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VIRTUS BOLOGNA
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STAGIONE 2010 - 2011
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25/05/2011, Casalecchio di Reno (BO) Quarti di
Finale Playoff Gara4
Virtus Canadian Solar Bologna – Montepaschi Siena 62-81 (9-25 28-49
49-64)
Virtus : Rivers 16 (3/8 2/8 8r 6fs), Koponen 9 (1/4 1/3 3p), Bastone,
Poeta 9 (1/3 2/4 2rec 2p), Donati, Homan 10 (3/8 2r 6fs 6p), Sanikidze 13
(0/1 3/3 8r 6sf 2a), Martinoni 4 (1/3 0/1 2r 2rec), Gailius (0/1 0/1 2r
3p), Gaddefors 1, Gazzotti, Bottioni (0/1). All.re Lardo
Siena : Mc Calebb 2 (1/5 0/1 2r 2p 2a), Hairston 18 (6/9 2/4 2r),
Carraretto (0/2 da 3), Rakovic 10 (5/6 0/1 4r 3rec 2p), Lavrinovic 14 (3/6
1/1 4r 2rec), Kaukenas 16 (3/5 2/5 6r 6fs), Ress 2 (1/1 0/2 3r), Michelori
2 (1/1 2r), Perin, Jaric 4 (1/2 0/2 2p), Stonerook 4 (0/1 0/2 6r 2rec 3a),
Aradori 9 (1/2 5r). All.re Pianigiani - Arbitri : Cerebuc, Pozzana, Begnis
In una calda serata di fine maggio termina la stagione della Virtus,
sconfitta da una Siena che non concede nulla fin dalla prima frazione,
distrugge la partita con un Malik Hairston che fa chiedere del perché di
un utilizzo limitatissimo, accontentandosi poi di viaggiare sottocosta
prendendo il tanto che gli uomini in grigio le concedono e facendone buon
uso (22/24 ai liberi). Per la Virtus non avviene il miracolo n° 2, dallo
sprofondo del -26 però non si è arresa, è ritornata con veemenza in
partita fino quando Viktor Sanikidze, che fino lì aveva profuso energie a
iosa, ha fallito 2 liberi per un immaginifico -6. In quel momento Siena
era uscita di testa, gettando palloni ed mettendo attacchi folli (e di
nuovo un pessimo 25% da 3), ma proprio in quei frangenti la classe di
Lavrinovic e l’esperienza di Jaric sono uscite per chiudere la serie.
Poco da recriminare per la banda Lardo che ha chiuso sfinita ma in
crescendo, riprendendosi il proprio pubblico (4.450) in un finale
caldissimo. Ma tirando col 34% le speranze erano ben poche, anche se dall’altra
parte non han brillato con un 47% totale e fatiche assorte in costruzione,
l’attuale Mc Calebb fatica troppo per pensare di non affiancargli Zisis
e Jaric, ma così le scelte negli altri ruoli saranno difficili, come
sarà difficile rinunciare a questo Hairston. Tante le novità senesi in
questa gara4, dalla coppia Hairston&Jaric al posto di Moss&Zisis,
a Carraretto in quintetto, mentre i 5 di Lardo son per forza di cosa
sempre quelli. La partita inizia com’era finita gara3, Siena sbaglia da
3 e Homan la mette dalla distanza seguito da Koponen dall’arco per un
5-0 che scalda l’ambiente. Da lì errori a profusione Virtus, Rakovic
invece inquadra il canestro ed è sorpasso a metà frazione, buon per i
padroni di casa che il serbo cada in falli precoci (che Homan non converte
ai liberi) lasciando il campo per Lavrinovic. L’attacco senese inizia a
marciare con l’ingresso di Hairston, costringendo Lardo a sospendere i
giochi sul -6 (parziale 0-11) a 4:20 dal termine, ma poco cambia e il
divario si amplia in doppia cifra fino a quando Rivers non ferma lo 0-18.
Ma Hairston è incontenibile, segna in avvicinamento, entrata e da 3,
dando all’attacco ospite una fluidità incontenibile per la Virtus sia
ad uomo che a zona (2-34 la valutazione nei primi 10’). Per l’ex Spurs
ci sono 14 punti in 6’, al di là di intensità, fischi strani e
percentuali di tiro la differenza è tutta qui. Una bomba di Sanikidze
apre le danze del secondo quarto, ma 4 fischiate verso i bianconeri in 65”
rendono incandescente la FSS ed innervosiscono i giocatori. Col tiro che
non va è proprio Rivers a cadere nella trappola imbastita da Pianigiani,
il 3° fallo dopo 13:30’ costringe Lardo a levare la sua punta quando l’attacco
fatica e Siena va al ferro con facilità, ma incredibilmente anche Jaric
perde le staffe, subendo cesto da Poeta, facendo fallo e tecnico, però la
Virtus non ne approfitta. Le bombe tengono in vita la Virtus, ma dall’altra
parte senza colpo ferire si svivacchia dai liberi ed il vantaggio si
stabilizza tra i 12 e 15 punti, ampliato nel finale sempre dai liberi
quando un dubbio fallo di Sanikidze vede le proteste di Homan sentenziate
col tecnico. In debito di uomini, fiato ed energie, con gli uomini in
grigio sempre pronti a sanzionare ogni minimo contatto contro, per la
Virtus la partita diventa ingiocabile, dovendo finire il quarto con
Gazzotti da centro, ed il -21 fissato da Kaukenas sulla sirena suona già
come il sipario della stagione. A metà tutto meglio in casa MPS, 14-67 di
valutazione dice tutto. Il fardello negativo inizia a farsi sentire, c’è
meno carica nella Virtus che inizia il secondo tempo ed il -26 siglato dai
liberi di Stonerook suona come una condanna eccessiva. La partita perde di
intensità, tra una tripla di Lavrinovic ed una di Rivers, una schiacciata
di Homan ed un cesto di Kaukenas si arriva al 30’ con la Virtus a -15
grazie a qualche ingenuità di Michelori e Jaric che regalano un minimo di
riavvicinamente. Una bomba di Sanikdze ed uno sfondo di Rakovic sul -12
fanno infuriare Pianigiani che chiama una sospensione, dopo troppi tiri
presi da scelte errate e palle gettate per sufficienza. Ma quello che non
può Siena lo può Cerebuch, che si prende senza ferire una sfuriata in
faccia di Kaukenas, gasando di fatto l’ambiente e permettendo alla
Virtus di rientrare sotto le 10 lunghezze con una bomba di Rivers.
Sanikidze manca i liberi del -6 che sarebbero stati un colpo duro per i
toscani che si rimettono in carreggiata coi personali di Lavrinovic e
allungano nuovamente con Jaric in campo per un dannoso Mc Calebb. La bomba
di Kaukenas a 3’ dal termine è la mazzata finale, il sogno svanisce
dopo che la risalita da -26 a -8 (con 2 liberi gettati…) aveva illuso
oltre ogni logica aspettativa. Gli ultimi 3 giri di lancette son senza
luce per una Virtus che concede spazio a tutti i “cinni”, Siena dilaga
nuovamente dopo aver passato attimi di paura. Stagione finita in crescendo
con le prove contro Siena, ma come negli ultimi 2 anni non si va oltre al
primo turno di playoff, forse un po’ pochino per il pubblico numero 1°
d’Italia.
VALUTAZIONI
Rivers 6 è l’opzione offensiva a cui ci si aggrappa per la riscossa, ma
in avvio il tiro l’ha salutato e si è preso in testa la scarica
incredibile di Hairston. Nonostante tutto è riuscito a sopravvivere e a
diventare protagonista anche con 8 rimbalzi. In 33’, 16 di val. e -11 di
+/-
Koponen 5 uno sparo poi il vuoto. Cerca di riproporsi davanti ai suoi
possibili “compagni del futuro” ma mai senza trovarne la via giusta.
Non risparmia una goccia di energia, il pregio di giornata. In 31’, 2 di
val. e -24 di +/-
Poeta 5,5 arriva esausto, buttando il cuore oltre l’ostacolo oggi
insormontabile. Esemplare anche se non lucidissimo, comunque sempre
mettendoci la faccia. In 31’, 7 di val. e -27 di +/-
Homan 6 lotta solo contro il mondo, parte bene mettendo in difficoltà
Rakovic, ma poi sbagliando i liberi lascia il sipario all’avversario, si
innervosisce per tanti fischi dubbi, ma sta lì fino alla fine lottando
come un leone. In 27’, -1 di val. e -22 di +/-
Sanikidze 6,5 peccato che tocchi a lui sbagliare i liberi che avrebbero
potuto aprire altri scenari, ma son toccati a lui perché si è andato a
guadagnare palloni ovunque, sacrificandosi in più ruoli, con buoni
risultati ovunque. In 36’, 21 di val. e -19 di +/-
Martinoni 6 lotta con la faccia giusta, i risultati statistici non sono
diversi da altre volte ma l’atteggiamento sì, tenendo botta per più
minuti del solito. In 15’, 4 di val. e 6 di +/-
Gailius 5 fuori dall’incontro, leggero ed evanescente, impiegato più
per forza che per necessità. Rimarrà sempre il dubbio di aver regalato
un comunitario nella stagione. In 13’, -5 di val. e 2 di +/-
Gaddefors 6 primo passaggio in difficoltà contro i leoni che sbranavano,
quando torna è nel quintetto che rimonta, qualcosa vorrà dire. In 9’,
-1 di val. e 6 di +/-
Lardo 6 dimostra che le squadre da emergenza son le sue, esce tra gli
applausi per aver regalato al pubblico una squadra proprio nel momento di
maggior difficoltà. Difficile pensar di rivederlo, ma oggi ha dimostrato
che se tutti remano dalla sua parte, il lavoro si vede.
Luca Cocchi
23/05/2011,
Casalecchio di Reno (BO) Quarti di Finale Playoff Gara3
Virtus
Canadian Solar Bologna – Montepaschi Siena 74 - 68 (10-14 34-30
55-49)
Virtus : Rivers 20 (3/9 4/5 4r 5p 3a), Koponen 11 (1/3 2/5 2r 2rec 2p 4a),
Bastone n.e. Poeta 11 (2/4 1/3 7fs 3rec 3a), Homan 15 (6/7 10r 2rec 6p),
Sanikidze 6 (3/7 0/1 12r 3p), Martinoni 2 (1/2 4r 2p), Gailius 6 (2/3 2rec
2p), Gaddefors 3 (1/1 da 3), Gazzotti n.e. Spizzichini, Bottioni n.e.
All.re Lardo
Siena : Mc Calebb 9 (4/9 0/1 2r 2p 4a), Zisis 5 (2/2 0/3 2a), Carraretto 3
(0/1 1/2), Rakovic 6 (3/5), Lavrinovic 19 (5/8 1/3 3r 4p), Kaukenas 15
(5/10 1/3 2r 2p), Ress (0/3 da 3), Michelori 2 (1/1), Udom n.e. Stonerook
2 (1/1 0/2 12r 5rec 2p), Aradori 3 (1/3 3r), Moss 4 (2/4 0/5 5r 3rec).
All.re Pianigiani
Arbitri : Facchini,
Taurino, Barni
Avete letto bene, il
punteggio è giusto, la Virtus batte Siena, allunga la serie e si toglie
una scomodissima scimma dalle spalle, anche la Montepaschi è battibile,
la serie probabilmente non cambierà, ma oltre l’orgoglio sono andati i
ragazzi di Lardo prendendosi quel calore mai avuto nell’annata dal
proprio pubblico, scarso come mai (4.250 il dato ufficiale) ma anche
festoso come mai prima in stagione. Dare i meriti da una parte ed i
demeriti dall’altra non è semplice, certamente Siena post Barcelona è
un’altra squadra molte meno “cattiva” e precisa (3/22 da 3), ma la
scoppola di giovedì rimediata in gara1 ha svegliato la Canadian come
nemmeno era immaginabile, dandole quelle energie che hanno permesso di far
sue le palle contese ed i rimbalzi salvavita. Da quelle certezze son nate
le belle cose di Rivers (che ha guidato il sacco portando la squadra ad un
53% dall’arco), chirurgico nel momento di solito pro Siena, il terzo
quarto, le letture perfette di Poeta bravo a dosare le iniziative in
proprio e quelle per i compagni, l’energia infinita di Sanikidze ma
soprattutto il dominio del pitturato di Homan. Han tirato meglio i padroni
di casa (59% contro 41%), resistendo nel momento in cui li si dava per
soccombenti, han vinto a rimbalzo (2 in doppia cifra), buttando solo
qualche pallone di troppo, ma questo è umano concederlo, giocando di
fatto in 5 con solo 27’ minuti dalla panchina. Quintetti di gara2 in
partenza (Seina sceglie di mettere in tribuna Hairston e Jaric), nessun fa
cesto per quasi 2’ quando Rakovic converte un facile sottomano mentre le
polemiche sui fischietti già imperano. Il sorpasso Virtus arriva con un
2+1 di Homan, ma Siena risponde subito e dopo 4’ c’è la prima
sospensione della partita di Lardo sul 3-6. E’ sempre il bulgaro a far
la voce grossa, mettendo a sedere Rakovic e convertendo facili punti che
permettono ai suoi di restare alla pari, prima che l’incontro si fermi
per un colpo ricevuto fortuitamente da Zisis in entrata. 2 leggerezze
finali di Rivers e Martinoni valgono il +4 Siena, in una partita dai tanti
errori (40% contro 32%) e da tensioni fin eccessive vista la posta in
ballo. Alla prima palla ricevuta si iscrive a referto Lavrinovic, ma è di
Gailius la reazione bianconera, che però vien sanzionato con troppa
facilità di falli dagli arbitri. Con le luci dei falli già tutte accese
ci prova con la zona Lardo, ma coi liberi ed i punti che arrivano dai
doppi e tripli possessi Siena a metà seconda frazione si issa sul +6,
svantaggio prima dimezzato da una bomba e poi limato a -1 da Koponen per
immediata sospensione di Pianigiani. L’attacco Canadian prende
continuità e la Virtus si riaccosta, Siena nel dubbio va da Lavrinovic
trovandoci più succo in azione che dai liberi, ma i balzi di Sanikidze
regalano la parità a 2’ dalla pausa lunga. Il sorpasso arriva con una
tabellata da 3 di Gaddefors, la bomba sulla sirena di Koponen dice
incredibilmente +4 al termine di un parziale di 11-3, quasi tutto dall’arco
(4/4 da 3 nella frazione). Bella prova di carattere Virtus, dall’altra
parte vuoto d’idee con Mc Calebb per nulla ispirato e Stonerook presente
solo a rimbalzo, con l’attacco tutto sulle spalle del 2 lituano. Ma il
44-26 di valutazione ed il 59% a 35% di percentuali dovrebbe metter più
paura a Lardo che Pianigiani per il prosieguo della partita. Torna ad uomo
la Virtus trovando il +6 con una schiacciata di Sanikidze, Siena stringe
in difesa ma è l’attacco che non marcia e la Virtus tien botta, la
bomba di Rivers vale il +8 con Pianigiani furente a chiamare time-out a
metà frazione. Poco cambia per i campioni d’Italia, anzi l’onda
virtussina ci prende gusto e con Poeta arriva il vantaggio in doppia
cifra, allargato da Gailius prima di uscire per un immediato 4° fallo.
Mai dare per morti i toscani, bastan pochi secondi per dimezzare il
divario, e se non fosse per un tap-in sulla sirena di Martinoni, si
leggerebbe solo +4 al 30’, una delle frazioni più belle della stagione
virtussina. Il riavvicinamento ospite è spento ancora una volta da una
bomba di Rivers, ma dopo nemmeno 2’ la Virtus è già in bonus e Siena
rimane viva ai liberi, il doppio fallo Rivers-Lavrinovic costa molto ai
bianconeri perché è il 4° dell’americano, ma le vaporiere puniscono
immediatamente anche il lituano con un blocco in movimento mettendo pari
la questione. Siena continua a litigare col ferro, ma la Virtus spreca
facili occasioni per avvantaggiarsi e a 4’ dal termine son solo 2 in
punti di differenza. Mc Calebb non ne combina una giusta tra palle perse
ed entrate scentrate, ma quello che fa infuriare Pianigiani è lo spazio
concesso a Poeta per il +6 a 2:30’ dal termine. Basta questo vantaggio
mantenuto a 90” dalla fine? Basta
perché questa volta i rimbalzi d’attacco che permettono di rigiocarla
son preda dei bianconeri, famelici come non mai mentre dall’altra parte,
senza l’inerzia dal loro lato i contatti son sanzionati e Poeta chiude i
giochi dai liberi per una vittoria attesa 22 partite.
VALUTAZIONI
Rivers 7 parte sbagliando una bomba, non capiterà più nelle 4
successive, tutte molto pesanti. Grande mano al tiro, qualche pasticcio
nel passare il pallone, ma rimane un pericolo da marcare con continuità.
In 33’, 19 di val. e 10 di +/-
Koponen 7 alcuni ottimi sprazzi, compresa una bella difesa su
Kaukenas, cicca una bomba che poteva chiudere i giochi in anticipo ma non
si tira mai indietro giocando da guardia e vedendo meglio il gioco che da
play puro. In 36’, 13 di val. e 10 di +/-
Poeta 7,5 ha il merito di metter Mc Calebb nella sua rete,
mandandolo in confusione in attacco e tenendo per il finale le banderillas
che chiudono i giochi. La sua migliore in maglia Virtus. In 38’, 16 di
val. e 6 di +/-
Homan 8 un totem nell’area, preciso anche dalla media, cosa che ha
cambiato le letture difensive di Pianigiani, decente anche ai liberi. La
gioia di vederlo giocare così si accosta al rancore di se fosse stato
sempre così. In 34’, 19 di val. e 6 di +/-
Sanikidze 7 pochi giochi scintillanti tante energie e chiusure a
rimbalzo che sono valse l’inerzia dell’incontro, finendo per una volta
per stendere Stonerook invece di subirlo sempre. In 32’, 10 di val. e 2
di +/-
Martinoni 6 lo si vede poco, ne approfitta per un tap-in salvifico
sulla sirena del 30’, tiene quel che può dando fiato ai tirolari mai
così in forma come oggi. In 13’, 2 di val. e -3 di +/-
Gailius 6 buone iniziative ma anche una persa che poteva cambiare l’inerzia
se Sanikidze non avesse messo uno stoppone stellare. Tartassato dagli
arbitri senza un motivo preciso. In 13’, 3 di val. e -2 di +/-
Gaddefors 6 un pallone solo 3 punti di tabella, che valgono il
sorpasso e la fuga che non sarà mai più ripresa. Per un “cinno”
grande roba. In 1’, 3 di val. e 1 di +/-
Lardo 7 carica i suoi, non deve inventare rotazioni dando fiducia ai
pochi ma buoni, una sua squadra d’emergenza che come spesso in carriera
lo salva. Non basterà per la permanenza ma se andrà metterà in
saccoccia uno scalpo di Siena, roba attesa da 5 anni a Bologna.
Luca Cocchi
21/05/2011 Quarti di Finale Playoff, Gara 2
Montepaschi Siena - Virtus Canadian Solar Bologna 85-81 (19-22 41-36 62-52)
Siena : Mc Calebb 16 (6/8 2r 2a), Zisis 2 (1/3 2a), Carraretto 10 (2/2 2/3 2r), Rakovic 6 (3/7 3r 2p 2rec ), Lavrinovic 15 (3/3 1/3 9r 2rec 8fs 3a), Kaukenas 10 (4/9 2rec), Ress 2 (1/2), Michelori n.e. Monaldi n.e. Stonerook 6 (1/2 1/2 4r 3a), Aradori 8 (1/2 1/2 2r 3rec), Moss 10 (1/5 1/1 4a). All.re Pianigiani
Virtus : Rivers 15 (4/7 0/6 3r 3p 9val. 4+/-), Koponen 15 (3/4 3/5 3r 3a 13val. 8+/-), Busi n.e. Poeta 11 (2/4 2/4 5r 4a 16val. -13+/-), Homan 19 (7/13 11r 3p 8fs 23val. -6+/.), Sanikidze 5 (1/2 1/1 11r 15val. -1+/-), Martinoni 4 (2/4 2r 1val. -3+/-), Gailius 12 (5/9 0/1 2r 2p 2a 8val. -7+/-), Gaddefors (0/1 da 3 2r 3p -4val. -2+/-), Gazzotti n.e. Spizzichini n.e. Bottioni n.e. All.re Lardo
Arbitri : Sabetta, Mattioli, Weidmann
19/05/2011 Quarti di Finale Playoff, Gara 1
Montepaschi Siena - Virtus Canadian Solar Bologna 94-55 (29-13 58-30
78-45)
Siena : Mc Calebb 5 (1/1 1/1 3r 2p 6a), Zisis 7 (2/3 1/2 2p 7a),
Carraretto 15 (5/7 da 3 2r), Rakovic 13 (6/10 6r 2a), Lavrinovic 16 (3/4
0/2 8r 2p 9fs), Kaukenas 9 (2/3 1/3 4r 2p), Ress 7 (2/4 1/1 7r), Michelori,
Severini (0/2), Stonerook (0/1 da 3 3r 2rec 3a), Aradori 12 (4/6 0/2 4r),
Moss 10 (3/5 0/2 6r 3rec 3p). All.re Pianigiani
Virtus : Rivers 15 (2/8 3/5 2r 2p 4rec 2a 17val. -37+/-), Koponen
(1/3 1/4 2r 4a 11val. -30+/-), Bastone, Poeta 7 (0/1 1/3 2r 3p 2a 7val.
-23+/-), Homan 8 (4/11 2r 3p -2val. -23+/.), Winston 2 (1/3 0/2 2r 2rec 3p
-1val. -22+/-), Sanikidze 4 (2/3 0/2 7r 5val. -37+/-), Martinoni 6 (2/2
0/2 3r 2val. -10+/-), Gailius 6 (1/5 1/3 3p 2rec 0val. -9+/-), Fabiani
n.e. Gazzotti, Bottioni. All.re Lardo
Arbitri : Paternicò, Begni, Giansanti
Record negativo nella storia dei playoff Virtus il -39 di Siena che scalza
il -32 di Varese anno 1978 con in panchina Dan Peterson, per il nano
ghiacciato dopo la sconfitta casalinga della sua Armani con Sassari in
gara1 playoff una minima soddisfazione la cancellazione di quel vecchio
sprofondo. Ma le soddisfazioni lì terminano, in casa Virtus sarà il caso
di cambiar facce (risultato quello pare ovvio di no), mentre dall’altra
parte non son queste le partite che danno felicità, quelle arriveranno
solo dalla finale scudetto, dove cercare le soddisfazioni negate a
Barcelona con il Pana. Nulla da salvare da una parte, anzi la parola d’ordine
sarebbe dimenticare, dall’altra si nota come dalla panchina esca come
undicesimo quel Michelori che nello schieramento striminzito dei lunghi in
bianconero sarebbe merce buona per il quintetto. La fortuna si questu
playoff è che si gioca a ritmo continuo, così a meno di 48 ore il -39
verrà rigiocato, ed i grandi giocatori son proprio quelli che in un
attimo cancellano le peggiori umiliazioni. Ma ci sono di questi giocatori
nel roster virtussino, o sarà meglio ricorrere ai ragazzi come Gaddefors
come richiesto dalla proprietà?
Luca Cocchi
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14. Giornata > Ritorno >
15/05/2011, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Banca Tercas Teramo 96-94 (22-17 52-50
67-71)
Virtus : Rivers 16 (2/8 4/6 4r 2rec 4a), Koponen 13 (5/7 0/2 2r 2a),
Poeta 17 (4/4 da 3 2rec 3p 3a), Homan 7 (3/7 7r 3p), Winston 21 (8/11 0/2
2rec 2a), Sanikidze 14 (5/6 0/3 5r 2rec 2p 2a), Martinoni 1 (0/1), Gailius
7 (3/3 3r), Busi n.e. Spizzichini n.e. Gazzotti n.e. Bottioni n.e. All.re
Lardo
Teramo : Zoroski 13 (1/3 3/8 2rec 3p 5a), Ricci n.e. Boscagin 11
(1/2 3/4 2p 2a), Fultz 20 (3/4 4/4 2p 2rec 5a), Lulli n.e. De La Fuente 4
(1/3 0/4 5r 2p 2a), Diener 14 (3/4 1/5 2a), Martelli n.e. Davis 15 (6/7
1/5 9r), Young 2, Polonara 6 (2/2 3r), Fletcher 9 (4/6 7r 2rec 3p). All.re
Ramagli
Arbitri : Sabetta, Mattioli, Biggi
Ribaltando il risultato quando l’effetto della partita non aveva più
nessun senso per il proprio futuro, la Virtus approda ai playoff relegando
Teramo alla scelta del che fare per il proprio futuro tra A2 o pagamento
del bonus salvezza. Si prende una partita giocata non male ma senza tanta
caparbietà, lasciando fare il match agli avversari e reagendo solo nei
minuti finali, dopo di un antisportivo a proprio favore assai dubbio. Il
-7 del 37’ è stato ribaltanto con un gioco da 5 che ha ridato fiducia
ammazzando gli avversari (con un Fultz esemplare ed un Zoroski che è
andata via via spegnendosi) che con la vittoria si sarebbero salvati in
proprio a discapito di Montegranaro. La vittoria bianconera arriva con 96
punti a referto, un 56% al tiro che sarebbe da sogno se non fosse per la
difesa ballerina messa in mostra per tutti i 40’, che han lasciato il
54% al tiro agli avversari e ben 18 assist, segno che battuto l’uomo
qualcuno libero lo si trovava sempre. Scelta di andare a lungo coi 4
piccoli per Lardo, non trovando nulla da Martinoni, se non falli, e
dovendo far rifiatare i soli Homan e Sanikidze, pescando un gran secondo
tempo da Winston e Koponen ai quali andava associato il primo di Rivers.
Buona l’energia di Sanikidze e le bombe di Poeta, ma al di là dei
validi tabellini non si è andato, obiettivo playoff centrato ma con molte
colpe altrui e poche certezze da portarsi nel postseason che inizierà
giovedì 19 maggio in quel di Siena, dove si replicherà sabato 21 per
arrivare a Bologna lunedì 23. Va col quintetto di Roma Lardo, rimane sul
classico anche Ramagli per una Teramo seguita da un buon numero di
appassionati. Parte forte la Tercas (0-5), ma la fuga non arriva grazie ai
primi punti dei lunghi virtussini, e regge anche la seconda spallata
abruzzese nata dall’arco con Zoroski. A metà prima frazione sono 2
liberi di De La Fuente a dare il +3 ai suoi, ma dopo meno di un minuto
arriva il primo vantaggio Virtus 13-12 firmato da Rivers, questa volta non
dall’arco. Il secondo prematuro fallo di Homan costringe Lardo a
panchinarlo per Martinoni che sbaglia il primo appoggio e lascia sguarnita
l’area per un semplice appoggio di Diener, così gli ospiti rimettono la
freccia (14-17). E’ Rivers a dar la sveglia, gran cesto da fuori ed
assist per Sanikidze, al 9’ Virtus di nuovo avanti con anche un cesto di
Winston, fin lì anonimo. Una bella giocata di Poeta per la conclusione di
Gailius vale il +5 della prima sosta dove la Virtus tira meglio,
soprattutto da 2. Corri e tira in avvio di secondo quarto, con Fultz e
Poeta a guidare non c’è da stupirsi, son sovente i 2 a chiudere i
giochi trovandoci punti facili, ma in questo modo per Teramo è più
facile star in campo e dopo poco più di 2’ è di nuovo sorpasso,
firmato dal figlio di Kociss. Non bastano 2 bombe a fila di Rivers, la
difesa allegra permette a Fultz di segnare o farlo fare a Boscagin che in
solitaria spara 2 volte a fila a bersaglio costringendo Lardo a fermare i
giochi. Sempre dall’arco arrivano le conclusioni di Teramo contro la
zona bianconera che valgono il +4 a metà quarto, ma Poeta sorpassa con
tripla e fallo, aggiuntivo errato, palla rubata, fallo subito e liberi
convertiti, un’azione da 5 punti! Punto a punto per lunghi tratti, prima
che un tecnico a Ramagli permetta alla Canadian di respirare a +3. Sull’irreale
punteggio di 52-50 si va alla pausa lunga, con un cesto di Zoroski a fil
di sirena nato da un regalo Virtus in una partita che pare una sgambata
tra amici dove tirare tanto e difendere il giusto per non disturbare.
Teramo tenta tiri da 3 come da 2, per un 60% totale, ma la Virtus fa anche
meglio col 61%, cedendo qualcosa a rimbalzo ma mettendoci in metà tempo
tanti assist quanto di solito ne fa in una partita intera. Solito avvio di
terzo quarto Virtus, non si segna mai e la Tercas senza cose mirabolanti
ne approfitta per issarsi a +4 dopo 3’, con ovvia sospensione di Lardo.
Ancora peggio con la bomba di Zoroski, e la scelta a questo punto è
quella dei 4 piccoli con Winston finto lungo ed il solo Homan a presidiare
l’area, mossa a cui si adatta anche Ramagli contro la zona Virtus. A
piccoli passi la Canadian dimezza il divario a -4, con Teramo che fatica
ma che dall’arco continua a trovare ossigeno nei minuti finali con
Boscagin e Fultz, mentre dall’altra parte un mano arriva da tutti senza
però che nessuno riesca ad emergere. Continua coi 4 piccoli Lardo, anche
con Sanikidze unico lungo, mentre Ramagli riprova i 2 lunghi andando col
giovane Polonara. Dal nuovo -7 è ancora Poeta, intonso dall’arco con la
quarta bomba, a riaprire i giochi, ma è sempre a lui ad incassare una
bomba con fallo da Fultz per il -6. Sulla bomba di Davis che dice 75-84, c’è
una nuova sospensione con 6:20’ da giocare, e con un rapido 4-0 questa
volta è Ramagli a dover parlarci sopra per non buttare tutto il buono
fatto in 35’. Ed il risultato lo ottiene, non fosse che un dubbio
antisportivo su di un’entrata di Sanikidze costa ben 5 punti alla Tercas
con una bomba che sono anche i primi punti di Rivers nella ripresa
mettendo 2 punti di differenza. Ultimi minuti punto a punto con sorpasso
di Koponen a 65” dal termine, quando con la carambola dei risultati per
la Virtus vincere o perdere non cambierebbe nulla, mentre per Teramo
tutto. Pari con un libero di Diener a 20” dal termine, Winston in
isolamento pesca un gran cesto per il sorpasso, il tiro in corsa della
disperazione di De La Fuente non ha fortuna e per Teramo arriva una
pesantissima sconfitta che la costringerà a versare 500.000€ se vorrà
restare in A1 oppure più mestamente e sportivamente a retrocedere. Per la
Virtus c’è un ottavo posto che la porta nelle fauci di Siena,
allungando il campionato di presumibilmente giusto 3 partite 3, ma se a
molti pare un risultato non esaltante, si può anche guardare il bicchiere
mezzo pieno osservando che Roma, costata ben di più ha già finito la
stagione perdendo inoltre la licenza di Eurolega.
VALUTAZIONI
Rivers 6,5 il solito grandissimo primo tempo, solo pali nel secondo fino
alla bomba che riaccende la speranza, nel bene e nel male uno sempre da
guardare a vista per la difesa avversaria. In 34’, 14 di val. e -5 di
+/-
Koponen 6,5 tanto anonimato, spostato da impegni di regia emerge come
realizzatore trovando i cesti del sorpasso e spegnendo le energie dei
diretti avversari nel finale bollente. In 33’, 9 di val. e 3 di +/-
Poeta 7 non sarà troppo contento di aver contribuito in prima persona all’affossamento
della sua ex squadra, ma va sottolineato che ha guidato meglio di Koponen
e messo bombe basilari. In 22’, 17 di val. e 8 di +/-
Homan 6 a lungo solo a lottare nell’area, niente di importante da
segnalare ma ha tenuto botta senza cedere centrimetri. In 28’, 7 di val.
e -8 di +/-
Winston 7 un primo tempo dove si dice “il solito Winston”, quando
rientra nel terzo quarto partito in panchina diventa il protagonsita
assoluto. In 31’, 22 di val. e 15 di +/-
Sanikidze 6,5 se utilizzato non da fermo ridiventa un fattore, bravo anche
ad adattarsi a giocare centro puro, ha fatto di necessità virtù senza
sfigurare. In 29’, 20 di val. e 1 di +/-
Martinoni 5 non si può nemmeno più parlare di occasione perduta, il
giocatore non tiene il campo a questi livelli e Lardo deve inventarsi
soluzioni alternative. In 10’, 0 di val. e 2 di +/-
Gailius 6 il vero e proprio ruolo del rincalzo, non forza situazioni e fa
tesoro di quanto gli vien lasciato, dimostrando una consistenza mentale
più solida del previsto. In 13’, 9 di val. e -6 di +/-
Lardo 6 ottiene il secondo obiettivo stagionale, dopo essere entrato nelle
final8 di Coppa Italia centra i playoff, ma che l’ambiente ne sia
contento non pare. Anche oggi vittoria presa più dall’inventiva dei
singoli che dal gioco di squadra che ancora non si vede e non si vedrà in
questa stagione. La mossa dei 4 piccoli regala qualche momento di basket
migliore, ma era più una mossa obbligata che una magata del momento.
Luca Cocchi
13. Giornata > Ritorno > 12/05/2011
Lottomatica Roma - Virtus Canadian Solar Bologna 80-69 (12-18 30-36 56-49)
Roma : Giachetti n.e. Gigli (3rec), Smith 18 (3/6 4/11 2r 2rec), Washington 9 (3/7 1/2 4r 4rec 2a), Vitali 6 (2/2 da 3 3r 2a), Crosariol n.e. Traorè 18 (8/17 5r 2sf 2a), Datome 16 (4/8 2/5 6r 3p 3rec 3a), Dedovic 1 (0/1 0/2 2p 2a), Di Pasquale n.e. Gordic 2 (0/1 0/1 3r 2a), Dasic 10 (3/4 0/1 10r 2p 4rec 3a). Al..re Filipovski
Virtus : Rivers 19 (1/6 5/5 3r 3p 3rec 3a 20val. -8+/-), Koponen 15 (2/7 2/6 5r 13val. -9+/-), Bastone n.e. Poeta 9 (1/1 1/2 2p 2a 11val. -6+/-), Homan 12 (5/6 0/1 13r 2sf 6p 2rec 19val. -6+/.), Winston 9 (4/7 0/1 2val. -2+/-), Sanikidze (0/2 0/2 7r 2p -2val. -3+/-), Martinoni (0/1 2r 2p -5 val. -8+/-), Gailius 5 (2/3 0/1 2r 3p 4val. -13+/-) Tugnoli n.e. Gazzotti n.e. Spizzichini. All.re Lardo
Arbitri : Cerebuch, Lo Guzzo, Barni
12. Giornata > Ritorno >
01/05/2011, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Angelico Biella 83-81 (22-21 40-42 67-60)
Virtus : Rivers 16 (1/4 4/7 3r 3rec 4p), Koponen 15 (2/4 2/3 7fs 4rec
4p), Bastone n.e. Poeta 14 (2/4 0/2 4r 10fs 4rec), Homan 15 (7/11 6r 4rec
2p 3a 2sf), Winston 7 (2/5 0/2 2r 2rec 3a), Sanikidze 7 (2/6 1/1 12r 3p
2sf), Martinoni 2 (1/1 0/1), Gailius 5 (1/2 0/1 4r 3p) Spizzichini,
Amoroso 2 (1/1 0/2), Bottioni n.e. All.re Lardo
Biella : Minessi n.e. Coleman 21 (9/18 0/1 6r 3rec 5p 2ss),
Soragna 7 (3/5 0/5 2r 2rec 3p), Moraschini (2r), Sosa 7 (0/5 2/4 2rec 3p
7a), Cuccarolo 4 (2/3), Chessa (0/2 da 3 2a), Viggiano 20 (7/8 2/2 7r 2rec
3p), Salyers 14 (2/2 3/5 5r 3p), Jurak 8 (4/4 0/2 8r 2p 3a), Ekperigin ().
All.re Cancellieri
Arbitri : Lamonica, Duranti, Capurro
In un palasport già parzialmente predisposto al concerto di Shakira, la
Virtus pesca un sudatissima vittoria contro una Biella da cento all’ora.
Ci si accostano anche i bolognesi a questo modo di giocare, rischiando
troppo ma facendo propria una vittoria che apre le porte ai playoff. La
differenza nasce nel terzo quarto, aperto in modo raccapricciante dai
bolognesi, ma chiuso in grande crescita (27-18), dove per una volta tutti
son parsi seguire lo stesso spartito. Vince tirando peggio degli
avversari, impattando a rimbalzo ma trovando polpa ai liberi (24/33 contro
6/11) quando il cesto pareva la cruna dell’ago, facendo una fatica
assassina a costruire il gioco, chiunque sia a provarci tra Koponen, Poeta
o Rivers, prendendo come oro colato i cesti incredibili di Koponen e le
gite prolungate di Poeta dalla linea dei liberi. Non la partita che ridà
il sorriso ai tifosi, ma almeno una buona probabilità di allungare la
stagione sì, per ora basta questo, dopo le tante, troppe, sconfitte
casalinghe consecutive. E’ Martinoni la sorpresa d’avvio bianconera,
mentre Cancellieri parte subito con la novità Coleman e con un gioco in
velocità che frutta in 0-5 con difesa virtussina nemmeno capace di
rientrare. Quando la Virtus trova le prime soluzioni d’attacco latita
ancora dietro, lasciando Coleman e Viggiano indisturbati, e dopo 4’ una
schiacciata a difesa schierata dell’italoamericano costringe Lardo a
fermare i danni sul 6-11. Dal time-out esce la zona, subito bucata da
Viggiano, inframezzato però dalle ormai “solite” bombe di Rivers alle
quali si aggiunge un 2+1 di Koponen per il primo vantaggio Canadian della
serata (15-14). Nel punto a punto che ne segue cresce la confusione, Sosa
ne mette a profusione, ma anche dall’altra parte non si scherza, mentre
un cesto in sottomano di Sanikidze vale il +1 al termine dei primi 10’
dove si tira con percentuali identiche. Nel secondo quarto c’è spazio
per l’ex Moraschini, che alla prima azione perde palla e poi sfonda, ma
col lungo passaggio di Rivers sul pino per la Virtus è nebbia anche
contro l’enfant du pays. Sui ritmi allegri imposti dagli ospiti i
bianconeri devono sempre rincorrere di un canestro, con la difesa sovente
addormentata su normalissimi backdoor che Jurak e Coleman chiudono
efficacemente. Sono i tiri da lontano a ridar fiato alla Virtus, un 5-0 di
Koponen-Sanikidze vale il sorpasso, nonostante il finlandese sbagli un
banale contropiede, però Viggiano continua a farsi beffe di Winston e la
partita resta in equilibrio con ribaltamento del punteggio a 3” dal
termine sul gioco da 2+1 di Salyers che mette i piemontesi avanti di 2
lunghezze alla pausa lunga. E’ la difesa il male bianconero del primo
tempo, un 70% concesso da 2 con troppa facilità (ben 5 giocatori al
100%...), mentre l’attacco viaggia regolare oltre al 50% ma il secondo
quarto vede ribaltare il predominio a rimbalzo a favore degli ospiti.
Ennesimo non pervenuto di Winston, a referto solo con 2 liberi e con 4
padelle sulle spalle, al di là di tutto ci sta l’andamento bianconero
col passaggio in campo di Rivers che non a caso riporta un +7 alla voce
+/-. Non gioco Canadian in avvio di ripresa, e buon per Lardo che il tiro
dall’arco risponda presente così l’Angelico non scappa approffitando
in pratica solo delle palle perse lasciate, ma dopo una orribile di Poeta,
scatta la sospensione e la sostituzione sul 46-50. Però nemmeno un minuto
dopo è di nuovo time-out, questa volta la differenza è di 9 lunghezze
dopo l’ennesimo contropiede con schiacciata di Coleman e bomba solitaria
di Salyers. Questa volta la reazione si vede, sono i voli di Sanikidze a
dare gli extrapossessi alla squadra, poi Rivers e Winston convertono
questi palloni (53-55 al 26’), poi quando il gioco diventa più fluido
arriva un contributo da tutti ed una bomba di Sanikidze firma un
incredibile sorpasso e conseguente mini allungo di Poeta (parziale di
21-3). +7 Virtus al 30’, visto solo 6’ sarebbe stato impensabile, dopo
aver visitato il baratro, invece grazie prima alle bombe e dopo alla
convinzione di non giocare contro un avversario impossibile le cose sono
prontamente cambiate (44-10 di valutazione nei 10’). E’ Viaggiano a
rianimare l’Angelico, vanamente inseguito da Martinoni, e così in 2:30
i piemontesi impattano firmando un contro break di 0-9, sfruttando il
gioco coi 4 piccoli perché l’ex Varese subisce dietro e non porta
pericolosità in attacco. Sono i liberi a sostenere i padroni di casa al
minimo vantaggio a metà frazione, situazione che persiste per svariati
minuti con Poeta che dopo dei liberi trova il cesto del +3 da metà area a
2’ dal termine con Cancellieri a fermar la gara. Nella confusione finale
piovono pesanti errori da Soragna, invece sempre dai liberi è Koponen a
mettere più di un possesso a 50” dal termine però un libero più un
cesto su rimbalzo d’attacco di Viggiano significano 79-78 con 40” da
giocare. Il quinto fallo di Viggiano vale per Poeta 2 ennesimi punti
facili mentre Coleman a seguire ne pesca solo 1, Koponen immediatamente
fermato col fallo imita l’americano di Biella che però pesca un cesto
in velocità da 2. Rimessa lunga Virtus, fallo su Homan di Jurak che
essendo ultimo uomo vien fischiato antisportivo, il “bulgaro” fa 0/2,
poi ancora fallo su Poeta che fa 1/2 per il +2, negli ultimi 3” i
piemontesi non riescono ad arrivare al tiro e per la Virtus arriva una
sudatissima vittoria che profuma di playoff. Settimo posto al momento, da
conservare vincendo a Roma o tenendo la differenza canestri, difficile
andare oltre portandosi dietro gli 0-2 con Varese (a pari punti) e Treviso
(a +2).
VALUTAZIONI
Rivers 6,5 un grande primo tempo, dove ogni suo passaggio sul campo vale
ottimi lampi di squadra. Poi cala complicando le cose con forzature e
letture fuoriluogo ma non deraglia. In 32’, 13 di val. e 9 di +/-
Koponen 6 pessima gestione, ha il merito di trovare punti in momenti di
morte cerebrale dei suoi ed alimentare così la speranza. Meglio nel
finale quando doveva rallentare ed eventualmente convertire i liberi sui
falli subiti. In 33’, 16 di val. e -7 di +/-
Poeta 6,5 pessimo impatto nel primo tempo, poco cambia dopo fino a quando
inizia a gironzollare attorno ad avversari che lo fermano coi falli che
converte ai liberi. Lì prende fiducia e nell’ultima frazione è la
guida dei suoi. In 20’, 22 di val. e 0 di +/-
Homan 6,5 attacca con costrutto il ferro e tiene dietro, peccato solo per
quei soliti liberi gettati (1/6) che potevano costare tanto. In 33’, 20
di val. e 1 di +/-
Winston 5 poche se non pochissime luci, a suo favore il fatto che quando
sta in campo il rendimento generale della squadra è meglio di quando è
panchinato. In 27’, 13 di val. e 1 di +/-
Sanikidze 7 al di là delle medie al tiro, la sua energia è il carburante
prorompente della squadra, senza i suoi voli e rimbalzi non ci sarebbe
reazione, fondamentale. In 31’, 15 di val. e 6 di +/-
Martinoni 5,5 discreto avvio, poi riproposto giusto per la voluta panca di
Amoroso, poteva sfruttare meglio il suo minutaggio facendo pagare la
scelta dei 4 piccoli di Biella con giochi vicino al ferro non visti. In 12’,
1 di val. e -2 di +/-
Gailius 5 buona l’inntensità sbagliati i modi, falli stupidi in momenti
che potevano costar caro. In 7’, 4 di val. e 5 di +/-
Amoroso 5 continua a litigare col canestro prendendo sempre e solo tiri da
lontano, a Lardo questo non piace e dopo 4’ non viene più riproposto. 1
di val. e -2 di +/-
Lardo 6 qualche cambio diverso dal solito lo espone a rischi oltremaniera,
ma l’obiettivo era portare a casa l’incontro per andare ai playoff
dove si ripartirà da zero, anche se occorrerà trovare un gioco che oggi
non si è visto.
Luca Cocchi
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12. Giornata > Ritorno >
23/04/2011, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Montepaschi Siena 72-81 (17-24 49-39
53-63)
Virtus : Rivers 23 (6/6 3/5 3p), Koponen 5 (2/3 0/1 3r 4p 2a), Bastone
n.e. Poeta 9 (1/2 1/2 2rec 2p), Homan 8 (1/6 3r 3rec), Winston 6 (3/6 0/2
3r 5p 2a), Sanikidze 2 (1/2 0/3 4r 2p), Martinoni 3 (1/1 0/1), Gailius 10
(3/4 0/2 6r 2rec) Busi n.e. Amoroso 6 (2/5 0/2 11r), Bottioni. All.re
Lardo
Siena : McCalebb (0/1 0/1 2r 2rec 2a), Zisis 2 (0/1 0/2), Carraretto 10
(3/4), Rakovic 6 (3/6 4r 2rec 4p 2a), Kaukenas 17 (4/9 3/5 2rec 3p 3a),
Udom n.e. Jaric 6 (1/3 1/3 2r 4p 6a), Stonerook 13 (2/2 ¾ 3r 4rec),
Aradori 9 (3/5 0/3 3r), Moss 6 (2/3 2p 4a). All.re Pianigiani
Arbitri : Facchini, Giansanti, Crescenti
L’illusione dei primi 20’
svanisce pian piano nel solito terzo quarto senese (con uno Stonerook
padrone dell’incontro), dove la difesa, irriconoscibile prima, si
ripropone di buon livello e per la Virtus tutto diventa difficile, se non
impossibile (zero cesti su azione nel terzo quarto). Si è visto del bel
basket fino a quando Siena ha voluto e fino a quando Rivers non è stato
gravato del terzo fallo, da lì in poi per Lardo si è tornati alle
fatiche ataviche che un Winston al solito inconcludente non ha permesso di
trovare la luce giusta. Non era la partita da vincere, certo, ma la resa
finale vanifica anche quanto di buono proposto nella prima parte. Peccato
per quel garn primo tempo di Rivers che aveva illuso e per i progressi di
Gailius, sperando che tutto questo possa tornar utile da qui a breve. Nove
anni dopo aver calcato il parquet al tempo della Virtus del grande slam, i
Forever Boys premiano Marko Jaric che non perde la prima partita a Bologna
dal suo ritorno europeo nonostante il lungo numero di stranieri a
disposizione di Pianigiani (fuori per scelta Lavrinovic, Hairston e
Akindele), ma il carisma del serbogreco si è imposto nelle scelte di casa
MensSana. E per l’ex c’è anche il quintetto d’avvio, mentre per
Lardo si ripropone Amoroso per Sanikidze, il resto sono i soliti noti.
Avvio veloce e parità a quota 10, con un 2/2 inatteso ai liberi di Homan,
mentre la Virtus prova a giocare più sciolta del solito fino a quando le
mani avversarie iniziano a sporcare più palloni ed a metà frazione Lardo
deve interrompere i giochi sul 12-17. Lì la partita si addormenta, per
oltre 2’ nessuno segna prima che lo faccia dai liberi Michelori con un
insolito 2/2. Una strana Siena nel reparto posteriore (Michelori-Ress-Carraretto)
concende qualcosa alla Virtus che ne approfitta con Martinoni, ma una
boiata di Sanikidze lascia spazio allo bomba sulla sirena di Kaukenas, l’uomo
in più della frazione con 10 punti. Niente dall’arco per la Virtus
(0/4) e punti dai liberi, per la MPS via dei canestri sempre facile (59%
totale) anche perché sovente pescati da furti difensivi. Solo verde l’avvio
della seconda frazione, vantaggio in doppia cifra con Carraretto limitato
da una bella giocata di Gailius a cui si affianca Rivers per dimezzare lo
svantaggio e costringere Pianigiani a parlarci sopra anche perché Aradori
non è Kaukenas. La Canadian continua a trovare buoni attacchi in
velocità che valgono il -2 al 15’ e sul tecnico a Rakovic (dopo fallo
subito da Aradori…) la Virtus impatta con Rivers dall’arco a quota 33
e poi sorpassa sempre con KC dalla lunga con altre 2 bombe a fila e
Pianigiani infuriato a chiamare un’altra sospensione dopo un parziale di
22-7. Le note dolenti per Lardo arrivano a 2:27 dal termine col 3° fallo
di KC in attacco (8/8 in 14’ per 19 di val. e 9 di +/-), dopo che con la
zona provava a preservarlo in difesa, a cui si aggiunge Poeta con poco
più di 1’ da giocare. L’intraprendenza di Gailius (12 di +/- in 10’)
vale un +7 a metà tempo e peccato che il lituano sbagli l’ultima bomba
che avrebbe scritto un clamoroso +10. Virtus dall’attacco meno statico
del solito, i ricordi di Cremona sono buona cosa nonostante Amoroso e
Winston sottotono, ma onestamente in questi primi 20’ è la difesa
senese che non è nemmeno lontana parente di quella di Eurolega, oltre al
fatto che un Lavrinovic non lo si regala gratuitamente. Bianconeri meglio
a rimbalzo ed anche nei furti, dominanti in valutazione (60-36) e proprio
questa sarà la paura di Lardo, 24 punti in più per un “misero” +7.
Si segna col contagoccie in avvio ripresa, tanti falli e gioco
spezzettato, Siena si avvicina grazie alle indecisioni di Winston che
regalano facili possessi sfruttati solo da Kaukenas per un -2 dopo 3:30.
Ma non segnando mai (2 liberi in 5’) ovvio che la MPS rientri
definitivamente appena la difesa inizia ad essere quella solita e quando
Stonerook tutto solo tira la bomba ci trova il primo vantaggio della
ripresa (49-51). All’ingresso dell’ultimo minuto la Virtus è ancora
ferma a 5 miseri liberi, mentre dall’altra parte anche se faticosamente
qualcosa si muove ed il vantaggio arride ai campioni d’Italia sul +7 grazie
a 2 liberi di Carraretto. Siena pesca con la bomba sulla sirena di
Stonerook il +10, al termine di una frazione incubo per la Virtus, con
solo 7 punti su liberi a referto frutto di un 0/4 al tiro e ben 10 palle
perse, mentre la MPS al tiro ci è andata ben 17 volte. Si gioca ma poco
cambia nei primi 5’ dell’ultima frazione, sempre 10 sono le lunghezze
che dividono le squadre con Winston che prova a farsi vedere ma i benefici
son pochi. Siena gioca al gatto col topo, cercando di sprecare meno
energie possibili per chiudere da vincitrice la diciannovesima pratica
virtussina a fila, trovandoci la matematica certezza del primo posto in
stagione. Altri obiettivi non ne aveva, quindi tutto bene, per la Virtus
ci saranno ora 3 partite decisive per l’accesso ai playoff con l’obbligo
di centrare le 2 casalinghe con Biella e Teramo, sulla carta facili ma
occorre tener conto che entrambe stanno lottando per salvarsi.
VALUTAZIONI
Rivers 7 fino al terzo fallo una partita da cineteca, rientra a terza
frazione già avviata e non riesce nemmeno lui a fermare l’onda verde.
In 30’, 19 di val. e -4 di +/-
Koponen 5,5 lotta a lungo, di fatto da solo contro i 3 play
avversari. Bene quando si può correre e pensare poco, meno dopo. In 29’,
6 di val. e -10 di +/-
Poeta 4,5 tante fatiche con gente che lo guarda dall’alto in
basso. Mai un fattore, sempre in ritardo e davanti bloccato ogni tentativo
di iniziativa. In 19’, 9 di val. e -9 di +/-
Homan 5,5 impatta il duello con Rakovic, mette anche meglio del
solito i liberi, non sono sue le colpe della sconfitta anche se qualcosa
in più al tiro poteva darla. In 28’, 9 di val. e -9 di +/-
Winston 4 la prima volta lo si nota nel secondo tempo per asciugare
il campo con lo spazzone, poi tentativi senza costrutto. Evanescente come
non mai, ormai un classico nel girone di ritorno. In 22’, 3 di val. e
-10 di +/-
Sanikidze 5 ogni volta Siena le va indigesta, anche oggi non ci sono
i corridoi per arrivare al cesto e se deve tirare sugli scarichi o
costruire son dolori. Battezza Stonerook che lo sevizia dall’arco. In 20’,
-2 di val. e 3 di +/-
Martinoni 5,5 una buona casa appena entrato, poi nei pochi momenti a
disposizione non lo si ricorda se per un cross dall’arco. In 3’, 4 di
val. e -4 di +/-
Gailius 6,5 è con Rivers l’anima del vantaggio virtussino, ci
prova sempre, a volte con eccessiva confusione o confidenza, ma l’atteggiamento
è buono ed in parte anche i risultati. In 20’, 15 di val. e 4 di +/-
Amoroso 5 regge a rimbalzo, per il resto la solita partita che non
frutta nulla offensivamente e finisce per concedere troppo anche dietro.
In 29’, 11 di val. e -8 di +/-
Lardo 6 fino a quando Siena non stringe la corda la sua sqaudra pare
rinata con un attacco rapido ed efficace, poi quanto Stonerook gioca da
Stonerook tutta la sua impalcatura salta, ma come avviene a tutte le altre
squadre, quindi poche colpe se non quella di insistere con un Winston
impresentabile.
Luca Cocchi
11. Giornata > Ritorno >10/04/2011
17/04/2011
Vanoli-Braga Cremona - Virtus Canadian Solar Bologna 88-95 (19-20 45-44
60-73)
Cremona : Rowland 21 (5/6 3/5 7r 4rec 3a 33val. 2+/-), Cinciarini (0/2
-3val -8+/-), Conti n.e. Sekilic 8 (4/9 0/2 6r 3sf 10val. -7+/-), Formenti
3 (1/1 da 3 2p 0val. -9+/-), D’Ercole n.e. Perkovic 11 (1/2 2/5 4r 4p
3rec 8val. -6+/-), Milic 20 (7/12 4r 3p 2rec 4a 23val. -3+/-), Lottici
n.e. Antonelli (0/1 0/1 -2val. 2+/-), Foster 10 (3/4 1/5 4r 2p 4a 11val.
-8+/-), Drozdov 14 (4/6 2/4 6r 2sf 14val. 2+/-). All.re Mahoric
Virtus : Rivers 23 (6/9 3/4 2p 2rec 19val. 0+/-), Koponen 15 (3/5 3/3 5r
2p 3a 20val. 12+/-), Donati n.e. Poeta 8 (2/4 1/2 3r 2p 6val. -1+/-),
Homan 15 (6/11 13r 2ss 5p 2rec 7fs 20val. 7+/-), Winston 11 (5/8 0/1 4r
15val. 9+/-), Sanikidze 11(3/5 1/2 8r 16val. 1+/-), Martinoni (0val.
4+/-), Gailius 4 (2/4 3r 6val. -3+/-), Fabiani n.e. Amoroso 8 (4/9 0/4 2r
3p -1 val. 6+/-), Bottioni n.e. All.re Lardo
Arbitri : Seghetti, Lo Guzzo, Martolini
Tiri da 2 : Cremona 24/42 57% - Virtus 31/55 56%
Tiri da 3 : Cremona 9/23 39% - Virtus 8/16 50%
Tiri liberi : Cremona 13/16 81% - Virtus 9/11 82%
Rimbalzi : Cremona 31 (21+10) – Virtus 36 (32+13)
Assist : Cremona 13 – Virtus 8
Falli : Cremona 21 – Virtus 17
10. Giornata > Ritorno >10/04/2011
Armani Jeans Milano - Virtus Canadian Solar Bologna 71-64 (21-18 36-34 56-49)
Milano : Eze 6 (3/7 7r 4sf 3p), Mancinelli 7 (2/4 1/4 4r 4a),
Pecherov 4 (23 0/3 4r), Maciulis 9 (2/5 1/5 7r 2rec 2a), Mordente 3 (1/2
da 3), Jaaber 14 (7/11 0/3 5r), Rocca 2 (1/2 4r), Greer 3 (0/4 1/3),
Petravicius n.e. Ganeto n.e. Cacace n.e. Hawkins 23 (3/4 4/7 4rec 8fs 3a).
All.re Peterson
Virtus : Rivers 13 (1/3 2/3 3r 2p 2rec), Koponen 1 (0/3 0/3 2p
2a), Tugnoli n.e. Poeta 8 (3/3 0/1 3r 2p 3rec), Homan 14 (7/10 10r 2ss 2p
2rec), Winston 14 (3/5 1/4 3r 2a), Sanikidze (0/2 0/1 6r 2p), Martinoni
n.e. Gailius 12 (4/6 0/2 2p) Busi n.e. Spizzichini n.e. Amoroso 2 (1/2 0/3
5r). All.re Lardo
Arbitri : Sahin, Mattioli, Aronne
Non si ferma più la striscia negativa della Virtus, anche se Milano al
Forum non era proprio la partita più semplice per invertire l’andazzo,
vista però la poca cosa che ha messo sù il buon vecchio Dan la sconfitta
suona più come occasione perduta che come piccola luce in fondo ad un
tunnel che vede all’orizzonte la non semplice trasferta di Cremona e
Siena alla FSS. Ma a differenza della inquietante partita con Sassari,
questa volta la banda Lardo ha mostrato qualche minimo attributo in alcuni
uomini, uno su tutti, sovente accusato di cattivi comportamenti, Homan e l’evanescente
principe, ovvero Gailuis. Partita in salute anche per Poeta, ma con soli
questi 3 si va ben lontano, Winston dopo una buona partenza ha ciccato
tutti i palloni che avrebbero riaperto i giochi, Rivers ha iniziato a
giocare solo nel finale quasi volesse aggiustarsi le statistiche,
Sanikidze a parte qualche salto non è pervenuto, mentre su Amoroso non ci
sono più parole, peccato che il discorso sia all’interno di una spirale
negativa. Di Martinoni nemmeno un minutiono, ma tanto nessuno ci crede
più nel giovane, almeno in questo contesto. Dall’altra parte gioco
modesto, rotazioni tirate all’osso con in pratica 4 uomini da almeno 30’
e l’unica opzione che varia è costituita da Eze/Rocca, ma così come
mostrato oggi Milano non pare proprio andare da nessuna parte, ovvero se
le toccherà a lei ribeccarsi Siena in finale per il basket i titoloni sui
media saranno al solito dimenticati per manifesta inferiorità. Un dramma
al tiro dall’arco la Virtus nei primi 20’ (0/9, non che il finale sia
salvabile col 17,6%...) mentre dall’altra Hawkins ha iniziato proprio da
lì la sua giornata da MVP, a parte questo l’Armani l’ha vinta con la
maggior reattività, trovando energie per riprenderi i propri errori sia
su rimbalzi offensivi, 9 nei secondi 20’, come i bianconeri in tutta la
partita e sulle palle vaganti (+4 il saldo). Il maggior numero dei
possessi ha finito per far la differenza visto che le % non si scostano di
tanto. Pronti via, le bombe di Hawkins (non proprio il suo pane)
colpiscono gli ospiti e Milano pare bersi le paure bianconere con un
Koponen afflitto da problemi alla schiena che pare timoroso all’eccesso.
Ma sul 11-6, la Canadian piazza un inattesso 0-8 che vale il primo ed
unico vantaggio della giornata, non tenuto però già al primo stop. Nel
secondo quarto fuga Armani, quando dall’altra parte il migliore è
Gailius, il -9 suona di condanna rimembrando le ultime uscite, ed invece
questa volta senza giocare ci stanno i meneghini che quando mettono Greer
a condurre sembrano peggio degli avversari. Così, con qualche buona
difesa nell’ultimo minuto la Virtus ricuce a -2 e non becca nemmeno la
bomba sulla sirena di Hawkins, come fosse un segnale di giornata positiva,
anche se la valutazione positiva ed il risultato negativo direbbero altro.
Avvio di ripresa e cesto di Eze, controbatte con la prima bomba di
giornata Winston per il -1, ma da lì all’aggancio non ci si arriverà
mai, nonostante per alcuni minuti il punteggio resti in bilico. E’
Jaaber con penetrazioni e furti a dare la prima spallata con vantaggio in
doppia cifra (54-44), ma una bomba di Rivers lascia qualche speranza all’ultima
pausa. Però Milano non trema mai nei restanti 10’, l’unico
avvicinamento bianconero (-5) viene chiuso da un offensivo trasformato di
Mancinelli, seguito a breve dai titoli di coda scritti, giustamente, da
Hawkins che le guardie virtussine non hanno mai contenuto. Il disavanzo in
doppia cifra viene cancellato dalla caparbia prova di Poeta, per una
sconfitta che ci sta ma che si inserisce in un solco negativo che se non
cancella le idee di playoff comunque inizia ad offuscarle vista la calca a
quota 24, da dove la sola Benetton si è tolta, ma dove potrebbe arrivare
anche Cremona al prossimo turno se la serie negativa della banda Lardo non
si interromperà.
VALUTAZIONI
Rivers 5 inizia a farsi notare quando ormai vincerla è più un’utopia
che una speranza. Subisce tanto da Hawkins, forse questo gli tarpa le ali
eccessivamente. In 30’, 12 di val. e -2 di +/-
Koponen 4,5 mezzo voto in più causa problemi alla schiena, per il resto
nullo in ogni frangente, sempre peggio anche se 2 assist gli vengono
annotati, roba di lusso negli ultimi 2 mesi. In 28’, -5 di val. e -9 di
+/-
Poeta 6 non che il suo ingresso cambi totalmente le carte in tavola, ma
una maggior vivacità la si è notata, oltre a qualche conclusione vecchio
stile nel mezzo dell’area. In 17’, 13 di val. e -2 di +/-
Homan 6,5 baluardo offensivo, a lungo certezza della squadra, peccato non
capisca mai quando sia il caso di non forzare eccessivamente e scaricare,
così da evitare stoppate da Eze che lanciano il contropiede. Attributi
domostrati, ora tocca ad altri. In 28’, 18 di val. e -3 di +/-
Winston 6 sarebbe l’unico a cavar fuori qualcosa da un attacco statico,
solo che nei momenti decisivi queste qualità non emergono. Però nei
momenti in campo è palese come la squadra sia un minimo più fluida. In
30’, 14 di val. e 5 di +/-
Sanikidze 5 qualche bel balzo poi niente da rammentare, se non una
stoppata subita nel finale che non avrebbe cambiato l’incontro ma messo
un po’ di pressione in più a Milano. Col non gioco attuale è quello
che ne risente di più. In 29’, 1 di val. e -4 di +/-
Gailius 6 uomo d’impatto nel primo tempo, cade nel secondo in qualche
faciloneria di troppo che costano palle gettate e tiri con poco costrutto,
ma una partita sufficiente. In 16’, 9 di val. ma -12 di +/-
Amoroso 4 se lo si ricorda è solo per boiate, errori dall’arco,
stoppate subite banali, tagliafuori non fatti e coperture difensive
arrivate al piccolo trotto della serie ci vado ma non mi spreco. No, così
non va, se questo è un uomo deve reagire o scendere. In 22’, 1 di val.
e -8 di +/-
Lardo 5,5 il suo compito principale era di presentare una squadra che
dimostrasse di giocarsela e questo è un risultato a suo favore, ma a
volte le occasioni vanno colte, oggi ne esisteva la possibilità ed i suoi
non hanno mai dato l’impressione di crederci per davvero.
Luca Cocchi
9. Giornata > Ritorno > 03/04/2011, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Dinamo Sassari 81-87 (21-19 39-33 58-53)
Virtus : Rivers 25 (4/9 5/9 7r 3p), Koponen 14 (5/7 0/5 5r 4rec 2p),
Donati n.e. Poeta 5 (0/1 0/2 2p), Homan (0/2), Winston 10 (5/11 0/3 3rec
2p), Sanikidze 11 (4/7 1/2 11r 3rec 3p), Martinoni 4 (1/1 0/1 6r 3p),
Gailius (0/3 0/4) Fantinelli n.e. Amoroso 8 (2/4 1/3 7r 2rec 3a), Bottioni
n.e. All.re Lardo
Sassari : White 8 (3/10 0/3 5r 4p 3a), Hunter 19 (8/10 10r 5rec
2sf), Devecchi n.e. Cittadini 2 (1/2 4r), Diener 23 (8/14 1/4 4r 7a),
Sacchetti 2 (1/1), Plisic 16 (4/6 2/3 7r 3rec 4p), Tsaldaris 11 (3/3 1/5
3r 4p 2a), Vanuzzo 6 (2/5 da 3 5r), Pinton (0/1 da 3). All.re Sacchetti
Arbitri : Cicoria, Begnis, Biggi
Ancora una pessima Virtus davanti al proprio pubblico che cede ad
una onesta Dinamo a lungo col suo miglior giocatore (White) non pervenuto.
Niente da salvarare per coach Lardo, il ritorno a ranghi completi non è
servito né a dar fiato ai titolari né a scovare alternative ad un gioco
che pare assente anche contro una difesa come quella isolana che sta agli
antipodi dal termine arcigna. Ma nonostante questo, tirando col 38% non si
può pensare di vincere concedendo oltre il 50%, soprattutto lasciando ben
34 punti nell’ultima frazione, quando le energie dovrebbero premiare la
squadra più lunga. Col solo Rivers a giocare a basket è difficile tirare
avanti, per tutti gli altri piccoli sprazzi quando non zero piatto.
Che poi il 4° posto sia ancora a portata è da considerare un pessimo livello del campionato (a cui la Virtus contribuisce) più che un valore a quanto fatto in precedenza dalla squadra.
Virtus al completo, ma con Homan e Poeta in panchina in avvio, quintetto
ovviamente tutto straniero per Sacchetti e squadre rigorosamente ad uomo
con Rivers ad aprire le danze dall’arco. Winston lesto in difesa procura
un 7-0 immediato che Sacchetti deve rompere con una sospensione dopo
appena 2’ che però non ha effetto visto l’ 11-2 bianconero. Gioca ai
mille all’ora Sassari sbagliando tanto, dientro difende maluccio e per
la Virtus è grasso che cola viste le sue storiche fatiche offensive,
quando però anche i padroni di casa tentano di andare in velocità o in
solitario si torna ad un attacco già visto con Varese e buon per Lardo
che la Dinamo sbagli la tripla del -3. Raggiungge il +10 la Virtus, ma con
Poeta per Koponen Diener ne approfitta e ricuce, sulla sirena il tap-in di
Sacchetti vale un misero +2. Medie similari al tiro e medesima valutazione
nei primi 10’, in avvio di seconda frazione è ancora Diener a sparare
dritto centrando subito pareggio e sorpasso (0-12 di parziale) facendosi
beffe di Poeta. Seduto l’ex Teramo e seduto Diener le cose cambiano
subito e questa volta il parziale è bianconero (12-0, col povero Pinton
al posto di Diener che si prende un +/- da -12 in 3’) con le bombe di
Rivers e Amoroso, nonostante Gailius continui a litigare col ferro. Va con
la zona Sacchetti, battuta in prima istanza da Rivers, ma qualcosa si
inceppa e con un po’ di pazienza (e Diener…) la Dinamo torna a -4
quando ad un minuto dal termine Lardo deve fermare i giochi per evitare
danni troppo grossi. 2 liberi di Poeta valgono il +6 alla pausa lunga, al
termine di una frazione vissuta con break e controbreak ma avara di bel
basket, con un Homan molto indietro di condizione ed un White (0/6)
insolitamente a zero punti. Medie deficitarie per la Canadian, Sassari
tira bene da 2 ma malissimo da 3 (1/9), la Virtus domina a rimbalzo, +8,
ma gli isolani hanno giocato a tratti con Cittadini e Vanuzzo come lunghi,
e con tutto il rispetto, non approffitarne sarebbe tremendo. Parte con 2
bombe (Vanuzzo e Tsaldaris) Sassari e col contropiede di Tsaldaris è in
parità dopo 3’, quando Rivers dall’arco riallunga contro la zona.
E’ ancora Vannuzzo ad irridere Amoroso ed imbucarla dall’arco per il sorpasso 44-46 al 24’ con sospensione chiamata da Lardo, ma di nuovo la Dinamo ad allungare col parziale di 5-15.
Ma nulla si scuote in casa bianconera, l’unica soluzione offensiva sono
tiri dall’arco che non trovano il bersaglio e scoprono le retrovie per
facili contropiedi, uno dei quali chiuso da una spettacolare schiacciata
di White, primo cesto dell’incontro dopo 26’. Il +7 ospite viene
bevuto subito col povero Pinton in play, e questa volta è Sacchetti a
dover richiamare i suoi, ma i 2’ finali con le riserve in campo sono una
interminabile agonia (12-0) che ribalta completamente la partita
nonostante una nefandezza di Winston in contropiede. E’ Poeta a spingere
l’attacco virtussino ed a creare per Sanikidze, sedendosi a riposare sul
+7, ma dopo di un canestro di White piove un tecnico, da Cicoria, a Lardo
che costa solo 2 liberi ma rimette la Dinamo nelle vicinanze. Il
controparziale ospite arriva immediato (2-15) con l’attacco di casa
nuovamente imbambolato mentre Lardo ritenta la carta Poeta levando un
Winston inconcludente, a -6 con 4’ da giocare. Quando l’unica opzione
offensiva bianconera si inceppa, Rivers, è facile per Sacchetti allungare
a +10 con Plisnic, battezzato in più occasioni da Amoroso ma chirurgico
nel punire sulle buone letture di Diener. Una reazione tardiva nell’ultimo
minuto non sposta l’incontro che vede la Dinamo passare gli 80 e
ritornare in Sardegna con 2 punti importanti che potrebbero costar cari
nella corsa ai playoff virtussini, unica consolazione la differenza
canestri mantenuta. Ma questa piccola vittoria non soddisfa il pubblico
che fischia la squadra all’uscita mentre i tifosi sardi fanno festa a
lungo.
Subito voce a Sacchetti :”2 punti importanti per la salvezza ma
anche per l’atmosfera in cui abbiamo giocato e quindi prestigiosi.
Partita strana, condizionata da break nel terzo quarto coi nostri cambi,
bravi a riprenderla, pesanti i tiri da fuori di Plisnic nel finale”. Poi
Lardo :” partita insufficiente, di cui mi prendo le responsabilità, del
tecnico dico che non lo meritavo ma che non ha cambiato la partita. Oggi
di nuovo siamo scivolati in una partita mediocre, dovremo rivedere tutte
le cose semplici, cose che i miei giocatori dovevano fare visto la
preparazione alla partita, perché sapevamo che Sassari anche partendo
male poteva recuperare. Non abbiamo avuto la cattiveria giusta, di questa
partita possiamo salvare pochissimo. I ragazzi non si devono scordare di
dare il massimo perché giocano in Virtus”.
VALUTAZIONI
Rivers 6,5 l’unico giocatore di basket della squadra, alla fine arriva
corto anche lui ma non gli si può addossare nessuna colpa. In 37’, 19
di val. e 0 di +/-
Koponen 5 pessime letture, pessime esecuzioni, unica nota positiva la
difesa in avvio su Diener, ma per obiettivi più alti questo rendimento
non è sufficiente e nemmeno una buona vetrina. In 28’, 14 di val. e -9
di +/-
Poeta 5 nel terzo quarto guida la rimonta dando luce all’attacco, ma né
prima né dopo ha fatto altro. In difesa su Diener un pianto imbarazzante,
che costa il rientro immediato in partita degli avversari. In 15’, 6 di
val. e -1 di +/-
Homan 5 fuori condizione, ci prova ma senza nessun risultato positivo, lo
si vede sempre nei momenti di difficoltà dei suoi, forse qualcosa vorrà
dire. In 10’, 0 di val. e -16 di +/-
Winston 5 un avvio incoraggiante poi solo fatiche, letture errate ed un
atteggiamento da perdente che costa caro. In 28’, 2 di val. e -6 di +/-
Sanikidze 6 anche per lui fatiche varie, ma è quello che paga di più la
confusione offensiva, mettendoci comunque una doppia doppia. In 22’, 15
di val. e 1 di +/-
Martinoni 5,5 lotta, cava dal rusco qualche pallone rigiocabile ma
continua a non guardare mai il cesto, con lui davanti si continua a
giocare in 4. In 14’, 5 di val. e 0 di +/-
Gailius 5 non vede mai il cesto, per il resto difende, tocca palloni, si
rende utile. Ma senza mai far canestro è dura. In 13’, -1 di val. e -2
di +/-
Amoroso 5 è l’uomo che lascia libero il killer della partita, Planic,
oltre a non aver mai colpito avversari che lasciavano spazi a iosa. In
difficoltà fisica e mentale. In 33’, 15 di val. e 3 di +/-
Lardo 5 si prende le sue colpe ma non solleva i suoi giocatori dalle loro,
sembra che quello impartito in allenamento non venga applicato in partita,
vanno ridefinite le strategie e le motivazioni personali perché un Lardo
così affranto non lo si era mai visto.
Luca Cocchi
5. Giornata > Ritorno > 26/03/2011
Benetton Treviso - Virtus Canadian Solar Bologna 79-71 (24-19 38-37 55-51)
Treviso : Zanatta n.e. Cazzolato n.e. Smith 22 (2/5 5/9 4r 3a),
Markovic 11 (1/2 3/5 2r 3p 2a), Skinner (0/2 5r 2p), Bulleri 4 (0/1 0/1 5p
2a), Nicevic n.e. Montejunas 22 (4/7 3/4 8fs 3r 3rec 3p), Gentile 8 (2/5
1/7 5r), Peric 3 (1/2 0/1 3r), Wojciechovsky 2 (1/2 2r), Brunner 7 (3/5
0/1 9r). All.re Repesa
Virtus : Rivers 19 (1/4 5/8 8r 3p 2rec 2a), Koponen 13 (3/5 2/6 2r
4a), Bastone n.e. Busi n.e. Winston 16 (4/10 2/3 5r 2p 5a), Sanikidze 8
(2/4 0/1 6r 7fs 4p 2rec), Martinoni 5(1/1 0/2 2r 2p 2rec), Gailius 2 (1/4
0/1 3r), Parzenski, Spizzichini, Amoroso 8 (1/2 2/7 5r 3p 2rec), Bottioni
n.e. All.re Lardo
Arbitri : Paternicò, Seghetti, Crescente
Nonostante le assenza di Poeta ed Homan, la Virtus se la gioca fino alla fine in quel di
Treviso, dopo aver quasi sempre inseguito ma senza mai aver mollato.
Lo ha però dovuto fare quando con 39” da giocare a -3 e con la palla in
mano dopo 2 errori dalla lunetta di uno Smith fin lì chirurgico, Carmelo
Paternicò ha deciso di ergersi a protagonista dell’incontro, decidendo
di far ripetere il libero causa fischi dei tifosi. Premesso che dentro ad
un palasport è prevedibile che i (pochi) tifosi ospiti provino almeno a
fischiare (o sarebbe meglio puntare laser, spostare canestri o
semplicemente insultare), ma occorrerebbe che di questa eventuale sanzione
ne fosse messo a conoscenza il pubblico e tutti i protagonsti, perché
imparare in un secondo tempo dalla immagini televisive quanto avesse
dichiarato ai giocatori Paternicò non è mossa semplice da digerire per
un allenatore come Lardo che nulla sapendo ha finito per prendersi un
tecnico e di fatto consegnare la partita agli avversari. Fin lì la Virtus
aveva giocato la sua onesta partita, legata in avvio alle buone
percentuali dall’arco e nella veemente rimonta a giocate in
avvicinamento di Koponen e Winston oltre a buoni scarichi per Rivers. Dall’altra
parte uno Smith che ogni volta che i bianconeri si avvicinavano colpiva
dall’arco ed un Motejunas vero MVP dell’incontro. Ma se era
prevedibile che i lunghi delle marca avessero vita facile mai veramente
impensieriti da quelli bianconeri(+6 a rimbalzo i verdi), tanto son pesati
invece i punti del “battezzato” Markovic, che dal 20% in stagione da 3
ha colpito con un 3/5 che ha spezzato le indicazioni difensive di
Lardo.
Tutto sommato però questa volta la Virtus ha giocato e lottato nonostante la secca sconfitta che dice la valutazione (90-75),
se questo atteggiamente fosse stato messo con Varese ora la classifica
sarebbe meno problematica, ma ovviamente questo è un altro discorso. Si
parte con colpi dall’arco per Smith ed Amoroso che ripresosi il
quintetto emette segnali di vita. Quando anche Winston mette una bomba
(oltre al solo cesto da 2 della frazione di tutti i suoi) la Canadian vola
17-12, ma lì dopo esser partita a zona tenta la uomo e le cose si
complicano fino all’azione finale che costa tantissimo. Brunner fa 1/2
ai liberi, non si tiene il rimbalzo e sulla rimessa Montejunas fa cesto,
subisce il fallo e mette l’aggiuntivo, così Treviso finisce al 10’ su
di un’inaspettato +5 frutto di un 12-2 di lituana fattura. Per Lardo
nemmeno male, la valutazione dice 31-20, quindi la si può giocare, anche
se le rotazioni sono ridotte al lumicino e nel secondo quarto l’apparizione
di Martinoni porta solo dolori, però con le prime triple di Rivers la
partita è in bilico, con sorpasso Benetton a pochi secondi dal termine
sulla solita bomba di Smith. Quasi nulla la panchina Virtus, Gailius
bracca bene in difesa ma davanti combina poco, Martinoni è un pianto e
Spizzichini gioca giusto un minuto per permettere di spiegare un gioco a
Rivers, ottimo da punta, maluccio a costruire, per Treviso c’è un
Gentile che tirerebbe (storto) tutto quanto gli arriva in mano, ma
soprattutto ci sono già 8 punti pesanti di Markovic battezzato da Lardo
come fatto da Obradovic con Rubio in settimana in Eurolega ma con
risultati differenti.
Il terzo quarto vede le prime difficoltà fisiche virtussine, come si nota
nella reattivà a rimbalzo, dove Brunner inizia a picchiar duro regalando
extrapossessi importanti che valgono il primo vantaggio largo della
partita 55-46. Potrebbe essere l’inizio della fine invece nell’ultimo
quarto Rivers riceve alcuni scarichi come si vede, e mettendoci anche un
cesto incredibile allo scadere dei 24” di una azionaccia, rimette i suoi
in partita. Ma buone giocate di Markovic e Peric permettono di riprender
fiato ai padroni di casa, una schiacciata di Gentile sembra il suggello
finale, invece la Virtus inizia a far cesto e dall’altra parte si litiga
coi liberi, Montejunas fa sempre 1/2, Smith nemmeno quello, pareggiato
però da Sanikidze. Quando Winston mette il -3 a 39” dalla fine la
partita è ancora apertissima, Koponen fa subito fallo su Smith quando si
potrebbe difendere, l’idea sarebbe giusta ma lì, dopo i 2 errori dell’ex
Avellino inizia lo show di Paternicò e per la Virtus non c’è più
maniera di giocarsela. Peccato, lo spirito e la voglia oggi si sono viste,
purtroppo non son bastate, ora è importante che le recriminazioni
sacrossante con cui la banda bianconera lascerà Treviso vengano
cancellate in fretta e possano trasformarsi in motivazioni, insomma
imparare da Siena che dopo il peggio ha trovato l’impresa.
VALUTAZIONI
Rivers 7 nel suo ruolo gioca una grande partita, colpisce pesante ogni
volta che viene imbeccato nella maniera dovuta ed a volte gli vengono
anche i miracoli. Da play le letture sono difficili e le forzature
provocano danni che si pagano con facili cesti concessi, ma gioca in quel
ruolo forzatamente. In 34’, 24 di val. e -6 di +/-
Koponen 6 mira ancora storta, gestione più limpida, peccato alcuni
battezzi su Markovic, magari studiati nel prepartita ma sempre avvenuti su
sue situazioni. Senza alternativa deve riposarsi in campo. In 33’, 10 di
val. e -4 di +/-
Winston 6 oggi almeno ci prova, andando dentro con decisione prendendo
quelle botte che sovente cerca di evitare. Non sempre lucido ma con un
atteggiamento costruttivo e non passivo ed in crescendo dopo un avvio
abulico. In 38’, 14 di val. e -5 di +/-
Sanikidze 5,5 contro Montejunas prevedibilmente affonda, ma sono alcuni
mancati tagliafuori su Brunner a non permettergli la piena sufficienza,
extrapossessi che i suoi balzi avrebbero dovuto evitare. Buono comunque
che dopo le difficoltà in avvio si sia rimesso in carreggiata. In 28’,
10 di val. e -10 di +/-
Martinoni 5,5 un secondo quarto da incubo, mai che guardi il ferro, un
tiro da 3 in tribuna, poi al rientro più sostanza e scambio di colpi
senza paura, ma onestamente in occasioni del genere servirebbe qualcosa di
più per trovare spazio al rientro di Homan. In 14’, 5 di val. e 0 di
+/-
Gailius 5 di buona lena dietro, cavando ogni bellicosità a Bulleri, però
davanti mira storta ed isolamenti sempre senza costrutto. In queste
condizioni di roster ristretto serve di più. In 15’, 1 di val. e -6 di
+/-
Parzenski n.g. 2 minuti per far rifiatare i compagni di reparto tra fine
3° ed inzio 4° quarto, una buona chiusura e i soliti falli che cadono in
testa ai giovani sconosciuti. In 2’, -3 di val. e -2 di +/-
Spizzichini n.g. la solita apparizione di un amen, giusto per dire che in
campo ci vanno anche i giovani. In 1’, 0 di val. e -3 di +/-
Amoroso 5,5 sembra la giornata in cui la mira è tornata, ma vale solo per
pochi minuti, poi siamo alle solite del 2011. Dietro anche lui subisce, si
sapeva, ma a volte esce in copertura sull’arco a chiudere triple con la
convinzione del condannato a morte. In 35’, 7 di val. e -4 di +/-
Lardo 6 oggi la squadra mostra una logica ed un suo perché, con la
coperta corta ha fatto delle scelte, peccato che su Markovic non abbiano
dato frutti. La difesa, ricorrendo in avvio alla zona ha tenuto, e i
giochi con entrata e scarico a Rivers si son dimostrati una ottima cosa,
da riproporre anche a roster completo. KC da play è un’opzione
castrante, qualche minuto a Spizzichini in più poteva essere un’alternativa
per tenere concentrato sul suo “mestiere” Rivers.
Luca Cocchi
5. Giornata >
Ritorno >
20/03/2011, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Cimberio Varese 69-71 (14-14 31-28 44-46)
Virtus : Rivers 17 (4/11 1/3 9r 7fs 3rec 2a), Koponen 12 (3/7 1/5 6fs
2rec), Homan 16 (7/11 10r 5fs 3rec), Winston 4 (0/4 1/1 3p), Sanikidze 1
(0/1 da 3 3r), Martinoni (3p), Gailius 15 (1/2 2/7), Fantinelli n.e.
Fabiani n.e Spizzichini, Amoroso 4 (1/4 0/4 4r), Bottioni n.e. All.re
Lardo
Varese : Demartini , Goss 9 (0/1 3/6 3r 5fs), Lenotti n.e.
Rannikko 7 (1/1 1/3 4a), Righetti 2 (1/3 0/4 3r 2a), Galanda (0/1),
Bernardi n.e. Kangur 11 (3/7 1/2 10r), Serapinas (0/1), Fajardo 12 (6/8
0/1 6r 5p), Stipcevic 9 (0/3 1/6 7r 6a), Slay 21 (6/8 0/2 5r 6fs 3rec 4p).
All.re Recalcati
Arbitri : Cerebuch, Tola, Aronne
Sotto gli occhi di una sgomento Antoine Rigaudeau la Virtus non imbrocca
la quarta vittoria a fila consecutiva disputando una orrida partita, senza
idee e senza senso in quasi tutte le scelte offensive proposte nei 40’
di ambasce e tremori. Tirando col 35%, sbagliando 9 liberi e cedendo di 7
a rimbalzo pare un’impresa essersela giocata fino al termine, ma per chi
non ha visto la partita va subito detto che Varese non ha fatto nulla per
impressionare, giocando tanto senza Slay e gettando molti palloni, solo ha
trovato una Virtus che non ha giocato così senza tante fatiche se ne è
tornata in Lombardia coi 2 punti, probabilmente chidendosi quale sia la
differenza tra il 13° posto ed il 4°. Pesantissime le 2 triple finali di
Goss dopo una partita in penombra, fondamentali come al solito le tante
cose sporche e non di Fajardo che nel finale ha ricucito, sorpassato e
procurato gli extrapossessi con cui i suoi han fatto al differenza. Ad
oggi il suo sostituto naturale, Martinoni, non tiene il campo ed il
vecchio surfista esce vittorioso. Qualcosa da meditare. Ora cronaca :
senza Poeta, quintetto obbligato per Lardo che come nelle ultime uscite da
spazio in avvio a Sanikidze, mentre Recalcati mette 2 dei 3 ex, Kangur e
Righetti.
Vengon tutti dal post basso i primi cesti Virtus, prima con Koponen poi 2 a fila con Homan, con Varese che tenta subito la zona addormentando la partita,
e pesca tiracci che sovente non toccano nemmeno il ferro. Con Stipcevic
incollato a Koponen, Rivers e Winston si dividono il compito di passare in
palleggio la metà campo, rendendo meno fluido il gioco virtussino, con
cesti in azione che a metà prima frazione non arrivano a 5 per entrambe
le squadre. Il primo sorpasso Cimberio arriva tutto dai liberi, 0-6 di
parziale e Lardo a parlarci sopra con 3:30 da giocare. L’attacco
Canadian continua a faticare, la buona novella è il terzo fallo di Slay
che Gailius va a pescare convertendo anche i liberi, e nell’azione
successiva impatta a 12 con un bel contropiede. Statistiche pressochè
identiche al termine dei pessimi primi 10’, 27% a 23% al tiro, fate voi
la qualità del gioco esibito. La vitalità di Gailius permette minimi
vantaggi ai suoi, ma il gioco è ancora frammentario e la partita non
decolla, 23-21 al 15’ con errori da entrambe le parti frutto più di
attacchi sbilenchi che difese impenetrabili. 2 amorosate valgono il +6,
poi sui continui errori varesini arriva il massimo vantaggio della partita
sul +8 di Koponen in contropiede costringendo Recalcati all’ennesima
sospensione, levando un Galanda di cartavelina e riproponendo Kangur,
unico terminale offensivo con Slay in panchina causa falli.
E l’effetto è immediato, 3 cesti facili Cimberio, 2 boiate Virtus, questa volta è Lardo, infuriato, a richiamare i suoi che in 73” han subito un 0-7.
Un vantaggio di 3 lunghezze accompagna la Virtus alla pausa lunga, al
termine di 20’ pessimi, probabilmente i peggiori visti alla FSS in
stagione, considerando anche le sconfitte, visto che almeno in alcuni
frangenti le contendenti proposero un bel basket, oggi Varese ha la faccia
del lungo periodo di sconfitte e starne al livello è un demerito
bianconero, niente scusanti. Il vantaggio Virtus è frutto della tante
perse di Varese, perché la Cimberio tira meglio (si fa per dire dall’alto
del suo 33%) e prende 2 rimbalzi in più, i bianconeri, nonostante non
tirino benissimo, fanno cassa ai liberi, ben 19 giri in lunetta in 20’,
con 14 punti a referto. Virtus non pervenuta in avvio ripresa, il cesto
diventa una chimera mentre dall’altra parte Slay si rimette in partita
ed i suoi sorpassano al 24’. Il primo cesto di Winston, una bomba, vale
il controsorpasso ma nonostante Homan faccia la voce grossa in difesa su
Slay la partita è sempre in parità viste le difficoltà bianconere
contro una zona assai banale. Anche Lardo prova la zona, ma Stipcevic la
buca subito con facilità e quando Fajardo colpisce in contropiede al 28’
ci trova il massimo vantaggio dei suoi, +4. Ne porta solo 2 all’ultima
pausa Varese, sprecando qualche facile colpomentre dall’altra parte
tolto un briciolo di vita di Homan è cala piatta. 6 punti consecutivi di
Koponen sono ossigeno fondamentale per la Virtus, ma il vantaggio non
regge, ancora Slay a far la voce grossa ed impattare che però cade in un
banale 4° fallo su di un’entrata di Koponen costringendo Recalcati a
rivedere i suoi progetti, sul +3 Virtus (Gailius con una bomba in
precedenza) a 7’ dal termine. A 3:43’ dal termine sul 58 pari, giocata
pesante, in avvicinamento Homan fa cesto e prende il 5° fallo di Slay,
eliminando dal gioco il miglior marcatore della partita, ma la Virtus non
concretizza causa i ripeturi errori di Winston che Lardo avvicenda.
Fajardo coglie dalla spazzatura un pallone importante, converte il pari e
poi mette in contropiede il +2 Varese dopo che Rivers aveva sbagliato tiro
e scelta ed Homan non era rientrato sbuffando per la scelta del compagno.
Ultimi 2’ minuti, impatta Rivers, ma Goss pesca la bomba del +3, ed
Homan sbaglia 2 liberi all’entrata dell’ultimo minuto. Stipcevic
sbaglia allo scadere dei 24” ma il solito Fajardo recupera la palla
vagante per un extrapossesso che Rannikko converte con 2 liberi per il +5
Varese. Koponen stupidamente mandato in lunetta da 2/2, ora è il turno di
Goss dai liberi che fa 0/2 ma poi fallo immediato su Rivers evitando la
bomba che potrebbe impattare. KC non trema, -1 per i suoi e fallo di
Sanikidze su Stipcevic alla ripresa. Rok fa 2/2, Koponen sbaglia la bomba
del pari ed è ancora Stipcvic in lunetta che chiude l’incontro
regalando ai pochi tifosi varesini arrivati una inaspettata vittoria.
Subito voce a Lardo :”buttata via questa occasione di consolidare la classifica.
Ci siamo allenati bene nella pausa, mi aspettavo una partità più
brillante senza levare meriti a Varese che ci ha messo le mani addosso
così da non attaccare con tranquillità. Non posso recriminare ai miei
per le 2 triple di Goss, peccato, dobbiamo andare avanti e lavorare
recuperando gli acciacchi vari, tra cui il polpaccio di Homan, ed al prima
possibile Poeta. Comunque oggi era una partita che dovevamo portar a casa
anche senza Poeta”. Poi Recalcati :”non penso sia stata una bella
partita ma non me ne sono accorto. Contro la Virtus non si fanno buone
percentuali, così ci sono molti rimbalzi e noi siam stati bravi in quel
fondamentale, tagliando fuori i loro rimbalzisti offensivi, segno che
siamo stati in partita con la testa facendo sempre quello che ci eravamo
prefissi”.
VALUTAZIONI
Rivers 5,5 partita di sostanza, male al tiro ma presente in tutte le altre
statistiche (un po’ false per il vero), giocando in appoggio al play si
limitano le sue doti offensive, ma non è stato tra i peggiori. In 29’,
23 di val. e -11 di +/-
Koponen 5,5 fatica a guidare pressato da subito dagli avversari, riemerge
nell’ultimo quarto ma oggi serviva spargere qualità più a lungo. In 31’,
13 di val. e 2 di +/-
Homan 6,5 il più continuo e presente, peccato solo per quei tanti, troppi
errori ai liberi che lo condizionano nei momenti decisivi. Paga la
mobilità di Slay, ma lo blocca quando si avvicina all’area. In 26’,
21 di val. e -6 di +/-
Winston 4 a parte una bomba nel terzo quarto che è valso un
controsorpasso, per il resto il nulla piatto nonostante il tanto spazio a
disposizione, era il caso? In 34’, -3 di val. e 0 di +/-
Sanikidze 5 non ha impatto, e non lo può avere se si gioca come belle
statuine in attacco, ben limitato a rimbalzo dove potrebbe rientrare in
partita senza bisogno dei compagni. In 23’, 3 di val. e -11 di +/-
Martinoni 5 qualche minuto di gioco ruvido dietro che viene scontato con
qualche fallo eccessivo da parte degli uomoni in grigio, davanti nemmeno
verifica se il cesto ci sia o meno. In 9’, 0 di val. e 4 di +/-
Gailius 6 che sia l’anima dell’attacco Virtus è già preoccupante di
suo, lui ci prova, a tratti è tutto il brio della squadra, ma non ha
ancora il passo per vincere le partite, senza comunque demeritare. In 26’,
12 di val. e 4 di +/-
Amoroso 4,5 non pessimo come Winston, ma poco ci manca, alcune giocate
imqualificabili quando occorreva chiudere la partita. In un momento, che
si sta allungando sempre più, di forma pessima. In 22’, 1 di val. e 8
di +/-
Lardo 4 ok l’assenza di Poeta, ma per 40’ non si è visto nulla
davanti, sperando che Gailius si inventasse qualcosa. Così si perde l’inerzia
di Sanikidze che se gioca coi compagni fermi nulla può portare. Poca
voglia anche nei minuti finali, dove il vecchio Fajardo domina
indisturbato ed i suoi stanno a guardare.
Luca Cocchi
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27/02/2011, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Pepsi Caserta 69-61 (21-13 37-33 50-49)
Virtus : Rivers 10 (2/6 2/2), Koponen 9 (3/5 1/5 3r 5a), Bastone n.e.
Poeta 4 (0/1 0/4 3r 7fs 3rec), Homan 14 (6/11 7r 2rec 3p), Winston 11 (4/8
0/4 7r 3rec 4p), Sanikidze 16 (5/6 2/2 14r 5p), Martinoni, Gailius (0/1),
Fantinelli n.e. Spizzichini n.e. Amoroso 5 (1/3 da 3 2r). All.re
Lardo
Caserta : Marzaioli n.e. Koszarek (0/3 da 3 4r 2a), Colussi 9 (0/1
2/3 2r 2p 2rec), Di Bella 6 (1/5 0/6 4r 2a), Bowers 2 (1/4 0/3 5r 2p),
Garri 4 (1/4 0/1 5r 2p), Ere 10 (1/5 2/3 3r 4p), Martin, Williams 10 (4/5
2r 2p), Jones 20 (4/8 2/5 7r 4rec 4p). All.re Sacripanti
Arbitri : Cicoria, Sardella, Martolini
Giocando la sua partita dove concede un misero 32% al tiro agli avversari,
la Virtus porta a casa l’incontro, i 2 punti ed il doppio confronto con
Caserta, una vittoria di peso in questo girone di ritorno di luci tenui ed
ombre incombenti. La partita di oggi fuga una buona parte di dubbi,
avviene trovando il meglio da parte dei suoi e riducendo drasticamente le
rotazioni a soli 7 giocatori. Ottima prova di Homan, fino a quando è
stato impiegato, prestante e concreta la partita di Sanikidze, un buon
Poeta a guidare e le luci alterne del duo americano, che possono far di
più ma che nel momento del bisogno non hanno deragliato. Meglio in tutte
le statistiche la Virtus, con un significativo 24-6 nella valutazione
degli ultimi 10’, peccato solo il preoccupante 11/24 ai liberi, che
avrebbe potuto garantire un arrivo in maggior tranquillità.
In un clima da derby virtuale sugli spalti (nel mondo in cui viviamo occorre accontentarsi di questo) dove oltre alla Fossa dei Leoni compare anche Dusan Vukcevic, per Caserta c’è Garri in quintetto per Williams mentre Lardo ripropone Poeta e da fiducia a Sanikidze, in crescita nella ultime uscite.
E c’è tanta roba del georgiano in avvio, rimbalzi offensivi, tripla di
tabella ed intensità che garantiscono ai suoi la fuga immediata, grazie
anche ad un Homan prepotente nel pitturato, così Sacripanti è costretto
a parlarci sopra dopo 2:30 sul 7-0. Piovono bombe ed a metà è 13-0,
quando Bowers su offensivo trova i primi punti dei suoi, mentre Caserta
cambia play e pivot, passando dalla trazione italiana a quella
polacco-bulgara/americana. Il tentativo di rientro campano vede il -6, poi
una bomba di Rivers riallunga lasciando allo scadere 8 lunghezze ai
padroni di casa (25-12 di valutazione) che hanno messo in campo la loro
arma migliore, la difesa con anche un accenno di zona press nel finale
(4/13 da 2 ed 1/5 da 3 per la Pepsi). Zona Virtus in avvio di frazione, ma
il corri e tira imbastito non è il massimo e Williams punisce per il
23-19, prima che Rivers ed Homan ridicano +9, col lungo a sedere dopo 14’
filati dall’ottimo impatto. Una fiammata di Jones dimezza il divario ma
Amoroso nel momento del bisogno mette una bomba importante e nel batti e
ribatti finale ha la meglio Caserta viste anche le lunghe confusioni dell’azione
finale Canadian che riesce a combinarne di ogni in meno di 20”. 4 per la
Virtus alla pausa lunga, che paiono più come uno spreco che un bonus
significativo, frutto di un attacco che ha tirato meglio da 3 che da 2,
mentre dall’altra parte la partita è legata agli umori di un Jones che
passa dall’abulico al sontuoso in pochissimi attimi. Fra le cose che non
vanno in Virtus, le palle perse (10, 4 di Sanikidze che però compensa con
altro) e la mira storta di Winston, inoltre Rivers forza un po’troppo le
soluzioni esponendo i suoi a facili contrattachi, mentre dall’altra
parte, ridotto il minutaggio di Williams (che ha un +/- positivo) il tiro
dall’arco tradisce. Si segna poco nel secondo tempo e quel poco è di
Caserta che impatta dopo 2:30, quando Homan con un libero spezza il 9-0
ospite, però non ferma Williams che firma il primo vantaggio Pepsi e a
quel punto Lardo ferma l’incontro per cercare di rivedere l’attacco
che pare imbalsamato. E’ di Homan il primo cesto della ripresa
bianconera dopo ben 5’ per il controsorpasso, ma costa fatiche da 24”
e non fa comunque primavera (sarà il clima bolognese, con la ormai
consueta neve da partite casalinghe) perché le difficoltà offensive
permangono condite da troppi errori ai liberi.
La prima cosa buona di Winston dice +4, ma sulla sirena una bomba di Jones lascia un solo punto di differenza, in una frazione dagli attacchi stitici. Inizia a zona la Virtus, e fa cadere gli avversari in infrazione di 24”, ma poi non conclude e subisce la bomba dell’intraprendente Colussi e si rimette ad uomo, tenendo un canestro di vantaggio frutto di un offensivo di Sanikidze.
La Virtus non segna mai, nemmeno sui liberi di un antisportivo, ma i tanti
offensivi le permettono di giocare svariati possessi ed alla lunga
qualcosa col contagoccie entra, mentre per Caserta a parte le bombe di
Colussi non c’è luce (con Di Bella che non la mette proprio mai) e ci
sono i falli dei lunghi a preoccupare Sacripanti che con 4’ da giocare
vuol parlare coi suoi. Come non detto, alla prima azione Williams sfonda e
deve sedersi e la Virtus in velocità trova un +7 con 3’ da giocare,
però Jones tiene viva la speranza dei suoi dai liberi. Un furto ai danni
di Jones lancia Sanikidze a schiacciare il nuovo +7 quando un nuovo
time-out ferma i giochi con 111” da giocare, dopo son tanti i giri in
lunetta senza cambiare l’esito dell’incontro che vede una Virtus a
lungo festeggiata far suo l’incontro, frutto di un ritorno ai concetti
di inizio anno, difesa dura e palla sotto, con Homan a lungo fondamentale
per concludere o appoggiare il gioco. Ovvio poi che senza questo Sanikidze
sarebbero stati dolori, oltre ai punti i 6 offensivi son stati zattere di
salvataggio fondamentali. Voce a Sacripanti :”abbiamo tirato torppo
male, non costruito male ma proprio sbagliato tiri che quando li lasci
dovreste già guardar alla difesa. Dopo la brutta partenza abbiamo ripreso
la partita ma negli ultimi 7’ non siam riusciti a concludere le
situazioni che di solito ci vedono favoriti. Non era facile giocare oggi
dopo le 2 grandi vittorie con Siena ed Istanbul, ci abbiamo provato ma non
ci siamo riusciti”. Poi Lardo :” che vi piaccia o no questa deve
essere la Virtus, abbiamo dato 2 segnali importanti dopo la coppa Italia,
giochiamo con cuore ed energia per 40’, oggi l’abbiamo dimostrato con
una grande difesa contro la squadra più in forma del campionato. Quello
che mi fanno vedere i ragazzi in allenamento è questo e oggi l’hanno
fatto vedere a tutti. Homan e Koponen in panchina nel finale? Vero, ma chi
giocava andava bene e non erano particolarmente stanchi. Sanikidze deve
lavorare sui fondamentali, così può diventare un giocatore di altissimi
livelli. Classifica cortissima, se facciamo i conti su dove possiamo
arrivare sbaglieremmo, dobbiamo migliorare col lavoro, senza pensare a
questo, dobbiamo pensare ai liberi non alla posizione finale. I liberi non
devono diventare un problema o un assillo, senza pressione però. I soli 7
uomini sono frutto di scelte mie, so che Martinoni e Gailius possono dare
tanto, ma occorre leggere le situazioni e son convinto di trovarli pronti
in futuro.”.
VALUTAZIONI
Rivers 6 pare l’unico che davanti possa uscire dagli schemi, lo fa a
corrente alterna ma senza estraniarsi dall’incontro. Dietro potrebbe
impegnarsi di più sull’uomo senza tentare sempre la rubata. In 26’, 6
di val. e 7 di +/-
Koponen 6,5 guida senza particolari problemi, non preciso al tiro dall’arco
ma dietro per il suo avversario son sempre dolori. In 30’, 12 di val. e
7 di +/-
Poeta 6,5 entra in quintetto ma non forza nulla, difende bene su di un Di
Bella in disarmo, finisce in crescendo eccedendo solo nel tiro dall’arco
che non va, ma in netto crescendo. In 24’, 8 di val. e 2 di +/-
Homan 7 verrebbe da dire imperioso, è il terminale preferito dai compagni
e ripaga (meno dai liberi), non gioca nel finale ma il suo apporto era
già stato sostanzioso. In 23’, 13 di val. e 7 di +/-
Winston 5,5 a lungo inguardabile, un problema da gestire, emerge nel
finale con qualche cesto prezioso che però non possono dargli la
sufficienza. Bene a rimbalzo, male ai liberi. In 30’, 9 di val. e 6 di
+/-
Sanikidze 7,5 grandissima partenza, prende tutto ciò che vola per il
campo, leggera flessione e finale di nuovo da padrone degli anelli.
Premiato dal quintetto, ripaga con una facile doppia doppia. In 30’, 21
di val. e 10 di +/-
Martinoni n.g. ormai in campo solo per esigenze tattiche a evitare falli
ai compagni. In 1’, -1 di val. e -2 di +/-
Gailius 5,5 solo portatore di ossigeno, prova a difendere ma gli arbitri
lo colpiscono ad ogni sospiro. In 10’, -5 di val. e 2 di +/-
Amoroso 6 entra dalla panca e gioca da panchinaro senza prendere
iniziative e forzature, più di testa che di gambe. Per oggi è stato
comunque premiato. In 26’, 5 di val. e 1 di +/-
Lardo 7 si è rivista la sua squadra, quella che difende a prescindere di
quel che accade dall’altra parte e da questo spirito ne trae beneficio
per trovare comunque i cesti che fanno la differenza. Stringe la rotazione
a soli 7 uomini, ruotandoli però in modo da avere in forma quelli che la
chiudono.
Luca Cocchi
3. Giornata >
Ritorno >
20/02/2011, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna Scavolini Siviglia Pesaro 71-70 (24-21 41-41 57-51)
Virtus : Rivers 11 (2/6 2/5 4r 4rec 2p 5a), Koponen 15 (2/5 3/3 2r
2rec 2p 2a), Marchi n.e. Poeta 4 (1/3 0/1 4rec 4a ), Homan 12 (6/13 6r
2rec 2p), Winston 11 (4/8 0/1 3r 2rec), Sanikidze 12 (3/4 1/2 2r),
Martinoni (0/2 4r), Gailius 2 (1/1 0/1), Bastone n.e. Amoroso 4 (2/3 0/2
4r 2rec 3a), Bottioni n.e.. All.re Lardo
Pesaro : Traini n.e. Diaz 11 (3/7 1/4 3r 3p), Melli 3 (0/1 1/3
5r), Collins 11 (1/3 3/6 3rec 8p), Cusin 8 (4/4 3r), Bartolucci n.e.
Flamini 6 (2/3 da 3), Hackett 15 (4/5 2/4 4r 4rec), Lydeka 6 (3/4 0/1
12r), Aleksandrov (0/1 0/1), Almond 10 (2/6 2/4 4r). All.re Dalmonte
Arbitri : Sahin, Seghetti, Ramilli.
Sudando ben oltre le sette proverbiali camicie, la Virtus torna alla vittoria al termine di una partita che vedrà varie ricreminazioni pesaresi per quell’ultima giocata di Collins che ha cercato il fallo su Winston ma che gli arbitri non hanno fischiato.
E con 3 liberi sul -1 a pochi secondi dalla fine avremmo potuto
commentare un altro finale, ma così non è stato e i bianconeri fanno
tesoro di questi 2 punti preziosi. Vince subendo tanto a rimbalzo,
soprattutto nel secondo tempo, vince non trovando una soluzione ad Hackett,
vince senza che il duo americano giochi bene in contemporanea, ma serviva
vincere, la sconfitta avrebbo portato a traumi non indolori e così è
stato per una Virtus che ha così vinto 4 delle ultime 6 partite di
campionato. E fortuna più che buona difesa sul fatto che nel secondo
tempo Pesaro abbia tirato 3/14 da 3, dopo lo spettacolo del primo tempo, e
diamo un minimo merito alla Canadian di aver portato a casa una partita
col 40% totale al tiro, nonostante una valutazione che direbbe di partita
vinta facile (96-67, segno che troppo si è sprecato e buttato). Per la
Virtus c’è di nuovo Homan in quintetto, mentre il dubbio Collins vien
subito sciolto da Dalmonte dandogli il quintetto e venendone ripagato con
la bomba che inaugura la partita. Avvio brillante, alle bombe pesaresi
ribatte la Virtus soprattutto con Homan, ed a metà prima frazione si sta
12-11 per i padroni di casa con difese rigorosamente ad uomo. A meno di 3’
dal termine fa il suo esordio pesarese Melli, mentre Winston fatica troppo
spesso a star sulle piste di un vivace Diaz e viene sostituito da Poeta.
+3 Virtus alla prima pausa, sprecando qualche libero finale di troppo con
Sanikidze, bravo come al solito a moltiplicare l’energia bianconera in
campo. In un primo quarto dove si tirà più da 3 che da 2 (e si tira
meglio dalla lunga), la Virtus è davanti 38-19 di valutazione, situazione
non buona viste le sole 3 lunghezze di vantaggio, che sanno di troppi
sprechi, gli stessi che si vedono in avvio di seconda frazione dove 2
contropiedi a fila vengono gettati con semplici appoggio fuori di poco. Il
time-out di Dalmonte dopo 3’ sul -5 fa subito effetto, la Canadian
sbaglia 2 attacchi a fila ed i suoi son bravi a punire rimettendosi a -1
in 2’, con Martinoni in campo al posto di un Sanikidze in palla. Il
quintetto con l’ex Varese, Gailius, Martinoni e Poeta a guidare fatica,
e la parità avviene a quota 34 con 3’ da giocare, ma poco cambia anche
con Koponen, se non col tiro della parità sulla sirena dopo che Almond
aveva portato avanti Pesaro per la prima volta nel secondo quarto. In
valutazione ancora non ci sarebbe partita (57-40), ma le bombe
marchigiane, 8/12, si fanno sentire, ed in generale il problema per Lardo
è dietro dove i suoi lasciano il 60% agli avversari, compensato però dal
+4 a rimbalzo e dal saldo perse/recuperi. Dopo un primo tempo di
preoccupante anonimato, Winston prova ad emergere tra le pieghe di un
incontro senza padroni, e nel +4 di metà frazione ci sono 6 punti suoi su
8, in una partita che rallenta sempre di più. La massima differenza della
partita arriva però in un battito di ciglia, cesto di Amoroso, rubata di
Rivers e bomba di Koponen con Dalmonte a sospendere la gara sul +9 Virtus
al 26’. Tolto Collins, che dimostra ancora di saper tirare ma di non
essere un play, Pesaro si riavvicina ma mette in fila parecchi errori ed
al 30’ la Virtus ha in dote 6 lunghezze di vantaggio ed il solito grande
vantaggio in valutazione che non farà dormire sonni tranquilli al coach.
In avvio di ultima frazione Poeta ruba e vola a mettere il +8, ma Pesaro
reagisce, infila un 7-0 con 2 entrate e bomba di Hackett, che costringono
Lardo ad una sosta immediata dopo solo 2’. Le paure svaniscono con un
improbabile tiro di Winston allo scadere dei 24” dopo aver perso il
pallone, ma anche col 5° fallo di Cusin che lascia l’area più
sguarnita. Ma il +7 Virtus dura poco, scelte scellerate di Rivers e falli
banali di Amoroso regalano svariati extrapossessi alla Scavolini che le
danno la palla del pareggio sbagliato dall’arco da Collins, ma Winston
ne approfitta a metà dai liberi per ben 2 volte. L’ex Flamini si
iscrive a referto con una bomba, ma è ancora Hackett in penetrazione a
siglare la parità con 65” da giocare costringendo di nuovo Lardo a
fermare l’incontro. Koponen dai liberi fa il +2, ma dall’altra parte
Collins fugge e scarica a Flamini che punisce nuovamente per il +1 dei
suoi a 36” dal termine con nuovo time-out in campo. Al rientro Koponen
pesca il cesto della domenica in penetrazione, ma sbaglia l’aggiuntivo,
lasciando a Pesaro dopo del fallo di Rivers l’azione per vincere con 19”
da giocare (ma solo 14” a disposizione con la nuova regola). Collins si
prende la responsabilità dell’ultimo tiro, finta da 3, Winston salta e
l’ex Virtus si butta sull’uomo per cercare quel fallo che gli arbitri
non fischiamo e così finisce la partita con la vittoria Virtus sofferta e
sicuramente fonte di contestazioni a seguire per quell’ultima giocata
effettivamente molto dubbia. Per i possessi decisivi siamo andati da
Koponen perché sapevamo che avrebbero cercato di chiudere Rivers ed Homan,
e Koponen è bravo a leggere queste situazioni. Ci ha aiutato il fatto di
non avere il bonus, potevamo fermare il gioco a piacimento”.
Voce a Lardo nel dopopartita :”soddisfatto per il risultato, e risposta
buona dopo la brutta figura della Coppa Italia, soprattutto nel primo
tempo dove loro han tirato con grandi percentuali. Ma al di là delle
facce che devono esser sempre giuste c’è stato l’impegno necessario,
contro una bella squadra che gioca ed è allenata bene. Sanikidze ha fatto
fin troppo dopo una settimana con la febbre, abbiamo giocato con quelli
che dovevano giocare.
Prima della partita c’è stata la presentazione del libro di John Fultz,
Mi chiamavano Kociss (Minerva editore, 15€), in cui la prima vera e
propria icona del basket virtussino si racconta, parlando più che di
basket giocato dei tempi che visse, la hippy generation, le cui cause e le
cui “sostanza” gli costarono la chiamata dei Lakers ma gli aprirono il
mondo cestistico europeo. Nessun rancore o rimorso per quei tempi e quelle
scelte, e durante la presentazione si è più parlato di altro che di
basket, proprio perchè il personaggio bucò talmente l’immaginario
collettivo del pubblico bolognese ed italiano che questi racconti son
quelli che si vogliono sentir raccontati.
VALUTAZIONI
Rivers 5,5 buona partenza, poi non ne azzecca mai 2 di fila, con errori
pesanti nell’ultima frazione. Quando conta deve essere più presente di
questa sera e più duro in difesa su Hackett. In 31’, 15 di val. e -2 di
+/-
Koponen 6,5 è il più continuo nell’arco dell’incontro, con palloni
salvezza nell’ultimo minuto dopo buoni tiri prima. Difende bene su
Collins strappandogli molte palle. In 31’, 15 di val. e 8 di +/-
Poeta 5,5 non trova luci davanti, dietro a ruba o subisce l’avversario,
gioca con mentalità da cambio quasi fosse rassegnato. In 19’, 8 di val.
e -5 di +/-
Homan 6 un portento in avvio, poi cala fino a notarsi solo per qualche
fallo speso nemmeno troppo bene, ma la sufficienza ci sta tutta. In 30’,
14 di val. e 2 di +/-
Winston 6 un primo tempo inquitante, un terzo quarto dove si accende e
lancia la fuga, tenendo bene anche nel finale, in crescita come
mentalità. In 32’, 11 di val. e 5 di +/-
Sanikidze 6,5 aumenta l’intensità della squadra ad ogni passo sul
campo, poi nell’ultimo quarto qualche scelta offensiva errata lo fa
sedere, ma a volte ci si chiede perché stia così tanto tempo a guardare
nonostante la febbre settimanale. In 13’, 14 di val. e -5 di +/-
Martinoni 5 inadeguato, altri commenti relativi alla partita non ci stanno
né ora né nelle altre situazioni. In 5’, 1 di val. e -4 di +/-
Gailius 5,5 forza poco, muove le braccia mette un contropiede ma nulla d’altro
nei pochi minuti avuti oggi, 7’ con -1 di val. e -3 di +/-
Amoroso 5 una presenza da cartavelina contro nessuno di fronte (Aleksandrov),
tanto tempo in campo senza notarlo non è un bel segno. In 32’, 8 di
val. e 9 di +/-
Lardo 6 vince e questo è quanto doveva come minimo portare a casa, ma
troppe son state le difficoltà, subendo le iniziative Scavolini ogni
qualvolta si usciva dai time-out. Se vince col 40% al tiro è merito anche
suo, ma per quello che si è visto è sembrato più uno spreco del tanto
fatto che una buona cosa quella ottenuta.
Luca Cocchi
10/02/2011 Coppa Italia – Quarti di finale
Fabi Shoes Montegranaro - Virtus Canadian Solar Bologna 82-73 (25-14 47-34 65-52)
Fabi : Ford 6 (3/7 11r 2p 2a), Jones 9 (3/5 3r 4p 2rec), Antonutti 5 (1/1
1/2 5r), Cavaliero 17 (4/7 3/9 2p 3rec 5a), Maestranzi n.e. Ray 15 (2/7
3/8 4r 4p), Canavesi n.e. Cinciarini 4 (2/6 2r 2rec 8a), Ongenaet (0/1),
Ivanov 24 (8/9 2/4 9r 3p 3rec 2a). All.re Pillastrini
Virtus : Rivers 4 (2/3 0/2 2r 2p), Koponen 8 (1/3 2/6 4r 2p 2a), Poeta 9
(4/4 0/1 3p 3a), Homan 6 (3/5 4r), Winston 10 (4/6 0/2 4p 3rec 3a),
Sanikidze 14 (4/5 2/5 8r 2sf), Martinoni 2 (0/1 0/1 3r), Gailius 11 (5/7
2p), Donati n.e. Spizzichini n.e. Amoroso 9 (2/5 1/3 7r 2p 4rec), Bottoni
n.e. All.re Lardo
Arbitri : Lamonica, Pozzana, Weidman
La matematica, che è una scienza esatta, ci conferma che subendo oltre 80
punti la Virtus non può battere Montegranaro, e pur variando l’elenco
degli addendi/giocatori il risultato finale rimane immutato. E dire che i
marchigiani si erano complicati la vita in partenza con 2 falli immediati
di Ford, ma il timoroso quintetto bianconero non solo non ne ha
approffitato, ma si è fatto sommergere dal duo Cavaliero&Ivanov, dove
il primo è stato bravo sia a guidare (assieme a Ciciarini vista l’assenza
di Maestranzi) che a tirare, mentre il secondo oltre a far legna ha
picchiato forte con 2 bombe mortifere in avvio. Ma è stata tutta
Montegranaro ad aver ragione di una Virtus apparsa inconcludente, gestita
al contrario dai propri playmaker che stanno proponendo l’esatto opposto
delle loro caratteristiche, lasciando anche senza Ford l’area agli
avversari e incontrando la prima partita sbagliata di Rivers, oltre ad un
numero incredibile di palle perse per banalissimi pestaggi della linea
laterale. Che qualcosa nelle teste non sia del tutto collegato lo si nota
da queste piccole cose, condite da una difesa che non si vede più e un
2/11 ai liberi dei primi 20’ che fotografa alla perfezione la partita
della Canadian. Eliminzione immediata dalla Coppa Italia, note negative su
ogni fronte, da salvare onestamente proprio poco, il solito Sanikidze
delle ultime partite e qualche sprazzo di attacco solitario di Gailius, l’unico
che pare avere una qualche confidenza col cesto, anche se dietro resta
sulla linea dei compagni e davanti debba ancora capire quando è meglio
non prendere a forza tanti tiri a fila. In avvio qualche timido vantaggio
virtussino sulle prime 2 giocate, poi Ivanov, temuto nel pitturato, mette
2 bombe che spaccano la partita (13-6), quando lo segue nel suo derby
personale Cavaliero il divario schizza oltre i 10 punti e la partita si
incanala su facili binari per Pillastrini. Il secondo quarto vede la Sutor
sopra di 15, con Ivanov a trovare il cesto da vicino e Ford reinserito a
spazzare i ferri come solito fare. Il finale sembra favorevole alla Virtus,
ma prima Rivers poi Winston fanno 0/2 ai liberi così sull’ultima azione
Cinciarini slalomeggia per depositare indisturbato il +13 con 47 punti
già a referto per i suoi. Una differenza nemmeno preoccupante visto il
62-31 di valutazione, segno che giocando a basket e soprattutto difendendo
la partita sarebbe ancora lì. Invece nel terzo quarto, calmatosi Ivanov
è terra di conquista per Allan Ray, fino a lì spuntato, 12 suoi punti
valgono il +20, controbattuto solo da Gailius anche perché l’energia di
Sanikidze sverna in panchina. Ma dopo i fuochi d’artificio al 30’ si
sta come al 20’, e quasi quasi ci si potrebbe credere perché il
georgiano vola alto e Winston qualche delicatezza al cesto la infila.
Però dal -10 la Virtus non si schioda, più volte tenta la bomba del -7
ma il ferro la respinge sempre (2/8 nell’ultima frazione, compresa però
quella a babbo morto di Sanikidze), mentre quella di Antonutti in piena
rimonta pesa tanto sul morale, già basso di suo, dei bolognesi. E’
ancora Cinciarini con la sua tipica penetrazione a dire addio alla rimonta
bolognese, per altro più temuta da Montegranaro che sul finale ha
accusato il braccino, che messa in atto dalla Virtus, mai realmente
entrata in questa partita che inverte il buon viatico della Coppa. Perdere
le finali fa male, anche se perdere contro Siena ormai non da problemi, ma
non giocarle nemmeno è ancora peggio e vista la squadra nelle ultime
uscite vien difficile trovare un obiettivo perseguibile da qui a maggio
che possa essere attrattivo e sfidante. Il lungo riposo fino a domenica 20
febbraio dovrà servire a ricaricare le enegie mentali dei singoli e della
squadra, altrimenti la stagione sarà a rischio.
VALUTAZIONI
Rivers 5 toppa la prima uscita importante, mai un fattore e soprattutto
condizionante in negativo dalla lunetta nel momento in cui una speranza
vera c’era ancora. In 21’, -4 di val. e -9 di +/-
Koponen 5 manca di sicurezza, affretta le soluzioni quando dovrebbe essere
quello che pensa, fatica perfino a crearsi il suo tipico tiro da 3, in
periodo abulico con l’ormai solito 33% al tiro. In 30’, 6 di val. e -5
di +/-
Poeta 5,5 al contrario di Koponen, a lungo ferma quello che dovrebbe far
correre, vero che quando lo fa nel finale non ne ottiene nulla, però con
lui in campo si è vista qualche difficoltà in meno. In 29’, 8 di val.
e -2 di +/-
Homan 6 oggi che trova il cesto con più facilità di altre volte, fatica
di più a far diga a rimbalzo, ma i clienti erano brutti e lo spazio
trovato pochino. Tuttosommato senza infamia e senza lode. In 21’, 6 di
val. e -2 di +/-
Winston 5,5 dimostrazione del perché le grandi lo hanno tagliato,
saprebbe far bene tutto, ma è come Paganini, lo fa vedere ma non concede
mai il bis. In 29’, 6 di val. e -10 di +/-
Sanikidze 6,5 è indubbiamente l’unico che possa svettare a livello
ferro, e nei pochi minuti d’impiego lo fa, davanti qualche bella
iniziativa condita da qualche forzatura evitabile dall’arco, ma con la
sua “fotta” anche sulle facce dei compagni qualcosa di diverso ne
sarebbe venuto fuori. In soli 18’, 17 di val. e -6 di +/-
Martinoni 5 parte in quintetto e ci si domanda perché, al ritorno qualche
fallo solito e nulla di più. Si dirà che fa rifiatare i compagni, ma
oggi son sembrati minuti rubati a Sanikidze ed Homan. In 11’, 1 di val.
e -6 di +/-
Gailius 6,5 nel grigiore odierno, una luce nel tunnel, anche se non sai
mai se sarà il sole finale od un tir in contromano. Ma fa cesto con
facilità, gli altri no. In 11’, 8 di val. e 1 di +/- (unico positivo
dei suoi)
Amoroso 5,5 il suo contributo non manca del tutto, però dall’altra
parte saltano di più e quando vanno fuori dall’area fanno male, cosa
che a lui non riesce. In 30’, 15 di val. e -6 di +/-
Lardo 4,5 una squadra dominata in tutti i settori del campo, la difesa che
non c’è più, i ritmi dettati in malo modo ed un quintetto iniziale che
avrebbe dovuto sbranare un’avversaria senza play e pivot titolari che si
ritrova in enorme difficoltà e spersonalizzata. In campo non ci va lui,
certo, ma vedere ora i suoi giocatori fa male. Sembra manchi la voglia, e
chi la dimostra come Sanikidze e Gailius gioca poco.
Luca Cocchi
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06/02/2011
Air Avellino - Virtus Canadian Solar Bologna 105-101 d.t.s. (28-22 39-40 69-64 89-89)
Air : Green 28 (3/7 5/9 3p 3rec 9a), Dean 8 (3/7 0/4 2a), Cortese 2 (1/2
0/1), Spinelli 9 (3/4 0/1 6r 4rec), Lauwers 6 (2/5 da 3 2r 2p 2rec),
Casoli 2 (1/2), Infanti, Iannicelli n.e. Bokolishvili n.e. Szewczyk 36
(8/12 4/5 17r 4p 3rec 9fs), Thomas 14 (4/13 0/1 10r 2p 3rec), Johnson n.e.
All.re Vitucci
Virtus : Rivers 25 (6/11 3/3 4r 3p 4rec), Koponen 13 (1/3 3/8 2r 5p), Busi
n.e. Poeta 10 (2/6 2/4 2r), Homan 5 (2/5 11r 4p 2a), Winston 12 (4/8 1/3
7r 2p 2rec 2a), Sanikidze 17 (2/3 3/7 12r 2p), Martinoni (0/1 0/1),
Gailius 4 (2/3 2e), Amoroso 15 (4/7 1/6 4r 2p 4a), Tugnoli n.e. Bottioni
n.e. All.re Lardo
Arbitri : Sabetta, Duranti, Weidman
Non è valicando quota 100 che la Virtus possa pensare di far sua la
trasferta di Avellino, che pur priva di Troutman da vita ad una
prestazione di grande sostanza, pescando la seconda vittoria consecutiva
senza il suo più valutato giocatore. Se il principio base professato da
coach Lardo era quello di imporre il proprio ritmo allora la sconfitta al
supplementare è più grave di quanto il risultato dica, che nella
sconfitta ci sta la vittoria ai punti col +7 dell’andata. Ma ancora una
volta alla Virtus manca il centesimo per fare l’euro e così invece di
tentare la volata solitaria per il quarto posto, ritorna nella tonnara di
metà classifica, dove in 2 punti ballano 8 squadre, come a dire il
paradiso dei playoff e l’inferno della stagione corta. Partita di ondate
quella di Avellino, prima è roba dei padroni di casa volare a +11 in un
primo quarto di docili difese, poi è la Virtus a mettersi davanti
conservando un punticino alla pausa lunga. Il terzo quarto pare buono per
i bianconeri, sul +6 verrebbe da dire che le energie campane si stiano
esaurendo, ma lì piove un 15-0 fatturato in primis dal piccolo Green che
nessuno vede, mentre imperversa in ogni momento ed in ogni luogo il codice
fiscale avellinese, alias il polacco Szewczyk, che diventerà protagonista
anche del finale dei regolamentari. Prima della parità ad 89, tanta roba
di un Sanikidze sempre più in palla al posto di un legnosissimo Homan, e
per Lardo il supplementare è già roba buona, visto che Avellino sbaglia
2 volte a fila il tiro della vittoria. E chi si erge a protagonista dell’estensione
se non lo scugnizzo di casa? Spinelli indovina il gioco da 3 punti sul
finale che chiude la partita, regala ai tifosi di casa una vittoria a
lungo attesa contro Bologna e regala un solitario quarto posto che viste
le vicissitudini sportive e soprattutto quelle societarie nessuno nemmeno
si augurava. Un bravo quindi a coach Vitucci che nel momento del bisogno
ha saputo far quadrato e impostare una squadra da corsa a discapito dei
centimetri che latitano. La parentesi di Coppa Italia darà invece a Lardo
la possibilità di far giocare i suoi assieme su di un altro fronte che
non sia il campionato con partite sempre troppo decisive (perché alle
Final8 l’ennesima finale pare impossibile stando nel lato di Siena),
dove all’inserimento apparentemente riuscito di Rivers fan da
contraltare le prestazione negative dei playmaker e quella meno efficace
di Winston, oltre al solito Homan che prende sì rimbalzi ma che ai punti
perde nettamente la sfida sottocanestro.
Luca Cocchi
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30/01/2011, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Enel Brindisi 93-72 (29-25 52-42 70-57)
Virtus : Rivers 17 (3/4 3/5 4r 2a), Koponen 5 (1/4 0/1 5r 2rec 5a),
Bastone n.e. Poeta 8 (3/4 0/1 5rec 3p 6a), Homan 15 (7/10 5r 2p), Winston 7
(3/10 0/2 6r 4p 5a), Sanikidze 14 (5/6 1/1 12r 2rec), Martinoni 8 (1/1 2/6
2r), Gailius 10 (1/1 2/3 2r), Fantinelli n.e. Amoroso 7 (2/3 1/3 2p), Bottoni
n.e. All.re Lardo
Brindisi : Lang 12 (4/6 8r 7fs 3p), Roberson 27 (7/9 3/8), Maresca 2
(0/1 0/2), Infante, Gallea, Pugi n.e. Dixon 9 (3/6 1/6 5r 5rec 5p 2a), Diawara
13 (2/6 2/6 6r 3p), Giovacchini (0/1 0/1 2r), Tourè 9 (2/5 1/2 7r 4p). All.re
Bechi
Arbitri : Pozzana, Lo Guzzo, Pinto
Per dimenticare in fretta Cantù, niente di meglio per la Virtus di incontrare
in casa Brindisi (dell’ex Lang, applauditissimo), che fino ad ora aveva
vinto in trasferta (seguiti per altro da un numeroso pubblico che ha dovuto
affrontare una per loro grande nevicata) solo ad Avellino in una giornata dove
i lupi campani avevano dato idea di sciopero bianco. Tutto facile quindi per
Lardo, partita vinta senza affanni, facile ed ottimo inserimento di Rivers,
dominio a rimbalzo e perfino spettacolo, offerto in larga parte da Sanikidze&Rivers.
Meglio in tutte le statistiche la Virtus,ma va detto che questa Brindisi corta
all’inverosimile può tentare qualcosa davanti fino a quando le energie la
sostengono ma dietro è impresentabile, ed indubbiamente questo è stato un
grande aiuto per le Vnere che hanno impiegato con minutaggi ben distribuiti
tutti i 9 veri giocatori a disposizione, ottenendone dai 5 punti di Koponen ai
17 di Rivers. Quintetto a Martinoni per Lardo coi soliti noti, Bechi 5 ne ha e
con quei 5 deve partire, Roberson al primo tocco di palla lo ripaga con una
bomba e Virtus ad inseguire con difese entrambe a uomo. 5 a fila di Martinoni
(chi li aveva mai visti quest’anno?) riportano avanti i suoi e nel colabrodo
pugliese è facile per tanti far canestro (13-5). Ma è un fuoco di paglia, l’attacco
virtussino diventa quello conosciuto e Brindisi a metà frazione è lì grazie
ai troppi liberi concessi. L’esordio di Rivers (col pesantissimo numero ex
Danilovic) avviene per uno spento Poeta dopo 6:10’, quando grazie a Homan i
suoi conducono di 1. +4 Canadian al termine di 10’ anomali, dove Brindisi è
vissuta molto sul tiro dall’arco (5/9), mentre dall’altra parte buone cose
da Homan ed in generale quasi tutti davanti, mentre dietro è ballato qualcosa
di troppo. L’impatto di Rivers si sente in avvio di secondo quarto, stoppata
a Dixon e bomba in transizione per il +10 che obbliga Bechi a fermare le
danze, trovandosi peraltro con Roberson a riposare che fino a quel punto aveva
prodotto la metà dei punti dei suoi. E’ la zona l’idea degli ospiti, ma i
risultati non variano, dopo meno di 3’ una bomba di Gailius dice +11 Vnere e
nuova sospensione di Bechi che ha Roberson con 3 falli. Con una vaga idea di
difesa Enel si prospetta l’idea di una partita più combattuta, e dopo
qualche attacco bislacco con Dixon e Diawara a referto la differenza è di
sole 5 lunghezze ma 2 bombe a fila di Martinoni e Rivers dicono di nuovo
vantaggio in doppia cifra. 52 punti in un tempo per il +10 alla pausa lunga
son roba insolita per la Virtus (9 giocatori già a referto), ma di fronte c’è
una della peggiori difese del campionato. Il 67-37 di valutazione però
potrebbe far preoccupare Lardo, tanto prodotto per trovarsi solo con 10 punti
di vantaggio, dati da un 58% totale al tiro e +7 a rimbalzo. Avvio di ripresa
a scartamento ridotto, la Virtus non segna praticamente mai e lentamente
Brindisi si issa al -6, ma con 2 buone difese e relativi contropiedi a metà
quarto son di nuovo 10 punti di differenza con Tourè a quota 4 falli. Si
riaccende Roberson e a 3’ dal termine è Lardo a dover parlarci sopra, i
suoi sembrano eccessivamente sicuri di come andrà a finire l’incontro e
gestiscono male gli attacchi regalando contropiedi e transizioni che paiono la
maniera migliore per Brindisi di restare attaccata alla partita. I balzi di
Sanikidze valgono il massimo vantaggio proprio a fine frazione, un +13 figlio
di 29% al tiro lasciato agli avversari ed un netto predominio nel colorato. E’
ancora AirGeorgia a far male, questa volta con una bomba che dice 78-59 con
7:27’ da giocare, con atteggiamento ormai dimesso degli ospiti che subiscono
il -20 con una rubata e contropiede di Poeta. Da lì in poi si gioca solo per
cercare qualcosa in più del risultato da parte bianconera e gloria per i
giovanissimi, mentre tra i brindisini è importante rimpinguare le
statistiche. La risposta importante sarà la prossima settimana ad Avellino,
che nonostante le menomazioni ha giocato una grande partita a Varese
vincendola nei minuti finali dopo essere stata raggiunta e sorpassata. Voce a
Lardo :”il piano partita era difendere forte e non dare confidenza ai loro
tiratori, visto che venivano da buone partite. Siam partiti bene ma senza
quella cattiveria provata in allenamento in settimana, son contento perché
siamo andati in crescendo anche perché abbiamo potuto ruotare più uomini di
loro. Rivers? Non si è presnetat male! Dobbiamo vederlo strada facendo,
attento dietro ed è sveglio, per questo è già dentro ai meccanismi. E’ il
ruolo che volevamo, una guardia tosta.
VALUTAZIONI
Rivers 7 esordio che lascia il segno, entra e contribuisce al primo allungo
dei suoi, ottime cose anche nel passaggio del secondo tempo. Da rivedere
contro una squadra vera, ma l’impressione è molto buona. In 22’, 19 di
val. e 16 di +/-
Koponen 6 ordinaria ammistrazione, si applica bene dietro, meno concreto
davanti ma senza mai uscire dallo spartito gusto. In 28’, 13 di val. e 5 di
+/-
Poeta 6 le statistiche lo premiano, ma a parte alcune rubate da guitto non ha
impressionato più di tanto, gestendo comunque con criterio la partita. In 26’,
16 di val. e 18 di +/-
Homan 6,5 buon avvio con panieri che solitamente non mette mai, poi quando
viene riproposto continua a vedere con continuità il cesto. Qualche volta dal
post basso potrebbe anche scaricare…In 23’, 16 di val. e 3 di +/-
Winston 5,5 primi 2 spari a segno poi tante difficoltà, insistendo troppo
nella ricerca del tiro perfetto. Che ricompaia la difficoltà di coesistere
con un compagno straniero di peso? In 28’, 6 di val. e 10 di +/-
Sanikidze 7,5 i lampi di bel gioco e di break positivi son farina del suo
sacco, salta il doppio degli altri ma ci mette anche tiro e difesa, nettamente
il migliore in campo. In 20’, 27 di val. e 24 di +/-
Martinoni 6 partenza da vero giocatore di basket, meno bene dopo ma senza
quelle mancanze terribili viste più volte, ed in ogni caso bene quando era
ancora una partita. Certo che i falli sono irrefrenabili.In 17’, 2 di val. e
-2 di +/-
Gailius 6 buona apparizione in avvio, recupera cesti nel torpore dei suoi, poi
cade in falli evitabili che regalano liberi, ma in campo ci sta senza problemi
e paure. In 15’, 9 di val. e 10 di +/-
Amoroso 6 parte dalla panchina, alla prima gita in campo non sembra avere il
solito atteggiamento costruttivo, ma riproposto si ritrova, buona notizia. In
20’, 2 di val. e 17 di +/-
Lardo 7 si prende nella maniera migliore la partita, inserendo Rivers come se
fosse sempre stato qui. Servivano vittoria e bel gioco, la prima si dava per
scontata la seconda no, ed invece oggi anche il pubblico è andato via
contento del basket visto. Purtroppo per lui non sarà sempre Brindisi l’avversario
Luca Cocchi
23/01/2011
Bennet Cantù - Virtus Canadian Solar Bologna 83-67 (19-12 47-32 69-48)
Cantù : Bianchi n.e. Micov 12 (4/7 1/3 5r 4a), Ortner 8 (3/5 5r 3p 3rec),
Leunen 12 (2/3 2/4 9r 4a), Marconato 6 (3/5 2p), Mazzarino 23 (2/3 6/7 2p 3rec
5a), Mian (0/3 da 3), Urbutis 2 (1/3 3r), Diviach n.e. Tabu 10 (2/2 2/2 2p
4a), Maspero n.e. Green 10 (2/5 1/3 5r 5p 4a). All.re Trincheri
Virtus : Koponen 9 (1/2 0/4 5r 3rec 4a), Poeta 8 (1/5 2/2 2r 3a), Moraschini 2
(1/3 0/1 2rec), Homan 8 (4/12 4r 2p 2a), Winston 11 (3/5 0/2 4p), Sanikidze 8
(1/4 1/2 7r 2p), Martinoni 4 (2/2 0/1 2r), Gailius 6 (3/3 0/2 3r 4p 2rec),
Gaddefors 5 (0/1 4r), Amoroso 6 (3/5 0/3 2r 2rec), Galeotti n.e. All.re
Lardo
Arbitri : Cerebuch, Begnis, Quacci
Asfaltata a Cantù, la Virtus deve riporre i sogni di gloria chiamata terzo
posto. Nemmeno l’impossibilità di schierare Rivers può servire come
giustificazione, visto che dall’altra parte Markoishvili era ancora assente
e tutti sappiamo che impatto possa portare il georgiano nel nostro campionato.
Ma è il suo naturale sostituto a ritirare la palma di MVP dell’incontro, il
cardinal Mazzarino ha giocato un primo tempo sontuoso (alla fine 6/7 da 3,
tanta verve difensiva, 30 di valutazione e +22 di +/-), mettendo la firma alla
prima fuga dei suoi e tanto sugo per il +17 su cui i brianzoli si sono issati
prima del 20’, con un gioco da 4 per l’ennesima bomba della giornata. Ma
non solo di Mazzarino son vissuti i ragazzi di Trincheri, spazio per tutti,
con sempre una idea di cosa fare davanti e mani leste dietro contro una Virtus
che mai ha mostrato sentore di creare qualcosa che non uscisse da iniziative
personali. Al di là di questo il tonfo di Cantù è duro perché per la prima
volta la squadra non ha reagito, sempre se per qualcuno dal -26 al -16 finale
non sia una reazione mentre al Pianella si cantava e godeva contro un
avversario diventato nelle ultime annate più odiato degli odiati milanesi.
Homan vince la palla a due, Winston la raccoglie e la passa a Poeta ancora
nella propria metà campo, se il buongiorno si vede dal mattino c’è sda tar
allegri! E poco dura la battaglia, alla prima bomba del cardinale Cantù parte
(7-4) e non sarà mai più riavvicinata perché se l’unico a far cesto è
Homan che una ne fa e tre ne disfa non si va da nessuna parte. Zona od uomo
che sia arrivano sempre tardi i bianconeri ed il -7 non è nemmeno severo
visto il 28-11 di valutazione al 10’. Ma alle prime rotazioni della seconda
frazione iniziano i guai dopo un illusorio -3 con carica di Sanikidze al posto
di Amoroso mai in partita. Il tiro dall’arco premia Cantù e punisce Bologna
(4/5 Bennet 0/4 Canadian nei secondi 10’), i falli crescono ma nonostante
tutto al 16’ si sta 35-28 prima che Koponen perda una palla importante e coi
suoi 3 falli abbinati ai 3 di Winston Lardo non decida di andare coi giovani e
trovarsi a -17 in un baleno. Non ha gioco la Virtus, mentre dall’altra parte
si ribalta il campo con una naturalezza incredibile, che ci sia Tabu a farlo
invece di Markoishvili è la dimsotrazione del grande lavoro di Trincheri.
Dopo quello visto all’andata ci starebbe di tutto, in fondo 15 punti di
differenza frutto di un 66-28 di valutazione dicono che Cantù ha perfino
regalato, e se il tiro dall’arco dovesse riapparire per i bianconeri
qualcosa potrebbe cambiare (0/4 contro 7/11). Invece in avvio si va da Homan
che fra schiacciate sul ferro stoppate subite da Marconato e gioco statico
lascia l’inerzia ai padroni di casa che ne approfittano immediatamente per
issarsi al +20 con Leunen e regalare tanti minuti di gioia ai propri
caldissimi tifosi. E’ di Poeta la prima bomba dei suoi, quando dall’altra
parte ne han già messe a referto 11, quasi sempre tirate coi piedi per terra,
a dimostrazione che oltre all’attacco oggi nemmeno la difesa era da marchio
di fabbrica solito. Il lungo tempo dei rifiuti vede Cantù ergersi al +26 e
sul 78 bloccarsi tra le ire del suo coach, mentre dall’altra parte con
Amoroso panchinato dopo aver tirato da 3 troppe volte a fila provano a
ritagliarsi qualche spazio Gaddefors e Sanikidze, limitando un divario che ci
sta tutto e che permette alla Bennet di chiudere definitivamente la pratica
Virtus nella stagione. In classifica il +6 e differenza canestri favorevole (e
il prossimo rientro di Markoishvili) la pone fuori quota per i bianconeri che
dovranno cercarsi un’altra occasione dove dimostrare di poter competere
contro squadre di più alto livello o mentalità, perché se Siena e Milano
hanno roster differenti, la distanza con Cantù è soprattutto di attitudine
ed applicazione percisa di quanto impartito in allenamento. Sempre se la
Virtus dimostrerà nel corso della stagione questa presunta capacità di
attaccare piani se non alti almeno medi della classifica, visto che tra il
purgatorio e l’inferno la distanza è minima.
VALUTAZIONI
Koponen 5 impreciso al tiro, prova ad alzare la testa davanti per riprendere
un gioco che non c’è, ma le sue colpe iniziano solo dopo i danni del suo
compagno di reparto. In 29’, 16 di val. e -15 di +/-
Poeta 4,5 palleggia,palleggia e palleggia, mentre dall’altra parte Green si
sarà chiesto che senso avesse quell’oleogramma che batteva tutte le volte
che voleva a parte quando nemmeno c’era l’oleogramma a guardarlo. In 24’,
11 di val. e -21 di +/-
Moraschini 5 questa volta almeno ci prova a prendersi qualche iniziativa, il
problema rimane che non portano mai a nulla ed ora comprendiamo perché di
solito non le prende mai queste iniziative. In 12’, -1 di val. e -2 di +/-
Homan 4,5 inizia di buon getto, poi ricade nella solita mano stile cassetta di
frutta ed in dormite varie che costano tanto, come quelle in avvio di secondo
tempo che chiudono definitivamente la partita. Surclassato da Marconato in
fisicità è un’eresia per uno più giovane di 8 anni. In 17’, 5 di val. e
-12 di +/-
Winston 4,5 le sue immediate 3 palle perse, condite da 3 falli repentini (uno
con azione da 4 regalata) tolgono alla squadra l’unico terminale offensivo,
con questo assetto non deve permetterisi disattenzioni del genere. In 21’, 2
di val. e -13 di +/-
Sanikidze 5,5 il meno sperso dei suoi, ci mette energia ma è quello che
offensivamente risente di più della mancanza di costruzione di gioco. In 20’,
8 di val. e -6 di +/-
Martinoni 5 entra nel momento di maggior difficoltà non capendo dove
mettersi, lasciando Leunen a scorazzare. Aggiusta le cifre nell’inutile
finale, altrimenti all’impressione negativa accosterebbe cifre pessime. In
18’, 3 di val. e 1 di +/-
Gailius 5 con quell’atteggiamento un po’ così finisce che gli fischiano
sempre contro passi e falli anche dubbi. Si perde Mazzarino per il campo anche
perché finisce ad aiutare compagni difensivamente molto peggio di lui. In 26’,
2 di val. e -5 di +/-
Amoroso 4 mai in partita, parte male e non si risolleva nemmeno come guida
morale del gruppo, finendo per prendersi a ripetizione tiri da lontano per
pura frustrazione. In 25’, 4 di val. e -15 di +/-
Lardo 4 mai così male, davanti uscito troppo presto Winston non c’è stata
possibilità di controbattere (con quel quintetto di fine secondo tempo poi…),
dietro le spaziature di Trincheri lo hanno fatto sembrare il topo che giocava
contro il gatto. L’aver mollato dopo 23’ è un segnale di scoramento dei
suoi giocatori che non avevamo visto nell’annata.
Luca Cocchi
15. Giornata > Andata > 16/01/2011
Banca Tercas Teramo -Virtus Canadian Solar Bologna 55-62 (18-15 35-37 39-57)
Teramo : Zoroski 8 (1/4 0/6 7r 4p 6a), Ricci, Boscagin 5 (1/4 1/4 5r 2rec),
Lulli, De La Fuente 6 (0/4 1/4 10r), Diener 13 (2/4 1/4 3r 2p), Martelli n.e.
Davis 6 (3/6 0/2 10r 4p 2a), Young 1 (0/1 2r), Rullo 3 (1/3 da 3 2a), Polonara
(0/3), Fletcher 13 (6/14 0/2 9r 4p). Al.re Ramagli
Virtus : Bottioni n.e. Koponen 7 (1/4 1/2 2p), Poeta 12 (4/8 0/3 7r 3p),
Moraschini 3 (0/2 0/1 2r), Homan 7 (3/11 11r 2sf 2p), Winston 14 (5/9 1/4 3r
4p 2rec), Sanikidze 11 (3/5 0/1 10r), Martinoni (0/1 da 3), Gaddefors (0/1),
Spizzichini n.e. Amoroso 8 (1/2 1/6 7r), Person n.e. All.re Lardo
Arbitri : Sahin, Seghetti, Martolini
Missione compiuta. Con la quarta vittoria esterna della stagione la Virtus
centra le Final8 di Torino senza bisogno di elaborati calcoli e letture
astrali. Non che vincere a Teramo sia un biglietto da visita prestigiosissimo,
ma dalla situazione problematica di 10 giorni fa la truppa di coach Lardo se
ne è uscita con le proprie forze e non acchiappa una testa di serie solo per
la sconfitta interna con Montegranaro che oggi ha espugnato Biella (ma non
sarebbe cambiato nulla a risultato inverso, avendo la Virtus perso con
entrambe). Vittoria lardiana in terra d’Abruzzo, contenedendo al massimo i
danni e lasciando ai padroni di casa medie ridicole (un 26% scarso) rimettendo
sul giusto cammino Sanikidze autore dei momenti di maggior fulgore bianconero
(20 di val. e +18 di +/- per il georgiano) e pescando luci positive da Poeta e
Winston oltre alle sportellate di un Homan dalla mano troppo quadra. Bastano
15’ ai virtussini per fare la partita, i primi 5’ del secondo quarto
quando provano la prima fuga (20-28) ed una ottima terza frazione (4-20 per un
autorevole -8 a 33 di valutazione). Poi le ansie tornano a farsi sentire,
Teramo vede la luce al 35’ sul -5 ma nel ciapanò finale i ragazzi di Lardo
non perdono la calma e l’entrata dell’ex Poeta prima seguita dalla bomba
di Winston dopo scrivono il +10 con 2’ da giocare che risuona come l’ingresso
alla finali di Torino. Ora l’emergenza dovrebbe pian piano rientrare con l’innesto
di KC Rivers ed il rientro di Gailius, ma quel che più conterà sarà la
possibilità di allenarsi a gruppo interno e la libertà mentale di saper
centrato il primo obiettivo stagionale. - Luca Cocchi
14. Giornata > Andata > 09/01/2011 18:15
Canadian Solar Bologna - Lottomatica Roma 87 - 79
(12-26,37-44,56-63)
- BOLOGNA: Koponen 14 (3/5,1/9,1 r), Poeta 13 (2/4,1 r), Mo-raschini 4 (2/2), Homan 11 (5/12,18 r), Winston 22 (7/16,1/3, 9 r), Sanikidze 2 (8 r), Martinoni (0/2, 2 ), Gailius 12 (4/6,1/3), Amoroso 9 (3/5, 1/3,4 r). Ne: Gaddefors, Spizzichini, Bottoni. Ali. Lardo. ROMA: Smith 21 (3/5,5/11,5 r), Washington 9 (3/7, 0/3, 4 r), Crosariol 2 (1/3, 0/1, 6 r), Traorè 10 (5/10,5 r), Datarne 9 (3/7,1/2,4 r), De-dovic 10 (2/5,1/2,3 r), Gordic 13 (2/2,3/5,3 r), Dasic 5 (1/2,1/2,3 r). Ne: Tonolli, Marchetti, Ianni, Carrano. Ali. Boniciolli. ARBITRI: Sabetta, Mattioli e Weidmann 5. NOTE - Tiri liberi: Bologna 23/32, Roma 6/8. Pere, tiri: Bologna 30/70 (4/18 da 3,27 rd, 18 ro), Roma 31/67 (11/26 da 3,27 rd, 11 ro). 5 falli: 36'53" (72-71) Gordic, 39'29" (78-75) Djedovic. Spettatori: 8012
13. Giornata > Andata > 06/01/2011
Angelico Biella - Canadian Solar Bologna - 80 - 75
(16-19, 34-36, 51-52, 62-61) -
ANGELICO: Slau-ghter 18 (3/3,3/6,2 r.), Soragna 9 (2/5,1/2,3 r.), Danna ne, Sosa 11 (3/7,1/2,2 r), Mariani ne, Su-ton 13 (6/10,0/1,11 r.), Laganà ne, Chessa 7 (3/3, 2/2, 1 r.), Viggiano 10 (4/4, 0/4, 6 r.), Salyers 9 (1/6,2/5,4 r.), Jurak 3 (1/2,0/1,4 r.). AH. Cancellieri.
CANADIAN: Bottoni ne, Koponen 22 (2/3,3/6, 0 r.), Poeta 13 (3/4,1/3,1 r.), Moraschini (0/1,0/0, 3 r.), Homan 10 (3/11, 0/0, 10 r.), Winston 15 (5/10, 0/1, 5 r.), Sanikidze 5 (1/1,0/1, 3 r.), Mar-tinoni 4 (2/2,0/1,1 r.), Gailius 2 (0/1,0/1,5 r), Par-zenski ne, Spizzichini ne, Amoroso 4 (0/1,1/3,1 r.). Ali. Lardo. ARBITRI: Cicoria 6, Duranti 6, Quac-ci 6. NOTE - Tiri liberi: Angelico 13/20; Canadian Solar 28/35. Cinque falli: st 7' 56" (46-49) Jurak, 19' 31" (75-68) Salyers, 19' 33" Winston (75-69), 19' 40" (77-69) Suton. Percentuali di tiro: Angelico 30/65 (7/23 da tre, ro 14, rd 22); Canadian Solar 21/50 (5/16 da tre, ro 10, rd 21). Spettatori 4.096, incasso 52.356 euro
12. Giornata > Andata > 02/01/2011
Montepaschi Siena - Canadian Solar Bologna - 92 - 80
(21-24; 47-41; 69-57)
MONTEPASCHI SIENA: Mc Calebb 7, Zisis 6, Hairston 13, Carraretto 9, Rakovic
10, Lavrinovic 17, Kaukenas 15, Ress 2, Michelori, Severini, Stonerook 5,
Aradori 8. All. Pianigiani
CANADIAN SOLAR BOLOGNA: Bottioni ne, Koponen 15, Homan 10, Winston 26,
Sanikidze 2, Martinoni 8, Gailius 9, Gaddefors 5, Fabiani ne, Spizzichini ne,
Amoroso 5, Marchi ne. All. Lardo
11. Giornata > Andata > 28/12/2010
Canadian Solar Bologna - Vanoli Cremona - 116 - 100
(d. 3 t.s.)
VIRTUS BOLOGNA: Koponen 36 (8-9 2-9,14-14 ti), Poeta 5(1-3 1-1), Moraschini S (2-2 0-1), Homan 22 (8-15), Winston 24 (7-17 1-5), Sanikidze 5 (1-1), Martinoni (0-2 da 3), Gailius 11 (4-61-4), Amoroso 8 (1-3 2-5). Ali. Lardo. CREMONA: Rowland 23 (7-14 24), Conti, Sekulic 2 (1-5), For-menti 6 (2-7 da 3), D'Ercole 10 (1-21-6), Perkovic 7 (2-5 0-2), Mi-lic 21 (8-12), Antonelli (0-1 da 3), Foster 19 (3-8 3-11), Drozdov 12 (3-6 2-5). Ali. Mahoric. ARBITRI: Pozzana, Tola, Barni. NOTE: parziali 17-17, 30-31, 43-51, 67-67, 81-81,100-100. da 2: B 32-56, C 25-52. da tre: B 7-27, C 10-36. liberi: B 31-40, C 20-26. Rimbalzi: B 55 (18 o, Homan 15, Winston 14), C 44 (15 o, Mille 12). Ree.: B17, C19. Per.: B 23, C 23. Ass.: B 9, C11.5 f.: Amoroso, Moraschini, Martinoni, Milic, Sekulic, Perkovic, Rowland
10. Giornata > Andata > 19/12/2010 18:15
Canadian Solar Bologna - Armani Jeans Milano - 81 - 94
Canadian Solar Bologna: Bottinoni ne, Koponen 12, Poeta 9, Moraschini 1, Homan 5, Winston 18, Sanikidze 8, Martinoni 3, Gailius 8, Parzenski ne, Amoroso 17, Marchi ne. All. Lardo
Olimpia Armani Jeans Milano: Mancinelli 21, Pecherov 4, Maciulis ne, Mordente 11, Finley 9, Jaaber 13, Rocca 8, Melli 7, Ganeto ne, Van den Spiegel 2, Nardi, Hawkins 19. All.Bucchi.
9. Giornata > Andata > 12/12/2010
Dinamo Sassari -Virtus Canadian Solar Bologna 66-75 (20-20 37-31 54-52)
Sassari : White 18 (5/11 1/4 6r 4p 4rec 2a), Hunter 15 (6/8 8r 2rec),
Devecchi 3 (0/1 1/3), Cittadini 1 (2r), Diener 9 (1/5 1/3 4r 2rec 3a),
Sacchetti 6 (1/2 0/1), Tsaldaris 7 (1/5 1/4 4r 3p 3a), Vannuzzo (9/3 da 3),
Pinton (0/1 0/1 3p), Hubalek 7 (1/3 1/5 8r). All.re Sacchetti
Virtus : Bottioni n.e. Koponen 9 (1/5 1/2 3r 2rec 2a), Moraschini
(0/1 2r 2p), Homan 21 (6/12 16r 11fs 2p), Winston 23 (7/15 1/4 8r 2p 3a),
Martinoni (0/1), Gailius 6 (0/1 2/4 4p 2a), Spizzichini n.e. Parzenski, Kemp 6
(0/4 2/3 2r 2p 2rec), Amoroso 10 (4/9 0/2 13r 3p 2rec 3a), Bottoni n.e. All.re
Lardo
Arbitri : Cerebuch, Quacci, Biggi.
Sardegna solare per una Virtus che si aggrappa alle certezze lardiane e torna
al freddo bolognese con 2 punti in tasca e qualche indicazioni in più per il
futuro, certezze tipiche del proprio coach che nel momento del bisogno si
rifionda sulla difesa vincente contro una squadra che in casa aveva sempre
vinto sorpassando gli 80 punti. Sassari parte bene tirando dall’arco e lì
sta il proprio errore, continuare a tirare anche quando le percentuali sono
sul 20% senza mai andare a pescar cesti facile nel pitturato, peraltro ben
presidiato dal miglior Homan di stagione (nel secondo tempo anche coadiuvato
dal tiro) e da un Amoroso non da fuochi articifiali ma da tanto arrosto. E la
vince coi possessi in più portati dai rimbalzi la Virtus, +11 coi lunghi
titolari in doppia cifra, con scelte oculate dall’arco dopo la sparatoria a
salve contro Treviso e con in attacco l’ancora di salvataggio di Winston, l’unico
capace di costruirsi un tiro in autonomia. Percentuali basse, ma con la guida
senza sbavature di Koponen tutti hanno ripreso confidenza con le proprie
mattonelle, unica annotazione le palle vaganti che spesso nel priomo tempo han
premiato i locali, roba buona per Sanikidze che in settimana dovrebbe
riaggregarsi alla truppa. Si spara solo da 3 in avvio, Hubalek-Tsaldaris
contro Koponen, il primo cesto da 2 è di Winston trascorsi già 4’. Kemp
stenta sul “suo” campo, evidentemente per gli ex serve la carica della
rivincita e non l’affetto degli ex tifosi, mentre Hunter si esalta e se non
fosse per un Winston da 8 in 9’ sarebbero dolori, invece una bomba di
Gailius mette i solari nordamericani davanti prima della schiacciata di Hunter
che firma il pari alla prima sosta. Nel secondo quarto con Moraschini e
Martinoni dentro l’attacco virtussino è roba da vietare a qualsiasi giovane
del minibasket, non si segna mai mentre dall’altra parte qualcosa arriva e c’è
la prima fuga della partita (32-24), complici errori incredibili da pochi
centimetri di tutti gli ospiti che però nei minuti finale si redimono fino al
33-31 prima che da liberi Sassari ingrassi a 6 il vantaggio alla sosta lunga.
Il 9/30 da 2 Virtus dice tutto, per una squadra che fatica anche ai liberi,
con Homan che sbaglierebbe anche un cesto da solo nella ruota, con una
valutazione del quarto da 20-6 che pare persino beneaugurante vista la
differenza tra quanto messo in campo ed i solo 6 da recuperare. Inizio ripresa
dal tono distinto, Kemp pesca 2 bombe frutto anche di buoni giri di palla, ma
la differenza è tutta dientro dove il livello defensivo si alza e Sassari
inizia a cadere su scelte non intelligenti di tiro che le tolgono sicurezza.
La prima fuga Virtus è sul 45-49, ma un assaggio di zona viene subito battuto
e su di un contropiede di Hunter viene sanzionato un antisposportivo molto
dubbio a Koponen che rimette Sassari al comando di 2 al 30’. Le energie
della Dinamo sono nel figlio del coach, Brian Sacchetti è su ogni giocata, in
positivo e negativo, c’è molto del suo nel 59-54 che pare un viatico verso
la vittoria, ma poi eccede in energia ed alza la colonina dei falli, mentre
Winston firma un fondamentale 5-0 che riequilibra la partita. Il parziale di
13-0 piove sul Palaserradimigni come una mazzata ma non è ancora finita
perché a quel punto è la Virtus a sprecare entrate con Winston, appoggi con
Homan e liberi con Amoroso, però dall’altra parte ne approfittano in minima
parte perché dopo aver passato 35’ a sparacchiare da lontano le idee si
sono annebbiate e le incursioni in area appaiono più come blande iniziative
che come vere possibilità di cambiare una partita chiusa ai liberi finali da
Koponen. Finisce con un +9, massimo vantaggio, una partita che poteva costare
tanto ai bianconeri e che invece in assetto difensivo ha riacceso la speranza
che non tutto sia andato, come l’accesso alle Final8 di Coppa Italia.
VALUTAZIONI
Koponen 6,5 torna a fare il play puro, poca follia e molto costrutto, si
limita nelle conclusioni ed insiste a metter la palla dove oggi ci sono
sicurezze. Prova di maturità, oltre al solito lavoro difensivo. In 32’, 10
di val. e 13 di +/-
Moraschini 5 gioca come cambio del play, tante le difficoltà, ad ogni
iniziativa son dolori, si gioca spazi che non vedrà al rientro di Poeta. In 9’,
-3 di val. e -13 di +/-
Homan 7 nel primo tempo sbaglia roba inamissibile, poi cambia metro e firma
cose pregevoli in momenti importanti. Dietro riempe l’area togliendo luce
alle flebili incursioni nemiche. In 33’, 32 di val. e 14 di +/- con tripla
doppia (punti, rimbalzi, falli subiti)
Winston 7 salvezza in avvio dove è l’unico a rispondere ai facili cesti
avversari, è l’uomo che riaggancia la partita nell’ultimo quarto sotto di
5. Non sempre continuo ma presente quando deve. In 38’, 27 di val. e 12 di
+/-
Martinoni 5 gioca giusto per far soffiare il naso ai compagni, in campo è un
fattore solo per Sassari e dietro appena si muove fa fallo, altro non mette in
evidenza. Deve riprendersi, dove troverà spazi per ricominciare a giocare a
basket. Qui col rientro di Sanikidze pare definitivamente chiuso. In 13’, -1
di val. e -14 di +/-
Gailius 6 a vederlo si direbbe che non ci sia mai con la testa, ma qualcosa
ogni tanto fattura con bombe pesanti, dietro nell’infinito mulinellare di
braccia ci trova qualcosa di positivo per la squadra. In 18’, -2 di val., ma
+14 di +/-
Kemp 5,5 non è l’ex che Lardo vorrebbe avere, mai un fattore anche se in
inizio ripresa 2 sue bombe ricuciono in un battito di ciglia il vantaggio
isolano. In 23’, 1 di val. e 1 di +/-
Amoroso 7 partita alla Amoroso, colpi, finte, litigate, abbracci ad avversari
con la sua fotta, non preciso ma un fattore a rimbalzo, da dove arrivano i
palloni in più per i suoi. In 34’, 15 di val. e +20 di +/-, il migliore dei
suoi.
Lardo 6,5 scrive un piano partita come da suo bagaglio tecnico, non sarà una
meraviglia alla vista ma così si vince in campi dove le “provinciali”
vogliono fare il proprio gioco. Difesa, rotazioni ridotte al minimo e cambi
veri e propri limitati solo alle esigenze obiettive (Kemp fuori partita). Poi
rimarrà sempre nell’incerteza fra chi amerebbe vedere una squadra più
brillante (che però non sempre concretizza) e chi si “accontenta” di
vincere al di là delle giocate da ricordare.
Luca Cocchi
05/12/2010, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Benetton Treviso 69-79 (17-12 33-34 51-52)
Virtus : Koponen 14 (1/3 4/8 5r 3p 4a), Poeta 8 (1/3 1/3 2a),
Moraschini 1 (0/1 da 3 2p), Homan 7 (3/5 10r 4p 3sf), Winston 9 (1/2 2/4
2p), Martinoni 3 (0/1 1/4 4r 2rec), Gailius 6 (2/5 da 3 2r 2p 2a), Fabiani
n.e. Parzenski 4 (1/1 3r), Kemp 11 (3/6 0/4 3r), Amoroso 6 (0/3 1/5 4r
3rec 2a), Canuti n.e. All.re Lardo
Treviso : Cazzolato n.e. Smith 18 (3/7 3/5 7r 3p 3rec), Markovic 4
(2/5 0/3 3r 5a), Bulleri 11 (1/3 2/4 3r 2rec), Nicevic 10 (5/11 6r 2p),
Montejunas 13 (2/5 1/1 9r 8fs 2a), Cuccarolo n.e. Gentile 6 (0/2 1/3 2p),
Peric 4 (2/3 0/1 2rec), Wojecechovski, Brunner 10 (5/9 6r 3rec 2ss),
Toolson 3 (1/4 da 3 3p). All.re repesa
Arbitri : Cicoria, Begnis, Duranti
Terza sconfitta a fila per la Virtus, arrivata al termine di un incontro
completamente diverso da quello con Montegranaro, una sconfitta ancora
più dura perché qui non si è regalato un quarto, ma partita alla grande
sulle ali della gioventù (13-4) la Benetton è riuscita a rimontare punto
su punto senza fretta facendo sfiatare i bianconeri che arrivano come
contro Varese a non riuscire nemmeno a controbattere negli attimi finali.
Dopo aver vinto il primo quarto, ne ha ceduti 2 ed impattato solo il
terzo, troppo poco contro una Benetton in forte ascesa, che ha vinto la
sfida a rimbalzo, tirato meglio soprattutto dai liberi (un solo errore a
fronte dei 9 virtussini, quasi la partita) e messo più concretezza nei
momenti decisivi. Anche questa volta è un ex a far male, l’inizio dell’ultima
frazione di Bulleri è stato chirurgica, proprio nel momento in cui i
padroni di casa sembravano aver trovato con Winston la fuga del momento
buono (56-52). Ma proprio lì il Bullo ha trovato 9 punti basilari, e su
quelle certezze i suoi hanno abbattuto le paure bianconere. Rivoluzione in
avvio per Lardo, con Kemp ci sono Koponen (e fin qui ci sta), Martinoni,
Moraschini e Parzenski, così il progetto giovani è attivato fin da
subito. Per Repesa tutto nella norma, ma l’avvio non gli porta frutti
immediati, evidentemente aveva preparato la partita contro un’altra
Virtus. I cinni ci credono costringendo Treviso ad una sospensione dopo
3:20 sul 6-2, con Parzenski dominatore dell’area che mette anche i
liberi del +6 prima di cadere in 3 falli che lo costringono alla panchina
per Amoroso. L’attacco bianconero inizia a faticare (2/10 da 3) e dal -9
la Benetton ritrova con Smith prima e Nicevic dopo la luce riaccostandosi
nel finale prima che un sottomano volante di Kemp non scriva il +5, frutto
di un 24-9 di valutazione. Avvio di seconda frazione al piccolo trotto che
poco sposta nel punteggio, e dopo 3 settimane fa la sua ricomparsa
Winston, ma punto su punto gli ospiti recuperano, ma c’ è Gailius con 2
bombe e mantenere il vantaggio per i suoi. Il sorpasso arriva con una
schiacciata di Nicevic che ruba palla ad un Winston molto indietro,
costringendo Lardo a fermare i giochi a 2 e mezzo dalla pausa lunga sul
30-31. Si va negli spogliatoi con Treviso davanti grazie ad un libero di
Gentile, dopo che Homan dai liberi aveva gettato 4 occasioni a fila. Per
la Virtus ci sono troppe difficoltà al tiro (34% contro il 42% dei
verdi), compensati dai 4 rimbalzi in più, ma son state le difficoltà di
Poeta in impostazione il male maggiore dei primi 20’. Partenza della
ripresa coi soliti noti, poco spettacolo ma punteggio in bilico entrando
nella seconda metù sul 41 pari grazie alla prima iniziativa positiva di
Poeta. Il gioco virtussino ristagna, Treviso non va molto meglio, ma
contretizza dalla lunetta e mantiene qualche lunghezza di vantaggio, 4 al
27’. Ma 75” dopo è Repesa a dover chiamare time-out, non gradendo il
7-0 subito da Kemp e Winston che torna a referto con una bomba. Nel finale
un tap-in di Brunner lascia una lunghezza di vantaggio ai colori uniti in
un quarto di medie al tiro ancora scarse. Quando Lardo chiede la
sospensione si è appena acceso Bulleri che sente sempre i finali di
partita da ex, 6 suoi a fila valgono il +2 a 6’ dal termine, quando il
coach ritenta la carta Poeta. Le bombe di Gentile e Montejunas dicono +8
Treviso, per un parziale di 12-0 che la Virtus dimezza in un amen a 4’
dal termine. Nicevic punisce da centro area ed il rusch finale inizia coi
verdi a +5, Poeta sbaglia l’entrata per riaprire la partita e Brunner
con un offensivo convertito mette il +7 che se non è la sentenza
definitiva poco ci manca. Treviso centra la sesta vittoria a fila, dopo un
avvio difficile sembra che la via giusta sia stata trovata, per la Virtus
tutto il contrario, occorre ritrovare la squadra più che i singoli che
possono andare e venire come successo oggi.
VALUTAZIONI
Koponen 6,5 anima della squadra, forse insiste troppo col tiro dall’arco,
ma sovente deve prenderselo allo scadere. Difende forte, ma spesso il
compagno di reparto latita, non è colpa sua. In 29’, 17 di val. e -8 di
+/-
Poeta 4,5 a parte un piccolo sprazzo nel quarto finale, male, veramente
male soprattutto in impostazione di gioco. Gli avrà fatto male l’assenza
del quintetto?Ma se gioca così è giusto levarlo. In 19’, 6 di val. e
-4 di +/-
Moraschini 5 faccia giusta ma risultati scarsi, ha la possibilità di
farsi largo ma la getta con tiri errati o non provati e palle buttate. In
9’, -3 d val. e 4 di +/-
Homan 5,5 un disastro ai liberi, palle gettate con troppa facilità, ma è
l’unico che regga a rimbalzo, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? In 30’,
10 di val. e -9 di +/-
Winston 6 da quel che può, è in evidente difficoltà, ma qualche botta
buona la trova peraltro in un momento che sembrerebbe fondamentale dove i
suoi non completano. In 14’, 4 di val. e -13 di +/-
Martinoni 5 buon avvio, solito finale spento, condizionato dai falli e
sempre senza mai cercare di attaccare il canestro. In 18’, 3 di val. e
-4 di +/-
Gailius 5,5 un sussulto in attacco con 2 triple pesanti sui primi sorpassi
avversari, poi si perde e non porta pù nessun contributo. In 16’, 4 di
val. e -12 di +/-
Parzenski 6 la sorpresa di giornata, una bella partenza con quache fallo
di troppo, un po’ anche per la gioventù a cui sovente nel dubbio
vengono fischiati. Poi più riproposto, forse meritava una chance. In 4’,
6 di val. e 8 di +/-
Kemp 5,5 bombe aperte sbagliate in una giornata dove si tira male, dal
primo bomber non può essere accettato. Meglio andando verso canestro, ma
non una prova convincente. In 34’, 10 di val. e -3 di +/-
Amoroso 5 il tiro non c’è, in avvio qualche furbata sui lunghi
avversari che procura falli buoni, poi si spegne con la squadra e non ha
nessun sussulto positivo. In 26’, 8 di val. e -9 di +/-
Lardo 6 prova a dare una svolta agli’avvii recentemente negativi coi
giovani più carichi dei senatori. Ruota tutti quelli a disposizione per
arrivare freschi nel finale, ma ancora una volta lì qualcosa non quadra.
Poeta sembra uscire dal suo sistema, serve una svolta, magari portandola
avanti insistendo su quelli a cui oggi ha data l’avvio ma poi non
momenti importanti nel finale.
Luca Cocchi
28/11/2010
Cimberio Varese -Virtus Canadian Solar Bologna 91–81 (25-20 48-38 64-61)
Varese : Demartini n.e. Goss 14 (2/6 1/4 2rec 2a), Mian n.e. Rannikko
12 (3/3 da 3 3r 2p 3rec 4a), Antonelli n.e. Righetti 21 (2/3 5/8 4r 2rec),
Galanda 4 (1/1 0/1 3p), Thomas 1 (0/1 0/6 3r 2rec 6a), Kangur 7 (2/2 1/1
3r 3rec), Cotani n.e. Fajardo 13 (4/9 1/14r), Slay 19 (6/10 0/3 13r 9p
5rec). All.re Recalcati
Virtus : Koponen 13 (1/5 2/4 4r 2p 4a), Poeta 5 (0/1 0/2 2r 4p
2a), Moraschini (0/1 da 3), Homan 10 (4/11 8r 4p 3rec 2a), Martinoni 2
(3p), Gailius (0/1 0/1 5r), Gaddefors n.e. Donati n.e. Parzenski, Kemp 25
(6/9 3/6 4r 2p 3rec), Amoroso 26 (6/7 4/7 7r 5p 2rec), Bottoni n.e. All.re
Lardo
Arbitri : Sahin, Mattioli, Aronne
Il tap-in sulla sirena di Righetti è l’immagine più nitida della
partita, dove il riminese ex virtussino consuma la sua vendetta infilando
21 punti (non arrivava al ventello dal 27/12/2007 quando con Avellino
sbancarono il Forum contro l’ultima Armani di Danilo Gallinari), ma
mettendo soprattutto i cesti più importanti in un terzo qauarto incui la
Virtus aveva rimontato dal -10 e sorpassato. Quando Slay presentava la
faccia della sregolatezza è stato Righetti a prendersi i compagni sulle
spalle con le bombe, per poi metterci la difesa ed i liberi nel finale che
hanno regalato la quinta vittoria stagionale alla Cimberio, la seconda
sconfitta consecutiva alla Virtus, mai vincente con la doppia assenza
Sanikidze-Winston. E che le assenze pesino lo si è visto eccome in una
giornata dove Poeta è parso un desaparecido e Martinoni, nonostante il
quintetto iniziale, non ha portato alla causa nulla. Così dalla panchina
a parte Homan (10+8r, comunque negativo) non è arrivato nulla, ma del
resto in questo momento i cambi sono Parzenski, Moraschini e Gailius, e
non è memmeno giusto sperare in qualcosa. Per una volta che il confronto
a rimbalzo la vede vincitrice, la perde soprattutto in reattività la
partita la Virtus (statistiche al tiro simili su tutto, ma la valutazione
dice 105-85), lasciando che siano gli avversari a scegliere come
attaccare, beccandosi 48 punti all’intervallo (dopo i 51 di Montegranaro
la settimana prima…), segno che l’atteggiamento debole c’è dall’avvio,
ed in 5 recuperare è sì possibile, ma poi la riserva di energia spesa
viene a mancare nel finale punto a punto. In avvio è la legge degli ex,
Fajardo e Kangur lanciano la fuga Cimberio, 14-6, quando Lardo tenta la
zona visto che con la uomo è sempre perdente. Poco cambia, ma Amoroso in
attacco mette nella rete qualsiasi cosa tiri (11 in 10’) e così al
primo stop c’è un 25-20 che non pare nemmeno male. Scappa di nuovo
Varese con 2 bombe a fila, ed una è di Righetti che fa seguire anche un
inedito (almeno a Bologna) lay up in entrata a firmare il +10. Buon per
Lardo che la furia dei padroni di casa si fermi, raccattano però punti
facile ai liberi (10/11 nella frazione) contro un quintetto che con
Gailius e Parzenski pare un’alzata di baniera bianca, soprattutto quando
Moraschini prova a dar fiato a Kemp. Così alla pausa lunga è +10 Varese,
meglio in tutto nonostante Thomas non la metta mai e Goss sia ai margini,
ma Slay ha vissuto un finale di quarto da genio che ha gasato all’inverosimile
l’ambiente. La Virtus che esce dagli spogliatoi è completamente
diversa, dopo 3:20’ Amoroso dall’arco firma la parità a 50 e le
certezze precedenti vengono cancellate in un attimo. Ma qui la Virtus si
adegua agli avversari, non trova mai il colpo del KO e permette a Righetti
di ergersi a salvatore della patria, 3 bombe pesantissime ridanno fiato ai
suoi dopo del sorpasso di Koponen ai liberi. La Virtus fatica troppo in
impostazione di gioco, Poeta è un danno, Koponen nel ruolo pare
spersonalizzato e più propenso a cercare la soluzione finale, così se
non fosse per un fantastico Kemp (10 nel quarto con 2/3 sia da 2 che da 3)
sarebbero dolori finali, che invece l’ex Sassari addolcise con la bomba
sulla sirena del -3. Ancora Kemp a ricucire (69-68), ma Goss trova spazi
che Poeta regala e firma 6 punti per il +10 con una bomba che l’ex
Teramo battezza e che Lardo non gradisce preferendogli Gailius,sembrerebbe
finita a meno di 4’ dal termine, ma Amoroso e Koponen ribattono fino al
82-78. Lì il finnico tenta la bomba del ricontatto a 70” dal termine,
la fallisce ed Homan cade nel 5° fallo, Slay punisce e nel restante
minuto finale i bianconeri non riescono più nemmeno a tirare, palle
buttate e sfondamenti, un indecoroso finale che regala l’attimo
celebrativo al giusto MVP della partita, con quel tap-in descritto in
precedenza di Righetti. Varese sorpassa Bologna in classifica, la Virtus
dimostra orgoglio ma anche come la coperta sia corta ed i miracoli, leggi
quello interno con Cantù, possono riuscire ma raramente ripetersi con
continuità. Occorre velocemente capire quale sia la situazione di
Winston, altrimenti alla prima giornata storta di uno degli esterni son
dolori, mentre per i lunghi se non fosse stata per la giornata di grazia
di Amoroso sarebbero stati grandi preoccupazioni perché Martinoni proprio
non ce la fa, ed Homan può metterci ruvidità ma poco altro se si tratta
di dover giocare a basket fino in fondo.
VALUTAZIONI
Koponen 6 continuano le difficoltà in impostazione di gioco, poi gli
toccano troppo minuti vista la condizione non ancora al meglio, ma le
difficoltà della squadra glielo impongono. Confusioni assortite nel
finale dopo di una bomba che aveva ridato speranza. In 35’, 15 di val. e
0 di +/-
Poeta 4,5 non crea nulla e quando trova un pertugio non vede mai il ferro,
dietro peggio del solito, finisce per battezzare un Goss fin lì ai minimi
termini e così accende il giocatore che mata la Virtus. Lardo,
giustamente, lo toglie. In 24’, 3 di val. e -9 di +/-
Moraschini 5 deve ridar fiato a Kemp, nessuno si accorge che c’è anche
lui in campo fino ad una pietrata da 3. In 5’ 0 di val. e -1 di +/-
Homan 5,5 le cifre non sono nemmeno male, ma sbaglia le giocate più
importanti, fa falli sciocchi che regalano dei 2+1 e Slay nei momenti
buoni lo abusa indisturbatamente. In 31’, 12 di val. e 0 di +/.
Martinoni 5 nemmeno il quintetto gli ridà fulgore agonistico, giusto i 2
liberi dei primi punti Virtus, poi i soliti falli leggeri a cui sta
abituando tutti gli arbitri. Ora non può essere lui il 3 lungo di una
squadra che voglia i playoff. In 9’, -4 di val. e -5 di +/-
Gailius 5 limita i tiri una volta che non trova il ferro, si applica a
rimbalzo, ma passata la mattanza del mostrarsi un giocatore capace se ne
sta in un angolo dove forse anche i compagni lo ripongono. In 19’, 0 di
val. e ben -16 di +/-
Pardenski n.g. gioca i primi minuti veri, senza nemmeno far danni o subire
troppo, giusto un passi peraltro discutibile. In 4’, -1 di val. e -1 di
+/-
Kemp 7 unica nota stonata, la libertà iniziale a Kangur, ma poi si adegua
e firma fiammate basilari per i suoi. Nel finale perde due palloni
sanguinosi, ma ormai i buoi erano scappati e non certo per colpa sua. In
37’, 23 di val. e -10 di +/-
Amoroso 7 vede che la mano c’è e ne abusa, quasi sempre con ottime cose
quando tira, meno quando cerca di coinvolgere i compagni. Qualcosa paga
anche lui in area, ma ai punti sconfigge alla grande il duo
Fajardo-Galanda, ed è quello che fa faticare di più Slay. In 36’, 28
di val. e -8 di +/-
Lardo 5,5 con una squadra corta e con Poeta fuori partita ha poco da
incolparsi, giusto un quintetto un po’ squilibrato in avvio si seconda
frazione che lascia un +8 immediato a Varese. Il vero problema è stata un’attitudine
mentale saltuaria in difesa che ha costretto ad una rimonta inadatta per
essere conclusa con successo con sì e no 5 uomini a crederci fino al
termine.
Luca Cocchi
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21/11/2010, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Fabi Shoes Montegranaro77-79 (11-32
36-51 55-60)
Virtus : Koponen 9 (2/5 1/6 2p 3a), Poeta 19 (2/4 3/4 4r 9fs 3rec
6a), Moraschini (0/1), Homan 9 (4/11 8r 3rec 2p), Martinoni (0/1 da 3
2rec), Gailius 10 (0/2 3/6 5r 2rec), Gaddefors n.e. Busi n.e. Parzenski,
Kemp 23 (6/10 3/8 2r 2a), Amoroso 7 (1/2 1/2 5r), Bottoni n.e. All.re
Lardo
Fabi : Ford 21 (7/13 0/2 11r 4p), Jones 12 (3/3 2/5 8r), Nasini
n.e. Fenati n.e. Antonutti 8 (1/3 2/2), Cavaliero 9 (0/2 3/10 4r 6a),
Maestranzi 2 (1/4 0/3 2a), Ray 2 (1/2 0/1), Canavesi (0/1), Cinciarini 11
(1/3 3/3 7r 4a), Ongenaet (0/1), Ivanov 14 (5/8 1/2 8r 3rec 2p). All.re
Pillastrini
Arbitri : Sabetta, Taurino, Capurro
Non riesce il miracolo alla Virtus, rimediare un incontro partendo dal -25
di metà secondo quarto, nonostante una rimonta incredibile che l’ha
vista avanti solo sul 74-72 a poco più di 2 giri di lancette dal termine.
Ma sarebbe stato chieder troppo in una partita dove si prendono 16
rimbalzi in meno e si gioca a basket solo per 2 quarti, soprattutto quando
mancano 2 giocatori determinanti come Sanikidze e Winston, L’errore di
fondo è nato tutto in avvio, un atteggiamento troppo dimesso, dove si
concede tutto agli avversari e si cerca di rimediare ai loro canestri
subiti col primo tiro che capita, sovente dall’arco anche quando non
entra mai. Troppo facile per la Fabi prendere il largo quasi incredula che
tutto questo potesse succedere senza nemmeno sudare, poi come sovente
accade in caso di distachi enormi in avvio, si è assistito ad una grande
quanto inutile rimonta che ha dimostrato come questa partita fosse da
vincere nonostante le assenze. Montegranaro tira meglio e prende più
rimbalzi, vince la sua partita dimostrando lucidità dopo aver sudato
freddo, la Virtus dovrà chiedersi quanto valga con assenza importanti che
non sembrano venir rimpiazzate se non col ritorno degli assenti. Senza
Winston il quintetto è per Gailius, con Homan a fianco di Amoroso oltre
ai soliti Poeta e Kemp, mentre l’ex Cavaliero inaugura la partita con
una bomba. Le bombe marchigiane fioccano copiose, mentre Kemp trova solo
ferri e dopo 2:21’ Lardo ferma l’incontro su di un preoccupante 2-11.
Ma nulla cambia, anzi se possibile va peggio, il cesto è un’utopia e la
zona un colabrodo, quando Kemp mette la prima bomba bianconera si sta
7-23. Un primo quarto surreale finisce con gli ospiti a +21 (3-48 la
valutazione), tutto il bene ed il bello del basket dalla parte di
Pillastrini (12/16 con 6/7 dall’arco e ben 14 rimbalzi), tutto il brutto
e le angoscie da Lardo (3/18 con tanto sparare inutile da 3 e soli 6
rimbalzi). L’avvio del secondo quarto è una continuazione di quanto
visto in precedenza, cambiano giusto gli attori, ora è Antonutti ad
ergersi protagonista, mentre Gailius prova a non far oltrepassare i 25
punti di distacco per i suoi (13-38). Dopo la metà del quarto alza la
difesa la Virtus, costringendo la Fabi ad un giro di palla meno semplice e
con Poeta dai liberi si riavvicina fino a quanto con un sottomano di Kemp
festeggiato come fosse un sorpasso si mette a -13, limato a -15 da un
tap-in di Ford sulla sirena. Il secondo quarto lo vince ai punti la
Canadian, 33-14 di val. e 54% a 47% al tiro, addirittura meglio ai
rimbalzi, a dimostrazione che le motivazioni fanno la differenza cambiando
in un attimo le inerzie in gioco, ma il -15 rimane stampato sul luminoso.
Con un atteggiamento diverso i bianconeri sprintano subito con Koponen per
il -10 e con Kemp c’è anche il -9 ma Ivanov tiene botta nel pitturato
con rimbalzi e gancetti che sono ossigeno per Montegranaro. A 4’ dalla
fine della frazione è il Pilla a sospendere i giochi, la tripla di
Gailius dice 52-57 e forse nemmeno lui crede di essersi mangiato 20 punti
in 10’. E’ Poeta il grande eroe della rimonta che si ferma a -2
proprio quando il play campano si siede a riposare, ma i marchigiani ne
approfittano ben poco (8 punti nel quarto con 4/17) sprecando l’abulia
virtussina degli ultimi 3’. Tensione da entrambe le parti in avvio
ultima frazione, tanti sbagli prima che con determinazione la Virtus trovi
4 punti filati che le valgono il -1 con immediato time-out del Pilla che
si vede scappare l’incontro. E’ Ford a ritrovare il bandolo della
matassa con 6 punti di fila, ma a pesare è l’ennesimo rimbalzo
offensivo che vale la bomba del -7 a firma Cinciarini a metà tempo. 2’
ed è tempo di pareggio con Kemp che schiaccia, ma Antonutti reagisce con
una bomba ridando fiducia immediata ai suoi, ma dopo nemmeno 1’ arriva,
sempre con Kemp, il primo vantaggio Virtus della partita. Ma i bianconeri
faticano a rimbalzo, alla lunga la Sutor si riprende il vantaggio potendo
tirare anche 3 volte ad azione, però Virtus ha palla in mano con 27” da
giocare sul -2 frutto di liberi di Ford. Sbaglia Koponen una bomba
affrettata, Cinciarini fa 0/2 da liberi, Kemp non prende il ferro da 3 ed
il disperato tentativo di Amoroso all’indietro non trova nulla,
lasciando così un incontro a lungo dominato a Montegranaro (1° vittoria
della storia a Bologna per i marchigiani) che rimedia la sconfitta
casalinga del turno precedente.
VALUTAZIONI
Koponen 5 troppa fatica in attacco, scelte poco logiche, compresa quella
nel finale. Bene dietro nella seconda parte, nella prima nemmeno in
quello. In 25’, 6 di val. e 6 di +/-
Poeta 7 anima, motore e cuore dei suoi, ci mette di tutto, compreso quel
tiro da fuori che è il suo tallone d’achille. Anche pressione dietro,
difficile imputargli colpe. In 33’, 35 di val. e 2 di +/-
Moraschini n.g. un passaggio nel momento peggiore del primo tempo, poi un
solo minuto per far rifiatare i compagni e nulla di più. In 6’, 0 di
val. e -5 di +/-
Homan 5 Ford se lo mangia, lascia troppi rimbalzi sotto al suo ferro che
sono la ragione primaria della sconfitta, non segna quei cesti dalla media
che dovrebbero essere il suo pane. In 35’, 9 di val. e -3 di +/-
Martinoni 5,5 nulla davanti, dove sembra tirarsi indietro, invece in
difesa si piazza nella tonnara e non prende paura dei chili avversari. In
17’, 0 di val. e -2 di +/-
Gailius 6 tante confusioni ma anche energie positive in un momento di
calma piatta dei compagni. Si sblocca al tiro con bombe importanti, non
ancora quello che si sperava ma il segnale è stato colto. In 24’, 8 di
val. e -8 di +/-
Kemp 6,5 ha la colpa di ciccare i primi tiri che levano fiducia alla
squadra, ma poi quando serve risponde sempre presente, firmando pareggi e
sorpasso. In 31’, 19 di val. e -1 di +/-
Amoroso 5,5 subendo la squadra di brutto a rimbalzo non si può dargli la
sufficienza, ma lotta con la testa dove non arriva il fisico e nei momenti
buoni lui c’è. In 26’, 5 di val. e 1 di +/-
Lardo 5 un atteggiamento da perdenti battezzati in avvio per i suoi non è
giustificabile, inoltre lascia troppo a lungo che si giochi con un
passaggio ed un tiro, roba non per questa squadra.
Luca Cocchi
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07/11/2010, Adriatic Arena Pesaro
Pepsi Casert -Virtus Canadian Solar Bologna 63-71 (24-21 44-43 57-60)
Caserta : Marazioli n.e. Koszarek 3 (0/1 1/4), Colussi 3 (0/1 1/3),
Di Bella 6 (2/5 0/5 7r 3p 4rec), Bowers 12 (3/8 0/1 6r 8fs 2rec 3a), Garri
5 (0/1 1/1 3r 2p 3rec), Ere 13 (2/5 2/10 5r 3rec), Martin 3 (1/2 2r),
Williams 10 (4/70/1 9r), Jones 8 (2/3 1/5 9r 2p). All.re Sacripanti
Virtus : Koponen 9 (3/5 1/1 2r), Poeta 5 (1/6 0/1 4r 4p 4rec 3a),
Moraschini n.e. Homan 9 (4/7 10r 5p), Winston 22 (10/13 0/2 4rec),
Sanikidze (0/1), Martinoni 5 (1/2 1/2), Gailius (2p), Spizzichini n.e.
Kemp 12 (1/3 3/4 6r 2p 2rec), Amoroso 9 (2/6 1/3 8r), Tugnoli n.e. All.re
Lardo
Perse : Caserta 13, Virtus 17
Da 2 : Caserta 41%, Virtus 52%
Da 3 : Caserta 20%, Virtus 46%
Liberi : Caserta 61%, Virtus 56%
Rimbalzi : Caserta 44, Virtus 36
Valutazione : Caserta 65, Virtus 70
Assist : Caserta 5, Virtus 4
OER : Caserta 0,69, Virtus 0,89
Arbitri : Cicoria, Loguzzo, Barni.
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07/11/2010, Adriatic Arena Pesaro
Scavolini Siviglia Pesaro -Virtus Canadian Solar Bologna 66-70 (17-21 34-40 53-56)
Pesaro : Traini 7 (2/3 da 3 ), Collins 15 (4/8 2/12 5r 3rec 2p 8a),
Cusin 4 (2/3 4r 4p), Bartolucci n.e. Flamini, Hackett 9 (4/6 3r 5rec 3p),
Lydeka 13 (4/6 12r 2sf), Aleksandrov 13 (1/2 3/6 9r 2p), Almond 3 (0/3 0/5
3r), Cinciarini 2 (1/2 0/1). All.re Dalmonte
Virtus : Koponen 13 (2/4 1/4 7fs 2p), Poeta 3 (0/2 1/3 3rec 2ss ),
Moraschini 3 (0/1 1/1), Homan 13 (5/10 4r), Winston 14 (6/8 0/3 5r 3rec),
Sanikidze 4 (2/6 0/1 7r), Martinoni (0/1 0/1), Gailius 3 (0/1 1/2 2rec),
Busi n.e. Fabiani n.e. Kemp 8 (0/4 2/3 9r 5p), Amoroso 5 (1/1 1/3 5p).
All.re Lardo
Arbitri : Paternicò, Weidmann, Giansanti.
Senza scomodare nomi da bacheca delle glorie come quello di Antoine
Rigaudeau, la Virtus passa a Pesaro dopo anni di batoste, imponendo la
propria difesa ad una Scavolini che si estingue per consunzione (con un
Almond da inchiesta) proprio quando, dopo esser stata sotto a lungo nell’ultima
frazione sembrava aver ripreso l’inerzia dell’incontro. Vincono i
bianconeri senza impressionare e tra mille difficoltà negli ultimi
secondi, con tanta gente al minimo sindacale ma contenendo al meglio lo
spauracchio Collins (6/20), subendo troppo a rimbalzo e proprio per questo
quasi giocandosela negli attimi finali, ma la prima vittoria esterna
regala momenti importanti per una squadra in formazione dove per una
volta, anche senza continuità, in tanti han portato un piccolo mattoncino
con 9 giocatori a referto. Ora cronaca. Strano ma vero, si gioca di
domenica pomeriggio, mai accaduto a Pesaro dal ritorno in A1 per il match
con la Virtus che rivoluziona il quintetto dando fiducia a Gailius al
posto di Winston, mentre per la Scavolini con Diaz fuori e Hoover non
ancora tesserato c’è Hackett in pista di lancio. Si inizia sparando da
lontano e dopo 2:30 c’è il primo cesto ufficiale di Gailius da 3 per un
8-3 bianconero che regge fino al 5’, poi nel giro di 30” Lardo ne
cambia 5, provando a chiudere un fin lì spuntato Collins con Moraschini.
Il sorpasso dei padroni di casa arriva proprio dall’ex Virtus su di un
gioco da canestro e fallo, e da lì in poi è punto a punto fino alla
bomba di Koponen che dice +4 Virtus con in precedenza un’unica azione ad
uomo battuta subito con un facile appoggio di Lydeka. Coi cambi in campo
per Pesaro sembrerebbe più difficile restare in partita, ma Traini,
dimenticato o battezzato, trova una bomba, poi imitato da Collins e la
partita rimane in bilico quando Lardo ci parla su dopo 4’ di seconda
frazione. Dopo 90” è Dalmonte ad interrompere la partita, una minifuga
Virtus (+6) ispirata e conclusa da Winston non piace al coach pesarese,
ancorato fin lì ad un concreto Lydeka che i lunghi bolognesi patiscono
come lo scorso anno a Cantù. Sul +8 a 37 la Virtus si ferma, la Scavolini
rientra a -3 con Cusin, il finale però è di Koponen che riallunga con un
2+1 fissando il finale al 20’ sul 34-40. Statistiche praticamente
identiche alla pausa lunga, stesse percentuali ed i rimbalzi in più di
Pesaro son compensati dai recuperi bolognesi, la differenza è solo nei
tiri centrati in più dall’arco per la Virtus. Attacco Canadian fermo
nella ripresa, qualche roba di Winston per il resto tutte belle statuine,
dall’altra parte non è che facciano tanto meglio, ma 2 bombe di
Aleksandrov aiutano a metter a -2 i suoi, così Lardo ferma i dispiaceri
prima di metà frazione. Poco cambia nella confusione restante, Hackett da
un parte ed ancora Winston dall’altra muovono il tabellone mentre le
difese sembrano sfilacciarsi sempre di più in una partita che perde in
bellezza in maniera vistosa. Il pareggio arriva subito con la bomba di
Traini ad esaltare l’Adriatic Arena al termine di un parziale di 0-7, ma
Kemp, fin lì abulico, trova una bomba pesantissima, poi sull’azione
successiva Cusin vien pescato in fallo e sulle proteste si prende il
tecnico che lo mette fuori per 5 falli. Va a più 4 la Virtus, ma poi si
ferma con qualche banale errore di troppo di Homan, e la Scavolini si
carica impattando a 4’ dal termine gettando inoltre con Collins il
facile sottomano del sorpasso. Segna solo dai liberi Bologna (3 Koponen+2
Kemp), Pesano nemmeno da lì, così con 24” da giocare è +5 Virtus e
sospensione i Dalmonte. Succede di tutto da lì in poi, i bianconeri
sembra non vogliano chiedere, lasciano rimbalzi offensivi e palle in
attacco, ma quando Aleksandrov sbaglia i liberi finali è festa,
nonostante la caviglia di Sanikidze che deve uscire a braccia sorretto dai
compagni. Voce a Lardo :”vittoria importante, in un ambiente che si è
fatto sentire non abbiamo balbettato come a Brindisi. Su Gailius puntiamo
molto, sta facendo fatica nella nuova vita nonostante il talento, avevo
bisogno di farlo giocare prima, anche perché dalla panchina avevo un
giocatore importante come Winston. Mi pare una mossa azzeccata, anche per
dare fiducia a Gailius. Nota di merito anche a Moraschini. Abbiam cambiato
modo di difendere sul pick&roll, contenendo senza cambiare, grande
lavoro su Collins ed anche dei pivot nel contenere l’area. In attacco
non siamo ancora fluidi con errori di gioventù e problemi di amalgama.
Dobbiamo essere più bravi in attacco a livello di maturità, ma questo è
stato un passo importatante in vista di un’altra trasferta difficile
come quella di Caserta”.
VALUTAZIONI
Koponen 6,5 c’è lui a guidare nelle curve decisive con la calma di chi
sa e può, perde una palla pesante nel finale che potrebbe costare caro,
ma spegne Collins come una vecchia lampadina ad incandescenza. In 26’,
16 di val. e 0 di +/-
Poeta 5,5 si dedica alla marcatura di Collins estraniandosi dall’attacco
dove nelle poche incursioni trova solo stoppate, ma non deraglia dal piano
partita dimostrando almeno maturità. In 23’, 7 di val. e 4 di +/-
Moraschini 6 bella faccia tosta, subisce una bomba in faccia e ne piazza
subito una lui, peccato quel contropiede mangiato in solitario. In 8’, 3
di val. e 1 di +/-
Homan 6 fa e disfa, roba importante e sbagli banali, ma quando gira nel
colorato gli avversari lo sentono. In 26’, 10 di val. e 6 di +/-
Winston 7 ci si aggrappa a lui nei momenti di attacco stentato, si fa
mangiare nel terzo quarto da Hackett ma non si demoralizza e trova momenti
buoni sia per lui che per i compagni non fermando mai la palla. In 30’,
22 di val. e -2 di +/-
Sanikidze 6 fatica davanti ma l’energia si sente a rimbalzo, soprattutto
nel finale quando il problema alla caviglia lo costringe a guardare ed i
compagni lasciano rimbalzi importanti. In 21’, 5 di vak. E -2 di
+/-
Martinoni 5 tenta la solita bomba, non la trova poi pare inutile, ma il
tentativo di farlo giocare potrà essere utile in futuro. In 9’, -2 di
val. e -2 di +/-
Gailius 5,5 trova il primo cesto della sua vita bolognese, non si sblocca
ancora ma molto meno deleterio del solito. Ora deve metterci un passo
mentale in più per diventare uan soluzione e non un problema. In 8’, 1
di val. e 4 di +/-
Kemp 6,5 solo 2 cesti, pesantissimi, come i liberi del +5 nel finale.
Prende anche una serie di rimbalzi fondamentali, a tratti ma quei tatti
cambiano la partita. In 25’, 8 di val. e 4 di +/-
Amoroso 5 oggi le zingarate non pagano, subisce i lunghi di ruolo
avversari e davanti non trova la mattonella. Poco male, non esce dall’impostazione
della partita nonostante le difficicoltà. In 23’, -5 di val. e 7 di +/-
Lardo 7 azzecca il piano partita difensivo, levando alto lo scalpo di
Collins, cambia le rotazioni ottenendo qualcosa da Gailius e tanto da
Winston di rincorsa, oltre ad una vittoria di peso in un posto da troppo
tempo ostile.
Luca Cocchi
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17/10/2010,
Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Air Avellino 73-66 (20-17 45-31
56-43)
Virtus : Koponen 6 (1/3 1/3 4p 5a), Poeta 10 (2/4 0/1 4r 7fs 5rec
2p 2a), Moraschini n.e. Homan 10 (5/7 5r 2rec 2p 2sf), Winston 3 (1/6 0/3
3r 2rec 2p 3a), Sanikidze 14 (3/4 2/5 9r 2rec 2p), Martinoni 3 (1/3 da 3
2r), Gailius (0/1 0/1), Donati n.e. Kemp 14 (4/7 2/5 3r 2p), Amoroso 13
(2/3 2/6 9r 3rec 2a 4sf), Tugnoli n.e. All.re Lardo
Air : Green 7 (1/3 1/2 5rec 6a), Troutman 8 (2/4 6r 2rec 4p),
Cortese (0/1 da 3), Spinelli 4 (1/1 0/2 4p 4a), Lauwers (0/1 da 3 2p),
Casoli n.e. Infanti, Iannicelli n.e. Szewczyk 11 (5/6 0/4 6r 4rec 3p 2a),
Thomas 14 (5/11 1/2 6r 2p), Johnson 3 (1/3 9r 2p 2a), Dean 19 (2/5 3/9
7r). All.re Vitucci
Arbitri : Cerebuch, Seghetti, Crescenti
Obiettivo centrato per la Virtus al termine di una partita che pareva
destinata ad essere dominata ed invece è finita
con tante angosce. Le solite amnesie che hanno colto più volte i
giocatori di Lardo potevano costare caro, solo che questa volta dall’altra
parte c’era una Air che per troppo tempo ha dato idea di non crederci
abbastanza (e che ha gettato 12 liberi su 29…), guidata da un Green
molto spento e con Troutman condizionato da falli precoci. Per la Virtus
poche le note positive che l’hanno accompagnata per tutta la partita,
forse il solo Amoroso ha sempre messo l’energia giusta in campo, Kemp si
è visto solo per qualche serie e poi in proprio senza costrutto e Winston
nemmeno con serie, un solo cesto in tutto l’incontro, una coesistenza
ancora difficile. Se la difesa ha tenuto come da marchio di fabbrica, è l’attacco
che ha latitato, affidandosi più a voli saltuari sulle ali dell’entusiasmo
del momento che su di un sistema che ancora non si vede. Dopo un primo
tempo in controllo, preoccupano le 12 perse nel secondo tempo, male nella
gestione degli ultimi minuti sotto pressione, insomma tanto da lavorare ed
occorre farlo in fretta. Parte senza centro di ruolo Lardo, adattandosi
così a Vitucci che ne è costretto per struttura di squadra, ma
nonostante quintetti veloci il gioco ristagna e dopo 5’ si sta 9-7 con
un buon contributo di Sanikidze da fuori. La minifuga Virtus (15-10, con
Amoroso e Homan) è chiusa da Troutman e Dean, e solo una bomba nel finale
di un Martinoni appena entato regala ai suoi il +3 con 9 effettivi già in
campo. Continuano i misfatti di Gailius in avvio di secondo quarto, che
proprio non ne vuol sapere di sbloccarsi, ma dall’altra parte non ne
approfittano sbagliando banali costruzioni e pescando anche il 3° fallo
di Troutman con ancora 16’ da giocare. Lì Kemp si rianima con 2 bombe,
Homan fa la voce grossa nell’area ed in un attimo c’è il +10 che
Vitucci deve fermare con una sospensione a 4:24’ dalla pausa, provando a
rendere fluida la manovra coi 2 play in contemporanea ed ottenendone
immediati risultati col -5 dopo nemmeno 2 giri di lancette. Ma la zona
finale dell’Air non tiene e le bombe bianconere scavano il fosso del +14
alla pausa lunga. Virtus molto propensa al tiro dall’arco, 15 in 20’,
dall’altra parte dove si tira meglio dal campo che dai liberi si
segnalano ben 13 perse nel solo primo tempo, distribuite fra tutti quelli
entrati, un brutto segnale per coach Vitucci, con una valutazione della
frazione impietosa, 32-7. Si inizia e Troutman accende la 4° lampadina
però la Virtus eccede in accademia permettendo ai lupi irpini di rimanere
agganciati all’incontro grazie ai cesti dalla lunga di Dean (48-41 a
metà frazione) trovando in 6’ solo un cesto con Amoroso. Le nebbie
continuano, Homan sale al 4° fallo ed Avellino sempre più vicina, poi è
Amoroso a togliere le paure e rimettere di nuovo 13 punti di differenza al
termine di una frazione che ha visto le difese prevalere su attacchi
peraltro poco efficaci. Due spari di Kemp e Virtus al massimo vantaggio,
+17, la sensazione di aver vinto con largo anticipo serpeggia tra i più
ed Avellino non affonda anzi si riprende con le incursioni di Thomas e
Lardo è costretto ad una sospensione con poco più di 4’ da giocare e
soli 11 di vantaggio. Così continua l’andazzo dei padroni di casa con
Koponen spento e Kemp troppo testardo nell’andar per suo conto, Avellino
è lì a -5 quando prima Sanikidze imbeccato dal finlandese trova 2 punti
per respirare, poi Poeta alla prima entrata vera e proprio pesca il 2+1
del +10 con 75” restanti. Air ancora a -4 con 30’ da giocare, una
volata di Amoroso pare la sigla di chiusura ma non è ancora così, di
nuovo -4 con Szewcyk e fine dei giochi
sull’antisportivo ai danni di Poeta. Partita vinta ed
imbattibilità casalinga mantenuta, per oggi basta così, ma servirà di
meglio in futuro per trovare un posto nei playoff in un campionato dalle
distanze ravvicinate. Voce a Vitucci : “a me Poeta sta simpatico, ma se
vestito di bianconero deve esser cosiderato un panda protetto, non so come
bisogna difendere. Avremmo avuto bisogno di più energia dalla panchina,
abbiamo cercato di reagire fino alla fine anche se in modo poco lucido,
teniamo il positivo fatto e pensare alla prossima. Per vincere in
trasferta serve qualcosa in più”. Poi Lardo :” soddisfatti della
partita perché li temevamo,c’era bisogno di una verifica, buona
applicazione difensiva ed a rimbalzo, molta attenzione dove avevamo
lavorato in settimana. Secondo me abbiam fatto una grande partita dal
punto di vista mentale, mi dispiace per Moraschini che sarebbe stato utile
nelle rotazioni ma ieri si è fatto male ad una caviglia.
VALUTAZIONI
Koponen 5 pasticcione in impostazione ed inconcludente al tiro, un
passo indietro rispetto a Brindisi, sembra che paghi lo sforzo del rientro
lampo senza allenamenti a dargli forza e condizione. In 24’, 2 di val. e
4 di +/-
Poeta 6 quasi un giocatore normalizzato, si limita a gestire senza
cercare le forzature nel pitturato che avrebbero potuto dar più frutti
del trovato. Non subisce Green come previsto perché è il “bulgaro” a
cadere in falli precoci. In 29’, 17 di val. e 15 di +/-
Homan 6 ottimo primo tempo, molto peggio dopo quando finisce per
mannaiare avversari e non trovar nulla di buono. Ad onor del vero servito
poco e male nella seconda parte. In 15’, 11 di val. e -4 di +/-
Winston 5 non trova mai il cesto, a volte si imbatte in iniziative che
sbattono contro al muro, ben diverso da quello della settimana scorsa, ed
oggi non aveva a fianco un Kemp irrefrenabile a togliere spazio. In 30’,
4 di val. e -5 di +/-
Sanikidze 6,5 sprazzi importanti, energia vitale mista a momenti di
dimenticanze ed un abuso del tiro da fuori. Ma è tra i più positivi dei
suoi. In 24’, 18 di val. e 20 di +/-
Martinoni 5 mette la prima bomba poi gira per il campo con poco
costrutto, serve trovargli un ruolo adeguato perché così pare una
guardia lenta e non un lungo col tiro da fuori. In 11’, 2 di val. e -7
di +/-
Gailius 5 continua il
momento no, nella speranza che sia solo un momento. La voglia di
dimostrare il suo la mette ma non ne vien mai fuori nulla e poi si
disunisce anche dietro cadendo in banalità. In 5’, -5 di val. e 0 di
+/-
Kemp 6 belle fiammate, ma frutto di giocate solitarie su cui insiste
troppo creando momenti di vuoto a tutti i suoi. Serve più timing per
prendersi i suoi spazi e maggior continuità per tutta la partita. In 32’,
8 di val. e 6 di +/-
Amoroso 7 il più continuo, quello che ci mette la faccia nei momenti
difficili trovandoci ottime cose che danno fiducia a tutti. Abusa del tiro
dall’arco ma trova il cesto in momenti che cambiano la partita. In 29’,
24 di val. e 6 di +/-
Lardo 6 ritrova la difesa, l’attacco ancora no, prova a ruotare i 9
effettivi, pescandone a volte più confusione che costrutto, contento per
la tenuta mentale dei suoi, occorre però che quando gira la difesa lo
faccia anche l’attacco, con una sola opzione non si fa la differenza in
questo campionato. Qualcosa per Homan e per tiri piedi a terra di Winston
va cercato. - Luca Cocchi
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24/10/2010
Enel Brindisi -Virtus Canadian Solar Bologna 87-84 (23-21 45-42 66-60)
Brindisi : Lang 12 (6/8 8r 2p 3rec), Radulovic 11 (1/2 2/3 3r), Vorzillo
n.e. Maresca 12 (2/6 2/2 3p), Monroe 2 (1/1 0/1 2p), Infante 3 (1/2 0/1),
Gallea, Dixon 19 (4/7 2/5 7r 5p 2rec), Diawara 20 (5/6 2/5 4r 3p 3rec 2a),
Giovacchini (0/1), Bavcic 8 (2/2 1/3 7r). Allre Perdichizzi
Virtus : Bottoni n.e. Koponen 16 (1/3 4/7 2rec), Poeta 7 (2/4 1/2 3r 2rec
2a), Moraschini n.e. Homan 14 (7/12 5r), Winston 23 (5/7 3/5 2r 2rec),
Sanikidze 4 (2/2 0/2 3r 2p), Martinoni 3 (1/1 da 3), Gailius (0/2), Busi
n.e. Kemp 4 (2/6 0/4 3r 2p), Amoroso 13 (1/3 3/6 6r 5p 3rec 2a). All.re
Lardo
Arbitri : Lamonica, Duranti, Biggi.
Brutta sconfitta e pessima partita della Virtus a Brindisi, contro una
Enel già corta di suo ed alle prese con un Monroe in campo solo 6’ e di
fatto già giubilato per infortunio. Una difesa che non c’è poco può
fare se anche l’attacco non è ancora definito, e per fortuna che a
lungo il tiro dall’arco ha sostenuto i bianconeri (7/10 alla pausa
lunga), altrimenti non ci sarebbe nemmeno stato il pathos finale dove
Brindisi ha fatto pensare ad una replica della partita con Cantù. Ma
questa volta il tiro partita per il possibile pareggio sulla sirena di
Amoroso non ha colpito a segno, come invece tanto ha pesato pochi attimi
prima il tap-in volante dell’ex Lang, che ha confermato le sue
prerogative, giocatore di movimento e dolci mani, ma mai di posizione.
Asfaltata a rimbalzo (43-28) la Virtus ha ceduto più a livello di
intensità che di presenza nel pitturato, poi ha pagato la giornata storta
del bomber Kemp, rimpiazzato offensivamente da Winston che però dietro
manco prova a difendere, regalando una giornata da annali a Diawara. Se
non fosse stato per il solito Koponen (che dovrebbe essere il più
indietro del gruppo ma è già la boa a cui attaccarsi), la sconfitta
sarebbe maturata in maniera più netta ed anticipata. Insomma, una
giornataccia che Lardo non ha saputo invertire e che dovrà far
comprendere a pieno da subito ai suoi, senza difendere non si va da
nessuna parte, anche se un presunto talento offensivo ora c’è ma da
solo non basta perché indietro di organizzazione (perché va bene aver
del talento ma qui mica si parla di Navarro, Teodosic, Papaloukas o
compagnia bella!). All’inizio Homan sembra mangiarsi Lang, ma dura poco,
fino a quando Dixon (10 nei primi 10’ per lui) trova il passo per
infilare la difesa o per metter la bomba che apre il campo nel quale Lardo
prova con la zona 3-2 a difendersi senza grandi risultati. Per i bolognesi
che avevano da anni perso le tracce di Diawara, ora c’è di nuovo
presenza, si mangia un Winston solo spettatore e così i suoi son davanti
alla prima sosta nonostante giochino con un americano in meno, Monroe.
Secondo quarto e tentativo di fuga virtussina, quando sul 31-26 Gailius si
mangia un cesto da 20cm e lì Diawara mette 2 bombe a fila che cambiano la
partita. Ora Brindisi ci crede fino in fondo e per la Virtus tutto si fa
più difficoltoso, nonostante Koponen peschi con continuità canestri
pesanti. Si rianima anche Maresca, trova due punti pure Monroe nella gita
di saluto, mentre per fortuna l’ex Giovacchini mai incide, però il poco
dell’Enel basta per tenere a bada una Virtus inconcluedente da 2 dove
nel pitturato i lunghi faticano (Sanikidze entra nel finale di quarto ed
è spaesato, Amoroso va solo da fuori ed Homan dopo i primi cesti prova
piroette avventate) e presenta medie migliori da 3 che da 2 (7/10 contro
un mesto 9/21). Nella ripresa qualche rubata con cesto di Poeta permette
alle v nere un nuovo vantaggio ma anche questa volta il terzo quarto pare
il tempo degli orrori e Diawara risistema i giochi, pescando nel finale
qualche roba succosa pure da un Radulovic che sembra buono solo a giocare
da fermo. Una palombella di Maresca dice +8 Enel, limata solo da un’entrata
di Poeta per un 66-60 ancora tutto giocabile. Ma sembra che nulla cambi,
anche perché Infante pesca qualcosa di buono con un cesto di rapina,
Radulovic battezzato colpisce e così con meno di 120” da giocare
Brindisi ha 6 punti e palla in mano. Lang si fa scippare da Amoroso, ma
poi compie un mezzo miracolo in tap-in, Koponen pesca però il -3 con un
tiro dei suoi, dai liberi Brindisi fatica e dall’altra parte dopo di un
errore di Koponen, Winston trova nuovamente il -3 con una bomba
impossibile. Diawara serve una palla assurda a Dixon che cade in
infrazione di metà campo, la palla del pareggio è nella mani di Amoroso
che dall’arco spara storto. I padroni di casa tornano così a
festeggiare una vittoria in A1 a 29 anni di distanza, la Virtus non pesca
il secondo miracolo consecutivo e deve profondamente meditare sui suoi
tanti mali, compreso quello di una rotazione lunga che al momento pare
più un freno che una opportunità.
VALUTAZIONI
Koponen 6,5 mente, cuore e braccio armato,dovrebbe essere quello più
indietro della truppa, emerge come quello da cui andare quando la paura
aumenta, raccattandone risposte quasi sempre presente. In 26’, 13 di
val. e 3 di +/-
Poeta 6 subisce troppo da Dixon, si autolimita davanti senza particolari
avventure, senza infamia e senza lodi, cosa non da lui. In 26’, 9 di
val. e -3 di +/-
Homan 6 buone cose servito fronte canestro o andandoci, spalle a canestro
combina guai che poi finisce per pagare con chiusure non sempre col
tempismo giusto. In 24’, 15 di val. e -2 di +/-
Winston 6 fa attacco da solo sprecando poco, tranne nel finale quando
trova solo ferro sui tiri decisivi. Ma dietro definirlo un pianto è poco,
Diawara se lo mangia. In 35’, 23 di val. e 0 di +/-
Sanikidze 5 prima apparizione sfiduciata, 2 piroette buone in avvio
ripresa poi una persa costosissima e interventi tardivi da cesto più
fallo. Da coinvolgere maggiormente. In 17’, 1 di val. e -3 di +/-
Martinoni n.g. veloce apparizione, bomba e fallo, quasi un marchio di
fabbrica, poi più riproposto. In 3’, 3 di val. e 0 di +/-
Gailius 5 un cesto errato pesantissimo che avrebbe creato il vero allungo
dei suoi, si vede che vorrebbe spaccare il mondo, solo che non ci riesce.
In 7’, -3 di val. e 1 di +/-
Kemp 4 quando il bomber designato non la mette mai in una giornata di
difese allegre giustificazioni non ce ne possono essere. In 28’, -4 di
val. e -8 di +/-
Amoroso 6 qualche sprazzo di energia galvanizzante con bombe importanti,
ma dietro difesa rivedibile, sovente buona per 20” e pessima per i
restanti 4”. In 34’, 15 di val. e -3 di +/-
Lardo 5 strana partita per i suoi canoni ne vien fuori, c’è sempre
qualcosa che non torna, difese sempre perfezionabili e mai buone di
squadra, giocatori offensivamente inconcludenti ed assetti che paiono
provati al momento e mai prima. Scelta finale coi piccoli che poteva
pagare ma viene travolta da un tap-in, ed in una partita punto a punto
questo è male.
Luca Cocchi
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17/10/2010, Casalecchio di Reno (BO)
Virtus Canadian Solar Bologna – Bennet Cantù 68-66 (12-10 29-25 39-54)
Virtus : Koponen 3 (0/1 1/2 ), Poeta 16 (2/5 1/2 4r 11fs 3p 3a),
Moraschini (0/2), Homan 2 (1/6 5r 2p), Winston 8 (3/5 0/2 5r 2rec 4p),
Sanikidze 11 (2/2 1/2 9r 2p), Martinoni 3 (1/3 da 3), Gailius (0/1),
Donati n.e. Kemp 19 (6/8 1/4 8r 5p), Amoroso 6 (3/6 0/4 5r 2p 3a), Tugnoli
n.e. All.re Lardo
Cabtù : Bianchi n.e. Micov 11 (4/7 1/3 5r), Ortner 6 (2/6 6r 3rec
2p), Markoishvili 13 (5/7 0/4 4r 8fs 6rec 2p), Leunen 3 (0/2 1/2),
Marconato 9 (1/2 2r), Mazzarino 9 (1/2 1/6 3r 2p 2a), Mian (0/1), Diviach
3 (1/3 da 3 2r), Tabu Eboma 2 (1/3 0/3), Maspero n.e. Green 15 (4/7 0/3 4r
3p 2a). All.re Trincheri
Arbitri : Sahin, Taurino, Caiazza.
La stagione Virtus riparte da dov’era terminata quella scorsa, con
Cantù che l’eveva estromessa dai playoff al termine di cinque partite
sempre dipendenti dal fattore campo. E la legge del favore casalingo
rimane, al termine di un incontro che Cantù domina per 30’ e poi getta
nei restanti 10’, vinto dal lazzaro Koponen che metta la bomba decisiva
dopo una prestazione giocoforza sottotono, conclusa in campo solo per il
5° fallo di Winston. Poco note positive per la Virtus, ma serviva una
vittoria e quella è arrivata, in una maniera che può contribuire a
gasare la squadra, anche se ora qualcosa di più sarà il caso di metterlo
perché a livello di gioco oggi a parte le spinte di Poeta non si è visto
nulla, e tra le gaurdie che arrivano dalla panchina il valore aggiunto non
si vede. Cantù difende bene, la Virtus non trova la via dall’arco e da
lì nascono le tante difficoltà, trovare un tiratore a cui affidarsi
sarà determinante, quel tiratore che dovrebbe essere Gailius, come detto
anche da Lardo nel dopopartita che nel giocatore crede tantissimo. La
coppia Kemp-Winston parte subito in quintetto, e parte da loro la rimonta
allo 0-6 canturino fatto di difese bianconere troppo soffici. Stringendo
dietro, sempre stando ad uomo, le cose cambiano nonostante davanti le
percentuali rimangano basse e ci si affidi a Kemp per raccattare i punti
del sorpasso (10-8) quando Trinchieri ferma per la prima volta il gioco,
avendoci pescato il Cardinale scentratissimo dall’arco a complicargli i
giochi. Un misero 12-10 chiude la prima frazione, col passaggio sul campo
di Koponen, mentre dall’altra parte si vede l’ex Gira Diviach per un
Leunen con 2 falli. Nuovo 0-11 in avvio di seconda frazione, complice una
boiata in rimessa di Kemp che spinge Lardo a due sospensioni consecutive,
con un quintetto che non produce nulla dove Gailius, Koponen e Sanikidze
appaiono ininfluenti. Il lungo digiuno viene spezzato da un’entrata di
Poeta, ma la confidenza col cesto ritorna per i padroni di casa solo col
rientro di Kemp al posto di un anonimo Moraschini. Poi si esalta Poeta,
entrate, assist, bombe e sfondo subito, e dal buio più profondo(-9) in
pochi minuti è +2 Virtus, chiuso a +4 col l’ennesima giocata in proprio
dell’ex Sassari sulla sirena. Virtus meglio a rimbalzo, dove Homan fa
spazio per tutti, Cantù più lesta nei recuperi, ma il dato che emerge è
un 2/18 da 3 nella somma delle 2 formazioni. Nel piccolo troppo della
terza frazione Cantù rimette il naso avanti concretizzando davanti i
banali errori offensivi della Virtus che fatica lungamente a muovere il
punteggio, e quando lo fa son sempre robe frutto di iniziative personali e
mai di squadra. Nella confusione piove anche un tecnico alla panchina di
Lardo e nelle seguente azione Micov trova la bomba del -12 bucando il
tentavo di zona. Va anche peggio sul finale ed il -15 al 30’ pare già
una sentenza, vedendo una squadra che pian piano ha riassestato i propri
meccanismi come quella canturina ed una che per rimediare ai propri errori
va fuori giri (2/10 al tiro nella frazione ed 8 perse). E’ Cantù che si
ferma in avvio dell’ultimo quarto, ma di fronte non ha gente che
riannodi il gioco con facilità, una bomba di Martinoni pare dar la
sveglia i suoi ma sul 46-55 ci si riaddormenta a lungo prima che Sanikidze
si svegli per un 5-0 che riporta speranza nella Station. Quando Kemp a
3:42 dal termine firma il pari tutto è cambiato, con Cantù a soli 3
punti dai liberi nella frazione, ed un finale punto a punto dove i
brianzoli rimangono vivi grazie ai giri in lunetta. Il primo cesto su
azione Bennet è firmato da Markoishvili ad 85” dal termine e vale per i
propri colori il +3, con time-out Virtus ad impostare un finale quasi
insperato. Sull’ultimo tiro Virtus sbaglia Kemp, ma Sanikidze busca l’offensivo
che Koponen trasforma dall’arco per il +2. Sull’ultima azione Ortner
si mangia da 20cm il cesto del pari, l’ultimo rimbalzo è di Amoroso e
per la Virtus è una festa incredibile, quasi fosse una finale, invece è
un inizio, e chissa che non diventi qualcosa di gioioso dopo tanta fatica.
Ovviamente nel dopopartita Lardo è contento oltre ogni immaginazione,
mentre Trincheri non si da ragione per questa sconfitta, che lui lega alla
bomba di Martinoni fuori dagli schemi ma non dal potenziale del giocatore
in avvio dell’ultima frazione.
VALUTAZIONI
Koponen 6 gioca una partita sempre un passo più lento degli avversari, ma
il pallone della partita lo centra e dargli l’insufficienza è
impossibile. In 11’, 2 di val. e -19 di +/-
Poeta 7 anima e cuore, dimenticanze difensive, scambi di avversari per
risparmiarsi, troppi palleggi, ma se la Virtus vive è tutto merito suo.
Sarà sempre dura giudicarlo, ma se si vince così è da mettere sul
podio. In 35’, 27 di val. e 14 di +/-
Moraschini 5 entra in un momento di confusione totale, lui ci mette del
suo e giustamente non ricompare. In 4’, -3 di val. e 1 di +/-
Homan 5,5 tanta sostanza nel pitturato, però non trova mai il cesto, i
suoi la vincono con lui seduto. In 20’, 1 di val. e 10 di +/-
Winston 5 qualche cosa buona in avvio ultima frazione, ma dietro è
impalpabile e davanti troppe mosse felpate e poca concretezza. Fortuna
quel 5° fallo…In 29’, 5 di val. e 17 di +/-
Sanikidze 7 inutile al primo passaggio in campo, cambia tutto con la sua
solita energia nel finale, trovandosi finalmente bene con Amoroso. In 22’,
19 di val. e -6 di +/-
Martinoni 5,5 se si muove fa fallo, minutaggio striminzito, ma mette una
bomba quando nessuno segna, dopo più nulla ma serviva un segno che
nessuno dava e da lui è arrivato. In 5’, -3 di val. e 3 di +/-
Gailius 5 stesso discorso di Moraschini, forse gli servirà essere
inserito con a fianco qualche giocatore di sostanza in più. In 4’, -3
di val. e -11 di +/-
Kemp 6,5 battitore libero, quando può giocarla in questa maniera è
positivo, in un contesto organizzato fatica di più, ma l’attitudine da
bomber è dimostrata. In 37’, 22 di val. e 4 di +/-
Amoroso 6 poca roba buona, però è il leader in campo ed anima tutti i
suoi, trovando buone cose sul finale dove si immola nel pitturato per
giocare da pivot puro. Brutto ma efficace si potrebbe sintetizzare. In 32’,
2 di val. e -3 di +/-
Lardo 6 ha il merito di dar sempre la carica ai suoi anche quando i buoi
paiono già andati. Su qualche situazione di difficoltà offensiva pare
metterci del suo con quintetti squilibrati, ma anche nelle difficoltà
trova l’escamotage giusto come la mossa della disperazione di Martinoni.
Luca Cocchi
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10/10/2010 SuperCoppa 2010
Montepaschi Siena - Virtus Canadian Solar Bologna 82-62 (25-18 48-36 67-48)
Siena : Mc Calebb 16 (7/11 4rec 2a), Zisis 2 (1/1 2p), Carraretto 7
(2/3 1/1 2a), Rakovic 9 (4/8 6r), Lavrinovic 4 (2/2 0/1 5r), Kaukenas 11
(2/6 0/4 7rec), Ress (0/1 2sf 3a), Michelori 5 (1/1 3r), Ingrosso,
Stonerook 8 (2/3 1/2 10r 2p 5rec 8a), Aradori 10 (0/3 2/3 4r 3rec), Moss
10 (2/6 1/2 2sf 2p 3rec). Al..re Pianigiani
Virtus : Bottioni n.e. Koponen 8 (2/2 1/2), Poeta 17 (1/3 3/7 5p
2rec 2a), Moraschini 5 (1/3 1/1), Homan 6 (3/8 10r 3sf 4p 2rec), Sanikidze
3 (0/2 1/2 4r 2sf 2ss 4p), Martinoni 5 (1/1 1/1 3r), Gailius (0/5 0/2 3p),
Busi n.e. Kemp 11 (5/10 0/3 8r 3p 2a), Amoroso 9 (2/3 1/5 6r 2p), Person.
All.re Lardo
Arbitri : Paternicò, Sabetta, Pozzana.
Tante facce nuovo solito esito delle versioni precedenti, per l’ennesima
Supercoppa che Siena mette in bacheca presentanto la faccia nuova di Bo Mc
Calebb (macedone di passaporto, americanissimo di anagrafe) come MVP. Il
sistema di Pianigiani pare già interpretato nella maniera più corretta
possibile, al di là del talento e della stazza, la MPS non lascia nulla
al caso, ogni rimessa, ogni passaggio ed ogni rimbalzo sono per la Virtus
una tortura appena si prova a tirare il fiato. Nei primi 2 quarti non
basta giocare 8’ buoni, i break senesi arrivano sempre implacabili, se
non Mc Calebb è Kaukenas a punire quando non Aradori (ottima prova
mentale dell’ex Biella), tutti ispirati dal solito Stonerook, poi sotto
canestro la stazza di Rakovic si è fatta e si farà sentire, ma proprio
lì iniziano le note positive virtussine. Homan fisicamente se la gioca
con tutti, i suoi passaggi in campo costringono gli avversari a stoppate
subite, rimbalzi lasciati e circolazioni allargate, direi che il “bulgaro”
sarà un fattore. Le rotazioni accorciate dall’assenza di Winston si son
fatte sentire, Kemp ha deluso non trovando mai un varco contro un
efficacissimo Moss, Gailius ha sparato alla luna e Poeta ha dovuto fare il
boia e l’impiccato. Poi ci son da rimarcare i 6’ di Koponen, roba
sopraffina a 6 mesi dall’ultima apparizione, il finnico mostra in tempo
reale un impatto di livello superiore, stile MPS per intenderci. E
servirà questo impatto, viste le difficoltà ad andare a giocare nel
pitturato (ben 23 le conclusioni da 3, contro le misere 13 di Siena che
fino allo scorso anno lì ci banchettava), dove non si è mai visto un
pallone in velocità rendendo di fatto nullo l’impatto di Sanikidze e
costringendo Amoroso a giocarsela troppo spesso a 7 metri dal canestro.
Quindi note in positivo e negativo per la banda di Lardo, ma pensare di
sfangarla a Siena era obiettivamente impensabile. Quintetto leggero per le
V nere in avvio con Sanikidze da 4 ed Amoroso da 5, mentre Pianigiani
fedele alla regola di Kaukenas da cambio va col fidato Carraretto (che lo
ripaga con tanti interessi), le bombe lanciano la fuga Virtus col +5, ma
Siena rientra prontamente e negli ultimi 2’ della frazione mette la
freccia con Kaukenas. Nel secondo quarto ancora le bombe ricuciono per i
bianconeri, ma Mc Calebb dimostra perché lo scorso anno è risultato il
miglior play dell’Eurolega, ruba, corre in contropiede o a scelta spacca
la difesa in penetrazione (un giocatore completamente diverso da Mc Intyre)
e sul finale di frazione anche Aradori amplia il solco. 12 punti di
differenza alla pausa lunga, con la difesa Virtus che arriva sempre un
decimo dopo a chiudere le situazioni, 48 punti subiti e qualche confusione
in attacco dove Kemp non crea nulla e Gailius è troppo solista ed
inconcludente. Il terzo quarto è sempre stato roba senese e così
continua ad essere, Stonerook fa segnare tutti, nonostante Pianigiani
continui a “cazziare” chiunque dei suoi scenda in panchina nonostante
porti cose buone. E’ solo nell’ultima frazione che la Virtus pare
risvegliarsi, Homan prende possesso della propria area e i padroni di casa
faticano a costruire gioco, Koponen in un lampo ne mette 5, Poeta subisce
un antisportivo e convertendo i liberi riporta i suoi sul 69-58. Ma la
palla successiva viene gettata dal play di Battipaglia in malo modo, lì
la MPS capisce che l’ora del sipario è giunta, stringe dietro raccatta
davanti qualche palla sporca in più ed il ventello è il solito disavanzo
a cui ormai ci ha abituato, a prescindere dalle facce che mette in campo.
Checchè ne dica Minucci, i grandi favoriti in Italia sono ancora i
cannibali di Siena, per il momento la Virtus può solo andare a lezione
per diventare grande.
VALUTAZIONI
Koponen 7 la media tra i punti ed i minuti giocati, dimostra immediata
leadership, prontezza e capacità di far male agli avversari a prescindere
da condizione e posizione in campo. Giudicare la Virtus senza il suo
reintegro a tempo pieno è un gioco avventato. In 6’, 7 di val. e -1 di
+/-
Poeta 6 gli si chiede di far di tutto e per tanto con una cuffia in stile
“matrona in piscina”, fino a quando il tiro da 3 entra tutto fila
bene, poi si complica la vita e per la squadra scende il buio. In 35’,
12 di val. e -17 di +/-
Moraschini 6 grande impatto in avvio, cesti difesa e faccia tosta,
riproposto in aiuto del play perde lucidità e non incide più come in
precedenza, ma la presenza è diversa da quella dell’anno precedente. In
25’, 4 di val. e -10 di +/-
Homan 7 ruvido come i centri bianchi devono essere, riempie la sua area e
sportella chiunque passi nei paraggi. Davanti meglio al tiro frontale che
spalle a canestro. In 20’, 12 di val. e -19 d +/-
Sanikidze 5 se non vien servito in velocità il suo apporto è prossimo
allo zero, dietro vola qualche volta a bloccare o far spostare tiri
avversari, ma deve trovare un senso anche in situazioni di difficoltà di
gioco. In 24’, 1 di val. e -4 di +/-
Martinoni 5 dimostra di avere mani morbide, ma ovunque si muove ferma l’avversario
col fallo, ed in una squadra che punta forte sulla difesa questo è un
limite pesante. In 8’, 3 di val. e 10 di +/-
Gailius 4,5 ok che i giovani devono prendere iniziativa, ma non è
obbligatorio farlo ogni volta che il pallone arrivi in mano, soprattutto
quando poi non entra mai. In difesa portato a scuola dal suo compatriota
Kaukenas. In 19’, -11 di val. e -5 di +/-
Kemp 5 certo Moss aveva tutte le motivazioni di questo mondo oggi e lui ha
sempre incrociato le piste del buon David, ma non è mai riuscito ad
andargli via una sola volta, così nulla ha creato per se e sovente ha
bloccato anche i compagni. E senza Winston non aveva alibi di sorta sulla
posizione in campo. In 34’, 8 di val. e -25 di +/-
Amoroso 5 parte carico, poi prova a rompere il ferro con pietre dall’arco,
mentre le zingarate sotto al cesto non fruttano nulla contro gente come
Stonerook e Rakovic. In 27’, 9 di val. e -23 di +/-
Lardo 6 gioca la sua partita non preoccupandosi troppo di quello che
intendono fare gli altri, immagino non abbia apprezzato troppo alcune
giocate e difese di Poeta, ma non l’ha mai sfiduciato, anzi hanno
parlato civilmente tante volte. Spazio dato a tutti, sarà ben più
difficile gestire gli esterni quando rientreranno Winston e a tutti gli
effetti Koponen. Tentata una zona che in alcuni momenti ha pagato forse
perché Siena ha preferito completare i giochi che forzare le situazioni
favorevole, da rivedere in circostanze più veritiere.
Luca Cocchi
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