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| FINALE | |||
| Cska Moskow | 91 | Panathinaikos | 93 |
| 06-05-2007 h.20.30 La partita che tutti attendevano dall’avvio dell’Eurolega è arrivata come ciliegina sulla torta al termine della stagione, nel posto giusto ed al momento giusto per i vincitirori, il Pana di coach Obradovic alla sua sesta Eurolega. Per Messina luogo e momento non potevano essere dei migliori, visto che si giocava nella immensa tana del nemico e doveva entrarci senza il suo jolly preferito, ovvero David Vanterpool. Ma la partita è stata sicuramente una delle più belle finali della storia del basket, certamente la più bella partita dell’anno ed un fantastico spot per la pallacanestro. Vince senza nulla rubare il Pana, sfruttando il suo lungo organico e comandando praticamente sempre, a parte una solo vantaggio russo a metà del terzo periodo quando il CSKA è rientrato da un ritardo di 10 punti in meno di 5’, ma proprio lì nel dar fiato al duo Smodis-Langdon Messina si è visto scappare la partita. Quindi biancoverdi sempre a condurre e CSKA mai morto, capace di rientrare da qualsiasi situazione che pareva sempre la resa definitiva. 10 punti a 3’ dal termine sembravano troppo pesanti per una squadra con problemi di falli e sempre di rincorsa, ma prima Smodis poi 2 siluri impossibili di Langdon rimettevano in corsa Mosca, ma un gioco di prestigio di Siskauskas chiudeva definitvamente l’incontro. Inutile il cesto allo scadere di Holden che riportava a sole 2 lunghezze i suoi, il Pana già festeggiava. Difese dure e preparatissime a fronteggiare attacchi in mano a giocatori dal talento e dalle letture chiarissime davano vita ad un incontro fantastico dove i protagonisti sarebbero da elencare uno a uno, ma dove giustamente è stato premiato come MVP Diamantidis, che se in finale non ha potuto onorare al massimo il titolo di miglior difensore della lega (ma provateci voi contro le movenze di Langdon…) ha però dato lustro al suo gioco offensivo, con assist e punti importanti. Assieme a lui tra il Pana da segnalare il lituano Siskauskas spesso determinante e la quarta frazione di Tomasevic che sfurttando il mestiere nel modo migliore ha infilato il canestro avversario in ogni modo. Oltre a questi 3 giocatori, vanno ricordati i 3 cesti filati negli ultimi minuti di un Batiste a lungo dimenticato in panchina nel secondo tempo. Dall’altra parte onere al giocatore premiato come MVP dell’annata, Papaloukas, forse il migliore anche oggi in campo, capace di letture solo sue e di un primo passo inarrestabile. Molteplici i danni da lui portati alla difesa avversaria, ma a seguirlo con costanza ci son stati pochi compagni, uno Smodis forse troppo nervoso è incappato in un quarto fallo prematuro in un momento in cui sarebbe dovuto rimanere in campo, mentre ha parzialmente deluso Andersen, a lungo sostituito da Van Der Spiegel. Troppo alterno Torres, forse qui si è sentita la differenza con l’esserci al livello massimo tra lui e Vanterpool, e stessa cosa per Holden, difficoltà che alla fine son costate la finale. Una partita come nel campionato italiano non riusciamo più a vedere, visto che le stelle nascenti lasciano in nostro campionato e chi arriva non è di quel livello.Veniva il magone a vedere chi giocava questa finale, pensando che un tempo davano spettacolo sui nostri parquet, la lista è lunga, aperta in primis dai 2 coach Obradovic (che alla Benetton fu protagonista di una storica eliminazione dai playoff ad opera di Reggio Emilia…forse il suo ricordo peggiore) e Messina, per passare a Smodis, Becirovic, Vujanic, Andersen, Van Der Spiegel, Torres, Langdon, Dikoudis, Siskauskas, Batiste oltre all’infortunato Vanterpool. Bei tempi andati, forse nella alte sfere di Federazione e Lega sarebbe il caso di chiedersi cosa sia successo al di la dei soldi che son venuti a mancare (ma anche qui ci sarà un suo perché) a far sì che il nostro livello si sia abbassato mentre in giro per l’Europa i campionati sono andati via via migliorando. Luca Cocchi |
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| SEMIFINALE | |||
| Cska Moskow-Unicaja Malaga | 60 52 | Panathinaikos-Tau | 67 - 53 |
| 04-05-2007 h.17.30 Derby italiano in panchina nella prima semifinale di Eurolega, il più famoso ed atteso, ovvero Messina-Scariolo. Ma se per il CSKA di Messina esserci è atto dovuto, per gli andalusi di Scariolo si può parlare di una grande impresa essere ad Atene. Peccato che in casa Unicaja abbiano dovuto giocarsela senza il centro titolare, quel Santiago che prende parecchio spazio nell’area biancoverde, ed inoltre c’è da considerara le condizione precarie del due Tusek-Brown. Per Messina una delle sue icone preferite è solo spettatore, Vanterpool, sostituito dal venezuelano Torres, buon giocatore ma di spessore minore del tuttofare americano. E’ un avvio di partita con gioco misurato sui 24” e difese ad alto tasso di atletismo, punteggio ovviamente basso e nessuna squadra capace di fare la differenza. Il divario di 9 punti a metà tempo per i moscoviti è frutto del calo fisico negli ultimi 3’ dell’ Unicaja e delle giocate di gran classe di Andersen-Papaloukas. In avvio di ripresa c’è il capolavoro tattico di Scariolo, i suoi chiudono brillantamente in difesa mandando in confusione il play avversario Holden e colpiscono prima dalla lunga e poi in avvicinamente trovando un formidabile Cabezas, leader e scorer. Ma sul più 2 il play andaluso prende una botta cadendo dopo un cesto in contropiede mentre dall’altra parte il solito Smodis mette la bomba che ripristina i giochi. Nell’ultimo quarto è solo Mosca, una difesa invalicabile costringe gli spagnoli a 3 punti in 9:30, mentre in attacco alcune perle di Andersen sommate ad un fondamentale gioco da 3 punti di Langdon spingono il divario in doppia cifra. Troppo forte e compatta Mosca per questa Malaga, ma già il fatto di esserci e di essersela giocata fino al 35’ è un grande merito per squadra ed allenatore. Mosca senza strafare ma giocando con razocigno (usa anche la zona Messina per variare le cose quando non tutto gira per il verso giusto) approda in finale, ovvero dove tutti se la aspettavano. Deve solo attendere qualche ora per sapere chi le toccherà di fronte in finale, alla ricerca di un prestigioso bis dopo il successo di Praga nella scorsa annata. Luca Cocchi |
04-05-2007 h.20.30 E’ la semifinale più attesa, si scontrano 2 squadre espressamente costruite per arrivare sin qui, i verdi del Pana davanti al muro umano del loro pubblico ed i baschi del Tau da anni alla ricerca della consacrazione definitiva. L’Atene biancoverde attende i suoi beniamini e questi rispondo immediatamente. E’ la difesa che detta legge, spesso i baschi incappano in infrazioni di 24”, nonostante il loro attacco sia tra i più prolifici dell’intera Eurolega. Scappa subito il Pana, raggiungendo un vantaggio in doppia cifra che a lungo non verrà mai limato. I 12 titolari 12 trovano quasi tutti maniera di mettersi in evidenza, mentre alcuni del Tau toppano pesantemente la partita, in primis House che finisce per far più danni della grandine. Ma nonostante un punteggio misero, la partita non sembra mai definitivamente chiusa, nemmeno quando in avvio di quarta frazione una poderosa schiacciata di Batiste scrive il +16 Pana. Proprio lì c’è la reazione basca, un 10-0 che inquieta coach Obradovic costretto a un time-out col pubblico decisamente più muto che attimi prima. Ma limando qualcosa ai liberi il vantaggio rimane stabile e quando a meno di 2’ dal termine l’ex fortitudino Vujanic mette la bomba del +10 per i biancoverdi è trionfo. Non c’è più nulla nel Tau da buttare in campo, Scola è fuori per falli raggiunto da Planinic, le medie di tiro da 3 sono sotto al 20% con oltre 20 tentativi e questa occasione di affermarsi ad alto livello rimarrà come le altre incompiute. Andrebbe anche segnalato che non c’è decisione dubbia che venga girata a favore del Tau, tutto è per il Pana ed alla lunga in una partita dal puntaggio basso i tanti liberi rimediati grazie al bonus avversario raggiunto con troppa facilità porta punti pesantissimi. Ora il Pana dovrà trarre energie positive dal suo infinito pubblico in attesa del risultato più grande, cercando di non farsi schiacciare dall’enorme pressione che l’attende. La squadra di Obradovic esibisce un roster infinito, ma di fronte si trova la squadra più quadrata e dalle individualità migliori di tutta Europa. I verdi hanno anche il vantaggio che il miglior jolly del CSKA è fuori gioco (leggi Vanterpool), ma contro il talento di Smodis, Andersen, Langdon e del nemico greco Papaloukas servirà un’impresa degna degli dei dell’Olimpo. - Luca Cocchi |
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