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COPPA ITALIA 2008
FINAL EIGHT
AIR AVELLINO
CAMPIONE COPPA ITALIA 2008


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FINALE
La Fortezza BO 67 Air Avellino 73
10/02/2008 - h.21.00 - Virtus La Fortezza Bologna – Air Avellino 67-73 (13-18 36-37 55-53)
Virtus : Spencer 9 (3/6 da 3 5r 3rec 4p 2a), Blizzard 3 (0/2 1/7 6r), Best (0/1 2p), Anderson 9 (2/8 0/1 3r 2rec), Crosariol 2 (0/3 4r), Giovannoni 10 (4/8 0/4 5r 2p), Chiacig 12 (3/5 7r 3p), Michelori 8 (2/2 6r 6fs 2rec 2p) , Di Bella 1 (0/3 da 3 5r 2rec 2a), Da Ros n.e. Garri 1, Mc Grath 12 (0/1 4/7). All.re Pasquali
Avellino : Green 12 (1/3 1/6 3r 2rec 7a), Radulovic 14 (2/4 1/4 4r 7fs 3sf), Smith 18 (0/3 6/8 2rec 2p), Ortiz 3 (1/1), Righetti 13 (1/4 2/4 8r 6fs 4p 2a), Cavaliero 1 (2p), Lisicky n.e. Paolisso n.e. Iannicelli n.e. Bryan (2r), Williams 12 (4/8 6r 7fs 3rec), Burlacu (). All.re Boniciolli
Arbitri : Facchini, Cicoria, Sahin.
Alla prima finale della sua vita Avellino fa il colpo grosso e porta la Coppa Italia in Campania. Successo che sancisce la splendida annata biancoverde e dimostra che tutti i successi fin qui arrivati non sian frutti del caso ma di una squadra vera. Per la Virtus l’ennesima maledizione da finale, anche se prima di entrare in questa coppa il solo pensare di arrivare all’atto conclusivo pareva un pensiero sbagliato. Se ci si aggiunge il dover giocare 31’ senza Best, il valore dell’impresa bianconera non può essere confutato. E’ di biancoverde l’avvio, l’Air impone la fisicità della sua difesa ed in attacco ogni volta che alza la mano dall’arco trova solo rete, così Pasquali è costretto a chiamare una sospensione dopo solo 4’ già sotto di 10 (2-12). Ne esce una Virtus rinfrancata che dimezza il divario grazie alle iniziative nel cuore dell’area di Chiacig, ma Avellino non molla un centrimetro dimostrandosi mentalmente pronta per disputare la sua prima finale. Per quanto espresso in campo (10-26 di val.) 5 lunghezze da recuperare son grasso che cola per la Virtus. Più nervosismo nel secondo quarto, molti contrasti che spezzano la partita peggiorandone lo spettacolo, con Chiacig sempre protagonista nella girandola di cambi di Pasquali alla ricerca della pietra di volta dell’incontro. Ma i ragazzi di Boniciolli, nonostante il rallentamento offensivo dall’arco, tengono il vantaggio con una difesa arcigna fino a 1:54’ dal termine con la bomba del pareggio a 34 del “solito” killer Blizzard, poi il +1 campano sulla sirena è frutto di un libero di Williams. Se Avellino tira meglio (45 contro 37, ma con 3 bombe in più), la Virtus domina a rimbalzo (22-11), da qui una sostanziale parità. Sugli scudi Smith, percorso pulito da 3 ed un Giovannoni che dopo un inizio in affanno ha ricucito il divario aproffittando in post basso di un’avversaria che ha chiuso il secondo quarto con un finto lungo in ala grande. Va segnalato che già dal primo quarto i bianconeri devono fare senza della loro guida, Travis Best lascia il campo per un infortunio muscolare. Che qualcosa sia cambiato nella pausa lo si vede dall’insolito 2/2 dai liberi di Crosariol che siglano il primo vantaggio virtussino, poi con le 2 bombe di Spencer, l’entrata di Anderson e la bomba di McGrath per la Virtus c’è il primo allungo della partita. Con Avellino a zona ed un quintetto salvafalli per i 3 di Anderson, Spencer e Giovannoni, la luce è McGrath che fa regia e punti. Sulle sue bombe vive l’esiguo vantaggio virtussino, un +2 figlio ancora di una valutazione negativa. In avvio dell’ultima frazione scambio di sorpassi e preoccupanti quarti falli per Giovannoni, Chaicig, Anderson e Spencer dopo nemmeno 150”. Il parziale di 2-9 con cui Avellino spezza l’incontro avviene a cavallo di metà frazione, insistendo sul pick&roll di Green e Williams e trovando l’ennesimo cesto dall’arco di Smith. Poi il finale è un continuo stillicidio di falli, con decisioni contro Anderson e Spencer che finiscono per infuriare il pubblico con 64” da giocare. Sul continuo fallo sistematico incombono gli errori da entrambe le parti, fino al 2/2 di Green che mette 2 possessi tra le contendenti. Da lì alla fine è festa per Avellino, mentre per la Virtus i tiri della speranza trovano solo il ferro. Senza la guida di Best e con un Anderson scentrato non c’è vita negli ultimi secondi virtussini, Avellino vola in cielo e Devin Smith riceve il premio come MVP delle finali (dedicato a Chicco Ravaglia), mentre Marcus Green quello come miglior assist man. Perdere con 19 rimbalzi in più pare strano, ma oltre ad aver lasciato troppi spazi dall’arco, son mancati i tiri costruiti con semplicità come avvenuto nelle vittorie precedenti. Parla subito Pasquali al termine dell’incontro:”credo che abbiamo perso contro una squadra buona e che ha giocato un buon basket. Sono orgoglioso di come abbiamo combattuto, anche senza Best. Abbiamo giocato alla pari fino ad un minuto alla fine, il rammarico è che loro son riusciti a costruire buoni tiri. Concesso molto dall’arco, mentre abbiamo tenuto nell’area. Da dove siam partiti 3 settimane fa penso che ne dobbiamo essere orgogliosi, non guardare solo il mezzo bicchiere vuoto. I lunghi han dominato a rimbalzo, ma non ci è bastato. Per difendere come vorremmo avremmo bisogno di qualche allenamento perché siamo nuovi nel rapporto, ma il tempo è dalla nostra parte. Sono dispiciaiuto, avrei voluto vincere per la squadra per come ha lavorato, era un giusto riconoscimento. Questa sarà uno stimolo a migliorare.Il fatto di aver giocato in casa può averci messo un po’ di pressione in più, ma forse anche perché nessuno si aspettava di giocarla questa finale. Comunque ho visto segnali positivi ed entusiasmo, risvegliando anche il pubblico. In 3 settimane un allenatore nuovo ed il reinserimento di Michelori e Blizzard richiedono comunque tempo, penso che abbiam fatto il massimo “. Infine Boniciolli :”per me vincere una Coppa Italia a Bologna è una cosa enorme, per il resto voglio ringraziare la società e Tonino Zorzi da cui deriva il fluido gioco d’attacco che abbiamo. Per me vincere questa coppa con Avellino e come vincere l’Eurolega col Bamberg. Sto dicendo al mio euforico presidente Ercolino che per vincere bisogno prima perdere come accaduto ad altri, la Caserta di Tanjevic o la Fortitudo. Ma tra i meriti della vittoria c’è comunque una grande società sempre puntuale nei pagamenti ed attenta sullo staff da coinvolgere. Ringrazio tutti ed anche Renato Pasquali perché è venuto subito a farmi i complimenti. Mi sforzo di non portare rancore, a Bologna ritorno appena posso e non per l’Eurolega o per gli aerei privati con cui viaggiavamo, ma per lo spirito cazzuto che c’era. Lo dissi ad Ettore Messina una volta passeggiando ad un incontro, quello che non amo di quell’esonero famoso sono le trame di palazzo, quelle cose non dette come successe col mio gereral manager, ma tornare qua contro la stessa avversaria di quella volta è una cosa che non può scendere. Il grande insegnamento che mi ha data Boscia è che si vince con le persone, non con la tecnica, le spaziature ecc..Se ho un merito in questa vittoria è di aver scelto i giocatori, costruendo una squadra logica nella sua tipicità, un play piccolo ma a fianco di 4 lunghi. Serve una logica in questa pallacanestro che si gioca come pallamano, l’idea di Boscia è che si gioca coi grandi, io non ho questi integralismi, ma come mi ha insegnato lui ci vogliono le persone che quando sbagliano non danno colpe ad altri, questo è un gruppo di persone con le quali si parla e parla tra loro. Noi abbiamo tenuto Stalin Ortiz che viene dalla Colombia per 6 mesi, un giocatore che non si guarda, ma che da l’esempio che non si deve tagliare nessuno, per non dare l’alibi che le colpe siano di altri. Quando uno è ferito i compagni non lo lasciano là, lo vanno a prendere. Si va avanti con questi, Ortiz è il quarto americano che ci fa da supporto perché il nostro vero quarto americano è Righetti. Noi abbiamo giocatori, non guardie o ali”. 
VALUTAZIONI
Spencer 6 a sprazzi, quelli buoni illudono, quelli negativi costano molto. In 30’, 9 di val. e -2 di +/-
Blizzard 5 prima colpo da killer poi non ha più fiato per responsabilità che non dovevano essere sue. In 17’, 2 di val. e -10 di +/-
Best n.g. prova in avvio la un malanno muscolare da chiarire lo toglie dall’incontro. La sua assenza pesa come un macigno. In 9’, -1 di val. e -5 di +/-
Anderson 5 scetrato davanti, lascia eccessive piazzole dolorose all’MVP Smith. In 25’, 5 di val. e -4 di +/-
Crosariol 5,5 impatto di poco conto, firma il primo vantaggio ma lascia il palcoscenico ad un Chiacig più efficace. In 10’, 2 di val. e -5 di +/- 
Giovannoni 6 ci prova, anche senza le polveri giuste assumendosi le responsabilità del leader. Quando trova le vie giuste la squadra cresce con lui, quando si ferma son dolori. In 30’, 1 di val. e -2 di +/- 
Chacig 7 è l’ancora di salvezza di una partenza negativa, continua a sostenere i suoi anche nel continuo della partita. In 23’, 13 di val. e 1 di +/-
Michelori 6 resiste fino al termine, mette anche i liberi nei momenti decisivi, subisce però qualche cesto dietro non da lui. In 17’, 16 di val. e -5 di +/-
Di Bella 5 non influisce, non trova mai la guida di una squadra che oggi ne avrebbe molto bisogno. In 16’, 5 di val. e -3 di +/-
Garri n.g. escluso dalla partita, gioca solo l’ultimo minuto per i falli dei compagni dove sbaglia un libero importante. In 1’, 1 di val. e -3 di +/-
Mc Grath 6,5 deve sobbarcarsi a lungo compiti di regia non proprio brillantemente, però ci mette i cesti basilari pe il sorpasso e la speranza. In 23’, 3 di val. e 8 di +/-
Pasquali 6 arrivare qui è un grande merito suo, poi deve giocarla senza l’uomo a cui mette in mano la squadra. Non nasce la chimica giusta per giocare davanti, dietro il pick&roll spezza troppo spesso la difesa, ma non si può condannare chi ha avvicinato il miracolo.
Luca Cocchi
SEMIFINALI
La Fortezza BO
Scavolini Spar PU 
88
80
Air Avellino
Angelico Biella
63
77
09/02/2008 - h.18:30 09/02/2008 - h.21:00
(27-18 42-43 66-63)
Virtus : Spencer 15 (1/2 3/6 5r), Blizzard 2 (1/1 0/1 2r), Best 17 (3/8 2/2 3r 5fs 4rec 3a), Anderson 11 (2/7 1/2 3r 7fs), Crosariol 2 (1/1 3r 4rec), Giovannoni 18 (5/11 2/4 7r 2p), Chiacig 3 (1/5 2r), Michelori 9 (4/5 6r 3p 2a) , Di Bella (0/1), Da Ros n.e. Garri 5 (1/2 1/1 2p), Mc Grath 5 (1/1 1/3). All.re Pasquali
Pesaro : Zukauskas 1 (0/1 da 3 4r), Laudoni n.e. Fultz (0/1 da 32p), Myers (0/4 da 3 2r), Hicks 14 (2/5 2/4 4r 2p 2a), Clark 24 (5/8 4/8 4r 2rec 4a), Gay n.e. Podestà 11 (5/7 5r 3rec), Brokenborough 12 (2/3 1/4 6fs 2p 2a), Pesoli n.e. Slay 12 (1/3 2/5 4r 4p), Pasco 6 (3/4 2r 3p). All.re Sacripanti - Arbitri : Paternicò, Tola, D’Este.
Vince la Virtus e ritrova la finale di Coppa Italia come un anno fa, ma sembra di essere in un mondo completamente differente da quanto passò alla squadra di Markovski nel 2007. Vince al termine di un finale rovente, con scintille tra Slay e Best, dopo che lo stesso Slay aveva già fatto ululare i tifosi bianconeri in un contrasto con Giovannoni, vince trovando roba buona da tanti e non solo perle da più talentuosi. Ovvio che il cervello ed il braccio di Best siano basilari, altrimenti vincerla sarebbe impossibile, ma oltre al solto Giovannoni ci si mette con piglio buono Anderson, ci mette la forza di mille braccia Michelori e Spencer cancella uno stanco Myers e firma i punti più pesanti all’inizio del terzo quarto nel momento di maggior difficoltà. Era iniziata bene per i bianconeri, uno spumeggiante avvio Virtus con Best a guidare e Giovannoni a chiudere, tutto facile ed a metà sul 22-11 sembra un compito facile per i bianconeri mettere alle corde una Scavolini abulica e con un Myers sottotono. Ma in campo si vede una Virtus diversa da quanto predicato da Pasquali, non bada tanto a difendere quanto ad attaccare e fino a quando trova il cesto con facilità le cose son buone, ma quando alle prime rotazione l’attacco cala Pesaro rientra con le bombe di Clark. Se al 10’ ci sono ancora 9 punti di vantaggio, all’avvio di ripresa Brokenborough detta legge e l’aggancio a quota 29 arriva velocemente. Ci pensa Best con 2 bombe a rimettere avanti i suoi, ma nel fine tempo con in campo Garri, Di Bella e Mc Grath nulla viene facile in attacco e su di un antisportivo di Michelori ai danni di Slay la Scavolini trova il primo vantaggio, portato fino alla pausa lunga da un cesto a fil di sirena dell’ex Podestà. Tira meglio la Virtus, ma Pesaro trova dai liberi la maniera di restare in gara, facendo tesoro di punti facili su falli veniali che costano caro alla squadra di Pasquli. 43 punti subiti in 20’ sono la nota evidente che qualcosa negli ingranaggi visti nell’ultime uscite si siano inceppati, di solo attacco non si può vincere. Nel terzo quarto è Spencer a far la voce grossa, mentre dall’altra parte entrano in partita Hicks e Slay, col solito Clark ispirato come non mai (26 di val. per lui). Il tentativo di allungo sul finale (+6) viene dimezzato dalla bomba di Slay, con McGrath in regia al posto di un Di Bella in grandi ambasce. Nell’ultimo quarto è punto a punto, i tentativi di fuga bolognesi vengono sempre spezzati, soprattutto con un Clark che quando non trova il cesto imbecca alla perfezione i suoi. Giovannoni, in calo dopo il superavvio, trova energie mentali e fisiche per centrare il cesto più determinante, poi Anderson trova il solito paniere difficile ma determinante e il sigillo sono i liberi di Best con gli ultimi trovati sul contestato antisportivo di Slay. La differenza al di là del predominio virtussino a rimbalzo è venuta dalle panchine, Pasquali ha provato varie soluzioni trovando i rimedi per portare i giocatori determinanti a chiuder l’incontro, Sacripanti ha trovato qualcosa dalla panca ma ha dovuto rimediare alla giornata pessima di Myers e non ha avuto un’alternativa al divino Clark. Dire che per Pesaro al primo assalto sia già un successo arrivare qui ci può stare, ma per una piazza così abituata ai grandi traguardi il sogno della finale era molto vicino, per la Virtus una conferma in più che la soluzione dei tanti problemi emersi fino a metà gennaio si stiano risolvendo. Nel dopopartita voce a Sacripanti :”siamo una neopromosa, abbiam fatto un colpaccio al primo turno e giocato a testa alta la semifinale. Faccio i compliemnti ai miei nella speranza che questo ci insegni a giocare sempre con questa determinazione. Mi dispiace per tutti i pesaresi giunti qui, volevamo regalargli un grande sogno per domani. Qualche episodio ha deciso il finale, ringrazio Slay per aver giocato con un melone al posto del ginocchio. Abbiamo eseguito bene il piano partita ma non è bastato, siamo calati negli ultmi 7’, dove da loro qualche buona giocata anche individuale li ha tenuti su. Con le rotazioni non siamo riusciti a dare la zampata vincete. Poi un sereno Pasquali :”non mi aspettavo 15 giorni fa di venire a commentare una vittoria in semifinale. Partita molto dura con una grande Scavolini. Abbiamo vinto subendo oltre il 50% da 2 ma tenendo bene da 3. Una smarrimento nel secondo quarto, ma bravi loro a trovare cesti difficili con Clark e Brokenborough. Ai miei ho detto di continuare col nostro piano partita, se avessero continuato così sarebbero stati molto bravi loro. Bene Michelori e McGrath e per me bene anche Blizzard nonostante non abbia trovato cesti come nella prima partita. Ma con lui in campo la difesa si deve aprire e ci è utile. Ho detto a Best e Giovannoni che nel secondo tempo dovevamo coinvolgere Spencer, che nel terzo quarto ha trovato subito cesti che gli hanno cambiato l’umore anche in difesa dove non è stato Schengen come molti di voi vanno dicendo. Da dove siam partiti visto che domani giochiamo una finale, mi sembra che del lavoro sia stato fatto, voglio ringraziare tutti per questo”.
VALUTAZIONI
Spencer 7 dopo un primo tempo anonimo, si erge a protagonista con cesti pesanti e difesa convincente segando Myers dal campo. In 31’, 14 di val. e 5 di +/-
Blizzard 6 non chirurgico come alla prima ma la sua presenza in campo condiziona al difesa avversaria. In difesa ringhia già. In 14’, -1 di val. e 9 di +/-
Best 7 oltre al genio ci mette tanta esperienza emergendo nei momenti chiave. In 29’, 25 di val. e 8 di +/-
Anderson 6,5 condizionato dai falli, poco preciso, nel finale quando c’è da chiuderla lui c’è. In 23’, 11 di val. e 25 (!) di +/-
Crosariol 6 buono in partenza, poi senza Pasco gli vengono preferiti assetti differenti. In 14’, 5 di val. e 5 di +/- 
Giovannoni 7 inizio da Jordan, calo fisiologico e solito finale da protagonista. In 27’, 18 di val. e 5 di +/-
Chacig 4,5 se non fosse per un cesto nel terzo quarto sarebbero danni come la pioggia sulla vite a fine agosto. In 9’, -1 di val. e -5 di +/-
Michelori 6,5 rapine, rimbalzi, sostanza anche quando non tutto pare logico, insomma tornato come ai bei tempi da poter essere utilizzato come centro puro. In 16’, 9 di val. e 10 di +/-
Di Bella 4 non trova i tempi, la gestione latita e pare il più regredito di un gruppo in crescita. Alla fine non viene nemmeno riproposto. In 6’,2 di val. e –8 di +/- 
Garri 6 ricezioni sempre rischiose, ma cose pesanti in momenti altrettanto pesanti. In 13’, 4 di val. e 1 di +/-
Mc Grath 6,5 usato come regista risponde presente ritrovando anche feeling col cesto. In 17’, 3 di val. e -15 di +/-
Pasquali 7 deve rivedere alcune situazioni differenti dal solito, ma alla fine il risultato non cambia. I suoi trovano sempre maggior intensità, quello che prima mancava. 
Luca Cocchi
(10-16 30-22 42-56)
Biella : Bell (0/3 0/3 2p), Rosselli 5 (1/2 1/3 3rec 2p), Pinkney 6 (2/4 0/1 3r), Spineli 8 (1/2 1/4 4rec 2p 3a), Cinciarini 8 (3/3 0/2 2r 4p), Jerebko (1/2 0/1 7r 2rec 3p), Hunter 21 (9/11 0/1 11r 4rec 6p), Santolamazza n.e. Cotani 5 (1/2 da 3 4r 2p), Ona n.e. Barlera 2 (1/1 4r), Elder 4 (2/6 0/3 2p). All.re Bechi
Avellino : Green 10 (1/4 2/5 5r 4rec 5p 3a), Radulovic 11 (1/2 3/5 3r 3rec 2a 2sf), Smith 14 (4/6 /6 7r 4rec 4p), Ortiz (0/1), Righetti 10 3/8 1/3 7r 5rec(), Cavaliero 12 (1/1 3/5 2p 2a), Lisicky , Paolisso n.e. Cerullo n.e. Bryan (2p), Williams 14 (5/11 8r 6fs 2rec 3p 2a), Burlacu 6 (1/2 1/1 2p). All.re Boniciolli
Arbitri : Lamonica, Cerebuch, Mattioli
E’ Avellino la seconda finalista della Coppa Italia, vincendo l’unica partita dal finale non combattuto. Era iniziata bene per coach Boniciolli la sfida, frutti preziosi da tutti e facile vantaggio (16-8), ma nel secondo quarto Biella rientra con le seconde linee (tradita da Bell ed Elder molto scarichi, 2/15 per loro) e chiude addirittura avanti di 2. Buone cose da Spinelli e Barlera, anche se come nel giorno precedente sono i muscoli di Hunter a tenere avanti i suoi. Nel secondo tempo la musica cambia subito, Avellino aggredisce l’Angelico, Radulovic e Smith inseriscono il turbo ed il distacco si pone stabile sui 10 punti. Ogni tentativo di Biella di rientrare, compreso il tentativo di zona, è puntualmente respinto dai lupi campani che trovano anche un buon Cavaliero in doppia cifra, oltre ad un Righetti che spezza completamente la partita con un gioco da 4 punti, gioco che proprio su questo campo divenne famoso ovunque. Il finale è festa per i tanti tifosi giunti dalla Campania, pronti per affrontare la prima finale della loro vita. Ora bisognerà solo verificare se quell’intensità messa in mostra fino ad ora sarà replicata anche in una partita dalla grande importanza, da parte di buoni giocatori che però non si sono mai trovati in contesti di tale tipo. Voce ad un felicissimo Boniciolli :” agli americani ho detto per scherzare che passeremo la notte ad Alamo ad aspettare l’arrivo dei texani. La sfida con la Virtus nella sua casa è per noi una cosa pazzesca, non siamo abituati a queste partite ma abbiamo dimostrato nel terzo quarto con una difesa pazzesca di meritare la Coppa Italia. Siamo già usciti vincitori poco tempo fa dalla fortezza, quindi possiamo giocarcela. Ho fatto solo 3 finali nella mia vita, sarebbe ora che iniziassi a vincere qualcosa. La nostra partecipazione si chiude qui, da domani si gioca per vincere. Dobbiamo però goderci ogni minuto di questa competizione, perché una cosa del genere sarà difficile che riaccada”. Poi Bechi :”usciamo dalla Coppa Italia a testa alta, competitivi contro al squadra più in forma e solida del momento. Gran primo tempo, frenando la fisicità di Avellino, dando la situazione che non tutto fosse facile come sembra per loro negli ultimi tempi. Poi nel terzo quarto abbiamo subito la loro difesa perdendo quella spinta che ci aveva fatto tornare avanti nel secondo quarto. Con della tattica abbiamo mescolato le carte, ma Avellino non si è mai disunita e dopo aver provato tante volte a rientrare con gli avversari che non ti danno mai la sensazione di poterci riuscire perdi la possibilità reale di farlo. Per noi una esperienza importante in vista delle prossime 12 partite perché abbiamo trovato linfa dal gruppo degli italiani”.
Luca Cocchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
QUARTI DI FINALE
Montepaschi SI
Scavolini Spar PU 
77
78
Lottomatica RM
La Fortezza BO
69
75
07/02/2008 - h.18:30 ( 20-14 30-20 52-47)
Siena : Berti n.e. Mc Intyre 29 (5/5 4/7 3p 7a), Ilievski 4 (0/3 2rec 3p), Eze 6 (3/5 7r 2rec 3p), Carraretto 3 (0/2 1/2), Sato 7 (3/5 0/3 8r), Thornton 9 (2/6 0/2 8r 2rec 3a), Lavrinovic 8 (2/4 1/2 2p), Ress 2 (1/2 3r), Galli n.e. Mc Leod (0/1 0/2), Stonerook 9 (1/2 2/4 7r 2p). All,re Pianigiani
Pesaro : Zukauskas 4 (0/1 0/1 4r 2p), Laudoni n.e. Fultz (0/2 0/3), Myers 17 (2/3 3/6 5r 2rec 2 p), Hicks 10 (1/2 2/6 4r 4rec 4p), Clarck 12 (1/5 2/5 4r 2p), Gay n.e. Podestà 5 (2/5 6r), Brokenborough 11 (2/4 2/3 2rec), Pesoli n.e. Slay 17 (4/10 1/2 3r 2rec 2p 4a), Pasco 2 (1/2 10r 3a). All.re Sacripanti - Arbitri : Cerebuch, Sabetta, Pozzana
Esordio col botto nelle Final Eight di Coppa Italia, Pesaro data per sconfitta in partenza infila un secondo tempo coi fiocchi e manda a casa la favoritissima Siena che ha condotto per oltre 35’. Sprecando un vantaggio di 12 punti in avvio di seconda frazione (chiusa da Pesaro con un incredibile 0/15 al tiro dal campo), Siena non trova i modi per chiudere l’incontro per via delle troppe prestazioni sottotono di molti suoi giocatori. Il solo T-Mac inizia e finisce da mattatore, ma sulla sua scia solo Stonerook ci si infila. Per il resto solo note negative, Pesaro piano piano è rientrata e nel finale Myers si è preso gli onori della serata infilando le bombe del riaggancio e trasmettendo quella cattiveria agonistica che i suoi parevano aver smarrito. Nel finale punto a punto, la freddezza dalla linea dei liberi ha fatto la forza dei marchigiani, ma la bomba che avrebbe impattato ad 1” dal finale è stata data da 2 al solito T-Mac (come dimostrato dall’istant replay) mandando alle stelle i tifosi pesaresi e buttando nella disperazione quelli mensanini. L’assenza di Kaukenas si sta dimostrando pesante, Siena lascia la Coppa Italia dovenvo trovare certezze in Eurolega (come fino ad ora sta avvenendo) e in campionato, ma la lunga stagione potrebbe iniziare ad essere troppo pesante per chi fino ad ora ha sempre dovuto tirare la carretta (Mc Intyre&Stonerook). Dall’altra parte Pesaro si lancia verso una semifinale col vento in poppa, e per sabato la discesa dei tifosi adriatici riempirà come ai bei tempi la casa delle finali.
Luca Cocchi
07/02/2008 - h. 21:00 (23-12 41-28 56-52)
Virtus : Spencer 16 (4/7 2/5 4r 3rec), Blizzard 8 (2/2 da 3), Best 11 (4/5 0/2 3r 3rec 2p 2a), Anderson 13 (4/8 1/3 7fs 2rec 3p), Crosariol 1 (0/3 3r), Giovannoni 14 (4/6 1/2 6r 2p 2a), Chiacig 10 (3/4 2r 5fs), Michelori (2p) , Di Bella (0/1 da 3 2r 2p 2a), Da Ros n.e. Garri 2 (1/2 7r 2p), Mc Grath (). All.re Pasquali
Roma : Gkagkalouidis (0/1), Fucka 9 (4/8 5r 4rec 2p), Tonolli (2r), Lorbek 4 (2/3 0/3 6r 2rec 2p), Bagnoli n.e. Ray 22 (4/10 3/7 3r 2rec 4p 2a), Hawkins 12 (3/3 0/2 2r 4p), De La Fuente (), Gabini (), Ukic (), La Ragione n.e. D’Alessio n.e. All.re Repesa
Arbitri : Lamonica, Tola, Taurino.
Il quarto di finale più atteso della giornata vede il derby delle 2 Virtus. Pensare ad uno scontro tra Virtus Bologna e Virtus Roma in Coppa Italia non è possibile senza che alla memoria sovvenga quel celeberrimo bacio di Sugar Richardson nella finale del 1990 a Forlì con la fronte di Bianchini come vittima, ed anche oggi come allora Roma è sempre lì vicino al grande passo senza mai affondare le mani nelle coppe che contano. Ed anche in questa occasione i romani devono alzare bandiera bianca al primo tentativo, lasciando alla Virtus bianconera lo spazio per sognare in una semifinale vecchio stampo contro quella Pesaro autrice del primo miracolo della giornata. Ora cronaca : il nuovo spirito virtussino dell’era Pasquali è visibile
in avvio partita, tanta difesa che mista ai banali errori dei giocatori di Repesa scrivono in 5:50’ un 13-0 bianconero spezzato solo dai liberi di Hawkins. E’ Ray il primo romano ad iscriversi a referto dal campo, ma la Virtus, pilotata da subito molto bene da Best resiste al recupero romano trovando proprio dall’ex Indiana 2 liberi nel finale che riportano il vantaggio in doppia cifra. Sulle prime rotazioni della seconda frazione Roma si avvicina a 5 lunghezze, ma nel finale il talento di Anderson fa la differenza e grazie anche alle rapine di Chiacig la Virtus va alla pausa lunga con 13 lunghezze di vantaggio frutto di tanti recuperi in più (ben 8) e di percentuali quasi doppie al tiro (52 contro 31). 

 Da segnalare l’esordio di Blizzard già nella prima frazione, pochi minuti per far rifiatare uno Spencer ben ispirato. Il primo cesto di Spencer illude il pubblico bianconero, ma sprofondata a -16 Roma si ritrova, chiude in difesa e velocizza il gioco offensivo, piazzando un parziale di 16-0 che riapre totalemente la partita. E’ Giovannoni a rompere la parità a 44 con una bomba dall’angolo, ma dall’altra parte Ray si erge sugli scudi e il punto a punto la fa da padrone. E’ Blizzard letale come se sei mesi non fossero mai passati a ridare 4 lunghezze di vantaggio ai bianconeri prima della sirena del 30’. Tenta la fuga la Virtus, sulla seconda bomba di Blizzard ci sono 7 lunghezze (59-52), ma Roma non ci sta e con Fucka si riaccosta a -1. Il fallo in attacco più tecnico di Gabini portano nella cascina virtussina 3 liberi di Giovannoni e così si entra negli ultimi 180” con 4 punticini per la banda di Pasquali. Col cesto che pare diventato un miraggio è Best a togliere la paura ai suoi ed indicare la via. Il +5 a 77” dal termine fanno respirare una squadra che pareva a corto di energie fisiche e mentali. Ray sbaglia in entrata, Spencer punisce sull’altro fronte ed a quel punto è già festa per una squadra che fino a 10 giorni fa pensava di non aver nemmeno la spinta per venir a giocare un quarto di finale dal pronostico già scritto. Vince tirando meglio la Virtus, impattando a rimbalzo e andando a centro area a prendersi falli con più decisione, nonostante un 63% ai liberi preoccupante. A fine partita voce ad un Pasquali che in poco tempo ha rivitalizzato una squadra trovate tra le macerie :” sono abbastanza soddisfatto perché abbiamo vinto e questo fa sempre bene, e perchè il processo iniziato qualche settimana fa va avanti. Non siamo ancora pronti a tutto, ma molte cose vanno bene. Ottimo il rientro di Blizzard, siamo contenti perchè i lunghi cominciano a tenere una certa aggressività con costanza, abbiamo avuto il solito problema di fermarci troppo a palleggiare, ma vedo che i giocatori mi ascoltano e sono motivati. Mentalmente ci siamo presentati molto pronti, e siamo riusciti a resistere al loro assalto, quando loro hanno trovato i punti in contropiede son diventati la Lottomatica, quando li abbiamo costretti a giocare a metà campo non sian stati male. Nel terzo quarto primo fallo dopo7’, pensavamo solo all’attacco ma noi non abbiamo il talento per giocare solo in attacco. Dobbiamo puntare sulla difesa e vivere di riflesso su quello che ci da. Bravo Best perché ha fatto lui le giocate decisive come voleva. Lui va gestito senza mai farlo affaticare, cambiandolo alle prime avvisaglie”. Poi un mesto Repesa :”non abbiamo cominciato la partita bene, dopo i primi 20’ con 14 palle perse e 30% al tiro era un buon risultato. Alzando l’intensità in difesa siam riusciti a cambiare la partita ma la panchina non ci ha permesso di tenere fino alla fine. Avevamo obiettivi chiari e puliti, ma in coppa può succedere una roba così , ero più arrabbiato per la difesa che per l’attacco. Sui 13 punti subiti non abbiamo fatto nessun buon fallo. Non ho detto nulla a Gabini per il tecnico, voglio parlare il giorno dopo senza la testa calda. Nel terzo quarto ho cercato di provocare Ray, senza difesa forte qui non si vince. Faccio i complmenti alla Virtus ed in bocca al lupo per la semifinale con Pesaro”.
VALUTAZIONI
Spencer 6,5 grande primo tempo, fatiche assortite nel secondo, ma poi trova un cesto pesantissimo come mai in stagione aveva fatto. In 33’, 14 di val. e 4 di +/-
Blizzard 7 mette 2 bombe spaccagambe, è dentro nel finale perché la sua testa è già pronta per le grandi sfide. Subisce il Ray del terzo quarto, ma a chi non sarebbe successo? In 11’, 8 di val. e 7 di +/-
Best 7,5 gioco partita incontro. Guida, realizza e da l’idea di come si giocano partite come questa. Gioca l’azione determinante come avesse ancora la canotta dei Pacers. In 24, 14 di val. e 15 di +/-
Anderson 7 momenti di gioco sopraffino, nella ripresa De La Fuente lo bracca ma lui non va mai sopra le righe. In 30’,12 di val. e 6 di +/-
Crosariol 6 buon ombrello difensivo, ma davanti non influisce mai. La buona prova degli altri lunghi non gli permette di trovare altro spazio. In 18’, 1 di val. e -8 di +/-
Giovannoni 6,5 il solito uomo ovunque, cesti pesanti in momenti chiave ma anche qualche appoggio gettato. In 30’, 17 di val. e 0 di +/-
Chacig 6,5 inizio faticoso, poi inizia a rapinare giocate offesive che mettono l’area romana in difficoltà per Repesa. In 15’, 11 di val. e 11 di +/-
Michelori 5 due pasticci per capire che oggi era giornata per altri. In 2’, -2 di val. e -1 di +/-
Di Bella 5,5 fatiche in regia, ma sostituire questo Best è roba pesante. In 12’, 0 di val. e -8 di +/-
Garri 6 se fatica davanti, dietro oscura Lorbek e si erge a protagonista dei rimbalzi. Dopo partite più viste che giocate, la maniera migliore per riproporsi. In 14’, 6 di val. e 9 di +/- 
Mc Grath 5,5 fatica nella seconda frazione da guardia, va meglio nell’ultima da play. Col ritorno di Blizzard i suoi spazi sono in calo. In 10’, -3 di val. e -5 di +/-
Pasquali 7,5 rivoluziona la squadra con scelte precise. Difesa come mai vista prima (compreso Spencer…), attacco affidato a chi ha la testa (Best) ed il talento (Anderson) per farlo. 
Luca Cocchi
Pierrel C.d'Orlando
Angelico Biella
72
75
Premiata Montegranaro
Air Avellino
69
73
08/02/2008 -  h.18:30 08/02/2008 -   h.21:00
(11-15 39-41 53-60)
CdO : Pozzecco 27 (7/15 2/8 5fs 2rec 7p 7a), Orsini n.e. Bruttini 2 (1/4 0/1 7r), Howell (0/3 5r 4rec), Ndoja (0/3 0/3 2r), Mejia 21 (10/17 0/1 5r 4rec), Fazio n.e. Fabi n.e. Mobilia n.e. Wallace 18 (3/10 2/5 8r 8fs 4rec 4p), Wojcik (0/1 0/1 2r 2p), Gugliotta 4 (2/2 0/3 8r 2rec). All.re Sacchetti
Biella : Bell 8 (1/2 1/9 5r 3rec 2p 3a), Rosselli n.e. Pinkney 14 (2/6 2/4 8r 2rec), Spinelli 10 (2/2 1/5 2r 2p), Cinciarini 6 (2/3 0/2 6r 4p), Jerebko 7 (2/5 1/1 3r), Hunter 15 (5/7 16r 6fs 4p), Santolamazza n.e. Cotani 4 (2/3 2r 4p 2rec), Ona n.e. Barlera n.e. Elder 11 (1/3 2/5 4r 7p). All.re Bechi - Arbitri : Facchini Taurino, Borroni
Non basta l’immenso cuore di Gianmarco Pozzecco a portare Capo d’Orlando in semifinale, non bastano i suoi cesti i suoi assist ed il suo personalissimo spettacolo in campo. Dopo di una partita in costante rimonta il cesto di Wallace dalla lunga mette avanti i siculi per la prima volta a meno di 2’ dal termine, ma lì manca quel cinismo tipico delle grandi squadre abituate a vincere quando tutto è contro. Biella fa la partita e finisce per gettarla, non capendoci nulla contro la zona statica della Pierrel, ma nel finale converte dalla lunetta i falli rimediati sugli errori degli avversari. Ma i ragazzi di Sacchetti hanno la palla decisiva a 6” dal termine, Howell imbeccato alla grande spreca malamente un facile appoggio e lì si infrangono i sogni siciliani. Dispiace non poter rivedere in questo scenario il Poz (in lacrime a fine partita solo sulle scale della sala stampa), nonostante non difenda quasi mai (ma in questo è totalmente giustificato dal suo coach) si deve sorbire 38:30’ altrimenti non c’è luce nel gioco di Capo d’Orlando, ma l’attuale Pierrel è troppo poco senza Diener (di cui si dice in approdo a Siena) e Slay. Per Biella partita da incorniciare di Hunter, padrone delle aree colorate e buone cose anche da Pinkney, ma vince con un misero 42% al tiro a dimostrazione di una partita di qualità scarsa. Le grosse amnesie in impostazione del play titolare Bell son state nascoste dalla buona serata di Spinelli, ma sicuramente Biella non ha più quella freschezza dimostrata nel girone di andata del campionato. E’ comunque un altro passo verso una dimensione di grande di una Biella che negli ultimi anni si sta dimostrando come voce nuova ed autorevole del panorama cestistico italiano.
Luca Cocchi
(10-18 31-38 47-53)
Montegranaro : Minard 17 (4/10 1/2 5r 5fs), Ford 12 (5/7 10r), Garris 8 (0/1 1/5 5p), Selicato n.e. Cinciarini , De Luca n.e. Vitali 23 (4/6 4r 8fs 3p 3a), Thomas 4 (2/6 0/5 5r 3p), Amoroso 3 (1/3 0/1 5r 2rec), Piunti n.e. Steffel n.e. Lechthaler 2 (1/2 4r). All.re Finelli
Avellino : Green 12 (2/10 1/6 2r 2rec 2p 4a), Radulovic 6 (2/6 0/2 7r 5rec 3p), Smith 23 (6/9 3/6 6r 2a), Ortiz , Righetti 11 (3/9 1/1 3r 4rec), Cavaliero (0/1 da 3 2r 2p), Lisicky n.e. Paolisso n.e. Cerullo n.e. Bryan 5 (2/4 6r), Williams 11 (5/9 3r), Burlacu 5 (1/1 1/2 3r 2p). All.re Boniciolli
Arbitri : Cicoria, Chiari, Seghetti
Macinando il suo basket per 40’ Avellino agguanata la semifinale dove troverà Biella. Sempre davanti per tutto l’incontro, i ragazzi di Boniciolli han fatto suo il quarto di finale più atteso e molto probabilmente più bello. Entrambe le formazioni erano attesissime in questa partita, e in avvio la tensione si è notata. Poi prima Avellino sospinta da Smith, poi Montegranaro con Vitali son entrate in partita, dove l’intensità ha finito per farla da padrona. L’equilibrio a rimbalzo (36) ed al tiro (41 a 40 per l’Air) sono la testimonianza di questa parità, ma la differenza va forse cercata tra le piccole cose che Avellino ha trovato da giocatori esperti come Radulovic e Righetti. Non sempre cose buone, ma i furti ed i canestri pesanti del duo italiano (che poche squadre si possono permettere) han finito per non far pagare eccessivamente i tanti tiri errati dall’ MVP del campionato Green sul finale. Lo stesso Green si è redento coi 4 liberi finali, ma deve ringraziare la difesa dei compagni che hanno annullato gli uomini più pericolosi dei marchigiani. Thomas e Garris ha finito con pessime medie e poca ispirazione sui compagni, lasciando il sipario a Minard che dopo le fatiche del primo tempo ha trovato energie fisiche e mentali per un secondo tempo dominante. Se doveva essere la sfida tra l’attacco di Avellino e la difesa di Montegranaro alla fine la differenza è da ascrivere alla difesa di Avellino che in avvio di campionato pareva il vero tallone d’achille della squadra. Se vanno elogiati i meriti di Boniciolli e dei suoi, vanno anche riportate le buone cose di Finelli e della Premiata, che nonostante una panchina molto più deficitaria son sempre riusciti a rientrare in partita, cercando anche di impattare a meno di 2’ dal termine su di una tripla libera di Amaroso. Sbagliato quel tiro, costruito bene va detto, è stata festa per Avellino e per i suoi tanti tifosi che hanno riempito il PalaMalaguti come nessuna altra tifoseria. Come dice Finelli nel dopopartita, rimane amarezza ma non cambierà il lavoro fatto né quello che ci sarà da fare da qui in avanti. Ovviamente soddisfatto Boniciolli, che dice che era qui per giocare e divertirsi, ma è sempre meglio giocare altri 2 giorni.
Luca Cocchi

 

 

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