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| INVIATO CATCHWEB PER NOI DA GIRONA LUCA COCCHI commenti finali.... | |||
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1. Il tifo dei supporter dell’Estudiantes, sempre e comuque superlativo e esilarante 2. Il mercato della Boqueria di Barcelona, piacere di occhi e gola 3. Il jamos serano del buffet al Pavellò Fontajau, sopraffino ed abbondante 4. Le PonPon Girls durante le partite dell’Akasvayu, magari anche per la Virtus… 5. Infinita classe di Mc Donald, giustamente MVP. Intramontabile e letale 6. La sorpresa bosniaca Bajramovic, sicuramente uomo mercato da qui in avanti 7. La convinzione di Blizzard, “quel tiro lo rifarei sempre”. Credere in ciò che si fa 8. Il clima di festa popolare all’interno di Fontajau, per noi cosa utopica 9. Lo splendido centro storico della città vecchia di Girona, nonostante il diluvio 10. La vicinanza di Girona a Barcelona, claro! Come una semifinale persa diventi occasione di svago - Nell’immaginario collettivo del bolognese doc la Catalunya rappresenta la terra delle vacanze, del divertimento ma soprattutto del sole. Che qualcosa non andasse in quel maledetto venerdì 13 aprile era chiaro fin dalla mattina, quando Girona era ricoperta da una pioggia tendente al diluvio, dal vento e da nuvole basse che la facevano sembrare più simile alle Highland scozzesi che alla terra del sole. Ed in quella uggiosa giornata si è persa anche la Virtus, visto che per 20’ non se né vista traccia. Direte voi che se piove lo fa per tutti, quindi anche gli avversari dell’ Azovmash avrebbero dovuto risentire di tale situazione. Ma sono convinto che a Mariupol (un premio a chi aprendo la cartina dell’Europa ne trovi subito il luogo…) siano maggiormente abituati a tali brume giornate. A nulla son valsi i ruggenti secondi 20’ con Best di nuovo leader della squadra capace di mettere i cesti fondamentali e Drejer di nuovo pallidissimo principe danese, così quando il tiro vita o morte di Blizzard è ballato sul ferro, prima entrando poi uscendo è caduta la disperazione sul piccolo gruppo si supporter giunto da Bologna sin lì. E allora nella pausa tra la semifinale e la finalina di consolazione per il terzo posto (consolazione per chi, poi?) via verso Barcelona, tanto da Girona è come una gita da Bologna a Cesenatico. Ma il tempo deve aver preso i tifosi ancora impegnati nelle fatiche cestistiche così la mattinata è al solito sotto alla pioggia. Fortuna che chi la dura la vince, così il sole torna nel luogo a lui preposto ed i tifosi possono finalmente tornar a fare i turisti. A quel punto riposarsi al sole al Maremagnum, dare un occhio alla mostra di Dalì vicino alla Catedral, farsi tentare dalla cucina tipica catalana in calle dels Assaonadors e lanciarsi nei divertimenti notturni della città diventa un dolce naufragare che può sostituirsi alla consolazione della finalina. Se Parigi val bene una messa, Barcelona varrà sicuramente quella partitella che non consola nessuno.! Poi, per chi proprio di basket non può farne a meno, va rammentato che c’è stata una finale ben giocata tra 2 squadre messe in campo con precisione ed esperienza tattica, insomma una di quelle partite che ormai nel campionato italiano fatichiamo a vedere. Che abbia vinto Girona sembrerebbe un atto dovuto, ma in realtà non è stata una passeggiata e solo grazie alla sapienza tattica di un giramondo americano di passaporto sloveno (il giusto MVP della manifestazione, Ariel Mc Donald) i catalani hanno potuto festeggiare la notte più bella della loro vita. Ma più di questo il bello della tre giorni di Girona è stato lo spettacolo delle tifoserie, affiancate assieme sugli spalti e finite le une per ringraziare le altre. Pensate che i tifosi dell’Azovmash erano nel mezzo esatto di quelli del Girona (anche gli organizzatori si aspettavano una finale con la Virtus evidentemente), ed insieme hanno tifano entrambi per tutta la partita senza nessun problema di sorta. Eh già, luogo di divertimento, vacanze e spettacolo la Catalunya…. Luca Cocchi
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| FINALE | |||
| Azovmash Mariupol | 72 | Akasvayu Girona | 79 |
Girona : Bagaric 2 (1/2 2r 2a 2p), Marinovic 7 (3/3 0/1 3r 2a), Keselj n.e. Fucka 12 (6/9 5r 2p), Sada 2 (1/3 0/1 4r 2a), Salenga 9 (1/5 2/4 5r 2a 2p), Mc Donald 25 (1/2 5/7 4r 2a), Thornton n.e. San Emeterio 7 (1/5 0/2 5r 2rec), Gabriel 3 (1/2 0/1), Gasol 12 (3/5 5r 2a 2p), Middleton (0/1). All.re Pesic Azovmash : El-Amin 16 (5/6 2/7 3rec), Rayevskyy , Liadellis 15 (5/7 1/1 2a 2p), Botichev , Skutyelnik , Loktinov 4 (2r), Gulyas 12 (3/4 2/3 3r), Podorvannyy n.e. Lishchuk 4 (0/3 0/1 4r 2a 3p 2rec), Ivshyn n.e. Powell 6 (1/6 1/3 4a), Bajramovic 15 (4/5 2/3 8r 2a 3p 3rec). All.re Girkis Chi pensava che l’Azovmash sarebbe stato l’agnello sacrificale sull’altare del primo trofeo della storia di Girona si è sbagliato di grosso. La squadra ucraina ci ha provato senza mai arrendersi, mettendo in evidenza uno splendido Bajramovic ed un concreto Liadelis a contrastare il padrone assoluto dell’incontro, l’intramontabile Mc Donald (classe ’72) che prima ha messo 4 bombe 4 per tenere in partita i suoi, poi ha infilato nel finale i 4 punti che hanno dato il là alla fuga decisiva con solo 2:30 da giocare. Non scappa come al solito in partenza l’Akasvayu, la zona adattata che si inventa coach Girkis permette ai padroni di casa di metterla da fuori, ma li manda fuori ritmo e non permette ai lunghi di trovare varchi. Così i primi 20’ sono in costante parità, mentre in avvio di ripresa pare che i Pesic boys possano scappare. Il 54-41 da l’idea della fuga decisiva, invece giocando coscienziosamente ed esaltandosi nel bosniaco Bajramovic che gioca da finto 4 improvvisandosi portator di palla, gli ucraini rientrano macinando il proprio gioco fatto di ripetuti penetra e scarica. Quando a 4’ dal termine una bomba di Gulyas scrive la parità a 67 pare proprio che la sorpresa sia dietro all’angolo. Ma non c’è preoccupazione sugli spalti, dove il tifo infuocato dei padroni di casa ad un passo dalla storia convive pacificamente con al proprio interno gli ucraini esaltati e urlanti. Sulle curve di un incontro ingarbugliato è l’uomo dall’esperienza maggiore ad uscirne, Mc Donald trova maniera di mettere 4 punti decisivi che la rabbia agonistica di San Emeterio consolida razzolando palle sotto alle plance. E’ così vittoria per Girona, la prima in una qualsiasi competizione per questo club che fino all’anno scorso aveva come obiettivo massimo la permanenza nella Liga ACB. Ma i soldi freschi proposti dall’Akasvayu e ben spesi dalla dirigenza hanno cambiano in un amen il percorso del terzo team catalano. Premio ovvio di MVP ad Ariel Mc Donald, americano di passaporto sloveno, che dopo aver condotto alla grande la semifinale ha chiuso da padrone assoluto la partita con l’Azovmash. Ora, minimo, gli verrà costruito un monumento in una pizza della splendida città vecchia di Girona ! - Luca Cocchi |
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| FINALE terzo posto | |||
| VIRTUS BOLOGNA | 80 | Estudiantes | 62 |
Virtus : Best 11 (4/8 0/1 4a), Blizzard 6 (3/6 0/2), Evtimov 4 (2/2), Drejer 9 (3/5 1/3), Crosariol 6 (3/4 6r), Giovannoni 4 (0/2 1/3 8r 2a), Gugliotta 6 (3/4 2rec), Vukcevic 4 (1/2 da 3 2r 2a), Michelori 6 (3/4 4r), Malagoli (0/1 2r), Di Bella 12 (3/5 2a 3p 3rec), Ilievski 10 (2/4 2/6 4r 2a 2p). All.re Markovski Estudiantes : Martines , Clark 3 (1/1 4r), Torre 3 (1/5 6r), Cardenas 13 (3/7 1/5 2r 2a 4p), Nikolic , Sanikidze 1 (4r), Mc Donald 15 (4/6 4r 3p 2rec), Urgell 7 (3/5 0/2 6r 4a 2p), Garnett 11 (3/5 1/4 3r 3p), Jansen n.e. Iturbe 5 (0/2 1/6 2r 4a 2p 2rec), Suarez 4 (1/2 3r 3p). All.re De Pablos La chiamavano finale di consolazione, poi devono aver capito che non consolava nessuno, così se da una parte la Uleb, più avanti coi tempi ha cancellato questa partita, la Fiba l’ha ribattezzata finale per il 3° e 4° posto. La spinta a giocarla è sempre pochina, ma tocca e così davanti a spalti deserti (Girona giocherà dopo oltre 2 ore) ha avvio la sfida. Squadre immutate (tranne il numero di maglia di Evtimov diventato 15), e quintetti identici, per una partita che deve servire come buon allenamento ma soprattutto non bisogna farsi male. Si parte al piccolo trotto, universitari avanti con qualche buona cosa del duo americano, poi prima Drejer e dopo in coppia Ilievski-Di Bella velocizzano il gioco e la Virtus va verso un facile 27-20 al 10'. Si continua in stile campetto, attacchi senza troppo pensarci e difese permissive. Al coro Virtus si uniscono un po’ tutti quelli che toccano il campo, in casa Estudiantes continuano ad essere i 2 strangers a tener desta l’attenzione bianconera, ma di pathos da Final Four n’è rimasto pochino. La differenza tra le 2 squadre a metà partita la fanno le palle perse, ben 12 tra i blu-giallo che permettono alla Virtus un cospiquo numero di attacchi in più. Terzo quarto con prove di difesa in casa bianconera e per l’Estudiantes vedere il cesto diventa un’impresa ardua. 8 punti in 10’, che portano così la partita verso un facile finale dove tutti possono mettersi in evidenza nei recuperi degli infiniti palloni gettati al vento (21 in 30’)dalla squadra di De Pablos. Tra l’indifferenza del pubblico di Girona che piano piano inizia ad affluire per il proprio appuntamento con la storia, scivolano via senza episodi da rimarcare anche gli ultimi minuti di un incontro che difficilmente le 2 squadre ricorderanno in futuro. Va almeno segnalata l’applicazione difensiva prodotta dalla Virtus a fronte di un Estudiantes che sarebbe stato battuto ugualmente, ma così si è ricavato un po’ di utilità da questa partita. Nel dopopartita voce a coach Markovski :”sono contento che atteggiamento della squadra sia stato positivo, perché dopo la partita di venerdì volevamo vedere un atteggiamento positivo in difesa. Abbiamo avuto sovrannumero molte volte quando abbiamo recuperato i palloni per i contropiedi, poi nel secondo tempo abbiamo gestito molto bene la partita. Ho spesso detto che quando abbiamo grande aiuto dei giovani è molto più facile reggere la partita anche per i veterani che devono costruire la partita. Bravo Crosariol a meritarsi i 31’ avuti senza partire in quintetto. Ogni giocatore sa che ha la possibilità di andare in campo ma per quanto dipende da loro. Crosariol 31’, Malagoli 9’, Gugliotta 24’, grazie proprio alla difesa, perché hanno fatto 60’ coi quali sicuramente hanno dato un bel esempio. Nell’Estudiantes c’è un giocatore che apprezzo da anni, Iturbe, che coi suoi tiri da 3 ha avuto grande risultato. Nostra intenzione era non concedergli quel tiro, spostando Drejer su Iturbe, poi necessitava tra gli esterni mettere un terzo play, rischio calcolato sin dall’inizio. Non abbiamo avuto difficoltà, nonostante Giovannoni sia partito con 2 falli, poi abbiamo ovviato con Drejer ed Evtimov in quel ruolo. Ci tenevamo a vincere contro una squadra del campionato spagnolo, son contento perché nei 40’ non ho visto cose che non mi son piacciute ed abbiamo fatto quello che volevamo”. PAGELLE Best 6,5 in una serata standard, va apprezzato lo sforzo difensivo prodotto. Blizzard 6 non preciso ma ringhioso dietro, si prende i suoi tiri come al solito dimostrando di aver dimenticato quell’ultimo contro l’Azovmash Evtimov 6 pulito e lineare, si segnala per un insolito numero di maglia. Drejer 6 conta un tubo e lui parte alla grande, poi si disunisce quasi gli avessero chiesto di vincerla. Crosariol 7 parte piano, finisce troneggiando, avversari ovviamente compiacenti. Giovannoni 6 gioca quando la partita è già scritta, ma il suo al solito lo mette. Vukcevic 6 non serve esperienza ( anche se quando serve…), e gioca in tranquillità Michelori 6,5 buone spallate quando occore spingere e farsi trovare pronti. Malagoli 6 nove minuti che verranno utili in futuro Di Bella 7 l’efrfervescenza necessaria per non addormentare il pubblico in un match del genere. Ilievski 6,5 qualche forzatura delle sue, ma non si tira mai indietro. Markovski 6,5 riesce ad utilizzare l’incontro come valido allenamento dando spazio a chiunque abbia voglia di buttarsi su di un pallone. Oggi non serviva altro. Luca Cocchi |
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| SEMIFINALE | |||
| VIRTUS BOLOGNA - Azovmash Mariupol | 73 - 74 | Estudiantes - Akasvayu Girona | 58 - 89 |
| venerdì 13 aprile, ore 18:00 ( 14-29 35-50 52-58 ) Virtus : Best 14 (5/7 1/3 2r 2a 2rec), Blizzard 11 (1/6 3/9 5r 3a), Evtimov , Drejer 5 (1/4 1/2), Crosariol 7 (3/6 8r), Giovannoni 8 (1/4 2/3 5r), Gugliotta n.e. Vukcevic 3 (0/3 1/5), Michelori 12 (6/8 9r 3rec), Malagoli , Di Bella 4 (0/1 4r 2a), Ilievski 9 (3/5 1/5 2r). All.re Markovski Azovmash : El-Amin 7 (2/2 1/5 9r 4a), Rayevskyy (0/1 da 3), Liadellis 24 (7/11 2/2 2r 2p), Botichev , Skutyelnik , Loktinov n.e. Gulyas 5 (1/2 da 3), Podorvannyy n.e. Lishchuk 11 (1/4 0/1 11r 2a 3p 2sf), Ivshyn n.e. Powell 16 (5/10 0/1 2r 3p), Bajaramovic 11 (5/7 0/1 9r 2p). All.re Girkis
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venerdì 13 aprile, ore
20:30 26-14, 15-16, 22-12, 26-16 Girona (ESP) TEAM LEADERS Ariel Mc Donald (21) Pts Gregor Fucka (6), Marc Gasol (6) Reb Francisco Mendiburu Urgell (6) Marko Marinovic (4) Ass Fernando San Emeterio (6) St Dalibor Bagaric (1), Marc Gasol (1) Bs Club Estudiantes TEAM LEADERS Pts William Mc Donald (11) Reb Caio Aparecido Silveira Torres (6), Ass Francisco Mendiburu Urgell (5) St Sergio Sánchez Cardenas (2), Carlo Suarez (2) Bs Caio Aparecido Silveira Torres (2 |
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| Commento Luca
Cocchi inviato catchweb Lasciata l’estate prematura bolognese, la Virtus è accolta dal clima uggioso di Girona per la partita d’esordio delle Final Four di Eurocup. Pare quasi d’essere nelle Highland scozzesi, piuttosto che in Catalunya, ed anche il popolo virtussino deve aver sentito la differenza tra l’invasione barcelonese del 1998 e questa discesa in terra spagnola, viste le scarse presenze sugli spalti del Pavellò Fontajou. Ma quello più pesante è che nemmeno la Virtus pare arrivata a Girona, dove in un primo quarto degli orrori viene seppellita da 29 punti messi facili dagli ucraini, che piazzano 2 parziali pesantissimi in avvio (10-0 per il 3-12) e sul finale (13-0 per il 14-29). Non c’è voce deve la Virtus non sia alla pari degli ucraini, dalle medie al tiro ai rimbalzi, ovunque son dispiaceri, mentre dall’altra parte tutto facile sulle giocate efficaci di Liadellis ed i rimbalzi di Lishchuk. Poco cambia nel secondo quarto, per la Virtus regna la confusione ed ogniuno si sente autorizzato a far il salvatore della patria, l’ Azovmash cala ma non mette mai in pericolo il risultato. Un +18 viene limato a +12 dopo qualche minuto di un intraprendente Di Bella, ma la bomba a fil di sirena di El-Amin scrive un altro +15 ucraino alla pausa lunga. Evidentemente iniziare a giocare al Fontajau per la Virtus è impresa ardua, chi ricorda la partita con l’Akasvayu capirà di cosa stiamo parlando. |
Commento Luca
Cocchi inviato catchweb Se qualche tifoso arriva al Pavellò Fontajau con la maglietta Akasvayu Campion Eurocup 2007, qualche idea di come vada a finire questa coppa è già nell’aria. Se fuori piove, sull’Estudiantes grandina e non una volta sola. La prima fuga del Girona 26-14, e ripresa dai madrileni che arrivano a sole 4 lunghezze sul 30-26, ma da lì di partita non c’è più niente grazie ad un McDonald ispiratissimo, se non qualche scaramuccia a pochi secondi dal termine del primo tempo quando Pesic va a cercarsi un tecnico sacrosanto riscaldando un ambiente già in clima di festa. Non c'è veramente partita nei secondi 20’, che servono al pubblico di cosa per intonare cori anche per il magazziniere e a quelli dell’Estudiantes per innescare un supporto incredibile ai loro beniamini anche sotto di oltre 30 punti. Non si fermano nemmeno a partita finita gli studenti, tanto che anche Pesic a fine partita va a salutari e ringraziarli sotto alla loro curva tutta tinta di blu e giallo. Derby spagnolo, o come la intendono qui sfida Catalunya-Espaňa, senza bisogno di repliche. Questa volta l’orgoglio degli studenti è stato spazzato via dalla classe e dai tanti soldi dei padroni di casa che affronteranno da grandissimi favoriti la sfida con gli ucraini dell’Azovmash vincenti all’ultima carambola con la Virtus. Luca Cocchi |
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| Le uniche indicazioni salvabili in casa bianconera arrivano proprio dal settore maggiormente penalizzato, sotto canestro Crosariol-Michelori hanno vinto il conto a rimbalzo e messo quasi la metà dei punti. Dall’altra parte è sempre Liadellis ad imperversare, ma chiunque metta piede in campo trova maniera di portare mattoni utili. Dagli spogliatoi rientra finalmente la Virtus, che gioca tutto il terzo quarto coi 3 piccoli mettendo maggior pressione sull’organizzazione di gioco avversaria. Best riprende a fare il regista, Ilievski spadella ma tocca tutti i palloni che gli passano davanti, così mentre l’Azovmash non vede più il cesto i bianconeri a passettini rientrano in partita, sprecando anche banali liberi con Giovannoni che avrebbero potuto scrivere il –3. Ma c’è ancora partita nonostante le pessime medie al tiro bolognese (46% da 2 e 21% da 3). Parziali a raffica in avvio degli ultimi 10’, con Virtus in pari sul 60 e nuova fuga ucraina sul +6, ma 2 bombe di Blizzard ed Ilievski ricuciono nuovamente il match. Sull’unica bomba della sua partita Best sorpassa (71-70), poi si gioca a chi gli pesa più il pallone sia ai liberi sia al tiro (vedi Drejer che non se la sente e getta al vento un qualcosa di imperdonabile), per arrivare con palla in mano Virtus a 7” da giocare. Blizzard parte in palleggio prende il centro area e spara un tiro da libero, il pallone entra ed esce e per la Virtus è la beffa finale di una partita nata troppo male per trasformarsi in miracolo. Segni di vita di gruppo dopo 20’ da dimenticare, spazzati i timori c’è stato gioco ed intensità, ma approciare un incontro del genere con questa mentalità costa troppo caro. Certo, queste sono le tappe per crescere, ma ad un certo punto va data qulla svolta di maturità per arrivare al posto voluto e sperato, altrimenti si finisce per girare a vuoto. Ma chi ha visto la partita non potrà non essersi diverti per quegli ultimi 20’ di gioia e disperazione. Nel dopopartita un preciso Markovski analizza così l’incontro:”partita bellissima, ma non abbiamo iniziato bene. Già nel primo quarto siamo entrati intimoriti con poca decisione a far le cose in difesa soprattutto sul loro pick ‘n’roll. Lì loro hanno prodotto anche per le nostre brutte scelte di tiro. Una volta messa in dubbio la partita abbiamo riportato l’avversario ad un vantaggio colmabile. Nel terzo quarto abbiamo fatto vedere con quanto sforzo in difesa dovevamo giocare all’inizio. Abbiamo avuto un’enormità di tiri, gli abbiamo creati con la difesa, siamo arrivati con 16 attacchi in più, meritandoci di arrivare a giocarcela grazie anche a scelte di blocchi attivi sulla palla. In vantaggio a 4 dal termine, alla fine è girata così. Abbiamo perso ai punti con grande rammarico, per cosa abbiamo lasciato sfuggirci all’inizio con indecisione e timore. Quei 29 punti nei primi 10’ sono stati il 40% dei loro punti complessivi. Rispetto alla semifinale di coppa Italia, è cambiato il carattere di chi ha giocato, grande Crosariol e grande Michelori. Siamo stati spinti via dal loro canestro per la fisicità, qualche rimbalzo in attacco poteva andare diversamente, ma senza sbagliare niente da parte degli arbitri. Vukcevic è giocatore pieno d’esperienza per questi trofei, messo in campo quando serviva l’esperienza salvandone la freschezza. Non è stato in grado di riuscirci, cambiando comunque giocate a seconda delle situazioni. Ho rimesso Drejer per preservare Giovannoni anche in prospettiva di un supplementare, poi quel tiro non preso con palla gettata ci stanno nel percorso del giocatore. Best questa sera nei momenti topici ha giocato di squadra e punito quando ne ha avuto la possibilità, c’è la speranza di vederelo sempre così. Parla anche un sereno Sabatini, subito dopo aver salutato la squadra con entusiasmo :” orgoglioso di aver rappresentato il basket italiano, fiero di essermela giocata fino all’ultimo tiro di Blizzard. Queste partite fanno parte dei passaggi fisiologici, fa piacere vedere questo Crosariol e rivedere Di Bella in campo. Non è un anno fortunato, poi col regolamento che non permette di cambiare Lang infortunato è stato pesante. Sapevamo di non poter portare a casa la coppa, ma avrebbe fatto piacere essere in finale, e spiace per i tifosi che sono arrivati fin qua. Sono andato subito nello spogliatoio a ringraziare i ragazzi”. PAGELLE Best 6,5 pessimo in avvio, finalmente leader nel finale. Segno importante per il cammino dle campionato. Blizzard 6 non si può condannarlo per quel tiro e per i troppi errori, ha dato l’anima sempre con scelte intelligenti. Evtimov n.g. 3 minuti nel marasma generale non lo fanno giudicabile. Drejer 4 è riapparso il pallido principe, tanto lontano dai giorni del derby. Paure ed errori costati carissimi. Crosariol 7 la buona novella della semifinale, impatto e senso della posizione come non mai. Giovannoni 6 la maniera per far qualcosa di buono la trova sempre, senza quel quarto fallo finale le cose potevano andare diversamente Vukcevic 4 pessime scelte in qualsiasi momento, l’esperienza si è nascosta chissà dove. Michelori 7 i suoi rimbalzi, i suoi recuperi ed i suoi cesti inventati (suo l’ultimo vantaggio) hanno ridato vita alla squadra. Di Bella 5,5 ci mette del suo nel secondo quarto per rianimare una squadra uccisa, in seguito non trova più sbocchi. Ilievski 6 si potrebbe condannare, ma non demorde mai ed il suo impeto è lo spirito della rimonta. Markovski 6 senza veri lunghi prova ad inventare quintetti aggressivi per cambiare un esito di partita che pareva scontato. Forse continuare a fidarsi troppo di Vukcevic nell’ennesimo finale sparato sul ferro dal serbo-greco. Luca Cocchi |
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| INVIATO CATCHWEB
PER NOI A GIRONA LUCA COCCHI Presentazione final four Le prossime Final Four di Eurocup Fiba in Catalogna porteranno qualche grande ed indelebile ricordo ai tifosi bianconeri. Ma le finali in programma dal 13 al 15 aprile a Girona non saranno la massima vetrina continentale, quella insomma dove facilmente approderà il CSKA di coach Messina. Saranno le finali della terza coppa europea (ci scusi Markovski, per lui questa è la seconda…), ma per la Virtus si tratta comunque di un ritorno importante in campo europeo. L’avversario in semifinale (venerdì 13 aprile, ore 18:00) sarà la squadra Ucraina del Azovmash Mariupol di coach Girskis, mentre dall’altra parte del tabellone (ore 20:30) si scontreranno nel derby spagnolo i madrileni dell’Estudiantes ed i padroni di casa ed ovvi favoriti dell’ Akasvayu Girona. Degli ucraini poco si sa, sembrano una piccola armata brancaleone dalle porte girevoli dove sono approdati ed usciti vecchi personaggi del nostro basket (Radulovic, Rimac), con punti di forza tra le guardie nell’americano El-Amin (quasi 15 punti di media) e nell’esperto greco Liadelis (11 ad incontro per lui). Tra i lunghi svetta l’autoctono Lishchuk pivot da 10 punti ed 8 rimbalzi a partita ed il giramondo ungherese (di squadre non certo di primo piano..) Gulyas di cui durante l’ultimo anno si è parlato anche in casa Fortitudo. A completare il quintetto c’è il bosniaco Bajramovic, ala da 13 punti e 6 rimbalzi. Nell’altra semifinale l’Estudiantes di coach De Pablos pare la vittima sacrificale di un Girona costruito per vincere questa coppa ed arrivare in breve all’Eurolega. Per i madrileni, famosi per la tifoseria chiamata Demencia (un nome un programma…), il quintetto base è formato in play dallo spagnolo Cardenas (10 punti e 3 assist), dall’americano di lungo stanza italiana (Messina, Treviso e Varese) Garnett (15 a partita), dall’ala argentina Jasen (10+5 per lui) e dai lunghi Torres (brasiliano che scrive 9+5) e dall’americano McDonald, centro da 15+6 a partita. Sulla carta il confronto spagnolo non dovrebbe avere sorprese, il tasso tecnico del Girona pare nettamente superiore ed unito al fattore campo non lascia spazio agli studenti. Ma il solito orgoglio degli universitari è pronto ad esplodere, ed è quello su cui conta anche la Virtus per una eventuale finale più potabile che quella contro un Girona che ha già messo sotto 2 volte su 2 nell’anno i bianconeri. In casa Girona sono talmente tanti i protagonisti che potrebbero ergersi ad MVP del torneo (Fucka, Bagaric, Thornton, McDonald, Salenga, San Emeterio…) che è difficile evidenziarne uno in particolare.Certamente il personaggio di maggior spessore e carisma è l’allenatore Pesic, uomo tutt’altro che simpatico ma che coi fatti ribatte a quelli che provavo con tranquillità e cordialità ad accennargli qualche annotazione o qualche domanda sulle sue non sempre condivisibili scelte. Queste finali potrebbero essere il trampolino di lancio verso l’Europa vera anche per la Virtus, quell’Europa che come un tempo passa da Barcelona e Mosca e non dall’Ucraina! Per tutti i tifosi virtussini interessati a seguire la squadra a Girona, ricordiamo che la società organizzerà un charter che arriverà direttamente nella cittadina catalana. Da lì Barcelona dista meno di 100 chilometri (con navette frequenti dall’aereoporto), quindi tutti quelli che vorranno sperimentare la movida barcelonese avranno pane per i loro denti. Luca Cocchi |
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