusioni pesanti che hanno tolto sicurezza a Poeta (in giornata no) e soci, dove il solo Amoroso ha avuto istinti vincenti fino all’intenzionale a 46” dal termine su di un fin lì inesistente Penn. In avvio la Virtus prova a rallentare ma alcune sghembe conclusioni aprono i contropiedi teramani che dicono in meno di 5’ 15-8 con anche un tecnico alla panchina bianconera. La Virtus passa a zona, Blizzard trova 3 bombe e si arriva al termine dei primi 10’ con sole 2 lunghezze per Banca Tercas. Nella seconda frazione la Virtus non segna mai, Jones invece sì mangiandosi perfino l’aggiuntivo del possibile +10. E’ Moss ad andare di nuovo a referto dopo oltre 4’ di digiuno, e con anche il solo cesto di Maggioli la situazione si ristabilizza, non fosse per la bomba di Jones poco prima della sirena che vale il +7 Teramo, che fa e disfa a piacimento, avendo Capobianco le sue belle gatte da pelare nel trovare chi mettere in mezzo all’area visto che tra Thomas, Jurak e Stanescu non si trova chi riesca a fare 2 cose positive di seguito. Tanta zona Virtus, Teramo senza chi finalizzi nell’area colorata si fida troppo del tiro dalla lunga che tradisce e lascia speranza ai bianconeri per rientrare in partita. Non segna nessuno in avvio di ripresa (con Jones limitato dai falli), quando ci riesce Fajardo la Virtus arriva sempre ad un possesso dal pareggio ma lì si ferma, anche perché Amoroso spadroneggia trovando cesti in ogni modo e rimettendo 7 lunghezze di vantaggio per i suoi prima che Moss lucri 2 liberi allo scadere per il -5. Ma la partita si è già spostata nelle mani delle difese, cosa gradita agli ospiti anche se il copione poco cambia nell’ultimo quarto. Dopo palle decisive buttate alle ortiche questa volta a meno di 5’ da giocare Moss impatta con un pregevole cesto dal post-basso, mentre 80” dopo Hurd agli sgoccioli dell’azione trova la bomba del primo sorpasso da quasi nove metri. Questa volta il vantaggio bianconero tiene, Teramo spreca l’impossibile dall’arco dei 3 punti (con tanti secondi tiri avuti dai ben 15 offensvi), non riavvicinandosi mai oltre i 2 punti (con un 1/2 di Amoroso costosissimo), mentre all’ingresso dell’ultimo minuto è Penn a condurre le danze. Sulla sua entrata, unica iniziativa valida della serata, Amoroso stupidamente si attacca al suo avambraccio nel momento del tiro,ovvio antispostivo che Penn converte sul +4. Non converte invece la facile azione successiva, ma i 20” sfruttati mettono ansie a Teramo che pesca un jolly con un fallo fischiato a favore di Hoover (un ectoplasma dagli occhi spiritati da dal tiro sbilenco oggi) che converte. Sul ribaltamento di fronte fallo su Hurd che fa 1/2, ultima palla ed ultima emozione, il tiro disperato di Diener viene stoppato in maniera sontuosa da Sanikidze che mette così in evidenza il suo atletismo con una giocata scacciapaura e determinante per la vittoria ma soprattutto per dare grande forza morale a lui ed alla squadra, che mai come oggi dimostrano di essere un tuttuno col proprio coach. E così arriva la prima risposta al trittico del mezzodì, risposta incoraggiante anche se a lungo la squadra pare priva di un gioco offensivo e legata tanto alla speranza che qualcuno, non proprio i lunghi…, raccattino i rimbalzi. Oggi tutto questo è bastato, potrebbe servire a dar fiducia anche a chi non ha risposto presente, ci si vede al prossimo incontro con Milano per ulteriori risposte. 
VALUTAZIONI
Penn 5 se Amoroso non si fosse attaccato al suo avambraccio sul finale, sarebbe stato dannosissimo, così, solo dannoso, senza mai dettare i tempi (se non riesci nemmeno a prendere la palla e passar metà campo…).In 27’, -3 di val. e 4 di +/-
Koponen 6 al contrario di sempre in maglia Virtus, malino al primo passaggio, molto meglio al secondo, dando un senso al ruolo di play che oggi il suo compagno di reparto proprio non aveva. In 14’, 12 di val. e -1 di +/-
Blizzard 6 nei primi 10’ sembra quello dell’era Markovski, poi torna quello di tempi più vicini a noi, ma continuando a tirare costringe gli avversari a prestargli attenzione. In 21’, 3 di val. e 2 di +/-
Fajardo 6 anche in una giornata anonima qualche cosa determinante la pesca, segno che la sua testa è sempre collegata. In 13’, 8 di val. e 2 di +/-
Sanikidze 6,5 c’è anche del suo nella vittoria di oggi, al di là della stoppata finale, energia ed un cesto da 3 sul -7 che vale svariate bombole di ossigeno per tutti i suoi. In 21’, 9 di val. e 8 di +/-
Maggioli 5 qualche chiusura difensiva, un cesto apprezzabile, insomma un passettino avanti fatto però rispetto ad un fondo dove si era annidato scavando profondamente. Serve comunque altro. In 14’, 2 di val. e -6 di +/-
Moss 7 davanti qualche colpo a vuoto di troppo, ma dietro da manuale, quando non chiude il suo uomo è pronto a tappare gli spifferi su tutte le incusioni e sugli extrapossessi avversari. Avesse qualcuno a dargli fiato diventerebbe super anche davanti. In 32’, 24 di val. e -3 di +/-
Vukcevic 5,5 sembra fermo sulle gambe, a causa anche di una preparazione a lungo bloccata. Non va il tiro, ma anche a smistare è sempre un pelo lento. In 25’, 4 di val. e 7 di +/-
Hurd 7 lotta a rimbalzo volando anche su teste ben più alte, davanti trova con facilità i cesti che disarmano gli avversari, si rivela sempre più killeristico. In 33’, 17 di val. e 2 di +/-
Lardo 7 viste le fatiche dei suoi e constatata la vittoria incorraggiante verrebbe da nominarlo MVP della partita, blocca con le sue difese miste (zona, uomo e box&one) il bollente attacco di Teramo non solo sotto agli abituali 80 ma addirittura ai 70, non mette ansie ai suoi anche quando il cesto è una chimera e da fiducia nel finale a chi fin lì ci è arrivato invece di andare solo coi galloni dei senatori.
Luca Cocchi

3. Giornata > Andata > 25/10/2009 18:15
25/10/2009 Casalecchio di Reno
Virtus Forza Bologna – Martos Napoli 76-62 (20-12 42-33 54-43)
Virtus : Penn 11 (3/5 1/4 3r 4rec), Koponen 8 (0/1 2/3 2r 2a), Blizzard 2 (1/2 0/3 3r), Moraschini n.e. Fajardo 10 (4/8 9r) , Sanikidze 9 (4/5 4r), Maggioli 1 (0/1 da 3 2r), Moss 17 (4/9 3/5 5r 3rec 6p 5a),Negri n.e. Fontecchio n.e. Vukcevic 7 (1/1 1/4 3rec), Hurd 11 (3/6 1/2 6r 4a). All.re Lardo
Napoli : Muurinen (0/1 0/1 3r), Aprea, Spippoli n.e. Kruger 2 (1/3 0/5 2a), Bonora (0/1 2r 2p), Adeleke 7 (3/4 7r 4rec 3p), Domenicone n.e. Drobnjak 14 (6/8 0/1 8r 2rec), Gigena, Tsaldaris 18 (4/5 2/5 3r 3rec 3p 4a), Jones 16 (5/6 2/5 3p 4a), Gabini 16 (1/4 1/6 5r 5p). All.re Pasquini
Arbitri : Begnis, Seghetti,Quacci 
Quel pasticciaccio brutto di Napoli via Rieti (segnalato anche da uno striscione dei Forever Boys) si rivela poco più di un brodino tiepido per la Virtus che centra la vittoria ma non convince al termine di 40’ di troppe difficoltà soprattutto contro una zona battuta solo nel finale dal duo Fajardo&Hurd ma a lungo subita in maniera impensabile. E non pensiate che l’ex NBA Jones centri tanto con la gagliarda partita di Napoli, certo il suo apporto è arrivato, ma non è stata quella la chiave determinante della resistenza della Martos. Quella forse è più da cercare tra ciò che ancora zoppica in casa bianconera, iniziando da un Maggioli non presentabile (e nemmeno Lardo una volta visto l’ha riproposto) finendo per un attacco che latita (8/22 da 3, comprese quelle a babbo morto). E così anche aver ragione di questa Napoli è stata dura, molto più di quanto il punteggio finale dica, se non fosse stato per qualche colpo di mestiere di Fajardo gli incubi sarebbero scesi dal cielo della FuturShow Station in modo pesante. E’ di Blizzard il compito di incollarsi alle caviglie del miglior tiratore del mondo, Mr. Jones (a suo dire, of course), mentre la partita scorre via in debito di gioco e cesti (6-4 al 5’), così Lardo pensa bene di cambiare 3/5 dei partenti quando Napoli, già alle corde tenta anche una zonetta bucata subito da Penn. La girandola di cambi porta un po’ di vitalità, nelle praterie lasciate (7/9 da 2 per la Virtus nei primi 10’) si divertono Sanikidze e Moss ispirati da Koponen, mentre per gli ospiti dietro a Tsaldaris son rari i segni di vita. La prima fuga Virtus (22-14) è ricucita da Gabini (che tira tutto ciò che gli passa per le mani) e Kruger, ma immediatamente Moss replica con cesti ed assistenze che battono la semplice zona chiamata in avvio di seconda frazione da Pasquini che in settimana ha preso il posto del prof. Marcelletti. Vantaggio in doppia cifra (33-19) appena la difesa Virtus prova a farsi sentire causando facili sciagure ai napoletani col Pando Bonora a guidarli. Il resto del tempo scivola via come la difesa Virtus che con Maggioli a presidiare il cesto pare la corsia del telepass in autostrada, permettendo alla Mortos il rientro a -9 alla pausa lunga con Tsaldaris e Drobnjak sugli scudi (sempre se si possa dire vista l’intensità dell’incontro). L’attesissimo Damon Jones entra in partita molto soffice, raramente cerca il tiro (4 in 18’) ma più l’appoggio ai compagni, anche se vista la compagnia sarebbe meglio provasse ad andare da solo, mentre la Virtus paga le difficoltà sotto al cesto dove in troppi pasteggiano felici. Avvio di ripresa orribile da entrambe le parti, poi a cavallo del 5’ Moss imbuca la tripla del 49-36 e Lardo per cercare maggior fluidità decide di rinunciare al lungo di ruolo ed andare con Hurd e Sanikidze. Non cambia la sostanza, anzi nella confusione offensiva bianconera Napoli ci trova qualche punticino frutto di giudiziose giocate di Jones, ricucendo il divario al termine di 10’ finiti 12-10. Non cava un ragno da un buco la Virtus alla partenza degli ultimi 10’, così Napoli è pericolosamente vicina, 55-51 su gentile concessione ad Adeleke sotto le plance a pochi meno di 8’ dal termine, e soprattutto trova la forza di crederci ancora. Sul 55-53 è un tap-in di Fajardo a togliere le prime vere paure, ma le angosce non se ne vanno ed all’entrata degli ultimi 5’ son ancora 2 i punti di vantaggio Virtus. Sono Fajardo e Hurd a trovare i cesti che aprono il divario (66-57), mentre è Moss a chiudere definitivamente l’incontro, mentre dall’altra parte i sassi di Kruger e Gabini ammaccano il ferrro e nulla più. Gli ultimi 90” son persino passerella per la Virtus, dopo aver rischiato oltremodo in una partita che doveva dare certezze e che invece oltre ai 2 punti porterà ben poco nella zaino di Lardo. 
Voce a Pasquini :”sono soddisfatto, con giusta mentalità e spirito di squadra, buona presenza nel cercarsi ed aiutarsi. Mi ha fatto molto piacere veder la squadra rientrare dal -13 al -2, brava la Virtus a dar la zampata che a noi non è successo. Questo tipo di prestazione è frutto in maniera totale ed assoluto di Marcelletti, che stimo come persona e come tecnico. Io cerco solo di fare quello che mi ha chiesto la società. Jones da quando è arrivato ci ha dato tantissima energia, è uno che adora giocare a pallacanestro, ha una umiltà e disponibilità incredibile, lui gioca con energia sempre, ma volevamo portarlo fino alla fine con quella energia. Uno con 10 anni di NBA con questa disponibilità mi ha fatto impressione”. Poi Lardo :”sarà un campionato equilibrato, i risultati lo confermano, ed anche questa partita con Napoli lo fa. Non hanno iniziato assieme ma già oggi si è vista la differenza. Nel momento più difficile abbiamo trovato la chiave per aprire la loro zona e stretto in difesa, cerchiamo di trovare la forma migliore per essere brillanti, cosa che ora non siamo. Non siamo reattivi, ci stiamo lavorando e dobbiamo trovare qualche aspetto nel lavoro che ci faccia essere più sciolti. E’ indubbio che oggi non sia stata una bella partita a anche per merito di Napoli, chiusa a zona con noi che non abbiam fatto canestro. Io non prometto nulla, capisco che ci si aspetti anche qualcosa di spettacolare ma voglio una squadra che non molli mai e che vinca, intanto mi tengo i 4 punti”.
VALUTAZIONI
Penn 6 tante fatiche ma non ha mollato mai, poteva soccombere ed invece alla fine era ancora presente. In 28’, 14 di val. e 13 di +/-
Koponen 6 al rientro primo sprazzo positivo secondo giro meno in mezzo a tante confusioni non generate da lui. Ma i suoi minuti son fiato importanti per tutti i compagni di reparto. In 17’, 11 di val. e 11 di +/-
Blizzard 5 dal tiratore scelto, contro una zona quasi costante, devi attenderti molto di più, da questa mancata pericolosità nascono troppe difficoltà per la squadra. In 20’, -2 di val. e 15 di +/-
Fajardo 6,5 30’ di lunge fatiche, poi nell’ultimo quarto è quello che cambia l’incontro, trovando punti nel fango poi anche cesti pregevoli, insomma la vittoria vede lui protagonista principe. In 24’, 16 di val. e 11 di +/-
Sanikidze 6 negli spazi vuoti veleggia protagonista, poi quando si inizia a stringere la contesa un po’ evanescente. In 16’, 13 di val. e -6 di +/-
Maggioli 4 provato e bocciato, ad oggi è un lungo che non prende rimbalzi e tira solo da 3. Troppi problemi sono collegati alla sua prestazione. In 11’, 2 di val. e 5 di +/-
Moss 6 alla lunga c’è anche la sua impronta nella vittoria, ci mette tanta sostanza un po’ meno di razocinio, per oggi basta, dalla prossima servirà più lucidità. In 35’, 16 di val. e 15 di +/- 
Vukcevic 5,5 il tiro non va e tanto sarebbe contato, troppe difficoltà contro avversari non proprio irresistibili. In 17’, 6 di val. e -8 di +/-
Hurd 6,5 vale per lui il discorso di Fajardo, emerge nel momento del bisogno dopo minuti di appannamento prolungati. Ma il timing del killer lo ha di nuovo messo in mostra. In 32’, 15 di val. e 14 di +/-
Lardo 6 ottiene il risultato minimo garantito, il problema è che non si è vista nessuna crescita dei singoli e nemmeno nell’insieme. Ma occorre ricordare che la squadra è corta e le difficoltà fisiche pesano tanto.
Luca Cocchi

2. Giornata > Andata > 18/10/2009 12:00
Angelico Biella - Virtus Forza Bologna 79-76 (21-26 39-36 61-56)
Biella :
Schultze 11 (1/1 3/6 4r 3p), Soragna 7 (1/1 1/3 2r 2a), Ceccarelli n.e. Ona Embo 2 (1/2 0/2 2p), Garri 4 (2/5 0/1 3r), Quarta n.e. Chessa 2 (0/1 0/1), Smith 18 (1/1 4/4 2p 4a), Aradori 10 (3/7 1/3 6r 2rec), Achara 2 (1/1 2p), Jones 15 (3/6 1/5 2r 2a), Pasco 8 (4/4 4r 3rec). All.re Bechi 
Virtus : Penn 6 (1/4 1/5 4r 2rec), Blizzard 9 (2/2 1/3 4r), Baldi Rossi n.e. Fajardo 9 (3/6 6r) , Sanikidze 3 (1/1 3r), Maggioli 4 (2/3 2r 4p), Moss 14 (4/8 3r 4p 4a), Fontecchio n.e. Negri n.e. Vukcevic 13 (2/3 2/4), Hurd 18 (3/7 2/5 6r). All.re Lardo
Arbitri : Sahin, Chiari, Barni
Con 79 subiti vola via la speranza virtussina di sbancare a Biella, contro una squadra che ci mette un ottimo Smith in avvio e tanto Jones nel finale, ma che a questi 2 nulla aggiunge. Ed allora sono in casa bianconera i mali da trovare, un attacco che non ne vuol sapere di funzionare ed un presidio dell’area colorata troppo latitante, gestito con giudizio da Fajardo che con tutto il bene che gli si può volere non rappresenta proprio l’additivo da titolare fisso che tanto sarebbe importante. Da stendere un velo pietoso su Maggioli, il reparto lunghi stride, e falsa suona la cifra totale a rimbalzo, quelli decisivi son tutti caduti in mano nemica sovente convertiti in punti spaccagambe. Era partita bene la Virtus, cesti facili compresa una bomba di Blizzard che ormai i più si erano dimenticati cosa fosse, e per tutti i primi 10’ si gioca a chi ne fa di più, da una parte un po’ tutti i primi 5 virtussini, dall’altra soprattutto Smith, ma nulla sarebbe stato più falso di quel 21-26. La sorprendente confidenza col cesto (o meglio l’imbarazzante difesa di Biella che nemmeno guarda) toglie alla Virtus quella consistenza difensiva che vale come ancora di salvataggio ed alle prime incertezze offensive legate a rotazioni limitatissime il giochino si rompe, Biella metta la freccia per il +6 (39-33) che solo una furba giocata di Fajardo limita alla pausa lunga con un gioco da 3, dopo che anche la zona vien bucata troppo facilmente con Schultze. A segnalare che in avvio di secondo quarto i bolognesi impegano 4:20’ per vedere muovere il proprio punteggio, sintomo delle difficoltà a venire. Nella ripresa non segna nessuno, e quando Vukcevic trova i cesti dalla lunga i suoi possono tornare avanti, ma nella confusione totale la Virtus spreca malamente con lo stesso Vukcevic liberi e successivo tiro forniti per un tecnico a Bechi dopo alcune fischiate apparse eccessivamente pro-ospiti. Da lì la reazione dei padroni di casa col miglior momento di Aradori, che colpisce sia in avvicinamento che dalla lunga. Ultimo quarto e rientro bianconero, punto a punto con il redivivo Jones a tener avanti i suoi fino al 70-65. Ma lì è Hurd a mettere la prima bomba, seguita dall’unica di Penn per il sorpasso che parrebbe cambiare la storia della partita. Jones non ci sta, gioca un’entrata al limite e si abbatte su Moss, fallo all’ex Teramo e sorpasso Angelico. Penn, improvvisamente sentitosi match winner prova nuovamente ad andar da solo, fallendo l’entrata e consentendo a Jones un’altra gita in lunetta. Lo stillicidio di liberi finale poco cambia, ma l’ultimo pallone è virtussino, con 5” da giocare. Vukcevic, forse per evitare di prendere un fallo che gli farebbe evitare il tiro per il pareggio, decide di dispedire la palla direttamente nella curva dei tifosi di casa che finiscono così per festeggiare senza la sofferenza dell’ultimo secondo. Una sconfitta per i ragazzi di Lardo evitabile magari con qualche difesa in più di Koponen sui 2 uomini che più han creato grattacapi, Smith e Jones, ma che dimostra come la coperta sia sovente corta e che vincere sempre e solo difendendo sia impresa ardua quando nel mezzo non ci sta nessuno ad intimorire gli avversari. 
VALUTAZIONI
Penn 5 se non fosse per la bomba finale che illude sull’ultimo vantaggio, ci sarebbe da penalizzarlo ancor di più, viste le serie difficoltà dietro sul pariruolo avversario che scorrazza indisturbato troppo a lungo. In 33’, 5 di val. e -3 di +/-
Blizzard 5 fa cesto quasi solo in avvio quando la difesa si deve ancora piazzare, poi ritorna quello di questa triste parte di stagione. In 29’, 10 di val. e -9 di +/-
Fajardo 6 contro i muscoli di Pasco maggiori sono le difficoltà a far reparto da solo, ma il suo lo porta. In 27’, 15 di val. e 2 di +/-
Sanikidze 5 ci mette quell’energia che non tutti portano, ma anche quella andrebbe dosata altrimenti è irruenza fine a se stessa. In attacco, a parte in taglio in avvicinamento, pare ancora un po’ a parte. In 7’, 4 di val. e 1 di +/-
Maggioli 4 al momento più adatto per il presepe che per un campo da basket, la lunga fila di chi rimpiange lo “scattante” Chiacig pare molto lunga. In 13’, -1 di val. e -5 di +/-
Moss 6 più quantità che qualità, servirebbero entrambe e troppi guardano a lui per il tutto, quando è evidente che non può battere un’intera difesa da solo e sbattersi anche dietro. In 33’, 11 di val. e 0 di +/- 
Vukcevic 6 un po’ lo stesso discorso di Moss, sia play che punta tra gli esterni, non è il suo ruolo ed alla lunga cala in entrambe le posizioni. In 24’, 9 di val. e 3 di +/- 
Hurd 6,5 l’unico a cui andare per trovarci un’azione offensiva, altalenante ma efficace nel finale quando servono nervi e precisione. Leggero a rimbalzo (nonostante sia il migliore dei suoi con Fajardo), ma questo lo si sapeva. In 34’, 20 di val. e -4 di +/-
Lardo 6 forse troppo buono in avvio quando i suoi pensavano più a fare che a disfare quello degli altri, con le rotazioni ridotte c’è poco da inventare. Si porterà a casa la buona reazione finale, insufficiente a vincere, ma valida per il morale.
Luca Cocchi

1. Giornata > Andata > 11/10/2009 18:15
Casalecchio di Reno
Virtus Forza Bologna – Sigma Coatings Montegranaro 76-68 (23-19 42-36 54-54)
Virtus :
Penn 7 (2/5 3r 3p), Koponen 5 (1/3 2r 3a), Blizzard 3 (1/1 0/2 2p), Baldi Rossi n.e. Moraschini n.e. Fajardo 14 (6/8 5r 5p) , Sanikidze 2 (1/2 2rec 2p), Maggioli 7 (2/3 1/1 6r), Moss 11 (4/6 0/1 4r 2p), Negri n.e. Vukcevic 12 (4/4 0/4 4r 2a), Hurd 15 (5/8 0/2 7r). All.re Lardo
Sigma : Hite 13 (2/3 3/5 4r 6a), Antonutti 3, Cavaliero 9 (1/1 2/2), Marquinhos 13 (4/12 1/2 7r 3rec), Filloy (0/2 da 3), Maestranzi 1 (0/1 0/6 4a), Lechthaler (2r), Lupi n.e. Cinciarini 1 (0/2 0/1 2a), Ongenaet, Brunner 18 (8/11 0/2 6r 4rec 3p), Ivanov 10 (3/4 1/4 5r 2rec 3p). All.re Frates
Arbitri : Paternicò, Duranti, Crescenti.
Inizia con l’omaggio di tifosi e società all’avvocato Porelli la stagione virtussina, contro quella Montegranaro che nei suoi precendenti sei viaggi a Casalecchio ha sempre trovato semaforo rosso. E sale a sette la serie, lottando però fino agli ultimi secondi di una partita che pare da subito la fotografia della stagione virtussina, difesa e sofferenza per vittorie di carattere alla fine della battaglia. Vince prendendone meno di 70, ed inventandosi tanti modi per passare quella quota che ora sembra un’asticella fondamentale fra la vita e la morte delle partite. Non è tanto una vittoria da leggersi con le statistiche (ma il terribile 1/10 darà da pensare a Lardo), è lo spirito di sacrificio a far la differenza quando i giochi son stati da fare nei due ultimi giri di lancette, con Koponen duro a difendere ed Hurd bravo a mettere le giocate offensive quando nessuno trovava più la vita del canestro. Lardo parte con Penn, Koponen, Vukcevic, Hurd e Maggioli per la sua prima da virtussino, pescando il primo cesto con Hurd dopo 22” ed una bomba di Maggioli che però accende 3 lampadine in meno di 5’. La minifuga virtussina (13-6) vien mangiata in un attimo da Montegranaro e sulla bomba di Hite è vantaggio marchigiano (15-16) con 2’ da giocare. E’ in difesa che la Virtus prova a stringere trovandoci subito efficaci chiusure che le consentono di riallungare con un 6-0 in meno di un minuto. 4 lunghezze per i bianconeri al primo stop, con già 8 penalità spese. Mani fredde e confusione in avvio di seconda frazione, prima che Ivanov dall’arco accenda il motore seguito da Brunner che costringe al secondo fallo Fajardo e così Lardo va con Hurd e Sanikidze come lunghi. Un antisportivo dopo aver già fatto fallo di Ongenaet costa un capitale alla Sigma, 6 punti di Hurd&Moss che valgono il primo vantaggio in doppa cifra della partita (35-24) obbligando Frates a parlarci su dopo che coi rincalzi la situazione gli sfugge di mano. Il terzo fallo di Sanikidze vede di nuovo Fajardo in campo ad ergersi protagonista (10 punti per lui con cesti in acrobazia e piedi per terra), ma poi anche lui cade in un venialissimo terzo fallo in attacco a pochi secondi dalla fine del tempo. La bomba di Cavaliero a fil di sirena lascia una partita ancora tutta da giocare, 6 punti per la Virtus ma grandi problemi di falli sulle spalle dei lunghi (Maggioli, Fajardo e Sanikidze a quota 3) anche se a rimbalzo la cooperativa tiene bene. Ancora fuori dai giochi Moss, anche se dietro a parte una uccellata da parte di Marquinhos il suo lo ha fatto egregiamente. Terzo quarto, in un minuto anche Hurd sale a 3 falli, così è Maggioli a doverci riprovare in un avvio di tempo ancora difficoltoso. I primi colpi di Moss tengono avanti la Virtus, ma Marquinhos ci crede, ispira e conclude, così la differenza rimane sempre tra 4 e 6 punti. Prova la zona Lardo, cercando di limitare i falli dei suoi, ma i problemi nascono dall’attacco asfittico che segna col contagocce. La zona cede, 2 bombe a fila portano avanti Montegranaro, così è di nuovo uomo ma con solo 12 punti nella frazione (tirando con 40% dal campo e coi 50% i liberi) è già molto impattare con 2 liberi di Hurd a pochi secondi dal termine. Spartito identico nell’ultimo quarto, tante difficoltà offensive per entrambe le formazioni con futili falli in attacco su entrambi i fronti, e a 5’ dal termine una sola lunghezza divide le squadre. Uno schiaccione di Sanikidze mette 5 punti per la Virtus, ma Brunner non si ferma e mette a sedere Maggioli per falli riaccostando i suoi ad un solo possesso. Una grande difesa di Koponen su Hite porta un recupero fondamentale nell’ultimo minuto, convertito da una magia di Hurd nel +4 con 47” da giocare e Frates a fermare il tempo per le ultime indicazioni ai suoi. E’ ancora un’altra grande difesa che chiude le speranza di Montegranaro, con Penn che dai liberi sigla la sicurezza. 
Nel dopopartita voce a Fratese :”molto soddisfatto dall’atteggiamento, un pizzico di emozione per una squadra nuova in questo campo dall’atmosfera magica. Brutto secondo quarto, poi abbiamo avuto la forza morale per rientrare e giocarcela fino alla fine. Ci sono cose tecniche da sistemare, non si può tirare col 57% i liberi, negli ultimi possessi non abbiamo mai concluso bene, tanto entusiasmo e tanta foga ma bisogna concludere più positivamente. Troppi i 40 punti nel primo tempo, torniamo a casa tranquilli e sereni”. Poi Lardo :”come prima partita avrei una marea di dediche da fare, una però la voglio fare all’avvocato Porelli perché se siamo qui oggi lo dobbiamo a lui. Partita con molte insidie, complimenti a Montegranaro per una squadra giovane che gioca molto bene, noi non eravamo al meglio per il lavoro da fare ma i valori escono fuori in ogni momento, complimenti quindi al gruppo per l’attitudine al lavoro e la voglia di difendere come piace a me. Passi avanti dobbiamo farli in attacco, ora con Penn abbiamo un giocatore che con Koponen potrà farci muovere coi giusti ritmi e spazi. Questa è una squadra che non mollerà mai, ogni volta dovrà trovare un giocatore che diventerà protagonista, anche se oggi i punti son stati distribuiti nella maniera giusta. Tutti i giocatori entrati hanno dato il loro e di questo son molto contento.”
VALUTAZIONI
Penn 5,5 va come il fiato permette, bene in avvio in affanno nel finale tanto che rischia di gettare il pallone decisivo che solo un grande Hurd converte in canestro. In 31’, 5 di val. e 19 di +/-
Koponen 6,5 buon avvio, solito appannamento centrale poi nel finale liberi pesanti e difese fondamentali, la chiude lui senza doversi inventare nulla davanti. In 26’, 10 di val. e 3 di +/-
Blizzard 5 assolutamente fuori condizione, cerca di buttarci l’impegno nel chiudere dietro ma davanti non incide mai. In 15’, -2 di val. e -1 di +/-
Fajardo 7 palle perse e falli, ok, ma a lungo è la sola opzione offensiva dei suoi, colpendo sia nell’area colorata che da fuori. In 18’, 10 di val. e 1 di +/-
Sanikidze 5,5 ok l’energia, la pressione e l’aggressività, ma davanti si nasconde troppo in momenti di bisogno, quando occorrerebbe togliere pressione ai pochi che vedono il canestro. In 18’, 0 di val. e -2 di +/-
Maggioli 5,5 dietro cade in falli continui e banali lasciando a Brunner tutto lo spazio che voleva, davanti ci mette un po’ ad entrare in partita poi qualcosa di buono lo trova in mezzo a tante difficoltà. In 18’, 10 di val. e -2 di +/-
Moss 6 troppo fuori dai giochi dei suoi, finisce comunque per essere positivo mettendo quelle cose che non si leggono nelle statistiche, segno che può essere utile in qualsiasi maniera. In crescendo nel finale quando conta. In 28’, 13 di val. e 1 di +/-
Vukcevic 6,5 furbo, pronto a sfruttare le occasioni che capitano senza trovare mai il cesto dalla lunga che tanto farebbe comodo ai suoi. In 20’, 17 di val. e 2 di +/- 
Hurd 7 è la sola vera opzione offensiva quando serve costruirsi un cesto in autonomia, riuscendoci bene in momenti importanti. In 26’, 18 di val. e 19 di +/-
Lardo 7 dal primo momento sembra subito la sua sqaudra, che non molla mai anche quando il cesto diventa una chimera. Da inserire Moss che oggi è parso più un comprimario che il protagonista tanto atteso.
Luca Cocchi

 

07/10/2009 Budrio
Virtus Forza Bologna – Vanoli Gruppo Triboldi Cremona 94-86 (35-28 54-44 79-68)
Virtus :
Penn 7 (1/2 1/1), Koponen 14 (3/3 2/3), Blizzard 5 (1/3 1/5), Moraschini 6 (1/2 1/1), Fajardo 13 (5/7 1/1) , Sanikidze 15 (4/6 1/2), Maggioli 9 (4/9), Negri, Vukcevic 11 (0/1 3/4), Hurd 14 (4/7 2/5). All.re Lardo
Cremona : Rowland 18 (4/5 3/3), Brown 12 (5/7 0/2), Bona n.e. Conti n.e. Valenti 3 (0/1 1/1), Formenti 6 (2/4 da 3), Bell 5 (1/3 1/4), Cusin 9 (2/3 1/3), Aguiar 7 (0/1 2/3), Piazza n.e. Sklavos 7 (1/1 da 3), Forbes 19 (6/9 2/6). All.re Cioppi 
Ultima amichevole prima dell’avvio del campionato, per la Virtus ancora senza Moss c’è la neopromossa Cremona. La vince la Virtus sbattendosi il minimo dietro e cercando coesione offensiva che oggi trova facile vista la inesistenza di Cremona in difesa. Una sgambata e poco più che forse non lascia nemmeno troppe indicazioni utili in vista della prima sfida di domenica contro Montegranaro, ore 18:15 alla Futurshow Station senza diretta Sky. Lardo parte con Penn e Maggioli, trovando discrete letture dal primo ma presenza assenza dal secondo in un incontro che assomiglia più ad una scampagnata che ad una partita, con Hurd lesto ad andare a referto dalla lunga. Tutti trovano il cesto di fronte a difese, sovente a zona, per nulla reattive, ed il 35-28 del 10’ suona fuori dagli spartiti virtussini, come fa notare a voce dura Lardo al primo pitstop. Qualche accenno di intensità difensiva si vede a tratti in casa Virtus nei secondi 10’, mentre solo sguardi furtivi per Vanoli, coi giocatori più preoccupati a far bella figura davanti che a sbattersi dietro. Davanti a turno qualcosa lo portano tutti per coach Lardo tranne un Blizzard in perenne lotta col ferro, capace di farsi respingere anche 2 liberi per un antisportivo raccolto, ma dopo aver subito di tutto da Forbes gli prende le misure e lo escude dal gioco. Un Koponen sempre più leader a fianco di un positivo Fajardo e di un Sanikidze autoritario in area e preciso al tiro sono le note migliori per i bianconeri, per Cremona tantissimi problemi difensivi sia a zona che ad uomo, mentre davanti tanto gioco individuale e pochi rifornimenti nell’area pitturata dove potrebbero creare maggior problemi di quanto messo in mostra in questi 20’ai bianconeri con Maggioli ancora da rodare, ma già meglio nel secondo quarto che nel primo, quando davanti ha iniziato a girare al largo dall’area. La ripresa propone lo spartito dell’avvio, difese da “chi l’ha visto” ed attacchi semplici oltremodo, dove Fajardo si prospetta l’eroe del colorato offensivo. Buone giocate da parte di Koponen che ispira chiunque nei larghi spazi concessi e solite difficoltà da parte di Blizzard ad inquadrare il cesto, ma comunque fiduciato da Lardo che gli concede molto spazio. Ultimo quarto tempo di esperimenti, Lardo va con cambi in stile NCAA e tanta zona, con la 3-2 che non ne vuol sapere di fruttare qualche azione sporca agli avversari. Il primo cesto dall’arco di Blizzard è colto dai compagni in panchina come un trionfo liberatorio, segno comunque di squadra unita. Ma poi pian piano anche l’attacco inizia a borbottare e più di una azione termina coi 24” gettati e palla in mano, ma ormai la partita finisce e tutto andrà rimandato a domenica quando anche Moss sarà della partita.
VALUTAZIONI
Penn – alcuni passetti in più rispetto a domenica, soprattutto nella quantità di gioco, senza alterare gli equilibri ancora in mano a Koponen
Koponen – piglio deciso e padronanza della squadra, sceglie bene i momenti per andare da solo ed ispirare i compagni nelle praterie che Cremona lascia libere 
Blizzard non trova mai il cesto, non si arrende ed alla fine dopo errori incredibili la prima ed unica bomba vien festeggiata dai compagni come un’Eurolega vinta. 
Moraschini – maggiore intraprendenza, ma a volte par rinunciare a qualche spazio che i compagni gli lasciano e capitan Vukcevic glielo fa notare incoraggiandolo
Fajardo - sempre positivo, alla fine la resa è garantita e cospicua. I suoi passaggi in campo coincidono sempre coi momenti migliori della squadra.
Sanikidze - reattivo a rimbalzo e bravo a stoppare od intimidire, oggi trova spunti anche davanti che saranno da confermare contro difese più attente
Maggioli – una partenza lenta, qualche accenno di ripresa girando però su piastrelle ben lontane dall’area, qualcosa in più anche in un gioco che poco gli piace lo dovrà mettere altrimenti saran guai
Vukcevic – meno impiccato del solito con l’ingresso di Penn, trova i momenti per colpire chirurgicamente gli avversari.
Negri – pochi spezzoni, sulle prime dormite difensive subito richiamato a rapporto con lavagnetta del coach a dare consigli per il domani 
Hurd – parte colpendo da fuori ed aprendo da subito varchi per i compagni, poi inverte la rotta non dando identificazioni agli avversari su dove fermarlo
Lardo – partita gestita come preparazione a sfide più importanti, se il piano era trovare soluzioni offensive fa centro, ma sentendolo sgolarsi per una difesa che lo avrà disgustato forse si attendeva anche altro
Luca Cocchi

04/10/2009
SUPER COPPA 2009

Montepaschi Siena - Virtus Bologna 87-65 (13-17 41-33 67-52)

Siena : Domercant 8 (2/4 1/3 2rec), Me Intyre 15 (0/2 5/7 6r 2p 3a), Zisis 9 (1/2 1/3 3r 3a), D’Ercole, Eze 9 (3/4 1/1 6r 2rec), Carraretto 3 (0/1 1/5), Sato 19 (1/2 4/5 4r 4rec), Lavrinovic 9 (3/7 1/4 2r 2rec), Ress 1, Hawkins 6 (2/3 0/1 2rec 3a), Marconato 2 (1/1), Stonerook 6 (1/1 1/2 3r 2p 2rec). All.re Pianigiani
Virtus : Penn 7 (1/2 5r), Koponen 13 (3/5 1/3 3r 4p 3rec), Blizzard (0/1 0/3 4r 2p 3a), Baldi Rossi n.e., Moraschini (0/1 2r), Vitali n.e. Fajardo 17 (7/12 0/1 4r 5p 2rec) , Sanikidze 2 (1/3 0/1 6r), Maggioli 2 (1/3 2r), Negri, Vukcevic 10 (1/1 1/3), Hurd 14 (3/6 2/3 5r 3p 2rec 2p). All.re Lardo 
Arbitri : Cicoria, Sahin, Begnis.
E’ di Siena il primo trofeo stagionale, e fin qui ordinaria amministrazione, la novità è che abbiamo avuto una partita. Una Virtus totalmente diversa da quella dell’amichevole di presentazione con Milano ha giocato una partita di sostanza e determinazione, inserendo Penn ma dovendo ancora rinunciare a Moss, lottando fino a pochi minuti dal termine quando sul -12 ha avuto il contropiede per ricucire ma una fischiata malandrina a Fajardo che avrebbe ostacolato il “solito” Stonerook per avvantaggiare Sanikidze ha di fatto calato il sipario visto che Sato (giustamente insignito del MVP della manifestazione) ha messo l’ennesima bomba di una partita davvero egregia. Vince Siena giocando al tiro a segno, tirando ed infilando più bombe che tiri da 2 a percentuali simili, vince prendendosi i momenti chiave dell’incontro coi soliti noti, primo ribaltamento degli equilibri a metà secondo quarto con T-Mac e break decisivo sul finale della terza frazione con Sato, protagonista di un 10-0 con bombe e gioco da 4. Ma la Virtus non si è mai data per sconfitta, ha avuto un grande primo tempo da Koponen ed una ripresa gagliarda da Fajardo, finendo per vincere la lotta a rimbalzo (dato impensabile) nonostante un Maggioli del tutto fuori dai giochi. Da segnalare poi che le rotazioni di Siena si possono permettere un Domercant chirurgico sui finali dei quarti mentre dall’altra parte la buona volontà dei ragazzini nulla incide a questi livelli. Ma per i tifosi bianconeri che avevano tremato giovedì a Calderara, questa sarà non solo una boccata d’ossigeno ma un ottima prova di speranza per un campionato di sangue sudore lacrime e qualche ambizioncina che una buona coesione potrebbe spingere oltre ad un approdo ai playoff. Parte a zona Lardo e Siena la buca con un 2/2 dall’arco che pare ai più la prima goccia dello tsunami, e invece gli ospiti reagiscono, Koponen regge la pressione e Hurd pesca qualche cesto che permette addirittura una minifuga (11-16) limata da Domercant alla prima sirena. Stonerook sorpassa subito quando Lardo va con la uomo, poi è T-Mac a piazzare in un battito di ciglia triple e assist, così son già 10 i punti di vantaggio al 16’, ma la Virtus non ci sta, reagisce chiudendo dietro e chiuderebbe a -5 se il solito Domercant sulla sirena non trovasse una bomba spaccagambe. Non si segna in avvio di ripresa, e per Lardo è meglio, poi quando Fajardo trova cesti in ogni modo si sveglia Sato che piazza 2 bombe di cui una da 3+1 alle quali ne aggiunge una T-Mac e son 20 i punti di differenza. Sanikidze con l’unico cesto e Vukcevic dai liberi limitano il disavanzo, in altri frangenti basterebbe questa bella figura invece oggi la Virtus vuole andare fino in fondo, da spazio a Penn per un Blizzard fuori forma e non lascia mai tranquilli i campioni d’Italia che dvono tentare anche minuti a zona. Giganteggia Fajardo, sul -12 c’è la giocata descritta in precedenza, dal possibile -10 in 10” si va a -15 e lì scendono i titoli di coda. Negli ultimi minuti Lardo da spazio ai ragazzini mentre Eze trova addirittura una bomba che spinge la Virtus oltre i 20 punti di scarto, scarto che dalla statistiche ci sta tutto, ma dalla determinazione vista in campo proprio no. Senza Moss per i ragazzi di Lardo resta il problema di oltrepassare quota 70, va bene difendere alla morte, ma quando si incontra un orologio perfetto come Siena anche la morte non basta, soprattutto quando questo ingranaggio perfetto ha messo dentro un ulteriore metronomo come Zisis che poco si nota ma tanto conta negli equilibri interni. Difficile pensare che questi marziani possano avere difficoltà nel nostro campionato, mentre il discorso Eurolega rimane più complesso. Ma per la Virtus che non ha impegni di coppa una squadra più corta ma con spazi ben definiti potrebbero essere opportunità di ben figurare se lo spirito profuso questa sera verrà replicato anche contro squadre dove l’obiettivo sarà vincere e non solo far bella figura. 
VALUTAZIONI
Penn 6 -parte timidamente, quasi non volesse disturbare compagni più pratici nei giochi, ma alla fine il suo apporto lo fornisce dimostrando che fisicamente è già pronto. In 17’, 12 di val. e -4 di +/- 
Koponen 6,5 -il miglior primo tempo di sempre in maglia bianconera, come se avesse trovato l’elisir della leadership, cala alla distanza complice anche le tante fatiche, ma gli sprazzi sono interessanti. In 38’, 15 di val. e -24 di +/-
Blizzard 4 -falli a parte non trova modo di andare a referto. Cesto mai, poi cala anche la fiducia e rinuncia a qualsiasi iniziativa che per un tiratore è peggio che sbagliare. In 20’, -2 di val. e -5 di +/-
Moraschini 5 -pochi minuti, ma non evidenzia quella fame di sbranare le partite che un giovane dovrebbe avere. In 6’, 0 di val. e -18 di +/-
Fajardo 7 -a tratti dominante, compreso uno schiaccione in corsa da battimano. Parte in quintetto e ripaga largamente della fiducia con efficacia e movimenti felpati ed intelligenti. In 29’, 12 di val. e -8 di +/-
Sanikidze 5,5 -da 3 fatica troppo nel creare gioco, da 4 subisce Stonerook a lungo ma inizia a capirne qualcosa ed i tocchettini dell’italoamericano alla fine arrivano in ritardo. In 26’, 1 di val. e -13 di +/-
Maggioli 4 -se non fosse per un assist ed un cesto da fuori sarebbe da 0, ma anche così porta un rendimento troppo inconsistente, e Fajardo non potrà sempre regalare miracoli. In 11’, 1 di val. e -14 di +/- 
Vukcevic 6 -una botta in avvio lo ferma, poi pochi colpi buoni, più furbizia per andare in lunetta che altro. Consuma qualche energia di troppo per aiutare in regia, con Blizzard in queste condizioni andrebbe sgravato da questo peso. In 17’, 9 di val. e -9 di +/- 
Hurd 6 -tra scelte scellarate e cesti salvavita difficile tracciarne una linea precisa, ci sarà da abituarsi a questo eclissarsi ed esaltarsi. Però dietro meno falli inutili lontano dal canestro sarebbero buona cosa. In 31’, 13 di val. e -11 di +/-
Lardo 7 che la squadra abbia già coesione e spirito di gruppo è fin troppo evidente, non molla mai e butta in campo ogni stilla di energia, occorre recuperare al più presto Moss per levare fatiche offensive a chi deve immolarsi dietro. Per giudicare l’attacco serve però attendere il rientro del “bulgaro”, ora la fatica è ancora tanta, ma Siena arriverà solo 2 volte in stagione.
Luca Cocchi

 

01/10/2009 Calderara di Reno
Virtus Forza Bologna – Armani Jeans Milano 49-68 (13-25 26-35 36-52)

Virtus : Negri (0/1 0/2 5rec), Koponen 9 (1/4 1/9 2p 2a), Blizzard 4 (2/3 0/4 4p), Baldi Rossi, Moraschini 2 (1/1), Vitali, Fajardo 2 (0/1 0/1 7r) , Sanikidze 13 (5/6 1/3 8r 2p), Maggioli 2 (1/1 2r 2rec 2p), Spizzichini n.e. Vukcevic 11 (4/6 1/9 2r 3rec 4p), Hurd 6 (3/5 6r 2rec 3p). All.re Lardo 
Milano : Acker 8 (1/5 1/3 6r 3a), Mancinelli 8 (4/5 0/1 3r 3a 2sf), Maciulis 13 (1/3 3/3 3r 6rec 3p 3a), Mordente 3 (0/3 1/4 5p), Bulleri 2 (1/1 3p), Rocca (0/1), Petravicius 10 (4/7), Finley 6 (2/3 0/2 2p 2a), Filloy (2a), Beard 1 (0/1 4r), Viggiano 17 (5/5 2/2 10r 2a). All.re Bucchi
Arbitri : Taurino, Filippini, Lamonica.
Prima uscita bolognese in quel di Calderara di Reno per la Virtus 2009/10 a causa degli ultimi lavori in vista della partenza di stagione alla FuturShow Station. Avversaria quella Milano che negli ultimi anni incrocia con una certa frequenza le storie bianconere e che vede di fronte almeno 2 carissimi nemici come Bulleri e Mancinelli. Se Milano si presenta con Hall spettatore, la Virtus ha Penn e Collins in borghese mentre Moss, rientrato velocemente negli States, non partecipa alla presentazione della squadra. Ed il pubblico bianconero se ne va con una prima molto mesta dei suoi nuovi eroi, proprio cercando col lumicino se ne possono trarre spunti positivi, oppure occorre attenersi alle parole di coach Lardo che oltre alle pesanti assenze fa notare che Koponen ha giocato con un grande ematoma e solo la sfrontatezza dei suoi 21 anni gli permette di calcare il campo, che Blizzard era alla sua prima vera partita dopo del risentimento muscolare e che Vukcevic deve tirar da solo la carretta, così aver tenuto a 68 punti Milano è comunque una nota positiva. Vince semplice Milano contro una Virtus che paga oltremodo le assenze dei costruttori di gioco (ed il 3/30 da tre lo dimostra visto che i tiri da 2 son stati solo 28), e gli enormi problemi offensivi condizionano e tanto anche la difesa, sovente impreparata a fermare i contropiedi milanesi scaturiti da tiracci al limite dei 24” dei bianconeri. Nella speranza per Lardo che questa partita sia servita solo come test atletico, tante sono le cose da sistemare in vista dell’avvio del campionato (senza senso parlare della supercoppa con Siena di domenica 4 ottobre, anche se il coach butta lì un “chissa se qualcosa salterà fuori, è pur sempre una partita secca”), se l’attacco potrà sistemarsi con l’ingresso di Penn e Moss, qualche cosa anche in difesa andrà rivista, contro la uomo tutto sommato la partita è stata buona (a parte Petravicius che contro Maggioli ha fatto quello che desiderava), i tentativi di zona son parsi il miglior gruyere svizzero sul mercato. Ci mette il fisico Milano in avvio e contro una Virtus spaesata in attacco è facile dilagare con un vantaggio in doppia cifra sulla sirena del 10’ con bomba dall’angolo di Maciulis alla prima prova di zona proposta da Lardo. 25 incassati in 10’ son tanti per una squadra che deve fare della difesa un’arma di forza, ma va detto che tanti cesti trovati dalla scarpette rosse nascono da transizioni generate da tiri mal scelti dai virtussini. Poco cambia nei secondi dieci, continuano le ambasce offensive virtussine (varie le infrazioni di 24”) contro una difesa già brava a cambiare sistematicamente grazie ad un bel numero di giocatori dalla stazza simile, mentre dietro l’energia di Sanikidze serve a chiudere l’area e controllare qualche rimbalzo in più, ma per il resto Milano pare superiore in tutto anche se il cesto, potendo correre meno, diventa un’impresa pure per lei. Da segnalare che fra le tante stelle attese dell’Armani, l’impressione migliore la desta l’italo-americano Viggiano, energia e determinazione condite pure da una mano educata. Dilaga Milano nella terza frazione, il tentativo di zona bianconera viene scartato in un amen, un’entrata facile facile di Macinelli a centro area, ed una bomba di Maciulis dicono 34-52, non segna mai la Virtus e non trova mai un’azione facile, ci sta la difesa aggressiva dell’Armani ma col passare dei minuti le rotazioni corte ed un fiducia calante (oltre ad un appesentimento fisico legato al lavoro dei 2 giorni precedenti come spiegherà alla fine Lardo) lasciano il campo solo agli avversari. Stesso spartito nell’ultimo quarto, si va ben oltre i 20 punti di differenza prima che la difesa meneghina rallenti un attimo la pressione concedendo i primi cesti facili alla Virtus della serata quando mancano meno di 3’ al termine. Ora 10 giorni di preparazione per l’avvio del campionato contro Montegranaro alla FuturShow Station, nel mentre la partita con Siena e l’amichevole di mercoledì 7 ottobre a Budrio con Cremona, un test che potrà dare indicazioni interessanti.
VALUTAZIONI
Koponen un discerto avvio poi pare tornare il giocatore indeciso ed impreciso dello scorso anno, ma alla fine il coach spiega il perché del calo per via delle condizioni fisiche precarie. In 35’, 4 di val. e -23 di +/-
Blizzard scontrarsi con Acker è un impegno fisico spossante, lo ferma dietro ma paga a caro prezzo la fatica davanti. Era la sua vera prima partita della stagione comunque. In 23’, -1 di val. e -19 di +/-
Moraschini parte gagliardo ma la difesa fisica avversaria lo frena dopo pochi minuti. In 14’, 2 di val. e 0 di +/-
Fajardo regge meglio di Maggioli e a rimbalzo si sente, ma la via del cesto rimane sconosciuta. In 16’, 7 di val. e -19 di +/-
Sanikidze è tra le poche note liete della serata, tanto agonismo, una buona presenza nell’area colorata ed a rimbalzo, ma di palloni giocabili nati da schemi mai, quindi da rivedere in altro contesto. In 27’, 16 di val. e -10 di +/-
Maggioli pare la nota più preoccupante della squadra, lento impacciato, mai un fattore per i suoi e surclassato dai lunghi avversari come un birillo. In 16’, 3 di val. e -5 di +/- 
Vukcevic deve sobbarcarsi il creare il gioco e far la prima punta, parte bene termina non vedendo mai il cesto. Deve finir per giocare troppo e far una figura peggiore di quel che ha dato. In 27’, 3 di val. e -9 di +/-
Negri senza paura mette assieme un ottimo secondo quarto, riproposto nel marasma finale si adegua al gioco dei compagni, ma conferma di essere pronto per qualche minuto in prima squadra. In 15’, 3 di val. -5 di +/-
Hurd le sue piroette raramente fanno succo buono, a parte quello sembra un elemento di contorno della squadra e non un protagonista. Ma se i compagni non aprono mai la scatola si fa dura nell’area colorata. In 24’, 6 di val. e -5 di +/-
Lardo tanto avrà da lavorare, dietro per perfezionare i suoi soliti meccanismi che sembrano ancora oscuri, davanti dovrà creare un gioco che questa sera mai è apparso quando Milano ha iniziato a difendere. Ma comunque anche in una serataccia lo spirito di sbattersi almeno dietro i suoi lo hanno già dimostrato.
Luca Cocchi

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